Decreto.Legislativo n. 235/ 2012 in materia di incadidabilità (testo della legge Severino)

 DECRETO LEGISLATIVO 31 dicembre 2012, n. 235

Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilita' e di

divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a

sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma

dell'articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190.

(13G00006)

                                                       Capo I

 Cause ostative all'assunzione e allo svolgimento delle cariche di

deputato, senatore e di membro del Parlamento europeo spettante

all'Italia

                                IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;

Visto l'articolo 1, commi 63, 64 e 65, della legge 6 novembre 2012,

n. 190, recante delega al Governo per l'adozione di un testo unico

delle disposizioni in materia di incandidabilita' e di divieto di

ricoprire cariche elettive e di governo conseguenti a sentenze

definitive di condanna per delitti non colposi;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n.

361, e successive modificazioni, recante: «Approvazione del testo

unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei

deputati»;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n.

223, e successive modificazioni, recante: «Approvazione del testo

unico delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la

tenuta e la revisione delle liste elettorali»;

Visto il decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, e successive

modificazioni, recante: «Testo unico delle leggi recanti norme per

l'elezione del Senato della Repubblica»;

Vista la legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante «Norme per

l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti

all'estero»;

Vista la legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni,

recante «Elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti

all'Italia»;

Visto l'articolo 1, comma 1, della legge 20 luglio 2004, n. 215;

Vista la disciplina in materia di incandidabilita' per le cariche

elettive e di governo regionali recata dall'articolo 15 della legge

19 marzo 1990, n. 55, e successive modificazioni, recante: «Nuove

disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e

di altre gravi forme di manifestazione di pericolosita' sociale»;

Vista la disciplina in materia di incandidabilita' per le cariche

elettive e di governo locale recata dagli articoli 58 e 59 del

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive

modificazioni, recante: «Testo unico delle leggi sull'ordinamento

degli enti locali»;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione del 6 dicembre 2012;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei

deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 21 dicembre 2012;

Sulla proposta del Ministro dell'interno, di concerto con i

Ministri della giustizia e per la pubblica amministrazione e la

semplificazione;

 E m a n a

il seguente decreto legislativo:

                                                                   Art. 1

Incandidabilita' alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato

della Repubblica

 1. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la

carica di deputato e di senatore:

a) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene

superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o

tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del

codice di procedura penale;

b) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene

superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o

tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale;

c) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene

superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi,

consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della

reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai

sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale.

                                                Art. 2

 Accertamento dell'incandidabilita' in occasione delle elezioni della

Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

 1. L'accertamento della condizione di incandidabilita' alle

elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

comporta la cancellazione dalla lista dei candidati.

 2. L'accertamento dell'incandidabilita' e' svolto, in occasione

della presentazione delle liste dei candidati ed entro il termine per

la loro ammissione, dall'ufficio centrale circoscrizionale, per la

Camera, dall'ufficio elettorale regionale, per il Senato, e

dall'ufficio centrale per la circoscrizione estero, sulla base delle

dichiarazioni sostitutive attestanti l'insussistenza della condizione

di incandidabilita' di cui all'articolo 1, rese da ciascun candidato

ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle disposizioni

legislative e regolamentari in materia di documentazione

amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28

dicembre 2000, n. 445. Gli stessi uffici accertano d'ufficio la

condizione di incandidabilita' anche sulla base di atti o documenti

di cui vengano comunque in possesso comprovanti la condizione di

limitazione del diritto di elettorato passivo di cui all'articolo 1.

 3. Per i ricorsi avverso le decisioni di cui al comma 2 trova

applicazione l'articolo 23 del decreto del Presidente della

Repubblica 30 marzo 1957, n. 361.

 4. Qualora la condizione di incandidabilita' sopravvenga o sia

accertata successivamente alle operazioni di cui al comma 2 e prima

della proclamazione degli eletti, l'ufficio centrale

circoscrizionale, per la Camera, l'ufficio elettorale regionale, per

il Senato, e l'ufficio centrale per la circoscrizione Estero

procedono alla dichiarazione di mancata proclamazione nei confronti

del soggetto incandidabile.

                                                         Art. 3

 Incandidabilita' sopravvenuta nel corso del mandato elettivo

parlamentare

 1. Qualora una causa di incandidabilita' di cui all'articolo 1

sopravvenga o comunque sia accertata nel corso del mandato elettivo,

la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell'articolo 66 della

Costituzione. A tal fine le sentenze definitive di condanna di cui

all'articolo 1, emesse nei confronti di deputati o senatori in

carica, sono immediatamente comunicate, a cura del pubblico ministero

presso il giudice indicato nell'articolo 665 del codice di procedura

penale, alla Camera di rispettiva appartenenza.

 2. Se l'accertamento della causa di incandidabilita' interviene

nella fase di convalida degli eletti, la Camera interessata, anche

nelle more della conclusione di tale fase, procede immediatamente

alla deliberazione sulla mancata convalida.

 3. Nel caso in cui rimanga vacante un seggio, la Camera

interessata, in sede di convalida del subentrante, verifica per

quest'ultimo l'assenza delle condizioni soggettive di

incandidabilita' di cui all'articolo 1.

                                                            Art. 4

 Incandidabilita' alla carica di membro del Parlamento europeo

spettante all'Italia

 1. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la

carica di membro del Parlamento europeo spettante all'Italia coloro

che si trovano nelle condizioni di incandidabilita' stabilite

dall'articolo 1.

                                                            Art. 5

 Accertamento ed operativita' dell'incandidabilita' in occasione delle

elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia.

 1. L'accertamento della condizione di incandidabilita' alle

elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia

comporta la cancellazione dalla lista dei candidati.

 2. L'accertamento dell'incandidabilita' e' svolto, in occasione

della presentazione delle liste dei candidati ed entro il termine per

la loro ammissione, dall'ufficio elettorale circoscrizionale, sulla

base delle dichiarazioni sostitutive attestanti l'insussistenza della

condizione di incandidabilita' di cui all'articolo 1, rese da ciascun

candidato ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle

disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione

amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28

dicembre 2000, n. 445. Lo stesso ufficio accerta la condizione

soggettiva di incandidabilita' sulla base di atti o documenti di cui

venga comunque in possesso comprovanti la condizione di limitazione

del diritto di elettorato passivo di cui all'articolo 1.

 3. Per i ricorsi avverso le decisioni di cui al comma 2 trova

applicazione l'articolo 129 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.104.

 4. Qualora la condizione di incandidabilita' sopravvenga o sia

accertata successivamente alle operazioni di cui al comma 2,

l'ufficio elettorale circoscrizionale o l'ufficio elettorale

nazionale procedono alla dichiarazione di mancata proclamazione dei

candidati per i quali e' stata accertata l' incandidabilita'.

 5. Qualora la condizione di incandidabilita' sopravvenga o sia

accertata in epoca successiva alla data di proclamazione, la

condizione stessa viene rilevata dall'ufficio elettorale nazionale,

ai fini della relativa deliberazione di decadenza dalla carica. Di

tale deliberazione, il Presidente dell'ufficio elettorale nazionale

da' immediata comunicazione alla segreteria del Parlamento europeo.

6. Le sentenze definitive di condanna di cui all'articolo 1, emesse

nei confronti di membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia,

sono immediatamente comunicate, a cura del pubblico ministero presso

il giudice indicato nell'articolo 665 del codice di procedura penale,

all'ufficio elettorale nazionale, ai fini della dichiarazione di

decadenza.

                                                        Capo II

 Cause ostative all'assunzione e allo svolgimento di incarichi di

Governo

                                                         Art. 6  

 Divieto di assunzione e svolgimento di incarichi di Governo nazionale

 1. Non possono ricoprire incarichi di governo, come individuati

dall'articolo 1, comma 2, della legge 20 luglio 2004, n. 215, coloro

che si trovano nelle condizioni di incandidabilita' previste

dall'articolo 1 per le cariche di deputato e senatore.

 2. Coloro che assumono incarichi di governo hanno l'obbligo di

dichiarare di non trovarsi in alcuna delle condizioni di

incandidabilita' previste dall'articolo 1.

 3. La dichiarazione di cui al comma 2 e' rimessa dall'interessato

alla Presidenza del Consiglio dei Ministri prima di assumere le

funzioni di Presidente del Consiglio dei Ministri o di Ministro. La

dichiarazione e' resa al Presidente del Consiglio dei Ministri dai

Vice Ministri, dai Sottosegretari di Stato e dai commissari

straordinari del Governo di cui all'articolo 11 della legge 23 agosto

1988, n. 400.

 4. Ai fini del presente articolo le sentenze definitive di condanna

di cui all'articolo 1, sono immediatamente comunicate, a cura del

pubblico ministero presso il giudice indicato nell'articolo 665 del

codice di procedura penale, alla Presidenza del Consiglio dei

Ministri e determinano la decadenza di diritto dall'incarico

ricoperto, dichiarata con decreto del Presidente della Repubblica, su

proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri ovvero, ove la

decadenza riguardi quest'ultimo, del Ministro dell'interno.

 5. Restano ferme per i titolari di cariche di governo le cause di

incompatibilita' previste da altre disposizioni di legge.

                                                               Capo III

                               Incandidabilita' alle cariche elettive regionali

                                                      Art. 7

 Incandidabilita' alle elezioni regionali

 1. Non possono essere candidati alle elezioni regionali, e non

possono comunque ricoprire le cariche di presidente della giunta

regionale, assessore e consigliere regionale, amministratore e

componente degli organi comunque denominati delle unita' sanitarie

locali:

a) coloro che hanno riportato condanna definitiva per il delitto

previsto dall'articolo 416-bis del codice penale o per il delitto di

associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze

stupefacenti o psicotrope di cui all'articolo 74 del testo unico

approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990,

n. 309, o per un delitto di cui all'articolo 73 del citato testo

unico, concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o

per un delitto concernente la fabbricazione, l'importazione,

l'esportazione, la vendita o cessione, nonche', nei casi in cui sia

inflitta la pena della reclusione non inferiore ad un anno, il porto,

il trasporto e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti,

o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in

relazione a taluno dei predetti reati;

b) coloro che hanno riportato condanne definitive per i delitti,

consumati o tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e

3-quater, del codice di procedura penale, diversi da quelli indicati

alla lettera a);

c) coloro che hanno riportato condanna definitiva per i delitti,

consumati o tentati, previsti dagli articoli 314, 316,

316-bis,316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater, primo comma,

320, 321, 322, 322-bis, 323, 325, 326, 331, secondo comma, 334,

346-bis del codice penale;

d) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla

pena della reclusione complessivamente superiore a sei mesi per uno o

piu' delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei

doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio

diversi da quelli indicati alla lettera c);

e) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva ad

una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non

colposo;

f) coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, con

provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto

indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui

all'articolo 4, comma 1, lettera a) e b), del decreto legislativo 6

settembre 2011, n. 159.

 2. Le disposizioni previste dal comma 1 si applicano a qualsiasi

altro incarico con riferimento al quale l'elezione o la nomina e' di

competenza del consiglio regionale, della giunta regionale, dei

rispettivi presidenti e degli assessori regionali.

 3. L'eventuale elezione o nomina di coloro che si trovano nelle

condizioni di cui al comma 1 e' nulla. L'organo che ha deliberato la

nomina o la convalida dell'elezione e' tenuto a revocarla non appena

venuto a conoscenza dell'esistenza delle condizioni stesse.

                                                      Art. 8

 Sospensione e decadenza di diritto per incandidabilita' alle cariche

regionali

 1. Sono sospesi di diritto dalle cariche indicate all'articolo 7,

comma 1:

a) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno

dei delitti indicati all'articolo 7, comma 1, lettera a), b), e c);

b) coloro che, con sentenza di primo grado, confermata in appello

per la stessa imputazione, hanno riportato una condanna ad una pena

non inferiore a due anni di reclusione per un delitto non colposo,

dopo l'elezione o la nomina;

c) coloro nei cui confronti l'autorita' giudiziaria ha applicato,

con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione in quanto

indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui

all'articolo 4, comma 1, lettera a) e b), del decreto legislativo 6

settembre 2011, n. 159.

 2. La sospensione di diritto consegue, altresi', quando e' disposta

l'applicazione di una delle misure coercitive di cui agli articoli

284, 285 e 286 del codice di procedura penale nonche' di cui

all'articolo 283, comma 1, del codice di procedura penale, quando il

divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato

elettorale.

 3. Nel periodo di sospensione i soggetti sospesi, fatte salve le

diverse specifiche discipline regionali, non sono computati al fine

della verifica del numero legale, ne' per la determinazione di

qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata. La sospensione cessa

di diritto di produrre effetti decorsi diciotto mesi. La cessazione

non opera, tuttavia, se entro il termine di cui al precedente periodo

l'impugnazione in punto di responsabilita' e' rigettata anche con

sentenza non definitiva. In quest'ultima ipotesi la sospensione cessa

di produrre effetti decorso il termine di dodici mesi dalla sentenza

di rigetto.

 4. A cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del

pubblico ministero i provvedimenti giudiziari che comportano la

sospensione ai sensi del comma 1 sono comunicati al prefetto del

capoluogo della Regione che ne da' immediata comunicazione al

Presidente del Consiglio dei Ministri il quale, sentiti il Ministro

per gli affari regionali e il Ministro dell'interno, adotta il

provvedimento che accerta la sospensione. Tale provvedimento e'

notificato, a cura del prefetto del capoluogo della Regione, al

competente consiglio regionale per l'adozione dei conseguenti

adempimenti di legge. Per la regione siciliana e la regione Valle

d'Aosta le competenze di cui al presente articolo sono esercitate,

rispettivamente, dal commissario dello Stato e dal presidente della

commissione di coordinamento; per le province autonome di Trento e di

Bolzano sono esercitate dai rispettivi commissari del Governo. Per la

durata della sospensione al consigliere regionale spetta un assegno

pari all'indennita' di carica ridotta di una percentuale fissata con

legge regionale.

 5. La sospensione cessa nel caso in cui nei confronti

dell'interessato venga meno l'efficacia della misura coercitiva di

cui al comma 1, ovvero venga emessa sentenza, anche se non passata in

giudicato, di non luogo a procedere, di proscioglimento o di

assoluzione o provvedimento di revoca della misura di prevenzione o

sentenza di annullamento ancorche' con rinvio. In tal caso la

sentenza o il provvedimento di revoca devono essere pubblicati

nell'albo pretorio e comunicati alla prima adunanza dell'organo che

ha proceduto all'elezione, alla convalida dell'elezione o alla

nomina.

 6. Chi ricopre una delle cariche indicate all'articolo 7, comma 1,

decade da essa di diritto dalla data del passaggio in giudicato della

sentenza di condanna o dalla data in cui diviene definitivo il

provvedimento che applica la misura di prevenzione.

                                                       Art. 9

 Cancellazione dalle liste per incandidabilita' alle elezioni

regionali

 1. In occasione della presentazione delle liste dei candidati per

le elezioni del presidente della regione e dei consiglieri regionali,

oltre alla documentazione prevista dall'articolo 9 della legge 17

febbraio 1968, n. 108, e dall'articolo 1, commi 3 e 8, della legge 23

febbraio 1995, n. 43, o prevista dalle relative disposizioni delle

leggi elettorali regionali, ciascun candidato rende, unitamente alla

dichiarazione di accettazione della candidatura, una dichiarazione

sostitutiva, ai sensi dell'articolo 46 del testo unico delle

disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione

amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28

dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni, attestante

l'insussistenza delle cause di incandidabilita' di cui all'articolo

 2. Gli uffici preposti all'esame delle liste dei candidati, entro

il termine previsto per la loro ammissione, cancellano dalle liste

stesse i nomi dei candidati per i quali manca la dichiarazione

sostitutiva di cui al comma 1 e dei candidati per i quali venga

comunque accertata, dagli atti o documenti in possesso dell'ufficio,

la sussistenza di alcuna delle predette condizioni di

incandidabilita'.

 3. Per i ricorsi avverso le decisioni di cui al comma 2 trova

applicazione l'articolo 129 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.

104.

 4. Qualora la condizione di incandidabilita' sopravvenga o sia

accertata successivamente alle operazioni di cui al comma 2, la

condizione stessa viene rilevata, ai fini della mancata

proclamazione, dagli uffici preposti alla proclamazione degli eletti.

                                                    Capo IV

          Incandidabilita' alle cariche elettive negli enti locali

                                                     Art. 10

Incandidabilita' alle elezioni provinciali, comunali e

circoscrizionali

 1. Non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali

e circoscrizionali e non possono comunque ricoprire le cariche di

presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere

provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio

circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di

amministrazione dei consorzi, presidente e componente dei consigli e

delle giunte delle unioni di comuni, consigliere di amministrazione e

presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui

all'articolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,

presidente e componente degli organi delle comunita' montane:

a) coloro che hanno riportato condanna definitiva per il delitto

previsto dall'articolo 416-bis del codice penale o per il delitto di

associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze

stupefacenti o psicotrope di cui all'articolo 74 del testo unico

approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990,

n. 309, o per un delitto di cui all'articolo 73 del citato testo

unico concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o

per un delitto concernente la fabbricazione, l'importazione,

l'esportazione, la vendita o cessione, nonche', nei casi in cui sia

inflitta la pena della reclusione non inferiore ad un anno, il porto,

il trasporto e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti,

o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in

relazione a taluno dei predetti reati;

b) coloro che hanno riportato condanne definitive per i delitti,

consumati o tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e

3-quater, del codice di procedura penale, diversi da quelli indicati

alla lettera a);

c) coloro che hanno riportato condanna definitiva per i delitti

previsti dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319,

319-ter, 319-quater, primo comma, 320, 321, 322, 322-bis, 323, 325,

326, 331, secondo comma, 334, 346-bis del codice penale;

d) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla

pena della reclusione complessivamente superiore a sei mesi per uno o

piu' delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei

doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio

diversi da quelli indicati nella lettera c);

e) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva ad

una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non

colposo;

f) coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, con

provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto

indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui

all'articolo 4, comma 1, lettera a) e b), del decreto legislativo 6

settembre 2011, n. 159.

 2. Le disposizioni previste dal comma 1 si applicano a qualsiasi

altro incarico con riferimento al quale l'elezione o la nomina e' di

competenza:

a) del consiglio provinciale, comunale o circoscrizionale;

b) della giunta provinciale o del presidente, della giunta

comunale o del sindaco, di assessori provinciali o comunali.

 3. L'eventuale elezione o nomina di coloro che si trovano nelle

condizioni di cui al comma 1 e' nulla. L'organo che ha provveduto

alla nomina o alla convalida dell'elezione e' tenuto a revocare il

relativo provvedimento non appena venuto a conoscenza dell'esistenza

delle condizioni stesse.

 4. Le sentenze definitive di condanna ed i provvedimenti di cui al

comma 1, emesse nei confronti di presidenti di provincia, sindaci,

presidenti di circoscrizione o consiglieri provinciali, comunali o

circoscrizionali in carica, sono immediatamente comunicate, dal

pubblico ministero presso il giudice indicato nell'articolo 665 del

codice di procedura penale, all'organo consiliare di rispettiva

appartenenza, ai fini della dichiarazione di decadenza, ed al

prefetto territorialmente competente.

                                                            Art. 11

 Sospensione e decadenza di diritto degli amministratori locali in

condizione di incandidabilita'

 1. Sono sospesi di diritto dalle cariche indicate al comma 1

dell'articolo 10:

a) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno

dei delitti indicati all'articolo 10, comma 1, lettera a), b) e c);

b) coloro che, con sentenza di primo grado, confermata in appello

per la stessa imputazione, hanno riportato, dopo l'elezione o la

nomina, una condanna ad una pena non inferiore a due anni di

reclusione per un delitto non colposo;

c) coloro nei cui confronti l'autorita' giudiziaria ha applicato,

con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione in quanto

indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui

all'articolo 4, comma 1, lettera a) e b), del decreto legislativo 6

settembre 2011, n. 159.

 2. La sospensione di diritto consegue, altresi', quando e' disposta

l'applicazione di una delle misure coercitive di cui agli articoli

284, 285 e 286 del codice di procedura penale nonche' di cui

all'articolo 283, comma 1, del codice di procedura penale, quando il

divieto di dimora riguarda la sede dove si svolge il mandato

elettorale.

 3. Nel periodo di sospensione i soggetti sospesi, ove non sia

possibile la sostituzione ovvero fino a quando non sia convalidata la

supplenza, non sono computati al fine della verifica del numero

legale, ne' per la determinazione di qualsivoglia quorum o

maggioranza qualificata.

 4. La sospensione cessa di diritto di produrre effetti decorsi

diciotto mesi. Nel caso in cui l'appello proposto dall'interessato

avverso la sentenza di condanna sia rigettato anche con sentenza non

definitiva, decorre un ulteriore periodo di sospensione che cessa di

produrre effetti trascorso il termine di dodici mesi dalla sentenza

di rigetto.

 5. A cura della cancelleria del tribunale o della segreteria del

pubblico ministero i provvedimenti giudiziari che comportano la

sospensione sono comunicati al prefetto, il quale, accertata la

sussistenza di una causa di sospensione, provvede a notificare il

relativo provvedimento agli organi che hanno convalidato l'elezione o

deliberato la nomina.

 6. La sospensione cessa nel caso in cui nei confronti

dell'interessato venga meno l'efficacia della misura coercitiva di

cui al comma 1, ovvero venga emessa sentenza, anche se non passata in

giudicato, di non luogo a procedere, di proscioglimento o di

assoluzione o provvedimento di revoca della misura di prevenzione o

sentenza di annullamento ancorche' con rinvio. In tal caso la

sentenza o il provvedimento di revoca devono essere pubblicati

nell'albo pretorio e comunicati alla prima adunanza dell'organo che

ha proceduto all'elezione, alla convalida dell'elezione o alla

nomina.

 7. Chi ricopre una delle cariche indicate all'articolo 10, comma 1,

decade da essa di diritto dalla data del passaggio in giudicato della

sentenza di condanna o dalla data in cui diviene definitivo il

provvedimento che applica la misura di prevenzione.

8. Quando, in relazione a fatti o attivita' comunque riguardanti

gli enti di cui all'articolo 10, l'autorita' giudiziaria ha emesso

provvedimenti che comportano la sospensione o la decadenza dei

pubblici ufficiali degli enti medesimi e vi e' la necessita' di

verificare che non ricorrano pericoli di infiltrazione di tipo

mafioso nei servizi degli stessi enti, il prefetto puo' accedere

presso gli enti interessati per acquisire dati e documenti ed

accertare notizie concernenti i servizi stessi.

9. Copie dei provvedimenti di cui al comma 8 sono trasmesse al

Ministro dell'interno, ai sensi dell'articolo 2, comma 2-quater, del

decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni,

dalla legge 30 dicembre 1991, n. 110, e successive modificazioni.

                                                  Art. 12

 Cancellazione dalle liste per incandidabilita' alle elezioni

provinciali, comunali e circoscrizionali

1. In occasione della presentazione delle liste dei candidati per

le elezioni del presidente della provincia, del sindaco, del

presidente della circoscrizione e dei consiglieri provinciali,

comunali e circoscrizionali, oltre alla documentazione prevista da

altre disposizioni normative, ciascun candidato, unitamente alla

dichiarazione di accettazione della candidatura, rende una

dichiarazione sostitutiva, ai sensi dell'articolo 46 del testo unico

delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di

documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni,

attestante l'insussistenza delle cause di incandidabilita' di cui

all'articolo 10.

 2. Gli uffici preposti all'esame delle liste dei candidati, entro

il termine previsto per la loro ammissione, cancellano dalle liste

stesse i candidati per i quali manca la dichiarazione sostitutiva di

cui al comma 1 e dei candidati per i quali venga comunque accertata,

dagli atti o documenti in possesso dell'ufficio, la sussistenza di

alcuna delle predette condizioni di incandidabilita'.

 3. Per i ricorsi avverso le decisioni di cui al comma 2 trova

applicazione l'articolo 129 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.104.

 4. Qualora la condizione di incandidabilita' sopravvenga o sia

accertata successivamente alle operazioni di cui al comma 2, la

condizione stessa viene rilevata, ai fini della mancata

proclamazione, dall'ufficio preposto alle operazioni di proclamazione

degli eletti.

                                                    Capo V

                        Disposizioni comuni, transitorie e finali

                                                    Art. 13

Durata dell'incandidabilita'

 1. L'incandidabilita' alla carica di deputato, senatore e membro

del Parlamento europeo spettante all'Italia, derivante da sentenza

definitiva di condanna per i delitti indicati all'articolo 1, decorre

dalla data del passaggio in giudicato della sentenza stessa ed ha

effetto per un periodo corrispondente al doppio della durata della

pena accessoria dell'interdizione temporanea dai pubblici uffici

comminata dal giudice. In ogni caso l'incandidabilita', anche in

assenza della pena accessoria, non e' inferiore a sei anni.

 2. Il divieto ad assumere e svolgere incarichi di Governo

nazionale, derivante da sentenza di condanna definitiva per i delitti

indicati all'articolo 1, opera con la medesima decorrenza e per la

stessa durata prevista dal comma 1.

 3. Nel caso in cui il delitto che determina l'incandidabilita' o il

divieto di assumere incarichi di governo e' stato commesso con abuso

dei poteri o in violazione dei doveri connessi al mandato elettivo,

di parlamentare nazionale o europeo, o all'incarico di Governo, la

durata dell'incandidabilita' o del divieto e' aumentata di un terzo.

                                                         Art. 14

 Incandidabilita' nelle regioni a statuto speciale e province autonome

 1. Le disposizioni in materia di incandidabilita' del presente

testo unico si applicano nelle regioni a statuto speciale e nelle

province autonome di Trento e Bolzano.

                                                           Art. 15

 Disposizioni comuni

 1. L'incandidabilita' di cui al presente testo unico opera anche

nel caso in cui la sentenza definitiva disponga l'applicazione della

pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura

penale.

 2. L'incandidabilita' disciplinata dal presente testo unico produce

i suoi effetti indipendentemente dalla concomitanza con la

limitazione del diritto di elettorato attivo e passivo derivante

dall'applicazione della pena accessoria dell'interdizione temporanea

dai pubblici uffici o di una delle misure di prevenzione o di

sicurezza di cui all'articolo 2, lettera b) e c), del testo unico

delle leggi per la disciplina dell'elettorato attivo e per la tenuta

e la revisione delle liste elettorali di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223.

 3. La sentenza di riabilitazione, ai sensi degli articoli 178 e

seguenti del codice penale, e' l'unica causa di estinzione anticipata

dell'incandidabilita' e ne comporta la cessazione per il periodo di

tempo residuo. La revoca della sentenza di riabilitazione comporta il

ripristino dell'incandidabilita' per il periodo di tempo residuo.

 4. L'incandidabilita' disciplinata dagli articoli 7, comma 1,

lettera f) e 10, comma 1, lettera f), si estingue per effetto del

procedimento di riabilitazione previsto dall'articolo 70 del decreto

legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

                                                               Art. 16

                                            Disposizioni transitorie e finali

 1. Per le incandidabilita' di cui ai Capi I e II, e per quelle di

cui ai Capi III e IV non gia' rinvenibili nella disciplina

previgente, la disposizione del comma 1 dell'articolo 15 si applica

alle sentenze previste dall'articolo 444 del codice di procedura

penale pronunciate successivamente alla data di entrata in vigore del

presente testo unico.

 2. Le disposizioni di cui al presente testo unico, limitatamente a

quelle previste per l'accertamento dell'incandidabilita' in fase di

ammissione delle candidature, per la mancata proclamazione, per i

ricorsi e per il procedimento di dichiarazione in caso di

incandidabilita' sopravvenuta, si applicano anche alle

incandidabilita', non derivanti da sentenza penale di condanna,

disciplinate dagli articoli 143, comma 11, e 248, comma 5, del

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

                                                          Art. 17

                                                       Abrogazioni

 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente testo

unico sono abrogati:

a) gli articoli 58 e 59 del decreto legislativo 18 agosto 2000,

n. 267, recante il testo unico delle leggi sull'ordinamento degli

enti locali;

b) l'articolo 15 della legge 19 marzo 1990, n. 55, salvo per

quanto riguarda la disciplina per il personale dipendente dalle

regioni;

c) l'articolo 9, ottavo comma, n. 2), limitatamente al quarto

periodo, della legge 17 febbraio 1968, n. 108;

d) l'articolo 28, quarto comma, secondo periodo, e l'articolo 32,

settimo comma, n. 2), limitatamente alle parole: «contenente la

dichiarazione del candidato di non essere in alcuna delle condizioni

previste dal comma 1 dell'articolo 15 della legge 19 marzo 1990, n.

55», del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n.

570.

 2. Dalla data di cui al comma 1, i richiami agli articoli 58 e 59

del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ovunque presenti, si

intendono riferiti, rispettivamente, agli articoli 10 e 11 del

presente testo unico.

                                                       Art. 18

 Entrata in vigore

 1. Le disposizioni del presente testo unico entrano in vigore il

giorno successivo alla loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi' 31 dicembre 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei

Ministri

Cancellieri, Ministro dell'interno

Severino, Ministro della giustizia

Patroni Griffi, Ministro per la pubblica amministrazione e la

semplificazione

Visto, il Guardasigilli: Severino

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 Fonte: La Repubblica