LEGGE 26 ottobre 2016, n. 198 

Istituzione del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione e deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell'editoria e dell'emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. Procedura per l'affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. (16G00211) (GU Serie Generale n.255 del 31-10-2016)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/11/2016

 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
approvato; 
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
 
 
                              Promulga 
 
la seguente legge: 
 
                               Art. 1 
 
 
Istituzione   del   Fondo   per   il   pluralismo   e   l'innovazione
                          dell'informazione 
 
  1. Al fine di assicurare la piena attuazione dei  principi  di  cui
all'articolo 21 della Costituzione, in materia di diritti,  liberta',
indipendenza e pluralismo dell'informazione, nonche'  di  incentivare
l'innovazione   dell'offerta   informativa   e   dei   processi    di
distribuzione e di vendita, la capacita' delle imprese del settore di
investire e di acquisire posizioni di mercato sostenibili nel  tempo,
nonche' lo  sviluppo  di  nuove  imprese  editrici  anche  nel  campo
dell'informazione digitale, e' istituito nello  stato  di  previsione
del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  il  Fondo  per   il
pluralismo e l'innovazione dell'informazione, di cui all'articolo  1,
comma 160, primo periodo, lettera b), della legge 28  dicembre  2015,
n. 208, come sostituita dall'articolo 10,  comma  1,  della  presente
legge, di seguito denominato «Fondo». 
  2. Nel Fondo confluiscono: 
    a) le risorse statali destinate alle diverse  forme  di  sostegno
all'editoria quotidiana e  periodica,  anche  digitale,  comprese  le
risorse disponibili del Fondo straordinario  per  gli  interventi  di
sostegno all'editoria, di cui all'articolo 1, comma 261, della  legge
27 dicembre 2013, n. 147; 
    b) le  risorse  statali  destinate  all'emittenza  radiofonica  e
televisiva in ambito locale, iscritte nello stato di  previsione  del
Ministero dello sviluppo economico ai sensi  dell'articolo  1,  comma
162, della legge 28 dicembre 2015, n. 208; 
    c) una quota, fino ad un importo massimo di 100 milioni  di  euro
in ragione d'anno per il periodo 2016-2018, delle eventuali  maggiori
entrate versate a titolo di canone di abbonamento  alla  televisione,
di cui all'articolo 1, comma 160, primo periodo,  lettera  b),  della
legge 28 dicembre 2015, n. 208,  come  sostituita  dall'articolo  10,
comma 1, della presente legge; 
    d) le somme derivanti dal gettito annuale  di  un  contributo  di
solidarieta' pari allo 0,1 per  cento  del  reddito  complessivo  dei
seguenti soggetti passivi dell'imposta di  cui  all'articolo  73  del
testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917: 
      1) concessionari  della  raccolta  pubblicitaria  sulla  stampa
quotidiana e periodica e sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e
digitali; 
      2) societa' operanti  nel  settore  dell'informazione  e  della
comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria  diretta,  in  tale
caso calcolandosi il reddito  complessivo  con  riguardo  alla  parte
proporzionalmente corrispondente, rispetto all'ammontare  dei  ricavi
totali,  allo  specifico  ammontare  dei  ricavi  derivanti  da  tale
attivita'; 
      3) altri soggetti che esercitino l'attivita' di intermediazione
nel mercato della pubblicita' attraverso la ricerca e l'acquisto, per
conto  di  terzi,  di  spazi  sui  mezzi   di   informazione   e   di
comunicazione,  con  riferimento  a  tutti  i  tipi  di   piattaforme
trasmissive, compresa la rete internet. 
  3. Le somme di cui al comma 2, lettera d), sono versate all'entrata
del bilancio dello Stato per essere destinate al Fondo. 
  4.  Il  Fondo  e'  annualmente  ripartito  tra  la  Presidenza  del
Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo  economico,  per
gli interventi di  rispettiva  competenza,  sulla  base  dei  criteri
stabiliti con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,
adottato di concerto  con  i  Ministri  dello  sviluppo  economico  e
dell'economia e delle finanze. Le  somme  non  impegnate  in  ciascun
esercizio possono esserlo in quello successivo.  Le  risorse  di  cui
alle lettere c) e d) del comma 2 sono comunque ripartite  al  50  per
cento tra le due amministrazioni; i  criteri  di  ripartizione  delle
risorse di cui alle lettere a) e b)  del  medesimo  comma  2  tengono
conto  delle  proporzioni  esistenti  tra  le  risorse  destinate  al
sostegno dell'editoria quotidiana  e  periodica  e  quelle  destinate
all'emittenza radiofonica e televisiva a livello locale.  Il  decreto
di  cui  al  primo  periodo  puo'  prevedere  che   una   determinata
percentuale del Fondo sia  destinata  al  finanziamento  di  progetti
comuni che incentivino  l'innovazione  dell'offerta  informativa  nel
campo dell'informazione digitale attuando  obiettivi  di  convergenza
multimediale. Con decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri,
di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono definiti i
requisiti soggettivi, i criteri e le modalita' per la concessione  di
tali finanziamenti; lo schema  di  tale  decreto  e'  trasmesso  alle
Camere per l'espressione dei pareri  delle  Commissioni  parlamentari
competenti per materia, che si pronunciano nel  termine  di  sessanta
giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il  decreto  puo'
comunque essere adottato. Il Presidente del Consiglio  dei  ministri,
qualora non intenda conformarsi  ai  pareri  parlamentari,  trasmette
nuovamente il testo  alle  Camere  con  le  sue  osservazioni  e  con
eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi
di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per  materia
possono esprimersi sulle osservazioni del  Presidente  del  Consiglio
dei ministri entro il termine di dieci giorni dalla data della  nuova
trasmissione. Decorso tale termine, il decreto puo'  comunque  essere
adottato. 
  5. Con regolamento da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma  2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri, di concerto con i  Ministri  dell'economia  e
delle finanze e dello sviluppo economico, sono stabiliti  i  soggetti
beneficiari, i requisiti di ammissione, le modalita', i termini e  le
procedure per l'erogazione di un contributo  per  il  sostegno  delle
spese  sostenute  per  l'utilizzo  di  servizi  di  telefonia  e   di
connessione  dati  in  luogo  delle  riduzioni  tariffarie   di   cui
all'articolo 28, primo, secondo e terzo comma, della legge  5  agosto
1981, n. 416, all'articolo 11 della legge 25 febbraio  1987,  n.  67,
agli articoli 7 e 8 della legge 7 agosto 1990, n. 250, e all'articolo
23, comma 3, della legge 6 agosto 1990,  n.  223.  Sullo  schema  del
regolamento di cui al primo periodo  e'  acquisito  il  parere  delle
competenti Commissioni  parlamentari,  da  esprimere  entro  sessanta
giorni dalla  ricezione.  Decorso  tale  termine  il  regolamento  e'
comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle  disposizioni
regolamentari di cui al primo periodo sono abrogate  le  disposizioni
vigenti,  anche  di  legge,  con   esse   incompatibili,   alla   cui
ricognizione  si  procede  in  sede  di   adozione   delle   medesime
disposizioni regolamentari. Con il medesimo regolamento sono altresi'
stabilite  procedure  amministrative  semplificate  ai   fini   della
riduzione dei tempi di conclusione dei provvedimenti di  liquidazione
delle agevolazioni previste dal citato articolo 28, primo, secondo  e
terzo comma, della legge n. 416 del 1981,  anche  relativamente  agli
anni pregressi. Il contributo di cui al primo  periodo  del  presente
comma e' concesso nel limite delle risorse allo scopo  destinate  dal
decreto di cui al primo periodo del comma 4. 
  6. Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  e'
annualmente  stabilita  la  destinazione  delle  risorse  ai  diversi
interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri. 
  7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni  di  bilancio
negli stati di previsione interessati, anche nel conto dei residui. 
 
			          Avvertenza: 
              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto
          dall'amministrazione  competente  per  materia,  ai   sensi
          dell'art.10,  commi  2  e  3,   del   testo   unico   delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato con decreto del  Presidente  della  Repubblica 28
          dicembre 1985,  n.1092,  al  solo  fine  di  facilitare  la
          lettura delle disposizioni di legge alle quali  e'  operato
          il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia  degli
          atti legislativi qui trascritti. 
              Per le direttive CEE vengono  forniti  gli  estremi  di
          pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'
          europee (GUCE). 
 
          Note all'art. 1: 
              - Si riporta il testo vigente  dell'articolo  21  della
          Costituzione: 
              "Art.  21.   Tutti   hanno   diritto   di   manifestare
          liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
          ogni altro mezzo di diffusione. 
              La stampa non puo' essere soggetta ad autorizzazioni  o
          censure. 
              Si  puo'  procedere  a  sequestro  soltanto  per   atto
          motivato  dell'Autorita'  giudiziaria  (24)  nel  caso   di
          delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo
          autorizzi, o nel caso di  violazione  delle  norme  che  la
          legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. 
              In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non  sia
          possibile   il   tempestivo    intervento    dell'Autorita'
          giudiziaria,  il  sequestro  della  stampa  periodica  puo'
          essere eseguito da ufficiali di  polizia  giudiziaria,  che
          devono immediatamente, e non mai  oltre  ventiquattro  ore,
          fare denunzia all'Autorita' giudiziaria. Se questa  non  lo
          convalida nelle ventiquattro ore successive,  il  sequestro
          s'intende revocato e privo d'ogni effetto. 
              La  legge  puo'  stabilire,  con  norme  di   carattere
          generale, che siano resi  noti  i  mezzi  di  finanziamento
          della stampa periodica. 
              Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli  spettacoli
          e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon  costume.
          La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e  a
          reprimere le violazioni.". 
              Si riporta il testo del comma 160 dell'articolo 1 della
          legge  28  dicembre  2015,  n.  208  (Disposizioni  per  la
          formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
          legge di stabilita' 2016)", come modificato dalla  presente
          legge: 
              "160. Per gli anni  dal  2016  al  2018,  le  eventuali
          maggiori entrate versate a titolo di canone di  abbonamento
          alla televisione rispetto alle somme gia' iscritte  a  tale
          titolo nel bilancio di  previsione  per  l'anno  2016  sono
          riversate all'Erario per una quota pari al 33 per cento del
          loro ammontare per l'anno 2016  e  del  50  per  cento  per
          ciascuno degli anni 2017 e 2018, per essere destinate: 
              a) all'ampliamento sino  ad  euro  8.000  della  soglia
          reddituale prevista dall'articolo 1, comma 132, della legge
          24 dicembre 2007, n.  244,  ai  fini  della  esenzione  dal
          pagamento del canone di abbonamento televisivo in favore di
          soggetti di eta' pari o superiore a settantacinque anni; 
              b) al finanziamento, fino ad un importo massimo di  100
          milioni di  euro  in  ragione  d'anno,  del  Fondo  per  il
          pluralismo  e  l'innovazione  dell'informazione   istituito
          nello stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e
          delle finanze; 
              c) al Fondo per la riduzione della  pressione  fiscale,
          di cui all'articolo 1, comma 431, della legge  27  dicembre
          2013, n. 147, e successive modificazioni. Le somme  di  cui
          al presente comma sono ripartite con decreto  del  Ministro
          dell'economia e delle finanze, di concerto con il  Ministro
          dello  sviluppo  economico,  che  stabilisce  altresi'   le
          modalita' di fruizione dell'esenzione di cui  alla  lettera
          a),   ferma   restando   l'assegnazione    alla    societa'
          RAI-Radiotelevisione  italiana  Spa  della  restante  quota
          delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone
          di abbonamento.  Le  quote  delle  entrate  del  canone  di
          abbonamento gia' destinate  dalla  legislazione  vigente  a
          specifiche   finalita'   sono   attribuite    sulla    base
          dell'ammontare delle predette somme iscritte  nel  bilancio
          di  previsione  per  l'anno  2016,  ovvero   dell'ammontare
          versato al predetto titolo nell'esercizio  di  riferimento,
          se inferiore alla previsione per il 2016. Le somme  di  cui
          al  presente  comma  non  impegnate  in  ciascun  esercizio
          possono esserlo in quello successivo.". 
              -  Si  riporta  il  testo   vigente   del   comma   261
          dell'articolo 1  della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147
          (Disposizioni per la  formazione  del  bilancio  annuale  e
          pluriennale dello Stato - legge di stabilita' 2014): 
              "261. E' istituito, presso la Presidenza del  Consiglio
          dei ministri, il «Fondo straordinario per gli interventi di
          sostegno all'editoria» con la dotazione di  50  milioni  di
          euro per l'anno 2014, 40 milioni di euro per l'anno 2015  e
          30  milioni  di  euro  per  l'anno   2016,   destinato   ad
          incentivare, in conformita'  con  il  regolamento  (CE)  n.
          1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo
          agli  aiuti  di  importanza  minore   (de   minimis),   gli
          investimenti  delle  imprese  editoriali,  anche  di  nuova
          costituzione,  orientati  all'innovazione   tecnologica   e
          digitale   e   all'ingresso   di   giovani   professionisti
          qualificati nel campo dei nuovi media  ed  a  sostenere  le
          ristrutturazioni aziendali e  gli  ammortizzatori  sociali.
          Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,
          ovvero del sottosegretario di  Stato  alla  Presidenza  del
          Consiglio dei ministri con delega  per  l'informazione,  la
          comunicazione e l'editoria, da adottare entro il  31  marzo
          di ciascun anno del triennio, di concerto con  il  Ministro
          del lavoro e delle politiche  sociali,  il  Ministro  dello
          sviluppo economico ed il  Ministro  dell'economia  e  delle
          finanze, sentite le organizzazioni sindacali dei datori  di
          lavoro   e    dei    lavoratori    comparativamente    piu'
          rappresentative  sul  piano  nazionale  nel  settore  delle
          imprese editrici e delle agenzie di  stampa,  e'  definita,
          previa ricognizione annuale delle  specifiche  esigenze  di
          sostegno delle imprese, la ripartizione delle  risorse  del
          predetto Fondo.". 
              -  Si  riporta  il  testo   vigente   del   comma   162
          dell'articolo 1 della citata legge n. 208 del 2015: 
              "162. Nel Fondo  di  cui  al  comma  160,  lettera  b),
          confluiscono altresi' le risorse iscritte  nello  stato  di
          previsione del Ministero dello sviluppo economico  relative
          ai contributi in  favore  delle  emittenti  radiofoniche  e
          televisive in ambito locale.". 
              - Si riporta il  testo  vigente  dell'articolo  73  del
          decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,
          n. 917 (Approvazione del  testo  unico  delle  imposte  sui
          redditi): 
              "Art. 73. Soggetti passivi 
              1.  Sono  soggetti  all'imposta   sul   reddito   delle
          societa': 
              a) le societa' per azioni e in accomandita per  azioni,
          le  societa'  a  responsabilita'  limitata,   le   societa'
          cooperative e le societa' di mutua  assicurazione,  nonche'
          le societa' europee di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001
          e le societa' cooperative europee  di  cui  al  regolamento
          (CE) n. 1435/2003 residenti nel territorio dello Stato; 
              b) gli enti pubblici e privati diversi dalle  societa',
          nonche' i trust, residenti nel territorio dello Stato,  che
          hanno per oggetto esclusivo  o  principale  l'esercizio  di
          attivita' commerciali; 
              c) gli enti pubblici e privati diversi dalle  societa',
          i trust che non hanno per oggetto  esclusivo  o  principale
          l'esercizio di attivita' commerciale nonche' gli  organismi
          di investimento collettivo  del  risparmio,  residenti  nel
          territorio dello Stato; 
              d) le societa' e gli enti  di  ogni  tipo,  compresi  i
          trust, con o senza personalita'  giuridica,  non  residenti
          nel territorio dello Stato. 
              2. Tra gli enti diversi dalle  societa',  di  cui  alle
          lettere b) e c) del comma 1,  si  comprendono,  oltre  alle
          persone giuridiche, le  associazioni  non  riconosciute,  i
          consorzi e le  altre  organizzazioni  non  appartenenti  ad
          altri  soggetti  passivi,  nei  confronti  delle  quali  il
          presupposto dell'imposta si verifica  in  modo  unitario  e
          autonomo. Tra le societa' e gli enti di cui alla lettera d)
          del  comma  1  sono  comprese  anche  le  societa'   e   le
          associazioni indicate nell'articolo 5. Nei casi  in  cui  i
          beneficiari  del  trust  siano   individuati,   i   redditi
          conseguiti  dal  trust  sono  imputati  in  ogni  caso   ai
          beneficiari in proporzione  alla  quota  di  partecipazione
          individuata nell'atto di costituzione del trust o in  altri
          documenti successivi ovvero, in mancanza, in parti uguali. 
              3. Ai fini delle imposte  sui  redditi  si  considerano
          residenti le societa' e gli enti che per la  maggior  parte
          del periodo di imposta hanno  la  sede  legale  o  la  sede
          dell'amministrazione o l'oggetto principale nel  territorio
          dello  Stato.  Si  considerano   altresi'   residenti   nel
          territorio  dello  Stato  gli  organismi  di   investimento
          collettivo del risparmio istituiti in Italia e, salvo prova
          contraria, i trust e gli istituti aventi analogo  contenuto
          istituiti in Stati o territori diversi da quelli di cui  al
          decreto del Ministro dell'economia e delle finanze  emanato
          ai sensi dell'articolo  168-bis,  in  cui  almeno  uno  dei
          disponenti ed almeno uno dei beneficiari  del  trust  siano
          fiscalmente  residenti  nel  territorio  dello  Stato.   Si
          considerano, inoltre, residenti nel territorio dello  Stato
          i trust istituiti in uno Stato diverso da quelli di cui  al
          decreto del Ministro dell'economia e delle finanze  emanato
          ai sensi  dell'articolo  168-bis,  quando,  successivamente
          alla  loro  costituzione,   un   soggetto   residente   nel
          territorio  dello  Stato  effettui  in  favore  del   trust
          un'attribuzione che importi il trasferimento di  proprieta'
          di beni immobili o la costituzione o  il  trasferimento  di
          diritti reali immobiliari, anche per quote, nonche' vincoli
          di destinazione sugli stessi. 
              4. L'oggetto esclusivo o principale dell'ente residente
          e' determinato in base alla legge, all'atto  costitutivo  o
          allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico  o  di
          scrittura privata autenticata  o  registrata.  Per  oggetto
          principale si intende l'attivita' essenziale per realizzare
          direttamente  gli  scopi  primari  indicati  dalla   legge,
          dall'atto costitutivo o dallo statuto. 
              5. In mancanza dell'atto costitutivo  o  dello  statuto
          nelle  predette  forme,  l'oggetto   principale   dell'ente
          residente   e'   determinato    in    base    all'attivita'
          effettivamente esercitata nel territorio dello Stato;  tale
          disposizione  si  applica  in  ogni  caso  agli  enti   non
          residenti. 
              5-bis. Salvo prova contraria,  si  considera  esistente
          nel territorio dello Stato la sede dell'amministrazione  di
          societa'  ed  enti,   che   detengono   partecipazioni   di
          controllo, ai sensi dell'articolo 2359,  primo  comma,  del
          codice civile, nei soggetti di cui alle lettere a) e b) del
          comma 1, se, in alternativa: 
              a) sono controllati,  anche  indirettamente,  ai  sensi
          dell'articolo 2359, primo  comma,  del  codice  civile,  da
          soggetti residenti nel territorio dello Stato; 
              b)   sono   amministrati    da    un    consiglio    di
          amministrazione, o altro organo  equivalente  di  gestione,
          composto  in  prevalenza  di  consiglieri   residenti   nel
          territorio dello Stato. 
              5-ter. Ai fini della  verifica  della  sussistenza  del
          controllo di cui  al  comma  5-bis,  rileva  la  situazione
          esistente alla data di chiusura dell'esercizio o periodo di
          gestione del soggetto estero controllato. Ai medesimi fini,
          per le persone  fisiche  si  tiene  conto  anche  dei  voti
          spettanti ai familiari di cui all'articolo 5, comma 5. 
              5-quater.  Salvo  prova   contraria,   si   considerano
          residenti nel territorio dello Stato le societa' o enti  il
          cui patrimonio sia investito in misura prevalente in  quote
          o  azioni  di  organismi  di  investimento  collettivo  del
          risparmio immobiliari, e siano controllati  direttamente  o
          indirettamente, per il tramite di societa' fiduciarie o per
          interposta persona, da soggetti  residenti  in  Italia.  Il
          controllo e' individuato ai sensi dell'articolo 2359, commi
          primo   e   secondo,   del   codice   civile,   anche   per
          partecipazioni  possedute   da   soggetti   diversi   dalle
          societa'. 
              5-quinquies. I redditi degli organismi di  investimento
          collettivo del risparmio istituiti in Italia, diversi dagli
          organismi  di   investimento   collettivo   del   risparmio
          immobiliari, e di quelli  con  sede  in  Lussemburgo,  gia'
          autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato,  di
          cui all'articolo  11-bis  del  decreto-legge  30  settembre
          1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25
          novembre 1983, n. 649,  e  successive  modificazioni,  sono
          esenti dalle imposte sui redditi  purche'  il  fondo  o  il
          soggetto incaricato della gestione sia sottoposto  a  forme
          di vigilanza prudenziale. Le ritenute operate  sui  redditi
          di capitale sono a titolo definitivo. Non si  applicano  le
          ritenute previste dai commi 2  e  3  dell'articolo  26  del
          D.P.R.   29   settembre   1973,   n.   600   e   successive
          modificazioni, sugli interessi ed altri proventi dei  conti
          correnti e depositi bancari, e  le  ritenute  previste  dai
          commi 3-bis e 5 del medesimo articolo  26  e  dall'articolo
          26-quinquies del  predetto  decreto  nonche'  dall'articolo
          10-ter della legge 23  marzo  1983,  n.  77,  e  successive
          modificazioni.". 
              - Si riporta il testo vigente del comma 2 dell'articolo
          17  della  legge  23  agosto  1988,  n.   400   (Disciplina
          dell'attivita' di Governo e  ordinamento  della  Presidenza
          del Consiglio dei Ministri): 
              "Art. 17. Regolamenti. 
              (Omissis). 
              2. Con decreto del Presidente della Repubblica,  previa
          deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,  sentito   il
          Consiglio  di  Stato  e  previo  parere  delle  Commissioni
          parlamentari competenti  in  materia,  che  si  pronunciano
          entro  trenta  giorni  dalla  richiesta,  sono  emanati   i
          regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da
          riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione,  per
          le  quali   le   leggi   della   Repubblica,   autorizzando
          l'esercizio  della  potesta'  regolamentare  del   Governo,
          determinano le norme generali regolatrici della  materia  e
          dispongono l'abrogazione delle norme vigenti,  con  effetto
          dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. 
              (Omissis).". 
              - Si riporta il testo vigente  dell'articolo  28  della
          legge 5 agosto  1981,  n.  416  (Disciplina  delle  imprese
          editrici e provvidenze per l'editoria): 
              "Art. 28. Tariffe telefoniche, telegrafiche, postali  e
          dei trasporti. 
              A far data dal trimestre successivo a quello di entrata
          in vigore della presente  legge,  le  tariffe  telefoniche,
          fatturate dai gestori dei servizi per le  imprese  editrici
          iscritte nel registro di cui all'articolo 11  limitatamente
          alle linee delle  testate  con  periodicita'  effettiva  di
          almeno nove numeri all'anno da esse edite, sono ridotte del
          cinquanta  per  cento.  La  riduzione,   che   assorbe   le
          agevolazioni  riconosciute  alla  stampa  relativamente  ai
          servizi di cui all'articolo 294 del testo  unico  approvato
          con D.P.R.  29  marzo  1973,  n.  156,  si  applica  dietro
          documentata richiesta degli aventi diritto, in  aggiunta  a
          tutte le altre riduzioni, tariffe in abbonamento, forme  di
          forfettizzazione attualmente esistenti, mediante  riduzione
          delle relative somme riportate in bolletta  o  diversamente
          fatturate, esclusi i prelievi fiscali. 
              La stessa riduzione  di  cui  al  comma  precedente  si
          applica per la cessione in uso di circuiti telefonici  e  a
          larga banda punto a punto e multipunto in ambito  nazionale
          per  fonia  e  trasmissione  dati,  per  la   utilizzazione
          telefotografica,    telegrafica,    fototelegrafica     per
          trasmissioni in fac-simile  a  distanza  delle  pagine  del
          giornale e delle telefoto per trasmissioni  in  simultanea,
          telegrafiche   e   fototelegrafiche   con   apparecchiature
          multiplex, nonche' alle tariffe telex e  telegrafiche.  [Il
          Ministro  delle  poste   e   delle   telecomunicazioni   e'
          autorizzato a praticare in favore delle imprese di  cui  al
          primo comma riduzioni della tariffa ordinaria delle  stampe
          periodiche   spedite   in   abbonamento    postale].    [La
          classificazione  delle  stampe  ai  fini  dell'applicazione
          della tariffa  ridotta  prevista  dall'articolo  56,  primo
          comma, del testo unico approvato con D.P.R. 29 marzo  1973,
          n. 156, non puo' essere fatta in base ad  elementi  diversi
          da quello  della  periodicita'  della  loro  pubblicazione,
          salvo per quelle di cui all'articolo 10, comma  1,  lettera
          c), della L. 25 febbraio 1987, n. 67, che saranno  inserite
          nello stesso gruppo di spedizione  in  abbonamento  postale
          dei giornali quotidiani, a condizione che  sia  intervenuto
          l'accertamento di cui al comma 2 del medesimo art.  10].  I
          provvedimenti   del   Ministro   delle   poste   e    delle
          telecomunicazioni di cui al presente comma sono  comunicati
          al Garante dell'editoria, che ne  riferisce  al  Parlamento
          nell'ambito della relazione semestrale. 
              Le riduzioni tariffarie di cui ai precedenti commi sono
          estese, in quanto applicabili, al  servizio  di  spedizione
          delle rese. 
              Le riduzioni di cui ai commi  precedenti  si  applicano
          con decorrenza dal  primo  giorno  del  mese  successivo  a
          quello della richiesta. 
              Il Ministro delle poste e  delle  telecomunicazioni  e'
          autorizzato  ad  istituire  sulla  rete  nazionale  servizi
          speciali di trasporti  aerei,  terrestri  e  marittimi  dei
          giornali quotidiani e periodici. Analoghi  servizi  possono
          essere istituiti anche dalle agenzie pubbliche di trasporto
          ferroviario ed automobilistico. 
              Il Ministro delle poste e  delle  telecomunicazioni  e'
          autorizzato,   altresi',   ad   istituire   sale    stampa,
          destinandovi  appositi  locali  e  proprio  personale.   E'
          autorizzato    inoltre    a    porre     a     disposizione
          dell'Associazione della stampa estera in  Italia  un'idonea
          sede e proprio personale. 
              Le compensazioni finanziarie derivanti dalle  riduzioni
          tariffarie di cui al presente articolo sono effettuate  dal
          Ministro del tesoro  nei  confronti  delle  amministrazioni
          pubbliche, anche per le somme da rimborsare da queste  alle
          rispettive societa'  concessionarie  in  conseguenza  delle
          suddette  agevolazioni.   L'importo   delle   compensazioni
          relative  ai  servizi  gestiti  dall'Amministrazione  delle
          poste e delle telecomunicazioni e' stabilito  nella  misura
          di lire 50 miliardi annui  indipendentemente  da  eventuali
          adeguamenti delle tariffe dei servizi stessi. 
              Sono escluse dalle agevolazioni tariffarie  di  cui  al
          presente articolo  le  stampe  propagandistiche  contenenti
          pubblicita' relativa alle  vendite  per  corrispondenza  ai
          cataloghi relativi alle  vendite  stesse.  Alle  suindicate
          stampe si applicano le tariffe di cui al D.P.R. 29  ottobre
          1976, n. 726, e successive modificazioni.". 
              - Si riporta il testo vigente  dell'articolo  11  della
          legge 25 febbraio 1987, n. 67 (Rinnovo della  L.  5  agosto
          1981, n. 416, recante disciplina delle imprese  editrici  e
          provvidenze per l'editoria): 
              "Art.  11.  Contributi  ad  imprese   radiofoniche   di
          informazione. 
              1. Le imprese di  radiodiffusione  sonora  che  abbiano
          registrato la testata radiofonica  giornalistica  trasmessa
          presso  il   competente   tribunale   e   che   trasmettano
          quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti
          politici,  religiosi,  economici,  sociali,   sindacali   o
          letterari, per non meno del  25  per  cento  delle  ore  di
          trasmissione comprese tra le ore  7  e  le  ore  20,  hanno
          diritto a decorrere dal 1° gennaio 2007: 
              a) alle riduzioni tariffarie di cui all'art. 28,  L.  5
          agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni,  applicate
          con  le  stesse  modalita'  anche  ai  consumi  di  energia
          elettrica, ai  canoni  di  noleggio  e  di  abbonamento  ai
          servizi  di  telecomunicazione  di  qualsiasi   tipo,   ivi
          compresi i sistemi via satellite; 
              b) al  rimborso  del  60  per  cento  delle  spese  per
          l'abbonamento ai servizi di tre agenzie di  informazione  a
          diffusione nazionale o regionale. 
              2.  Alle  imprese  radiofoniche  che  risultino  essere
          organi di partiti politici rappresentati in almeno un  ramo
          del Parlamento, le quali: 
              a)  abbiano   registrato   la   testata   giornalistica
          trasmessa presso il competente tribunale; 
              b)   trasmettano   quotidianamente   propri   programmi
          informativi su avvenimenti politici, religiosi,  economici,
          sociali, sindacali o letterari per  non  meno  del  30  per
          cento delle ore di trasmissione comprese tra le ore 7 e  le
          ore 20; 
              c) non siano  editori  o  controllino,  direttamente  o
          indirettamente, organi di informazione di cui  al  comma  6
          dell'articolo 9; 
              viene corrisposto a  cura  del  Servizio  dell'Editoria
          della Presidenza del Consiglio, ai sensi della L. 5  agosto
          1981, n. 416 , per il quinquennio 1986-1990  un  contributo
          annuo fisso pari al 70 per  cento  della  media  dei  costi
          risultanti dai bilanci degli  ultimi  due  esercizi  avendo
          riferimento per la prima applicazione agli esercizi 1985  e
          1986, inclusi gli ammortamenti, e comunque non superiore  a
          due miliardi. 
              3. Le imprese  di  cui  al  precedente  comma  2  hanno
          diritto alle riduzioni tariffarie di cui all'art. 28  della
          L. 5 agosto 1981, n. 416, applicate con le stesse modalita'
          anche  ai  consumi  di  energia  elettrica,  nonche'   alle
          agevolazioni di credito di cui al successivo art. 20  e  al
          rimborso previsto dalla lettera b) del comma 1 del presente
          articolo. 
              4.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei
          ministri di concerto con il Ministro delle  poste  e  delle
          telecomunicazioni, da emanarsi entro 90 giorni dall'entrata
          in vigore della  presente  legge,  saranno  disciplinati  i
          metodi e le procedure per l'accertamento del  possesso  dei
          requisiti per l'accesso alle provvidenze di cui al presente
          articolo, nonche' per  la  verifica  periodica  della  loro
          persistenza.". 
              Il testo della legge 7 agosto 1990, n. 250 (Provvidenze
          per l'editoria e riapertura dei  termini,  a  favore  delle
          imprese radiofoniche, per la dichiarazione di rinuncia agli
          utili di cui all'articolo 9, comma 2, della L. 25  febbraio
          1987, n. 67, per l'accesso ai benefici di cui  all'articolo
          11 della legge stessa)e' pubblicato  nella  Gazz.  Uff.  27
          agosto 1990, n. 199. 
              - Si riporta il testo vigente  dell'articolo  23  della
          legge  6  agosto  1990,  n.  223  (Disciplina  del  sistema
          radiotelevisivo pubblico e privato): 
              "Art. 23. Misure di sostegno della radiodiffusione. 
              (Omissis). 
              2.  Le  Regioni,  con  proprio  provvedimento,  possono
          disporre agevolazioni a favore  dei  concessionari  privati
          per la radiodiffusione sonora a  carattere  comunitario  in
          ambito  locale,  in  particolare   con   riferimento   alla
          copertura dei  costi  di  installazione  e  gestione  degli
          impianti. 
              3. Ai concessionari per la  radiodiffusione  televisiva
          in ambito locale, ovvero ai  soggetti  autorizzati  per  la
          radiodiffusione televisiva locale di cui  all'articolo  32,
          che abbiano registrato  la  testata  televisiva  presso  il
          competente tribunale  e  che  trasmettano  quotidianamente,
          nelle ore comprese tra le  07,00  e  le  23,00  per  almeno
          un'ora, programmi informativi autoprodotti  su  avvenimenti
          politici,  religiosi,  economici,  sociali,   sindacali   o
          culturali, si applicano  i  benefici  di  cui  al  comma  1
          dell'articolo 11 della L. 25 febbraio 1987, n. 67  ,  cosi'
          come modificato dall'articolo 7 della L. 7 agosto 1990,  n.
          250, nonche' quelli di cui agli articoli 28, 29 e 30  della
          L. 5 agosto 1981, n. 416 , e  successive  modificazioni  ed
          integrazioni.". 

                                   Art. 2 
 
Deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno
  pubblico per il settore dell'editoria e dell'emittenza  radiofonica
  e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici  dei
  giornalisti e della composizione e delle competenze  del  Consiglio
  nazionale dell'Ordine dei giornalisti 
 
  1. Per garantire maggiori coerenza,  trasparenza  ed  efficacia  al
sostegno pubblico all'editoria, il Governo e' delegato  ad  adottare,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente  legge,
uno o piu' decreti legislativi aventi  ad  oggetto  la  ridefinizione
della disciplina dei contributi  diretti  alle  imprese  editrici  di
quotidiani e periodici, la previsione di misure per il sostegno  agli
investimenti delle imprese editrici e  dell'emittenza  radiofonica  e
televisiva  locale,  l'innovazione  del  sistema   distributivo,   il
finanziamento  di  progetti  innovativi   nel   campo   dell'editoria
presentati da imprese di nuova costituzione, nonche' la previsione di
misure  a   sostegno   di   processi   di   ristrutturazione   e   di
riorganizzazione delle imprese editrici gia' costituite. 
  2. Nell'esercizio della delega di cui al comma  1,  il  Governo  si
attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: 
    a)  con  riferimento  ai  destinatari  dei  contributi,  parziale
ridefinizione   della   platea   dei   beneficiari,   ammettendo   al
finanziamento  le  imprese  editrici  che,  in  ambito   commerciale,
esercitano   unicamente   un'attivita'   informativa    autonoma    e
indipendente, di carattere generale, costituite: 
      1) come cooperative giornalistiche, individuando per le  stesse
criteri in ordine alla compagine  societaria  e  alla  concentrazione
delle quote in capo a ciascun socio; 
      2) come enti senza fini di lucro ovvero come  imprese  editrici
di quotidiani e periodici il cui capitale sia interamente detenuto da
tali enti; 
      3) per un periodo di cinque  anni  dalla  data  di  entrata  in
vigore della presente legge, come imprese editrici  di  quotidiani  e
periodici il cui capitale sia detenuto  in  misura  maggioritaria  da
cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro; 
    b) mantenimento dei contributi, con la possibilita'  di  definire
criteri specifici inerenti  sia  ai  requisiti  di  accesso,  sia  ai
meccanismi di calcolo dei contributi stessi: 
      1)  per  le  imprese  editrici  di   quotidiani   e   periodici
espressione delle minoranze linguistiche; 
      2) per le imprese e gli enti  che  editano  periodici  per  non
vedenti e per ipovedenti, prodotti con caratteri tipografici  normali
o braille, su nastro magnetico o su supporti informatici,  in  misura
proporzionale alla diffusione e al numero delle uscite delle relative
testate; 
      3) per  le  associazioni  dei  consumatori,  a  condizione  che
risultino iscritte nell'elenco istituito dall'articolo 137 del codice
del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206; 
      4) per  le  imprese  editrici  di  quotidiani  e  di  periodici
italiani in lingua italiana editi e diffusi  all'estero  o  editi  in
Italia e diffusi prevalentemente all'estero; 
    c) esclusione dai contributi: 
      1) degli organi di  informazione  dei  partiti,  dei  movimenti
politici  e  sindacali,  dei  periodici  specialistici  a   carattere
tecnico, aziendale, professionale o scientifico; 
      2) di tutte le  imprese  editrici  di  quotidiani  e  periodici
facenti capo a gruppi editoriali quotati o  partecipati  da  societa'
quotate in mercati regolamentati; 
    d) con riferimento ai requisiti per accedere ai contributi: 
      1)  riduzione  a  due  anni  dell'anzianita'  di   costituzione
dell'impresa editrice e di edizione della testata; 
      2) regolare adempimento degli obblighi derivanti dal rispetto e
dall'applicazione del contratto collettivo  di  lavoro,  nazionale  o
territoriale, stipulato  tra  le  organizzazioni  o  le  associazioni
sindacali dei lavoratori dell'informazione e delle  telecomunicazioni
e le associazioni dei relativi  datori  di  lavoro,  comparativamente
piu' rappresentative; 
      3) edizione in formato digitale dinamico e  multimediale  della
testata per la quale si richiede il contributo,  anche  eventualmente
in parallelo con l'edizione su carta; 
      4) obbligo per l'impresa di dare evidenza,  nell'edizione,  del
contributo ottenuto nonche'  di  tutti  gli  ulteriori  finanziamenti
ricevuti a qualunque titolo; 
      5)  obbligo  per  l'impresa  di  adottare   misure   idonee   a
contrastare qualsiasi forma di pubblicita' lesiva dell'immagine e del
corpo della donna; 
    e) con riferimento ai criteri di calcolo del contributo: 
      1) graduazione del contributo in funzione del numero  di  copie
annue vendute, comunque non inferiore al 30  per  cento  delle  copie
distribuite per la vendita per le testate locali e al  20  per  cento
delle copie distribuite per la  vendita  per  le  testate  nazionali,
prevedendo piu' scaglioni cui corrispondono  quote  diversificate  di
rimborso dei costi di produzione della testata e per copia venduta; 
      2)   valorizzazione   delle   voci   di   costo   legate   alla
trasformazione digitale dell'offerta e del  modello  imprenditoriale,
anche mediante la previsione di un aumento delle  relative  quote  di
rimborso, e previsione di criteri di calcolo specifici per le testate
telematiche che producano contenuti  informativi  originali,  tenendo
conto del numero dei giornalisti, dell'aggiornamento dei contenuti  e
del numero effettivo di utenti unici raggiunti; 
      3) previsione di criteri  premiali  per  l'assunzione  a  tempo
indeterminato di lavoratori di eta' inferiore a 35 anni, nonche'  per
l'attivazione di percorsi  di  alternanza  scuola-lavoro  di  cui  al
decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, e per azioni di formazione
e aggiornamento del personale; 
      4) previsione di una riduzione per le imprese che superano, nei
confronti  del  proprio  personale,  dei   propri   collaboratori   e
amministratori, il limite massimo retributivo di cui all'articolo 13,
comma 1, del decreto-legge 24 aprile 2014,  n.  66,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89; 
      5) previsione di limiti massimi  al  contributo  erogabile,  in
relazione all'incidenza percentuale del  contributo  sul  totale  dei
ricavi dell'impresa e comunque nella misura massima del 50 per  cento
di tali ricavi; 
    f) previsione di requisiti di accesso e di regole  di  erogazione
dei contributi diretti quanto piu' possibile omogenei e uniformi  per
le diverse tipologie di imprese destinatarie; 
    g) revisione e semplificazione  del  procedimento  amministrativo
per l'erogazione dei contributi a sostegno dell'editoria,  anche  con
riferimento agli apporti istruttori demandati ad  autorita'  ed  enti
esterni alla Presidenza del Consiglio dei  ministri,  ai  fini  dello
snellimento  dell'istruttoria  e  della  possibilita'  di  erogare  i
contributi con una tempistica piu' efficace per le imprese; 
    h) introduzione di incentivi  agli  investimenti  in  innovazione
digitale dinamica e multimediale, anche attraverso la  previsione  di
modalita' volte a favorire investimenti  strutturali  in  piattaforme
digitali  avanzate,  comuni  a  piu'  imprese  editrici,  autonome  e
indipendenti; 
    i) assegnazione di finanziamenti a progetti innovativi presentati
da imprese editrici di nuova  costituzione,  mediante  bandi  indetti
annualmente; 
    l) con riferimento alla rete di vendita: 
      1) attuazione  del  processo  di  progressiva  liberalizzazione
della vendita di prodotti editoriali, favorendo  l'adeguamento  della
rete alle mutate condizioni, mitigando gli effetti negativi di  breve
termine, assicurando agli  operatori  parita'  di  condizioni,  ferma
restando l'applicazione dell'articolo 9 della legge 18  giugno  1998,
n. 192,  anche  al  fine  di  migliorare  la  reale  possibilita'  di
fornitura adeguata alle esigenze dell'utenza  del  territorio  e  con
divieto di sospensioni arbitrarie delle  consegne,  e  garantendo  in
tutti i punti di vendita il pluralismo delle testate  presenti  anche
mediante l'introduzione, tenuto conto  della  sussistenza  di  motivi
imperativi  di  interesse  generale,  di  parametri  qualitativi  per
l'esercizio  dell'attivita',  nonche'   di   una   disciplina   della
distribuzione  territoriale  dei   prodotti   editoriali   volta   ad
assicurare a tali punti di vendita l'accesso alle forniture, senza il
loro condizionamento a servizi o prestazioni aggiuntive; 
      2) promozione, di concerto con le  regioni,  di  un  regime  di
piena liberalizzazione degli orari di apertura dei punti di vendita e
rimozione degli ostacoli che limitano  la  possibilita'  di  ampliare
l'assortimento e l'intermediazione di altri beni e  servizi,  con  lo
scopo di accrescerne le fonti  di  ricavo  potenziale,  nel  rispetto
delle norme e delle prescrizioni tecniche poste a tutela di  esigenze
di  salute  pubblica,  ordine  pubblico  e  acquisizione  di  gettito
erariale; 
      3) promozione di sinergie strategiche tra i punti  di  vendita,
al fine di creare le condizioni per  lo  sviluppo  di  nuove  formule
imprenditoriali e commerciali; 
      4)   completamento   in   maniera    condivisa    e    unitaria
dell'informatizzazione delle strutture, al fine di connettere i punti
di vendita e di costituire una nuova  rete  integrata  capillare  nel
territorio; 
    m) con riferimento ai canali di  vendita  telematici,  previsione
che escluda  la  discriminazione  on  line/off  line  in  materia  di
prodotti editoriali vendibili  nonche'  la  limitazione  dell'impresa
editoriale nella  propria  autonomia  di  definizione  di  contenuti,
prezzi, formule commerciali e modalita' di pagamento; 
    n)  incentivazione  fiscale   degli   investimenti   pubblicitari
incrementali  su  quotidiani  e  periodici  nonche'  sulle  emittenti
televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, riconoscendo
un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media
dimensione e alle start up innovative. 
  3. I decreti legislativi  di  cui  al  comma  1  sono  adottati  su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di  concerto  con
il Ministro degli affari esteri e della cooperazione  internazionale,
con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro dello
sviluppo economico, nel rispetto della procedura di cui  all'articolo
14 della legge 23 agosto 1988, n. 400. 
  4.  Al  fine  di  rendere  l'accesso  ai  prepensionamenti  per   i
giornalisti progressivamente conforme  alla  normativa  generale  del
sistema pensionistico, nonche' di razionalizzare la composizione e le
attribuzioni del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti,  il
Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi aventi
ad oggetto l'incremento dei requisiti e la ridefinizione dei  criteri
per il ricorso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata  di
cui all'articolo 37, comma 1, lettera b), della legge 5 agosto  1981,
n. 416, e la revisione della  composizione  e  delle  competenze  del
Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. 
  5. Nell'esercizio della delega di cui al comma  4,  il  Governo  si
attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: 
    a)  incremento,  nella  direzione  di  un  allineamento  con   la
disciplina generale  del  sistema  pensionistico,  dei  requisiti  di
anzianita' anagrafica e contributiva per l'accesso ai trattamenti  di
pensione di vecchiaia anticipata previsti dall'articolo 37, comma  1,
lettera b), della legge 5 agosto 1981, n. 416,  prevedendo,  in  ogni
caso,  il  divieto  di  mantenere  un  rapporto  lavorativo  con   il
giornalista  che  abbia  ottenuto  il  trattamento  pensionistico,  e
revisione della procedura per il riconoscimento degli stati di  crisi
delle imprese  editrici  ai  fini  dell'accesso  agli  ammortizzatori
sociali e ai prepensionamenti; 
    b)  riordino  e  razionalizzazione  delle  norme  concernenti  il
Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti nei seguenti ambiti: 
      1) competenze in materia di formazione; 
      2) procedimenti nelle materie  di  cui  all'articolo  62  della
legge  3  febbraio  1963,  n.   69,   prevedendo,   in   particolare,
l'eliminazione  della  facolta'  di  cumulo  delle  impugnative   dei
provvedimenti dei consigli regionali dell'Ordine dinanzi al Consiglio
nazionale con  quelle  giurisdizionali,  stabilendo  la  loro  natura
alternativa, ferma  restando  la  possibilita'  di  proporre  ricorso
straordinario al Presidente della Repubblica nel caso di  impugnativa
dinanzi al Consiglio nazionale dell'Ordine; 
      3) numero dei componenti, da stabilire nel  numero  massimo  di
sessanta consiglieri, di cui due  terzi  giornalisti  professionisti,
tra i quali almeno un  rappresentante  delle  minoranze  linguistiche
riconosciute,  e  un  terzo  pubblicisti,  tra  i  quali  almeno   un
rappresentante delle  minoranze  linguistiche  riconosciute,  purche'
titolari di una  posizione  previdenziale  attiva  presso  l'Istituto
nazionale di previdenza dei giornalisti italiani; 
      4) adeguamento del sistema elettorale,  garantendo  la  massima
rappresentativita' territoriale. 
  6. I decreti legislativi  di  cui  al  comma  4  sono  adottati  su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di  concerto  con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e  con  il  Ministro
dell'economia e delle finanze, nonche', per  l'ipotesi  di  cui  alla
lettera b) del comma 5, di concerto con il Ministro della giustizia e
sentito il  Consiglio  nazionale  dell'Ordine  dei  giornalisti,  nel
rispetto della procedura di cui all'articolo 14 della legge 23 agosto
1988, n. 400. 
  7. All'attuazione della delega di cui al comma 1  si  provvede  nel
limite delle risorse disponibili  sul  Fondo.  Dall'attuazione  della
delega di cui al comma 4 non devono derivare nuovi o  maggiori  oneri
per la finanza pubblica. 
  8. Gli schemi dei decreti legislativi  di  cui  ai  commi  1  e  4,
corredati di  relazione  tecnica  che  dia  conto  della  neutralita'
finanziaria dei medesimi, a seguito di deliberazione preliminare  del
Consiglio dei ministri, sono trasmessi alla Camera dei deputati e  al
Senato della Repubblica affinche' su di essi  siano  espressi,  entro
sessanta  giorni  dalla  data  di  trasmissione,   i   pareri   delle
Commissioni parlamentari competenti  per  materia  e  per  i  profili
finanziari. Decorso  tale  termine,  i  decreti  legislativi  possono
essere adottati anche in mancanza dei pareri. Il Governo, qualora non
intenda conformarsi ai pareri parlamentari,  trasmette  nuovamente  i
testi  alle  Camere  con  le  sue  osservazioni   e   con   eventuali
modificazioni,  corredate  dei  necessari  elementi  integrativi   di
informazione e di motivazione. Le Commissioni parlamentari  esprimono
il proprio parere entro venti giorni dalla  trasmissione,  decorsi  i
quali i decreti sono adottat
                             Note all'art. 2: 
             
        - Si riporta il testo  vigente  dell'articolo  137  del
           decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206  (Codice  del
          consumo, a norma dell'articolo  7  della  legge  29  luglio
          2003, n. 229): 
              "Art. 137. Elenco delle associazioni dei consumatori  e
          degli utenti rappresentative a livello nazionale 
              1. Presso il  Ministero  dello  sviluppo  economico  e'
          istituito l'elenco delle  associazioni  dei  consumatori  e
          degli utenti rappresentative a livello nazionale. 
              2. L'iscrizione nell'elenco e' subordinata al possesso,
          da  comprovare  con  la  presentazione  di   documentazione
          conforme alle prescrizioni e alle procedure  stabilite  con
          decreto del Ministro dello sviluppo economico, dei seguenti
          requisiti: 
              a) avvenuta  costituzione,  per  atto  pubblico  o  per
          scrittura  privata  autenticata,  da  almeno  tre  anni   e
          possesso di uno statuto che sancisca un ordinamento a  base
          democratica e preveda come scopo esclusivo  la  tutela  dei
          consumatori e degli utenti, senza fine di lucro; 
              b) tenuta  di  un  elenco  degli  iscritti,  aggiornato
          annualmente   con   l'indicazione   delle   quote   versate
          direttamente all'associazione per gli scopi statutari; 
              c) numero di iscritti non inferiore allo 0,5 per  mille
          della popolazione nazionale e presenza  sul  territorio  di
          almeno cinque regioni o province autonome, con un numero di
          iscritti non inferiore allo 0,2 per mille degli abitanti di
          ciascuna  di  esse,  da   certificare   con   dichiarazione
          sostitutiva  dell'atto  di  notorieta'  resa   dal   legale
          rappresentante dell'associazione con le  modalita'  di  cui
          agli  articoli  46  e  seguenti  del  testo   unico   delle
          disposizioni legislative  e  regolamentari  in  materia  di
          documentazione  amministrativa,  di  cui  al  decreto   del
          Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; 
              d) elaborazione di un bilancio annuale delle entrate  e
          delle uscite con  indicazione  delle  quote  versate  dagli
          associati e tenuta dei libri contabili, conformemente  alle
          norme vigenti in materia di contabilita' delle associazioni
          non riconosciute; 
              e) svolgimento di  un'attivita'  continuativa  nei  tre
          anni precedenti; 
              f) non avere i suoi rappresentanti legali subito alcuna
          condanna, passata in giudicato, in relazione  all'attivita'
          dell'associazione medesima,  e  non  rivestire  i  medesimi
          rappresentanti  la   qualifica   di   imprenditori   o   di
          amministratori  di  imprese  di  produzione  e  servizi  in
          qualsiasi forma costituite, per gli stessi settori  in  cui
          opera l'associazione. 
              3. Alle associazioni dei consumatori e degli utenti  e'
          preclusa  ogni  attivita'  di  promozione   o   pubblicita'
          commerciale avente per oggetto beni o servizi  prodotti  da
          terzi ed ogni  connessione  di  interessi  con  imprese  di
          produzione o di distribuzione. 
              4.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico  provvede
          annualmente all'aggiornamento dell'elenco. 
              5. All'elenco  di  cui  al  presente  articolo  possono
          iscriversi anche le associazioni dei  consumatori  e  degli
          utenti operanti esclusivamente nei territori ove  risiedono
          minoranze linguistiche costituzionalmente riconosciute,  in
          possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettere  a),  b),
          d), e)  e  f),  nonche'  con  un  numero  di  iscritti  non
          inferiore allo 0,5 per mille degli abitanti della regione o
          provincia  autonoma  di  riferimento,  da  certificare  con
          dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' resa  dal
          legale rappresentante dell'associazione con le modalita' di
          cui agli articoli 46 e seguenti del citato testo unico,  di
          cui al decreto del Presidente della Repubblica n.  445  del
          2000. 
              6. Il Ministero dello sviluppo economico comunica  alla
          Commissione europea l'elenco di cui al comma 1, comprensivo
          anche degli enti di cui all'articolo 139, comma 2,  nonche'
          i   relativi   aggiornamenti   al   fine    dell'iscrizione
          nell'elenco  degli  enti  legittimati  a  proporre   azioni
          inibitorie  a  tutela  degli   interessi   collettivi   dei
          consumatori  istituito   presso   la   stessa   Commissione
          europea.". 
              Il  decreto  legislativo  15   aprile   2005,   n.   77
          (Definizione delle norme generali  relative  all'alternanza
          scuola-lavoro, a norma dell'articolo 4 della  L.  28  marzo
          2003, n. 53) e' pubblicato nella Gazz. Uff. 5 maggio  2005,
          n. 103. 
              - Si riporta il testo vigente del comma 1 dell'articolo
          13 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con
          modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014,  n.  89  (Misure
          urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale): 
              "Art.  13.  (Limite  al   trattamento   economico   del
          personale pubblico e delle societa' partecipate) 
              1. A decorrere dal 1° maggio  2014  il  limite  massimo
          retributivo riferito al primo  presidente  della  Corte  di
          cassazione previsto dagli  articoli  23-bis  e  23-ter  del
          decreto-legge 6 dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con
          modificazioni, dalla legge 22  dicembre  2011,  n.  214,  e
          successive modificazioni e integrazioni, e' fissato in euro
          240.000 annui al  lordo  dei  contributi  previdenziali  ed
          assistenziali  e  degli  oneri   fiscali   a   carico   del
          dipendente. A decorrere dalla predetta data  i  riferimenti
          al limite retributivo di cui ai predetti articoli 23-bis  e
          23-ter   contenuti   in    disposizioni    legislative    e
          regolamentari vigenti alla data di entrata  in  vigore  del
          presente decreto,  si  intendono  sostituiti  dal  predetto
          importo. Sono in ogni caso fatti salvi gli eventuali limiti
          retributivi in vigore al 30  aprile  2014  determinati  per
          effetto di apposite disposizioni legislative, regolamentari
          e statutarie,  qualora  inferiori  al  limite  fissato  dal
          presente articolo. 
              (Omissis).". 
              - Si riporta il testo  vigente  dell'articolo  9  della
          legge 18 giugno 1998, n. 192 (Disciplina della subfornitura
          nelle attivita' produttive): 
              "Art. 9. Abuso di dipendenza economica. 
              1. E' vietato l'abuso da parte di una  o  piu'  imprese
          dello stato di dipendenza economica nel quale si trova, nei
          suoi o nei loro riguardi, una impresa cliente o fornitrice.
          Si considera dipendenza economica la situazione in cui  una
          impresa  sia  in  grado  di   determinare,   nei   rapporti
          commerciali con un'altra impresa, un  eccessivo  squilibrio
          di diritti  e  di  obblighi.  La  dipendenza  economica  e'
          valutata tenendo conto anche della reale  possibilita'  per
          la parte che abbia subito l'abuso di reperire  sul  mercato
          alternative soddisfacenti. 
              2. L'abuso puo' anche consistere nel rifiuto di vendere
          o nel rifiuto di comprare, nella imposizione di  condizioni
          contrattuali ingiustificatamente gravose o discriminatorie,
          nella interruzione arbitraria delle  relazioni  commerciali
          in atto. 
              3. Il patto attraverso il quale si realizzi l'abuso  di
          dipendenza  economica  e'  nullo.  Il   giudice   ordinario
          competente conosce delle azioni  in  materia  di  abuso  di
          dipendenza economica, comprese quelle inibitorie e  per  il
          risarcimento dei danni. 
              3-bis.   Ferma   restando   l'eventuale    applicazione
          dell'articolo 3  della  legge  10  ottobre  1990,  n.  287,
          l'Autorita' garante della concorrenza e del  mercato  puo',
          qualora ravvisi che un abuso di dipendenza economica  abbia
          rilevanza per la tutela della concorrenza  e  del  mercato,
          anche   su   segnalazione   di   terzi   ed    a    seguito
          dell'attivazione  dei  propri   poteri   di   indagine   ed
          esperimento  dell'istruttoria,  procedere  alle  diffide  e
          sanzioni previste dall'articolo 15 della legge  10  ottobre
          1990, n. 287, nei confronti dell'impresa  o  delle  imprese
          che abbiano commesso detto abuso.  In  caso  di  violazione
          diffusa e reiterata della  disciplina  di  cui  al  decreto
          legislativo 9 ottobre 2002, n.  231,  posta  in  essere  ai
          danni delle imprese, con particolare riferimento  a  quelle
          piccole  e  medie,  l'abuso  si  configura  a   prescindere
          dall'accertamento della dipendenza economica.". 
              - Si riporta il testo vigente  dell'articolo  14  della
          citata legge n. 400 del 1988: 
              "Art. 14. Decreti legislativi. 
              1. I decreti legislativi adottati dal Governo ai  sensi
          dell'articolo  76  della  Costituzione  sono  emanati   dal
          Presidente  della  Repubblica  con  la   denominazione   di
          «decreto legislativo» e con l'indicazione,  nel  preambolo,
          della  legge  di  delegazione,  della   deliberazione   del
          Consiglio  dei  ministri  e  degli  altri  adempimenti  del
          procedimento prescritti dalla legge di delegazione. 
              2. L'emanazione del decreto legislativo  deve  avvenire
          entro il termine fissato dalla  legge  di  delegazione;  il
          testo del  decreto  legislativo  adottato  dal  Governo  e'
          trasmesso  al   Presidente   della   Repubblica,   per   la
          emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza. 
              3.  Se  la  delega  legislativa  si  riferisce  ad  una
          pluralita' di oggetti  distinti  suscettibili  di  separata
          disciplina, il Governo puo' esercitarla mediante piu'  atti
          successivi per  uno  o  piu'  degli  oggetti  predetti.  In
          relazione  al  termine  finale  stabilito  dalla  legge  di
          delegazione, il Governo informa  periodicamente  le  Camere
          sui criteri che  segue  nell'organizzazione  dell'esercizio
          della delega. 
              4. In  ogni  caso,  qualora  il  termine  previsto  per
          l'esercizio della delega ecceda i due anni, il  Governo  e'
          tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
          decreti delegati. Il parere e' espresso  dalle  Commissioni
          permanenti delle due Camere competenti  per  materia  entro
          sessanta  giorni,  indicando  specificamente  le  eventuali
          disposizioni non  ritenute  corrispondenti  alle  direttive
          della legge di delegazione. Il Governo, nei  trenta  giorni
          successivi, esaminato il parere, ritrasmette,  con  le  sue
          osservazioni e con eventuali modificazioni,  i  testi  alle
          Commissioni  per  il  parere  definitivo  che  deve  essere
          espresso entro trenta giorni.". 
              Si riporta il testo vigente del comma  1  dell'articolo
          37 della citata legge n. 416 del 1981: 
              "Art. 37. Esodo e prepensionamento. 
              1. Ai lavoratori di cui ai precedenti articoli e'  data
          facolta' di optare, entro sessanta  giorni  dall'ammissione
          al trattamento di cui all'articolo 35 ovvero,  nel  periodo
          di  godimento  del  trattamento  medesimo,  entro  sessanta
          giorni  dal  maturare  delle   condizioni   di   anzianita'
          contributiva richiesta, per i seguenti trattamenti: 
              a)  per  i  lavoratori  poligrafici,  limitatamente  al
          numero di unita' ammesse dal Ministero del lavoro  e  della
          previdenza sociale: trattamento di pensione per coloro  che
          possano   far   valere   nella    assicurazione    generale
          obbligatoria per l'invalidita', la vecchiaia e i superstiti
          almeno 35 anni di anzianita' contributiva a  decorrere  dal
          1° gennaio 2014,  36  anni  di  anzianita'  contributiva  a
          decorrere dal 1° gennaio  2016  e  37  anni  di  anzianita'
          contributiva a decorrere dal 1° gennaio 2018; i periodi  di
          sospensione per i quali e' ammesso il trattamento di cui al
          citato  articolo  35  sono  riconosciuti  utili   d'ufficio
          secondo quanto previsto dalla presente lettera; 
              b) per i giornalisti professionisti iscritti all'INPGI,
          dipendenti dalle imprese editrici di  giornali  quotidiani,
          di giornali periodici e di agenzie di stampa  a  diffusione
          nazionale, limitatamente al numero di  unita'  ammesso  dal
          Ministero  del  lavoro,  della  salute  e  delle  politiche
          sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
          finanze, a seguito di accordi recepiti in sede di Ministero
          del lavoro, della salute e delle politiche  sociali,  sulla
          base delle risorse finanziarie e disponibili e per  i  soli
          casi di ristrutturazione o riorganizzazione in presenza  di
          crisi aziendale: anticipata liquidazione della pensione  di
          vecchiaia al cinquantottesimo anno di eta', nei casi in cui
          siano stati maturati almeno  diciotto  anni  di  anzianita'
          contributiva, con integrazione a carico dell'INPGI medesimo
          del  requisito  contributivo  previsto  dal  secondo  comma
          dell'articolo  4  del  regolamento  adottato  dall'INPGI  e
          approvato con decreto interministeriale 24 luglio 1995,  di
          cui e' data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale  n.  234
          del 6 ottobre 1995. 
              (Omissis).". 
              Si riporta il  testo  vigente  dell'articolo  62  della
          legge 3 febbraio 1963, n. 69 (Ordinamento della professione
          di giornalista): 
              "Art. 62. Deliberazioni del Consiglio nazionale. 
              Le deliberazioni del Consiglio  nazionale  dell'Ordine,
          pronunziate sui ricorsi in materia di iscrizione nell'albo,
          negli elenchi o nel registro e di cancellazione, nonche' in
          materia disciplinare ed elettorale, devono essere  motivate
          e sono notificate, a mezzo di ufficiale giudiziario,  entro
          trenta giorni, agli interessati, al  Consiglio  dell'Ordine
          che ha emesso  la  deliberazione,  nonche'  al  procuratore
          generale presso la Corte d'appello  nel  cui  distretto  ha
          sede il Consiglio.". 

                                     Art. 3 
 
 
Nuove disposizioni  per  il  riordino  dei  contributi  alle  imprese
                              editrici 
 
  1.  All'articolo  2  del  decreto-legge  18  maggio  2012,  n.  63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 16 luglio  2012,  n.  103,
sono apportate le seguenti modificazioni: 
    a) al comma 2, alinea, le parole: «il contributo,  che  non  puo'
comunque superare quello riferito  all'anno  2010,»  sono  sostituite
dalle seguenti: «il contributo, che non puo' comunque superare il  50
per  cento  dell'ammontare  complessivo  dei  proventi   dell'impresa
editrice, riferiti alla testata per cui e' chiesto il contributo,  al
netto del contributo medesimo,»; 
    b) al comma 4, il secondo periodo e' soppresso; 
    c) dopo il comma 7 e' inserito il seguente: 
    «7-bis. Il contributo e' erogato in due rate  annuali.  La  prima
rata e' versata entro il 30 maggio mediante  anticipo  di  una  somma
pari al 50 per cento  del  contributo  calcolato  come  previsto  dal
presente decreto. La seconda rata,  a  saldo,  e'  versata  entro  il
termine di conclusione  del  procedimento.  All'atto  dei  pagamenti,
l'impresa deve  essere  in  regola  con  le  attestazioni  rilasciate
dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni e con i versamenti
dei contributi previdenziali e non  deve  risultare  inadempiente  in
esito alla verifica  di  cui  all'articolo  48-bis  del  decreto  del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602». 
    2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dai
contributi relativi all'anno 2016. 
    3. A decorrere dai contributi relativi all'anno 2016, le  domande
per l'ammissione al sostegno pubblico all'editoria, sottoscritte  dal
legale rappresentante dell'impresa editrice, sono presentate, per via
telematica, dal 1° al 31 gennaio dell'anno  successivo  a  quello  di
riferimento del contributo, secondo le modalita' pubblicate nel  sito
internet  istituzionale  del  Dipartimento   per   l'informazione   e
l'editoria della Presidenza del Consiglio dei  ministri.  Le  domande
devono  essere   corredate   dei   documenti   istruttori   o   delle
dichiarazioni sostitutive attestanti: l'assetto societario, il numero
dei giornalisti dipendenti associati, la  mutualita'  prevalente,  il
divieto di distribuzione degli utili, l'anzianita' di costituzione  e
di edizione della testata, la periodicita' e il numero delle  uscite,
l'insussistenza di situazioni di collegamento o di controllo previste
dall'articolo 3, comma 11-ter, della legge 7 agosto 1990, n.  250,  e
dall'articolo 1, comma 574, della legge 23  dicembre  2005,  n.  266,
l'iscrizione nel registro delle imprese, gli estremi delle  posizioni
contributive  presso  istituti  previdenziali,  la  proprieta'  o  la
gestione della  testata.  Le  imprese  editrici  devono  inoltre  far
pervenire nel medesimo termine un campione di  numeri  della  testata
edita. Entro  il  30  settembre  dell'anno  successivo  a  quello  di
riferimento del contributo, le imprese  editrici  richiedenti  devono
produrre il bilancio di esercizio, corredato della nota integrativa e
degli annessi verbali, e i prospetti dei costi e delle vendite;  tale
documentazione deve  essere  certificata  da  soggetti  iscritti  nel
Registro  dei  revisori  legali,  istituito   presso   il   Ministero
dell'economia e delle finanze ai sensi dell'articolo 2, comma 1,  del
decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. 
    4. A decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo  a  quello  in
corso alla data di entrata in vigore della presente legge: 
      a) il comma 7-bis dell'articolo 1 del decreto-legge  18  maggio
2012, n. 63, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  16  luglio
2012, n. 103, e' abrogato; 
      b) all'articolo 1, comma 3, della legge 7 marzo  2001,  n.  62,
dopo  il  primo  periodo  e'  inserito  il  seguente:  «Il   prodotto
editoriale e' identificato dalla testata, intesa come il  titolo  del
giornale, della rivista o di altra  pubblicazione  periodica,  avente
una funzione e una capacita' distintiva nella misura in cui individua
una pubblicazione.»; 
      c) all'articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e' aggiunto,
in fine, il seguente comma: 
      «3-bis. Per "quotidiano on  line"  si  intende  quella  testata
giornalistica: 
        a)  regolarmente  registrata  presso   una   cancelleria   di
tribunale; 
        b) il cui direttore responsabile sia iscritto all'Ordine  dei
giornalisti, nell'elenco dei pubblicisti ovvero dei professionisti; 
        c)   che   pubblichi   i   propri   contenuti   giornalistici
prevalentemente on line; 
        d)  che  non  sia  esclusivamente  una   mera   trasposizione
telematica di una testata cartacea; 
        e) che produca principalmente informazione; 
        f)  che  abbia  una   frequenza   di   aggiornamento   almeno
quotidiana; 
        g) che non si configuri esclusivamente  come  aggregatore  di
notizie». 
 
			          Note all'art. 3: 
              - Si riporta il testo dell'articolo 2 del decreto-legge
          18 maggio 2012, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 16 luglio  2012,  n.  103  (Disposizioni  urgenti  in
          materia di riordino dei contributi alle  imprese  editrici,
          nonche' di vendita della stampa quotidiana e periodica e di
          pubblicita' istituzionale), come modificato dalla  presente
          legge: 
              "Art. 2. Nuovi criteri di calcolo  e  liquidazione  del
          contributo 
              1. I contributi di cui al presente decreto spettano nei
          limiti delle risorse stanziate sul pertinente capitolo  del
          bilancio  autonomo  della  Presidenza  del  Consiglio   dei
          Ministri, salvo quanto disposto dal comma  4  del  presente
          articolo. In caso di insufficienza delle risorse stanziate,
          agli aventi titolo  spettano  contributi  ridotti  mediante
          riparto proporzionale. 
              2. A decorrere dai contributi relativi  all'anno  2012,
          per le imprese di cui all'articolo 3, commi 2, 2-bis, 2-ter
          e 2-quater, della legge 7  agosto  1990,  n.  250,  per  le
          imprese di cui all'articolo 153, commi 2 e 4,  della  legge
          23 dicembre 2000, n. 388, nonche' per  le  imprese  di  cui
          all'articolo 20, comma 3-ter, del  decreto-legge  4  luglio
          2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge  4
          agosto  2006,  n.  248,  e  successive  modificazioni,   il
          contributo, che non puo' comunque superare il 50 per  cento
          dell'ammontare  complessivo   dei   proventi   dell'impresa
          editrice, riferiti alla  testata  per  cui  e'  chiesto  il
          contributo, al netto  del  contributo  medesimo,  e'  cosi'
          calcolato: 
              a) una quota fino al 50 per  cento  esclusivamente  dei
          costi sostenuti per il personale dipendente,  calcolati  in
          un importo massimo di 120.000 euro annui e di  50.000  euro
          annui rispettivamente  per  ogni  giornalista  e  per  ogni
          poligrafico  assunti  con  contratto  di  lavoro  a   tempo
          indeterminato, per l'acquisto della carta, per  la  stampa,
          per gli abbonamenti ai notiziari delle agenzie di stampa  e
          per  la  distribuzione.  I  predetti  costi  devono  essere
          direttamente    connessi    all'esercizio    dell'attivita'
          editoriale per la produzione della testata per la quale  si
          richiedono i contributi  ed  i  relativi  pagamenti  devono
          essere  effettuati  tramite  strumenti  tracciabili.   Essi
          devono risultare dal  bilancio  di  esercizio  dell'impresa
          richiedente i contributi e dal relativo prospetto analitico
          dei costi. Tale prospetto deve far parte della relazione di
          certificazione   del   bilancio,   corredata    dell'idonea
          documentazione dimostrativa, redatta ai sensi dell'articolo
          3, comma 2, lettera g), della legge 7 agosto 1990, n.  250.
          Non sono  comunque  ammissibili  i  costi  sostenuti  dalle
          imprese  editrici  per  l'acquisto  di  servizi  editoriali
          consistenti  nella  predisposizione,  anche  parziale,   di
          pagine  del  giornale  e  per  attivita'   di   consulenza.
          L'importo complessivo  di  tale  quota  non  puo'  comunque
          essere  superiore  a  2.500.000  euro  per   i   quotidiani
          nazionali, a 1.500.000 euro per i quotidiani locali  e  per
          le  imprese  editrici  di  giornali   quotidiani   di   cui
          all'articolo 3, comma 2-ter, della legge 7 agosto 1990,  n.
          250, ed a 300.000 euro per i  periodici.  Con  decreto  del
          Presidente del Consiglio dei Ministri,  da  adottare  entro
          sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
          di conversione del presente decreto,  di  concerto  con  il
          Ministro dell'economia e delle finanze, sono  stabiliti  le
          condizioni, i termini e le modalita' di applicazione  della
          presente lettera; 
              b) una quota fino a 0,25 euro per  ogni  copia  venduta
          per i quotidiani nazionali, a 0,20 euro  per  i  quotidiani
          locali e a 0,40 euro per i periodici. Tale quota  non  puo'
          comunque essere superiore all'effettivo prezzo  di  vendita
          di ciascuna copia. L'importo complessivo di tale  quota  di
          contributo non puo' comunque essere superiore  a  3.500.000
          euro per i quotidiani e a 200.000 euro per i periodici. Con
          decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  da
          adottare entro sessanta giorni dalla  data  di  entrata  in
          vigore della legge di conversione del presente decreto,  di
          concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,
          sono stabiliti le condizioni, i termini e le  modalita'  di
          applicazione della presente lettera. 
              3. Per copie  vendute  si  intendono  quelle  cedute  a
          titolo oneroso presso le edicole o  punti  di  vendita  non
          esclusivi, o  spedite  in  abbonamento  a  titolo  oneroso,
          purche' considerate ammissibili in conformita'  ai  criteri
          specificati all'articolo 1, comma 3. 
              4. Il presente articolo non si applica ai contributi di
          cui all'articolo 3, comma 3, della legge 7 agosto 1990,  n.
          250. In caso di insufficienza delle risorse  stanziate,  si
          procede alla liquidazione del contributo  mediante  riparto
          proporzionale tra gli aventi diritto. 
              5.  Le  agenzie  d'informazione  radiofonica   di   cui
          all'articolo 53, comma 15, della legge 27 dicembre 1997, n.
          449, possono accedere a un contributo annuo pari al 30  per
          cento dei  costi  sostenuti  per  il  personale  e  per  la
          diffusione, risultanti  dal  bilancio  certificato  da  una
          societa' di revisione iscritta  nell'apposito  albo  tenuto
          dalla CONSOB, e comunque non superiore a 800.000 euro. 
              5-bis. Ai sensi  dell'articolo  44,  comma  1,  lettera
          b-bis),  del  decreto-legge  25  giugno   2008,   n.   112,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,
          n. 133, per i contributi relativi all'anno 2010, le imprese
          radiofoniche  private  che  abbiano  svolto  attivita'   di
          informazione di interesse generale ai sensi della  legge  7
          agosto 1990, n. 230, mantengono la possibilita' di avere il
          contributo fino al massimo previsto dalla  legge  7  agosto
          1990, n. 250,  e  dalla  legge  14  agosto  1991,  n.  278,
          provvedendosi  in  tal  caso  prioritariamente  nell'ambito
          delle  risorse  finanziarie  disponibili  per  il   riparto
          percentuale fra gli aventi diritto. 
              6. All'articolo 4, comma 1, della legge 7 agosto  1990,
          n. 250, le parole: «70 per  cento»  sono  sostituite  dalle
          seguenti: «40 per cento». Al comma 2 del medesimo  articolo
          le parole: «l'80 per cento» sono sostituite dalle seguenti:
          «il 50 per cento». 
              7. L'erogazione dei contributi diretti alla  stampa  e'
          soggetta alla disciplina di  cui  all'articolo  48-bis  del
          decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,
          n. 602. Il termine  per  la  conclusione  del  procedimento
          relativo all'erogazione dei contributi scade  il  31  marzo
          dell'anno  successivo  a  quello  di  presentazione   delle
          relative domande. A tale data il provvedimento e'  adottato
          comunque sulla base delle risultanze istruttorie acquisite,
          ferma restando la  ripetizione  delle  somme  indebitamente
          percepite. 
              7-bis. Il contributo e' erogato in due rate annuali. La
          prima rata e' versata entro il 30 maggio mediante  anticipo
          di una somma pari al 50 per cento del contributo  calcolato
          come previsto dal presente  decreto.  La  seconda  rata,  a
          saldo, e' versata  entro  il  termine  di  conclusione  del
          procedimento. All'atto dei pagamenti, l'impresa deve essere
          in regola con le attestazioni rilasciate dall'Autorita' per
          le garanzie nelle comunicazioni  e  con  i  versamenti  dei
          contributi previdenziali e non deve risultare  inadempiente
          in esito alla  verifica  di  cui  all'articolo  48-bis  del
          decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,
          n. 602. 
              8. Ai componenti della  Commissione  tecnica-consultiva
          di cui all'articolo 54 della legge 5 agosto 1981,  n.  416,
          rappresentanti delle categorie operanti nei  settori  della
          stampa   e   dell'editoria,   si   applicano,   in   quanto
          compatibili, le disposizioni in  materia  di  conflitto  di
          interessi dettate dalla legge 20 luglio 2004, n. 215.". 
              -  Si  riporta  il  testo  vigente  del  comma   11-ter
          dell'articolo 3 della citata legge n. 250 del 1990: 
              "11-ter. A decorrere dall'anno 1991 sono  abrogati  gli
          ultimi due  periodi  del  comma  5.  Dal  medesimo  anno  i
          contributi previsti dal comma 2 sono concessi a  condizione
          che non fruiscono  dei  contributi  previsti  dal  predetto
          comma  imprese  collegate  con  l'impresa  richiedente,   o
          controllate da essa, o che  la  controllano,  o  che  siano
          controllate dalle stesse imprese, o dagli  stessi  soggetti
          che la controllano.". 
              -  Si  riporta  il  testo   vigente   del   comma   574
          dell'articolo 1  della  legge  23  dicembre  2005,  n.  266
          (Disposizioni per la  formazione  del  bilancio  annuale  e
          pluriennale dello Stato - legge finanziaria 2006): 
              "574. Nei casi di cui  all'articolo  3,  comma  11-ter,
          della legge 7 agosto 1990, n. 250, qualora siano presentate
          piu'  domande,  tutte  le  imprese   editrici   interessate
          decadono dal diritto di accedere  ai  contributi.  I  costi
          ammissibili per il calcolo dei contributi di cui alla legge
          7 agosto 1990, n. 250,  all'articolo  23,  comma  3,  della
          legge 6 agosto 1990, n. 223, e successive modificazioni,  e
          all'articolo 7, comma 13, della legge  3  maggio  2004,  n.
          112, non possono  essere  superiori  a  quelli  ammessi  al
          calcolo dei contributi per l'anno 2008.". 
              - Si riporta il testo vigente del comma 1 dell'articolo
          2  del  decreto  legislativo  27  gennaio   2010,   n.   39
          (Attuazione  della  direttiva  2006/43/CE,  relativa   alle
          revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati,
          che modifica le direttive 78/660/CEE e  83/349/CEE,  e  che
          abroga la direttiva 84/253/CEE): 
              "Art. 2. (Abilitazione  all'esercizio  della  revisione
          legale) 
              1. L'esercizio della revisione legale e'  riservato  ai
          soggetti iscritti nel Registro. 
              (Omissis).". 
              - Si  riporta  il  testo  dell'articolo  1  del  citato
          decreto-legge n. 63 del 2012, che verra' cosi' modificato a
          decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a  quello  in
          corso alla data di entrata in vigore della presente legge: 
              "Art. 1.  Nuovi  requisiti  di  accesso  ai  contributi
          all'editoria 
              1.  In  attesa  della  ridefinizione  delle  forme   di
          sostegno all'editoria, le disposizioni del presente decreto
          sono  volte  a  razionalizzare  l'utilizzo  delle  risorse,
          attraverso meccanismi che correlino il  contributo  per  le
          imprese editoriali agli effettivi livelli di vendita  e  di
          occupazione professionale, in conformita' con le  finalita'
          di cui  all'articolo  29,  comma  3,  del  decreto-legge  6
          dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 22 dicembre 2011, n. 214. 
              2. A decorrere dai contributi relativi  all'anno  2013,
          le imprese editrici di cui all'articolo 3, commi 2,  2-bis,
          2-ter, con esclusione  di  quelle  editrici  di  quotidiani
          italiani editi e  diffusi  all'estero,  e  2-quater,  della
          legge 7 agosto 1990, n. 250,  nonche'  le  imprese  di  cui
          all'articolo 153, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n.
          388, fermi restando tutti gli  altri  requisiti  di  legge,
          possono richiedere i relativi contributi a  condizione  che
          la testata edita sia venduta,  per  le  testate  nazionali,
          nella  misura  di  almeno  il  25  per  cento  delle  copie
          distribuite e, per  le  testate  locali,  nella  misura  di
          almeno  il  35  per  cento  delle  copie  distribuite.   Si
          considera testata nazionale quella  distribuita  in  almeno
          tre regioni e  con  una  percentuale  di  distribuzione  in
          ciascuna regione non inferiore al 5 per cento della propria
          distribuzione totale.  Nella  domanda  di  contributo  sono
          evidenziate le modalita' e le condizioni  contrattuali  che
          regolano l'eventuale affitto o acquisto della testata. 
              3. Ai fini  del  comma  2,  per  copie  distribuite  si
          intendono quelle poste in vendita in edicola o presso punti
          di vendita non esclusivi, tramite contratti con societa' di
          distribuzione  esterne,  non  controllate   ne'   collegate
          all'impresa editrice richiedente  il  contributo  e  quelle
          distribuite in abbonamento a titolo oneroso.  Sono  escluse
          le copie diffuse e vendute  tramite  strillonaggio,  quelle
          oggetto di vendita in blocco, da intendersi  quale  vendita
          di una pluralita' di copie ad un  unico  soggetto,  nonche'
          quelle per le quali non  sia  individuabile  il  prezzo  di
          vendita. Sono ammesse al calcolo le copie vendute  mediante
          abbonamento sottoscritto  da  un  unico  soggetto  per  una
          pluralita' di copie,  qualora  tale  abbonamento  individui
          specificamente i singoli beneficiari e qualora il prezzo di
          vendita della singola copia venduta in abbonamento non  sia
          inferiore al 20 per cento del  prezzo  di  copertina.  Sono
          altresi' ammesse le copie  cedute  in  connessione  con  il
          versamento   di   quote    associative    destinate    alla
          sottoscrizione  di  abbonamenti   a   prodotti   editoriali
          mediante espressa doppia opzione. 
              4. Per accedere ai contributi  e'  necessario  altresi'
          che: 
              a)  le  cooperative  editrici,  fermo  restando  quanto
          previsto  dall'articolo  1,  comma  460,  della  legge   23
          dicembre 2005, n. 266, siano composte,  esclusivamente,  da
          giornalisti,   poligrafici,   grafici    editoriali,    con
          prevalenza di giornalisti e abbiano la maggioranza dei soci
          dipendenti della cooperativa  con  contratto  di  lavoro  a
          tempo  indeterminato,   mantenendo   il   requisito   della
          prevalenza dei giornalisti. Le cooperative devono  comunque
          essere  in  possesso   del   requisito   della   mutualita'
          prevalente per l'esercizio di riferimento dei contributi; 
              b) le imprese editrici di cui al comma  2,  nonche'  le
          imprese di cui all'articolo 153, comma 2,  della  legge  23
          dicembre 2000, n. 388, e le imprese di cui all'articolo 20,
          comma 3-ter, del  decreto-legge  4  luglio  2006,  n.  223,
          convertito, con modificazioni, dalla legge 4  agosto  2006,
          n. 248,  se  editrici  di  quotidiani,  abbiano  impiegato,
          nell'intero anno di riferimento del  contributo,  almeno  5
          dipendenti, con  prevalenza  di  giornalisti,  regolarmente
          assunti con contratto di lavoro a tempo  indeterminato;  se
          editrici di periodici, abbiano impiegato, nell'intero  anno
          di riferimento del contributo,  almeno  3  dipendenti,  con
          prevalenza  di  giornalisti,   regolarmente   assunti   con
          contratto di lavoro a tempo indeterminato; 
              c) i dati relativi alla tiratura, alla distribuzione  e
          alla  vendita,  nelle  loro  differenti  modalita',   siano
          attestati da dichiarazioni  sostitutive  di  atto  notorio,
          rese  dal  legale  rappresentante  dell'impresa,  e   siano
          comprovati da apposita certificazione analitica  rilasciata
          da una societa' di revisione  iscritta  nell'apposito  albo
          tenuto dalla CONSOB. 
              5. L'obbligo  della  relazione  di  certificazione  dei
          bilanci, previsto dall'articolo 6, comma 3, del decreto del
          Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n. 525, per le
          imprese che editano giornali quotidiani  italiani  editi  e
          diffusi all'estero, si estende ai dati relativi alle  copie
          distribuite e vendute,  con  specificazione  delle  diverse
          tipologie di vendita. Le autorita' diplomatiche o consolari
          competenti ai sensi del medesimo  articolo  6  acquisiscono
          l'intera  documentazione  istruttoria  richiesta   per   la
          concessione  del  contributo,  ai  fini   dell'inoltro   al
          Dipartimento  per   l'informazione   e   l'editoria   della
          Presidenza del Consiglio dei Ministri. 
              6. Il divieto di  distribuzione  degli  utili,  di  cui
          all'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge  7  agosto
          1990, n. 250, si applica a tutte le  imprese  editrici  che
          percepiscono i contributi diretti. 
              7. Le domande relative  al  credito  di  imposta  sulla
          carta, per l'anno 2011, di cui all'articolo  1,  comma  40,
          della  legge  13  dicembre  2010,  n.  220,  si   intendono
          regolarmente   pervenute,    purche'    inviate    mediante
          raccomandata postale o tramite posta certificata  entro  la
          data di scadenza prevista dal relativo bando. 
              7-bis. (abrogato). 
              7-ter. All'articolo 3, comma 2, del decreto legislativo
          17  maggio  1999,  n.  153,  dopo   le   parole:   «imprese
          strumentali»  sono   inserite   le   seguenti:   «,   delle
          cooperative  che  operano  nel  settore  dello  spettacolo,
          dell'informazione e del tempo libero».". 
              - Si riporta il testo dell'articolo  1  della  legge  7
          marzo 2001, n. 62 (Nuove norme sull'editoria e sui prodotti
          editoriali e modifiche alla L. 5 agosto 1981, n. 416),  che
          verra'  cosi'  modificato  a  decorrere  dal   1°   gennaio
          dell'anno successivo a quello in corso alla data di entrata
          in vigore della presente legge: 
              "Art.  1.  Definizioni  e   disciplina   del   prodotto
          editoriale. 
              1. Per «prodotto editoriale», ai  fini  della  presente
          legge,  si  intende  il  prodotto  realizzato  su  supporto
          cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico,
          destinato alla pubblicazione o, comunque,  alla  diffusione
          di informazioni presso il pubblico con  ogni  mezzo,  anche
          elettronico,  o  attraverso  la  radiodiffusione  sonora  o
          televisiva, con  esclusione  dei  prodotti  discografici  o
          cinematografici. 
              2. Non costituiscono prodotto editoriale i supporti che
          riproducono esclusivamente suoni e voci, le opere  filmiche
          ed i  prodotti  destinati  esclusivamente  all'informazione
          aziendale sia ad uso interno sia presso  il  pubblico.  Per
          «opera filmica» si intende  lo  spettacolo,  con  contenuto
          narrativo o documentaristico,  realizzato  su  supporto  di
          qualsiasi natura, purche' costituente opera dell'ingegno ai
          sensi della  disciplina  sul  diritto  d'autore,  destinato
          originariamente, dal titolare dei diritti di  utilizzazione
          economica, alla programmazione nelle sale  cinematografiche
          ovvero alla  diffusione  al  pubblico  attraverso  i  mezzi
          audiovisivi. 
              3. Al prodotto editoriale si applicano le  disposizioni
          di cui all'articolo 2 della legge 8 febbraio 1948,  n.  47.
          Il  prodotto  editoriale  e'  identificato  dalla  testata,
          intesa come il titolo del  giornale,  della  rivista  o  di
          altra pubblicazione periodica, avente una  funzione  e  una
          capacita' distintiva nella  misura  in  cui  individua  una
          pubblicazione. Il prodotto editoriale diffuso  al  pubblico
          con periodicita' regolare e contraddistinto da una testata,
          costituente  elemento  identificativo  del   prodotto,   e'
          sottoposto, altresi', agli obblighi previsti  dall'articolo
          5 della medesima legge n. 47 del 1948. 
              3-bis. Per  "quotidiano  on  line"  si  intende  quella
          testata giornalistica: 
              a) regolarmente registrata presso  una  cancelleria  di
          tribunale; 
              b)  il  cui   direttore   responsabile   sia   iscritto
          all'Ordine dei  giornalisti,  nell'elenco  dei  pubblicisti
          ovvero dei professionisti; 
              c)  che  pubblichi  i  propri  contenuti  giornalistici
          prevalentemente on line; 
              d) che non sia esclusivamente  una  mera  trasposizione
          telematica di una testata cartacea; 
              e) che produca principalmente informazione; 
              f) che abbia  una  frequenza  di  aggiornamento  almeno
          quotidiana; 
              g) che non si configuri esclusivamente come aggregatore
          di notizie». 

                                 Art. 4 
 
 
               Proroga dei termini per l'equo compenso 
 
  1. Il comma 4 dell'articolo 2 della legge 31 dicembre 2012, n. 233,
e' sostituito dal seguente: 
  «4. La Commissione  dura  in  carica  fino  all'approvazione  della
delibera che definisce l'equo compenso e al  completamento  di  tutti
gli altri adempimenti previsti dal comma 3». 
 
			      Note all'art. 4: 
              - Si riporta il testo dell'articolo 2  della  legge  31
          dicembre  2012,  n.  233   (Equo   compenso   nel   settore
          giornalistico), come modificato dalla presente legge: 
              "Art.  2.  Commissione  per  la  valutazione  dell'equo
          compenso nel lavoro giornalistico 
              1.   E'   istituita,   presso   il   Dipartimento   per
          l'informazione e l'editoria della Presidenza del  Consiglio
          dei Ministri, la Commissione per la  valutazione  dell'equo
          compenso nel lavoro giornalistico,  di  seguito  denominata
          «Commissione». 
              2. La Commissione  e'  istituita  entro  trenta  giorni
          dalla data di entrata in vigore della presente legge ed  e'
          presieduta dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
          Consiglio dei Ministri con delega  per  l'informazione,  la
          comunicazione e l'editoria. Essa e' composta da: 
              a) un rappresentante del Ministero del lavoro  e  delle
          politiche sociali; 
              b)  un  rappresentante  del  Ministero  dello  sviluppo
          economico; 
              c)   un   rappresentante   del   Consiglio    nazionale
          dell'Ordine dei giornalisti; 
              d) un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei
          giornalisti comparativamente piu' rappresentative sul piano
          nazionale; 
              e) un rappresentante delle organizzazioni sindacali dei
          datori di lavoro e dei  committenti  comparativamente  piu'
          rappresentative  sul  piano  nazionale  nel  settore  delle
          imprese di cui all'articolo 1, comma 1; 
              f)  un  rappresentante   dell'Istituto   nazionale   di
          previdenza dei giornalisti italiani (INPGI). 
              3. Entro due mesi dal suo insediamento, la Commissione,
          valutate  le  prassi  retributive  dei  quotidiani  e   dei
          periodici, anche telematici,  delle  agenzie  di  stampa  e
          delle emittenti radiotelevisive: 
              a) definisce l'equo compenso dei  giornalisti  iscritti
          all'albo non titolari di rapporto di lavoro subordinato con
          quotidiani e con periodici, anche telematici,  con  agenzie
          di stampa e con emittenti radiotelevisive,  avuto  riguardo
          alla  natura  e  alle  caratteristiche  della   prestazione
          nonche'  in  coerenza  con  i  trattamenti  previsti  dalla
          contrattazione collettiva nazionale di categoria in  favore
          dei  giornalisti  titolari  di  un   rapporto   di   lavoro
          subordinato; 
              b) redige un  elenco  dei  quotidiani,  dei  periodici,
          anche telematici, delle agenzie di stampa e delle emittenti
          radiotelevisive che garantiscono il  rispetto  di  un  equo
          compenso,  dandone  adeguata  pubblicita'  sui   mezzi   di
          comunicazione e sul  sito  internet  del  Dipartimento  per
          l'informazione e l'editoria della Presidenza del  Consiglio
          dei  Ministri.  La   Commissione   provvede   al   costante
          aggiornamento dell'elenco stesso. 
              4. La Commissione dura in carica fino  all'approvazione
          della  delibera  che  definisce  l'equo   compenso   e   al
          completamento di tutti gli altri adempimenti  previsti  dal
          comma 3. 
              5. Il  Dipartimento  per  l'informazione  e  l'editoria
          della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri   provvede
          all'istituzione  e  al  funzionamento   della   Commissione
          avvalendosi delle risorse umane, strumentali e  finanziarie
          di cui dispone. Ai  componenti  della  Commissione  non  e'
          corrisposto  alcun  compenso,  emolumento,   indennita'   o
          rimborso di spese.". 

                                  Art. 5 
 
 
             Esercizio della professione di giornalista 
 
  1. L'articolo 45 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, e'  sostituito
dal seguente: 
  «Art. 45. (Esercizio della professione). - 1. Nessuno puo' assumere
il titolo ne' esercitare la professione di  giornalista,  se  non  e'
iscritto  nell'elenco  dei  professionisti  ovvero  in   quello   dei
pubblicisti  dell'albo  istituito   presso   l'Ordine   regionale   o
interregionale competente. La violazione della disposizione del primo
periodo e' punita a norma degli articoli 348 e 498 del codice penale,
ove il fatto non costituisca un reato piu' grave». 
                                  Art. 6 
 
 
             Modifica alla legge 3 febbraio 1963, n. 69 
 
  1. All'articolo 1, quinto comma, della legge 3  febbraio  1963,  n.
69, dopo le parole: «ciascuna regione» sono inserite le seguenti:  «e
provincia autonoma». 
                              Note all'art. 6: 
              - Si riporta il  testo  dell'articolo  1  della  citata
          legge n. 69 del 1963, come modificato dalla presente legge: 
              "Art. 1. Ordine dei giornalisti. 
              E' istituito l'Ordine dei giornalisti. 
              Ad esso appartengono i giornalisti professionisti  e  i
          pubblicisti, iscritti nei rispettivi elenchi dell'albo. 
              Sono  professionisti  coloro  che  esercitano  in  modo
          esclusivo e continuativo la professione di giornalista. 
              Sono  pubblicisti   coloro   che   svolgono   attivita'
          giornalistica  non  occasionale  e  retribuita   anche   se
          esercitano altre professioni o impieghi. 
              Le funzioni relative alla tenuta  dell'albo,  e  quelle
          relative alla disciplina degli iscritti,  sono  esercitate,
          per ciascuna regione  e  provincia  autonoma  o  gruppo  di
          regioni da determinarsi nel Regolamento,  da  un  Consiglio
          dell'Ordine, secondo le norme della presente legge. 
              Tanto gli ordini  regionali  e  interregionali,  quanto
          l'ordine  nazionale,  ciascuno  nei  limiti  della  propria
          competenza, sono persone giuridiche di diritto pubblico.". 

                                     Art. 7 
 
 
Modifiche alla legge 15 maggio 1954, n. 237, e alla legge 27 dicembre
                            1997, n. 449 
 
  1. All'articolo 2, primo comma, della legge 15 maggio 1954, n. 237,
le parole: «La Presidenza del Consiglio dei Ministri e'  autorizzata»
sono sostituite dalle seguenti:  «La  Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri, le regioni, le province, le citta' metropolitane e i comuni
sono autorizzati». 
  2. Al comma 24 dell'articolo 55 della legge 27  dicembre  1997,  n.
449,  le  parole:  «la  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  e'
autorizzata» sono  sostituite  dalle  seguenti:  «la  Presidenza  del
Consiglio  dei  ministri,  le  regioni,  le   province,   le   citta'
metropolitane e i comuni sono autorizzati, nell'ambito delle  risorse
gia' destinate a questo scopo nel bilancio degli enti interessati,». 
 
			          Note all'art. 7: 
              - Si riporta il testo dell'articolo 2  della  legge  15
          maggio 1954, n. 237 (Autorizzazione della spesa relativa ai
          servizi di diramazione di comunicati e notizie degli organi
          centrali e  periferici  del  Governo,  di  trasmissione  ai
          medesimi di notiziari nazionali ed esteri e di trasmissione
          di notiziari da e per l'estero  negli  esercizi  1951-52  e
          successivi  da  parte  della   Agenzia   nazionale   stampa
          associata (A.N.S.A.), come modificato dalla presente legge: 
              "Art.2. La Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,  le
          regioni, le province, le citta' metropolitane  e  i  comuni
          sono autorizzati ad avvalersi dell'Agenzia nazionale stampa
          associata (A.N.S.A.), o di altre agenzie  di  informazioni,
          per l'effettuazione dei  servizi  di  cui  all'art.  1,  in
          concorso col  Ministero  degli  affari  esteri  per  quanto
          riguarda il servizio estero. 
              Le  convenzioni  relative  ai  servizi  stessi  saranno
          approvate nei modi stabiliti dalle vigenti disposizioni.". 
              - Si riporta il testo del  comma  24  dell'articolo  55
          della legge  27  dicembre  1997,  n.  449  (Misure  per  la
          stabilizzazione della finanza  pubblica),  come  modificato
          dalla presente legge: 
              "Art. 55. (Disposizioni varie). 
              (Omissis). 
              24. L'articolo 2 della legge 15 maggio 1954, n. 237, va
          interpretato nel senso che, al fine di  un  piu'  razionale
          utilizzo delle risorse e per garantire alle Amministrazioni
          dello Stato una completa informazione  attraverso  la  piu'
          ampia pluralita' delle fonti, la Presidenza  del  Consiglio
          dei  ministri,  le  regioni,   le   province,   le   citta'
          metropolitane e  i  comuni  sono  autorizzati,  nell'ambito
          delle risorse gia' destinate a questo  scopo  nel  bilancio
          degli enti interessati,  ad  acquistare  dalle  agenzie  di
          stampa, mediante appositi contratti, notiziari  ordinari  e
          speciali, servizi giornalistici e informativi,  ordinari  e
          speciali, e loro raccolte anche  su  supporto  informatico,
          nonche'  il  servizio  di  diramazione  di  notizie  e   di
          comunicati  degli  organi  centrali  e   periferici   delle
          Amministrazioni dello Stato. Tali prestazioni rientrano nei
          servizi di cui all'articolo 7, comma  2,  lettera  b),  del
          decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157. 
              (Omissis).". 

                                Art. 8 
 
 
           Nuove disposizioni per la vendita dei giornali 
 
  1. A decorrere dal 1° gennaio 2017, i punti  di  vendita  esclusivi
assicurano  la   parita'   di   trattamento   nella   vendita   delle
pubblicazioni regolari in occasione della loro prima  immissione  nel
mercato. Per pubblicazioni regolari si  intendono  quelle  che  hanno
gia' effettuato  la  registrazione  presso  il  tribunale,  che  sono
diffuse al pubblico con periodicita' regolare, che  rispettano  tutti
gli obblighi previsti dalla legge 8  febbraio  1948,  n.  47,  e  che
recano stampati sul prodotto e in posizione visibile  la  data  e  la
periodicita' effettiva,  il  codice  a  barre  e  la  data  di  prima
immissione nel mercato. 
  2. Le imprese di distribuzione, nell'adempimento degli obblighi  di
cui all'articolo 16, primo comma, della legge 5 agosto 1981, n.  416,
si adeguano alle disposizioni di cui al comma 1, primo  periodo,  del
presente articolo. 
                             Note all'art. 8: 
              La legge 8 febbraio 1948,  n.  47  (Disposizioni  sulla
          stampa) e' pubblicata nella Gazz. Uff. 20 febbraio 1948, n.
          43. 
              - Si riporta il testo vigente  dell'articolo  16  della
          citata legge n. 416 del 1981: 
              "Art. 16. Distribuzione. 
              Le imprese di distribuzione devono garantire, a parita'
          di condizioni rispetto ai punti di  vendita  serviti  e  al
          numero di copie distribuite, il servizio di distribuzione a
          tutte le testate giornalistiche che ne facciano richiesta. 
              Per ridurre i costi di distribuzione e per favorire  la
          costituzione di cooperative o di consorzi di servizi aventi
          lo scopo di razionalizzare la distribuzione  della  stampa,
          le regioni possono prevedere misure di sostegno.". 

                                  Art. 9 
 
 
Procedura per l'affidamento  in  concessione  del  servizio  pubblico
               radiofonico, televisivo e multimediale 
 
  1. All'articolo 49 del testo unico dei servizi di media audiovisivi
e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n.  177,
dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti: 
  «1-bis.  L'affidamento  in  concessione   del   servizio   pubblico
radiofonico, televisivo e multimediale  ha  durata  decennale  ed  e'
preceduto, ai sensi dell'articolo 5, comma 5, della legge 28 dicembre
2015, n. 220,  da  una  consultazione  pubblica  sugli  obblighi  del
servizio medesimo. 
  1-ter. Il limite massimo retributivo di 240.000 euro annui, di  cui
all'articolo 13, comma 1, del decreto-legge 24 aprile  2014,  n.  66,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89,  si
applica rispettivamente agli amministratori, al personale dipendente,
ai collaboratori e  ai  consulenti  del  soggetto  affidatario  della
concessione  del  servizio   pubblico   radiofonico,   televisivo   e
multimediale, la cui prestazione professionale non sia  stabilita  da
tariffe regolamentate. 
  1-quater. Ai fini del rispetto del limite di cui al comma 1-ter non
si  applicano  le  esclusioni  di   cui   all'articolo   23-bis   del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214. 
  1-quinquies. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
da adottare previa  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,  su
proposta del Ministro dello sviluppo economico, di  concerto  con  il
Ministro dell'economia e delle finanze, e' affidato in concessione il
servizio  pubblico  radiofonico,  televisivo  e  multimediale  ed  e'
approvato l'annesso schema di convenzione. Lo  schema  di  decreto  e
l'annesso  schema  di  convenzione  sono  trasmessi  per  il  parere,
unitamente ad una relazione del  Ministro  dello  sviluppo  economico
sull'esito  della  consultazione  di  cui  al   comma   1-bis,   alla
Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza  dei
servizi radiotelevisivi. Il parere e' reso entro trenta giorni  dalla
data di trasmissione, decorsi i quali il decreto puo' comunque essere
adottato, con l'annesso schema di convenzione. Il decreto e l'annesso
schema  di  convenzione  sono  sottoposti  ai  competenti  organi  di
controllo e successivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 
  1-sexies. Sino alla data di  entrata  in  vigore  del  decreto  che
dispone il  nuovo  affidamento  del  servizio  pubblico  radiofonico,
televisivo e multimediale, e comunque per un periodo non superiore  a
novanta giorni dalla  data  di  scadenza  del  rapporto  concessorio,
continuano a trovare applicazione, ad ogni effetto, la concessione  e
la relativa convenzione gia' in atto. 
  1-septies. Il Ministero dello sviluppo  economico  provvede,  sulla
base dello schema di convenzione annesso al decreto di cui  al  comma
1-quinquies, alla stipulazione  della  convenzione  con  la  societa'
concessionaria  del  servizio  pubblico  radiofonico,  televisivo   e
multimediale». 
                               Note all'art. 9: 
              - Si riporta il  testo  dell'articolo  49  del  decreto
          legislativo 31 luglio 2005, n. 177 (Testo unico dei servizi
          di media audiovisivi e radiofonici), come modificato  dalla
          presente legge: 
              "Art.   49.   Disciplina   della   RAI-Radiotelevisione
          italiana Spa 
              1.  La  concessione  del  servizio  pubblico   generale
          radiotelevisivo e' affidata, fino al 31 ottobre 2016,  alla
          RAI-Radiotelevisione italiana Spa. 
              1-bis.  L'affidamento  in  concessione   del   servizio
          pubblico radiofonico, televisivo e multimediale  ha  durata
          decennale ed e' preceduto, ai sensi dell'articolo 5,  comma
          5,  della  legge  28  dicembre  2015,  n.   220,   da   una
          consultazione  pubblica   sugli   obblighi   del   servizio
          medesimo. 
              1-ter. Il limite massimo retributivo  di  240.000  euro
          annui, di cui all'articolo 13, comma 1,  del  decreto-legge
          24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla
          legge 23 giugno 2014, n.  89,  si  applica  rispettivamente
          agli   amministratori,   al   personale   dipendente,    ai
          collaboratori e  ai  consulenti  del  soggetto  affidatario
          della  concessione  del  servizio   pubblico   radiofonico,
          televisivo e multimediale, la cui prestazione professionale
          non sia stabilita da tariffe regolamentate. 
              1-quater. Ai fini del rispetto del  limite  di  cui  al
          comma  1-ter  non  si  applicano  le  esclusioni   di   cui
          all'articolo 23-bis del decreto-legge 6 dicembre  2011,  n.
          201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
          2011, n. 214. 
              1-quinquies. Con decreto del Presidente  del  Consiglio
          dei  ministri,  da  adottare   previa   deliberazione   del
          Consiglio dei ministri,  su  proposta  del  Ministro  dello
          sviluppo   economico,   di   concerto   con   il   Ministro
          dell'economia e delle finanze, e' affidato  in  concessione
          il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale
          ed e' approvato l'annesso schema di convenzione. Lo  schema
          di decreto e l'annesso schema di convenzione sono trasmessi
          per il parere, unitamente ad  una  relazione  del  Ministro
          dello sviluppo economico sull'esito della consultazione  di
          cui al  comma  1-bis,  alla  Commissione  parlamentare  per
          l'indirizzo   generale   e   la   vigilanza   dei   servizi
          radiotelevisivi. Il parere  e'  reso  entro  trenta  giorni
          dalla data di trasmissione, decorsi i quali il decreto puo'
          comunque  essere  adottato,   con   l'annesso   schema   di
          convenzione. Il decreto e l'annesso schema  di  convenzione
          sono  sottoposti  ai  competenti  organi  di  controllo   e
          successivamente pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. 
              1-sexies. Sino alla  data  di  entrata  in  vigore  del
          decreto che  dispone  il  nuovo  affidamento  del  servizio
          pubblico radiofonico, televisivo e multimediale, e comunque
          per un periodo non superiore a novanta giorni dalla data di
          scadenza del rapporto  concessorio,  continuano  a  trovare
          applicazione, ad ogni effetto, la concessione e la relativa
          convenzione gia' in atto. 
              1-septies.  Il  Ministero  dello   sviluppo   economico
          provvede, sulla base dello schema di convenzione annesso al
          decreto di cui  al  comma  1-quinquies,  alla  stipulazione
          della  convenzione  con  la  societa'  concessionaria   del
          servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale. 
              2.  Per  quanto  non  sia  diversamente  previsto   dal
          presente testo unico la RAI-Radiotelevisione  italiana  Spa
          e' assoggettata alla disciplina generale delle societa' per
          azioni,  anche  per  quanto  concerne  l'organizzazione   e
          l'amministrazione.  Fermo  restando  quanto  disposto   dal
          precedente periodo, la societa' ispira la propria azione  a
          principi   di   trasparenza,   efficacia,   efficienza    e
          competitivita'. 
              3.    Il    consiglio    di    amministrazione    della
          RAI-Radiotelevisione italiana  Spa  e'  composto  da  sette
          membri.  Il  consiglio,   oltre   ad   essere   organo   di
          amministrazione della societa', svolge  anche  funzioni  di
          controllo e di garanzia circa il corretto adempimento delle
          finalita' e degli obblighi del servizio  pubblico  generale
          radiotelevisivo. 
              4. Possono essere  nominati  membri  del  consiglio  di
          amministrazione i soggetti aventi i requisiti per la nomina
          a  giudice  costituzionale  ai  sensi  dell'articolo   135,
          secondo comma, della Costituzione o, comunque,  persone  di
          riconosciuta   onorabilita',   prestigio    e    competenza
          professionale e di notoria indipendenza  di  comportamenti,
          che   si   siano   distinte   in   attivita'    economiche,
          scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o  della
          comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze
          manageriali. Ove siano  lavoratori  dipendenti  vengono,  a
          richiesta, collocati in aspettativa non retribuita  per  la
          durata del mandato. Il mandato dei membri del consiglio  di
          amministrazione dura tre anni e i membri sono  rieleggibili
          una sola volta. Il rinnovo del consiglio di amministrazione
          e' effettuato entro il termine di scadenza  del  precedente
          mandato. 
              4-bis. La composizione del consiglio di amministrazione
          e' definita favorendo la presenza di entrambi i sessi e  un
          adeguato  equilibrio  tra  componenti   caratterizzati   da
          elevata professionalita' e comprovata esperienza in  ambito
          giuridico, finanziario, industriale e  culturale,  nonche',
          tenendo conto dell'autorevolezza  richiesta  dall'incarico,
          l'assenza di conflitti di interesse  o  di  titolarita'  di
          cariche in societa' concorrenti. 
              4-ter.  La  carica   di   membro   del   consiglio   di
          amministrazione  non  puo'  essere  ricoperta,  a  pena  di
          ineleggibilita' o decadenza, anche in corso di mandato,  da
          coloro che ricoprano la carica di Ministro, vice Ministro o
          sottosegretario di  Stato  o  che  abbiano  ricoperto  tale
          carica nei dodici mesi precedenti alla data della nomina  o
          che ricoprano la carica di cui all'articolo 7, primo comma,
          lettera  c),  del  testo  unico  di  cui  al  decreto   del
          Presidente della Repubblica  30  marzo  1957,  n.  361,  la
          carica di cui all'articolo 1, comma 54, lettera  a),  della
          legge 7 aprile 2014, n. 56,  o  la  carica  di  consigliere
          regionale. 
              4-quater.  Non  possono  essere  nominati  membri   del
          consiglio  di  amministrazione  e,  se  nominati,  decadono
          dall'ufficio  i  soggetti  che  si  trovino  in  una  delle
          seguenti situazioni: 
              a) stato di  interdizione  perpetua  o  temporanea  dai
          pubblici uffici; 
              b) stato di interdizione legale ovvero temporanea dagli
          uffici direttivi delle persone giuridiche e delle  imprese,
          o comunque alcuna delle situazioni  indicate  nell'articolo
          2382 del codice civile; 
              c) assoggettamento a  misure  di  prevenzione  disposte
          dall'autorita' giudiziaria ai sensi del codice delle  leggi
          antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al  decreto
          legislativo 6 settembre 2011, n.  159,  salvi  gli  effetti
          della riabilitazione; 
              d) condanna con sentenza definitiva alla reclusione per
          uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro quinto del
          codice   civile,   fatti   salvi    gli    effetti    della
          riabilitazione; 
              e) condanna con sentenza definitiva alla reclusione per
          un delitto contro la pubblica  amministrazione,  contro  la
          fede  pubblica,  contro  il  patrimonio,  contro   l'ordine
          pubblico, contro l'economia pubblica ovvero per un  delitto
          in materia tributaria; 
              f) condanna con sentenza definitiva alla reclusione per
          qualunque delitto non colposo per un tempo pari o superiore
          a due anni. 
              5.  La  nomina  del   presidente   del   consiglio   di
          amministrazione  e'  effettuata  dal   consiglio   medesimo
          nell'ambito  dei  suoi  membri  e  diviene  efficace   dopo
          l'acquisizione   del   parere   favorevole,   espresso    a
          maggioranza  dei  due  terzi  dei  suoi  componenti,  della
          Commissione parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e  la
          vigilanza dei servizi radiotelevisivi di cui all'articolo 4
          della  legge  14  aprile  1975,  n.   103,   e   successive
          modificazioni. Al presidente possono  essere  affidate  dal
          consiglio  di  amministrazione  deleghe  nelle  aree  delle
          relazioni esterne e istituzionali e di  supervisione  delle
          attivita' di controllo interno, previa delibera assembleare
          che ne autorizzi la delega. 
              6. I membri del consiglio di amministrazione sono cosi'
          individuati. 
              a) due eletti dalla Camera dei deputati  e  due  eletti
          dal Senato della Repubblica, con voto limitato  a  un  solo
          candidato; 
              b)  due  designati  dal  Consiglio  dei  ministri,   su
          proposta  del  Ministro  dell'economia  e  delle   finanze,
          conformemente ai criteri e alle  modalita'  di  nomina  dei
          componenti degli organi di amministrazione  delle  societa'
          controllate direttamente  o  indirettamente  dal  Ministero
          dell'economia e delle finanze; 
              c) uno designato dall'assemblea  dei  dipendenti  della
          RAI-Radiotelevisione  italiana  Spa,   tra   i   dipendenti
          dell'azienda titolari di un rapporto di lavoro  subordinato
          da  almeno  tre  anni  consecutivi,   con   modalita'   che
          garantiscano la trasparenza e la  rappresentativita'  della
          designazione stessa. 
              6-bis. I componenti del consiglio di amministrazione di
          designazione della Camera dei deputati e del  Senato  della
          Repubblica, di cui al comma 6, lettera  a),  devono  essere
          eletti tra coloro che  presentano  la  propria  candidatura
          nell'ambito di una procedura di  selezione  il  cui  avviso
          deve essere pubblicato nei siti internet della Camera,  del
          Senato e della  RAI-Radiotelevisione  italiana  Spa  almeno
          sessanta giorni prima della nomina. Le  candidature  devono
          pervenire almeno trenta  giorni  prima  della  nomina  e  i
          curricula  devono  essere  pubblicati  negli  stessi   siti
          internet. 
              6-ter.   Per   l'elezione   del   componente   espresso
          dall'assemblea dei  dipendenti  della  RAI-Radiotelevisione
          italiana Spa, di cui al comma 6, lettera c),  la  procedura
          di  voto  deve  essere   organizzata   dal   consiglio   di
          amministrazione uscente della medesima azienda, con  avviso
          pubblicato nel sito  internet  istituzionale  della  stessa
          almeno  sessanta  giorni  prima  della  nomina,  secondo  i
          seguenti criteri: a) partecipazione al  voto,  garantendone
          la segretezza, anche via internet ovvero attraverso la rete
          intranet aziendale, di tutti i dipendenti  titolari  di  un
          rapporto di lavoro subordinato; b) accesso alla candidatura
          dei soli soggetti che abbiano i requisiti fissati dal comma
          4 del presente articolo.  Le  singole  candidature  possono
          essere presentate da  una  delle  organizzazioni  sindacali
          firmatarie del contratto  collettivo  o  integrativo  della
          RAI-Radiotelevisione   italiana    Spa    o    da    almeno
          centocinquanta dipendenti e devono pervenire almeno  trenta
          giorni prima della nomina. 
              7.  La  revoca  dei   componenti   del   consiglio   di
          amministrazione e' deliberata  dall'assemblea  ed  acquista
          efficacia  a  seguito  di  valutazione   favorevole   della
          Commissione parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e  la
          vigilanza dei servizi radiotelevisivi. 
              8. In  caso  di  dimissioni  o  impedimento  permanente
          ovvero di revoca del presidente o di uno o piu' membri  del
          consiglio  di  amministrazione,  i  nuovi  componenti  sono
          nominati con la medesima procedura di cui al comma 6  entro
          i novanta giorni  successivi  alla  data  di  comunicazione
          formale delle dimissioni o di comunicazione  formale  della
          sussistenza della causa di impedimento permanente. Nel caso
          di revoca del  presidente  o  di  uno  o  piu'  membri  del
          consiglio di amministrazione,  il  termine  sopra  indicato
          decorre  dalla  data   di   comunicazione   formale   della
          valutazione favorevole alla delibera di revoca  di  cui  al
          comma 7. 
              9. Il consiglio di amministrazione,  oltre  ai  compiti
          allo stesso attribuiti dalla legge e  dallo  statuto  della
          societa',  approva  il  piano  industriale   e   il   piano
          editoriale, il preventivo di  spesa  annuale,  nonche'  gli
          investimenti  che,  anche  per  effetto   di   una   durata
          pluriennale, siano di importo superiore  a  10  milioni  di
          euro. 
              10.   Il   consiglio    di    amministrazione    nomina
          l'amministratore  delegato  su   proposta   dell'assemblea.
          L'amministratore delegato: 
              a) risponde al consiglio di amministrazione  in  merito
          alla gestione aziendale e sovrintende all'organizzazione  e
          al funzionamento dell'azienda nel quadro dei piani e  delle
          direttive definiti dal consiglio di amministrazione; 
              b)   assicura   la   coerenza   della    programmazione
          radiotelevisiva con le  linee  editoriali  e  le  direttive
          formulate e adottate dal consiglio di amministrazione; 
              c) provvede alla gestione del personale dell'azienda  e
          nomina i dirigenti  di  primo  livello,  acquisendo  per  i
          direttori di  rete,  di  canale  e  di  testata  il  parere
          obbligatorio del consiglio di amministrazione, che nel caso
          dei direttori di testata e' vincolante se e'  espresso  con
          la maggioranza dei due terzi; assume,  nomina,  promuove  e
          stabilisce la collocazione aziendale degli altri dirigenti,
          nonche',  su  proposta  dei  direttori  di  testata  e  nel
          rispetto del contratto di lavoro giornalistico, degli altri
          giornalisti; 
              d) firma gli atti e  i  contratti  aziendali  attinenti
          alla gestione della  societa',  fatto  salvo  l'obbligo  di
          sottoporre    all'approvazione     del     consiglio     di
          amministrazione gli atti e  i  contratti  aziendali  aventi
          carattere  strategico,  ivi  inclusi  i  piani  annuali  di
          trasmissione e di  produzione  e  le  variazioni  rilevanti
          degli stessi, nonche' gli atti e i contratti che, anche per
          effetto  di  una  durata  pluriennale,  siano  di   importo
          superiore a 10 milioni di euro; 
              e) provvede all'attuazione del piano  industriale,  del
          preventivo di spesa annuale, delle politiche del  personale
          e dei  piani  di  ristrutturazione,  nonche'  dei  progetti
          specifici approvati dal  consiglio  di  amministrazione  in
          materia di linea editoriale,  investimenti,  organizzazione
          aziendale, politica finanziaria e politiche del personale; 
              f)  definisce,  sentito  il  parere  del  consiglio  di
          amministrazione,  i  criteri  e   le   modalita'   per   il
          reclutamento del personale e quelli per il conferimento  di
          incarichi  a  collaboratori  esterni,  in  conformita'  con
          quanto indicato, per le societa' a partecipazione pubblica,
          dall'articolo 18, comma  2,  del  decreto-legge  25  giugno
          2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6
          agosto 2008, n. 133, individuando i profili professionali e
          gli incarichi per i  quali,  in  relazione  agli  specifici
          compiti assegnati, puo' derogarsi  ai  suddetti  criteri  e
          modalita'; 
              g)   propone   all'approvazione   del   consiglio    di
          amministrazione  il  Piano  per   la   trasparenza   e   la
          comunicazione aziendale, che prevede le forme  piu'  idonee
          per rendere conoscibili alla generalita'  degli  utenti  le
          informazioni  sull'attivita'  complessivamente  svolta  dal
          consiglio di amministrazione,  salvi  casi  particolari  di
          riservatezza    adeguatamente    motivati,    nonche'    la
          pubblicazione nel sito internet della societa': 
              1) dei dati relativi agli investimenti totali destinati
          ai  prodotti  audiovisivi  nazionali  e  ai   progetti   di
          coproduzione internazionale; 
              2)  dei  curricula  e  dei  compensi  lordi,   comunque
          denominati,  percepiti  dai  componenti  degli  organi   di
          amministrazione e controllo, nonche' dai dirigenti di  ogni
          livello, ivi compresi quelli non dipendenti della  societa'
          di cui all'articolo 49-quater,  e  comunque  dai  soggetti,
          diversi dai titolari di contratti di natura artistica,  che
          ricevano un trattamento economico annuo  omnicomprensivo  a
          carico della societa' pari o superiore ad euro 200.000, con
          indicazione delle eventuali componenti variabili  o  legate
          alla valutazione del risultato, nonche' delle  informazioni
          relative allo svolgimento da parte dei  medesimi  di  altri
          incarichi o attivita' professionali ovvero alla titolarita'
          di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati
          dalle pubbliche  amministrazioni  di  cui  all'articolo  1,
          comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ivi
          comprese le autorita' amministrative indipendenti; 
              3) dei criteri per il reclutamento del personale e  per
          il conferimento di incarichi a  collaboratori  esterni,  di
          cui alla lettera f) del presente comma; 
              4) dei dati concernenti il numero e  la  tipologia  dei
          contratti di collaborazione o consulenza non artistica  per
          i quali e'  previsto  un  compenso,  conferiti  a  soggetti
          esterni alla societa', e l'ammontare della relativa  spesa,
          con indicazione, per i contratti aventi un valore  su  base
          annua superiore a una determinata  soglia  individuata  nel
          Piano,  dei  nominativi  e  dei  curricula   dei   soggetti
          percettori, della  ragione  dell'incarico  e  del  relativo
          compenso; 
              5) dei criteri e delle procedure  per  le  assegnazioni
          dei contratti di cui all'articolo 49-ter; 
              6) dei dati risultanti dalla  verifica  del  gradimento
          della programmazione generale e specifica  della  societa',
          ai fini  del  perseguimento  degli  obiettivi  di  servizio
          pubblico. 
              10-bis.      L'amministratore      delegato       della
          RAI-Radiotelevisione italiana Spa deve essere nominato  tra
          coloro che si trovano in situazione di assenza di conflitti
          di interesse  o  di  titolarita'  di  cariche  in  societa'
          concorrenti della RAI-Radiotelevisione italiana Spa  e  che
          sono in possesso di esperienza  pregressa  per  un  periodo
          congruo in incarichi di analoga responsabilita'  ovvero  in
          ruoli dirigenziali apicali nel settore pubblico o privato. 
              11. L'amministratore delegato rimane in carica per  tre
          anni dall'atto di nomina e comunque non oltre  la  scadenza
          del consiglio di  amministrazione,  salva  la  facolta'  di
          revoca da parte del consiglio di  amministrazione,  sentito
          il  parere   dell'assemblea.   L'amministratore   delegato,
          qualora dipendente della RAI-Radiotelevisione italiana Spa,
          all'atto della nomina e' tenuto a dimettersi dalla societa'
          o a ottenere il collocamento in aspettativa non  retribuita
          dalla   societa'   per   la   durata    dell'incarico    di
          amministratore delegato. Nell'anno  successivo  al  termine
          del mandato di amministratore delegato, non  puo'  assumere
          incarichi o fornire consulenze presso societa'  concorrenti
          della RAI-Radiotelevisione italiana Spa. 
              12. Il consiglio  di  amministrazione,  su  indicazione
          dell'assemblea,    determina    il    compenso    spettante
          all'amministratore  delegato  e,   in   caso   di   revoca,
          l'indennita'  spettante  al  medesimo  amministratore,   di
          ammontare comunque  non  superiore  a  tre  dodicesimi  del
          compenso annuo. 
              12-bis. Ai componenti degli organi di amministrazione e
          controllo della societa' RAI-Radiotelevisione italiana Spa,
          ad eccezione dell'amministratore delegato,  si  applica  il
          limite massimo  retributivo  di  cui  all'articolo  23-bis,
          commi 5-bis e 5-ter, del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.
          201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
          2011, n. 214, e successive modificazioni. 
              12-ter. Restano ferme le funzioni di indirizzo generale
          e di vigilanza dei servizi pubblici  radiotelevisivi  della
          Commissione parlamentare  per  l'indirizzo  generale  e  la
          vigilanza dei  servizi  radiotelevisivi.  Il  consiglio  di
          amministrazione     riferisce     semestralmente,     prima
          dell'approvazione del bilancio, alla  medesima  Commissione
          sulle attivita' svolte dalla RAI-Radiotelevisione  italiana
          Spa, consegnando l'elenco  completo  dei  nominativi  degli
          ospiti partecipanti alle trasmissioni. 
              12-quater. La disciplina di nomina del presidente e dei
          membri del consiglio di amministrazione di cui ai commi  3,
          4, 5, 6, 6-bis e 6-ter e la relativa disciplina  di  revoca
          di cui ai commi 7 e 8 si applicano fino  a  che  il  numero
          delle azioni alienate ai sensi dell'articolo 21 della legge
          3 maggio 2004, n. 112, non superi la quota del 10 per cento
          del capitale della RAI-Radiotelevisione  italiana  Spa,  in
          considerazione dei rilevanti ed imprescindibili  motivi  di
          interesse generale connessi allo svolgimento del servizio. 
              13. La dismissione  della  partecipazione  dello  Stato
          nella RAI-Radiotelevisione italiana Spa resta  disciplinata
          dall'articolo 21 della legge 3 maggio 2004, n. 112." 

                               Art. 10 
 
 
                       Norme di coordinamento 
 
  1. All'articolo  1,  comma  160,  primo  periodo,  della  legge  28
dicembre 2015, n. 208, la lettera b) e' sostituita dalla seguente: 
  «b) al finanziamento, fino ad un importo massimo di 100 milioni  di
euro in ragione d'anno, del Fondo per il pluralismo  e  l'innovazione
dell'informazione istituito nello stato di previsione  del  Ministero
dell'economia e delle finanze». 
  2. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da
emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono determinate le modalita' di versamento del contributo  di
cui all'articolo 1, comma 2, lettera d). 
  3. In sede di prima applicazione, per l'esercizio finanziario 2016,
le risorse di cui all'articolo 1, comma 2,  lettere  a)  e  b),  sono
mantenute nel bilancio autonomo della Presidenza  del  Consiglio  dei
ministri e nello stato di previsione  del  Ministero  dello  sviluppo
economico ai fini dell'esecuzione degli interventi gia' programmati a
valere su di esse. 
  4. Le risorse di cui all'articolo 28 della legge 5 agosto 1981,  n.
416, confluiscono nel Fondo  di  cui  all'articolo  1  nell'esercizio
finanziario successivo a quello di entrata in vigore del  regolamento
di cui all'articolo 1, comma 5, al netto  di  quelle  occorrenti  per
l'erogazione dei benefici gia'  maturati  alla  data  di  entrata  in
vigore del medesimo regolamento. 
  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato. 
    Data a Roma, addi' 26 ottobre 2016 
 
                             MATTARELLA 
 
 
                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei
                                ministri 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando 
 
			          Note all'art. 10: 
              Il testo del comma 160 dell'articolo 1 della  legge  n.
          208 del 2015, come  modificato  dalla  presente  legge,  e'
          riportato nelle Note all'art. 1. 
              Il testo dell'articolo 28 della legge n. 416  del  1981
          e' riportato nelle Note all'art. 1. 

			
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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale