Intervento del Presidente Napolitano alla Riunione per la consegna delle relazioni

conclusive dei Gruppi di lavoro

 Mi si lasci innanzitutto ringraziare grandemente le personalità politiche e istituzionali che

hanno accettato di far parte dei due gruppi di lavoro da me chiamati il 30 marzo a mettere

a fuoco temi di estrema attualità e importanza in campo istituzionale e in campo

economico-sociale ed europeo. Vi ringrazio per la pronta disponibilità, e per l'impegno

intenso e disinteressato con cui avete assolto il mandato ricevuto in un tempo così

ristretto.

Nelle premesse alle due relazioni si richiama con assoluta correttezza il senso e il limite

del compito da assolvere, con la giusta attenzione a non interferire né con l'attività del

Parlamento né con le decisioni che spettano alle forze politiche. Una selezione delle

questioni di maggior rilievo da affrontare nell'uno e nell'altro campo, un elenco ragionato

di possibili linee di azione, lasciando alle forze politiche l'apprezzamento dei margini di

convergenza e di divergenza su proposte da considerare ai fini di un impegno di governo.

Le relazioni che mi sono state presentate questa mattina faranno parte delle mie consegne

al nuovo Presidente della Repubblica, oltre che essere oggetto, in questi giorni, della mia

personale, ulteriore riflessione. Esse saranno rese subito disponibili sul sito del Quirinale

e potranno essere dunque valutate obbiettivamente da tutti. Mi auguro che al di là di dubbi

e riserve che hanno accompagnato lo stesso annuncio della istituzione dei due gruppi, si

riconosca la serietà del lavoro compiuto, pur nella piena libertà, com'è ovvio, di giudizio

critico da parte di chiunque.

Insieme con la serietà dell'impegno esplicato dai componenti dei due gruppi, la cui

esperienza - anche in posizioni di vertice - in prestigiose istituzioni indipendenti e in

Parlamento, costituivano già in partenza un'indubbia garanzia, vorrei mettere in rilievo la

prova di attitudine al dialogo, al confronto, alla condivisione che ci è stata fornita. Sono

state largamente espresse posizioni comuni a conclusione del lavoro, pur non trascurando

diversità di opinione rimaste tali su taluni punti. Un metodo e un clima, insomma, che ci

incoraggiano nell'auspicio di analoghi sforzi di buona volontà e d'intesa anche nei luoghi

della politica e nelle assemblee rappresentative.

L'iniziativa di istituire questi gruppi di lavoro, il mandato ad essi affidato, le relazioni che

ne sono scaturite, rappresentano il contributo conclusivo - alla vigilia del compimento del

mio mandato e della scelta del nuovo Presidente - che sono stato in grado di dare alla

soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio. Le due relazioni

valgono a porre più che mai al centro dell'attenzione delle forze politiche i problemi

essenziali cui sono legati sia il soddisfacimento delle attese e dei bisogni più urgenti dei

cittadini e del paese e lo sviluppo futuro dell'Italia, e della società e della democrazia

italiana. E sviluppo futuro significa prospettiva per un'intera giovane generazione, oggi

soluzione del problema del governo dopo le elezioni del 24 febbraio. Le due relazioni

valgono a porre più che mai al centro dell'attenzione delle forze politiche i problemi

essenziali cui sono legati sia il soddisfacimento delle attese e dei bisogni più urgenti dei

cittadini e del paese e lo sviluppo futuro dell'Italia, e della società e della democrazia

italiana. E sviluppo futuro significa prospettiva per un'intera giovane generazione, oggi

fortemente inquieta. Una seria considerazione - anche con l'ausilio delle analisi e delle

indicazioni fornite dai due gruppi di lavoro - dei problemi da affrontare, delle situazioni

critiche da superare, delle potenzialità da cogliere e mettere a frutto, può stimolare la

ricerca di convergenze tra le forze politiche, può favorire un clima costruttivo nel nuovo

Parlamento, suggerire forme praticabili - nel quadro segnato dai risultati elettorali - di

condivisione delle responsabilità di governo e dei percorsi di riforma necessari. Quel che

trasmetto è dunque, credo, un testimone concreto e significativo.

Dai due cicli di consultazioni da me tenuti - senza perdere nemmeno un giorno dopo

l'insediamento delle nuove Camere - tra il 20 e il 30 marzo, è risultato chiaramente che

solo da scelte di collaborazione che spetta alle forze politiche compiere, segnandone i

termini e i confini, può scaturire la formazione del nuovo governo di cui il paese ha

urgente bisogno. Tale soluzione non poteva dunque nascere per impulso del Presidente

della Repubblica uscente ripercorrendo un sentiero analogo a quello battuto con successo

nel novembre del 2011. La parola e le decisioni toccano alle forze politiche, e starà al mio

successore trarne le conclusioni.

 Palazzo del Quirinale, 12/04/2013

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Fonte: sito del Quirinale