LEGGE 22 giugno 2016, n. 112   (legge 'dopo di noi)

Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilita' grave prive del sostegno familiare. (16G00125) (GU Serie Generale n.146 del 24-6-2016)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/06/2016

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
 
                              Promulga 
 
  la seguente legge: 
 
                               Art. 1 
 
 
                              Finalita' 
 
  1. La presente legge, in attuazione dei  principi  stabiliti  dagli
articoli 2, 3, 30, 32 e 38 della Costituzione, dagli articoli 24 e 26
della Carta dei diritti  fondamentali  dell'Unione  europea  e  dagli
articoli 3 e 19, con particolare riferimento al comma 1, lettera  a),
della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle  persone  con
disabilita', fatta a New  York  il  13  dicembre  2006  e  ratificata
dall'Italia ai sensi della legge 3 marzo 2009,  n.  18,  e'  volta  a
favorire il benessere, la  piena  inclusione  sociale  e  l'autonomia
delle persone con disabilita'. 
  2. La presente  legge  disciplina  misure  di  assistenza,  cura  e
protezione nel superiore  interesse  delle  persone  con  disabilita'
grave, non determinata dal naturale  invecchiamento  o  da  patologie
connesse alla  senilita',  prive  di  sostegno  familiare  in  quanto
mancanti di entrambi i genitori o perche'  gli  stessi  non  sono  in
grado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale,  nonche'  in  vista
del venir meno del  sostegno  familiare,  attraverso  la  progressiva
presa in carico della persona interessata gia' durante l'esistenza in
vita  dei   genitori.   Tali   misure,   volte   anche   ad   evitare
l'istituzionalizzazione, sono integrate, con  il  coinvolgimento  dei
soggetti interessati, nel progetto individuale di cui all'articolo 14
della legge 8 novembre 2000, n.  328,  nel  rispetto  della  volonta'
delle persone con disabilita' grave, ove possibile, dei loro genitori
o di chi ne tutela gli interessi. Lo stato di disabilita'  grave,  di
cui all'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104,  e'
accertato con le modalita' indicate  all'articolo  4  della  medesima
legge. Restano comunque salvi i livelli essenziali  di  assistenza  e
gli  altri  interventi  di  cura  e  di   sostegno   previsti   dalla
legislazione vigente in favore delle persone con disabilita'. 
  3. La presente legge e' volta, altresi', ad agevolare le erogazioni
da parte di soggetti privati, la stipula di polizze di  assicurazione
e la costituzione  di  trust,  di  vincoli  di  destinazione  di  cui
all'articolo 2645-ter del codice civile e di fondi speciali, composti
di beni sottoposti a  vincolo  di  destinazione  e  disciplinati  con
contratto di affidamento fiduciario anche a favore di  organizzazioni
non lucrative di utilita' sociale di cui all'articolo  10,  comma  1,
del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.  460,  riconosciute  come
persone giuridiche, che operano  prevalentemente  nel  settore  della
beneficenza di cui al comma 1, lettera a), numero  3),  dell'articolo
10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460,  anche  ai  sensi
del comma 2-bis dello stesso  articolo,  in  favore  di  persone  con
disabilita' grave, secondo le modalita' e  alle  condizioni  previste
dagli articoli 5 e 6 della presente legge. 
 
			          Avvertenza: 
              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art.  10,  commi  2  e  3,  del  Testo   unico   delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  28
          dicembre 1985, n. 1092,  al  solo  fine  di  facilitare  la
          lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
          e'  operato  il  rinvio.  Restano  invariati  il  valore  e
          l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 
 
          Note all'art. 1: 
              - Si riporta il testo degli articoli 2, 3, 30, 32 e  38
          della Costituzione della Repubblica italiana: 
              «Art. 2. 1. La  Repubblica  riconosce  e  garantisce  i
          diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo  sia  nelle
          formazioni sociali ove si svolge  la  sua  personalita',  e
          richiede   l'adempimento   dei   doveri   inderogabili   di
          solidarieta' politica, economica e sociale. 
              Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e
          sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso,
          di razza, di lingua, di religione, di  opinioni  politiche,
          di condizioni personali e sociali. 
              E' compito della Repubblica rimuovere gli  ostacoli  di
          ordine economico e sociale,  che,  limitando  di  fatto  la
          liberta' e la uguaglianza  dei  cittadini,  impediscono  il
          pieno  sviluppo   della   persona   umana   e   l'effettiva
          partecipazione di  tutti  i  lavoratori  all'organizzazione
          politica, economica e sociale del Paese.». 
              «Art. 30. E' dovere e diritto  dei  genitori  mantenere
          istruire ed educare  i  figli,  anche  se  nati  fuori  del
          matrimonio. 
              Nei casi di incapacita' dei genitori, la legge provvede
          a che siano assolti i loro compiti. 
              La legge assicura ai figli nati  fuori  dal  matrimonio
          ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i  diritti
          dei membri della famiglia legittima. 
              La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della
          paternita'.». 
              «Art.  32.  La  Repubblica  tutela   la   salute   come
          fondamentale  diritto  dell'individuo  e  interesse   della
          collettivita', e garantisce cure gratuite agli indigenti. 
              Nessuno  puo'  essere  obbligato   a   un   determinato
          trattamento sanitario se non per disposizione di legge.  La
          legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti  dal
          rispetto della persona umana.». 
              «Art. 38. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto
          dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e
          all'assistenza sociale. 
              I lavoratori  hanno  diritto  che  siano  preveduti  ed
          assicurati mezzi, adeguati alle loro esigenze  di  vita  in
          caso di  infortunio,  malattia,  invalidita'  e  vecchiaia,
          disoccupazione involontaria. 
              Gli inabili ed i minorati hanno diritto  all'educazione
          e all'avviamento professionale. 
              Ai  compiti  previsti  in  questo  articolo  provvedono
          organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. 
              L'assistenza privata e' libera.». 
              Legge 3 marzo 2009, n. 18 (Ratifica ed esecuzione della
          Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti  delle  persone
          con disabilita', con Protocollo opzionale, fatta a New York
          il  13  dicembre  2006  e   istituzione   dell'Osservatorio
          nazionale sulla condizione delle persone con  disabilita'),
          e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14  marzo  2009,  n.
          61. 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  14  della  legge  8
          novembre 2000, n. 328, e successive modificazioni: 
              «Art. 14. Progetti individuali per le persone disabili.
          1. Per  realizzare  la  piena  integrazione  delle  persone
          disabili di cui all'art. 3 della legge 5 febbraio 1992,  n.
          104, nell'ambito della vita familiare  e  sociale,  nonche'
          nei percorsi dell'istruzione scolastica o  professionale  e
          del lavoro,  i  comuni,  d'intesa  con  le  aziende  unita'
          sanitarie    locali,    predispongono,     su     richiesta
          dell'interessato, un progetto individuale,  secondo  quanto
          stabilito al comma 2. 
              2. Nell'ambito delle risorse  disponibili  in  base  ai
          piani di cui agli articoli 18 e 19, il progetto individuale
          comprende, oltre alla  valutazione  diagnostico-funzionale,
          le prestazioni di cura e di  riabilitazione  a  carico  del
          Servizio sanitario nazionale, i servizi alla persona a  cui
          provvede il comune in  forma  diretta  o  accreditata,  con
          particolare  riferimento  al  recupero  e  all'integrazione
          sociale, nonche' le misure  economiche  necessarie  per  il
          superamento di condizioni  di  poverta',  emarginazione  ed
          esclusione sociale. Nel progetto individuale sono  definiti
          le potenzialita' e gli eventuali  sostegni  per  il  nucleo
          familiare. 
              3. Con decreto del Ministro della sanita', di  concerto
          con il Ministro per la  solidarieta'  sociale,  da  emanare
          entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
          presente legge, sono definite, nel rispetto dei principi di
          tutela della riservatezza previsti dalla normativa vigente,
          le modalita'  per  indicare  nella  tessera  sanitaria,  su
          richiesta dell'interessato, i dati relativi alle condizioni
          di non autosufficienza o di dipendenza  per  facilitare  la
          persona  disabile   nell'accesso   ai   servizi   ed   alle
          prestazioni sociali.». 
              - Si riporta il testo degli articoli 3 e 4 della  legge
          5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni: 
              «Art. 3. (Soggetti aventi diritto) 
              1. E'  persona  handicappata  colui  che  presenta  una
          minorazione fisica, psichica o sensoriale,  stabilizzata  o
          progressiva, che e' causa di difficolta' di  apprendimento,
          di  relazione  o  di  integrazione  lavorativa  e  tale  da
          determinare  un  processo  di  svantaggio  sociale   o   di
          emarginazione. 
              2. La persona handicappata ha diritto alle  prestazioni
          stabilite in suo favore in relazione  alla  natura  e  alla
          consistenza della minorazione, alla  capacita'  complessiva
          individuale  residua  e  alla   efficacia   delle   terapie
          riabilitative. 
              3. Qualora la minorazione,  singola  o  plurima,  abbia
          ridotto l'autonomia personale, correlata all'eta', in  modo
          da   rendere   necessario   un   intervento   assistenziale
          permanente, continuativo e globale nella sfera  individuale
          o in quella di relazione, la situazione assume connotazione
          di  gravita'.  Le  situazioni  riconosciute   di   gravita'
          determinano priorita' nei programmi e negli interventi  dei
          servizi pubblici. 
              4. La presente legge si applica anche agli stranieri  e
          agli  apolidi,  residenti,  domiciliati  o  aventi  stabile
          dimora nel territorio nazionale.  Le  relative  prestazioni
          sono corrisposte nei limiti  ed  alle  condizioni  previste
          dalla vigente legislazione o da accordi internazionali. 
              Art. 4. Accertamento dell'handicap 
              1. Gli accertamenti  relativi  alla  minorazione,  alle
          difficolta', alla necessita' dell'intervento  assistenziale
          permanente  e  alla   capacita'   complessiva   individuale
          residua, di cui all'art. 3, sono  effettuati  dalle  unita'
          sanitarie locali mediante le  commissioni  mediche  di  cui
          all'art. 1 della legge 15 ottobre 1990, n.  295,  che  sono
          integrate da un operatore sociale e da un esperto nei  casi
          da  esaminare,  in  servizio  presso  le  unita'  sanitarie
          locali.». 
              - Si riporta il testo  dell'art.  2645-ter  del  codice
          civile: 
              «Art. 2645-ter. Trascrizione di  atti  di  destinazione
          per la realizzazione  di  interessi  meritevoli  di  tutela
          riferibili  a  persone   con   disabilita',   a   pubbliche
          amministrazioni, o ad altri enti o persone fisiche. 
              Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni
          mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un
          periodo non superiore a novanta anni o per la durata  della
          vita della persona fisica beneficiaria, alla  realizzazione
          di interessi meritevoli di tutela riferibili a persone  con
          disabilita', a pubbliche amministrazioni, o ad altri enti o
          persone fisiche ai sensi  dell'art.  1322,  secondo  comma,
          possono essere trascritti al fine di rendere opponibile  ai
          terzi il vincolo di destinazione; per la  realizzazione  di
          tali interessi puo' agire, oltre al  conferente,  qualsiasi
          interessato anche durante la vita del conferente stesso.  I
          beni conferiti e i loro  frutti  possono  essere  impiegati
          solo per  la  realizzazione  del  fine  di  destinazione  e
          possono costituire  oggetto  di  esecuzione,  salvo  quanto
          previsto dall'art.  2915,  primo  comma,  solo  per  debiti
          contratti per tale scopo.». 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  10  del   decreto
          legislativo  4  dicembre  1997,  n.   460,   e   successive
          modificazioni: 
              «Art. 10.  Organizzazioni  non  lucrative  di  utilita'
          sociale. 
              1.  Sono  organizzazioni  non  lucrative  di   utilita'
          sociale (ONLUS) le associazioni, i comitati, le fondazioni,
          le societa' cooperative  e  gli  altri  enti  di  carattere
          privato, con o senza personalita' giuridica, i cui  statuti
          o atti costitutivi, redatti nella forma dell'atto  pubblico
          o  della  scrittura  privata  autenticata   o   registrata,
          prevedono espressamente: 
              a) lo svolgimento  di  attivita'  in  uno  o  piu'  dei
          seguenti settori: 
              1) assistenza sociale e socio-sanitaria; 
              2) assistenza sanitaria; 
              3) beneficenza; 
              4) istruzione; 
              5) formazione; 
              6) sport dilettantistico; 
              7)  tutela,  promozione  e  valorizzazione  delle  cose
          d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1° giugno
          1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di  cui
          al decreto del Presidente  della  Repubblica  30  settembre
          1963, n. 1409; 
              8)   tutela   e   valorizzazione   della    natura    e
          dell'ambiente, con  esclusione  dell'attivita',  esercitata
          abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani,
          speciali  e  pericolosi  di  cui  all'art.  7  del  decreto
          legislativo 5 febbraio 1997, n. 22; 
              9) promozione della cultura e dell'arte; 
              10) tutela dei diritti civili; 
              11)  ricerca  scientifica  di   particolare   interesse
          sociale svolta direttamente da fondazioni  ovvero  da  esse
          affidata  ad  universita',  enti  di   ricerca   ed   altre
          fondazioni  che  la  svolgono  direttamente,  in  ambiti  e
          secondo modalita'  da  definire  con  apposito  regolamento
          governativo emanato ai sensi dell'art. 17  della  legge  23
          agosto 1988, n. 400; 
              11-bis)  cooperazione  allo  sviluppo  e   solidarieta'
          internazionale ); 
              b)   l'esclusivo   perseguimento   di   finalita'    di
          solidarieta' sociale; 
              c) il divieto di svolgere attivita' diverse  da  quelle
          menzionate alla lettera a) ad eccezione di quelle  ad  esse
          direttamente connesse; 
              d) il divieto di distribuire, anche in modo  indiretto,
          utili  e  avanzi  di  gestione  nonche'  fondi,  riserve  o
          capitale durante la vita dell'organizzazione, a meno che la
          destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge
          o siano effettuate a favore di altre ONLUS che  per  legge,
          statuto  o  regolamento  fanno  parte  della  medesima   ed
          unitaria struttura; 
              e) l'obbligo di impiegare gli utili  o  gli  avanzi  di
          gestione per la realizzazione delle attivita' istituzionali
          e di quelle ad esse direttamente connesse; 
              f)    l'obbligo    di    devolvere    il     patrimonio
          dell'organizzazione,  in  caso  di  suo  scioglimento   per
          qualunque causa, ad altre organizzazioni non  lucrative  di
          utilita' sociale o a fini  di  pubblica  utilita',  sentito
          l'organismo di controllo di  cui  all'art.  3,  comma  190,
          della  legge  23  dicembre  1996,  n.  662,  salvo  diversa
          destinazione imposta dalla legge; 
              g) l'obbligo  di  redigere  il  bilancio  o  rendiconto
          annuale; 
              h) disciplina uniforme del rapporto associativo e delle
          modalita' associative volte a garantire l'effettivita'  del
          rapporto    medesimo,    escludendo    espressamente     la
          temporaneita' della partecipazione alla vita associativa  e
          prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'eta'
          il diritto di voto per l'approvazione  e  le  modificazioni
          dello statuto e dei  regolamenti  e  per  la  nomina  degli
          organi direttivi dell'associazione; 
              i) l'uso, nella denominazione ed in qualsivoglia  segno
          distintivo  o  comunicazione  rivolta  al  pubblico,  della
          locuzione  «organizzazione  non   lucrativa   di   utilita'
          sociale» o dell'acronimo «ONLUS». 
              2. Si  intende  che  vengono  perseguite  finalita'  di
          solidarieta' sociale  quando  le  cessioni  di  beni  e  le
          prestazioni di servizi relative alle  attivita'  statutarie
          nei  settori  dell'assistenza  sanitaria,  dell'istruzione,
          della  formazione,  dello  sport   dilettantistico,   della
          promozione della cultura e dell'arte  e  della  tutela  dei
          diritti  civili  non  sono  rese  nei  confronti  di  soci,
          associati o  partecipanti,  nonche'  degli  altri  soggetti
          indicati alla  lettera  a)  del  comma  6,  ma  dirette  ad
          arrecare benefici a: 
              a)  persone  svantaggiate  in  ragione  di   condizioni
          fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari; 
              b) componenti collettivita' estere, limitatamente  agli
          aiuti umanitari. 
              2-bis. Si considera attivita' di beneficenza, ai  sensi
          del comma 1, lettera a), numero 3), anche la concessione di
          erogazioni  gratuite  in  denaro  con  utilizzo  di   somme
          provenienti dalla  gestione  patrimoniale  o  da  donazioni
          appositamente raccolte, a favore di  enti  senza  scopo  di
          lucro che operano prevalentemente nei  settori  di  cui  al
          medesimo comma 1, lettera a), per la realizzazione  diretta
          di progetti di utilita' sociale. 
              3. Le finalita'  di  solidarieta'  sociale  s'intendono
          realizzate anche quando tra i beneficiari  delle  attivita'
          statutarie dell'organizzazione  vi  siano  i  propri  soci,
          associati o partecipanti o gli altri soggetti indicati alla
          lettera a)  del  comma  6,  se  costoro  si  trovano  nelle
          condizioni di svantaggio di cui alla lettera a)  del  comma
          2. 
              4. A prescindere dalle condizioni previste ai commi 2 e
          3,  si  considerano  comunque  inerenti  a   finalita'   di
          solidarieta' sociale le attivita' statutarie  istituzionali
          svolte   nei   settori   della   assistenza    sociale    e
          sociosanitaria, della beneficenza, della tutela, promozione
          e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico
          di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, ivi comprese  le
          biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della
          Repubblica 30 settembre  1963,  n.  1409,  della  tutela  e
          valorizzazione della natura e dell'ambiente con  esclusione
          dell'attivita',  esercitata  abitualmente,  di  raccolta  e
          riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali  e  pericolosi  di
          cui all'art. 7 del decreto legislativo 5 febbraio 1997,  n.
          22, della  ricerca  scientifica  di  particolare  interesse
          sociale svolta direttamente da fondazioni  ovvero  da  esse
          affidate  ad  universita',  enti  di   ricerca   ed   altre
          fondazioni  che  la  svolgono  direttamente,  in  ambiti  e
          secondo modalita'  da  definire  con  apposito  regolamento
          governativo emanato ai sensi dell'art. 17  della  legge  23
          agosto 1988, n. 400, nonche'  le  attivita'  di  promozione
          della cultura e dell'arte per le  quali  sono  riconosciuti
          apporti economici da  parte  dell'amministrazione  centrale
          dello Stato. 
              5.  Si  considerano  direttamente  connesse  a   quelle
          istituzionali  le  attivita'   statutarie   di   assistenza
          sanitaria, istruzione, formazione,  sport  dilettantistico,
          promozione della cultura e dell'arte e tutela  dei  diritti
          civili, di cui ai numeri 2), 4), 5), 6), 9) e 10) del comma
          1, lettera a), svolte in assenza delle condizioni  previste
          ai commi 2 e 3, nonche' le attivita' accessorie per  natura
          a quelle statutarie istituzionali,  in  quanto  integrative
          delle  stesse.  L'esercizio  delle  attivita'  connesse  e'
          consentito  a  condizione  che,  in  ciascun  esercizio   e
          nell'ambito di ciascuno dei settori elencati  alla  lettera
          a) del comma 1, le stesse non siano prevalenti  rispetto  a
          quelle istituzionali e che i relativi proventi non superino
          il    66    per    cento    delle     spese     complessive
          dell'organizzazione. 
              6. Si considerano in ogni caso distribuzione  indiretta
          di utili o di avanzi di gestione: 
              a) le cessioni di beni e le prestazioni  di  servizi  a
          soci, associati o partecipanti, ai fondatori, ai componenti
          gli organi amministrativi e di controllo, a  coloro  che  a
          qualsiasi titolo operino per l'organizzazione o ne facciano
          parte, ai soggetti che  effettuano  erogazioni  liberali  a
          favore dell'organizzazione, ai loro parenti entro il  terzo
          grado ed ai loro affini entro  il  secondo  grado,  nonche'
          alle  societa'  da  questi  direttamente  o  indirettamente
          controllate  o  collegate,  effettuate  a  condizioni  piu'
          favorevoli in  ragione  della  loro  qualita'.  Sono  fatti
          salvi, nel caso delle attivita' svolte nei settori  di  cui
          ai numeri 7) e 8) della lettera a) del comma 1, i  vantaggi
          accordati a soci, associati o partecipanti ed  ai  soggetti
          che effettuano erogazioni liberali, ed ai  loro  familiari,
          aventi significato puramente onorifico e  valore  economico
          modico; 
              b) l'acquisto di beni o servizi per corrispettivi  che,
          senza valide ragioni economiche, siano  superiori  al  loro
          valore normale; 
              c)  la  corresponsione   ai   componenti   gli   organi
          amministrativi e di  controllo  di  emolumenti  individuali
          annui superiori al compenso massimo  previsto  dal  decreto
          del Presidente della Repubblica 10 ottobre 1994, n. 645,  e
          dal decreto-legge 21 giugno 1995, n. 239, convertito  dalla
          legge 3 agosto 1995, n. 336, e successive  modificazioni  e
          integrazioni, per  il  presidente  del  collegio  sindacale
          delle societa' per azioni; 
              d) la corresponsione a soggetti diversi dalle banche  e
          dagli intermediari  finanziari  autorizzati,  di  interessi
          passivi,  in  dipendenza  di  prestiti  di   ogni   specie,
          superiori di 4 punti al tasso ufficiale di sconto; 
              e) la corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari
          o stipendi superiori del 20 per  cento  rispetto  a  quelli
          previsti dai contratti collettivi di lavoro per le medesime
          qualifiche. 
              7. Le disposizioni di cui alla lettera h) del  comma  1
          non si applicano alle fondazioni,  e  quelle  di  cui  alle
          lettere h) ed i) del medesimo comma 1 non si applicano agli
          enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le  quali
          lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese. 
              8. Sono in ogni caso considerati  ONLUS,  nel  rispetto
          della loro struttura e delle loro finalita', gli  organismi
          di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991,  n.  266,
          iscritti nei  registri  istituiti  dalle  regioni  e  dalle
          province autonome di Trento e di Bolzano, le organizzazioni
          non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26
          febbraio 1987, n. 49, e le cooperative sociali di cui  alla
          legge 8 novembre 1991, n. 381, nonche' i  consorzi  di  cui
          all'art. 8 della predetta legge n. 381 del 1991 che abbiano
          la  base  sociale  formata  per  il  cento  per  cento   da
          cooperative sociali. Sono  fatte  salve  le  previsioni  di
          maggior favore relative  agli  organismi  di  volontariato,
          alle organizzazioni  non  governative  e  alle  cooperative
          sociali di cui, rispettivamente, alle citate leggi  n.  266
          del 1991, n. 49 del 1987 e n. 381 del 1991. 
              9. Gli enti ecclesiastici delle  confessioni  religiose
          con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o  intese
          e le associazioni di promozione sociale ricomprese tra  gli
          enti di cui all'art. 3, comma 6, lettera e), della legge 25
          agosto 1991, n. 287, le cui finalita'  assistenziali  siano
          riconosciute dal Ministero dell'interno,  sono  considerati
          ONLUS limitatamente all'esercizio delle attivita'  elencate
          alla lettera  a)  del  comma  1;  fatta  eccezione  per  la
          prescrizione di cui alla  lettera  c)  del  comma  1,  agli
          stessi enti e associazioni  si  applicano  le  disposizioni
          anche agevolative del presente decreto,  a  condizione  che
          per tali attivita' siano tenute separatamente le  scritture
          contabili  previste  all'art.  20-bis   del   decreto   del
          Presidente delle Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,
          introdotto dall'art. 25, comma 1. 
              10. Non si considerano in  ogni  caso  ONLUS  gli  enti
          pubblici,  le  societa'  commerciali  diverse   da   quelle
          cooperative, gli enti  conferenti  di  cui  alla  legge  30
          luglio 1990, n. 218, i partiti e i movimenti  politici,  le
          organizzazioni sindacali,  le  associazioni  di  datori  di
          lavoro e le associazioni di categoria.». 

	                         Art. 2 
 
 
      Definizione delle prestazioni assistenziali da garantire 
                  in tutto il territorio nazionale 
 
  1. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
assicurano, nell'ambito  delle  risorse  disponibili  a  legislazione
vigente,  l'assistenza  sanitaria  e  sociale  ai  soggetti  di   cui
all'articolo  1,  comma  2,  anche  mediante  l'integrazione  tra  le
relative prestazioni e la collaborazione con i comuni.  Nel  rispetto
delle disposizioni vigenti  in  materia  e  dei  vincoli  di  finanza
pubblica, le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano
garantiscono, nell'ambito territoriale di competenza, i  macrolivelli
di  assistenza  ospedaliera,  di   assistenza   territoriale   e   di
prevenzione.  Nell'ambito  del  procedimento  di  determinazione  dei
livelli essenziali delle  prestazioni  (LEP)  e  degli  obiettivi  di
servizio di cui all'articolo 13  del  decreto  legislativo  6  maggio
2011, n. 68, sono definiti i livelli essenziali delle prestazioni nel
campo sociale da garantire ai soggetti di cui all'articolo  1,  comma
2, della presente legge in tutto il territorio  nazionale,  ai  sensi
dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. 
  2. Nelle more del completamento del procedimento di definizione dei
livelli essenziali delle  prestazioni  di  cui  all'articolo  13  del
decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68, il Ministro  del  lavoro  e
delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia  e
delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata  di  cui
all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto  1997,  n.  281,
definisce con proprio decreto, da emanare entro sei mesi  dalla  data
di entrata in vigore della presente legge, gli obiettivi di  servizio
per le prestazioni da erogare ai  soggetti  di  cui  all'articolo  1,
comma 2, nei limiti delle risorse disponibili a valere sul  Fondo  di
cui all'articolo 3. 
                           Note all'art. 2: 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  13  del   decreto
          legislativo   6   maggio   2011,   n.   68   e   successive
          modificazioni: 
              «Art.  13.  Livelli  essenziali  delle  prestazioni   e
          obiettivi di servizio 
              1. Nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli
          obblighi assunti dall'Italia in sede  comunitaria,  nonche'
          della specifica cornice finanziaria dei settori interessati
          relativa  al  finanziamento   dei   rispettivi   fabbisogni
          standard  nazionali,  la  legge   statale   stabilisce   le
          modalita'  di  determinazione  dei  livelli  essenziali  di
          assistenza e dei livelli essenziali delle  prestazioni  che
          devono essere garantiti su tutto il  territorio  nazionale,
          ai sensi dell'art. 117, secondo comma,  lettera  m),  della
          Costituzione, nelle materie diverse dalla sanita'. 
              2.  I  livelli  essenziali   delle   prestazioni   sono
          stabiliti prendendo a riferimento macroaree di  intervento,
          secondo le materie di cui all'art. 14,  comma  1,  ciascuna
          delle quali omogenea al proprio interno  per  tipologia  di
          servizi offerti, indipendentemente dal livello  di  governo
          erogatore. Per ciascuna delle  macroaree  sono  definiti  i
          costi e i fabbisogni standard, nonche'  le  metodologie  di
          monitoraggio   e   di   valutazione    dell'efficienza    e
          dell'appropriatezza dei servizi offerti. 
              3. Conformemente a quanto previsto dalla  citata  legge
          n. 42 del 2009, il  Governo,  nell'ambito  del  disegno  di
          legge di stabilita' ovvero con apposito  disegno  di  legge
          collegato alla manovra di finanza pubblica, in coerenza con
          gli obiettivi e gli interventi appositamente individuati da
          parte del Documento di economia e finanza, previo parere in
          sede   di   Conferenza   unificata,   propone   norme    di
          coordinamento  dinamico  della  finanza  pubblica  volte  a
          realizzare l'obiettivo della convergenza dei  costi  e  dei
          fabbisogni standard dei vari livelli di governo, nonche' un
          percorso di convergenza degli obiettivi di servizio, di cui
          al comma 5, ai livelli essenziali delle prestazioni e  alle
          funzioni fondamentali di cui all'art. 117,  secondo  comma,
          lettere m) e p), della Costituzione. 
              4.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei
          ministri, su proposta del Ministro competente, di  concerto
          con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  con  il
          Ministro per  le  riforme  per  il  federalismo  e  con  il
          Ministro per i rapporti con le regioni e  per  la  coesione
          territoriale, d'intesa con la Conferenza unificata e previo
          parere delle Commissioni della Camera dei  deputati  e  del
          Senato  della  Repubblica  competenti  per  i  profili   di
          carattere finanziario, e' effettuata  la  ricognizione  dei
          livelli  essenziali   delle   prestazioni   nelle   materie
          dell'assistenza, dell'istruzione e del  trasporto  pubblico
          locale, con  riferimento  alla  spesa  in  conto  capitale,
          nonche' la ricognizione dei livelli adeguati  del  servizio
          di trasporto pubblico locale di cui all'art.  8,  comma  1,
          lettera c), della citata legge n. 42 del 2009. 
              5. Fino alla determinazione,  con  legge,  dei  livelli
          essenziali delle prestazioni, tramite  intesa  conclusa  in
          sede di Conferenza unificata sono stabiliti  i  servizi  da
          erogare,   aventi   caratteristiche   di   generalita'    e
          permanenza, e il  relativo  fabbisogno,  nel  rispetto  dei
          vincoli di finanza pubblica. 
              6. Per le finalita' di cui al comma 1, la Societa'  per
          gli studi di settore - SOSE S.p.a., in  collaborazione  con
          l'ISTAT e avvalendosi della Struttura tecnica  di  supporto
          alla Conferenza delle Regioni  e  delle  Province  autonome
          presso il Centro interregionale di Studi  e  Documentazione
          (CINSEDO)  delle  regioni,  secondo  la  metodologia  e  il
          procedimento di determinazione di cui agli articoli 4  e  5
          del decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216,  effettua
          una ricognizione dei livelli essenziali  delle  prestazioni
          che  le  regioni   a   statuto   ordinario   effettivamente
          garantiscono e dei relativi costi. SOSE S.p.a. trasmette  i
          risultati  della  ricognizione   effettuata   al   Ministro
          dell'economia e delle finanze, che li comunica alle Camere.
          Trasmette altresi' tali risultati alla  Conferenza  di  cui
          all'art. 5 della citata legge n. 42 del 2009.  I  risultati
          confluiscono  nella  banca   dati   delle   amministrazioni
          pubbliche di cui all'art. 13 della legge 31 dicembre  2009,
          n. 196, nonche' in quella di cui all'art.  5  della  citata
          legge  n.  42  del  2009.  Sulla  base  delle   rilevazioni
          effettuate da SOSE  S.p.a.,  il  Governo  adotta  linee  di
          indirizzo per la definizione dei livelli  essenziali  delle
          prestazioni in apposito allegato al Documento di economia e
          finanza ai fini di consentire  l'attuazione  dell'art.  20,
          comma 2, della citata legge n. 42 del  2009,  dei  relativi
          costi standard e obiettivi di servizio.». 
              - L'art. 117 della Costituzione dispone,  tra  l'altro,
          che la potesta' legislativa e'  esercitata  dallo  Stato  e
          dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonche'  dei
          vincoli  derivanti  dall'ordinamento  comunitario  e  dagli
          obblighi internazionali. 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  8   del   decreto
          legislativo 28 agosto 1997,n. 281: 
              «Art. 8. Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali  e
          Conferenza unificata 
              1. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
          unificata per le materie ed i compiti di  interesse  comune
          delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita'
          montane, con la Conferenza Stato-regioni. 
              2. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
          presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri o, per
          sua delega, dal Ministro dell'interno o  dal  Ministro  per
          gli  affari   regionali   nella   materia   di   rispettiva
          competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del  tesoro
          e  del  bilancio  e  della  programmazione  economica,   il
          Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
          Ministro della  sanita',  il  presidente  dell'Associazione
          nazionale  dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il   presidente
          dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente
          dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti  montani  -
          UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
          dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
          Dei  quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI   cinque
          rappresentano le  citta'  individuate  dall'art.  17  della
          legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni  possono  essere
          invitati altri membri del Governo,  nonche'  rappresentanti
          di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici. 
              3. La Conferenza Stato-citta' ed  autonomie  locali  e'
          convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i  casi
          il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne  faccia
          richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM. 
              4. La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1  e'
          convocata dal Presidente del  Consiglio  dei  ministri.  Le
          sedute sono presiedute dal  Presidente  del  Consiglio  dei
          ministri o, su sua delega,  dal  Ministro  per  gli  affari
          regionali  o,  se  tale  incarico  non  e'  conferito,  dal
          Ministro dell'interno.». 

	                          Art. 3 
 
 
Istituzione del Fondo per l'assistenza alle persone  con  disabilita'
                 grave prive del sostegno familiare 
 
  1. Per le finalita' di cui all'articolo 1,  commi  1  e  2,  e  per
l'attuazione dell'articolo 2, comma 2, e' istituito  nello  stato  di
previsione del Ministero del lavoro  e  delle  politiche  sociali  il
Fondo per l'assistenza alle persone con disabilita' grave  prive  del
sostegno familiare, di seguito denominato «Fondo». La  dotazione  del
Fondo e' determinata in 90 milioni di euro per l'anno 2016,  in  38,3
milioni di euro per l'anno 2017 e in 56,1 milioni  di  euro  annui  a
decorrere dal 2018. 
  2. L'accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a  carico
del Fondo e' subordinato alla sussistenza di requisiti da individuare
con decreto del Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali,  da
emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e
con il Ministro della salute, previa intesa  in  sede  di  Conferenza
unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto
1997, n. 281. Con le medesime modalita'  il  Ministro  del  lavoro  e
delle politiche sociali provvede annualmente alla ripartizione  delle
risorse del Fondo. 
  3. Le regioni adottano indirizzi di programmazione e definiscono  i
criteri  e  le  modalita'  per  l'erogazione  dei  finanziamenti,  le
modalita' per la pubblicita'  dei  finanziamenti  erogati  e  per  la
verifica dell'attuazione delle  attivita'  svolte  e  le  ipotesi  di
revoca dei finanziamenti concessi. 
                              Note all'art. 3: 
              - Per il testo dell'art. 8 del decreto  legislativo  28
          agosto 1997, n. 281, si rinvia alle note all'art. 2. 

                              Art. 4 
 
                         Finalita' del Fondo 
 
  1. Il Fondo e' destinato all'attuazione degli obiettivi di servizio
di cui all'articolo 2, comma 2,  e,  in  particolare,  alle  seguenti
finalita': 
    a) attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire
percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarita'
in abitazioni o gruppi-appartamento  che  riproducano  le  condizioni
abitative e relazionali della casa  familiare  e  che  tengano  conto
anche delle migliori opportunita' offerte dalle nuove tecnologie,  al
fine di impedire l'isolamento delle persone con disabilita' grave  di
cui all'articolo 1, comma 2; 
    b) realizzare, ove necessario e, comunque, in via residuale,  nel
superiore interesse  delle  persone  con  disabilita'  grave  di  cui
all'articolo 1, comma 2, interventi per la permanenza  temporanea  in
una soluzione abitativa extrafamiliare per far  fronte  ad  eventuali
situazioni di emergenza, nel rispetto della  volonta'  delle  persone
con disabilita' grave, ove possibile, dei loro genitori o di  chi  ne
tutela gli interessi; 
    c) realizzare interventi innovativi  di  residenzialita'  per  le
persone con disabilita' grave di cui all'articolo 1, comma  2,  volti
alla creazione di soluzioni  alloggiative  di  tipo  familiare  e  di
co-housing, che possono  comprendere  il  pagamento  degli  oneri  di
acquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degli
impianti e delle attrezzature necessari per  il  funzionamento  degli
alloggi medesimi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto  tra  persone
con disabilita'; 
    d) sviluppare, ai fini di cui alle lettere a) e c), programmi  di
accrescimento della consapevolezza, di  abilitazione  e  di  sviluppo
delle competenze per la gestione  della  vita  quotidiana  e  per  il
raggiungimento del  maggior  livello  di  autonomia  possibile  delle
persone con disabilita' grave di cui all'articolo 1, comma 2. 
  2. Al finanziamento dei programmi e all'attuazione degli interventi
di cui al comma 1, nel rispetto del  principio  di  sussidiarieta'  e
delle rispettive competenze, possono compartecipare le  regioni,  gli
enti locali, gli enti del terzo settore, nonche'  altri  soggetti  di
diritto privato con comprovata esperienza nel settore dell'assistenza
alle persone con disabilita' e le famiglie che si  associano  per  le
finalita' di cui all'articolo 1. Le attivita' di programmazione degli
interventi di cui  al  comma  1  prevedono  il  coinvolgimento  delle
organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilita'. 
                              Art. 5 
 
Detraibilita' delle  spese  sostenute  per  le  polizze  assicurative
  finalizzate alla tutela delle persone con disabilita' grave 
 
  1. All'articolo 15, comma 1, lettera  f),  del  testo  unico  delle
imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  dopo  le  parole:  «o   di
invalidita'  permanente.»  e'  inserito  il  seguente   periodo:   «A
decorrere dal  periodo  d'imposta  in  corso  al  31  dicembre  2016,
l'importo di euro 530 e' elevato a euro 750  relativamente  ai  premi
per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte  finalizzate
alla  tutela  delle  persone  con  disabilita'  grave  come  definita
dall'articolo 3, comma 3,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,
accertata con le modalita'  di  cui  all'articolo  4  della  medesima
legge». 
  2. Alla copertura delle  minori  entrate  derivanti  dal  comma  1,
valutate in 35,7 milioni di euro per l'anno 2017 e in 20,4 milioni di
euro annui a decorrere dal 2018, si provvede ai  sensi  dell'articolo
9. 
                           Note all'art. 5: 
              - Si riporta il testo  dell'art.  15  del  decreto  del
          Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 217,  come
          modificato dalla presente legge: 
              «Art. 15. Detrazione per oneri 
              1. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari  al  19
          per cento dei seguenti oneri sostenuti dal contribuente, se
          non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che
          concorrono a formare il reddito complessivo: 
              a) gli interessi passivi e  relativi  oneri  accessori,
          nonche' le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di
          indicizzazione, pagati a soggetti residenti nel  territorio
          dello Stato o di uno Stato membro della  Comunita'  europea
          ovvero a stabili organizzazioni nel territorio dello  Stato
          di soggetti non residenti in dipendenza di prestiti o mutui
          agrari di ogni specie, nei limiti dei redditi  dei  terreni
          dichiarati; 
              b) gli interessi passivi, e relativi  oneri  accessori,
          nonche' le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di
          indicizzazione pagati a soggetti residenti  nel  territorio
          dello Stato o di uno Stato membro della  Comunita'  europea
          ovvero a stabili organizzazioni nel territorio dello  Stato
          di soggetti non residenti in dipendenza di mutui  garantiti
          da ipoteca su immobili contratti per l'acquisto dell'unita'
          immobiliare da adibire ad abitazione  principale  entro  un
          anno dall'acquisto stesso, per un importo non  superiore  a
          4.000 euro. L'acquisto della unita' immobiliare deve essere
          effettuato nell'anno  precedente  o  successivo  alla  data
          della stipulazione del contratto di  mutuo.  Non  si  tiene
          conto del suddetto periodo nel  caso  in  cui  l'originario
          contratto e' estinto e ne  viene  stipulato  uno  nuovo  di
          importo non superiore alla residua  quota  di  capitale  da
          rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri correlati.
          In caso  di  acquisto  di  unita'  immobiliare  locata,  la
          detrazione  spetta  a  condizione  che   entro   tre   mesi
          dall'acquisto sia stato notificato al locatario  l'atto  di
          intimazione di licenza o di sfratto per finita locazione  e
          che entro un anno dal  rilascio  l'unita'  immobiliare  sia
          adibita ad abitazione principale. Per abitazione principale
          si intende quella nella quale  il  contribuente  o  i  suoi
          familiari dimorano abitualmente. La detrazione  spetta  non
          oltre il periodo di imposta nel corso del quale e'  variata
          la dimora abituale; non si  tiene  conto  delle  variazioni
          dipendenti da trasferimenti per motivi di  lavoro.  Non  si
          tiene  conto,  altresi',  delle  variazioni  dipendenti  da
          ricoveri permanenti in istituti di ricovero o  sanitari,  a
          condizione che l'unita' immobiliare non risulti locata. Nel
          caso  l'immobile  acquistato  sia  oggetto  di  lavori   di
          ristrutturazione  edilizia,   comprovata   dalla   relativa
          concessione edilizia  o  atto  equivalente,  la  detrazione
          spetta a decorrere dalla data in cui  l'unita'  immobiliare
          e' adibita a dimora abituale, e  comunque  entro  due  anni
          dall'acquisto. In caso di contitolarita' del  contratto  di
          mutuo o di piu' contratti di mutuo il limite di 4.000  euro
          e'  riferito  all'ammontare  complessivo  degli  interessi,
          oneri accessori e  quote  di  rivalutazione  sostenuti.  La
          detrazione spetta, nello stesso limite complessivo  e  alle
          stesse  condizioni,  anche  con  riferimento   alle   somme
          corrisposte dagli assegnatari di alloggi di  cooperative  e
          dagli   acquirenti   di   unita'   immobiliari   di   nuova
          costruzione, alla cooperativa o all'impresa costruttrice  a
          titolo di rimborso degli interessi passivi, oneri accessori
          e  quote  di  rivalutazione  relativi  ai  mutui  ipotecari
          contratti dalla stessa e ancora indivisi. Se  il  mutuo  e'
          intestato ad entrambi i  coniugi,  ciascuno  di  essi  puo'
          fruire della detrazione unicamente per la propria quota  di
          interessi;  in  caso  di  coniuge  fiscalmente   a   carico
          dell'altro la detrazione spetta a quest'ultimo per entrambe
          le quote; 
              b-bis)  dal  1°  gennaio  2007  i   compensi   comunque
          denominati pagati a soggetti di intermediazione immobiliare
          in  dipendenza  dell'acquisto  dell'unita'  immobiliare  da
          adibire  ad  abitazione  principale  per  un  importo   non
          superiore ad euro 1.000 per ciascuna annualita'; 
              c) le spese sanitarie, per la parte che eccede lire 250
          mila. Dette  spese  sono  costituite  esclusivamente  dalle
          spese mediche e di assistenza specifica, diverse da  quelle
          indicate nell'art. 10, comma 1, lettera b), e  dalle  spese
          chirurgiche, per prestazioni specialistiche e  per  protesi
          dentarie e sanitarie in genere. Ai fini della detrazione la
          spesa sanitaria relativa all'acquisto  di  medicinali  deve
          essere  certificata  da  fattura  o  da  scontrino  fiscale
          contenente  la  specificazione  della  natura,  qualita'  e
          quantita' dei beni e l'indicazione del codice  fiscale  del
          destinatario.  Le  spese  riguardanti  i  mezzi   necessari
          all'accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e
          al sollevamento e per sussidi tecnici e informatici rivolti
          a  facilitare  l'autosufficienza  e  le   possibilita'   di
          integrazione dei soggetti di cui all'art. 3 della  legge  5
          febbraio 1992, n. 104, si  assumono  integralmente.  Tra  i
          mezzi necessari per la locomozione  dei  soggetti  indicati
          nel precedente periodo, con ridotte  o  impedite  capacita'
          motorie permanenti, si  comprendono  i  motoveicoli  e  gli
          autoveicoli di  cui,  rispettivamente,  agli  articoli  53,
          comma 1, lettere b), c) ed f), e 54, comma 1,  lettere  a),
          c), f) ed m), del decreto legislativo 30  aprile  1992,  n.
          285, anche se prodotti in  serie  e  adattati  in  funzione
          delle  suddette  limitazioni  permanenti  delle   capacita'
          motorie. Tra i veicoli adattati alla  guida  sono  compresi
          anche quelli dotati  di  solo  cambio  automatico,  purche'
          prescritto dalla commissione medica locale di cui  all'art.
          119 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.  Tra  i
          mezzi necessari per la locomozione  dei  non  vedenti  sono
          compresi i cani guida e gli  autoveicoli  rispondenti  alle
          caratteristiche da stabilire con decreto del Ministro delle
          finanze. Tra i  mezzi  necessari  per  la  locomozione  dei
          sordomuti sono compresi gli  autoveicoli  rispondenti  alle
          caratteristiche da stabilire con decreto del Ministro delle
          finanze. La detrazione spetta una sola volta in un  periodo
          di quattro anni, salvo i casi in cui dal Pubblico  registro
          automobilistico risulti che il suddetto veicolo  sia  stato
          cancellato da detto registro, e con riferimento a  un  solo
          veicolo,  nei  limiti  della  spesa  di  lire  trentacinque
          milioni o, nei casi  in  cui  risultasse  che  il  suddetto
          veicolo sia stato rubato e non ritrovato, nei limiti  della
          spesa massima  di  lire  trentacinque  milioni  da  cui  va
          detratto l'eventuale rimborso assicurativo. E'  consentito,
          alternativamente, di ripartire la  predetta  detrazione  in
          quattro quote  annuali  costanti  e  di  pari  importo.  La
          medesima ripartizione della  detrazione  in  quattro  quote
          annuali di pari importo e' consentita, con riferimento alle
          altre spese di cui alla presente lettera, nel caso  in  cui
          queste ultime eccedano, complessivamente, il limite di lire
          30 milioni annue.  Si  considerano  rimaste  a  carico  del
          contribuente anche  le  spese  rimborsate  per  effetto  di
          contributi o premi di assicurazione da lui versati e per  i
          quali non spetta la detrazione di imposta o  che  non  sono
          deducibili dal suo reddito complessivo ne' dai redditi  che
          concorrono a formarlo. Si considerano, altresi', rimaste  a
          carico del contribuente le spese rimborsate per effetto  di
          contributi o premi  che,  pur  essendo  versati  da  altri,
          concorrono a formare il suo reddito, salvo che il datore di
          lavoro ne abbia  riconosciuto  la  detrazione  in  sede  di
          ritenuta; 
              c-bis) le spese veterinarie, fino all'importo  di  lire
          750.000, limitatamente alla parte che eccede lire  250.000.
          Con decreto del Ministero delle finanze sono individuate le
          tipologie di animali per le quali spetta  la  detraibilita'
          delle predette spese; 
              c-ter)  le   spese   sostenute   per   i   servizi   di
          interpretariato dai  soggetti  riconosciuti  sordomuti,  ai
          sensi della legge 26 maggio 1970, n. 381; 
              d) le spese funebri sostenute in dipendenza della morte
          di persone, per importo non  superiore  a  euro  1.550  per
          ciascuna di esse; 
              e) le  spese  per  frequenza  di  corsi  di  istruzione
          universitaria presso universita' statali e non statali,  in
          misura non superiore, per le  universita'  non  statali,  a
          quella  stabilita   annualmente   per   ciascuna   facolta'
          universitaria con decreto  del  Ministero  dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca da  emanare  entro  il  31
          dicembre, tenendo conto degli importi medi  delle  tasse  e
          contributi dovuti alle universita' statali; 
              e-bis)  le   spese   per   la   frequenza   di   scuole
          dell'infanzia del primo ciclo di istruzione e della  scuola
          secondaria  di  secondo  grado  del  sistema  nazionale  di
          istruzione di cui all'art. 1 della legge 10 marzo 2000,  n.
          62, e successive modificazioni, per un  importo  annuo  non
          superiore  a  400  euro  per  alunno  o  studente.  Per  le
          erogazioni  liberali  alle  istituzioni   scolastiche   per
          l'ampliamento  dell'offerta  formativa  rimane   fermo   il
          beneficio  di  cui  alla  lettera  iocties),  che  non   e'
          cumulabile con quello di cui alla presente lettera; 
              f) i premi per  assicurazioni  aventi  per  oggetto  il
          rischio di morte o di invalidita' permanente non  inferiore
          al 5 per cento da qualsiasi causa derivante, ovvero di  non
          autosufficienza  nel  compimento  degli  atti  della   vita
          quotidiana, se l'impresa di assicurazione non  ha  facolta'
          di recesso dal contratto, per un  importo  complessivamente
          non superiore a euro 630 per il periodo d'imposta in  corso
          alla data del 31  dicembre  2013,  nonche'  a  euro  530  a
          decorrere dal periodo d'imposta in  corso  al  31  dicembre
          2014 e, a decorrere dallo stesso periodo d'imposta, a  euro
          1.291,14, limitatamente ai premi per  assicurazioni  aventi
          per  oggetto  il  rischio  di   non   autosufficienza   nel
          compimento degli atti della vita quotidiana, al  netto  dei
          predetti premi aventi per oggetto il rischio di morte o  di
          invalidita' permanente. A decorrere dal  periodo  d'imposta
          in corso al 31 dicembre 2016,  l'importo  di  euro  530  e'
          elevato a euro 750 relativamente ai premi per assicurazioni
          aventi per oggetto il rischio  di  morte  finalizzate  alla
          tutela delle persone con disabilita'  grave  come  definita
          dall'art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.  104,
          accertata con le modalita' di cui all'art. 4 della medesima
          legge. Con decreto del  Ministero  delle  finanze,  sentito
          l'Istituto per la  vigilanza  sulle  assicurazioni  private
          (ISVAP),  sono  stabilite  le  caratteristiche  alle  quali
          devono rispondere i contratti che assicurano il rischio  di
          non autosufficienza. Per i percettori di redditi di  lavoro
          dipendente e  assimilato,  si  tiene  conto,  ai  fini  del
          predetto  limite,  anche  dei  premi  di  assicurazione  in
          relazione ai quali il datore di  lavoro  ha  effettuato  la
          detrazione in sede di ritenuta; 
              g) le  spese  sostenute  dai  soggetti  obbligati  alla
          manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate ai
          sensi della legge 1° giugno 1939, n. 1089,  e  del  decreto
          del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409,
          nella misura effettivamente rimasta a carico. La necessita'
          delle spese, quando non siano obbligatorie per legge,  deve
          risultare  da  apposita  certificazione  rilasciata   dalla
          competente  soprintendenza  del  Ministero   per   i   beni
          culturali e  ambientali,  previo  accertamento  della  loro
          congruita' effettuato d'intesa con  il  competente  ufficio
          del territorio del Ministero delle finanze.  La  detrazione
          non spetta in caso di mutamento di  destinazione  dei  beni
          senza la preventiva autorizzazione dell'Amministrazione per
          i beni culturali  e  ambientali,  di  mancato  assolvimento
          degli obblighi di  legge  per  consentire  l'esercizio  del
          diritto di prelazione  dello  Stato  sui  beni  immobili  e
          mobili vincolati e di tentata esportazione non  autorizzata
          di questi ultimi. L'Amministrazione per i beni culturali ed
          ambientali  da'  immediata  comunicazione   al   competente
          ufficio delle entrate del  Ministero  delle  finanze  delle
          violazioni che  comportano  la  perdita  del  diritto  alla
          detrazione; dalla data di ricevimento  della  comunicazione
          inizia a  decorrere  il  termine  per  la  rettifica  della
          dichiarazione dei redditi; 
              h) le erogazioni liberali  in  denaro  a  favore  dello
          Stato, delle regioni, degli enti  locali  territoriali,  di
          enti o istituzioni  pubbliche,  di  comitati  organizzatori
          appositamente istituiti con decreto del Ministro per i beni
          culturali  e  ambientali,  di  fondazioni  e   associazioni
          legalmente riconosciute senza scopo di lucro, che  svolgono
          o  promuovono  attivita'  di  studio,  di  ricerca   e   di
          documentazione di rilevante valore culturale e artistico  o
          che   organizzano   e   realizzano   attivita'   culturali,
          effettuate in base ad apposita convenzione, per l'acquisto,
          la manutenzione, la protezione o  il  restauro  delle  cose
          indicate nell'art. 1 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, e
          nel decreto del Presidente della  Repubblica  30  settembre
          1963, n. 1409, ivi comprese le  erogazioni  effettuate  per
          l'organizzazione in Italia e  all'estero  di  mostre  e  di
          esposizioni di  rilevante  interesse  scientifico-culturale
          delle cose  anzidette,  e  per  gli  studi  e  le  ricerche
          eventualmente a tal fine necessari, nonche' per ogni  altra
          manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale
          anche ai  fini  didattico-promozionali,  ivi  compresi  gli
          studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione, e
          le pubblicazioni relative ai beni culturali. Le  iniziative
          culturali devono  essere  autorizzate,  previo  parere  del
          competente comitato di settore del Consiglio nazionale  per
          i beni culturali e ambientali, dal  Ministero  per  i  beni
          culturali e ambientali, che deve approvare la previsione di
          spesa ed il conto  consuntivo.  Il  Ministero  per  i  beni
          culturali  e  ambientali  stabilisce  i   tempi   necessari
          affinche' le  erogazioni  liberali  fatte  a  favore  delle
          associazioni legalmente riconosciute, delle  istituzioni  e
          delle fondazioni siano utilizzate per  gli  scopi  indicati
          nella  presente  lettera  e   controlla   l'impiego   delle
          erogazioni stesse. Detti termini  possono,  per  causa  non
          imputabile al donatario, essere prorogati una  sola  volta.
          Le erogazioni liberali  non  integralmente  utilizzate  nei
          termini  assegnati  affluiscono  all'entrata  del  bilancio
          dello  Stato,  o  delle  regioni  e   degli   enti   locali
          territoriali, nel caso di attivita' o manifestazioni in cui
          essi siano direttamente coinvolti, e sono destinate  ad  un
          fondo da utilizzare per le attivita' culturali previste per
          l'anno successivo. Il Ministero  per  i  beni  culturali  e
          ambientali comunica, entro il 31 marzo di ciascun anno,  al
          centro  informativo  del  Dipartimento  delle  entrate  del
          Ministero delle finanze l'elenco  nominativo  dei  soggetti
          erogatori, nonche' l'ammontare delle erogazioni  effettuate
          entro il 31 dicembre dell'anno precedente; 
              h-bis) il costo specifico o,  in  mancanza,  il  valore
          normale  dei  beni  ceduti  gratuitamente,   in   base   ad
          un'apposita convenzione, ai soggetti e per le attivita'  di
          cui alla lettera h); 
              i) le erogazioni liberali in denaro,  per  importo  non
          superiore  al  2  per   cento   del   reddito   complessivo
          dichiarato, a  favore  di  enti  o  istituzioni  pubbliche,
          fondazioni e associazioni legalmente riconosciute che senza
          scopo di  lucro  svolgono  esclusivamente  attivita'  nello
          spettacolo,  effettuate  per  la  realizzazione  di   nuove
          strutture,  per  il  restauro  ed  il  potenziamento  delle
          strutture esistenti, nonche' per  la  produzione  nei  vari
          settori dello spettacolo. Le erogazioni non utilizzate  per
          tali finalita' dal percipiente entro il termine di due anni
          dalla  data  del  ricevimento   affluiscono,   nella   loro
          totalita', all'entrata dello Stato; 
              i-bis)  i  contributi  associativi,  per  importo   non
          superiore a 2 milioni e 500 mila  lire,  versati  dai  soci
          alle societa' di mutuo soccorso che operano  esclusivamente
          nei settori di cui all'art. 1 della legge 15  aprile  1886,
          n. 3818, al fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi
          di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia, ovvero,
          in caso  di  decesso,  un  aiuto  alle  loro  famiglie.  La
          detrazione e' consentita a condizione che il versamento  di
          tali  contributi  sia  eseguito  tramite  banca  o  ufficio
          postale ovvero mediante  gli  altri  sistemi  di  pagamento
          previsti dall'art. 23  del  decreto  legislativo  9  luglio
          1997, n.  241,  e  secondo  ulteriori  modalita'  idonee  a
          consentire all'Amministrazione finanziaria  lo  svolgimento
          di efficaci controlli, che  possono  essere  stabilite  con
          decreto del Ministro delle finanze  da  emanarsi  ai  sensi
          dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
              i-ter) le erogazioni liberali in denaro per un  importo
          complessivo in ciascun periodo d'imposta  non  superiore  a
          1.500  euro,  in  favore  delle  societa'  e   associazioni
          sportive dilettantistiche, a condizione che  il  versamento
          di tali erogazioni sia eseguito  tramite  banca  o  ufficio
          postale  ovvero  secondo  altre  modalita'  stabilite   con
          decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
          adottare ai sensi dell'art. 17, comma  3,  della  legge  23
          agosto 1988, n. 400; 
              i-quater) le erogazioni liberali in denaro, per importo
          non  superiore  a  4  milioni  di  lire,  a  favore   delle
          associazioni di promozione sociale  iscritte  nei  registri
          previsti dalle vigenti disposizioni di  legge.  Si  applica
          l'ultimo periodo della lettera i-bis); 
              i-quinquies) le spese, per un importo non  superiore  a
          210   euro,   sostenute   per   l'iscrizione   annuale    e
          l'abbonamento, per i ragazzi di eta' compresa tra  5  e  18
          anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed  altre
          strutture  ed  impianti  sportivi  destinati  alla  pratica
          sportiva dilettantistica rispondenti  alle  caratteristiche
          individuate con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei
          ministri, o Ministro delegato, di concerto con il  Ministro
          dell'economia e delle finanze, e le attivita' sportive; 
              i-sexies) i canoni di locazione derivanti dai contratti
          di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della  legge  9
          dicembre 1998, n. 431, e successive modificazioni, i canoni
          relativi ai contratti di ospitalita', nonche' agli atti  di
          assegnazione in godimento o locazione, stipulati  con  enti
          per  il   diritto   allo   studio,   universita',   collegi
          universitari legalmente riconosciuti, enti  senza  fine  di
          lucro e cooperative, dagli studenti iscritti ad un corso di
          laurea presso una universita' ubicata in un comune  diverso
          da quello di residenza, distante da quest'ultimo almeno 100
          chilometri e comunque in una provincia diversa, per  unita'
          immobiliari situate nello stesso  comune  in  cui  ha  sede
          l'universita' o in comuni limitrofi,  per  un  importo  non
          superiore a 2.633 euro. Alle medesime condizioni  ed  entro
          lo  stesso  limite,  la  detrazione  spetta  per  i  canoni
          derivanti da contratti di locazione e di ospitalita' ovvero
          da atti di assegnazione in godimento  stipulati,  ai  sensi
          della normativa vigente nello Stato in  cui  l'immobile  e'
          situato, dagli studenti  iscritti  a  un  corso  di  laurea
          presso un'universita' ubicata nel territorio di  uno  Stato
          membro dell'Unione europea o in uno  degli  Stati  aderenti
          all'Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi
          nella lista di cui al decreto del Ministro dell'economia  e
          delle finanze emanato ai sensi dell'art. 168-bis; 
              i-sexies.1) i canoni, e i relativi oneri accessori, per
          un importo non superiore  a  8.000  euro,  e  il  costo  di
          acquisto a fronte dell'esercizio dell'opzione  finale,  per
          un importo  non  superiore  a  20.000  euro,  derivanti  da
          contratti di locazione finanziaria su  unita'  immobiliari,
          anche da costruire, da  adibire  ad  abitazione  principale
          entro un anno dalla consegna, sostenuti da giovani di  eta'
          inferiore  a  35  anni  con  un  reddito  complessivo   non
          superiore  a  55.000  euro  all'atto  della   stipula   del
          contratto di locazione finanziaria che non sono titolari di
          diritti di proprieta' su immobili a destinazione abitativa;
          la detrazione spetta alle condizioni di  cui  alla  lettera
          b); 
              i-sexies.2) le spese di cui alla  lettera  i-sexies.1),
          alle condizioni ivi indicate e per  importi  non  superiori
          alla meta' di quelli ivi indicati, sostenute da soggetti di
          eta' non inferiore a 35 anni con un reddito complessivo non
          superiore  a  55.000  euro  all'atto  della   stipula   del
          contratto di locazione finanziaria che non sono titolari di
          diritti di proprieta' su immobili a destinazione abitativa; 
              i-septies) le spese, per un  importo  non  superiore  a
          2.100  euro,  sostenute  per  gli  addetti   all'assistenza
          personale nei casi di non  autosufficienza  nel  compimento
          degli atti della vita quotidiana, se il reddito complessivo
          non supera 40.000 euro; 
              i-octies)  le  erogazioni  liberali  a   favore   degli
          istituti scolastici di  ogni  ordine  e  grado,  statali  e
          paritari senza  scopo  di  lucro  appartenenti  al  sistema
          nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n.
          62, e successive  modificazioni,  nonche'  a  favore  delle
          istituzioni  dell'alta  formazione  artistica,  musicale  e
          coreutica e delle universita', finalizzate  all'innovazione
          tecnologica,  all'edilizia  scolastica  e  universitaria  e
          all'ampliamento  dell'offerta  formativa;   la   detrazione
          spetta a condizione che il versamento  di  tali  erogazioni
          sia  eseguito  tramite  banca  o  ufficio  postale   ovvero
          mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall' art.
          23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241; 
              i-novies) le erogazioni liberali in denaro al Fondo per
          l'ammortamento dei titoli di Stato,  di  cui  all'art.  45,
          comma 1, lettera e), del testo unico di cui al decreto  del
          Presidente della  Repubblica  30  dicembre  2003,  n.  398,
          effettuate mediante versamento bancario  o  postale  ovvero
          secondo altre modalita' stabilite con apposito decreto  del
          Ministro dell'economia e delle finanze. 
              1.1 Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al  24
          per cento, per l'anno 2013, e al 26 per cento, a  decorrere
          dall'anno 2014, per le erogazioni liberali in  denaro,  per
          importo non superiore a 30.000 euro annui, a  favore  delle
          organizzazioni non lucrative di utilita'  sociale  (ONLUS),
          delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da
          fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati  con
          decreto del Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  nei
          Paesi   non   appartenenti   all'Organizzazione   per    la
          cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). La  detrazione
          e' consentita  a  condizione  che  il  versamento  di  tali
          erogazioni sia eseguito tramite  banca  o  ufficio  postale
          ovvero mediante gli altri  sistemi  di  pagamento  previsti
          dall'art. 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
          e  secondo  ulteriori   modalita'   idonee   a   consentire
          all'Amministrazione finanziaria lo svolgimento di  efficaci
          controlli, che possono essere  stabilite  con  decreto  del
          Ministro dell'economia e delle finanze da emanare ai  sensi
          dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. 
              1-bis. 
              1-ter. Ai fini dell'imposta sul reddito  delle  persone
          fisiche,  si  detrae  dall'imposta  lorda,  e   fino   alla
          concorrenza del suo ammontare, un importo pari  al  19  per
          cento dell'ammontare complessivo non superiore a 5  milioni
          di lire degli interessi passivi e relativi oneri accessori,
          nonche' delle quote di rivalutazione dipendenti da clausole
          di  indicizzazione  pagati   a   soggetti   residenti   nel
          territorio  dello  Stato  o  di  uno  Stato  membro   delle
          Comunita' europee,  ovvero  a  stabili  organizzazioni  nel
          territorio  dello  Stato  di  soggetti  non  residenti,  in
          dipendenza di mutui contratti, a partire dal 1 gennaio 1998
          e garantiti da  ipoteca,  per  la  costruzione  dell'unita'
          immobiliare  da  adibire  ad  abitazione   principale.   La
          detrazione e' ammessa  a  condizione  che  la  stipula  del
          contratto di mutuo  da  parte  del  soggetto  possessore  a
          titolo di proprieta'  o  altro  diritto  reale  dell'unita'
          immobiliare avvenga nei sei mesi  antecedenti,  ovvero  nei
          diciotto  mesi  successivi   all'inizio   dei   lavori   di
          costruzione. Con decreto del Ministro  delle  finanze  sono
          stabilite le  modalita'  e  le  condizioni  alle  quali  e'
          subordinata la detrazione di cui al presente comma. 
              1-quater. Dall'imposta lorda si  detrae,  nella  misura
          forfettaria di lire un milione, la spesa sostenuta dai  non
          vedenti per il mantenimento dei cani guida. 
              2. Per gli oneri indicati alle lettere c), e),  e-bis),
          f), i-quinquies) e i-sexies)  del  comma  1  la  detrazione
          spetta anche se sono stati sostenuti  nell'interesse  delle
          persone  indicate  nell'art.  12  che  si   trovino   nelle
          condizioni ivi previste, fermo restando, per gli  oneri  di
          cui alla lettera f), il limite complessivo  ivi  stabilito.
          Per gli oneri di cui alla lettera c) del medesimo  comma  1
          sostenuti nell'interesse delle persone  indicate  nell'art.
          12 che non si trovino nelle condizioni previste dal comma 2
          del medesimo  articolo,  affette  da  patologie  che  danno
          diritto  all'esenzione  dalla  partecipazione  alla   spesa
          sanitaria, la detrazione spetta per la parte che non  trova
          capienza nell'imposta da esse  dovuta,  relativamente  alle
          sole spese sanitarie riguardanti tali patologie,  ed  entro
          il limite annuo di lire 12.000.000. Per  le  spese  di  cui
          alla lettera i-septies) del citato comma 1,  la  detrazione
          spetta, alle condizioni ivi stabilite, anche se sono  state
          sostenute per le persone indicate  nell'art.  12  ancorche'
          non si trovino nelle condizioni previste dal  comma  2  del
          medesimo articolo. 
              3. Per gli oneri  di  cui  alle  lettere  a),  g),  h),
          h-bis), i), i-bis) e i-quater) del comma 1 sostenuti  dalle
          societa' semplici di cui all'art. 5 la detrazione spetta ai
          singoli  soci  nella  stessa   proporzione   prevista   nel
          menzionato art. 5 ai fini della imputazione del reddito.». 
              - Per il testo degli articoli  3  e  4  della  legge  5
          febbraio 1992, n. 104, si rinvia alle note all'art. 1. 

                                 Art. 6 
 
Istituzione di  trust,  vincoli  di  destinazione  e  fondi  speciali
  composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione 
 
  1. I beni e i diritti conferiti in trust ovvero gravati da  vincoli
di destinazione di cui all'articolo 2645-ter del codice civile ovvero
destinati a fondi  speciali  di  cui  al  comma  3  dell'articolo  1,
istituiti in favore delle persone con disabilita' grave come definita
dall'articolo 3, comma 3,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,
accertata con le modalita'  di  cui  all'articolo  4  della  medesima
legge,  sono  esenti  dall'imposta  sulle  successioni  e   donazioni
prevista dall'articolo 2, commi da  47  a  49,  del  decreto-legge  3
ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24
novembre 2006, n. 286, e successive modificazioni. 
  2. Le esenzioni e le agevolazioni di cui al presente articolo  sono
ammesse a condizione che il trust ovvero i fondi speciali di  cui  al
comma 3 dell'articolo 1 ovvero il  vincolo  di  destinazione  di  cui
all'articolo 2645-ter del codice  civile  perseguano  come  finalita'
esclusiva l'inclusione sociale, la cura e l'assistenza delle  persone
con disabilita' grave, in  favore  delle  quali  sono  istituiti.  La
suddetta  finalita'  deve  essere  espressamente  indicata  nell'atto
istitutivo del trust, nel regolamento dei fondi speciali o  nell'atto
istitutivo del vincolo di destinazione. 
  3. Le esenzioni e le agevolazioni di cui al presente articolo  sono
ammesse se sussistono, congiuntamente, anche le seguenti condizioni: 
    a) l'istituzione del trust ovvero  il  contratto  di  affidamento
fiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3
dell'articolo 1 ovvero la costituzione del vincolo di destinazione di
cui all'articolo 2645-ter del codice  civile  siano  fatti  per  atto
pubblico; 
    b) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamento
fiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3
dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   di
destinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civile
identifichino in maniera chiara e univoca i soggetti  coinvolti  e  i
rispettivi ruoli; descrivano la funzionalita' e i  bisogni  specifici
delle persone con disabilita'  grave,  in  favore  delle  quali  sono
istituiti;  indichino  le  attivita'   assistenziali   necessarie   a
garantire la cura e la soddisfazione dei bisogni  delle  persone  con
disabilita' grave, comprese le attivita'  finalizzate  a  ridurre  il
rischio  della  istituzionalizzazione  delle  medesime  persone   con
disabilita' grave; 
    c) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamento
fiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3
dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   di
destinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civile
individuino,  rispettivamente,  gli   obblighi   del   trustee,   del
fiduciario e del gestore, con riguardo al progetto  di  vita  e  agli
obiettivi di benessere che lo stesso deve promuovere in favore  delle
persone  con  disabilita'  grave,  adottando  ogni  misura  idonea  a
salvaguardarne i diritti; l'atto istitutivo ovvero  il  contratto  di
affidamento fiduciario ovvero l'atto di costituzione del  vincolo  di
destinazione  indichino  inoltre  gli  obblighi  e  le  modalita'  di
rendicontazione a carico del trustee o del fiduciario o del gestore; 
    d) gli esclusivi beneficiari del trust ovvero  del  contratto  di
affidamento fiduciario che disciplina i  fondi  speciali  di  cui  al
comma 3 dell'articolo 1 ovvero del vincolo  di  destinazione  di  cui
all'articolo  2645-ter  del  codice  civile  siano  le  persone   con
disabilita' grave; 
    e) i beni, di qualsiasi natura, conferiti nel trust o  nei  fondi
speciali di cui al comma 3 dell'articolo 1 ovvero i beni immobili o i
beni mobili iscritti in pubblici  registri  gravati  dal  vincolo  di
destinazione di cui all'articolo 2645-ter  del  codice  civile  siano
destinati   esclusivamente   alla   realizzazione   delle   finalita'
assistenziali del trust ovvero dei fondi speciali o  del  vincolo  di
destinazione; 
    f) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamento
fiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3
dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   di
destinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civile
individuino il soggetto  preposto  al  controllo  delle  obbligazioni
imposte all'atto dell'istituzione del trust o della stipula dei fondi
speciali ovvero della costituzione  del  vincolo  di  destinazione  a
carico del trustee o del fiduciario o del gestore. Tale soggetto deve
essere individuabile per tutta  la  durata  del  trust  o  dei  fondi
speciali o del vincolo di destinazione; 
    g) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamento
fiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3
dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   di
destinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civile
stabiliscano il termine finale della  durata  del  trust  ovvero  dei
fondi speciali di cui al comma 3 dell'articolo 1 ovvero  del  vincolo
di destinazione di cui all'articolo 2645-ter del codice civile  nella
data della morte della persona con disabilita' grave; 
    h) l'atto istitutivo del trust ovvero il contratto di affidamento
fiduciario che  disciplina  i  fondi  speciali  di  cui  al  comma  3
dell'articolo  1  ovvero  l'atto  di  costituzione  del  vincolo   di
destinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter   del   codice   civile
stabiliscano la destinazione del patrimonio residuo. 
  4. In caso di premorienza del beneficiario rispetto ai soggetti che
hanno istituito il trust ovvero stipulato i fondi speciali di cui  al
comma 3 dell'articolo 1 ovvero costituito il vincolo di  destinazione
di cui all'articolo 2645-ter del codice civile,  i  trasferimenti  di
beni e di diritti reali a favore dei suddetti soggetti  godono  delle
medesime esenzioni dall'imposta sulle successioni e donazioni di  cui
al presente articolo e le imposte di registro, ipotecaria e catastale
si applicano in misura fissa. 
  5. Al di fuori dell'ipotesi di cui al comma 4, in caso di morte del
beneficiario del trust ovvero del contratto che  disciplina  i  fondi
speciali di cui al comma 3 dell'articolo  1  ovvero  del  vincolo  di
destinazione di cui all'articolo 2645-ter del codice civile istituito
a  favore  di  soggetti  con   disabilita'   grave,   come   definita
dall'articolo 3, comma 3,  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,
accertata con le modalita'  di  cui  all'articolo  4  della  medesima
legge, il  trasferimento  del  patrimonio  residuo,  ai  sensi  della
lettera h) del comma 3 del presente articolo, e' soggetto all'imposta
sulle successioni e donazioni prevista dall'articolo 2, commi da 47 a
49, del  decreto-legge  3  ottobre  2006,  n.  262,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,  n.  286,  e  successive
modificazioni, in considerazione del rapporto di parentela o coniugio
intercorrente tra disponente, fiduciante e destinatari del patrimonio
residuo. 
  6. Ai trasferimenti di beni e di diritti in favore dei trust ovvero
dei fondi speciali di cui al  comma  3  dell'articolo  1  ovvero  dei
vincoli di destinazione  di  cui  all'articolo  2645-ter  del  codice
civile, istituiti in favore delle persone con disabilita' grave  come
definita dall'articolo 3, comma 3, della legge 5  febbraio  1992,  n.
104, accertata con le modalita' di cui all'articolo 4 della  medesima
legge, le imposte di registro, ipotecaria e catastale si applicano in
misura fissa. 
  7. Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonche' le copie
dichiarate   conformi,   gli   estratti,   le   certificazioni,    le
dichiarazioni e le attestazioni  posti  in  essere  o  richiesti  dal
trustee ovvero dal fiduciario del fondo speciale ovvero  dal  gestore
del  vincolo  di  destinazione  sono  esenti  dall'imposta  di  bollo
prevista dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 642. 
  8. In caso di conferimento di immobili e  di  diritti  reali  sugli
stessi nei trust ovvero di loro destinazione ai fondi speciali di cui
al comma 3 dell'articolo 1, i comuni possono stabilire, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, aliquote ridotte,  franchigie
o esenzioni ai fini dell'imposta municipale propria  per  i  soggetti
passivi di cui all'articolo 9, comma 1, del  decreto  legislativo  14
marzo 2011, n. 23. 
  9. Alle erogazioni liberali, alle donazioni e  agli  altri  atti  a
titolo gratuito effettuati dai privati nei confronti di trust  ovvero
dei fondi speciali di cui al comma 3 dell'articolo 1 si applicano  le
agevolazioni di cui all'articolo 14, comma 1,  del  decreto-legge  14
marzo 2005, n. 35, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  14
maggio  2005,  n.  80,  e  i  limiti  ivi  indicati   sono   elevati,
rispettivamente, al 20 per cento del reddito complessivo dichiarato e
a 100.000 euro. 
  10. Le agevolazioni di cui ai commi 1, 4, 6  e  7  si  applicano  a
decorrere dal 1° gennaio 2017; le agevolazioni di cui al comma  9  si
applicano a decorrere dal periodo d'imposta 2016. 
  11. Con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare, di concerto con il Ministro del  lavoro  e  delle  politiche
sociali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
presente legge, sono definite le modalita' di attuazione del presente
articolo. 
  12. Alle minori entrate derivanti dai commi 1, 4, 6 e  7,  valutate
in 10 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, e  dal  comma
9, valutate in 6,258 milioni di euro  per  l'anno  2017  e  in  3,650
milioni di euro annui a decorrere  dall'anno  2018,  si  provvede  ai
sensi dell'articolo 9. 
                          Note all'art. 6: 
              - Per il testo dell'art. 2645-ter del codice civile, si
          rinvia alle note all'art. 1. 
              - Per il testo degli articoli  3  e  4  della  legge  5
          febbraio 1992, n. 104, si rinvia alle note all'art. 1. 
              - Si riporta il testo dell'art. 2 del  decreto-legge  3
          ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni,  dalla
          legge 24 novembre 2006, n. 286: 
              «Art. 2. Misure in materia di riscossione 
              (Omissis). 
              47.  E'  istituita  l'imposta   sulle   successioni   e
          donazioni sui trasferimenti di beni e diritti per causa  di
          morte,  per  donazione  o  a  titolo   gratuito   e   sulla
          costituzione  di  vincoli  di  destinazione,   secondo   le
          disposizioni del testo unico delle disposizioni concernenti
          l'imposta sulle successioni e donazioni, di cui al  decreto
          legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, nel testo vigente alla
          data del 24 ottobre 2001, fatto salvo quanto  previsto  dai
          commi da 48 a 54. 
              48. I trasferimenti di beni  e  diritti  per  causa  di
          morte sono soggetti all'imposta di cui al comma 47  con  le
          seguenti aliquote sul valore complessivo netto dei beni: 
              a) devoluti a favore del coniuge e dei parenti in linea
          retta sul valore complessivo netto eccedente,  per  ciascun
          beneficiario, 1.000.000 di euro: 4 per cento; 
              a-bis) devoluti a favore dei fratelli e  delle  sorelle
          sul  valore  complessivo  netto  eccedente,   per   ciascun
          beneficiario, 100.000 euro: 6 per cento; 
              b) devoluti a favore degli altri parenti fino al quarto
          grado e degli affini in linea retta, nonche'  degli  affini
          in linea collaterale fino al terzo grado: 6 per cento; 
              c) devoluti a favore di altri soggetti: 8 per cento. 
              49. Per le donazioni e  gli  atti  di  trasferimento  a
          titolo gratuito di beni e  diritti  e  la  costituzione  di
          vincoli di destinazione di beni  l'imposta  e'  determinata
          dall'applicazione delle seguenti aliquote al valore globale
          dei beni e dei diritti al  netto  degli  oneri  da  cui  e'
          gravato  il  beneficiario  diversi   da   quelli   indicati
          dall'art. 58, comma 1, del citato testo  unico  di  cui  al
          decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346, ovvero, se  la
          donazione e' fatta congiuntamente a favore di piu' soggetti
          o se  in  uno  stesso  atto  sono  compresi  piu'  atti  di
          disposizione a favore di soggetti diversi, al valore  delle
          quote dei beni o diritti attribuiti: 
              a) a favore del coniuge e dei parenti  in  linea  retta
          sul  valore  complessivo  netto  eccedente,   per   ciascun
          beneficiario, 1.000.000 di euro: 4 per cento; 
              a-bis) a favore dei fratelli e delle sorelle sul valore
          complessivo  netto  eccedente,  per  ciascun  beneficiario,
          100.000 euro: 6 per cento; 
              b) a favore degli altri parenti fino al quarto grado  e
          degli affini in linea retta, nonche' degli affini in  linea
          collaterale fino al terzo grado: 6 per cento; 
              c) a favore di altri soggetti: 8 per cento. 
              (Omissis).». 
              - Il decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
          1972,  n.  642  (Disciplina  dell'imposta  di  bollo),   e'
          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11  novembre  1972,  n.
          292, S.O. 
              -  Si  riporta  il  testo  dell'art.  9   del   decreto
          legislativo   14   marzo   2011,   n.   23   e   successive
          modificazioni: 
              «Art. 9. Applicazione dell'imposta municipale propria 
              1. Soggetti  passivi  dell'imposta  municipale  propria
          sono il proprietario di immobili, inclusi i  terreni  e  le
          aree edificabili, a qualsiasi uso destinati,  ivi  compresi
          quelli strumentali o  alla  cui  produzione  o  scambio  e'
          diretta l'attivita' dell'impresa,  ovvero  il  titolare  di
          diritto reale di  usufrutto,  uso,  abitazione,  enfiteusi,
          superficie sugli stessi. Nel caso di  concessione  di  aree
          demaniali, soggetto passivo e' il concessionario.  Per  gli
          immobili, anche da costruire o  in  corso  di  costruzione,
          concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo  e'  il
          locatario a decorrere dalla data della stipula e per  tutta
          la durata del contratto. 
              2.   L'imposta    e'    dovuta    per    anni    solari
          proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell'anno nei quali
          si e' protratto il possesso; a tal fine il mese durante  il
          quale il possesso  si  e'  protratto  per  almeno  quindici
          giorni e' computato  per  intero.  A  ciascuno  degli  anni
          solari corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria. 
              3.  I  soggetti  passivi   effettuano   il   versamento
          dell'imposta dovuta al comune per l'anno in  corso  in  due
          rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno  e  la
          seconda il 16 dicembre. Resta in ogni caso  nella  facolta'
          del  contribuente  provvedere  al  versamento  dell'imposta
          complessivamente dovuta  in  unica  soluzione  annuale,  da
          corrispondere entro il 16 giugno. 
              4. 
              5. Con regolamento adottato ai sensi dell'art.  52  del
          citato decreto  legislativo  n.  446  del  1997,  i  comuni
          possono   introdurre   l'istituto   dell'accertamento   con
          adesione del contribuente, sulla base dei criteri stabiliti
          dal citato decreto legislativo n. 218 del 1997, e gli altri
          strumenti di deflazione del  contenzioso,  sulla  base  dei
          criteri stabiliti dal citato decreto legislativo n. 218 del
          1997, prevedendo anche che il pagamento delle somme  dovute
          possa   essere   effettuato   in   forma   rateale,   senza
          maggiorazione di interessi. 
              6. Con uno o piu' decreti del Ministro dell'economia  e
          delle  finanze,  sentita  l'Associazione  Nazionale  Comuni
          Italiani sono approvati i modelli  della  dichiarazione,  i
          modelli per il versamento, nonche' di trasmissione dei dati
          di riscossione, distintamente  per  ogni  contribuente,  ai
          comuni e al sistema informativo della fiscalita'. 
              7.  Per  l'accertamento,  la  riscossione  coattiva,  i
          rimborsi, le sanzioni, gli interessi ed il  contenzioso  si
          applicano gli articoli 10, comma 6, 11, commi 3, 4 e 5, 12,
          14 e 15 del citato decreto legislativo n. 504  del  1992  e
          l'art. 1, commi da 161 a 170, della citata legge n. 296 del
          2006. 
              8. Sono  esenti  dall'imposta  municipale  propria  gli
          immobili  posseduti  dallo  Stato,  nonche'  gli   immobili
          posseduti, nel proprio  territorio,  dalle  regioni,  dalle
          province, dai comuni, dalle comunita' montane, dai consorzi
          fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del  servizio
          sanitario nazionale, destinati  esclusivamente  ai  compiti
          istituzionali. Si applicano, inoltre, le esenzioni previste
          dall'art. 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), h), ed i)
          del citato  decreto  legislativo  n.  504  del  1992.  Sono
          altresi' esenti i fabbricati rurali ad uso  strumentale  di
          cui all'art. 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30  dicembre
          1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
          febbraio 1994, n.  133,  ubicati  nei  comuni  classificati
          montani o parzialmente montani di cui all'elenco dei comuni
          italiani predisposto dall'Istituto nazionale di  statistica
          (ISTAT). 
              9. Il reddito agrario di cui  all'art.  32  del  citato
          testo  unico  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
          Repubblica n. 917 del 1986, i redditi fondiari  diversi  da
          quelli cui si applica la cedolare secca di cui all'art.  3,
          i  redditi  derivanti  dagli  immobili  non  produttivi  di
          reddito fondiario ai sensi dell'art. 43  del  citato  testo
          unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  n.
          917 del 1986,  e  dagli  immobili  posseduti  dai  soggetti
          passivi dell'imposta sul reddito delle societa', continuano
          ad essere assoggettati alle ordinarie imposte erariali  sui
          redditi.  Sono  comunque  assoggettati  alle  imposte   sui
          redditi ed  alle  relative  addizionali,  ove  dovute,  gli
          immobili  esenti  dall'imposta  municipale  propria.  Fermo
          restando quanto previsto dai periodi precedenti, il reddito
          degli immobili ad uso abitativo non  locati  situati  nello
          stesso comune nel quale  si  trova  l'immobile  adibito  ad
          abitazione principale, assoggettati all'imposta  municipale
          propria, concorre alla  formazione  della  base  imponibile
          dell'imposta sul reddito  delle  persone  fisiche  e  delle
          relative  addizionali  nella  misura  del   cinquanta   per
          cento.». 
              - Si riporta il testo dell'art. 14 del decreto-legge 14
          marzo 2005, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,  dalla
          legge 14 maggio 2005, n. 80: 
              «Art. 14. ONLUS e terzo settore: 
              1. Le liberalita' in denaro  o  in  natura  erogate  da
          persone fisiche o da enti soggetti all'imposta sul  reddito
          delle societa' in favore di organizzazioni non lucrative di
          utilita' sociale di cui all'art. 10, commi 1, 8  e  9,  del
          decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, nonche' quelle
          erogate in favore di  associazioni  di  promozione  sociale
          iscritte nel registro nazionale previsto dall'art. 7, commi
          1 e 2, della legge 7 dicembre 2000, n. 383,  in  favore  di
          fondazioni e associazioni riconosciute aventi  per  oggetto
          statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei
          beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui
          al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e in  favore
          di fondazioni e associazioni riconosciute aventi per  scopo
          statutario lo svolgimento o la promozione di  attivita'  di
          ricerca scientifica, individuate con decreto del Presidente
          del  Consiglio  dei  ministri,  adottato  su  proposta  del
          Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  del  Ministro
          dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca  sono
          deducibili dal reddito complessivo del  soggetto  erogatore
          nel limite del dieci  per  cento  del  reddito  complessivo
          dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000  euro
          annui. 
              2.   Costituisce   in   ogni   caso   presupposto   per
          l'applicazione delle disposizioni di  cui  al  comma  1  la
          tenuta, da parte del soggetto che riceve le erogazioni,  di
          scritture contabili atte a rappresentare con completezza  e
          analiticita' le operazioni poste in essere nel  periodo  di
          gestione, nonche' la redazione, entro  quattro  mesi  dalla
          chiusura  dell'esercizio,  di  un  apposito  documento  che
          rappresenti  adeguatamente  la   situazione   patrimoniale,
          economica e finanziaria. 
              3. Resta ferma la facolta' di applicare le disposizioni
          di cui all'art. 100, comma 2, del testo unico delle imposte
          sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica  22  dicembre  1986,  n.   917,   e   successive
          modificazioni. 
              4. Qualora nella dichiarazione dei redditi del soggetto
          erogatore  delle   liberalita'   siano   esposte   indebite
          deduzioni  dall'imponibile,  operate  in   violazione   dei
          presupposti di deducibilita' di cui al comma 1, la sanzione
          di cui all'art. 1, comma  2,  del  decreto  legislativo  18
          dicembre 1997, n.  471,  e'  maggiorata  del  duecento  per
          cento. 
              5. Se la deduzione di cui al comma 1  risulta  indebita
          in  ragione  della  riscontrata  insussistenza,   in   capo
          all'ente  beneficiario   dell'erogazione,   dei   caratteri
          solidaristici e sociali dichiarati in comunicazioni rivolte
          al pubblico  ovvero  rappresentati  ai  soggetti  erogatori
          delle   liberalita',   l'ente   beneficiario   e   i   suoi
          amministratori sono obbligati  in  solido  con  i  soggetti
          erogatori per  le  maggiori  imposte  accertate  e  per  le
          sanzioni applicate. 
              6. In relazione alle erogazioni effettuate ai sensi del
          comma 1 la deducibilita' di cui al medesimo comma non  puo'
          cumularsi con ogni altra agevolazione  fiscale  prevista  a
          titolo di deduzione o di detrazione  di  imposta  da  altre
          disposizioni di legge. 
              7. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al
          decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
          n. 917,  e  successive  modificazioni,  sono  apportate  le
          seguenti modificazioni: 
              a) all'art. 10, comma 1,  dopo  la  lettera  l-ter)  e'
          aggiunta, in fine, la seguente: 
              «l-quater) le erogazioni liberali in denaro  effettuate
          a favore di universita', fondazioni  universitarie  di  cui
          all'art. 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
          e di istituzioni universitarie  pubbliche,  degli  enti  di
          ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal
          Ministero   dell'istruzione,   dell'universita'   e   della
          ricerca, ivi compresi l'Istituto  superiore  di  sanita'  e
          l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza  del
          lavoro, nonche' degli enti parco regionali e nazionali.».; 
              b) all'art. 100, comma 2, la lettera c)  e'  sostituita
          dalla seguente: 
              "c) le erogazioni liberali  a  favore  di  universita',
          fondazioni universitarie di cui all'art. 59, comma 3, della
          legge  23  dicembre  2000,  n.  388,   e   di   istituzioni
          universitarie pubbliche, degli enti  di  ricerca  pubblici,
          delle  fondazioni   e   delle   associazioni   regolarmente
          riconosciute a norma del regolamento di cui al decreto  del
          Presidente della  Repubblica  10  febbraio  2000,  n.  361,
          aventi  per  oggetto  statutario  lo   svolgimento   o   la
          promozione di attivita' di ricerca scientifica, individuate
          con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,
          adottato su proposta del  Ministro  dell'economia  e  delle
          finanze e del Ministro dell'istruzione, dell'universita'  e
          della ricerca, ovvero degli enti di  ricerca  vigilati  dal
          Ministero   dell'istruzione,   dell'universita'   e   della
          ricerca, ivi compresi l'Istituto  superiore  di  sanita'  e
          l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza  del
          lavoro, nonche' degli enti parco regionali e nazionali;". 
              8. 
              8-bis. Il  comma  7-bis  dell'art.  2  della  legge  27
          dicembre 2002, n. 289, e' abrogato. 
              8-ter. La deroga di cui all'art. 4,  comma  104,  della
          legge  24  dicembre  2003,  n.  350,  si  applica  anche  a
          decorrere dall'anno 2005.». 
                             Art. 7 
 
 
                        Campagne informative 
 
  1. La Presidenza del  Consiglio  dei  ministri  avvia,  nell'ambito
delle  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie   disponibili   a
legislazione vigente e, comunque, senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a
carico della  finanza  pubblica,  campagne  informative  al  fine  di
diffondere la conoscenza delle disposizioni della  presente  legge  e
delle altre forme di sostegno pubblico previste per  le  persone  con
disabilita' grave, in modo da consentire un piu' diretto  ed  agevole
ricorso agli strumenti di  tutela  previsti  per  l'assistenza  delle
persone con disabilita' prive  del  sostegno  familiare,  nonche'  di
sensibilizzare  l'opinione  pubblica  sulla  finalita'  di   favorire
l'inclusione sociale delle persone con disabilita'. 
                              Art. 8 
 
 
                        Relazione alle Camere 
 
  1. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali trasmette  alle
Camere, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sullo stato di
attuazione delle disposizioni della presente  legge  e  sull'utilizzo
delle risorse di cui all'articolo 9. La relazione  illustra  altresi'
l'effettivo andamento delle minori entrate derivanti  dalle  medesime
disposizioni, anche al fine di evidenziare gli eventuali  scostamenti
rispetto alle previsioni. 
                             Art. 9 
 
 
                      Disposizioni finanziarie 
 
  1. Agli oneri derivanti dall'articolo 3, comma 1, pari a 90 milioni
di euro per l'anno 2016, a 38,3 milioni di euro per l'anno 2017  e  a
56,1 milioni di euro annui  a  decorrere  dal  2018,  e  alle  minori
entrate derivanti dagli articoli 5 e 6, valutate complessivamente  in
51,958 milioni di euro per l'anno 2017 e in 34,050  milioni  di  euro
annui a decorrere dal 2018, si provvede: 
    a) quanto a 90  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno  2016,
mediante corrispondente riduzione del Fondo di  cui  all'articolo  1,
comma 400, della legge 28 dicembre 2015, n. 208; 
    b) quanto a 258.000 euro per l'anno 2017 e a 150.000 euro annui a
decorrere dall'anno 2018,  mediante  corrispondente  riduzione  delle
proiezioni dello stanziamento del fondo speciale  di  parte  corrente
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018,  nell'ambito  del
programma «Fondi di riserva e  speciali»  della  missione  «Fondi  da
ripartire» dello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze per l'anno 2016, allo  scopo  parzialmente  utilizzando
l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 
  2. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento  delle
finanze effettua il monitoraggio delle minori  entrate  recate  dagli
articoli 5 e 6. Le  eventuali  risorse  corrispondenti  all'eventuale
minore esigenza di copertura delle minori entrate  di  cui  al  primo
periodo, valutata in via strutturale sulla base delle risultanze  del
monitoraggio delle predette minori entrate e quantificata con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze, confluiscono, a decorrere
dall'anno di quantificazione, nel Fondo di cui all'articolo 3. 
  3. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 
                            Note all'art. 9: 
              - Si riporta  il  testo  dell'art.  1  della  legge  28
          dicembre 2015, n. 208: 
              «400: E' istituito un Fondo  presso  il  Ministero  del
          lavoro e delle politiche sociali, con una dotazione  di  90
          milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016, destinato
          alla  copertura  finanziaria  di   interventi   legislativi
          recanti misure per il sostegno di persone  con  disabilita'
          grave, prive di sostegno familiare.». 

                                 Art. 10 
 
                             Entrata in vigore 
 
  1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 22 giugno 2016 
 
                             MATTARELLA 
 
 
                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei
                                ministri 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 
 

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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale