PENA DI MORTE: Proposta di Risoluzione comune del Parlamento Europeo presentata

a norma dell’art. 103, paragrafo 2, del Regolamento, dai Parlamentari:

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 José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra e Laima Liucija Andrikienė,a nome del gruppo PPE-DE

Pasqualina Napoletano, Raimon Obiols i Germà e Elena Valenciano Martínez-Orozco,a nome del gruppo PSE

Marco Cappato, Marco Pannella e Sarah Ludford, a nome del gruppo ALDE

Hélène Flautre, Raül Romeva i Rueda, Milan Horáček, Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit, a nome del gruppo Verts/ALE

André Brie, Luisa Morgantini, Vittorio Agnoletto, Willy Meyer Pleite e Marco Rizzo, a nome del gruppo GUE/NGL

Roberta Angelillia nome del gruppo IND/DEM

in sostituzione delle proposte di risoluzione presentate dai gruppi:

sulla moratoria universale in materia di pena di morte

 

Risoluzione del Parlamento europeo sulla moratoria universale in materia di pena di morte

Il Parlamento europeo,

–viste le sue risoluzioni del 1° febbraio 2007 e 26 aprile 2007 sull'iniziativa italiana a favore di una moratoria universale in materia di pena di morte,

–visti gli orientamenti della politica UE nei confronti dei paesi terzi sulla pena di morte del 3 giugno 1998,

–vista la dichiarazione sull'abolizione della pena di morte rilasciata il 19 dicembre 2006 in seno all'Assemblea generale ONU dalla Presidenza dell'UE, che è stata inizialmente firmata da 85 paesi di tutti i gruppi geografici,

–vista la dichiarazione letta il 29 marzo 2007 dalla Presidenza UE a nome dell'Unione europea nel corso della quarta sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo dell'ONU,

–visto il sostegno a favore della moratoria pubblicamente espresso dal Segretario generale dell'ONU durante la sua recente visita a Roma,

–vista la proclamazione della "Giornata europea contro la pena di morte" da celebrare il 10 ottobre di ogni anno, che ha raccolto anche il sostegno della propria Conferenza dei presidenti il 12 luglio 2007,

–visto l'articolo 2 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE,

–visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.considerando che l'appello per una moratoria universale sulla pena di morte costituisce una chiara decisione politica verso l'abolizione della pena capitale in tutti i paesi,

B.considerando che le sue risoluzioni del 1° febbraio 2007 e del 26 aprile 2007 invitavano la Presidenza UE a presentare con urgenza una risoluzione all'attuale Assemblea generale dell'ONU e a tenere il Parlamento al corrente dei risultati ottenuti; che a tutt'oggi non è stata presentata alcuna risoluzione all'attuale Assemblea generale dell'ONU,

C.considerando che la dichiarazione sulla pena di morte presentata dall'Unione europea all'Assemblea generale dell'ONU il 19 dicembre 2006 ha ormai raccolto 95 firme di paesi appartenenti a tutti i gruppi geografici,

Dconsiderando che la Presidenza dell'UE ha ricevuto il mandato dal Consiglio di elaborare e presentare, in cooperazione con l'Italia, il testo su una moratoria internazionale in materia di pena di morte da trasmettere all'Assemblea generale delle Nazioni Unite,

1.ribadisce alla Presidenza e agli Stati membri dell'UE che il principale contenuto politico della risoluzione deve essere l'adozione di una moratoria universale quale passo cruciale verso l'abolizione della pena di morte;

2.esorta la Presidenza e gli Stati membri UE a presentare una risoluzione sulla moratoria all'apertura della 62ª Assemblea generale delle Nazioni Unte al punto relativo ai "diritti dell'uomo", affinché essa sia adottata entro la fine di quest'anno; ribadisce il proprio appello alla Presidenza UE a coinvolgere quanti più paesi possibile nella sponsorizzazione della risoluzione;

3.invita la Presidenza UE a incoraggiare gli altri paesi che non hanno firmato e ratificato il Secondo protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici a farlo e gli Stati membri che non hanno firmato il Protocollo n. 13 alla Convenzione europea sui diritti dell'uomo, in materia di pena di morte, a procedere in tal senso;

4.ribadisce il suo pieno sostegno alle istituzioni e agli Stati membri UE a dichiarare, insieme al Consiglio d'Europa, il 10 ottobre di ogni anno "Giornata europea contro la pena di morte"; deplora la mancanza di unanimità in seno al Consiglio al riguardo e invita il futuro governo polacco a sostenere pienamente questa iniziativa che rispecchia valori fondamentali dell'Unione europea; invita tutte le istituzioni e gli Stati membri dell'UE, insieme al Consigliod'Europa [1], a continuare a sostenere tale azione ed incarica il suo Presidente di promuovere questa iniziativa politica;

5.invita il Consiglio e la Commissione a sostenere la formazione di coalizioni regionali abolizioniste e favorevoli alla moratoria;

6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri UE, al Segretario generale dell'ONU, al Presidente dell'Assemblea generale dell'ONU nonché agli Stati membri dell'ONU.   (27 settembre 2007)

Note

[1] Istituito il 5 maggio 1949, il Consiglio d'Europa ha lo scopo di favorire la creazione di uno spazio democratico e giuridico comune in Europa, organizzato nel rispetto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e di altri testi di riferimento relativi alla tutela dell'individuo.

Stati membri
Il Consiglio d'Europa ha una dimensione paneuropea:
- 47 paesi membri
- 1 paese candidato: Bielorussia; lo statuto di invitato speciale della Bielorussia è stato sospeso a causa del non rispetto da parte di questo paese dei diritti dell'uomo e dei principi democratici.

Osservatori
5 stati osservatori: Santa Sede, Stati Uniti, Canada, Giappone, Messico.

Finalità
- tutelare i diritti dell'uomo e la democrazia pluralista e garantire il primato del diritto;
- favorire e incoraggiare la consapevolezza dell'identità culturale europea e della sua diversità;
- cercare soluzioni comuni a problemi sociali, quali: discriminazione delle minoranze, xenofobia, intolleranza, bioetica e clonazione, terrorismo, tratta degli esseri umani, criminalità organizzata e corruzione, criminalità informatica, violenza nei confronti dei bambini;
- sviluppare la stabilità democratica in Europa, sostenendo le riforme politiche, legislative e costituzionali.