LA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA (Disegno di Legge n.2544)
A cura di Luciana Taranta
Il 25 marzo 2004 il Senato ha votato in prima lettura il DDL Costituzionale n. 2544 “Riforma dell’Ordinamento della Repubblica”, vale a dire il Disegno di Legge che riforma in parte l’attuale Costituzione. Perché il provvedimento possa entrare in vigore definitivamente occorreranno ancora tre passaggi parlamentari ed un referendum confermativo. Un iter lungo e complesso come accade quando le riforme riguardano la Costituzione.
Questo provvedimento, fortemente sostenuto dalla Lega, modifica molti articoli della Costituzione, per l’esattezza 35.
Vediamo nei dettagli le modifiche apportate e votate dall’Assemblea del Senato prendendo in esame ogni figura ed organo istituzionale:
Il Senato federale
Il Senato cambia nome ed i senatori, in carica per cinque anni, verranno eletti su base regionale. Alle Regioni saranno trasferite competenze legislative esclusive su sanità, scuola e polizia locale; l’attività del Senato federale riguarderà le leggi che trattano materie di competenza comune tra Stato e Regioni e le leggi di Bilancio.
La Camera
Sarà l’unico organo legislativo nazionale.
I componenti della Consulta, come attualmente, saranno in numero di 15: quattro nominati dal Presidente della Repubblica, quattro dalle supreme Magistrature ordinarie ed amministrative, sette dal Senato federale integrato dai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. I giudici costituzionali rimarranno in carica nove anni e una volta terminato il mandato, per cinque anni non potranno ricoprire incarichi pubblici, né essere eletti in Parlamento né far parte del Governo.
Prevista una riduzione del numero dei deputati e senatori rispetto a quello attuale. I deputati, dai 630 passerebbero a 412 (12 in rappresentanza degli italiani all’estero) e i senatori da 315 a 206 ( 6 in rappresentanza degli italiani all’estero). I senatori a vita saranno tre, oltre agli ex-presidenti della Repubblica che lo sono di diritto. I senatori a vita attualmente in carica manterranno il loro seggio.
Roma è la Capitale della Repubblica federale ed avrà forme di autonomia particolari, anche normative, sia pure nei “limiti e con le modalità stabilite dallo Statuto della Regione Lazio”.
Referendum
Perché la riforma costituzionale possa entrare in vigore definitivamente sarà necessario indire un referendum confermativo. Il referendum sarà valido se avranno votato almeno la metà più uno degli aventi diritto e lo si potrà chiedere anche se il Parlamento avrà approvato la riforma con la maggioranza dei due terzi; in questo caso non verrà richiesto alcun quorum per la validità del referendum.
Da evidenziare, infine, una riformulazione dell’art.1 della Costituzione vigente, fortemente sostenuta da Alleanza Nazionale, che introduce “l’interesse nazionale” a tutela dell’unità e dell’integrità della Nazione.