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Pena di morte tra
legge e prassi in 29 Paesi c'è ma non si applica
In altri undici non
esiste ma solo per i reati ordinari
SONO ventinove i Paesi
che, pur non avendo cancellato la pena di morte dalle loro leggi, hanno
rinunciato alle esecuzioni capitali da almeno dieci anni, oppure hanno
introdotto delle moratorie. Molti si trovano in
Africa
dove, su 53 Paesi, venti sono abolizionisti nella pratica ma non sulla
carta. Il 16 settembre 2005 la
Liberia
ha fatto salire a tredici il numero dei Paesi africani che hanno
eliminato la pena di morte per tutti i crimini. In almeno due Stati,
Malawi
e
Zambia,
è in vigore una moratoria. Nel primo, dove l'ultima esecuzione risale al
2002, il presidente Muluzi, nel maggio 2004, ha commutato in ergastolo
79 condanne a morte ed ha liberato 320 prigionieri. Lo Zambia, invece,
ha emesso 41 condanne a morte dal 2001, ma non sono state eseguite. A
febbraio 2007 il presidente Levy Mwanawasa ha confermato di voler
seguire la strada delle non esecuzioni, ma ha anche detto che la pena di
morte non sarà cancellata dal codice penale.
Nella
Federazione russa
l'ultima condanna eseguita risale al 1996: con l'ingresso, il 28
febbraio, nel Consiglio d'Europa, la Federazione si è dovuta impegnare
ad abolire la pena di morte, ma nonostante siano passati più di dieci
anni, l'impegno non è ancora stato mantenuto. Fino al 2010 resterà in
vigore la moratoria avviata nel '96 dall'allora presidente Boris Eltsine,
per conformarsi agli obblighi internazionali, e pi rinnovata nel
dicembre 2006. Il Consiglio d'Europa sta insistendo affinchè la
Federazione passi dalla moratoria all'abolizionismo. Le ultime notizie
sembrano essere confortanti: il 7 febbraio 2007 il presidente Vladimir
Putin si è dichiarato possibilista nel prendere misure per la
soppressione della pena di morte.
Tanti sono i Paesi dove la pena capitale non è stata abolita, ma non si
registrano più condanne. Troviamo in questo elenco l'Algeria
(ultima esecuzione conosciuta nel 1993), il
Benin
(1993),
Brunei Darussalam
(1957),
Burkina Faso
(1988),
Congo
(1982),
Gambia
(1985),
Grenada
(1978),
Kenya
(1987),
Madagascar
(1958),
Maldive
(1952),
Malawi
(1992),
Mali
(1980),
Mauritania
(1987), (1976),
Nauru(1968),
Papua Nuova Guinea
(1950), Repubblica
centro africana (1981),
Sri Lanka
(1976),
Suriname
(1982),
Swaziland
(1982),
Togo
(1978),
Tonga
(1982),
Tunisia
(1991).
Ma in molti casi il rischio di tornare a eseguire condanne capitali,
laddove non sono vietate dalla legge, resta alto. A vigilare anche su
queste realtà, la
Wcadp,
coalizione di organizzazioni impegnate nel campo dei diritti umani
fondata a Roma nel 2002. Ne fanno parte Amnesty International, la
Fédération Internationale des Droits de l'Homme (Fidh), Penal Reform
International (Pri), la Fédération Internationale de l'Action des
Chrétiens pour l'Abolition de la Torture (Fiacat) e la Comunità di Sant'
Egidio. Alla Wcadp hanno inoltre aderito diversi gruppi ed enti italiani
(fra cui la Regione Toscana ed i comuni di Matera, Reggio Emilia e
Venezia, la Coalizione italiana contro la pena di morte, il Comitato
Paul Rougeau) nonché alcune associazioni attive in paesi mantenitori,
compresi Forum 90 (Giappone), Madri contro la Pena di morte (Uzbekistan)
e Journey of Hope (Usa). Ancora oggi non c'è certezza assoluta sui dati
raccolti circa la pena di morte perché molte sfuggono ad ogni controllo.
La Tabella
Altri undici sono i Paesi che hanno eliminato la pena
di morte per i reati ordinari ma la mantengono per casi particolari,
ad esempio in tempo di guerra. In Albania la pena è stata abolita il 10
dicembre 1999 perchè contraria allo spirito della nuova Costituzione
approvata con il referendum popolare del 22 novembre 1998. Più
recentemente in Cile, l'abolizione risale al 28 maggio 2001. E poi
Argentina
(1984),
Bolivia
(1997),
Brasile
(1979),
El Salvador
(1983),
Fiji
(1979), Isole Cook (1978),
Israele
(1954),
Lettonia
(1999). In
Perù
la pena è stata abolita nel 1979, ma nel '93 il Parlamento ha approvato
una nuova Costituzione che prevede, all'articolo 103, la pena di morte
per i terroristi. Non è applicabile perchè viola la Convenzione
americana per il diritti dell'uomo firmata nel '69, ma tre disegni di
legge, in attesa di essere votati, ne propongono il ripristino ed il
ritiro del Paese dalla suddetta Convenzione.
LaTabella
L'Indonesia,
il 6 marzo 2003, ha convertito in legge un decreto d'urgenza - emesso
nell'ottobre 2002 dopo gli attentati di Bali, dove morirono 202 persone
- per introdurre la legge introduce la pena di morte per i terroristi. E
a settembre 2006 il Paese, che è nel Consiglio dei diritti umani, è
diventato di nuovo teatro di tre condanne a morte. Si sperava che la
ratifica del Patto internazionale dei diritti civili e politici aprisse
al Paese la strada per l'abolizione - come è accaduto a giugno nelle
Filippine
- invece almeno novanta persone si trovano nei bracci della morte delle
carcere indonesiane.
(11 marzo 2007) (da
La Repubblica)
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