LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

                                                      - Brevi schede informative -                                     

FRANCIA

Sono tre le leggi fondamentali  che regolano la procreazione assistita e il trapianto di organi. Le tre leggi furono approvate nel 1994 dopo un lungo excursus parlamentare. Esse sono: Legge n.94-653 “Rispetto del corpo umano”; Legge n.94-654 “Donazione di organi e procreazione assistita”; Legge n.94-548 “Trattamento dei dati nominativi aventi come fine la ricerca medica”. Le prime due leggi approvate dopo un lungo iter parlamentare sono state dichiarate conformi alla Costituzione (Dècision n. 94-343/344 DC, 27.7.1994).I principi fondamentali contenuti nelle suddette leggi riguardano l’inviolabilità e l’indisponibilità del corpo umano e l’inviolabilità del patrimonio genetico. Il dibattito parlamentare  ha riguardato soprattutto l’inquadramento giuridico delle tecniche di procreazione assistita, con particolare attenzione all’inseminazione artificiale realizzata con terzo donatore e ai vari e numerosi problemi ad essa collegati.

La Legge n.94-653 introduce norme che garantiscono il rispetto del corpo umano e regola questioni di filiazione legate alla procreazione assistita. Queste norme modificano sia il Codice civile che il Codice penale perché prevedono nuovi tipi di reato. I coniugi o i conviventi sono obbligati  ad esprimere il loro consenso davanti ad un giudice o ad un notaio; il consenso impedirà alla coppia ogni eventuale contestazione della filiazione o il reclamo di stato ed è considerata inammissibile ogni azione di disconoscimento della paternità da parte di chi ha dato il proprio consenso. Nei principi sul rispetto del corpo umano è dichiarata nulla giuridicamente la procreazione o la gravidanza per conto terzi che viene punita con un anno di reclusione ed una multa di 100.000 Fr. per gli eventuali intermediari.

La Legge n. 94-654 “Donazione di organi e procreazione assistita” pone due principi fondamentali: la procreazione assistita deve avere un fine medico, deve, cioè, ovviare alla sterilità della coppia ed evitare la trasmissione di gravi malattie al figlio. Il secondo principio impone che i componenti  la coppia siano viventi, in età feconda, sposati o conviventi da almeno due anni e che siano consenzienti in via preventiva all’inseminazione artificiale o alla fecondazione in vitro. La legge prevede inoltre che il numero dei bambini nati con procreazione assistita e da uno stesso donatore non deve superare le cinque unità.Particolare attenzione questa legge dedica all’embrione ed alla sua tutela giuridica soprattutto per quanto riguarda la ricerca e la sperimentazione sugli embrioni soprannumerari. E’ infatti vietato utilizzare  embrioni umani per uso  commerciale o industriale, il concepimento in vitro  con lo scopo di studio, la ricerca e la  sperimentazione dell’embrione. Anche la donazione degli embrioni conservati prevede procedure eccezionali, simili a quelle per l’adozione. Con l’esclusione della inseminazione artificiale tutte le altre pratiche di procreazione assistita devono essere effettuate presso istituti sanitari e nei laboratori di analisi autorizzati.

La Legge n. 94-548 “Trattamento dei dati nominativi aventi come fine la ricerca medica” contiene disposizioni relative al trattamento automatizzato dei dati nominativi ai fini della ricerca medica e scientifica. E’ previsto che ai soggetti, fonte di raccolta dei dati nominativi, venga riconosciuto il diritto di opporsi alla elaborazione automatizzata di questi dati.

La Francia ha aggiornato la sua legislazione in materia di fecondazione assistita con la legge 800/2004 (Code de la santè publique).

Fecondazione eterologa , modificata dalla legge 800/2004  (artt. L 2141-1 e ss., Code de la santè publique), è ammessa alle seguenti condizioni: le coppie (uomo-donna) devono essere in età fertile, viventi, sposate o legalmente conviventi da almeno 2 anni. – Deve sussistere il rischio di trasmettere al nascituro o ad un membro della coppia una grave malattia. E’vietata la fecondazione eterologa completa, nel senso che almeno uno dei due donatori deve far parte della coppia. In via eccezionale è consentita la donazione di embrioni a quelle coppie che non riescono ad ottenere risultati con altre tecniche, in questo caso si richiede il  consenso scritto della coppia che dona.In ogni caso è  l’Autorità giudiziaria a decidere sulla donazione.

Diagnosi preimpianto: modificata dalla Legge 800/2004, (art. L 2131-4 ‘Code de la santè publique), è ammessa, con attestazione medica, quando è altamente probabile che il nascituro possa essere affetto da malattia genetica o incurabile. –

Ricerca sull’embrione: modificata con la Legge 800/2004 (art. 2151-5 ‘Code de la santè publique), non è ammessa, salvo casi eccezionali in cui è richiesto consenso scritto della coppia donante. La ricerca è ammessa quando essa è di utilità per il progresso terapeutico, se non si protrae oltre il 5° anno, se l’embrione non viene danneggiato e se sono utilizzati solo embrioni soprannumerari. –

Creazione degli embrioni: regolata dalla Legge 800/2004 (art. L 2151-2 ‘Code de la santè publique), non è ammessa.

 

AUSTRIA

La fecondazione medicalmente assistita è regolata in questo Paese dalla Legge del 7 Luglio 1992 “Legge federale di introduzione di norme di riproduzione assistita, nonché di riforma del codice civile, della legge sul matrimonio e della norma di giurisdizione”. In base all’art. 2 di questa legge la riproduzione assistita è consentita unicamente all’interno del matrimonio o di un analogo rapporto di convivenza quando  non sono possibili altre forme di terapia per ovviare alla sterilità. In base all’art. 3 gli ovociti possono essere impiegati esclusivamente nella donna dalla quale provengono, escludendo pertanto l’impianto di ovocita fecondato che non sia il proprio.L’art. 4 prevede che la riproduzione assistita debba essere effettuata solo in una struttura ospedaliera autorizzata e da medici specializzati in ginecologia. L’art. 6 stabilisce che nessun medico o operatore sanitario possa essere obbligato ad eseguire o a partecipare ad un intervento di riproduzione assistita  né che per tale scelta possa essere discriminato. Nell’art. 8 si afferma che l’intervento di impianto deve essere accompagnato dal consenso scritto dei due interessati, nel caso di una coppia convivente il consenso deve essere espresso davanti al notaio. All’art. 10 è previsto l’utilizzo di tanti ovociti quanti sono necessari scientificamente a raggiungere l’esito positivo. Agli artt. 11 e 12 si fa riferimento alla donazione di sperma che deve essere sempre effettuata presso una struttura ospedaliera autorizzata e con il consenso scritto del donatore. La donazione è a titolo gratuito è non può dare luogo ad alcun tipo di compenso (art. 16). I dati su donatori terzi sono riservati (Art. 20) ma il minore procreato con tale seme può chiedere, dal compimento dei 14 anni, di prendere visione di tali dati.  E’ assolutamente vietata l’intermediazione per reperire cellule in grado di svilupparsi e prestarsi a forme di maternità surrogata (Art. 21).

Fecondazione eterologa:  disciplinata dalla Legge 1.7.1992 (art. 3, comma 1 e 2 della Fortpflanzungsmedizingesetz), è ammessa per le coppie sposate o conviventi quando il seme del coniuge o del convivente non ha capacità procreativa. E’ autorizzata la donazione di sperma ma è vietata quella di ovociti o embrioni. Il seme del donatore può essere utilizzato per un massimo di tre coppie e la donazione deve essere fatta alla presenza di un notaio.

Diagnosi preimpianto: regolata dalla Legge 1.7.1992 (art. 9, comma 1, Fortpflanzungsmedizingesetz), non è ammessa. Le cellule in grado di svilupparsi devono essere impiegate solo per la riproduzione assistita.

Ricerca sull’embrione:  disciplinata  dalla Legge 1.7.1992 (art. 9, comma 1, Fortpflanzungsmedizingesetz), non è ammessa. Le cellule in grado di svilupparsi devono essere impiegate solo per la riproduzione assistita.

 

SVEZIA

La Svezia ha provveduto fin dagli anni ’80 a dotarsi di leggi per regolamentare la procreazione medicalmente assistita. La Legge n. 1140 del 20 dicembre 1984 prevede norme in materia di inseminazione e la Legge n.711 del 14 giugno 1988 quelle sulla fecondazione all’esterno del corpo umano.La Legge 1140/1984 autorizza l’inseminazione solo sulla donna sposata o convivente more uxorio  con un uomo che deve dare il suo consenso scritto all’intervento. L’ inseminazione eterologa deve essere eseguita esclusivamente in un ospedale pubblico e sotto il controllo di un medico specializzato in ginecologia. Ugualmente il medico è autorizzato ad accertare che il bambino cresca in un ambiente favorevole. E’ ancora il medico a scegliere un donatore adatto di cui registra tutte le informazioni necessarie in un registro speciale che verrà  custodito per 70 anni. Il bambino ha diritto, appena raggiunta la maturità sufficiente, a conoscere i dati relativi al donatore. Il soggetto che ha dato il consenso scritto all’inseminazione viene considerato a tutti gli effetti padre del bambino. La successiva Legge n. 711/1988 sulla fecondazione assistita all’esterno del corpo umano dispone che l’introduzione nel corpo di una donna di un ovocita fecondato all’esterno del corpo viene consentita solo in base a tre disposizioni: 1) se la donna è sposata o convivente; 2) se il coniuge o il convivente hanno dato il consenso per iscritto; 3) se l’ovocita appartiene alla donna ed è stato fecondato con il seme del marito o del convivente.La violazione di queste norme comporta la reclusione fino a sei mesi o, in alternativa, sanzioni pecuniarie.

Diagnosi reimpianto: è ammessa ma mancando una legislazione specifica in materia,  si applicano “linee guida” approvate dal Parlamento svedese nel 1995. Essa si applica in casi esigui e solo in presenza di gravi malattie genetiche ereditarie e incurabili, tali da provocare la morte prematura del nascituro.

Ricerca sull’embione: è regolata dalla Legge 1991:115;  è ammessa, con il consenso dei donatori, ai fini della ricerca e del trattamento degli ovuli umani fecondi. I progetti di ricerca sono sottoposti al parere della Commissione Etica Nazionale e finalizzati alla conoscenza della cura dell’infertilità, dei metodi contraccettivi, dello sviluppo degli embrioni e delle cause di anomalie. E’, infine, fatto divieto dell’uso degli embrioni dopo 14 gg. dalla fecondazione. 

 

ITALIA 

In Italia la procreazione medicalmente assistita è regolata dalla Legge n.40/2004 per la quale è stato chiesto Referendum abrogativo di alcuni articoli.

 

La ricerca continuerà su altri Paesi 

 

 

Fonte di ricerca: la Camera dei Deputati