LEGGE 29 ottobre 2016, n. 199 

Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo. (16G00213) (GU Serie Generale n.257 del 3-11-2016)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 04/11/2016

 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
 
                              Promulga 
 
la seguente legge: 
                               Art. 1 
 
 
          Modifica dell'articolo 603-bis del codice penale 
 
  1. L'articolo 603-bis del codice penale e' sostituito dal seguente:
«Art.  603-bis.  (Intermediazione   illecita   e   sfruttamento   del
lavoro). - Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, e' punito
con la reclusione da uno a sei anni e con la multa  da  500  a  1.000
euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque: 
    1) recluta manodopera allo scopo di destinarla al  lavoro  presso
terzi in condizioni di sfruttamento,  approfittando  dello  stato  di
bisogno dei lavoratori; 
    2)  utilizza,  assume  o  impiega  manodopera,   anche   mediante
l'attivita' di intermediazione di cui al numero  1),  sottoponendo  i
lavoratori a condizioni di sfruttamento  ed  approfittando  del  loro
stato di bisogno. 
  Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia,  si  applica
la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000  a
2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato. 
  Ai fini del presente articolo, costituisce indice  di  sfruttamento
la sussistenza di una o piu' delle seguenti condizioni: 
    1)  la  reiterata  corresponsione   di   retribuzioni   in   modo
palesemente   difforme   dai   contratti   collettivi   nazionali   o
territoriali   stipulati   dalle   organizzazioni   sindacali    piu'
rappresentative  a  livello  nazionale,  o  comunque   sproporzionato
rispetto alla quantita' e qualita' del lavoro prestato; 
    2) la reiterata violazione della normativa relativa all'orario di
lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale,  all'aspettativa
obbligatoria, alle ferie; 
    3) la  sussistenza  di  violazioni  delle  norme  in  materia  di
sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro; 
    4) la sottoposizione del lavoratore a  condizioni  di  lavoro,  a
metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti. 
  Costituiscono aggravante specifica  e  comportano  l'aumento  della
pena da un terzo alla meta': 
    1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a
tre; 
    2) il fatto che uno o piu' dei soggetti reclutati siano minori in
eta' non lavorativa; 
    3) l'aver commesso il fatto esponendo i  lavoratori  sfruttati  a
situazioni di grave pericolo,  avuto  riguardo  alle  caratteristiche
delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro». 
                              Avvertenza: 
             
           Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art.  10,  commi  2  e  3,  del  testo   unico   delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle quali e'  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 
 
                                   Art. 2 
 
 
 Introduzione degli articoli 603-bis.1 e 603-bis.2 del codice penale 
 
  1. Dopo l'articolo  603-bis  del  codice  penale  sono  inseriti  i
seguenti: 
  «Art. 603-bis.1. (Circostanza attenuante). - Per i delitti previsti
dall'articolo 603-bis, la pena e' diminuita da un terzo a  due  terzi
nei confronti di chi, nel  rendere  dichiarazioni  su  quanto  a  sua
conoscenza, si adopera per evitare  che  l'attivita'  delittuosa  sia
portata  a   conseguenze   ulteriori   ovvero   aiuta   concretamente
l'autorita' di polizia o l'autorita' giudiziaria  nella  raccolta  di
prove decisive per l'individuazione o la cattura  dei  concorrenti  o
per il sequestro delle somme o altre utilita' trasferite. 
  Nel caso  di  dichiarazioni  false  o  reticenti  si  applicano  le
disposizioni dell'articolo 16-septies del  decreto-legge  15  gennaio
1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991,
n. 82. 
  Non si applicano le disposizioni dell'articolo 600-septies.1. 
  Art. 603-bis.2. (Confisca obbligatoria). - In caso di condanna o di
applicazione  della  pena  su  richiesta   delle   parti   ai   sensi
dell'articolo 444 del  codice  di  procedura  penale  per  i  delitti
previsti dall'articolo  603-bis,  e'  sempre  obbligatoria,  salvi  i
diritti della persona offesa alle restituzioni e al risarcimento  del
danno, la confisca delle cose che  servirono  o  furono  destinate  a
commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto o
il profitto, salvo che appartengano a persona estranea al reato.  Ove
essa non sia possibile e' disposta la confisca di beni di cui il  reo
ha la disponibilita', anche indirettamente o per interposta  persona,
per un valore corrispondente  al  prodotto,  prezzo  o  profitto  del
reato». 
                           Note all'art. 2: 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.   16-septies   del
          decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8 (Nuove norme in materia
          di sequestri di persona a scopo  di  estorsione  e  per  la
          protezione dei  testimoni  di  giustizia,  nonche'  per  la
          protezione e il trattamento  sanzionatorio  di  coloro  che
          collaborano con la giustizia),  pubblicato  nella  Gazzetta
          Ufficiale  15  gennaio  1991,  n.   12,   convertito,   con
          modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82, pubblicata
          nella Gazzetta Ufficiale 16 marzo 1991, n. 64: 
              «Art. 16-septies (Restituzione nel termine e  revisione
          delle sentenze). - 1. Il  procuratore  generale  presso  la
          corte d'appello nel cui  distretto  la  sentenza  e'  stata
          pronunciata deve richiedere  la  revisione  della  sentenza
          quando le circostanze attenuanti che il codice penale o  le
          disposizioni   speciali    prevedono    in    materia    di
          collaborazione relativa ai delitti di cui all'art. 9, comma
          2, sono state applicate per effetto di dichiarazioni  false
          o  reticenti,  ovvero  quando  chi  ha  beneficiato   delle
          circostanze attenuanti predette commette, entro dieci  anni
          dal passaggio in giudicato della sentenza, un  delitto  per
          il quale l'arresto in flagranza e' obbligatorio. 
              2.  La  revisione  e'  ammessa   quando   ricorrono   i
          presupposti di cui al comma 1 e se il delitto ivi  previsto
          e' indicativo della permanenza del  soggetto  nel  circuito
          criminale. 
              3.  Quando  chi  ha   beneficiato   delle   circostanze
          attenuanti di cui al comma 1 ha ottenuto anche  taluno  dei
          benefici  penitenziari  previsti  dall'art.  16-nonies,  il
          procuratore  generale  che  richiede  la  revisione   della
          sentenza  informa   della   richiesta   il   tribunale   di
          sorveglianza ed il magistrato di sorveglianza competenti ai
          fini dei provvedimenti previsti dal comma  7  del  medesimo
          art. 16-nonies. 
              4. Nel giudizio di revisione si  osservano,  in  quanto
          applicabili, le disposizioni del titolo IV del libro IX del
          codice di procedura penale. In caso di  accoglimento  della
          richiesta di revisione, il giudice riforma la  sentenza  di
          condanna e determina la nuova misura della pena. 
              5. Nel corso del giudizio di revisione il  giudice,  su
          richiesta   del   pubblico   ministero,    puo'    disporre
          l'applicazione delle misure cautelari previste dalla legge. 
              6. Quando le situazioni indicate nel comma  1  emergono
          prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile,  gli  atti
          da cui risultano le predette situazioni sono  trasmessi  al
          pubblico ministero presso il giudice che ha pronunciato  la
          sentenza ovvero, se gli atti  del  procedimento  sono  gia'
          stati trasmessi al giudice dell'impugnazione,  al  pubblico
          ministero   presso   il   giudice   che    deve    decidere
          sull'impugnazione. Se si tratta di sentenza pronunciata  in
          grado di appello, gli atti sono in ogni caso  trasmessi  al
          pubblico  ministero  presso  la  corte  d'appello  che   ha
          pronunciato  la  sentenza.  Il  pubblico  ministero,  entro
          trenta giorni dal ricevimento degli atti, puo' chiedere,  a
          norma dell'art. 175 del  codice  di  procedura  penale,  la
          restituzione  nel   termine   per   proporre   impugnazione
          limitatamente   al   punto   della    decisione    relativo
          all'applicazione delle circostanze attenuanti indicate  nel
          comma 1. 
              7. Le pene previste  per  il  reato  di  calunnia  sono
          aumentate da un terzo alla  meta'  quando  risulta  che  il
          colpevole ha commesso il  fatto  allo  scopo  di  usufruire
          delle circostanze attenuanti  di  cui  al  comma  1  o  dei
          benefici penitenziari o delle misure di tutela  o  speciali
          di protezione previsti dall'art. 16-nonies e dal  capo  II.
          L'aumento e' dalla meta' ai due terzi se uno  dei  benefici
          e' stato conseguito.». 
              - Il testo dell'art. 444 del codice di procedura penale
          e' il seguente: 
              «Art. 444 (Applicazione della pena su richiesta). -  1.
          L'imputato e il  pubblico  ministero  possono  chiedere  al
          giudice  l'applicazione,  nella  specie  e   nella   misura
          indicata,  di  una  sanzione  sostitutiva  o  di  una  pena
          pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di  una  pena
          detentiva quando questa, tenuto conto delle  circostanze  e
          diminuita fino a un terzo, non supera cinque  anni  soli  o
          congiunti a pena pecuniaria. 
              1-bis. Sono esclusi dall'applicazione  del  comma  1  i
          procedimenti per i delitti di cui all'art. 51, commi  3-bis
          e 3-quater, i  procedimenti  per  i  delitti  di  cui  agli
          articoli  600-bis,  600-quater,  primo,  secondo,  terzo  e
          quinto  comma,  600-quater,  secondo  comma,  600-quater.1,
          relativamente alla condotta di produzione  o  commercio  di
          materiale  pornografico,  600-quinquies,  nonche'  609-bis,
          609-ter, 609-quater e 609-octies del codice penale, nonche'
          quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti
          abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi
          dell'art. 99, quarto comma, del codice penale,  qualora  la
          pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria. 
              1-ter. Nei procedimenti per i  delitti  previsti  dagli
          articoli 314, 317, 318, 319, 319-ter, 319-quater e  322-bis
          del codice penale, l'ammissibilita' della richiesta di  cui
          al comma 1 e' subordinata alla restituzione  integrale  del
          prezzo o del profitto del reato. 
              2. Se vi e' il consenso anche della parte  che  non  ha
          formulato  la  richiesta  e  non  deve  essere  pronunciata
          sentenza di  proscioglimento  a  norma  dell'art.  129,  il
          giudice, sulla base degli  atti,  se  ritiene  corrette  la
          qualificazione giuridica del  fatto,  l'applicazione  e  la
          comparazione delle  circostanze  prospettate  dalle  parti,
          nonche' congrua la pena indicata, ne dispone  con  sentenza
          l'applicazione enunciando nel dispositivo che vi  e'  stata
          la richiesta delle parti. Se vi e'  costituzione  di  parte
          civile, il  giudice  non  decide  sulla  relativa  domanda;
          l'imputato e' tuttavia condannato al pagamento delle  spese
          sostenute dalla parte civile, salvo  che  ricorrano  giusti
          motivi per la  compensazione  totale  o  parziale.  Non  si
          applica la disposizione dell'art. 75, comma 3. 
              3.  La  parte,  nel  formulare   la   richiesta,   puo'
          subordinarne   l'efficacia,    alla    concessione    della
          sospensione condizionale della  pena.  In  questo  caso  il
          giudice, se ritiene che  la  sospensione  condizionale  non
          puo' essere concessa, rigetta la richiesta.». 

			
                              Art. 3 
 
 
Controllo giudiziario dell'azienda e rimozione  delle  condizioni  di
                            sfruttamento 
 
  1. Nei procedimenti per i reati previsti dall'articolo 603-bis  del
codice penale, qualora ricorrano i presupposti indicati nel  comma  1
dell'articolo 321 del codice di procedura penale, il giudice dispone,
in luogo del sequestro, il controllo giudiziario dell'azienda  presso
cui e' stato commesso il reato, qualora l'interruzione dell'attivita'
imprenditoriale possa comportare ripercussioni negative  sui  livelli
occupazionali o  compromettere  il  valore  economico  del  complesso
aziendale. Si osservano le disposizioni di cui agli  articoli  321  e
seguenti del codice di procedura penale. 
  2.  Con  il  decreto  con  cui  dispone  il  controllo  giudiziario
dell'azienda, il giudice nomina uno o piu' amministratori, scelti tra
gli  esperti  in   gestione   aziendale   iscritti   all'Albo   degli
amministratori giudiziari di cui al decreto  legislativo  4  febbraio
2010, n. 14. 
  3.  L'amministratore  giudiziario  affianca  l'imprenditore   nella
gestione dell'azienda ed  autorizza  lo  svolgimento  degli  atti  di
amministrazione utili all'impresa,  riferendo  al  giudice  ogni  tre
mesi,  e  comunque  ogni  qualvolta  emergano   irregolarita'   circa
l'andamento dell'attivita' aziendale. Al  fine  di  impedire  che  si
verifichino   situazioni   di    grave    sfruttamento    lavorativo,
l'amministratore giudiziario controlla  il  rispetto  delle  norme  e
delle condizioni lavorative la cui violazione costituisce,  ai  sensi
dell'articolo 603-bis  del  codice  penale,  indice  di  sfruttamento
lavorativo, procede  alla  regolarizzazione  dei  lavoratori  che  al
momento  dell'avvio   del   procedimento   per   i   reati   previsti
dall'articolo 603-bis prestavano la propria attivita'  lavorativa  in
assenza di un regolare contratto  e,  al  fine  di  impedire  che  le
violazioni si ripetano, adotta adeguate misure anche  in  difformita'
da quelle proposte dall'imprenditore o dal gestore. 
  4. Nei casi di sequestro di cui al comma 2  dell'articolo  321  del
codice di procedura penale e nei casi di confisca disposta  ai  sensi
dell'articolo  603-bis.2  del   codice   penale   si   applicano   le
disposizioni di  cui  al  comma  4-bis  dell'articolo  12-sexies  del
decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 7 agosto 1992, n. 356. 
                         Note all'art. 3: 
              - Il testo dell'art. 321 del codice di procedura penale
          e' il seguente: 
              «Art. 321 (Oggetto  del  sequestro  preventivo).  -  1.
          Quando vi e' pericolo che la libera disponibilita'  di  una
          cosa pertinente al reato possa  aggravare  o  protrarre  le
          conseguenze di esso  ovvero  agevolare  la  commissione  di
          altri reati, a richiesta del pubblico ministero il  giudice
          competente  a  pronunciarsi  nel  merito  ne   dispone   il
          sequestro  con  decreto  motivato.   Prima   dell'esercizio
          dell'azione penale provvede  il  giudice  per  le  indagini
          preliminari. 
              2. Il giudice puo' altresi' disporre il sequestro delle
          cose di cui e' consentita la confisca. 
              2-bis. Nel corso del  procedimento  penale  relativo  a
          delitti previsti dal capo I del titolo II del libro secondo
          del codice penale il giudice dispone il sequestro dei  beni
          di cui e' consentita la confisca. 
              3. Il sequestro e' immediatamente revocato a  richiesta
          del pubblico ministero o dell'interessato quando  risultano
          mancanti, anche per fatti sopravvenuti,  le  condizioni  di
          applicabilita'  previste  dal  comma  1.  Nel  corso  delle
          indagini preliminari provvede  il  pubblico  ministero  con
          decreto motivato, che e'  notificato  a  coloro  che  hanno
          diritto di proporre impugnazione. Se  vi  e'  richiesta  di
          revoca  dell'interessato,  il  pubblico  ministero,  quando
          ritiene che essa vada anche in parte respinta, la trasmette
          al giudice, cui presenta richieste specifiche  nonche'  gli
          elementi sui quali fonda le sue valutazioni.  La  richiesta
          e' trasmessa non oltre il giorno successivo  a  quello  del
          deposito nella segreteria. 
              3-bis. Nel corso delle indagini preliminari, quando non
          e' possibile, per la situazione di  urgenza,  attendere  il
          provvedimento del giudice, il  sequestro  e'  disposto  con
          decreto motivato dal pubblico ministero. Negli stessi casi,
          prima dell'intervento del pubblico ministero, al  sequestro
          procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali,  nelle
          quarantotto  ore  successive,  trasmettono  il  verbale  al
          pubblico ministero del luogo in cui il sequestro  e'  stato
          eseguito. Questi, se non dispone la restituzione delle cose
          sequestrate, richiede al giudice la convalida e l'emissione
          del decreto previsto dal comma 1 entro quarantotto ore  dal
          sequestro, se disposto dallo stesso pubblico  ministero,  o
          dalla ricezione del  verbale,  se  il  sequestro  e'  stato
          eseguito di iniziativa dalla polizia giudiziaria. 
              3-ter.  Il  sequestro  perde  efficacia  se  non   sono
          osservati i termini previsti dal comma 3-bis ovvero  se  il
          giudice non emette l'ordinanza  di  convalida  entro  dieci
          giorni   dalla    ricezione    della    richiesta.    Copia
          dell'ordinanza e' immediatamente  notificata  alla  persona
          alla quale le cose sono state sequestrate.». 
              -  Il  decreto  legislativo  4  febbraio  2010,  n.  14
          (Istituzione dell'Albo degli amministratori  giudiziari,  a
          norma dell'art. 2, comma 13, della legge 15 luglio 2009, n.
          94), e' pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  16  febbraio
          2010, n. 38. 
              -  Si  riporta  il  testo  del  comma  4-bis  dell'art.
          12-sexies  del  decreto-legge  8  giugno   1992,   n.   306
          (Modifiche urgenti al nuovo codice di  procedura  penale  e
          provvedimenti  di  contrasto  alla  criminalita'  mafiosa),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 giugno 1992, n.  133,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  1992,
          n.  356,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  -   Serie
          generale - n. 185 del 7 agosto 1992: 
              «4-bis. Le disposizioni in materia di amministrazione e
          destinazione dei beni sequestrati e confiscati previste dal
          decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, e  successive
          modificazioni, si applicano ai casi di sequestro e confisca
          previsti dai commi da 1 a 4 del presente articolo,  nonche'
          agli altri casi di sequestro e confisca  di  beni  adottati
          nei procedimenti relativi ai delitti di  cui  all'art.  51,
          comma 3-bis, del codice di procedura penale. In  tali  casi
          l'Agenzia      coadiuva       l'autorita'       giudiziaria
          nell'amministrazione e nella custodia dei beni sequestrati,
          sino al provvedimento conclusivo  dell'udienza  preliminare
          e, successivamente a tale provvedimento, amministra i  beni
          medesimi secondo le modalita' previste dal  citato  decreto
          legislativo n. 159  del  2011.  Restano  comunque  salvi  i
          diritti della persona offesa dal reato alle restituzioni  e
          al risarcimento del danno.». 

                                   Art. 4 
 
 
      Modifica all'articolo 380 del codice di procedura penale 
 
  1. All'articolo 380, comma 2, del codice di procedura penale,  dopo
la lettera d) e' inserita la seguente: 
  «d.1) delitti di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro
previsti dall'articolo 603-bis, secondo comma, del codice penale;». 
                                   Art. 5 
 
 
Modifica all'articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno  1992,  n.
                     306, in materia di confisca 
 
  1. All'articolo 12-sexies, comma  1,  del  decreto-legge  8  giugno
1992, n. 306, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  7  agosto
1992, n. 356,  dopo  la  parola:  «602,»  e'  inserita  la  seguente:
«603-bis,». 
                               Note all'art. 5: 
              - Si riporta il testo del comma 1  dell'art.  12-sexies
          del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306 (Modifiche  urgenti
          al nuovo codice di  procedura  penale  e  provvedimenti  di
          contrasto  alla  criminalita'  mafiosa),  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 8 giugno 1992, n. 133,  convertito,  con
          modificazioni,  dalla  legge  7  agosto   1992,   n.   356,
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 7 agosto 1992  -  Serie
          generale - n. 185, come modificato dalla presente legge: 
              «1. Nei casi di condanna o di applicazione  della  pena
          su richiesta a norma dell' art. 444 del codice di procedura
          penale, per taluno dei delitti previsti dagli articoli 314,
          316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter,  319-quater,
          320, 322, 322-bis, 325, 416, sesto comma,  416,  realizzato
          allo scopo di commettere delitti  previsti  dagli  articoli
          473,  474,  517-ter  e  517-quater,  416-bis,   452-quater,
          452-octies,  primo  comma,  600,  600-bis,   primo   comma,
          600-ter, primo e secondo comma, 600-quater.1, relativamente
          alla  condotta  di  produzione  o  commercio  di  materiale
          pornografico, 600-quinquies, 601, 602, 603-bis,  629,  630,
          644, 644-bis, 648, esclusa la fattispecie di cui al secondo
          comma,  648-bis,  648-ter  del   codice   penale,   nonche'
          dall'art. 12-quinquies, comma 1, del decreto-legge 8 giugno
          1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge  7
          agosto  1992,  n.  356,  o  dall'art.   260   del   decreto
          legislativo  3  aprile   2006,   n.   152,   e   successive
          modificazioni, ovvero per taluno dei delitti previsti dagli
          articoli 73, esclusa la fattispecie di cui al comma 5, e 74
          del testo unico delle leggi in materia di disciplina  degli
          stupefacenti e sostanze  psicotrope,  prevenzione,  cura  e
          riabilitazione dei  relativi  stati  di  tossicodipendenza,
          approvato con decreto  del  Presidente  della  Repubblica 9
          ottobre 1990, n. 309, e' sempre disposta  la  confisca  del
          denaro,  dei  beni  o  delle  altre  utilita'  di  cui   il
          condannato non puo' giustificare la provenienza e  di  cui,
          anche per interposta persona fisica  o  giuridica,  risulta
          essere titolare  o  avere  la  disponibilita'  a  qualsiasi
          titolo  in  valore  sproporzionato  al   proprio   reddito,
          dichiarato ai  fini  delle  imposte  sul  reddito,  o  alla
          propria attivita' economica. Le disposizioni  indicate  nel
          periodo precedente si applicano anche in caso di condanna e
          di applicazione della pena su richiesta, a norma  dell'art.
          444 del codice di procedura penale, per taluno dei  delitti
          commessi  per  finalita'  di  terrorismo  o  di   eversione
          dell'ordine costituzionale.». 

			
                                    Art. 6 
 
 
Modifica all'articolo 25-quinquies del decreto legislativo  8  giugno
       2001, n. 231, in materia di responsabilita' degli enti 
 
  1. All'articolo 25-quinquies, comma  1,  lettera  a),  del  decreto
legislativo  8  giugno  2001,  n.  231,  le  parole:  «e  602,»  sono
sostituite dalle seguenti: «, 602 e 603-bis,». 
                                  Note all'art. 6: 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  25-quinquies  del
          decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della
          responsabilita' amministrativa  delle  persone  giuridiche,
          delle  societa'  e  delle  associazioni  anche   prive   di
          personalita' giuridica, a norma dell'art. 11 della legge 29
          settembre  2000,  n.  300),   pubblicato   nella   Gazzetta
          Ufficiale 19 giugno 2001, n.  140,  come  modificato  dalla
          presente legge: 
              «Art.  25-quinquies  (Delitti  contro  la  personalita'
          individuale).  -  1.  In  relazione  alla  commissione  dei
          delitti previsti dalla sezione I del capo  III  del  titolo
          XII del libro II del codice penale si applicano all'ente le
          seguenti sanzioni pecuniarie: 
              a) per i delitti di cui agli articoli 600, 601,  602  e
          603-bis, la sanzione pecuniaria  da  quattrocento  a  mille
          quote; 
              b) per i delitti di cui agli  articoli  600-bis,  primo
          comma, 600-ter, primo e secondo comma, anche se relativi al
          materiale pornografico  di  cui  all'art.  600-quater.1,  e
          600-quinquies,  la  sanzione  pecuniaria  da   trecento   a
          ottocento quote; 
              c) per i delitti di cui agli articoli 600-bis,  secondo
          comma, 600-ter, terzo e quarto comma, e  600-quater,  anche
          se relativi  al  materiale  pornografico  di  cui  all'art.
          600-quater.1,  nonche'  per  il  delitto  di  cui  all'art.
          609-undecies  la  sanzione   pecuniaria   da   duecento   a
          settecento quote. 
              2. Nei casi di condanna per uno  dei  delitti  indicati
          nel comma 1, lettere a) e  b),  si  applicano  le  sanzioni
          interdittive previste dall'art. 9, comma 2, per una  durata
          non inferiore ad un anno. 
              3. Se l'ente  o  una  sua  unita'  organizzativa  viene
          stabilmente utilizzato allo scopo  unico  o  prevalente  di
          consentire o agevolare la commissione  dei  reati  indicati
          nel comma  1,  si  applica  la  sanzione  dell'interdizione
          definitiva dall'esercizio dell'attivita' ai sensi dell'art.
          16, comma 3.». 

			           Art. 7 
 
 
Modifica all'articolo 12 della legge  11  agosto  2003,  n.  228,  in
              materia di Fondo per le misure antitratta 
 
  1. All'articolo 12, comma 3, della legge 11 agosto 2003, n. 228, le
parole: «e 602» sono sostituite dalle seguenti: «, 602 e 603-bis». 
 
                              Note all'art. 7: 
              - Si riporta il testo  dell'art.  12,  comma  3,  della
          legge 11 agosto 2003, n. 228 (Misure contro  la  tratta  di
          persone), pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  23  agosto
          2003, n. 195, come modificato dalla presente legge: 
              «3. Al Fondo di cui al comma 1 sono assegnate le  somme
          stanziate dall'art. 18 del testo unico di  cui  al  decreto
          legislativo 25 luglio 1998,  n.  286,  nonche'  i  proventi
          della confisca ordinata a seguito di sentenza di condanna o
          di applicazione della pena su richiesta delle parti per uno
          dei delitti previsti dagli articoli 416, sesto comma,  600,
          601, 602 e 603-bis del codice penale  e  i  proventi  della
          confisca  ordinata,  per  gli  stessi  delitti,  ai   sensi
          dell'art. 12-sexies del decreto-legge  8  giugno  1992,  n.
          306, convertito, con modificazioni, dalla  legge  7  agosto
          1992, n. 356, e successive modificazioni,  in  deroga  alle
          disposizioni di cui ai commi 4-bis  e  4-ter  del  medesimo
          articolo.». 

                                   Art. 8 
 
Modifiche all'articolo 6 del decreto-legge 24  giugno  2014,  n.  91,
  convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n.  116,
  in materia di Rete del lavoro agricolo di qualita' 
 
  1.  All'articolo  6  del  decreto-legge  24  giugno  2014,  n.  91,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto  2014,  n.  116,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 1: 
      1) la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
      «a) non avere riportato condanne penali  per  violazioni  della
normativa in materia di lavoro e legislazione  sociale,  per  delitti
contro la  pubblica  amministrazione,  delitti  contro  l'incolumita'
pubblica,  delitti  contro  l'economia  pubblica,  l'industria  e  il
commercio, delitti contro il sentimento per gli animali e in  materia
di imposte sui redditi e sul valore aggiunto,  delitti  di  cui  agli
articoli 600, 601, 602 e 603-bis del codice penale»; 
      2) la lettera b) e' sostituita dalla seguente: 
      «b) non essere state destinatarie, negli ultimi  tre  anni,  di
sanzioni amministrative, ancorche' non definitive, per violazioni  in
materia di lavoro, legislazione sociale  e  rispetto  degli  obblighi
relativi al pagamento  delle  imposte  e  delle  tasse.  La  presente
disposizione non si applica laddove il trasgressore o l'obbligato  in
solido abbiano provveduto, prima della  emissione  del  provvedimento
definitivo, alla regolarizzazione delle inosservanze  sanabili  e  al
pagamento in misura agevolata delle sanzioni entro i termini previsti
dalla normativa vigente in materia»; 
      3) dopo la lettera c) sono aggiunte le seguenti: 
      «c-bis) applicare i contratti collettivi di cui all'articolo 51
del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81; 
      c-ter)  non  essere   controllate   o   collegate,   ai   sensi
dell'articolo 2359 del codice civile, a soggetti  che  non  siano  in
possesso dei requisiti di cui al presente comma»; 
    b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente: 
    «1-bis.  Alla  Rete  del  lavoro  agricolo  di  qualita'  possono
aderire, attraverso la stipula di apposite convenzioni, gli sportelli
unici  per  l'immigrazione,  le  istituzioni  locali,  i  centri  per
l'impiego, gli enti bilaterali costituiti  dalle  organizzazioni  dei
datori di lavoro e dei lavoratori in agricoltura, nonche' i  soggetti
di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 10 settembre  2003,  n.
276. Possono altresi'  aderire  alla  Rete  del  lavoro  agricolo  di
qualita', attraverso  la  stipula  di  apposite  convenzioni,  se  in
possesso dei requisiti di cui al comma  1,  sia  le  agenzie  per  il
lavoro di cui all'articolo 4 del  decreto  legislativo  10  settembre
2003, n. 276, sia gli altri  soggetti  autorizzati  all'attivita'  di
intermediazione ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo  14
settembre 2015, n. 150»; 
    c) al comma 2: 
      1)  al  primo  periodo,  dopo   le   parole:   «del   Ministero
dell'economia e delle finanze» sono  inserite  le  seguenti:  «,  del
Ministero dell'interno, dell'Ispettorato nazionale del lavoro  a  far
data dalla sua effettiva operativita',  dell'Agenzia  delle  entrate,
dell'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro a far  data
dalla sua effettiva operativita'»; 
      2) al secondo periodo, dopo le parole: «tre rappresentanti  dei
lavoratori subordinati» sono inserite  le  seguenti:  «delle  imprese
agricole  e  un  rappresentante  dei  lavoratori  subordinati   delle
cooperative agricole» e  dopo  le  parole:  «tre  rappresentanti  dei
datori di lavoro e dei  lavoratori  autonomi  dell'agricoltura»  sono
inserite le seguenti: «e un rappresentante delle  associazioni  delle
cooperative agricole firmatarie di contratti collettivi nazionali del
settore agricolo»; 
    d) al comma 4, dopo la lettera c) sono inserite le seguenti: 
    «c-bis) procede a monitoraggi costanti dell'andamento del mercato
del lavoro agricolo, su base trimestrale,  anche  accedendo  ai  dati
relativi all'instaurazione, trasformazione e cessazione dei  rapporti
di  lavoro  disponibili  presso  il  Ministero  del  lavoro  e  delle
politiche sociali e ai dati che si rendono disponibili, a seguito  di
specifico adattamento del sistema UNIEMENS, presso l'INPS, valutando,
in particolare, il rapporto tra il numero  dei  lavoratori  stranieri
che risultano impiegati e il numero dei lavoratori stranieri ai quali
e' stato rilasciato il nulla osta per lavoro agricolo dagli sportelli
unici per l'immigrazione; 
    c-ter) promuove iniziative, d'intesa con le autorita' competenti,
sentite le parti sociali, in materia di politiche attive del  lavoro,
contrasto   al   lavoro   sommerso   e   all'evasione   contributiva,
organizzazione  e  gestione  dei  flussi  di  manodopera  stagionale,
assistenza dei lavoratori stranieri immigrati»; 
    e) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti: 
    «4-bis. La cabina di regia promuove la stipula delle  convenzioni
di cui al comma 1-bis e svolge i compiti di cui al comma  4,  lettere
c-bis) e  c-ter),  utilizzando  le  informazioni  in  possesso  delle
commissioni  provinciali  integrazione  salari  operai   agricoli   e
dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, al fine  di  formulare
indici di coerenza del comportamento aziendale strettamente correlati
alle  caratteristiche  della  produzione  agricola  del   territorio,
avvalendosi delle sezioni territoriali di cui al comma 4-ter. 
    4-ter. La Rete del lavoro agricolo di  qualita'  si  articola  in
sezioni territoriali, a cui possono  aderire  i  soggetti  che  hanno
stipulato le convenzioni di cui al comma 1-bis, con  sede  presso  la
commissione  provinciale  integrazione  salari  operai  agricoli.  Le
sezioni promuovono a livello territoriale le iniziative previste  dal
comma 4, lettera c-ter), svolgono compiti di promozione di  modalita'
sperimentali di intermediazione fra domanda e offerta di  lavoro  nel
settore agricolo, in stretta collaborazione con  l'Agenzia  nazionale
per le politiche attive del  lavoro  e  con  la  Rete  nazionale  dei
servizi per le politiche del lavoro di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 14 settembre 2015, n.  150,  al  fine  di  garantire  una
modulazione  a  livello  territoriale  dei  servizi  all'impiego.  Le
sezioni  territoriali   promuovono   altresi'   iniziative   per   la
realizzazione di funzionali ed efficienti forme di organizzazione del
trasporto dei lavoratori fino al luogo di lavoro, anche  mediante  la
stipula di convenzioni con gli enti locali. 
    4-quater. La cabina di regia trasmette ogni anno alle Camere  una
relazione sullo svolgimento dei compiti di  cui  al  comma  4  ed  in
particolare sul risultato dei monito-raggi di cui alla lettera c-bis)
del medesimo comma»; 
    f) dopo il comma 7 e' inserito il seguente: 
    «7-bis. I soggetti provvisti di autorizzazione  al  trasporto  di
persone rilasciata dalle autorita' competenti e che siano in possesso
dei requisiti  di  cui  al  comma  1,  che  intendono  provvedere  al
trasporto  di  lavoratori  agricoli,   possono   stipulare   apposita
convenzione con la Rete del lavoro agricolo  di  qualita'.  Gli  enti
locali  possono  stabilire  che  la  stipula  della  convenzione   e'
condizione necessaria per accedere ai  contributi  istituiti  per  il
trasporto dei lavoratori agricoli dai medesimi enti. Gli enti  locali
stabiliscono le condizioni e l'ammontare dei contributi tenendo conto
di quanto eventualmente previsto  dai  contratti  collettivi  di  cui
all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno  2015,  n.  81,  in
ordine alla quantificazione e ripartizione del  costo  del  trasporto
tra imprese e lavoratori. La violazione da parte del trasportatore di
quanto previsto  dalla  convenzione  comporta  la  risoluzione  della
medesima e l'immediata decadenza dai contributi  di  cui  al  secondo
periodo »; 
    g) il comma 8 e' sostituito dal seguente: 
    «8. Per le attivita' di cui al presente articolo l'INPS  provvede
con  le  risorse  umane,  strumentali  e   finanziarie   previste   a
legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica». 
  2. Nelle more dell'attuazione del libro unico del  lavoro,  di  cui
all'articolo 39 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  l'adattamento
del  sistema  UNIEMENS  al  settore  agricolo,  con   effetto   sulle
retribuzioni dovute a partire dal mese di gennaio 2018, non  comporta
modifiche al vigente sistema di tutele assistenziali e  previdenziali
previste per i lavoratori agricoli, ivi  compreso  il  sistema  degli
elenchi  annuali  e  di  variazione  dei   lavoratori   agricoli,   e
contestualmente determina l'attivazione del servizio di  tariffazione
da parte dell'INPS ferme restando le scadenze  di  pagamento  di  cui
all'articolo 6, comma 14, del decreto-legge 30 dicembre 1987, n. 536,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio 1988, n. 48. I
dati contenuti nel libro unico del lavoro  in  modalita'  telematica,
che sostituisce il sistema UNIEMENS quale  unico  documento  per  gli
adempimenti  in  materia  previdenziale  e  contributiva,  sono  resi
accessibili a tutte le amministrazioni interessate. 
                              Note all'art. 8: 
              - Si riporta il testo dell'art. 6 del decreto-legge  24
          giugno 2014, n. 91 (Disposizioni  urgenti  per  il  settore
          agricolo,  la   tutela   ambientale   e   l'efficientamento
          energetico dell'edilizia  scolastica  e  universitaria,  il
          rilancio e lo sviluppo delle imprese, il  contenimento  dei
          costi gravanti sulle tariffe  elettriche,  nonche'  per  la
          definizione  immediata  di  adempimenti   derivanti   dalla
          normativa europea), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  24
          giugno 2014, n. 144, convertito, con  modificazioni,  dalla
          legge 11 agosto 2014, n.  116,  pubblicata  nella  Gazzetta
          Ufficiale 20 agosto 2014, n.  192,  supplemento  ordinario,
          come modificato dalla presente legge: 
              «Art. 6 (Rete del lavoro agricolo di qualita'). - 1. E'
          istituita presso l'INPS la  Rete  del  lavoro  agricolo  di
          qualita' alla quale possono partecipare le imprese agricole
          di cui all'art. 2135 del  codice  civile  in  possesso  dei
          seguenti requisiti: 
                a) non avere riportato condanne penali per violazioni
          della  normativa  in  materia  di  lavoro  e   legislazione
          sociale, per delitti contro  la  pubblica  amministrazione,
          delitti  contro  l'incolumita'  pubblica,  delitti   contro
          l'economia pubblica, l'industria e  il  commercio,  delitti
          contro il sentimento  per  gli  animali  e  in  materia  di
          imposte sui redditi e sul valore aggiunto, delitti  di  cui
          agli articoli 600, 601, 602 e 603-bis del codice penale; 
                b) non essere state destinatarie,  negli  ultimi  tre
          anni, di sanzioni amministrative, ancorche' non definitive,
          per violazioni in materia di lavoro, legislazione sociale e
          rispetto degli obblighi relativi al pagamento delle imposte
          e delle tasse. La  presente  disposizione  non  si  applica
          laddove il trasgressore o  l'obbligato  in  solido  abbiano
          provveduto,  prima  della   emissione   del   provvedimento
          definitivo,  alla   regolarizzazione   delle   inosservanze
          sanabili e al pagamento in misura agevolata delle  sanzioni
          entro  i  termini  previsti  dalla  normativa  vigente   in
          materia; 
                c) essere in regola con il versamento dei  contributi
          previdenziali e dei premi assicurativi; 
                c-bis)  applicare  i  contratti  collettivi  di   cui
          all'art. 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81; 
                c-ter) non essere controllate o collegate,  ai  sensi
          dell'art. 2359 del codice civile, a soggetti che non  siano
          in possesso dei requisiti di cui al presente comma. 
              1-bis.  Alla  Rete  del  lavoro  agricolo  di  qualita'
          possono  aderire,  attraverso  la   stipula   di   apposite
          convenzioni, gli sportelli  unici  per  l'immigrazione,  le
          istituzioni  locali,  i  centri  per  l'impiego,  gli  enti
          bilaterali costituiti dalle organizzazioni  dei  datori  di
          lavoro e dei lavoratori in agricoltura, nonche' i  soggetti
          di cui all'art. 6  del  decreto  legislativo  10  settembre
          2003, n. 276. Possono altresi' aderire alla Rete del lavoro
          agricolo di qualita', attraverso  la  stipula  di  apposite
          convenzioni, se in possesso dei requisiti di cui  al  comma
          1, sia le agenzie per il  lavoro  di  cui  all'art.  4  del
          decreto legislativo 10 settembre  2003,  n.  276,  sia  gli
          altri soggetti autorizzati all'attivita' di intermediazione
          ai sensi dell'art. 12 del decreto legislativo 14  settembre
          2015, n. 150. 
              2.  Alla  Rete  del   lavoro   agricolo   di   qualita'
          sovraintende  una  cabina   di   regia   composta   da   un
          rappresentante del Ministero del lavoro e  delle  politiche
          sociali, del Ministero delle politiche agricole  alimentari
          e forestali, del Ministero dell'economia e  delle  finanze,
          del Ministero dell'interno, dell'Ispettorato nazionale  del
          lavoro  a  far  data  dalla  sua  effettiva   operativita',
          dell'Agenzia delle entrate, dell'Agenzia nazionale  per  le
          politiche attive del lavoro a far data dalla sua  effettiva
          operativita' dell'INPS e della Conferenza delle  regioni  e
          delle province autonome di Trento e  di  Bolzano  designati
          entro trenta giorni dall'entrata  in  vigore  del  presente
          decreto. Fanno  parte  della  cabina  di  regia  anche  tre
          rappresentanti dei  lavoratori  subordinati  delle  imprese
          agricole e un  rappresentante  dei  lavoratori  subordinati
          delle cooperative agricole e tre rappresentanti dei  datori
          di lavoro e dei lavoratori autonomi dell'agricoltura  e  un
          rappresentante   delle   associazioni   delle   cooperative
          agricole firmatarie di contratti collettivi  nazionali  del
          settore agricolo nominati  con  decreto  del  Ministro  del
          lavoro e  delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il
          Ministro delle politiche agricole alimentari  e  forestali,
          entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del
          presente  decreto,  su  designazione  delle  organizzazioni
          sindacali    a     carattere     nazionale     maggiormente
          rappresentative. La  cabina  di  regia  e'  presieduta  dal
          rappresentante dell'INPS. 
              3. Ai fini della partecipazione alla  Rete  del  lavoro
          agricolo  di  qualita',  le  imprese  di  cui  al  comma  1
          presentano istanza in via telematica. Entro  trenta  giorni
          dall'insediamento la cabina di regia definisce con apposita
          determinazione gli elementi essenziali dell'istanza. 
              4. La cabina di regia ha i seguenti compiti: 
              a) delibera sulle istanze di partecipazione  alla  Rete
          del lavoro agricolo di qualita' entro trenta  giorni  dalla
          presentazione; 
              b) esclude dalla Rete del lavoro agricolo  di  qualita'
          le imprese agricole che perdono i requisiti di cui al comma
          1; 
              c) redige e aggiorna l'elenco  delle  imprese  agricole
          che partecipano alla Rete del lavoro agricolo di qualita' e
          ne cura la pubblicazione sul sito internet dell'INPS; 
              c-bis) procede a  monitoraggi  costanti  dell'andamento
          del mercato del lavoro agricolo, su base trimestrale, anche
          accedendo    ai    dati     relativi     all'instaurazione,
          trasformazione  e  cessazione  dei   rapporti   di   lavoro
          disponibili  presso  il  Ministero  del  lavoro   e   delle
          politiche sociali e ai dati che si rendono  disponibili,  a
          seguito di  specifico  adattamento  del  sistema  UNIEMENS,
          presso l'INPS, valutando, in particolare, il  rapporto  tra
          il numero dei lavoratori stranieri che risultano  impiegati
          e il numero dei lavoratori  stranieri  ai  quali  e'  stato
          rilasciato  il  nulla  osta  per  lavoro   agricolo   dagli
          sportelli unici per l'immigrazione; 
              c-ter) promuove iniziative, d'intesa con  le  autorita'
          competenti,  sentite  le  parti  sociali,  in  materia   di
          politiche attive del lavoro, contrasto al lavoro sommerso e
          all'evasione contributiva, organizzazione  e  gestione  dei
          flussi di manodopera stagionale, assistenza dei  lavoratori
          stranieri immigrati; 
              d) formula proposte al Ministero  del  lavoro  e  delle
          politiche sociali e al Ministero delle  politiche  agricole
          alimentari  e  forestali  in  materia  di   lavoro   e   di
          legislazione sociale nel settore agricolo. 
              4-bis. La cabina di regia  promuove  la  stipula  delle
          convenzioni di cui al comma 1-bis e svolge i compiti di cui
          al  comma  4,  lettere  c-bis)  e  c-ter),  utilizzando  le
          informazioni  in  possesso  delle  commissioni  provinciali
          integrazione salari operai agricoli e dell'Agenzia  per  le
          erogazioni in agricoltura, al fine di formulare  indici  di
          coerenza del comportamento aziendale strettamente correlati
          alle  caratteristiche   della   produzione   agricola   del
          territorio, avvalendosi delle sezioni territoriali  di  cui
          al comma 4-ter. 
              4-ter. La Rete  del  lavoro  agricolo  di  qualita'  si
          articola in sezioni territoriali, a cui possono  aderire  i
          soggetti che hanno stipulato le convenzioni di cui al comma
          1-bis,  con  sede   presso   la   commissione   provinciale
          integrazione salari operai agricoli. Le sezioni  promuovono
          a livello territoriale le iniziative previste dal comma  4,
          lettera c-ter), svolgono compiti di promozione di modalita'
          sperimentali di intermediazione fra domanda  e  offerta  di
          lavoro nel settore agricolo, in stretta collaborazione  con
          l'Agenzia nazionale per le politiche attive  del  lavoro  e
          con la Rete nazionale dei  servizi  per  le  politiche  del
          lavoro  di  cui  all'art.  1  del  decreto  legislativo  14
          settembre  2015,  n.  150,  al  fine   di   garantire   una
          modulazione a livello territoriale dei servizi all'impiego.
          Le sezioni territoriali promuovono altresi' iniziative  per
          la realizzazione  di  funzionali  ed  efficienti  forme  di
          organizzazione del trasporto dei lavoratori fino  al  luogo
          di lavoro, anche mediante la stipula di convenzioni con gli
          enti locali. 
              4-quater. La cabina di regia trasmette ogni  anno  alle
          Camere una relazione sullo svolgimento dei compiti  di  cui
          al comma 4 ed in particolare sul risultato dei  monitoraggi
          di cui alla lettera c-bis) del medesimo comma. 
              5. La partecipazione alla cabina di regia e'  a  titolo
          gratuito e ai  componenti  non  sono  corrisposti  gettoni,
          compensi, rimborsi di spese  o  altri  emolumenti  comunque
          denominati. La  cabina  di  regia  si  avvale  per  il  suo
          funzionamento delle risorse umane  e  strumentali  messe  a
          disposizione dall'INPS, nel rispetto delle disposizioni  di
          cui al comma 8. 
              6. Al fine di  realizzare  un  piu'  efficace  utilizzo
          delle  risorse  ispettive  disponibili,  il  Ministero  del
          lavoro e delle politiche sociali e l'INPS,  fermi  restando
          gli ordinari controlli in materia di tutela della salute  e
          della sicurezza nei luoghi di lavoro, orientano l'attivita'
          di vigilanza nei confronti delle imprese  non  appartenenti
          alla Rete del lavoro agricolo di qualita' salvi i  casi  di
          richiesta di intervento proveniente dal  lavoratore,  dalle
          organizzazioni sindacali, dall'Autorita' giudiziaria  o  da
          autorita' amministrative e salvi  i  casi  di  imprese  che
          abbiano procedimenti penali in corso per  violazioni  della
          normativa in materia di lavoro e legislazione  sociale,  di
          contratti collettivi, di sicurezza sui luoghi di  lavoro  e
          in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. 
              7. E' fatta  salva  comunque  la  possibilita'  per  le
          amministrazioni di cui al comma 6 di  effettuare  controlli
          sulla  veridicita'  delle  dichiarazioni   in   base   alla
          disciplina vigente. 
              7-bis.  I  soggetti  provvisti  di  autorizzazione   al
          trasporto di persone rilasciata dalle autorita'  competenti
          e che siano in possesso dei requisiti di cui  al  comma  1,
          che  intendono  provvedere  al  trasporto   di   lavoratori
          agricoli, possono stipulare  apposita  convenzione  con  la
          Rete del lavoro  agricolo  di  qualita'.  Gli  enti  locali
          possono stabilire  che  la  stipula  della  convenzione  e'
          condizione necessaria per accedere ai contributi  istituiti
          per il trasporto dei lavoratori agricoli dai medesimi enti.
          Gli enti locali stabiliscono le  condizioni  e  l'ammontare
          dei  contributi  tenendo  conto  di  quanto   eventualmente
          previsto dai contratti collettivi di cui  all'art.  51  del
          decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, in  ordine  alla
          quantificazione e ripartizione del costo del trasporto  tra
          imprese  e  lavoratori.  La   violazione   da   parte   del
          trasportatore di quanto previsto dalla convenzione comporta
          la risoluzione della medesima e l'immediata  decadenza  dai
          contributi di cui al secondo periodo. 
              8. Per le attivita' di cui al presente articolo  l'INPS
          provvede con le risorse umane,  strumentali  e  finanziarie
          previste a legislazione vigente e comunque  senza  nuovi  o
          maggiori oneri a carico della finanza pubblica.». 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  51  del   decreto
          legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica  dei
          contratti di lavoro e revisione della normativa in tema  di
          mansioni, a norma dell'art. 1,  comma  7,  della  legge  10
          dicembre 2014, n. 183), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
          24 giugno 2015, n. 144, supplemento ordinario: 
              «Art. 51 (Norme di rinvio ai contratti  collettivi).  -
          1. Salvo diversa previsione, ai fini del presente  decreto,
          per  contratti  collettivi   si   intendono   i   contratti
          collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da
          associazioni      sindacali      comparativamente      piu'
          rappresentative  sul  piano   nazionale   e   i   contratti
          collettivi aziendali stipulati  dalle  loro  rappresentanze
          sindacali aziendali ovvero dalla  rappresentanza  sindacale
          unitaria.». 
              - Il testo dell'art.  2359  del  codice  civile  e'  il
          seguente: 
              «Art. 2359 (Societa' controllate e societa' collegate).
          - Sono considerate societa' controllate: 
              1) le societa' in cui un'altra societa'  dispone  della
          maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria; 
              2) le societa' in cui un'altra societa' dispone di voti
          sufficienti   per   esercitare    un'influenza    dominante
          nell'assemblea ordinaria; 
              3) le societa' che sono sotto  influenza  dominante  di
          un'altra  societa'  in  virtu'   di   particolari   vincoli
          contrattuali con essa. 
              Ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del  primo
          comma si  computano  anche  i  voti  spettanti  a  societa'
          controllate, a societa' fiduciarie e a persona  interposta:
          non si computano i voti spettanti per conto di terzi. 
              Sono considerate  collegate  le  societa'  sulle  quali
          un'altra   societa'   esercita    un'influenza    notevole.
          L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'
          essere esercitato almeno  un  quinto  dei  voti  ovvero  un
          decimo  se  la  societa'  ha  azioni  quotate  in   mercati
          regolamentati». 
              - Si riporta il testo degli articoli 4 e 6 del  decreto
          legislativo 10 settembre 2003,  n.  276  (Attuazione  delle
          deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro,  di
          cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30),  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 9  ottobre  2003,  n.  235,  supplemento
          ordinario: 
              «Art. 4  (Agenzie  per  il  lavoro).  -  1.  Presso  il
          Ministero del lavoro e delle politiche sociali e' istituito
          un apposito albo delle agenzie per il lavoro ai fini  dello
          svolgimento   delle    attivita'    di    somministrazione,
          intermediazione,  ricerca  e   selezione   del   personale,
          supporto alla  ricollocazione  professionale.  Il  predetto
          albo e' articolato in cinque sezioni: 
              a) agenzie di somministrazione di lavoro abilitate allo
          svolgimento di tutte le attivita' di cui all'art. 20; 
              b)  agenzie  di  somministrazione  di  lavoro  a  tempo
          indeterminato abilitate a svolgere esclusivamente una delle
          attivita' specifiche di cui all'art. 20, comma  3,  lettere
          da a) a h); 
              c) agenzie di intermediazione; 
              d) agenzie di ricerca e selezione del personale; 
              e)   agenzie   di    supporto    alla    ricollocazione
          professionale. 
              2. Il Ministero del lavoro e  delle  politiche  sociali
          rilascia entro sessanta giorni  dalla  richiesta  e  previo
          accertamento della sussistenza dei  requisiti  giuridici  e
          finanziari di cui all'art. 5, l'autorizzazione  provvisoria
          all'esercizio delle attivita'  per  le  quali  viene  fatta
          richiesta di  autorizzazione,  provvedendo  contestualmente
          alla iscrizione delle agenzie nel  predetto  albo.  Decorsi
          due anni, entro i novanta  giorni  successivi,  i  soggetti
          autorizzati possono  richiedere  l'autorizzazione  a  tempo
          indeterminato. Il Ministero del lavoro  e  delle  politiche
          sociali rilascia  l'autorizzazione  a  tempo  indeterminato
          entro novanta giorni dalla richiesta, previa  verifica  del
          rispetto degli obblighi di legge e del contratto collettivo
          e, in ogni caso,  subordinatamente  al  corretto  andamento
          dell'attivita' svolta. 
              3. Nelle ipotesi di cui al comma 2, decorsi inutilmente
          i  termini   previsti,   la   domanda   di   autorizzazione
          provvisoria o a tempo indeterminato si intende accettata. 
              4. Le agenzie  autorizzate  comunicano  alla  autorita'
          concedente, nonche' alle regioni e alle  province  autonome
          competenti,  gli  spostamenti  di  sede,  l'apertura  delle
          filiali o succursali, la cessazione dell'attivita' ed hanno
          inoltre l'obbligo  di  fornire  alla  autorita'  concedente
          tutte le informazioni da questa richieste. 
              5. Il Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali,
          con decreto da emanare entro trenta giorni  dalla  data  di
          entrata  in  vigore  del  presente   decreto   legislativo,
          stabilisce le modalita' della presentazione della richiesta
          di autorizzazione di cui al  comma  2,  i  criteri  per  la
          verifica del corretto andamento dell'attivita'  svolta  cui
          e' subordinato il rilascio  della  autorizzazione  a  tempo
          indeterminato, i criteri e le  modalita'  di  revoca  della
          autorizzazione, nonche' ogni altro  profilo  relativo  alla
          organizzazione e alle modalita' di funzionamento  dell'albo
          delle agenzie per il lavoro. 
              6. L'iscrizione alla  sezione  dell'albo  di  cui  alla
          lettera a), comma 1, comporta automaticamente  l'iscrizione
          della agenzia alle sezioni di cui alle lettere c),  d),  ed
          e) del predetto albo. L'iscrizione alla  sezione  dell'albo
          di cui al comma 1,  lettera  c),  comporta  automaticamente
          l'iscrizione della agenzia alle sezioni di cui alle lettere
          d) ed e) del predetto albo. 
              7. L'autorizzazione di cui  al  presente  articolo  non
          puo' essere oggetto di transazione commerciale.». 
              «Art. 6 (Regimi particolari di  autorizzazione).  -  1.
          Sono  autorizzati  allo  svolgimento  delle  attivita'   di
          intermediazione: 
              a) gli istituti di scuola secondaria di secondo  grado,
          statali e paritari, a condizione  che  rendano  pubblici  e
          gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i
          curricula dei propri studenti all'ultimo anno  di  corso  e
          fino  ad  almeno  dodici  mesi  successivi  alla  data  del
          conseguimento del titolo di studio; 
              b) le universita', pubbliche e private,  e  i  consorzi
          universitari,  a  condizione   che   rendano   pubblici   e
          gratuitamente accessibili sui relativi siti istituzionali i
          curricula   dei   propri    studenti    dalla    data    di
          immatricolazione e fino ad almeno  dodici  mesi  successivi
          alla data del conseguimento del titolo di studio; 
              c) i comuni, singoli  o  associati  nelle  forme  delle
          unioni di comuni e delle comunita' montane, e le camere  di
          commercio; 
              d)  le  associazioni  dei  datori  di  lavoro   e   dei
          lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul  piano
          nazionale  anche  per   il   tramite   delle   associazioni
          territoriali e delle societa' di servizi controllate; 
              e) i patronati, gli enti bilaterali e  le  associazioni
          senza fini di lucro che hanno per  oggetto  la  tutela  del
          lavoro,  l'assistenza  e  la  promozione  delle   attivita'
          imprenditoriali,  la  progettazione   e   l'erogazione   di
          percorsi  formativi  e  di  alternanza,  la  tutela   della
          disabilita'; 
              f) i gestori di siti internet a condizione che svolgano
          la predetta  attivita'  senza  finalita'  di  lucro  e  che
          rendano pubblici sul sito medesimo  i  dati  identificativi
          del legale rappresentante; 
              f-bis) l'Ente nazionale di previdenza e  di  assistenza
          per  i  lavoratori   dello   spettacolo   e   dello   sport
          professionistico, con esclusivo riferimento  ai  lavoratori
          dello spettacolo come definiti  ai  sensi  della  normativa
          vigente. 
              2. L'ordine nazionale dei consulenti  del  lavoro  puo'
          chiedere l'iscrizione all'albo di cui  all'art.  4  di  una
          apposita fondazione o di altro soggetto giuridico dotato di
          personalita' giuridica costituito nell'ambito del consiglio
          nazionale dei consulenti del lavoro per  lo  svolgimento  a
          livello  nazionale   di   attivita'   di   intermediazione.
          L'iscrizione e' subordinata al rispetto  dei  requisiti  di
          cui alle lettere c), d), e), f),  g)  di  cui  all'art.  5,
          comma 1. 
              3. Ferme restando le normative  regionali  vigenti  per
          specifici  regimi  di  autorizzazione  su  base  regionale,
          l'autorizzazione   allo   svolgimento   dell'attivita'   di
          intermediazione  per  i  soggetti  di  cui  ai  commi   che
          precedono e' subordinata alla interconnessione  alla  borsa
          continua nazionale del lavoro per il  tramite  del  portale
          clic  lavoro,  nonche'  al  rilascio  alle  regioni  e   al
          Ministero del lavoro e  delle  politiche  sociali  di  ogni
          informazione utile relativa al monitoraggio dei  fabbisogni
          professionali e  al  buon  funzionamento  del  mercato  del
          lavoro. 
              4. Entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore
          della presente disposizione il Ministero del lavoro e delle
          politiche  sociali  definisce  con   proprio   decreto   le
          modalita' di interconnessione dei soggetti di cui al  comma
          3 al portale clic lavoro che costituisce la borsa  continua
          nazionale del  lavoro,  nonche'  le  modalita'  della  loro
          iscrizione  in  una  apposita  sezione  dell'albo  di   cui
          all'art. 4, comma 1. Il mancato conferimento dei dati  alla
          borsa continua nazionale del lavoro comporta l'applicazione
          di una sanzione amministrativa pecuniaria da  euro  2000  a
          euro 12000,  nonche'  la  cancellazione  dall'albo  di  cui
          all'art. 4, comma 1, con conseguente divieto di  proseguire
          l'attivita' di intermediazione. 
              5. Le  amministrazioni  di  cui  al  comma  1  inserite
          nell'elenco di cui all'art. 1,  comma  3,  della  legge  31
          dicembre   2009,   n.   196,   svolgono   l'attivita'    di
          intermediazione senza nuovi o maggiori oneri a carico della
          finanza pubblica. 
              5-bis.  L'iscrizione  alla  sezione  dell'albo  di  cui
          all'art. 4, comma 1, lettera c), dei  soggetti  autorizzati
          secondo il regime particolare di cui al  comma  1,  lettere
          c), d), e), f), e f-bis), nonche' al comma 2  del  presente
          articolo,  comporta  automaticamente   l'iscrizione   degli
          stessi alle sezioni dell'Albo di cui alle lettere d) ed  e)
          dell'art. 4, comma 1.». 
              - Si riporta il testo degli articoli 1 e 12 del decreto
          legislativo 14 settembre 2015, n. 150 (Disposizioni per  il
          riordino della normativa  in  materia  di  servizi  per  il
          lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'art.  1,  comma
          3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183), pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 23 settembre 2015, n.  221,  supplemento
          ordinario: 
              «Art. 1 (Rete nazionale dei servizi  per  le  politiche
          del lavoro). - 1. Il Ministro del lavoro e delle  politiche
          sociali e le regioni e province autonome, per le  parti  di
          rispettiva competenza, esercitano  il  ruolo  di  indirizzo
          politico in materia di  politiche  attive  per  il  lavoro,
          mediante  l'individuazione  di   strategie,   obiettivi   e
          priorita'  che  identificano  la  politica   nazionale   in
          materia, ivi comprese le attivita' relative al collocamento
          dei disabili di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68. 
              2. La rete dei servizi per le politiche del  lavoro  e'
          costituita dai seguenti soggetti, pubblici o privati: 
              a) l'Agenzia nazionale  per  le  politiche  attive  del
          lavoro, di cui all'art. 4 del presente decreto, di  seguito
          denominata "ANPAL"; 
              b) le strutture regionali per le politiche  attive  del
          lavoro di cui all'art. 11 del presente decreto; 
              c) l'INPS, in relazione alle competenze in  materia  di
          incentivi e strumenti a sostegno del reddito; 
              d) l'INAIL, in relazione alle competenze in materia  di
          reinserimento e di integrazione  lavorativa  delle  persone
          con disabilita' da lavoro; 
              e) le Agenzie per il  lavoro  di  cui  all'art.  4  del
          decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276,  i  soggetti
          autorizzati   allo   svolgimento   delle    attivita'    di
          intermediazione ai sensi dell'art. 6 del  medesimo  decreto
          legislativo e i soggetti  accreditati  ai  servizi  per  il
          lavoro ai sensi dell'art. 12; 
              f)  i  fondi  interprofessionali  per   la   formazione
          continua di cui all'art. 118 della legge 23 dicembre  2000,
          n. 388; 
              g) i fondi bilaterali di cui all'art. 12, comma 4,  del
          decreto legislativo n. 276 del 2003; 
              h)  l'Istituto  per  lo   sviluppo   della   formazione
          professionale  dei  lavoratori  (ISFOL)  e  Italia   lavoro
          S.p.a.; 
                i) il sistema delle camere di  commercio,  industria,
          artigianato e agricoltura, le universita' e gli istituti di
          scuola secondaria di secondo grado. 
              3. La rete dei servizi  per  le  politiche  del  lavoro
          promuove  l'effettivita'  dei  diritti  al   lavoro,   alla
          formazione ed all'elevazione professionale  previsti  dagli
          articoli 1, 4, 35 e 37 della Costituzione ed il diritto  di
          ogni  individuo  ad  accedere  a  servizi  di  collocamento
          gratuito, di  cui  all'art.  29  della  Carta  dei  diritti
          fondamentali dell'Unione  europea,  mediante  interventi  e
          servizi volti a migliorare  l'efficienza  del  mercato  del
          lavoro, assicurando, tramite l'attivita'  posta  in  essere
          dalle  strutture  pubbliche  e   private,   accreditate   o
          autorizzate, ai datori di  lavoro  il  soddisfacimento  dei
          fabbisogni di  competenze  ed  ai  lavoratori  il  sostegno
          nell'inserimento o nel reinserimento al lavoro. 
              4. L'ANPAL esercita il  ruolo  di  coordinamento  della
          rete dei servizi per le politiche del lavoro, nel  rispetto
          delle  competenze  costituzionalmente   riconosciute   alle
          regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano. 
              5. Le regioni a statuto speciale e le province autonome
          di Trento e Bolzano esercitano nelle  materie  disciplinate
          dal presente decreto le competenze  ad  esse  spettanti  ai
          sensi dei  rispettivi  statuti,  delle  relative  norme  di
          attuazione  e  delle  norme  speciali  recanti  deleghe  di
          funzioni e,  in  riferimento  alla  provincia  autonoma  di
          Bolzano, anche in materia di uso  della  lingua  tedesca  e
          della lingua ladina  nei  rapporti  dei  cittadini  con  la
          pubblica amministrazione.». 
              «Art. 12 (Accreditamento dei servizi per il lavoro).  -
          1. Le regioni e le province autonome definiscono  i  propri
          regimi di accreditamento, ai sensi dell'art. 7 del  decreto
          legislativo n. 276 del 2003, secondo criteri  definiti  con
          decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali,
          previa intesa in Conferenza permanente per i  rapporti  tra
          lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di
          Bolzano, sulla base dei seguenti principi: 
              a) coerenza  con  il  sistema  di  autorizzazione  allo
          svolgimento   delle    attivita'    di    somministrazione,
          intermediazione,  ricerca  e   selezione   del   personale,
          supporto alla ricollocazione  professionale,  di  cui  agli
          articoli 4 e 6 del decreto legislativo n. 276 del 2003; 
              b)  definizione  di  requisiti  minimi   di   solidita'
          economica   ed   organizzativa,   nonche'   di   esperienza
          professionale degli operatori, in relazione ai  compiti  da
          svolgere; 
              c)  obbligo  di   interconnessione   con   il   sistema
          informativo  di  cui  all'art.  13  del  presente  decreto,
          nonche' l'invio all'ANPAL  di  ogni  informazione  utile  a
          garantire un efficace coordinamento della rete dei  servizi
          per le politiche del lavoro; 
              d) raccordo con il sistema regionale di  accreditamento
          degli organismi di formazione; 
              e) definizione della procedura  di  accreditamento  dei
          soggetti abilitati ad operare con lo strumento dell'assegno
          di ricollocazione di cui all'art. 23. 
              2. Qualora ne facciano richiesta all'ANPAL, le  agenzie
          per il lavoro di cui alle lettere  a)  e  c)  dell'art.  4,
          comma 1, del decreto legislativo n. 276  del  2003  vengono
          accreditate ai servizi per il lavoro su tutto il territorio
          nazionale. 
              3.  ANPAL  istituisce  l'albo  nazionale  dei  soggetti
          accreditati a svolgere funzioni e  compiti  in  materia  di
          politiche attive del lavoro secondo i  criteri  di  cui  al
          comma 1, nel quale  vengono  iscritte  le  agenzie  per  il
          lavoro di cui al comma 2 nonche' le agenzie  che  intendono
          operare nel territorio di regioni che non abbiano istituito
          un proprio regime di accreditamento. 
              4. All'art. 6 del decreto legislativo n. 276 del  2003,
          dopo il comma 5 e' aggiunto il seguente: 
              «5-bis. L'iscrizione  alla  sezione  dell'albo  di  cui
          all'art. 4, comma 1, lettera c), dei  soggetti  autorizzati
          secondo il regime particolare di cui al  comma  1,  lettere
          c), d), e), f), e f-bis), nonche' al comma 2  del  presente
          articolo,  comporta  automaticamente   l'iscrizione   degli
          stessi alle sezioni dell'albo di cui alle lettere d) ed  e)
          dell'art. 4, comma 1.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 39 del decreto-legge 25
          giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per  lo  sviluppo
          economico,  la  semplificazione,  la   competitivita',   la
          stabilizzazione della finanza pubblica  e  la  perequazione
          tributaria), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25  giugno
          2008,  n.  147,  supplemento  ordinario,  convertito,   con
          modificazioni,  dalla  legge  6  agosto   2008,   n.   133,
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 21 agosto 2008, n. 195,
          supplemento ordinario: 
              «Art. 39 (Adempimenti di natura formale nella  gestione
          dei rapporti di lavoro). - 1. Il datore di lavoro  privato,
          con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, deve
          istituire e tenere il libro unico del lavoro nel quale sono
          iscritti tutti i lavoratori  subordinati,  i  collaboratori
          coordinati e continuativi e gli associati in partecipazione
          con  apporto  lavorativo.  Per  ciascun  lavoratore  devono
          essere indicati il nome e cognome, il codice fiscale e, ove
          ricorrano, la qualifica e il livello, la retribuzione base,
          l'anzianita' di servizio,  nonche'  le  relative  posizioni
          assicurative. 
              2. Nel libro unico del lavoro  deve  essere  effettuata
          ogni annotazione relativa a dazioni in danaro o  in  natura
          corrisposte o gestite dal datore  di  lavoro,  compresi  le
          somme a titolo di rimborso spese, le trattenute a qualsiasi
          titolo effettuate, le detrazioni fiscali, i  dati  relativi
          agli  assegni  per  il  nucleo  familiare,  le  prestazioni
          ricevute da enti e istituti previdenziali. Le somme erogate
          a  titolo  di  premio   o   per   prestazioni   di   lavoro
          straordinario devono essere indicate  specificatamente.  Il
          libro  unico  del  lavoro  deve   altresi'   contenere   un
          calendario delle presenze, da cui risulti, per ogni giorno,
          il numero di ore di lavoro effettuate da ciascun lavoratore
          subordinato,   nonche'   l'indicazione   delle    ore    di
          straordinario, delle eventuali assenze  dal  lavoro,  anche
          non retribuite, delle ferie e dei riposi. Nella ipotesi  in
          cui al lavoratore venga corrisposta una retribuzione  fissa
          o a giornata intera o a periodi superiori e' annotata  solo
          la giornata di presenza al lavoro. 
              3. Il libro unico del lavoro deve essere compilato  coi
          dati  di  cui  ai  commi  1  e  2,  per  ciascun  mese   di
          riferimento, entro la fine del mese successivo. 
              4.  Il  Ministro  del  lavoro,  della  salute  e  delle
          politiche sociali stabilisce, con decreto da emanarsi entro
          trenta giorni dalla data di entrata in vigore del  presente
          decreto, le modalita' e tempi di tenuta e conservazione del
          libro unico del lavoro  e  disciplina  il  relativo  regime
          transitorio. 
              5.  Con  la  consegna  al  lavoratore  di  copia  delle
          scritturazioni effettuate nel libro  unico  del  lavoro  il
          datore di lavoro adempie agli obblighi di cui alla legge  5
          gennaio 1953, n. 4. 
              6. La violazione dell'obbligo di istituzione  e  tenuta
          del libro unico del lavoro di cui al comma 1 e' punita  con
          la sanzione pecuniaria amministrativa da 500 a 2.500  euro.
          L'omessa esibizione agli  organi  di  vigilanza  del  libro
          unico del lavoro  e'  punita  con  la  sanzione  pecuniaria
          amministrativa da 200 a  2.000  euro.  I  soggetti  di  cui
          all'art. 1, quarto comma, della legge 11 gennaio  1979,  n.
          12, che, senza giustificato motivo, non  ottemperino  entro
          quindici giorni alla richiesta degli organi di vigilanza di
          esibire la documentazione in loro possesso sono puniti  con
          la sanzione amministrativa da 250 a 2000 euro. In  caso  di
          recidiva della violazione la sanzione varia da 500  a  3000
          euro. 
              7. Salvo i casi di errore meramente materiale, l'omessa
          o infedele registrazione dei dati di cui ai commi 1, 2 e  3
          che   determina   differenti    trattamenti    retributivi,
          previdenziali  o  fiscali  e'  punita   con   la   sanzione
          amministrativa pecuniaria  da  150  a  1.500  euro.  Se  la
          violazione si riferisce a piu' di cinque lavoratori  ovvero
          a un periodo superiore a sei mesi la sanzione va da  500  a
          3.000 euro. Se la violazione si riferisce a piu'  di  dieci
          lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici  mesi  la
          sanzione va da 1.000  a  6.000  euro.  Ai  fini  del  primo
          periodo, la nozione di omessa  registrazione  si  riferisce
          alle scritture complessivamente  omesse  e  non  a  ciascun
          singolo dato di cui manchi la registrazione e la nozione di
          infedele registrazione si riferisce alle scritturazioni dei
          dati di cui ai commi 1 e 2 diverse rispetto alla qualita' o
          quantita' della prestazione lavorativa effettivamente  resa
          o   alle   somme   effettivamente   erogate.   La   mancata
          conservazione per il termine previsto dal decreto di cui al
          comma 4 e' punita con la sanzione pecuniaria amministrativa
          da 100  a  600  euro.  Alla  contestazione  delle  sanzioni
          amministrative di cui  al  presente  comma  provvedono  gli
          organi di vigilanza che effettuano accertamenti in  materia
          di lavoro e previdenza. Autorita' competente a ricevere  il
          rapporto ai sensi dell'art.  17  della  legge  24  novembre
          1981, n. 689,  e'  la  Direzione  territoriale  del  lavoro
          territorialmente competente. 
              8. Il primo periodo dell'art. 23 del testo unico di cui
          al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno  1965,
          n. 1124, e' sostituito dal seguente:  «Se  ai  lavori  sono
          addette le  persone  indicate  dall'art.  4,  primo  comma,
          numeri 6 e 7, il datore di lavoro, anche artigiano, qualora
          non  siano   oggetto   di   comunicazione   preventiva   di
          instaurazione del rapporto di lavoro di cui all'art. 9-bis,
          comma  2,  del  decreto-legge  1°  ottobre  1996,  n.  510,
          convertito, con  modificazioni,  nella  legge  28  novembre
          1996, n. 608, e successive modificazioni, deve denunciarle,
          in via telematica o a mezzo fax, all'Istituto  assicuratore
          nominativamente,    prima    dell'inizio     dell'attivita'
          lavorativa, indicando altresi' il  trattamento  retributivo
          ove previsto». 
              9. Alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, sono  apportate
          le seguenti modifiche: 
              a) nell'art. 2, e' abrogato il comma 3; 
              b) nell'art. 3, i commi da 1 a 4 e 6 sono abrogati,  il
          comma 5 e' sostituito dal seguente: 
              «5. Il datore di lavoro che faccia eseguire  lavoro  al
          di fuori della propria azienda e' obbligato  a  trascrivere
          il nominativo  ed  il  relativo  domicilio  dei  lavoratori
          esterni alla unita' produttiva,  nonche'  la  misura  della
          retribuzione nel libro unico del lavoro»; 
                c) nell'art. 10, i commi da 2 a 4 sono  abrogati,  il
          comma 1 e' sostituito dal seguente: 
              «1. Per ciascun lavoratore a domicilio, il libro  unico
          del lavoro deve  contenere  anche  le  date  e  le  ore  di
          consegna e riconsegna del lavoro, la descrizione del lavoro
          eseguito,  la  specificazione  della  quantita'   e   della
          qualita' di esso»; 
                d) nell'art. 13, i commi 2  e  6  sono  abrogati,  al
          comma 3 sono abrogate le parole «e  10,  primo  comma»,  al
          comma 4 sono abrogate le parole «3, quinto e sesto comma, e
          10, secondo e quarto comma». 
              10. Dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
          decreto sono abrogati, fermo restando quanto  previsto  dal
          decreto di cui al comma 4: 
              a) l'art. 134 del regolamento di cui al  regio  decreto
          28 agosto 1924, n. 1422; 
              b) l'art. 7 della legge 9 novembre 1955, n. 1122; 
              c) gli articoli 39 e 41  del  testo  unico  di  cui  al
          decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955,  n.
          797; 
              d)  il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  24
          settembre 1963, n. 2053; 
              e) gli articoli 20, 21, 25 e 26 del testo unico di  cui
          al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno  1965,
          n. 1124; 
              f) l'art. 42 della legge 30 aprile 1969, n. 153; 
              g) la legge 8 gennaio 1979, n. 8; 
              h) il regolamento di  cui  al  decreto  del  Presidente
          della Repubblica 21 gennaio 1981, n. 179; 
              i) l'art. 9-quater del decreto-legge 1°  ottobre  1996,
          n.  510,  convertito  con  modificazioni  dalla  legge   28
          novembre 1996, n. 608; 
              j) il comma 1178 dell'art. 1 della  legge  27  dicembre
          2006, n. 296; 
              k) il decreto ministeriale 30 ottobre 2002,  pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2002; 
              l) la legge 17 ottobre 2007, n. 188; 
              m) i commi 32, lettera d), 38,  45,  47,  48,  49,  50,
          dell'art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247; 
              n) i commi 1173 e  1174  dell'art.  1  della  legge  27
          dicembre 2006, n. 296. 
              11. Dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente
          decreto trovano applicazione gli articoli 14, 33,  34,  35,
          36, 37, 38, 39, 40 del  decreto  legislativo  10  settembre
          2003, n. 276, e successive modifiche e integrazioni. 
              12. Alla lettera h) dell'art. 55, comma 4, del  decreto
          legislativo 9 aprile 2008, n. 81, le parole «degli articoli
          18, comma 1, lettera u)» sono soppresse. 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  6,  comma  14,  del
          decreto-legge 30 dicembre  1987,  n.  536  (Fiscalizzazione
          degli oneri sociali, proroga degli sgravi contributivi  nel
          Mezzogiorno, interventi per settori in  crisi  e  norme  in
          materia  di  organizzazione  dell'INPS),  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1987,  n.  304,  convertito,
          con modificazioni, dalla legge 29  febbraio  1988,  n.  48,
          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 1° marzo 1988, n. 50: 
              «14.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  1988  le  denunce
          relative  agli   operai   a   tempo   determinato   ed   ai
          compartecipanti individuali di cui agli  articoli  2  della
          legge 18 dicembre 1964, n. 1412, e 19 del  decreto-legge  3
          febbraio 1970, n. 7, convertito, con  modificazioni,  nella
          legge 11 marzo 1970, n. 83, devono  essere  presentate,  su
          modelli predisposti dal Servizio per i contributi  agricoli
          unificati (SCAU) (15), agli uffici provinciali del medesimo
          ente, entro il giorno 25 del mese successivo  a  quello  di
          scadenza di ciascun trimestre.  Entro  gli  stessi  termini
          devono essere presentate, su modelli parimenti  predisposti
          dal Servizio per i contributi agricoli unificati  (16),  le
          denunce relative agli operai a tempo indeterminato  di  cui
          all'art. 14, settimo comma, del decreto-legge  22  dicembre
          1981, n. 791, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
          febbraio 1982, n. 54, e relativi  decreti  ministeriali  di
          attuazione. La  riscossione  dei  premi  e  dei  contributi
          previdenziali ed assistenziali relativa ai dati  dichiarati
          od accertati  d'ufficio  per  ciascun  trimestre  dell'anno
          avviene  mediante  versamento  con  bollettini   di   conto
          corrente postale, predisposti dal Servizio per i contributi
          agricoli unificati (17), alle scadenze  rispettive  del  10
          settembre, 10 dicembre dell'anno in corso e 10 marzo  e  10
          giugno dell'anno successivo. I datori  di  lavoro  che  non
          abbiano ricevuto i bollettini entro le date  sopraindicate,
          sono tenuti, entro i successivi dieci giorni, a  richiedere
          direttamente ai competenti uffici  provinciali  dello  SCAU
          (18), i duplicati ed a provvedere  al  versamento  entro  i
          successivi  cinque  giorni.  Nei   casi   di   accertamento
          d'ufficio o su denunce  di  parte  relativi  a  periodi  od
          annualita' pregresse la riscossione avviene, in  una  unica
          soluzione, alla prima scadenza utile. Nulla e' innovato per
          quanto  riguarda  le  modalita'  di   accertamento   e   di
          riscossione dei premi  e  contributi  relativi  alle  altre
          categorie di lavoratori agricoli. Fino a  tutto  l'anno  di
          competenza 1987 e limitatamente ai dati gia' dichiarati  od
          accertati d'ufficio alla data del 25  gennaio  1988,  resta
          valido  il  sistema  degli  accertamenti  provvisori  e  di
          conguaglio  operati  in  base  all'art.   5   del   decreto
          legislativo 23 gennaio  1948,  n.  59.  Rimangono  altresi'
          valide  le  procedure  di  riscossione  gia'   vigenti   in
          relazione a tali accertamenti.». 

                                Art. 9 
 
Disposizioni per il supporto dei lavoratori  che  svolgono  attivita'
  lavorativa stagionale di raccolta dei prodotti agricoli 
 
  1.  Al  fine   di   migliorare   le   condizioni   di   svolgimento
dell'attivita'  lavorativa  stagionale  di  raccolta   dei   prodotti
agricoli, il Ministero del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  il
Ministero delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali  e  il
Ministero dell'interno predispongono congiuntamente,  entro  sessanta
giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  un
apposito piano di interventi, adottato previa intesa sancita in  sede
di Conferenza unificata ai sensi dell'articolo 9,  comma  2,  lettera
b), del decreto legislativo 28  agosto  1997,  n.  281,  che  prevede
misure per la sistemazione logistica e il  supporto  dei  lavoratori,
anche attraverso il coinvolgimento di regioni,  province  autonome  e
amministrazioni locali, delle rappresentanze dei datori di  lavoro  e
dei lavoratori del settore e delle organizzazioni del  terzo  settore
nonche' idonee forme di collaborazione con  le  sezioni  territoriali
della Rete del lavoro  agricolo  di  qualita'  anche  ai  fini  della
realizzazione di  modalita'  sperimentali  di  collocamento  agricolo
modulate a livello territoriale. 
  2. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il  Ministero
delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali  e  il  Ministero
dell'interno  predispongono   congiuntamente   e   trasmettono   alle
Commissioni parlamentari competenti una relazione annuale sullo stato
di attuazione del piano di interventi di cui al comma 1. 
                             Note all'art. 9: 
            
         - Si riporta il testo  del  comma  2  dell'art.  9  del
          decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 (Definizione  ed
          ampliamento delle attribuzioni della Conferenza  permanente
          per i rapporti tra lo  Stato,  le  regioni  e  le  province
          autonome di  Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le
          materie ed i compiti di  interesse  comune  delle  regioni,
          delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
          ed autonomie locali), pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
          30 agosto 1997, n. 202: 
              «Art. 9 (Funzioni). - (Omissis). 
              2. La Conferenza unificata e'  comunque  competente  in
          tutti i casi in cui regioni, province, comuni  e  comunita'
          montane ovvero la Conferenza Stato-regioni e la  Conferenza
          Stato-citta' ed autonomie locali debbano esprimersi  su  un
          medesimo oggetto. In particolare la Conferenza unificata: 
                a) esprime parere: 
              1) sul disegno di legge finanziaria e  sui  disegni  di
          legge collegati; 
              2)  sul  documento  di   programmazione   economica   e
          finanziaria; 
              3) sugli schemi di decreto legislativo adottati in base
          all'art. 1 della legge 15 marzo 1997, n. 59; 
              b) promuove e sancisce  intese  tra  Governo,  regioni,
          province, comuni e comunita' montane. Nel caso  di  mancata
          intesa o di urgenza si applicano  le  disposizioni  di  cui
          all'art. 3, commi 3 e 4; 
              c) promuove e sancisce accordi  tra  Governo,  regioni,
          province, comuni e comunita' montane, al fine di coordinare
          l'esercizio  delle  rispettive  competenze  e  svolgere  in
          collaborazione attivita' di interesse comune; 
              d) acquisisce le designazioni dei rappresentanti  delle
          autonomie locali indicati, rispettivamente, dai  presidenti
          delle regioni e province autonome di Trento e  di  Bolzano,
          dall'ANCI, dall'UPI e dall'UNCEM nei  casi  previsti  dalla
          legge; 
              e) assicura lo  scambio  di  dati  e  informazioni  tra
          Governo, regioni, province, comuni e comunita' montane  nei
          casi di sua competenza, anche attraverso l'approvazione  di
          protocolli di intesa  tra  le  amministrazioni  centrali  e
          locali secondo le modalita' di cui all'art. 6; 
              f) e' consultata sulle linee generali  delle  politiche
          del personale pubblico e sui processi di riorganizzazione e
          mobilita'  del  personale  connessi  al   conferimento   di
          funzioni e compiti alle regioni ed agli enti locali; 
              g) esprime gli indirizzi per  l'attivita'  dell'Agenzia
          per i servizi sanitari regionali.». 

                                  Art. 10 
 
 
           Riallineamento retributivo nel settore agricolo 
 
  1. Ai sensi dell'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 1°  ottobre
1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  novembre
1996, n. 608, e successive modificazioni, gli accordi provinciali  di
riallineamento retributivo del settore agricolo possono demandare  la
definizione di tutto o parte del programma di graduale riallineamento
dei trattamenti economici dei lavoratori agli  accordi  aziendali  di
recepimento purche'  sottoscritti  con  le  stesse  parti  che  hanno
stipulato l'accordo provinciale. Non si da' luogo alla ripetizione di
eventuali versamenti contributivi  effettuati  antecedentemente  alla
data di entrata in vigore della presente legge. 
                           Note all'art. 10: 
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  5,  comma  1,  del
          decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 (Disposizioni urgenti
          in materia di lavori socialmente  utili,  di  interventi  a
          sostegno  del  reddito  e   nel   settore   previdenziale),
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 ottobre 1996, n. 231,
          convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  28  novembre
          1996,  n.  608,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  30
          novembre 1996, n. 281, supplemento ordinario: 
              «Art.  5  (Disposizioni  in  materia  di  contratti  di
          riallineamento retributivo). - 1. Al fine di  salvaguardare
          i livelli occupazionali e di consentire la regolarizzazione
          retributiva e contributiva  per  le  imprese  operanti  nei
          territori di cui alle zone di cui all'art. 92, paragrafo 3,
          lettera  a),  del  Trattato  istitutivo   della   Comunita'
          europea, ad eccezione di  quelle  appartenenti  ai  settori
          disciplinati dal Trattato CECA, delle  costruzioni  navali,
          delle fibre sintetiche, automobilistico e dell'edilizia, e'
          sospesa  la  condizione  di  corresponsione  dell'ammontare
          retributivo di cui all'art. 6, comma 9, lettere  a),  b)  e
          c), del decreto-legge 9 ottobre 1989, n.  338,  convertito,
          con modificazioni, dalla legge 7  dicembre  1989,  n.  389.
          Tale sospensione  opera  esclusivamente  nei  confronti  di
          quelle imprese  che  abbiano  recepito  o  recepiscano  gli
          accordi provinciali di riallineamento retributivo stipulati
          dalle  associazioni   imprenditoriali   ed   organizzazioni
          sindacali locali  aderenti  o  comunque  organizzativamente
          collegate   con   le   associazioni    ed    organizzazioni
          comparativamente piu' rappresentative sul piano  nazionale.
          Tali accordi provinciali  debbono  prevedere,  in  forme  e
          tempi prestabiliti, programmi  di  graduale  riallineamento
          dei  trattamenti  economici  dei  lavoratori   ai   livelli
          previsti nei corrispondenti contratti collettivi  nazionali
          di lavoro. Ai predetti accordi  e'  riconosciuta  validita'
          pari a quella attribuita ai contratti collettivi  nazionali
          di lavoro di riferimento quale requisito per l'applicazione
          a favore delle imprese di tutte le  normative  nazionali  e
          comunitarie. Per il  riconoscimento  di  tale  sospensione,
          l'impresa deve sottoscrivere apposito verbale aziendale  di
          recepimento  con  le  stesse  parti  che  hanno   stipulato
          l'accordo provinciale.». 

                              Art. 11 
 
 
                 Clausola di invarianza finanziaria 
 
  1. Le amministrazioni interessate provvedono  all'attuazione  delle
disposizioni di cui alla presente  legge  nei  limiti  delle  risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e
comunque  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza
pub
                              Art. 12 
 
 
                          Entrata in vigore 
 
  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
 
    Data a Roma, addi' 29 ottobre 2016 
 
                             MATTARELLA 
 
 
                                  Renzi, Presidente del Consiglio dei
                                  Ministri 
 
                                  Martina, Ministro  delle  politiche
                                  agricole alimentari e forestali 
 
                                  Orlando, Ministro della giustizia 
 
                                  Poletti,  Ministro  del  lavoro   e
                                  delle politiche sociali 
 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 

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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale