DECRETO-LEGGE 24 gennaio 2015, n. 3 

Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti. (15G00014) (GU Serie Generale n.19 del 24-1-2015)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/01/2015

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                      IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; 
  Ritenuta la straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  avviare  il
processo di adeguamento al sistema bancario  agli  indirizzi  europei
per  renderlo  competitivo  ed  elevare  il  livello  di  tutela  dei
consumatori e  di  favorire  lo  sviluppo  dell'economia  del  Paese,
promuovendo una maggiore patrimonializzazione delle imprese  italiane
ed il  concorso  delle  piccole  e  medie  imprese  nei  processi  di
innovazione del sistema produttivo; 
  Ritenuta  altresi'  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza   di
adottare   disposizioni   volte   a   favorire   l'incremento   degli
investimenti,  l'attrazione  dei   capitali   e   degli   investitori
istituzionali esteri, nonche' favorire lo sviluppo  del  credito  per
l'export; 
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 20 gennaio 2015; 
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  e  dei   Ministri
dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico; 
 
                              E M A N A 
                     il seguente decreto-legge: 
 
                               Art. 1 
 
 
                           Banche popolari 
 
  1. Al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia,  di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sono  apportate
le seguenti modificazioni: 
    a) all'articolo 28, dopo il comma 2-bis, e' aggiunto il seguente: 
      «2-ter. Nelle banche popolari  il  diritto  al  rimborso  delle
azioni nel caso di recesso, anche a seguito di trasformazione,  morte
o esclusione del socio, e' limitato  secondo  quanto  previsto  dalla
Banca d'Italia, anche in deroga a norme di  legge,  laddove  cio'  e'
necessario  ad  assicurare  la  computabilita'   delle   azioni   nel
patrimonio di vigilanza di qualita' primaria della banca. Agli stessi
fini, la Banca d'Italia puo' limitare il diritto  al  rimborso  degli
altri strumenti di capitale emessi.»; 
    b) all'articolo 29: 
      1) dopo il comma 2, sono inseriti i seguenti: 
        «2-bis. L'attivo della banca popolare  non  puo'  superare  8
miliardi di euro. Se la banca e' capogruppo di un gruppo bancario, il
limite e' determinato a livello consolidato. 
      2-ter. In caso di superamento del limite di cui al comma 2-bis,
l'organo di amministrazione convoca l'assemblea per le determinazioni
del caso. Se entro un anno dal superamento del limite l'attivo non e'
stato ridotto al di sotto della soglia ne'  e'  stata  deliberata  la
trasformazione in societa' per azioni ai sensi dell'articolo 31 o  la
liquidazione, la Banca d'Italia, tenuto  conto  delle  circostanze  e
dell'entita'  del  superamento,   puo'   adottare   il   divieto   di
intraprendere  nuove  operazioni  ai  sensi  dell'articolo  78,  o  i
provvedimenti previsti nel titolo IV, capo I, sezione I,  o  proporre
alla   Banca   centrale   europea   la   revoca   dell'autorizzazione
all'attivita' bancaria e al Ministro dell'economia e delle finanze la
liquidazione  coatta  amministrativa.  Restano  fermi  i  poteri   di
intervento e sanzionatori attribuiti alla Banca d'Italia dal presente
decreto legislativo. 
      2-quater. La Banca d'Italia detta  disposizioni  di  attuazione
del presente articolo.»; 
    2) il comma 3 e' abrogato; 
      c) l'articolo 31 e' sostituito dal seguente: 
        «Articolo  31.  (Trasformazioni   e   fusioni).   -   1.   Le
trasformazioni di banche popolari in societa' per azioni o le fusioni
a cui prendano parte banche popolari e da cui risultino societa'  per
azioni sono deliberate: 
          a) in prima convocazione, con la maggioranza dei due  terzi
dei voti espressi, purche' all'assemblea sia rappresentato almeno  un
decimo dei soci della banca; 
          b) in seconda convocazione, con la maggioranza di due terzi
dei voti espressi, qualunque  sia  il  numero  dei  soci  intervenuti
all'assemblea. 
  2. In caso di recesso resta fermo quanto previsto dall'articolo 28,
comma 2-ter. 
  3. Si applicano gli articoli 56 e 57.»; 
    d) all'articolo 150-bis: 
      1) al comma  1,  le  parole:  "banche  popolari  e  alle"  sono
soppresse; 
      2) il comma 2 e'  sostituito  dal  seguente:  «2.  Alle  banche
popolari non si applicano le seguenti disposizioni del codice civile:
2349, secondo comma, 2512, 2513, 2514,  2519,  secondo  comma,  2522,
2525, primo, secondo, terzo e quarto comma,  2527,  secondo  e  terzo
comma, 2528, terzo e  quarto  comma,  2530,  primo,  secondo,  terzo,
quarto e quinto comma, 2538, secondo comma, secondo periodo, e quarto
comma, 2540, secondo comma, 2542, secondo e quarto comma, 2543, primo
e secondo comma, 2545-bis, 2545-quater, 2545-quinquies,  2545-octies,
2545-decies,    2545-undecies,    terzo    comma,     2545-terdecies,
2545-quinquiesdecies,   2545-sexiesdecies,    2545-septiesdecies    e
2545-octiesdecies.»; 
      3) il comma 2-bis e' sostituito dal seguente: «2-bis. In deroga
a quanto previsto dall'articolo 2539, primo comma, del codice civile,
gli statuti delle banche popolari determinano il  numero  massimo  di
deleghe che possono essere conferite  ad  un  socio;  in  ogni  caso,
questo numero non e' inferiore a 10 e non e' superiore a 20.»; 
  2. In sede di prima applicazione del presente  decreto,  le  banche
popolari autorizzate al momento dell'entrata in vigore  del  presente
decreto si adeguano a quanto stabilito  ai  sensi  dell'articolo  29,
commi 2-bis e 2-ter, del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.
385, introdotti dal presente articolo, entro 18 mesi  dalla  data  di
entrata in vigore delle  disposizioni  di  attuazione  emanate  dalla
Banca d'Italia ai sensi del medesimo articolo 29. 
Portabilita' conti correnti 
 
  1. Gli istituti bancari e i prestatori di servizi di pagamento,  in
caso di trasferimento di un conto di pagamento, adottano e concludono
la procedura di cui all'articolo  10,  paragrafi  da  2  a  6,  della
direttiva n. 2014/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23
luglio 2014, entro i termini ivi previsti, senza  oneri  e  spese  di
portabilita' a carico del cliente. 
  2. In caso di mancato rispetto delle modalita' e dei termini di cui
al comma 1,  l'istituto  bancario  o  il  prestatore  di  servizi  di
pagamento e' tenuto a risarcire il cliente in misura proporzionale al
ritardo e alla disponibilita' esistente sul  conto  di  pagamento  al
momento della richiesta di trasferimento. 
  3. In caso di richiesta di trasferimento del  conto  di  pagamento,
unitamente alla richiesta di trasferimento di  strumenti  finanziari,
di ordini di pagamento e di ulteriori servizi  e  strumenti  ad  esso
associati, la portabilita' si conclude senza ulteriori oneri e  spese
per il consumatore. 
  4. All'articolo 116 del testo unico delle leggi in materia bancaria
e creditizia, di cui al decreto legislativo  1°  settembre  1993,  n.
385, dopo il comma 1, e' inserito il seguente: 
    «1-bis. Le banche e gli intermediari finanziari rendono noti  gli
indicatori che assicurano la trasparenza informativa alla  clientela,
quali l'indicatore sintetico di costo e il profilo dell'utente, anche
attraverso gli sportelli automatici e gli strumenti di accesso remoto
ai servizi bancari.». 
                               SACE 
 
  1. Al fine di rafforzare l'attivita'  di  SACE  S.p.A.  a  supporto
dell'export e dell'internazionalizzazione dell'economia italiana e la
sua competitivita' rispetto alle altre entita'  che  operano  con  le
stesse  finalita'  sui  mercati  internazionali,   SACE   S.p.A.   e'
autorizzata  a  svolgere  il  proprio  intervento  anche   attraverso
l'esercizio del credito diretto, nel rispetto delle  disposizioni  di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Tale  attivita'
e' svolta previa autorizzazione della Banca  d'Italia,  nel  rispetto
delle normative internazionali, europee e nazionali in materia.  SACE
S.p.A. in conformita' alla citata normativa, definisce  le  modalita'
operative piu' idonee relativamente a quanto  previsto  nel  presente
articolo. 
                  Piccole e medie imprese innovative 
 
  1. All'articolo 1, del testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazioni finanziarie di cui al decreto legislativo 24 febbraio
1998, n.  58,  dopo  il  comma  5-decies  e'  inserito  il  seguente:
«5-undecies. Per "piccole e medie  imprese  innovative",  di  seguito
"PMI  innovative",  si  intendono  le  PMI,   come   definite   dalla
raccomandazione 2003/361/CE, che possiedono i seguenti requisiti: 
    a) la residenza in Italia ai sensi  dell'articolo  73  del  testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente
della  Repubblica  22   dicembre   1986,   n.   917,   e   successive
modificazioni, o in uno degli Stati membri dell'Unione europea  o  in
Stati aderenti all'accordo sullo spazio  economico  europeo,  purche'
abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia; 
    b)  la  certificazione  dell'ultimo  bilancio  e   dell'eventuale
bilancio consolidato redatto  da  un  revisore  contabile  o  da  una
societa' di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili; 
    c)  l'assenza  di  possesso  di  azioni  quotate  su  un  mercato
regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione; 
    d)  l'assenza  di  iscrizione  al  registro   speciale   previsto
all'articolo 25, comma 8, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.  179,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221; 
    e) almeno due dei seguenti requisiti: 
      1) volume di spesa in ricerca e sviluppo  in  misura  uguale  o
superiore al 3 per cento della maggiore entita' fra  costo  e  valore
totale della produzione della PMI  innovativa.  Dal  computo  per  le
spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per  l'acquisto  di
beni immobili. Ai fini del presente decreto,  in  aggiunta  a  quanto
previsto dai principi contabili, sono altresi' da annoverarsi tra  le
spese  in  ricerca  e  sviluppo:  le  spese  relative  allo  sviluppo
precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e
sviluppo del piano industriale;  le  spese  relative  ai  servizi  di
incubazione  forniti  da   incubatori   certificati   come   definiti
dall'articolo 25, comma 5, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221;
i costi lordi di personale interno  e  consulenti  esterni  impiegati
nelle  attivita'   di   ricerca   e   sviluppo,   inclusi   soci   ed
amministratori; le spese legali per la registrazione e protezione  di
proprieta' intellettuale, termini e licenze d'uso. Le spese risultano
dall'ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa; 
      2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi  titolo,
in percentuale uguale  o  superiore  al  quinto  della  forza  lavoro
complessiva, di personale in  possesso  di  titolo  di  dottorato  di
ricerca  o  che  sta  svolgendo  un  dottorato  di   ricerca   presso
un'universita' italiana o straniera, oppure in possesso di  laurea  e
che  abbia  svolto,  da  almeno  tre  anni,  attivita'   di   ricerca
certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in  Italia
o all'estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore  a  un  terzo
della forza lavoro complessiva, di personale in  possesso  di  laurea
magistrale  ai  sensi  dell'articolo  3  del  decreto  del   Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca 22 ottobre 2004, n.
270; 
      3) titolarita', anche  quali  depositarie  o  licenziatarie  di
almeno  una  privativa  industriale,  relativa   a   una   invenzione
industriale,  biotecnologica,  a  una  topografia   di   prodotto   a
semiconduttori o a una nuova varieta' vegetale ovvero titolarita' dei
diritti  relativi  ad  un  programma   per   elaboratore   originario
registrato presso il Registro pubblico speciale per i  programmi  per
elaboratore,  purche'  tale  privativa  sia  direttamente   afferente
all'oggetto sociale e all'attivita' di impresa.». 
  2.  Presso  le  Camere  di  commercio,  industria,  artigianato   e
agricoltura e' istituita una apposita sezione speciale  del  registro
delle imprese di cui all'articolo 2188 del codice civile,  a  cui  le
PMI innovative  devono  essere  iscritte;  la  sezione  speciale  del
registro delle imprese consente la condivisione, nel  rispetto  della
normativa  sulla  tutela  dei  dati  personali,  delle   informazioni
relative,  per  le  PMI  innovative:  all'anagrafica,   all'attivita'
svolta, ai soci fondatori e agli altri collaboratori,  al  fatturato,
al patrimonio netto, al sito internet,  ai  rapporti  con  gli  altri
attori della filiera. 
  3. L'iscrizione avviene a seguito di presentazione della domanda in
formato elettronico, contenente le seguenti informazioni: 
    a) data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio; 
    b) sede principale ed eventuali sedi periferiche; 
    c) oggetto sociale; 
    d) breve descrizione dell'attivita' svolta, comprese  l'attivita'
e le spese in ricerca e sviluppo; 
    e)  elenco  dei  soci  con  trasparenza  rispetto  a  fiduciarie,
holding, con autocertificazione di veridicita'; 
    f) elenco delle societa' partecipate; 
    g) curriculum vitae dei soci e del personale la  cui  prestazione
lavorativa e' connessa all'attivita' innovativa delle PMI; 
    h) indicazione  dell'esistenza  di  relazioni  professionali,  di
collaborazione o commerciali con incubatori certificati,  investitori
istituzionali e professionali, universita' e centri di ricerca; 
    i) ultimo bilancio depositato, nello standard XBRL; 
    l) elenco dei diritti di privativa su  proprieta'  industriale  e
intellettuale; 
    m) sito internet. 
  4. Le informazioni di cui al comma 3 sono aggiornate  entro  il  30
giugno e il 31 dicembre di ciascun anno e sono sottoposte  al  regime
di pubblicita' di cui al comma 3. 
  5. Le informazioni  di  cui  al  comma  3  sono  rese  disponibili,
assicurando  la  massima  trasparenza  e  accessibilita',   per   via
telematica o su supporto informatico in formato  tabellare  gestibile
da  motori  di  ricerca,   con   possibilita'   di   elaborazione   e
ripubblicazione  gratuita  da  parte  di  soggetti  terzi.   Le   PMI
innovative   assicurano   l'accesso   informatico    alle    suddette
informazioni dalla home page del proprio sito Internet. 
  6. Entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio e comunque  entro
sei mesi dalla  chiusura  di  ciascun  esercizio,  il  rappresentante
legale delle PMI innovative attesta il mantenimento del possesso  dei
requisiti previsti dall'articolo 1,  comma  5-undecies,  del  decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n.  58,  introdotto  dal  comma  1  del
presente articolo, e deposita tale dichiarazione presso l'ufficio del
registro delle imprese. 
  7. Entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti di cui  all'articolo
1, comma 5-undecies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,
introdotto dal comma 1 del presente articolo, le PMI innovative  sono
cancellate  d'ufficio  dalla  sezione  speciale  del  registro  delle
imprese di cui al  comma  2,  permanendo  l'iscrizione  alla  sezione
ordinaria del registro delle imprese. Alla perdita dei  requisiti  e'
equiparato il mancato deposito della dichiarazione di cui al comma 6.
Si applica l'articolo 3 del decreto del Presidente  della  Repubblica
23 luglio 2004, n. 247. 
  8. Le Camere di commercio, industria,  artigianato  e  agricoltura,
provvedono alle attivita' di cui  al  presente  articolo  nell'ambito
delle  dotazioni  finanziarie,  umane  e  strumentali  disponibili  a
legislazione vigente. 
  9. Alle PMI innovative cosi' come definite dall'articolo  1,  comma
5-undecies,  del  decreto  legislativo  24  febbraio  1998,  n.   58,
introdotto dal comma  1  del  presente  articolo,  si  applicano  gli
articoli 26, 27, 30, commi 6, 7  e  8,  e  32  del  decreto-legge  18
ottobre 2012, n. 179 convertito, con modificazioni,  dalla  legge  17
dicembre 2012, n. 221; l'articolo 29 del citato decreto-legge n.  179
del 2012, si applica alle PMI innovative, costituite da non  oltre  7
anni,  nel  rispetto  delle  condizioni   e   dei   limiti   previsti
dall'articolo 21 del regolamento (UE) n. 651/2014  della  Commissione
del 17 giugno 2014. 
  10. Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazioni
finanziarie di cui al decreto legislativo 24 febbraio  1998,  n.  58,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) alla rubrica del capo III-quater, del titolo III, della  Parte
II, dopo le parole: "start-up innovative" sono inserite le  seguenti:
"e le PMI innovative"; 
    b) all'articolo 50-quinquies: 
      1) alla rubrica, dopo le  parole:  "start-up  innovative"  sono
inserite le seguenti: "e PMI innovative"; 
      2) al comma 1,  dopo  le  parole:  "start-up  innovative"  sono
inserite le seguenti: ", per le PMI innovative, per gli organismi  di
investimento collettivo del risparmio e per le societa'  di  capitali
che  investono  prevalentemente  in  start-up  innovative  e  in  PMI
innovative"; 
      3) al comma 2,  dopo  le  parole:  "start-up  innovative"  sono
inserite le seguenti: ", per le PMI innovative, per gli organismi  di
investimento collettivo del risparmio e per le societa'  di  capitali
che  investono  prevalentemente  in  start-up  innovative  e  in  PMI
innovative"; 
    c) all'articolo 100-ter,  comma  1,  dopo  le  parole:  "start-up
innovative" sono aggiunte le seguenti: ", dalle PMI innovative, dagli
organismi di investimento collettivo del risparmio o  altre  societa'
di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative e in
PMI innovative". 
  11. All'articolo 25, del citato decreto-legge n. 179 del 2012, sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2, primo periodo, le  parole:  "di  diritto  italiano
ovvero  una  Societas  Europea,  residente   in   Italia   ai   sensi
dell'articolo 73 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22
dicembre 1986, n. 917," sono soppresse; 
    b) al comma 2, la lettera c) e' sostituita dalla seguente: "c) e'
residente in  Italia  ai  sensi  dell'articolo  73  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o in uno  degli
Stati membri dell'Unione europea  o  in  Stati  aderenti  all'Accordo
sullo spazio economico europeo, purche' abbia una sede  produttiva  o
una filiale in Italia;". 
  12. All'onere derivante dal comma 9, valutato in 7 milioni di  euro
per l'anno 2015, in 39,6 milioni di euro per l'anno 2016  e  in  26,9
milioni di euro annui a decorrere  dal  2017,  si  provvede  mediante
corrispondente riduzione del  Fondo  per  interventi  strutturali  di
politica  economica,  di  cui   all'articolo   10,   comma   5,   del
decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre  2004,  n.  307.  Il  Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.". 
                                 Art. 5 
 
Modifiche alla tassazione dei redditi derivanti dai beni  immateriali
  e credito d'imposta per acquisto beni strumentali nuovi 
 
  1. All'articolo 1  della  legge  23  dicembre  2014,  n.  190  sono
apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 39, al  primo  periodo,  le  parole:  "funzionalmente
equivalenti ai  brevetti"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  ",  da
disegni e modelli" e il quarto periodo e'  sostituito  dal  seguente:
"Nel caso in cui i redditi siano realizzati nell'ambito di operazioni
intercorse con societa' che direttamente o indirettamente controllano
l'impresa, ne  sono  controllate  o  sono  controllate  dalla  stessa
societa'  che  controlla  l'impresa,  gli   stessi   possono   essere
determinati sulla base di  un  apposito  accordo  conforme  a  quanto
previsto dall'articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,
e successive modificazioni."; 
    b) al comma 41, dopo le parole: "contratti di  ricerca  stipulati
con" sono inserite le  seguenti:  "societa'  diverse  da  quelle  che
direttamente  o  indirettamente  controllano   l'impresa,   ne   sono
controllate o sono controllate dalla stessa  societa'  che  controlla
l'impresa ovvero con"; 
    c) il comma 42 e' sostituito  dal  seguente:  "42.  La  quota  di
reddito agevolabile e' determinata sulla base del rapporto tra: 
      a) i costi di attivita' di ricerca  e  sviluppo,  rilevanti  ai
fini fiscali, sostenuti per il  mantenimento,  l'accrescimento  e  lo
sviluppo del bene immateriale di cui al comma 39; 
      b) i costi complessivi, rilevanti ai  fini  fiscali,  sostenuti
per produrre tale bene."; 
    d) dopo il comma 42 e' inserito il seguente: "42-bis. L'ammontare
di cui alla lettera a) del  comma  42  e'  aumentato  di  un  importo
corrispondente  ai  costi  sostenuti  per  l'acquisizione  del   bene
immateriale o per contratti di ricerca, relativi  allo  stesso  bene,
stipulati con societa' che direttamente o indirettamente  controllano
l'impresa, ne  sono  controllate  o  sono  controllate  dalla  stessa
societa' che controlla l'impresa fino a concorrenza  del  trenta  per
cento del medesimo ammontare di cui alla predetta lettera a)."; 
    e) al comma 44, le parole: "di individuare le tipologie di marchi
escluse dall'ambito di applicazione del comma 39 e" sono soppresse. 
  2.  Al  fine  di  diffondere  l'innovazione  e  di   stimolare   la
competitivita' del sistema produttivo, in particolare delle piccole e
medie imprese, la Fondazione Istituto Italiano di  Tecnologia,  anche
attraverso le forme previste dall'articolo 4, comma 9,  del  presente
decreto, provvede a: 
    a) sistematizzare a scopi informativi e di  vendita  i  risultati
della ricerca scientifica e tecnologica svolta negli enti pubblici di
ricerca, le competenze scientifico-tecnologiche e  le  infrastrutture
di ricerca presenti negli enti stessi; 
    b) istituire un sistema per la commercializzazione  dei  brevetti
registrati da universita', da enti di ricerca e  da  ricercatori  del
sistema pubblico e disponibili per  l'utilizzazione  da  parte  delle
imprese; 
    c)  fungere  da  tramite  tra  le  imprese  per  lo  scambio   di
informazioni e per la costituzione di reti tecnologiche o di  ricerca
tra esse. 
  3. Gli  enti  pubblici  di  ricerca  sono  tenuti  a  fornire  alla
Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia le informazioni necessarie
per gli scopi di cui al comma 2, lettera a). La  Fondazione  Istituto
Italiano di Tecnologia e' tenuta a retrocedere i  proventi  derivanti
dalla vendita o dalla cessione del diritto d'uso di un brevetto o  di
un altro titolo di proprieta'  intellettuale,  al  netto  dei  costi,
all'ente pubblico di ricerca di provenienza del brevetto stesso,  che
le  abbia  conferito  mandato  per  la  vendita  o  la  cessione.  Le
universita' possono stipulare accordi, contratti e convenzioni con la
Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia per la valorizzazione  dei
risultati  della  ricerca  scientifica  e  tecnologica,  secondo   le
modalita' previste dal presente articolo per  gli  enti  pubblici  di
ricerca. Al  fine  di  diffondere  l'innovazione  nel  sistema  delle
piccole  e  medie  imprese,  la  Fondazione  Istituto   Italiano   di
Tecnologia puo' stipulare accordi, convenzioni e contratti,  comunque
denominati, con  il  sistema  camerale,  con  le  associazioni  delle
imprese, con i distretti industriali e  con  le  reti  d'impresa.  Le
funzioni previste dai commi 2  e  3,  sono  svolte  dalla  Fondazione
Istituto Italiano di Tecnologia senza nuovi o maggiori oneri  per  la
finanza pubblica. 
  4. All'onere derivante dal comma 1, valutato  in  36,9  milioni  di
euro per l'anno 2016, in 33,3 milioni di euro per l'anno  2017,  40,3
milioni di euro per l'anno 2018 e in  35  milioni  di  euro  annui  a
decorrere dal 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione del
Fondo per  interventi  strutturali  di  politica  economica,  di  cui
all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307.
Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'   autorizzato   ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                                Art. 6 
 
 
       Prestito indiretto per investitori istituzionali esteri 
 
  1. All'articolo 26, comma 5-bis, del decreto del  Presidente  della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le  parole  da:  "organismi  di
investimento collettivo" a "n. 917" sono sostituite  dalle  seguenti:
"investitori istituzionali esteri, ancorche' privi  di  soggettivita'
tributaria, di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b),  del  decreto
legislativo 1° aprile 1996, n. 239, soggetti a forme di vigilanza nei
paesi esteri nei quali sono istituiti". 
                               Art. 7 
 
 
Societa'   di   servizio   per   la   patrimonializzazione    e    la
                   ristrutturazione delle imprese 
 
   1. L'articolo 15 del decreto-legge  12  settembre  2014,  n.  133,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014,  n.  164
e' sostituito dal seguente: 
    "Articolo 15. (Societa' di servizio per la patrimonializzazione e
la  ristrutturazione  delle  imprese).  -  1.  Il  Governo,  al  fine
dell'istituzione  di  una  societa'  per  azioni  (di   seguito,   la
"Societa'") per la patrimonializzazione e la  ristrutturazione  delle
imprese con sede in Italia, promuove la sottoscrizione  del  capitale
da parte di investitori istituzionali e  professionali.  La  Societa'
intraprende iniziative per  il  rilancio  di  imprese  industriali  o
gruppi di imprese con sede in Italia (di seguito, le "Imprese")  che,
nonostante temporanei  squilibri  patrimoniali  o  finanziari,  siano
caratterizzate da adeguate prospettive industriali e di  mercato,  ma
necessitino  di  ridefinizione  della  struttura  finanziaria  o   di
adeguata   patrimonializzazione   o   comunque   di   interventi   di
ristrutturazione.  La  Societa'   opera   secondo   i   principi   di
economicita' e convenienza propri degli operatori privati di mercato,
anche mediante l'utilizzo di strumenti finanziari e veicoli societari
e senza nuovi  o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica,  salva
l'eventuale concessione di garanzie onerose di cui al comma 4. 
  2. La Societa' ha lo scopo di promuovere e realizzare operazioni di
ristrutturazione,  di  sostegno  e   riequilibrio   della   struttura
finanziaria e patrimoniale delle  imprese,  favorendo,  tra  l'altro,
processi di consolidamento industriale. A tal fine, la Societa'  puo'
investire  capitale  raccolto  in  proprio,  compiere  operazioni  di
finanziamento, acquisire o  succedere  in  rapporti  esistenti  anche
ridefinendone le condizioni e i termini, al servizio  dello  sviluppo
operativo e dei piani di medio-termine all'uopo predisposti, compreso
l'affitto  o  la  gestione  di  aziende,  rami  di  aziende  o   siti
produttivi. 
  3. Il  capitale  della  Societa'  e'  sottoscritto  da  investitori
istituzionali  e  professionali.  La  sottoscrizione   del   capitale
azionario della Societa', con eventuale emissione di azioni anche  di
diversa  categoria,  come  l'apporto  al  patrimonio  netto   tramite
strumenti finanziari di diversa tipologia avviene nel  quadro  di  un
progetto ad esecuzione progressiva. L'articolazione  delle  categorie
di azioni e delle tipologie di strumenti finanziari e la  definizione
dell'organizzazione del governo societario sono volte a  favorire  la
raccolta delle risorse fra investitori di tipologia diversificata (di
seguito, gli "Investitori"). Per lo stesso fine alcune  categorie  di
investitori possono avvalersi della garanzia dello Stato  nel  limite
delle risorse di cui al successivo comma 8. Agli azionisti che non si
avvalgono della garanzia dello Stato sono riconosciuti i  particolari
diritti previsti dallo statuto della Societa'. 
  4. Gli azionisti  che  si  avvalgono  della  garanzia  dello  Stato
riconoscono allo Stato un corrispettivo per la garanzia, orientato al
mercato in conformita' alla normativa della UE in  materia,  anche  a
valere sulla quota degli utili ad essi distribuiti. 
  5. I soggetti che concorrono alla gestione della  Societa'  operano
in situazione di completa neutralita', imparzialita', indipendenza  e
terzieta' rispetto  agli  Investitori.  L'organizzazione  dei  flussi
informativi e' indirizzata  alla  trasparenza  dei  processi  e  alla
responsabilizzazione dei soggetti coinvolti negli stessi. 
  6. Obiettivo della Societa' e' la cessione delle partecipate ovvero
il trasferimento dei beni e rapporti oggetto del singolo investimento
entro  il  termine  stabilito  dallo  statuto.   La   societa'   deve
distribuire almeno i due terzi degli utili prodotti. 
  7. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  di
concerto il Ministro dell'economia e delle finanze e con il  Ministro
dello sviluppo economico, sono definite le caratteristiche e la quota
massima di coperture della garanzia, i  criteri  e  le  modalita'  di
concessione ed escussione della garanzia stessa e gli obblighi  verso
lo Stato dei soggetti che si avvalgono della garanzia. Lo  schema  di
decreto e' trasmesso ai competenti organi dell'Unione europea per gli
eventuali assensi. 
  8. Le disponibilita' in conto  residui  iscritte  in  bilancio  per
l'anno 2015, relative all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
37, comma 6, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
modificazioni, dalla legge  23  giugno  2014,  n.  89,  sono  versate
nell'anno 2015,  nel  limite  di  euro  300.000.000,00,  ad  apposita
contabilita'  speciale,  di  nuova  istituzione,  a  copertura  delle
garanzie dello Stato previste dal presente articolo. 
                                Art. 8 
 
Ricorso facoltativo alla provvista  CDP  per  banche  e  intermediari
  finanziari che erogano finanziamenti alle PMI 
 
  1. I contributi di cui all'articolo 2, comma 4,  del  decreto-legge
21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9
agosto 2013, n. 98, possono essere riconosciuti alle piccole e  medie
imprese che abbiano ottenuto un finanziamento, compresa la  locazione
finanziaria per le finalita' di cui al comma 1 dello stesso  articolo
2, non necessariamente erogato a  valere  sul  plafond  di  provvista
costituito, per le finalita' di cui all'articolo 3, comma  4-bis  del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, presso la gestione  separata  della
Cassa depositi e prestiti. 
  2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare  ai  sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,  sono
stabiliti i requisiti, le condizioni di accesso  e  le  modalita'  di
erogazione dei contributi di cui al comma 1. 
                               Art. 9 
 
 
                          Entrata in vigore 
 
  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge. 
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare. 
    Dato a Roma, addi' 24 gennaio 2015 
 
              Il Presidente del Senato della Repubblica 
   nell'esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica, 
            ai sensi dell'articolo 86 della Costituzione 
                               GRASSO 
 
 
                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei
                                ministri 
 
 
                                Guidi,   Ministro   dello    sviluppo
                                economico 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 
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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale