LEGGE 29 luglio 2014, n. 106 

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, recante disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo. (14G00121) (GU Serie Generale n.175 del 30-7-2014)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 31/07/2014

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno

approvato;

                                                             IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                                                                                           Promulga

 la seguente legge:

                                                                  Art. 1

1. Il decreto-legge 31 maggio 2014,  n.  83,  recante  disposizioni

urgenti per la tutela del patrimonio  culturale,  lo  sviluppo  della

cultura e il rilancio del turismo, e'  convertito  in  legge  con  le

modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

  2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello

della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 Data a Sesto, addi' 29 luglio 2014

 

   NAPOLITANO

  Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

  Franceschini, Ministro dei  beni  e delle  attivita'  culturali  e  del turismo

 Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

          Avvertenza:

 

              Il  decreto-legge  31  maggio  2014,  n.83   e'   stato

          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale  -  n.

          125 del 31 maggio 2014.

              A norma dell'art. 15, comma 5, della  legge  23  agosto

          1988,  n.  400  (Disciplina  dell'attivita'  di  Governo  e

          ordinamento della Presidenza del Consiglio  dei  ministri),

          le modifiche apportate dalla presente legge di  conversione

          hanno efficacia dal giorno successivo a  quello  della  sua

          pubblicazione.

              Il testo del decreto-legge coordinato con la  legge  di

          conversione  e'  pubblicato  in  questa   stessa   Gazzetta

          Ufficiale alla pag. 32.

 

                                                                          ******************************

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE  AL  DECRETO-LEGGE  31

  MAGGIO 2014, N. 83

 

  All'articolo 1:

    al comma 2:

      dopo il primo periodo e'  inserito  il  seguente:  «Il  credito

d'imposta spettante ai sensi del comma  1  e'  altresi'  riconosciuto

qualora le erogazioni liberali in denaro effettuate per interventi di

manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici  siano

destinate ai soggetti concessionari o affidatari dei beni oggetto  di

tali interventi.»;

      al terzo periodo, le parole: «all'articolo 40,  comma  9»  sono

sostituite dalle seguenti: «agli articoli 40, comma 9,  e  42,  comma

9»;

    al comma 5:

      al primo periodo, dopo le parole: «di  cui  al  comma  1»  sono

inserite le seguenti: «,  ivi  inclusi  i  soggetti  concessionari  o

affidatari di  beni  culturali  pubblici  destinatari  di  erogazioni

liberali in denaro effettuate per la realizzazione di  interventi  di

manutenzione, protezione e restauro dei beni stessi,»  e  le  parole:

«anche con un'apposita sezione nei  propri  siti  web  istituzionali»

sono  sostituite  dalle  seguenti:  «tramite  il  proprio  sito   web

istituzionale,  nell'ambito  di  una  pagina  dedicata  e  facilmente

individuabile,  e  in  un  apposito  portale,  gestito  dal  medesimo

Ministero, in cui ai soggetti destinatari delle  erogazioni  liberali

sono  associati  tutte  le  informazioni  relative  allo   stato   di

conservazione  del  bene,  gli  interventi  di   ristrutturazione   o

riqualificazione eventualmente in atto, i  fondi  pubblici  assegnati

per l'anno  in  corso,  l'ente  responsabile  del  bene,  nonche'  le

informazioni relative alla fruizione»;

      e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «Il  Ministero  dei

beni  e  delle   attivita'   culturali   e   del   turismo   provvede

all'attuazione del presente comma nell'ambito  delle  risorse  umane,

strumentali e  finanziarie  disponibili  a  legislazione  vigente  e,

comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato»;

      al comma 6, secondo periodo, le parole: «tra  i  privati»  sono

sostituite dalle seguenti: «da parte dei privati» e sono aggiunte, in

fine, le seguenti parole: «, anche attraverso il portale  di  cui  al

comma 5»;

    il comma 7 e' sostituito dal seguente:

  «7. Ai maggiori  oneri  derivanti  dalla  concessione  del  credito

d'imposta di cui al presente articolo, valutati  in  2,7  milioni  di

euro per l'anno 2015, in 11,9 milioni di euro  per  l'anno  2016,  in

18,2 milioni di euro per l'anno 2017, in 14,6  milioni  di  euro  per

l'anno 2018 e in 5,2 milioni di euro per l'anno 2019, si provvede  ai

sensi dell'articolo 17».

  All'articolo 2:

    al comma 1:

      all'alinea sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, fatti

salvi gli effetti  del  protocollo  di  legalita'  stipulato  con  la

competente prefettura-ufficio territoriale del Governo»;

      la lettera a) e' sostituita dalla seguente:

    «a) nell'esercizio dei propri poteri, il  Direttore  generale  di

progetto assicura che  siano  in  ogni  caso  osservate  le  seguenti

disposizioni in materia  di  affidamento  dei  contratti  relativi  a

lavori, servizi e forniture:

      1) pubblicazione di un avviso di pre-informazione  relativo  ai

lavori, ai servizi  e  alle  forniture  che  la  stazione  appaltante

intende affidare;

      2)  redazione,  entro   trenta   giorni   dalla   pubblicazione

dell'avviso di cui al numero 1), sulla base delle richieste pervenute

dalle imprese interessate all'assegnazione dei contratti che  abbiano

i requisiti di qualificazione necessari, di un elenco  formato  sulla

base del criterio della data di ricezione  delle  domande  presentate

dalle imprese aventi titolo;

      3) formulazione, da  parte  della  stazione  appaltante,  degli

inviti a  presentare  offerte  di  assegnazione  dei  contratti  alle

imprese  iscritte  nell'elenco  di  cui  al  numero  2),  sulla  base

dell'ordine di iscrizione di ciascuna impresa nell'elenco medesimo;

      4) utilizzazione, in sede di aggiudicazione dei lavori, servizi

e forniture affidati dalla stazione appaltante, in luogo del criterio

del massimo ribasso, in via facoltativa,  del  criterio  dell'offerta

economicamente piu' vantaggiosa o della media;

      5) esclusione dall'elenco di cui al numero 2) dell'impresa  che

non  abbia  risposto  all'invito  rivolto  a  presentare  offerte  di

assegnazione dei contratti;

      6)  possibilita'  di  rivolgere  a  ciascuna   impresa   inviti

successivi al primo, solo dopo che sono state invitate tutte le altre

imprese iscritte nell'elenco di cui al numero 2)»;

      alla lettera b), le parole: «3,5 milioni» sono sostituite dalle

seguenti: «1,5 milioni» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:

«; al fine di  assicurare  la  massima  trasparenza  della  procedura

negoziata, le lettere  di  invito,  l'elenco  e  il  dettaglio  delle

offerte e l'esito della gara dopo l'aggiudicazione sono resi pubblici

nei siti web istituzionali della relativa Soprintendenza e del Grande

Progetto Pompei»;

      alla lettera c), dopo le parole: «nell'ulteriore termine»  sono

inserite le seguenti: «, non superiore a quindici giorni,»;

      dopo la lettera c) e' inserita la seguente:

    «c-bis) la misura della garanzia a corredo dell'offerta  prevista

dall'articolo 75 del Codice dei contratti pubblici di cui al  decreto

legislativo n. 163 del 2006, e successive modificazioni, e' aumentata

dal 2 per cento al 5 per cento»;

      le lettere f) e g) sono soppresse;

      alla  lettera  h),  le  parole:  «del  responsabile  unico  del

procedimento» sono soppresse e sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti

parole: «, rilasciata dal Direttore generale di progetto»;

    al comma 2, dopo la parola: «progetto» sono inserite le seguenti:

«e presso l'Unita'  "Grande  Pompei"»,  le  parole:  «comma  2»  sono

sostituite dalle seguenti: «commi 2 e 5» e la parola:  «assoggettata»

e' sostituita dalla seguente: «assoggettato»;

    al comma 3, lettera c), le parole: «gli effetti dell'articolo  34

del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,  dell'articolo  14  e

seguenti» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «gli  effetti  previsti

dall'articolo 34 del testo unico di cui  al  decreto  legislativo  18

agosto 2000, n. 267, dagli articoli  14  e  seguenti»  e  le  parole:

«dell'articolo 2» sono sostituite dalle seguenti: «dall'articolo 2»;

    dopo il comma 3 e' inserito il seguente:

      «3-bis. Al comma 6 dell'articolo 1 del decreto-legge  8  agosto

2013, n. 91, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  7  ottobre

2013, n.  112,  le  parole:  "L'Unita',  su  proposta  del  direttore

generale di progetto, approva un piano  strategico"  sono  sostituite

dalle seguenti: "L'Unita', sulla base delle indicazioni  fornite  dal

direttore generale di progetto, redige un piano strategico"»;

    al comma 5, le parole: «e' costituita una segreteria  tecnica  di

progettazione  presso  la  Soprintendenza   Speciale   per   i   Beni

archeologici  di  Pompei,  Ercolano  e  Stabia,  composta  da»   sono

sostituite dalle seguenti: «e' costituita, presso  la  Soprintendenza

Speciale per i Beni archeologici di Pompei, Ercolano  e  Stabia,  una

segreteria tecnica di progettazione composta da», le parole: «entro i

limiti di spesa» sono sostituite dalle seguenti: «entro il limite  di

spesa» e dopo le parole: «900.000 euro» sono inserite le seguenti: «,

di cui 400.000 per l'anno 2014 e 500.000 per l'anno 2015»;

    dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

  «5-bis.  Al  fine  di  contemperare  l'esigenza   di   snellire   i

procedimenti   amministrativi   e   la   necessita'   di    garantire

l'effettivita' e l'efficacia  dei  controlli,  anche  preventivi,  il

Direttore generale  di  progetto,  in  considerazione  del  rilevante

impatto  del  Grande  Progetto  Pompei  e  coerentemente  con  quanto

stabilito dalla legge 6 novembre 2012, n. 190,  adotta  un  piano  di

gestione dei rischi e di prevenzione della corruzione e individua  un

responsabile  di  comprovata  esperienza  e  professionalita',  anche

scelto tra i membri della segreteria  tecnica  di  cui  al  comma  5,

deputato  all'attuazione  e  alla  vigilanza  sul   funzionamento   e

sull'organizzazione del piano, senza nuovi o maggiori oneri a  carico

della finanza pubblica»;

    al comma  6,  secondo  periodo,  le  parole:  «nei  limiti»  sono

sostituite dalle seguenti: «nel limite».

  All'articolo 3:

    al comma 1:

      al primo periodo,  le  parole:  «alla  sua  destinazione»  sono

sostituite dalle seguenti: «alla sua esclusiva destinazione»;

      al terzo periodo, la parola: «, anche» e' soppressa;

    al comma 2, lettera d):

      al primo periodo, le  parole:  «alla  loro  destinazione»  sono

sostituite dalle seguenti: «alla loro esclusiva destinazione» e  dopo

le parole: «educativa  e  museale»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «,

stabilendo un crono-programma relativo alla delocalizzazione graduale

delle attivita' svolte negli  spazi  del  complesso  e  definendo  la

destinazione d'uso degli spazi medesimi»;

      al secondo periodo, le  parole:  «di  cui  l'articolo  2»  sono

sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 2»;

    al comma  3,  secondo  periodo,  le  parole:  «nei  limiti»  sono

sostituite dalle seguenti: «nel limite» e  dopo  le  parole:  «50.000

euro» sono inserite le seguenti: «per l'anno 2014».

  All'articolo 4:

    al comma 1:

      al secondo  periodo,  le  parole:  «dei  siti  culturali»  sono

sostituite dalle seguenti: «dei complessi monumentali e  degli  altri

immobili  del  demanio  culturale  interessati  da  flussi  turistici

particolarmente rilevanti», dopo  le  parole:  «come  rinominato  dal

presente articolo,» sono inserite le seguenti: «al primo periodo,  le

parole: "di contrastare  l'esercizio,  nelle  aree  pubbliche  aventi

particolare valore archeologico, storico, artistico e  paesaggistico,

di attivita' commerciali  e  artigianali  in  forma  ambulante  o  su

posteggio, nonche' di qualsiasi altra attivita' non  compatibile  con

le esigenze di  tutela  del  patrimonio  culturale,  con  particolare

riferimento  alla  necessita'"  sono  soppresse  e  le  parole:   "le

Direzioni regionali  per  i  beni  culturali  e  paesaggistici  e  le

soprintendenze,  sentiti  gli  enti  locali"  sono  sostituite  dalle

seguenti: "i competenti uffici territoriali del  Ministero,  d'intesa

con i Comuni", ed»,  dopo  la  parola:  «avviano»  sono  inserite  le

seguenti: «, d'intesa,» e  dopo  le  parole:  «suolo  pubblico»  sono

inserite le seguenti: «, anche a rotazione,»;

      al  terzo  periodo,  le  parole:  «equivalente  in  termini  di

potenziale   remunerativita'»   sono   sostituite   dalle   seguenti:

«potenzialmente equivalente», le parole: «all'articolo  21-quinquies,

comma 1, secondo periodo, della legge 7 agosto  1990,  n.  241»  sono

sostituite dalle seguenti: «all'articolo 21-quinquies, comma 1, terzo

periodo, della legge 7 agosto 1990, n.  241»  e  le  parole:  «di  un

dodicesimo del canone annuo dovuto» sono sostituite  dalle  seguenti:

«della media dei ricavi annui dichiarati negli ultimi cinque anni  di

attivita', aumentabile  del  50  per  cento  in  caso  di  comprovati

investimenti effettuati nello stesso periodo per adeguarsi alle nuove

prescrizioni in materia emanate dagli enti locali»;

    al comma 2, la parola: «derivano» e' sostituita  dalle  seguenti:

«devono derivare».

  All'articolo 5:

    al comma 1:

      all'alinea sono premesse le seguenti parole: «Al fine  di  fare

fronte allo stato di grave  crisi  del  settore  e  di  pervenire  al

risanamento delle  gestioni  e  al  rilancio  delle  attivita'  delle

fondazioni lirico-sinfoniche,»;

      la lettera f) e' sostituita dalla seguente:

        «f) al comma 19, secondo periodo, sono aggiunte, in fine,  le

seguenti parole: ", intendendosi  per  trattamento  fondamentale  dei

dipendenti delle fondazioni lirico-sinfoniche il minimo  retributivo,

gli  aumenti  periodici  di  anzianita',  gli  aumenti  di  merito  e

l'indennita' di contingenza. Tali riduzioni non possono in ogni  caso

essere superiori al 50 per cento di un ventiseiesimo dello  stipendio

di base"»;

      dopo la lettera f) e' inserita la seguente:

        «f-bis) il comma 19-bis e' abrogato»;

      alla lettera g), capoverso 21-bis, secondo periodo, le  parole:

«Fondo unico dello spettacolo» sono sostituite dalle seguenti: «Fondo

unico per lo spettacolo,»;

    dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

  «1-bis. Le  Agenzie  fiscali  possono  ricorrere  alla  transazione

fiscale di cui all'articolo 182-ter del regio decreto 16 marzo  1942,

n.  267,  e  successive  modificazioni,  anche  nei  confronti  delle

fondazioni  lirico-sinfoniche  che  abbiano  presentato  i  piani  di

risanamento definitivi ai sensi dell'articolo 11 del decreto-legge  8

agosto 2013, n. 91, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7

ottobre 2013, n. 112, e successive modificazioni, corredati di  tutti

gli  atti  indicati  al  comma  2  del  citato  articolo  11  e,   in

particolare, del referto del collegio dei revisori dei conti,  e  nel

rispetto di quanto previsto dal comma 1, lettere a), g) e g-bis), del

medesimo articolo 11, ove tale transazione risulti necessaria ai fini

della   realizzazione   dei   predetti    piani    di    risanamento.

Dall'attuazione del  presente  comma  non  devono  derivare  nuovi  o

maggiori oneri per la finanza pubblica»;

    al comma 5, lettera b), le parole:  «i  commi  326  e  327»  sono

sostituite dalle seguenti: «il comma 327»;

    dopo il comma 6 e' inserito il seguente:

  «6-bis. E' istituito presso il Ministero dei beni e delle attivita'

culturali  e  del  turismo  un  tavolo  tecnico  tra  le   fondazioni

lirico-sinfoniche, il sistema bancario e la societa' Cassa depositi e

prestiti  Spa,  finalizzato  all'individuazione  di  misure  utili  a

garantire la sostenibilita'  del  debito  gravante  sulle  fondazioni

medesime e il contenimento degli  oneri  finanziari.  Dall'attuazione

del presente comma non devono  derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a

carico della finanza pubblica»;

    al comma 7, la parola: «derivano» e' sostituita  dalle  seguenti:

«devono derivare».

  All'articolo 6:

    dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

  «1-bis.  Le  somme  stanziate  ai   sensi   dell'articolo   7   del

decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, e non impegnate per  l'anno  2014

possono essere utilizzate entro il 31 dicembre 2015»;

    al comma 2, la lettera a) e' sostituita dalla seguente:

      «a) al comma 3, le parole: "110 milioni di euro a decorrere dal

2014" sono sostituite dalle seguenti: "110 milioni di euro per l'anno

2014 e di 115 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015"»;

    dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

  «2-bis.  Per  favorire  l'offerta   cinematografica   di   qualita'

artistico-culturale,  alle  imprese  di   esercizio   cinematografico

iscritte negli elenchi di cui all'articolo 3 del decreto  legislativo

22 gennaio 2004, n. 28, che abbiano i requisiti della piccola o media

impresa  ai   sensi   della   normativa   dell'Unione   europea,   e'

riconosciuto, per gli anni 2015 e 2016, un  credito  d'imposta  nella

misura del 30 per cento dei costi sostenuti  per  il  ripristino,  il

restauro  e  l'adeguamento  strutturale  e  tecnologico  delle   sale

cinematografiche.  L'intervento  e'  riservato  alle  sale  esistenti

almeno dal 1° gennaio 1980, secondo  le  disposizioni  contenute  nel

decreto  previsto  nel  comma  2-quater;  il  credito  d'imposta   e'

riconosciuto fino ad un massimo  di  100.000  euro  e  comunque  fino

all'esaurimento dell'importo massimo di cui al comma 2-sexies, ed  e'

ripartito in tre quote annuali di pari importo.

  2-ter. Il credito d'imposta di cui al comma 2-bis non concorre alla

formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore

della produzione  ai  fini  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'

produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli  61

e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al

decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e

successive modificazioni. Il credito  d'imposta  e'  utilizzabile  in

compensazione ai sensi dell'articolo 17  del  decreto  legislativo  9

luglio 1997, n.  241,  e  successive  modificazioni,  presentando  il

modello F24 esclusivamente attraverso i servizi  telematici  messi  a

disposizione   dall'Agenzia   delle   entrate,   pena    lo    scarto

dell'operazione di versamento, secondo modalita' e  termini  definiti

con provvedimento del Direttore della  medesima  Agenzia,  ovvero  e'

cedibile dal beneficiario, nel rispetto  delle  disposizioni  di  cui

agli articoli 1260 e seguenti del codice  civile  e  previa  adeguata

dimostrazione dell'effettivita' del diritto al  credito  medesimo,  a

intermediari bancari,  finanziari  e  assicurativi.  Tali  cessionari

possono utilizzare il credito ceduto  solo  in  compensazione  con  i

propri debiti d'imposta o contributivi ai sensi  del  citato  decreto

legislativo n. 241 del 1997. Anche a seguito della cessione,  restano

impregiudicati i poteri delle competenti amministrazioni relativi  al

controllo  delle  dichiarazioni  dei  redditi,   all'accertamento   e

all'irrogazione delle sanzioni nei confronti del beneficiario che  ha

ceduto il credito d'imposta di cui al comma 2-bis.

  2-quater. Con decreto del  Ministro  dei  beni  e  delle  attivita'

culturali e del turismo, di concerto con il Ministro dell'economia  e

delle finanze, sentito  il  Ministro  dello  sviluppo  economico,  da

adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore  della  legge

di conversione del presente decreto, sono definiti, in particolare, i

criteri e le procedure per l'accesso al beneficio  di  cui  al  comma

2-bis e per il suo recupero in caso di illegittimo utilizzo,  nonche'

le ulteriori specificazioni ai  fini  del  contenimento  della  spesa

complessiva entro i limiti di cui al comma 2-sexies.

  2-quinquies. Le agevolazioni fiscali previste dal comma  2-bis  del

presente articolo sono alternative e non cumulabili con i  contributi

di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 22  gennaio  2004,  n.

28, e con le agevolazioni fiscali  previste  dall'articolo  1,  comma

327, lettera c), numero 1), della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

  2-sexies. Ai maggiori oneri derivanti dalla concessione dei crediti

d'imposta di cui al comma 2-bis, nel limite massimo complessivo di  3

milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017 e  2018,  si

provvede nei limiti delle disponibilita' del Fondo  per  il  restauro

delle sale cinematografiche, da istituire nello stato  di  previsione

del Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo.  Il

Fondo e' alimentato, nella misura massima di 3 milioni  di  euro  per

ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, con le  risorse  di  cui

all'articolo 8, comma 3, del decreto-legge  8  agosto  2013,  n.  91,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre  2013,  n.  112,

come modificato dal  comma  2  del  presente  articolo.  Il  Ministro

dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri

decreti, le occorrenti variazioni di bilancio»;

    il comma 3 e' sostituito dal seguente:

  «3. All'onere derivante dall'attuazione del comma  2  del  presente

articolo, nel limite massimo di 5 milioni di euro annui  a  decorrere

dall'anno 2015, si provvede ai sensi dell'articolo 17»;

    la rubrica e' sostituita dalla  seguente:  «Disposizioni  urgenti

per la crescita del  settore  cinematografico  e  audiovisivo,  anche

attraverso  l'attrazione  di  investimenti  esteri  in  Italia  e  il

miglioramento della qualita' dell'offerta».

  All'articolo 7:

    al comma 1:

      al primo periodo, le parole: «sentito  il  Consiglio  Superiore

per i beni culturali e paesaggistici» sono sostituite dalle seguenti:

«sentiti il Consiglio superiore per i beni culturali e  paesaggistici

e  la  Conferenza  unificata  di  cui  all'articolo  8  del   decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni»;

      al quarto periodo, le parole: «, di cui alla legge 27  dicembre

2013, n. 147, Tabella B» sono soppresse;

      al quinto periodo, le parole: «Il  Ministero»  sono  sostituite

dalle seguenti: «Il  Ministro»  e  le  parole:  «del  bilancio»  sono

sostituite dalle seguenti: «di bilancio»;

      al sesto periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,

come da ultimo sostituito dal comma 2 del presente articolo»;

      e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Entro il  31  marzo

di ogni anno, il Ministro dei beni e delle attivita' culturali e  del

turismo presenta alle Camere una relazione concernente gli interventi

gia' realizzati e lo stato di avanzamento di quelli avviati nell'anno

precedente e non ancora conclusi»;

    al comma 3, le parole da:  «recante»  fino  a:  «urgenti",»  sono

soppresse;

    dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

  «3-bis.  Al  terzo  periodo  del  comma  24  dell'articolo  13  del

decreto-legge   23   dicembre   2013,   n.   145,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, le parole:  "entro

il 30 giugno 2014" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 31 marzo

2015".

  3-ter. Il comma 25 dell'articolo 13 del decreto-legge  23  dicembre

2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21  febbraio

2014, n. 9, e' sostituito dal seguente:

    "25. Entro il 31 dicembre 2014, con decreto del Ministro dei beni

e delle attivita'  culturali  e  del  turismo,  di  concerto  con  il

Ministro per gli affari regionali e le autonomie, sono disciplinati i

criteri per l'utilizzo delle risorse per gli  interventi  di  cui  al

comma 24 e sono previste le  modalita'  di  attuazione  dei  relativi

interventi anche attraverso apposita convenzione  con  l'Associazione

nazionale dei comuni italiani (ANCI)".

  3-quater. Al fine di favorire progetti, iniziative e  attivita'  di

valorizzazione e  fruizione  del  patrimonio  culturale  materiale  e

immateriale italiano,  anche  attraverso  forme  di  confronto  e  di

competizione tra le  diverse  realta'  territoriali,  promuovendo  la

crescita del turismo e dei relativi  investimenti,  con  decreto  del

Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del  Ministro  dei

beni e delle attivita' culturali e del turismo, previa intesa in sede

di Conferenza unificata di cui  agli  articoli  8  e  9  del  decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e  successive  modificazioni,  e'

adottato, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione  del  presente  decreto,  il  "Programma  Italia

2019", volto a valorizzare, attraverso forme di collaborazione tra lo

Stato, le regioni e gli enti locali, il  patrimonio  progettuale  dei

dossier di candidatura delle citta' a "Capitale europea della cultura

2019". Il "Programma Italia  2019"  individua,  secondo  principi  di

trasparenza e pubblicita', anche tramite portale  web,  per  ciascuna

delle  azioni  proposte,  l'adeguata  copertura  finanziaria,   anche

attraverso il ricorso alle risorse previste dai programmi dell'Unione

europea per il periodo 2014-2020. Per le medesime finalita' di cui al

primo periodo, il Consiglio dei ministri  conferisce  annualmente  il

titolo di "Capitale italiana della cultura" ad una  citta'  italiana,

sulla base di un'apposita procedura di selezione definita con decreto

del Ministro dei beni e delle  attivita'  culturali  e  del  turismo,

previa intesa in sede di Conferenza unificata, anche tenuto conto del

percorso di individuazione della citta'  italiana  "Capitale  europea

della cultura 2019". I progetti  presentati  dalla  citta'  designata

"Capitale  italiana  della  cultura"  al  fine  di  incrementare   la

fruizione del patrimonio  culturale  materiale  e  immateriale  hanno

natura strategica di rilievo nazionale ai sensi dell'articolo  4  del

decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e sono finanziati a valere

sulla quota nazionale del  Fondo  per  lo  sviluppo  e  la  coesione,

programmazione 2014-2020, di cui all'articolo 1, comma 6, della legge

27 dicembre 2013, n. 147, nel  limite  di  un  milione  di  euro  per

ciascuno degli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e  2020.  A  tal  fine  il

Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del  turismo  propone

al Comitato  interministeriale  per  la  programmazione  economica  i

programmi da finanziare con le risorse del medesimo Fondo, nel limite

delle risorse disponibili a legislazione vigente. In ogni  caso,  gli

investimenti connessi  alla  realizzazione  dei  progetti  presentati

dalla citta' designata "Capitale italiana della cultura",  finanziati

a valere sulla quota  nazionale  del  Fondo  per  lo  sviluppo  e  la

coesione, programmazione 2014-2020, di cui all'articolo 1,  comma  6,

della legge  27  dicembre  2013,  n.  147,  sono  esclusi  dal  saldo

rilevante ai fini del rispetto del patto di stabilita' interno  degli

enti pubblici territoriali»;

    la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Piano strategico Grandi

Progetti Beni culturali e altre misure urgenti per il patrimonio e le

attivita' culturali».

  L'articolo 8 e' sostituito dal seguente:

  «Art. 8 (Misure  urgenti  per  favorire  l'occupazione  presso  gli

istituti e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica). - 1.  Al

fine di fare  fronte  a  esigenze  temporanee  di  rafforzamento  dei

servizi di accoglienza e di assistenza al pubblico, di  miglioramento

e di potenziamento degli interventi di tutela, vigilanza e ispezione,

protezione e conservazione nonche' valorizzazione dei beni  culturali

in gestione, gli istituti e i luoghi della cultura dello Stato, delle

regioni e degli altri enti pubblici territoriali  possono  impiegare,

mediante contratti di lavoro a tempo  determinato,  anche  in  deroga

alle disposizioni del comma 28 dell'articolo 9 del  decreto-legge  31

maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30

luglio 2010,  n.  122,  e  successive  modificazioni,  professionisti

competenti ad eseguire interventi  sui  beni  culturali,  di  cui  al

codice dei  beni  culturali  e  del  paesaggio,  di  cui  al  decreto

legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, di eta' non superiore a  quaranta

anni, individuati mediante apposita procedura selettiva. A  decorrere

dall'istituzione presso il  Ministero  dei  beni  e  delle  attivita'

culturali e del turismo, ai  sensi  della  normativa  vigente,  degli

elenchi  nazionali  dei   professionisti   competenti   ad   eseguire

interventi sui beni culturali,  i  contratti  di  cui  al  precedente

periodo sono riservati ai soggetti  iscritti  in  detti  elenchi.  In

nessun caso i rapporti di cui al presente  comma  possono  costituire

titolo idoneo a instaurare rapporti di lavoro a  tempo  indeterminato

con l'amministrazione. Ogni diversa previsione o pattuizione e' nulla

di pieno diritto e improduttiva di effetti giuridici. I  rapporti  di

cui al presente comma sono comunque valutabili ai fini  di  eventuali

successive procedure selettive nella pubblica amministrazione.

  2. I rapporti di lavoro per le esigenze temporanee di cui al  comma

1 non pregiudicano le concessioni dei servizi per il pubblico di  cui

agli articoli  115  e  117  del  codice  dei  beni  culturali  e  del

paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004,  n.  42,  e

successive modificazioni, che non costituiscono in nessun caso motivo

ostativo al ricorso ai predetti rapporti.

  3. La finalita' di miglioramento del servizio di valorizzazione dei

beni culturali  puo'  essere  conseguita,  con  riguardo  ai  giovani

professionisti di cui al comma 1 di eta' non  superiore  a  ventinove

anni, mediante  la  presentazione,  da  parte  degli  istituti  della

cultura di appartenenza pubblica o da parte dei corrispondenti uffici

amministrativi competenti, anche su  richiesta  degli  enti  pubblici

territoriali, di apposite iniziative nell'ambito del servizio  civile

nazionale, settore patrimonio artistico e culturale.

  4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del  presente  articolo  si

provvede, per gli istituti e i luoghi della cultura dello Stato,  nel

limite di 1,5 milioni di euro per l'anno 2015, ai sensi dell'articolo

17.  Le  regioni  e  gli  enti   pubblici   territoriali   provvedono

all'attuazione  del  presente  articolo  nell'ambito  delle   risorse

disponibili a legislazione vigente  e  comunque  nel  rispetto  delle

norme di contenimento della spesa complessiva di personale».

  All'articolo 9:

    al comma 1, primo periodo, le parole: «2015, 2016  e  2017»  sono

sostituite dalle seguenti: «2014, 2015 e 2016» e dopo le  parole:  «o

ancillari,» sono inserite le seguenti: «nonche', per  una  quota  non

superiore al 10 per cento delle risorse  di  cui  al  comma  5,  alle

agenzie di viaggi e ai tour  operator  che  applicano  lo  studio  di

settore approvato con decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze 28 dicembre 2012, pubblicato nel supplemento straordinario n.

17 alla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 31 dicembre 2012, che risultino

appartenenti al cluster 10 - Agenzie intermediarie  specializzate  in

turismo incoming, o al cluster 11 - Agenzie specializzate in  turismo

incoming, di cui all'allegato 15 annesso al citato decreto»;

    al comma 2:

        la lettera c) e' sostituita dalla seguente:

        «c) programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di

servizi e pernottamenti, purche' in grado di garantire  gli  standard

di interoperabilita' necessari all'integrazione con siti e portali di

promozione pubblici  e  privati  e  di  favorire  l'integrazione  fra

servizi ricettivi ed extra-ricettivi»;

      alla lettera g), capoverso,  le  parole:  «Sono  escluse  dalle

spese» sono sostituite dalle seguenti:  «2-bis.  Sono  esclusi  dalle

spese di cui al comma 2»;

    al comma 3:

      al secondo periodo, dopo le  parole:  «decreto  del  Presidente

della Repubblica n. 917 del 1986» sono inserite  le  seguenti:  «,  e

successive modificazioni,»;

      e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La prima quota  del

credito  d'imposta  relativo  alle  spese  effettuate   nel   periodo

d'imposta in corso alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente

decreto e' utilizzabile non prima del 1° gennaio 2015»;

    dopo il comma 4 e' inserito il seguente:

  «4-bis. L'incentivo fiscale di cui al comma 1 e' revocato se i beni

oggetto  degli  investimenti  sono  destinati  a  finalita'  estranee

all'esercizio di impresa».

  L'articolo 10 e' sostituito dal seguente:

  «Art. 10 (Disposizioni urgenti per riqualificare  e  migliorare  le

strutture     ricettive     turistico-alberghiere     e      favorire

l'imprenditorialita'  nel  settore  turistico).  -  1.  Al  fine   di

migliorare la  qualita'  dell'offerta  ricettiva  per  accrescere  la

competitivita'  delle  destinazioni  turistiche,   per   il   periodo

d'imposta in corso alla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente

decreto e per i due successivi, alle  imprese  alberghiere  esistenti

alla data del 1° gennaio 2012 e' riconosciuto  un  credito  d'imposta

nella misura del 30 per  cento  delle  spese  sostenute  fino  ad  un

massimo di 200.000 euro nei periodi d'imposta sopra indicati per  gli

interventi di cui al comma 2. Il credito  d'imposta  e'  riconosciuto

fino all'esaurimento dell'importo massimo di cui al comma 7.

  2. Il credito d'imposta di cui al comma 1 e'  riconosciuto  per  le

spese relative a  interventi  di  ristrutturazione  edilizia  di  cui

all'articolo 3, comma 1, lettere b), c) e d), del testo unico di  cui

al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.  380,  e

successive  modificazioni,  o  a  interventi  di  eliminazione  delle

barriere architettoniche, in conformita' alla legge 9  gennaio  1989,

n. 13, e al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno  1989,

n.  236,  anche  tenendo  conto  dei  principi  della  "progettazione

universale" di cui alla Convenzione delle Nazioni Unite  sui  diritti

delle persone con disabilita', fatta a New York il 13 dicembre  2006,

ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18,

e di incremento dell'efficienza energetica, ovvero per  le  tipologie

di spesa di  cui  al  comma  7  del  presente  articolo,  secondo  le

modalita' ivi previste.

  3. Il credito d'imposta di cui al comma 1 e' ripartito in tre quote

annuali di pari importo e, in ogni caso, e' riconosciuto nel rispetto

dei limiti di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione,

del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107  e

108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti "de

minimis". Il credito  d'imposta  non  concorre  alla  formazione  del

reddito ai  fini  delle  imposte  sui  redditi  e  del  valore  della

produzione ai fini dell'imposta regionale sulle attivita' produttive,

non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109,  comma

5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive

modificazioni, ed e' utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai

sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,

e successive modificazioni. La  prima  quota  del  credito  d'imposta

relativo alle spese effettuate nel periodo d'imposta  in  corso  alla

data di entrata in vigore del presente decreto  e'  utilizzabile  non

prima del 1° gennaio 2015.

  4. Con decreto del Ministro dei beni e delle attivita' culturali  e

del turismo, di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze, con il Ministro dello sviluppo economico e con  il  Ministro

delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza unificata

di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,

e successive modificazioni, da adottare entro tre mesi dalla data  di

entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,

sono stabilite le disposizioni applicative del presente articolo, con

riferimento, in particolare, a:

    a) le tipologie  di  strutture  alberghiere  ammesse  al  credito

d'imposta;

    b) le tipologie di interventi ammessi al  beneficio,  nell'ambito

di quelli di cui al comma 2;

    c) le  procedure  per  l'ammissione  al  beneficio,  che  avviene

secondo l'ordine cronologico di presentazione delle relative domande,

nel rispetto dei limiti di cui ai commi 1 e 7;

    d) le soglie massime di spesa ammissibile  per  singola  voce  di

spesa sostenuta;

    e) le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo  dei

crediti d'imposta, secondo quanto stabilito dall'articolo 1, comma 6,

del  decreto-legge  25   marzo   2010,   n.   40,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73.

  5. Per le medesime  finalita'  di  cui  al  comma  1,  nonche'  per

promuovere  l'adozione   e   la   diffusione   della   "progettazione

universale" e l'incremento dell'efficienza  energetica,  il  Ministro

dei beni e delle attivita'  culturali  e  del  turismo,  con  proprio

decreto da emanare entro tre mesi dalla data  di  entrata  in  vigore

della legge di conversione del presente  decreto,  previa  intesa  in

sede di Conferenza unificata, aggiorna gli standard minimi,  uniformi

in tutto il territorio nazionale, dei servizi e delle  dotazioni  per

la  classificazione  delle  strutture  ricettive  e   delle   imprese

turistiche, ivi compresi i condhotel e gli alberghi diffusi,  tenendo

conto delle specifiche esigenze connesse alle capacita'  ricettiva  e

di  fruizione  dei   contesti   territoriali   e   dei   sistemi   di

classificazione   alberghiera   adottati   a   livello   europeo    e

internazionale.

  6. Per favorire il rafforzamento delle imprese turistiche e la loro

aggregazione in distretti turistici e reti d'impresa:

    a) all'articolo 3  del  decreto-legge  13  maggio  2011,  n.  70,

convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106,  e

successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

      1) al  comma  4,  le  parole:  "nei  territori  costieri"  sono

soppresse, le parole: "con Decreto del Presidente del  Consiglio  dei

Ministri" sono sostituite dalle seguenti: "con decreto  del  Ministro

dei beni e delle attivita' culturali e del turismo" e le parole: "nei

medesimi territori" sono sostituite dalle  seguenti:  "nei  territori

interessati";

      2) al comma 5, al  primo  periodo,  le  parole:  "entro  il  31

dicembre 2012, dalle Regioni d'intesa con il Ministero  dell'economia

e delle  finanze"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "entro  il  31

dicembre 2015, dalle Regioni d'intesa con il  Ministero  dei  beni  e

delle attivita' culturali e del turismo"  e  il  secondo  periodo  e'

soppresso;

      3) dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

  "5-bis. Nell'ambito dei distretti, come individuati  ai  sensi  dei

commi 4 e 5, possono essere realizzati  progetti  pilota,  concordati

con  i   Ministeri   competenti   in   materia   di   semplificazione

amministrativa   e   fiscalita',   anche   al   fine   di   aumentare

l'attrattivita', favorire gli investimenti e creare  aree  favorevoli

agli investimenti (AFAI)  mediante  azioni  per  la  riqualificazione

delle  aree  del   distretto,   per   la   realizzazione   di   opere

infrastrutturali, per l'aggiornamento  professionale  del  personale,

per la promozione delle nuove tecnologie";

      4) al comma 6, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:

        "b) i distretti costituiscono 'zone  a  burocrazia  zero'  ai

sensi dell'articolo 37-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221;

restano esclusi dalle misure di semplificazione le  autorizzazioni  e

gli altri atti di assenso comunque denominati prescritti  dal  codice

dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22

gennaio 2004, n. 42";

    b) in deroga a quanto previsto dal comma 1  dell'articolo  37-bis

del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.   179,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,  le  misure  di

agevolazione e di semplificazione connesse al  regime  proprio  delle

"zone a burocrazia zero" trovano applicazione per tutte le aree e gli

immobili ricadenti nell'ambito territoriale del distretto  turistico,

ancorche'  soggetti  a  vincolo  paesaggistico-territoriale   o   del

patrimonio storico-artistico;

    c) il contratto di rete di cui all'articolo 3, comma  4-ter,  del

decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 9 aprile 2009, n.  33,  e  successive  modificazioni,  e'

utilizzabile con  riferimento  al  settore  turistico  anche  per  il

perseguimento  dei  seguenti  obiettivi:  supportare  i  processi  di

riorganizzazione   della    filiera    turistica;    migliorare    la

specializzazione e la qualificazione del comparto;  incoraggiare  gli

investimenti per accrescere la  capacita'  competitiva  e  innovativa

dell'imprenditoria turistica nazionale, in  particolare  sui  mercati

esteri.

  7. Ai  maggiori  oneri  derivanti  dalla  concessione  del  credito

d'imposta di cui al comma 1, nel limite  massimo  complessivo  di  20

milioni di euro per l'anno 2015 e di 50 milioni di euro per gli  anni

dal 2016 al 2019, si provvede ai sensi dell'articolo  17.  Una  quota

pari al 10 per cento del limite massimo complessivo di cui  al  primo

periodo e' destinata, per ciascun anno, alla concessione del  credito

d'imposta di cui al comma  1  in  favore  delle  imprese  alberghiere

indicate  al  medesimo  comma  per  le  spese  relative  a  ulteriori

interventi, comprese quelle per l'acquisto  di  mobili  e  componenti

d'arredo  destinati  esclusivamente  agli  immobili   oggetto   degli

interventi di cui al comma 2, a condizione che  il  beneficiario  non

ceda a terzi  ne'  destini  a  finalita'  estranee  all'esercizio  di

impresa i beni oggetto degli investimenti prima del  secondo  periodo

d'imposta successivo».

  All'articolo 11:

    al comma 1:

      al primo periodo, la  parola:  «sentita»  e'  sostituita  dalla

seguente: «con»;

      al  secondo  periodo,  le  parole:  «e  al  Sud  Italia»   sono

sostituite dalle seguenti: «, al Sud Italia e alle aree  interne  del

Paese»;

    al comma 3:

      al primo periodo, le parole: «ciclabili e  mototuristici»  sono

sostituite  dalle  seguenti:  «ciclabili,  equestri,   mototuristici,

fluviali e ferroviari», dopo le parole: «concessi  in  uso  gratuito»

sono inserite  le  seguenti:  «,  con  acquisizione  delle  eventuali

migliorie, senza corresponsione di alcun  corrispettivo,  al  momento

della restituzione del bene, mediante procedura ad evidenza  pubblica

nella quale sia riconosciuta  adeguata  rilevanza  agli  elementi  di

sostenibilita'  ambientale,  efficienza  energetica   e   valutazione

dell'opportunita' turistica,» e le parole: «giovani fino a  35  anni»

sono sostituite dalle seguenti: «soggetti fino a quaranta anni»;

      al secondo periodo, le parole: «a sette  anni,  salvo  rinnovo»

sono sostituite dalle seguenti: «a nove anni, rinnovabili  per  altri

nove  anni,  tenendo  in  considerazione  le  spese  di  investimento

sostenute»;

    dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

  «3-bis. Per le finalita' di cui al comma 3, le agevolazioni di  cui

all'articolo 2 del decreto legislativo 21  aprile  2000,  n.  185,  e

successive  modificazioni,   si   applicano   anche   alle   societa'

cooperative.

  3-ter. Al fine di potenziare  l'offerta  turistico-culturale  e  di

valorizzare  con  azioni  congiunte  il  paesaggio  e  il  patrimonio

storico-artistico della nazione,  nell'ambito  del  Piano  strategico

nazionale per lo sviluppo del turismo in Italia, assumono priorita' i

progetti di valorizzazione del paesaggio, anche tramite l'ideazione e

la realizzazione di itinerari turistico-culturali dedicati,  inseriti

nei circuiti nazionali di cui al comma 2 e nei  percorsi  di  cui  al

comma 3. Gli itinerari sono finalizzati a mettere in rete i  siti  di

interesse culturale e paesaggistico presenti  in  diversi  territori,

migliorandone la fruizione pubblica. A tal fine,  le  regioni  e  gli

enti locali, singoli o  associati,  predispongono,  d'intesa  con  il

Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo e con il

Ministero dello  sviluppo  economico,  appositi  progetti,  elaborati

sulla base dell'analisi dei territori e della mappatura delle risorse

nonche'  della  progettazione  di  interventi  concreti  e  mirati  a

favorire l'integrazione turistica»;

    al comma 4, le parole: «ed e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente

periodo» sono sostituite dalle seguenti: «e sono aggiunte,  in  fine,

le seguenti parole»;

    al comma 5, la parola: «derivano» e' sostituita  dalle  seguenti:

«devono derivare».

  Nel titolo II, dopo l'articolo 11 e' aggiunto il seguente:

  «Art.  11-bis  (Start-up  turismo).  -  1.  In  aggiunta  a  quanto

stabilito dall'articolo 25, comma 2, lettera f), del decreto-legge 18

ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17

dicembre 2012, n. 221, si considerano start-up  innovative  anche  le

societa' che abbiano come oggetto sociale la promozione  dell'offerta

turistica nazionale attraverso l'uso di tecnologie e lo  sviluppo  di

software   originali,   in   particolare,   agendo   attraverso    la

predisposizione di servizi  rivolti  alle  imprese  turistiche.  Tali

servizi devono riguardare la formazione del titolare e del  personale

dipendente, la costituzione e l'associazione di imprese turistiche  e

culturali, strutture museali, agenzie di viaggio al dettaglio, uffici

turistici di  informazione  e  accoglienza  per  il  turista  e  tour

operator di autotrasporto, in modo tale da aumentare qualitativamente

e  quantitativamente  le  occasioni  di  permanenza  nel  territorio;

l'offerta di  servizi  centralizzati  di  prenotazione  in  qualsiasi

forma, compresi sistemi telematici e banche di  dati  in  convenzione

con   agenzie   di   viaggio   o   tour   operator,   la    raccolta,

l'organizzazione,   la   razionalizzazione   nonche'   l'elaborazione

statistica dei dati relativi al movimento turistico; l'elaborazione e

lo  sviluppo  di  applicazioni  web  che  consentano  di  mettere  in

relazione  aspetti  turistici  culturali  e  di  intrattenimento  nel

territorio  nonche'  lo   svolgimento   di   attivita'   conoscitive,

promozionali  e   di   commercializzazione   dell'offerta   turistica

nazionale, in forma di servizi di incoming ovvero di  accoglienza  di

turisti nel territorio di intervento,  studiando  e  attivando  anche

nuovi canali di distribuzione.

  2. Le imprese start-up innovative di cui al comma 1 possono  essere

costituite  anche  nella  forma  della  societa'  a   responsabilita'

limitata semplificata ai  sensi  dell'articolo  2463-bis  del  codice

civile.

  3. Le societa' di cui al  comma  2,  qualora  siano  costituite  da

persone fisiche che non abbiano compiuto il quarantesimo anno di eta'

all'atto della costituzione della medesima societa', sono  esenti  da

imposta  di  registro,  diritti  erariali  e  tasse  di   concessione

governativa.

  4. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 2 milioni  di

euro annui a decorrere dall'anno 2015, si provvede mediante riduzione

del Fondo per interventi strutturali di politica  economica,  di  cui

all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,

convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307.

Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e'   autorizzato   ad

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

  5. Le disposizioni del presente articolo si applicano  a  decorrere

dal 1° gennaio 2015».

  All'articolo 12:

    al comma 1, la lettera b) e' soppressa;

    dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:

  «1-bis. Al fine di assicurare l'imparzialita' e il  buon  andamento

dei  procedimenti  autorizzatori  in  materia  di  beni  culturali  e

paesaggistici, i pareri, nulla osta o altri atti di assenso  comunque

denominati, rilasciati dagli organi periferici del Ministero dei beni

e  delle  attivita'  culturali  e   del   turismo,   possono   essere

riesaminati, d'ufficio o su segnalazione delle altre  amministrazioni

coinvolte nel procedimento, da apposite commissioni di  garanzia  per

la tutela del  patrimonio  culturale,  costituite  esclusivamente  da

personale appartenente ai ruoli del medesimo Ministero e  previste  a

livello regionale o interregionale dal regolamento di  organizzazione

di cui all'articolo 14, comma 3. Le commissioni di  garanzia  possono

riesaminare la decisione entro il termine perentorio di dieci  giorni

dalla ricezione dell'atto, che e' trasmesso per  via  telematica  dai

competenti organi periferici del Ministero dei beni e delle attivita'

culturali e del turismo,  contestualmente  alla  sua  adozione,  alle

commissioni e alle altre amministrazioni coinvolte nel  procedimento;

queste ultime possono chiedere il riesame dell'atto entro tre  giorni

dalla sua ricezione. Decorso inutilmente il termine di  dieci  giorni

di cui al  precedente  periodo,  l'atto  si  intende  confermato.  La

procedura di cui al presente comma si applica  altresi'  nell'ipotesi

di dissenso espresso in  sede  di  Conferenza  di  servizi  ai  sensi

dell'articolo 14-quater, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n.  241,

e successive modificazioni, anche su iniziativa  dell'amministrazione

procedente. Nelle more dell'adozione del regolamento di cui al  primo

periodo, con il quale sono disciplinate le funzioni e la composizione

delle commissioni, il potere di riesame di cui al presente  comma  e'

attribuito  ai   comitati   regionali   di   coordinamento   previsti

dall'articolo 19 del regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente

della Repubblica 26 novembre  2007,  n.  233.  Alle  attivita'  delle

commissioni di cui al presente comma si  provvede  nell'ambito  delle

risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione

vigente.  Ai  componenti  delle   predette   commissioni   non   sono

corrisposti gettoni, compensi, rimborsi di spese o  altri  emolumenti

comunque denominati.

  1-ter.  Per  assicurare  la  trasparenza  e  la   pubblicita'   dei

procedimenti di tutela e  valorizzazione  del  patrimonio  culturale,

nonche' per favorire le attivita' di studio e di ricerca  in  materia

di beni culturali e paesaggistici, tutti gli  atti  aventi  rilevanza

esterna e i provvedimenti adottati dagli organi centrali e periferici

del Ministero dei beni e delle  attivita'  culturali  e  del  turismo

nell'esercizio delle funzioni di tutela e valorizzazione  di  cui  al

codice dei  beni  culturali  e  del  paesaggio,  di  cui  al  decreto

legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, sono pubblicati integralmente nel

sito internet del Ministero e in quello, ove  esistente,  dell'organo

che ha  adottato  l'atto,  secondo  le  disposizioni  in  materia  di

pubblicita', trasparenza e  diffusione  di  informazioni  di  cui  al

decreto  legislativo  14  marzo  2013,  n.   33.   E'   fatta   salva

l'applicazione delle disposizioni del codice in materia di protezione

dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003,  n.

196»;

    al comma 3:

      alla  lettera  a),  le  parole:  «,  neanche  indiretto.»  sono

soppresse;

      alla lettera b), capoverso 3-bis:

      l'alinea e' sostituito dal seguente:

  «3-bis. Sono in ogni caso  libere  le  seguenti  attivita',  svolte

senza scopo di  lucro,  per  finalita'  di  studio,  ricerca,  libera

manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione  della

conoscenza del patrimonio culturale:»;

    al numero 1), dopo le parole: «beni culturali» sono  inserite  le

seguenti: «diversi dai beni bibliografici e archivistici» e  dopo  le

parole: «a sorgenti luminose, ne'»  sono  inserite  le  seguenti:  «,

all'interno degli istituti della cultura,»;

    al numero 2), le parole: «dall'utente se  non,  eventualmente,  a

bassa risoluzione digitale» sono sostituite dalle seguenti: «a  scopo

di lucro, neanche indiretto»;

    al comma 4, lettera a),  la  parola:  «soppressa»  e'  sostituita

dalla seguente: «abrogata»;

    al comma 5, la parola: «derivano» e' sostituita  dalle  seguenti:

«devono derivare»;

    la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Misure urgenti  per  la

semplificazione, la trasparenza, l'imparzialita' e il buon  andamento

dei procedimenti in materia di beni culturali e paesaggistici».

  All'articolo 13:

    al comma 3, la parola: «derivano» e' sostituita  dalle  seguenti:

«devono derivare».

  Dopo l'articolo 13 e' inserito il seguente:

  «Art. 13-bis  (Istituzione  del  gruppo  di  lavoro  sul  tax  free

shopping). - 1. E' istituito con decreto del Ministro dell'economia e

delle finanze, di concerto con il Ministro dei beni e delle attivita'

culturali e del turismo, entro quarantacinque giorni  dalla  data  di

entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, un

gruppo di lavoro finalizzato a individuare principi e criteri per  la

disciplina dei contratti  di  intermediazione  finanziaria  tax  free

shopping, per la corretta applicazione  dell'articolo  38-quater  del

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,  e

successive modificazioni, al fine di individuare risorse da destinare

alle attivita' di promozione del turismo.

  2. Al gruppo di lavoro, istituito presso il Ministero dell'economia

e   delle   finanze,   partecipano   rappresentanti   del   Ministero

dell'economia e  delle  finanze,  del  Ministero  dei  beni  e  delle

attivita' culturali e del turismo, del Ministero della giustizia, del

Ministero degli affari esteri e del  Dipartimento  per  le  politiche

europee della Presidenza del Consiglio dei ministri.

  3. Entro cinque mesi dall'inizio della sua attivita' il  gruppo  di

lavoro deve concludere i propri lavori e formulare proposte operative

al Ministro dell'economia e delle finanze e al Ministro  dei  beni  e

delle attivita' culturali e del turismo.

  4. Ai componenti del gruppo di lavoro non sono corrisposti gettoni,

compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti  comunque  denominati.

Dall'attuazione del presente articolo non  devono  derivare  nuovi  o

maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

  All'articolo 14:

    al comma 1, lettera b),  capoverso  2-bis,  le  parole:  «di  cui

articolo 2» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 2»;

    al comma 2:

      al primo periodo, dopo le parole:  «pubblica  amministrazione,»

sono inserite le seguenti:  «i  poli  museali,»  e  dopo  la  parola:

«finanziaria,» sono inserite le seguenti: «contabile e»;

      al secondo periodo, dopo le parole: «e' allegato l'elenco» sono

inserite le seguenti: «dei poli museali e»;

    dopo il comma 2 e' inserito il seguente:

  «2-bis. Al fine di adeguare l'Italia agli  standard  internazionali

in materia di musei e di  migliorare  la  promozione  dello  sviluppo

della cultura, anche sotto il profilo dell'innovazione tecnologica  e

digitale, con il regolamento di cui  al  comma  3  sono  individuati,

senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e  nel  rispetto

delle dotazioni organiche definite in attuazione del decreto-legge  6

luglio 2012, n. 95, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7

agosto 2012, n. 135, i poli museali  e  gli  istituti  della  cultura

statali di rilevante interesse nazionale che costituiscono uffici  di

livello dirigenziale. I relativi incarichi possono essere  conferiti,

con procedure di selezione pubblica, per una durata da tre  a  cinque

anni,  a  persone  di   particolare   e   comprovata   qualificazione

professionale  in  materia  di  tutela  e  valorizzazione  dei   beni

culturali e in possesso di  una  documentata  esperienza  di  elevato

livello nella gestione di istituti e luoghi della cultura,  anche  in

deroga ai contingenti di cui all'articolo 19, comma  6,  del  decreto

legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e  successive  modificazioni,  e

comunque  nei  limiti  delle  dotazioni   finanziarie   destinate   a

legislazione vigente al personale dirigenziale del Ministero dei beni

e delle attivita' culturali e del turismo»;

    al comma 4, la parola: «derivano» e' sostituita  dalle  seguenti:

«devono derivare».

  All'articolo 15:

    dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

  «2-bis. Al fine di  assicurare  l'espletamento  delle  funzioni  di

tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale  statale,

dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del

presente decreto, al personale della I area di  ruolo  del  Ministero

dei beni e delle attivita' culturali e  del  turismo,  risultante  in

soprannumero all'esito  delle  riduzioni  previste  dall'articolo  2,

comma 1, del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.  95,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, non si applicano le

disposizioni di cui all'articolo 2, commi 11, lettere c), d) ed e), e

12, del citato decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge  7  agosto  2012,  n.  135,  e  successive

modificazioni. In relazione alle unita' di  personale  della  I  area

risultanti in soprannumero nei ruoli del Ministero dei beni  e  delle

attivita' culturali e  del  turismo,  e'  reso  indisponibile,  nelle

dotazioni organiche del personale delle aree II e  III  del  medesimo

Ministero,  un  numero  di  posti  equivalente  dal  punto  di  vista

finanziario.

  2-ter. Per le medesime finalita' di cui al comma 2-bis  nonche'  al

fine  di  assicurare  la  piena  funzionalita'  degli  istituti   del

Ministero dei beni e delle attivita'  culturali  e  del  turismo,  la

durata temporale dell'obbligo  di  permanenza  nella  sede  di  prima

destinazione, di  cui  all'articolo  35,  comma  5-bis,  del  decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per il personale  in  servizio  di

ruolo  nel  medesimo  Ministero,  e'  di  tre   anni.   La   presente

disposizione  costituisce  norma   non   derogabile   dai   contratti

collettivi»;

    al comma 3, dopo le parole: «comma 1» sono inserite le  seguenti:

«, pari a 1,05 milioni di euro per l'anno 2014 e  a  2,1  milioni  di

euro per l'anno 2015,».

  All'articolo 16:

    al comma 2, le parole: «, culturali ed i» sono  sostituite  dalle

seguenti: «e culturali e per favorire la commercializzazione  dei»  e

sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:  «,  nella  piattaforma

tecnologica e nella rete internet  attraverso  il  potenziamento  del

portale "Italia.it", anche al fine di realizzare  e  distribuire  una

Carta del  turista,  anche  solo  virtuale,  che  consenta,  mediante

strumenti e canali  digitali  e  apposite  convenzioni  con  soggetti

pubblici e privati, di effettuare pagamenti a prezzo ridotto  per  la

fruizione integrata di servizi pubblici di trasporto e degli istituti

e dei luoghi della cultura»;

    al comma 3, quarto periodo, dopo le parole: «stipula  convenzioni

con le Regioni» sono inserite le seguenti: «e le province autonome di

Trento e di Bolzano»;

    al comma 6:

      al secondo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:

«, emolumento, indennita' o rimborso di spese»;

      al terzo periodo, le parole: «scelto tra gli  imprenditori  del

settore» sono sostituite dalle seguenti: «sentite  le  organizzazioni

di categoria maggiormente rappresentative»;

    al comma 7, dopo la lettera f) e' aggiunta la seguente:

      «f-bis) le procedure e gli strumenti  idonei  a  monitorare  la

reputazione dell'Italia nella rete web, nell'ambito degli  interventi

volti a migliorare l'offerta turistica nazionale»;

    al comma 8, secondo periodo, dopo la parola: «individuando,» sono

inserite le  seguenti:  «compatibilmente  con  le  disponibilita'  di

bilancio,» e le parole: «a tempo indeterminato» sono soppresse;

    al comma 10 e'  aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «Il

liquidatore della societa'  Promuovi  Italia  S.p.a.  puo'  stipulare

accordi con le societa' Italia Lavoro S.p.a. e  Invitalia  -  Agenzia

nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa

S.p.a., che prevedano il trasferimento presso queste ultime di unita'

di personale non assegnate all'ENIT come  trasformato  ai  sensi  del

presente articolo, anche al fine di dare esecuzione  a  contratti  di

prestazione di servizi in essere alla data di messa  in  liquidazione

della societa' Promuovi Italia S.p.a»;

    al comma 12, le parole: «derivano nuovi o maggiori oneri a carico

del bilancio dello Stato» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «devono

derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

  All'articolo 17:

    dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

  «1-bis. Il Ministero dell'economia  e  delle  finanze  provvede  al

monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni di

cui all'articolo 1 del presente decreto, anche ai fini  dell'adozione

dei provvedimenti di cui all'articolo 11, comma 3, lettera l),  della

legge 31 dicembre 2009, n. 196».

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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale