Gli eurodeputati difendono la libertà in internet

“La lotta per la libertà di espressione si é ormai spostata sulle pagine on-line" ha notato il Parlamento Europeo in una risoluzione adottata nell'ultima sessione plenaria di Luglio. In considerazione dell'aumento sia dei metodi di controllo di internet che dei "cyber-dissidenti", il Parlamento ha invocato un codice di comportamento per poter mettere un freno a quelle aziende occidentali che contribuiscono a censurare internet negli stati autoritari. Gli Stati Uniti conoscono già misure simili.

Secondo il Parlamento "internet è diventato sinonimo di libertà per i dissidenti politici, i difensori dei diritti umani ed i giornalisti indipendenti di tutto il mondo". In contempo governi autoritari utilizzano sempre più sofisticati filtri e tecnologie di controllo - spesso prodotte da imprese occidentali. Il governo cinese ha persuaso compagnie quali Yahoo, Google e Microsoft a facilitare la censura nei servizi da queste offerte all'interno della rete telematica cinese. Secondo le organizzazioni sui diritti umani, la maggior parte dei cyber-dissidenti detenuti in prigione si trovano nelle carceri cinesi. Tra questi il giornalista Shi Tao ed il cyber-dissidente Yang Zili, oltre al da poco scarcerato blogger e documentarista Hao Wu.
 Convinto che la libertà dell'espressione è un criterio chiave per giudicare la democraticità e l'apertura di una società, il Parlamento condanna fortemente le restrizioni ai contenuti delle pagine internet - tranne quelli contro le attività illegali - oltre alle persecuzioni e all'imprigionamento di utenti internet. Per questi motivi ha richiesto all'Unione Europea di prendere azioni concrete per promuovere la libertà di parola sul web e di premere per il rilascio dei cyber-detenuti.
 

                                                    Borrell  sul diritto d'espressione in Cina
 
Durante la visita in Cina la settimana scorsa, il presidente del Parlamento Europeo Josep Borrell ha applaudito il rilascio del cyber-dissidente Hao Wu - una settimana dopo che il parlamento ha adottato la risoluzione in argomento. "Abbiamo ancora molta strada da fare e il Parlamento è tuttora sconcertato per le rimanenti restrizioni alla libertà d'espressione" ha dichiarato il presidente nella dichiarazione conclusiva della visita in Cina dopo aver rimarcato la mancata ratifica da parte del governo cinese del Patto internazionale sui diritti civili e politici, il cui articolo 19 garantisce appunto la libertà di espressione.

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                     Risoluzione del Parlamento europeo sulla libertà di espressione su Internet

 

Giovedì 6 luglio 2006 – Strasburgo -                  Edizione provvisoria

Il Parlamento europeo ,

–   viste le sue precedenti risoluzioni annuali sulla situazione dei diritti dell'uomo nel mondo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sui diritti umani e la libertà di stampa e sulla valutazione del vertice mondiale sulla società dell'informazione, svoltosi nel dicembre 2005 in Tunisia,

–   visto l'articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–   visto l'articolo 10 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

–   visti gli orientamenti dell'Unione europea per il dialogo sui diritti dell'uomo (2001) e sui difensori dei diritti dell'uomo (2004) e la loro prima valutazione svolta dalla Presidenza austriaca,

–   vista la dichiarazione dei principi adottata il 12 dicembre 2003 dal vertice mondiale sulla società dell'informazione,

         vista la dichiarazione congiunta del 21 dicembre 2005 del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di opinione e di espressione, del rappresentante OSCE per la libertà dei media e del relatore speciale dell'OAS sulla libertà

d'espressione,

–   vista la politica dell'Unione europea in materia di diritti dell'uomo e democratizzazione nei paesi terzi, adottata dal Consiglio nel dicembre 2005,

–   vista l'iniziativa europea per la democrazia e i diritti dell'uomo (EIDHR),

–   visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che l'articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo afferma che ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo alle frontiere,

B.   accogliendo favorevolmente la dichiarazione del vertice mondiale di Tunisi, del 16-18 novembre 2005, sull'importanza primaria della società dell'informazione per la democrazia e per il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, in particolare per quanto riguarda la libertà di espressione e di opinione, nonché la libertà di ricevere e di accedere all'informazione,

C.   considerando che la lotta per la libertà di espressione si è oggi ampiamente spostata in rete, in quanto Internet è divenuta lo strumento di espressione per eccellenza di dissidenti politici, attivisti per la democrazia, difensori dei diritti dell'uomo e giornalisti indipendenti a livello mondiale,

D.   considerando che l'accesso ad Internet può rafforzare la democrazia e contribuire allo sviluppo economico e sociale di un paese e che limitare tale accesso è incompatibile con il diritto alla libertà di espressione,

E.   considerando che le restrizioni dovrebbero esistere solo in caso di attività illegali quali l'incitamento all'odio, alla violenza e al razzismo, la propaganda totalitaria e l'accesso dei minori alla pornografia o il loro sfruttamento sessuale,

F.   considerando che, secondo Reporter senza frontiere, i regimi e i governi autoritari stanno lavorando con metodi sempre più estensivi di controllo della rete, soprattutto ricorrendo a tecnologie sempre più sofisticate di filtraggio e di sorveglianza delle comunicazioni elettroniche, nonché costituendo una cyber-polizia,

G.   considerando che, secondo le organizzazioni di difesa dei diritti umani, un gran numero di cyber-dissidenti sono incarcerati, la maggior parte di essi in Cina, tra cui Hao Wu, autore di blog e documentarista cinese, Yang Zili, cyber-dissidente cinese, Shi Tao, giornalista cinese del quotidiano Dangdai Shangbao, Motjaba Saminejad, autore di blog iraniano, Mohammed Abbou, avvocato tunisino, Pham Hong Son, medico vietnamita e Habib Saleh, cyber-giornalista siriano; che i casi più recenti riguardano gli autori di blog egiziani Mohamed Sharkawy e Karim Lel-shaer,

H.   considerando che, come si afferma nell'ultima relazione di Reporter senza frontiere, una serie di paesi possono essere considerati nemici della libertà di espressione in rete, compresi Cina, Bielorussia, Birmania, Cuba, Iran, Libia, Maldive, Nepal, Corea del Nord, Uzbekistan, Arabia Saudita, Siria, Tunisia, Turkmenistan e Vietnam,

I.   considerando che imprese site in paesi democratici forniscono in parte a tali paesi gli strumenti per censurare la rete e controllare le comunicazioni elettroniche,

J.   considerando che il governo cinese è riuscito a persuadere imprese quali Yahoo, Google e Microsoft ad agevolare la censura dei propri servizi sul mercato Internet cinese e che altri governi hanno chiesto strumenti di censura ad altre imprese,

K.   considerando che attrezzature e tecnologie fornite da imprese occidentali, come la CISCO Systems, la Telecom Italia e Wanadoo, una sussidiaria di France Telecom, sono state utilizzate dai governi per censurare Internet, ostacolando la libertà di espressione,

L.   considerando che i legislatori statunitensi hanno adottato, nel febbraio 2006, una legge sulla libertà globale della rete, volta a disciplinare le attività delle imprese del settore Internet quando operano in paesi repressivi,

M.   considerando che l'UE dovrebbe dimostrare che i diritti degli utenti di Internet sono al centro delle sue preoccupazioni e che è pronta ad agire per promuovere la libera espressione in rete,

        1.   ribadisce che la libertà di espressione costituisce un valore chiave condiviso da tutti i paesi dell'UE, i quali devono

prendere iniziative concrete per difenderla;

2.   invita, a questo proposito, il Consiglio e gli Stati membri dell'UE a concordare una dichiarazione congiunta che confermi il loro impegno per la protezione dei diritti degli utenti di Internet e la promozione della libera espressione su Internet a livello mondiale;

3.   ribadisce il suo impegno per i principi confermati al vertice di Tunisi, vale a dire:

        la costruzione della società dell'informazione sulla base dei diritti umani e delle libertà fondamentali

        la lotta contro il divario digitale e la ricerca di risorse per piani d'azione volti a promuovere lo sviluppo,

        lo sviluppo di dispositivi di gestione di Internet più equilibrati, pluralisti e rappresentativi degli Stati interessati, per far fronte alle nuove sfide tecnologiche (spamming, protezione dei dati ecc.);

4.   condanna fermamente le restrizioni ai contenuti di Internet, che si tratti della divulgazione o della ricezione di informazioni, imposte da governi e non rigorosamente conformi alla garanzia della libertà di espressione; condanna fermamente la persecuzione e l'incarcerazione di giornalisti ed altre persone che esprimono le proprie opinioni su Internet; invita pertanto il Consiglio e la Commissione a prendere tutte le misure necessarie presso le autorità dei paesi interessati al fine di ottenere l'immediata liberazione di tutti gli utenti di Internet incarcerati;

5.   invita la Commissione e il Consiglio ad elaborare un codice di condotta volontario che ponga dei limiti alle attività delle imprese nei paesi repressivi;

6.   invita la Commissione e il Consiglio a mantenere la presenza e la partecipazione attiva dell'Unione europea e la presentazione di posizioni comuni, soprattutto con l'ECOSOC, l'ITU, l'UNESCO e l'UNDP;

7.   invita il Consiglio e la Commissione a tener conto, allorché esaminano i programmi comunitari di assistenza ai paesi terzi, della necessità di un accesso illimitato a Internet da parte dei loro cittadini;

8.   accoglie favorevolmente la dichiarazione congiunta degli investitori sulla libertà di espressione e l'Internet, su iniziativa di Reporter senza frontiere; sottolinea che le società che forniscono servizi Internet di ricerca, chat, edizione o altro dovrebbero assumersi la responsabilità di garantire che i diritti degli utenti siano rispettati;

9.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.