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La conversione di Rino Cammilleri nel libro della Lindau Rino Cammilleri. Come fu che divenni
C.C.P. (Cattolico Credente e Praticante) Ho conosciuto
Rino Cammilleri in occasione della presentazione del suo libro (scritto
in collaborazione con Ettore Gotti Tedeschi, presidente dello Ior)
Denaro e paradiso, avvenuta negli studi di Radio Radicale
nell’autunno scorso. Ho apprezzato il fatto che, senza indugio alcuno,
abbia accettato di venire a discutere del suo libro in quella che può
essere considerata la fossa dei leoni. Lo ha fatto, a mio parere, non
perché ci fosse da onorare qualche impegno con la casa editrice, bensì
perché chi è sicuro dei propri convincimenti non ha paura, come
dimostrano gli antichi martiri, di affrontare neppure i leoni. E qui, in
Come fu che divenni C.C.P. (cattolico credente e praticante)
non di martiri si parla. Cammilleri usa la categoria dei “convertiti”
per illustrare la sua esperienza di fede in cui sono condensati i suoi
primi sessant’anni di vita. Il genere che
racconta le storie di singole conversioni è ricchissimo, a cominciare
dalle Confessioni di Agostino d’Ippona. Cammilleri però fa bene a
circoscrivere l’importanza della lettura di questo genere di libri.
Osserva infatti: “Apprendere i particolari della mia conversione non
convertirà nessuno, né vi si potrà trovare qualche esempio da tener
buono. Se qualche effetto ha sul prossimo il racconto di una
conversione, lo ha su quelli che già credono, perché si sentiranno meno
soli”.
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