LEGGE 12 luglio 2017, n. 107 

Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. (17G00123) (GU Serie Generale n.162 del 13-07-2017)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 28/07/2017

 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
 
                              Promulga 
 
la seguente legge: 
                               Art. 1 
 
 
                        Istituzione e durata 
 
  1. E' istituita, ai sensi dell'articolo 82 della Costituzione,  una
Commissione  parlamentare  di  inchiesta  sul  sistema   bancario   e
finanziario, con particolare riguardo alla tutela dei  risparmiatori,
di seguito denominata «Commissione». 
  2. La Commissione conclude i propri lavori entro un anno dalla  sua
costituzione e comunque entro la fine della XVII legislatura. 
  3. La Commissione presenta alle Camere una relazione sull'attivita'
svolta e sui risultati  dell'inchiesta.  Sono  ammesse  relazioni  di
minoranza. Il presidente della  Commissione  trasmette  alle  Camere,
dopo sei  mesi  dalla  costituzione  della  Commissione  stessa,  una
relazione sullo stato dei lavori. 
                                    N O T E 
 
          Avvertenza: 
              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art. 10, comma 3, del testo unico  delle  disposizioni
          sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull'emanazione   dei
          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle
          pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle quali e'  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 
 
          Note all'art. 1: 
              - Si riporta il testo dell'art. 82 della Costituzione: 
              «Art. 82 (Ciascuna Camera puo'  disporre  inchieste  su
          materie di pubblico interesse). - A tale scopo nomina fra i
          propri  componenti  una  commissione  formata  in  modo  da
          rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione
          di inchiesta procede alle indagini e  agli  esami  con  gli
          stessi poteri  e  le  stesse  limitazioni  della  Autorita'
          giudiziaria.». 
                                  Art. 2 
 
 
                            Composizione 
 
  1. La  Commissione  e'  composta  da  venti  senatori  e  da  venti
deputati, nominati rispettivamente dal Presidente  del  Senato  della
Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati in  proporzione
al  numero  dei  componenti  dei  Gruppi  parlamentari,   assicurando
comunque  la  presenza  di  un  rappresentante  per  ciascun   Gruppo
esistente in almeno un ramo del Parlamento. 
  I componenti della Commissione  dichiarano  alla  presidenza  della
Camera   di   appartenenza   di   avere   ricoperto   incarichi    di
amministrazione  e  di  controllo  negli  istituti  bancari   oggetto
dell'inchiesta. 
  2. Il Presidente del Senato della Repubblica e il Presidente  della
Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei  componenti,
convocano  la  Commissione  per  la  costituzione   dell'Ufficio   di
presidenza. 
  3. L'Ufficio di presidenza, composto dal presidente,  da  due  vice
presidenti e  da  due  segretari,  e'  eletto  dai  componenti  della
Commissione a scrutinio segreto.  Nell'elezione  del  presidente,  se
nessuno riporta la maggioranza  assoluta  dei  voti,  si  procede  al
ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero
di voti. In caso di parita' di voti e' proclamato eletto o  entra  in
ballottaggio il piu' anziano di eta'. 
  4. La Commissione elegge al proprio interno due vice  presidenti  e
due  segretari.  Per  l'elezione,  rispettivamente,  dei   due   vice
presidenti e dei due segretari, ciascun componente della  Commissione
scrive sulla propria scheda un solo  nome.  Sono  eletti  coloro  che
hanno ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parita' di  voti
e' proclamato eletto il piu' anziano di eta'. 
                              
                               Art. 3 
 
                             Competenze 
 
  1. La Commissione ha il compito di verificare: 
  a)  gli  effetti  sul  sistema  bancario   italiano   della   crisi
finanziaria globale e le  conseguenze  dell'aggravamento  del  debito
sovrano; 
  b) la gestione degli istituti bancari che sono rimasti coinvolti in
situazioni di crisi o di dissesto e sono stati  o  sono  destinatari,
anche in forma indiretta, di risorse pubbliche o sono stati posti  in
risoluzione.  In  particolare,  per  tali  istituti  la   Commissione
verifica: 
  1) le  modalita'  di  raccolta  della  provvista  e  gli  strumenti
utilizzati; 
  2) i criteri di remunerazione dei manager  e  la  realizzazione  di
operazioni  con  parti  correlate  suscettibili   di   conflitto   di
interesse; 
  3)  la  correttezza  del  collocamento  presso  il  pubblico,   con
riferimento  ai  piccoli  risparmiatori  e   agli   investitori   non
istituzionali, dei prodotti finanziari, soprattutto di quelli ad alto
rischio, e con particolare riguardo alle obbligazioni bancarie; 
  4) le forme di erogazione del credito a prenditori  di  particolare
rilievo e la diffusione di  pratiche  scorrette  di  abbinamento  tra
erogazione  del  credito  e  vendita  di  azioni  o  altri  strumenti
finanziari della banca; 
  5)  la  struttura  dei  costi,  la  ristrutturazione  del   modello
gestionale e la politica di aggregazione e fusione; 
  6)  l'osservanza  degli  obblighi  di  diligenza,   trasparenza   e
correttezza nell'allocazione di prodotti  finanziari,  nonche'  degli
obblighi di corretta informazione agli investitori; 
  c) l'efficacia delle attivita' di vigilanza sul sistema bancario  e
sui mercati finanziari poste in  essere  dagli  organi  preposti,  in
relazione alla tutela del risparmio, alla modalita'  di  applicazione
delle regole e degli strumenti di controllo vigenti, con  particolare
riguardo  alle  modalita'  di  applicazione  e  all'idoneita'   degli
interventi, dei poteri sanzionatori e degli  strumenti  di  controllo
disposti, nonche' all'adeguatezza delle  modalita'  di  presidio  dai
rischi e di salvaguardia della trasparenza dei mercati; 
  d)  l'adeguatezza  della  disciplina  legislativa  e  regolamentare
nazionale ed europea sul sistema bancario e finanziario, nonche'  sul
sistema di vigilanza, anche ai  fini  della  prevenzione  e  gestione
delle crisi bancarie. 
                                 Art. 4 
 
                        Attivita' di indagine 
 
  1. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi
poteri e le medesime limitazioni dell'autorita' giudiziaria. 
  2. Ferme restando le competenze dell'autorita' giudiziaria, per  le
audizioni a testimonianza davanti alla Commissione  si  applicano  le
disposizioni degli articoli 366 e 372 del codice penale. 
  3. Alla Commissione, limitatamente all'oggetto  delle  indagini  di
sua competenza, non puo' essere opposto il segreto d'ufficio  ne'  il
segreto professionale o  quello  bancario,  fatta  eccezione  per  il
segreto tra difensore e parte processuale  nell'ambito  del  mandato.
Per il segreto di Stato si applica  quanto  previsto  dalla  legge  3
agosto 2007, n. 124. 
  4.  Qualora  gli  atti  o   i   documenti   attinenti   all'oggetto
dell'inchiesta siano stati assoggettati al  vincolo  del  segreto  da
parte delle competenti Commissioni parlamentari di  inchiesta,  detto
segreto non puo' essere opposto alla Commissione. 
  5. La Commissione non puo' adottare provvedimenti  che  restringano
la liberta' e la segretezza della  corrispondenza  e  di  ogni  altra
forma di comunicazione nonche' la  liberta'  personale,  fatto  salvo
l'accompagnamento coattivo di cui  all'articolo  133  del  codice  di
procedura penale. 
                                 Note all'art. 4: 
              - Si riporta il testo degli  articoli  366  e  372  del
          codice penale: 
              «Art. 366 (Rifiuto  di  uffici  legalmente  dovuti).  -
          Chiunque,  nominato  dall'autorita'   giudiziaria   perito,
          interprete, ovvero custode di cose sottoposte  a  sequestro
          dal  giudice  penale,   ottiene   con   mezzi   fraudolenti
          l'esenzione dall'obbligo di comparire o di prestare il  suo
          ufficio, e' punito con la reclusione fino a sei mesi o  con
          la multa da euro 30 a euro 516. 
              Le stesse pene si applicano  a  chi,  chiamato  dinanzi
          all'autorita' giudiziaria per  adempiere  ad  alcuna  delle
          predette funzioni, rifiuta di dare le proprie  generalita',
          ovvero di  prestare  il  giuramento  richiesto,  ovvero  di
          assumere o di adempiere le funzioni medesime. 
              Le disposizioni precedenti si  applicano  alla  persona
          chiamata a deporre come  testimonio  dinanzi  all'autorita'
          giudiziaria e ad ogni altra persona chiamata ad  esercitare
          una funzione giudiziaria. 
              Se il colpevole  e'  un  perito  o  un  interprete,  la
          condanna  importa  l'interdizione   dalla   professione   o
          dall'arte.». 
              «Art. 372 (Falsa testimonianza). - Chiunque,  deponendo
          come testimone innanzi  all'autorita'  giudiziaria  o  alla
          Corte penale internazionale, afferma il  falso  o  nega  il
          vero, ovvero tace, in tutto o in parte, cio' che sa intorno
          ai fatti  sui  quali  e'  interrogato,  e'  punito  con  la
          reclusione da due a sei anni.». 
              - La legge 3 agosto 2007, n.  124,  reca:  «Sistema  di
          informazione per la  sicurezza  della  Repubblica  e  nuova
          disciplina del segreto». 
              - Si riporta il  testo  dell'art.  133  del  codice  di
          procedura penale: 
              «Art. 133 (Accompagnamento coattivo di altre  persone).
          - 1. Se il testimone,  il  perito,  la  persona  sottoposta
          all'esame del perito diversa dall'imputato,  il  consulente
          tecnico, l'interprete o il  custode  di  cose  sequestrate,
          regolarmente  citati  o  convocati,   omettono   senza   un
          legittimo impedimento di comparire nel luogo, giorno e  ora
          stabiliti,  il  giudice  puo'  ordinarne  l'accompagnamento
          coattivo e puo'  altresi'  condannarli,  con  ordinanza,  a
          pagamento di una somma da euro 51 a euro 516 a favore della
          cassa delle  ammende  nonche'  alle  spese  alle  quali  la
          mancata comparizione ha dato causa. 
              2. Si applicano le disposizioni dell'art. 132.». 
                                Art. 5 
 
  Richiesta di atti e documenti 
 
  1. La Commissione puo' ottenere, anche in deroga a quanto stabilito
dall'articolo 329 del codice di procedura penale,  copie  di  atti  o
documenti  relativi  a  procedimenti  o  inchieste  in  corso  presso
l'autorita'  giudiziaria  o   altri   organi   inquirenti,   inerenti
all'oggetto   dell'inchiesta.   L'autorita'   giudiziaria    provvede
tempestivamente e puo'  ritardare,  con  decreto  motivato  solo  per
ragioni di natura istruttoria, la trasmissione di copie degli atti  e
documenti richiesti. Il decreto ha efficacia per trenta giorni e puo'
essere rinnovato.  Quando  tali  ragioni  vengono  meno,  l'autorita'
giudiziaria provvede senza ritardo a  trasmettere  quanto  richiesto.
L'autorita' giudiziaria puo' trasmettere copie di  atti  e  documenti
anche di propria iniziativa. 
  2. La Commissione stabilisce quali  atti  e  documenti  non  devono
essere divulgati, anche in relazione ad esigenze attinenti  ad  altre
istruttorie o inchieste in corso. Devono comunque essere coperti  dal
segreto i nomi, gli atti  e  i  documenti  attinenti  a  procedimenti
giudiziari nella fase delle indagini preliminari. 
                Note all'art. 5: 
              - Si riporta il  testo  dell'art.  329  del  codice  di
          procedura penale: 
              «Art.  329  (Obbligo  del  segreto).  -  1.  Gli   atti
          d'indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla  polizia
          giudiziaria  sono  coperti  dal  segreto  fino   a   quando
          l'imputato non ne possa avere conoscenza e,  comunque,  non
          oltre la chiusura delle indagini preliminari. 
              2. Quando  e'  necessario  per  la  prosecuzione  delle
          indagini, il pubblico ministero puo', in  deroga  a  quanto
          previsto dall'art. 114, consentire, con  decreto  motivato,
          la pubblicazione di singoli atti o di parti di essi. In tal
          caso,  gli  atti  pubblicati  sono  depositati  presso   la
          segreteria del pubblico ministero. 
              3. Anche quando gli atti  non  sono  piu'  coperti  dal
          segreto a norma del comma 1, il pubblico ministero, in caso
          di necessita' per  la  prosecuzione  delle  indagini,  puo'
          disporre con decreto motivato: 
              a) l'obbligo  del  segreto  per  singoli  atti,  quando
          l'imputato lo consente o  quando  la  conoscenza  dell'atto
          puo' ostacolare le indagini riguardanti altre persone; 
              b) il divieto di pubblicare  il  contenuto  di  singoli
          atti  o   notizie   specifiche   relative   a   determinate
          operazioni.». 
                               Art. 6 
 
                          Obbligo del segreto 
 
  1. I componenti della Commissione,  i  funzionari  e  il  personale
addetti alla Commissione stessa e ogni altra  persona  che  collabora
con essa o compie o concorre a compiere atti  d'inchiesta  oppure  ne
viene a conoscenza per ragioni d'ufficio o di servizio sono obbligati
al segreto, anche dopo la cessazione dell'incarico, per tutto  quanto
riguarda  gli  atti  e  i   documenti   acquisiti   al   procedimento
d'inchiesta, di cui all'articolo 5, comma 2. 
  2. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato,  la  violazione
del segreto e' punita ai sensi dell'articolo 326 del codice penale. 
  3. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, le stesse  pene
si applicano a chiunque diffonda in  tutto  o  in  parte,  anche  per
riassunto o  informazione,  atti  o  documenti  del  procedimento  di
inchiesta dei quali sia stata vietata la divulgazione. 
          Note all'art. 6: 
              - Si riporta il testo dell'art. 326 del codice penale: 
              «Art. 326 (Rivelazione ed utilizzazione di  segreti  di
          ufficio). - Il pubblico ufficiale o la  persona  incaricata
          di un pubblico servizio, che, violando  i  doveri  inerenti
          alle funzioni o al servizio, o comunque abusando della  sua
          qualita', rivela  notizie  di  ufficio,  le  quali  debbano
          rimanere  segrete,  o  ne  agevola  in  qualsiasi  modo  la
          conoscenza, e' punito con la reclusione da sei mesi  a  tre
          anni. 
              Se l'agevolazione e' soltanto colposa,  si  applica  la
          reclusione fino a un anno. 
              Il pubblico ufficiale o la  persona  incaricata  di  un
          pubblico servizio, che, per procurare a se' o ad  altri  un
          indebito profitto patrimoniale, si avvale  illegittimamente
          di notizie di ufficio, le quali debbano  rimanere  segrete,
          e' punito con la reclusione da due a  cinque  anni.  Se  il
          fatto e' commesso al fine di procurare a se' o ad altri  un
          ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad  altri
          un danno ingiusto, si applica la pena della reclusione fino
          a due anni.». 
                              Art. 7 
 
 
                       Organizzazione interna 
 
  1. Le  sedute  della  Commissione  sono  pubbliche,  salvo  che  la
Commissione disponga diversamente. 
  2.  L'attivita'  e  il   funzionamento   della   Commissione   sono
disciplinati da un regolamento interno, approvato  dalla  Commissione
stessa prima dell'inizio dei lavori. Ciascun componente puo' proporre
modifiche al regolamento. 
  3. La Commissione puo' avvalersi dell'opera di agenti  e  ufficiali
di polizia giudiziaria, nonche' di tutte le  collaborazioni  ritenute
necessarie.  Il  presidente  effettua  le  designazioni  sentita   la
Commissione. 
  4. Per l'espletamento dei propri compiti la Commissione fruisce  di
personale, locali e strumenti  operativi  messi  a  disposizione  dai
Presidenti delle Camere, d'intesa tra loro. 
  5. Le spese per il funzionamento della Commissione  sono  stabilite
nel limite massimo di 150.000 euro e sono poste per  meta'  a  carico
del bilancio interno del Senato della Repubblica e per meta' a carico
del bilancio interno della Camera  dei  deputati.  I  Presidenti  del
Senato  della  Repubblica  e   della   Camera   dei   deputati,   con
determinazione adottata d'intesa tra  loro,  possono  autorizzare  un
incremento delle spese di cui  al  periodo  precedente,  comunque  in
misura non  superiore  al  30  per  cento,  a  seguito  di  richiesta
formulata dal presidente  della  Commissione  per  motivate  esigenze
connesse allo svolgimento dell'inchiesta, corredata di certificazione
delle spese sostenute. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 12 luglio 2017 
 
                             MATTARELLA 
 
 
                                Gentiloni  Silveri,  Presidente   del
                                Consiglio dei ministri 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 
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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale