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FONDI STRUTTURALI EUROPEI 2007-2013
Politica
regionale
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05-07-2006
Con
l'adozione di cinque relazioni distinte il Parlamento ha dato il via
libera al pacchetto dei Fondi strutturali per il 2007-2013. Sono stati
definiti gli obiettivi, le risorse finanziarie disponibili nonché i
criteri per la loro ripartizione nell'Unione allargata. Circa 308
miliardi di euro - equivalenti al 35,7% del bilancio totale UE - saranno
ora disponibili, come previsto, a dal 1° gennaio 2007. I Fondi
strutturali hanno lo scopo di promuovere la solidarietà tra le regioni
dell'Unione.
Frutto
di un accordo con il Consiglio e la Commissione, i cinque provvedimenti
(tre in codecisione e due pareri conformi) definiscono gli obiettivi dei
fondi strutturali e di coesione, i criteri cui devono attenersi gli
Stati membri e le regioni per essere ammissibili al sostegno
comunitario, le risorse finanziarie disponibili e i loro criteri di
attribuzione in seno all'Unione ampliata. I Fondi saranno operativi sin
dal 1° gennaio 2007. Prima che gli stanziamenti siano attribuiti agli
Stati membri è però necessario che la Commissione negozi i Programmi
operativi nazionali.
Disposizioni generali
Adottata dal Parlamento con 533 voti favorevoli, 41 contrari e 53
astensioni, la relazione di Konstantinos
Hatzidakis (PPE/DE, EL)
concede il parere conforme al regolamento sulle disposizioni generali
sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale
europeo (FSE) e sul Fondo di coesione che include numerose richieste
avanzate dai deputati nel corso dei negoziati. Più in particolare,
prevede un rafforzamento dell'aspetto ambientale e dello sviluppo
sostenibile nella gestione dei fondi strutturali e di coesione,
attraverso l'introduzione di un nuovo articolo che garantisce la presa
in considerazione di tale aspetto nell'attuazione dei fondi.
Inoltre, il Parlamento ha ottenuto una menzione specifica riguardo al
fatto che i fondi strutturali e di coesione debbano sostenere il
miglioramento e la promozione dell'accessibilità dei disabili. E' poi
stato rafforzato il principio del partenariato, ossia della
partecipazione ai negoziati sui fondi strutturali di tutti gli organi
rappresentativi della società civile, i partner ambientali, le
organizzazioni non governative e gli organi responsabili della
promozione della parità di genere. Il Consiglio ha tuttavia respinto
l'idea di una dichiarazione comune del Consiglio, della Commissione e
del Parlamento su una riserva di risultato comunitaria che avrebbe avuto
l'obiettivo di riutilizzare le risorse non utilizzate dei fondi
strutturali invece di riassegnarle al bilancio UE.
Il regolamento definisce tre obiettivi. L’obiettivo "Convergenza" - cui
contribuiscono FESR, FSE e Fondo di coesione - è volto ad accelerare la
convergenza degli Stati membri e regioni in ritardo di sviluppo. Ciò
andrà realizzato migliorando le condizioni per la crescita e
l'occupazione tramite l’aumento e il miglioramento della qualità degli
investimenti in capitale fisico e umano, lo sviluppo dell’innovazione e
della società della conoscenza, dell’adattabilità ai cambiamenti
economici e sociali, la tutela e il miglioramento della qualità
dell’ambiente e l’efficienza amministrativa. Le regioni italiane
rientranti in tale obiettivo potranno contare su un contributo massimo
UE del 75%.
L’obiettivo "Competitività regionale e occupazione" - finanziato da FESR
e FSE - punta, al di fuori delle regioni in ritardo di sviluppo, a
rafforzare la competitività e le attrattive delle regioni e
l’occupazione. Si tratterà di anticipare i cambiamenti economici e
sociali, inclusi quelli connessi all’apertura degli scambi, mediante
l'incremento e il miglioramento della qualità degli investimenti nel
capitale umano, l'innovazione e la promozione della società della
conoscenza e l’imprenditorialità. Ma anche con la tutela e il
miglioramento dell’ambiente e il miglioramento dell’accessibilità,
dell’adattabilità dei lavoratori e delle imprese e lo sviluppo di
mercati del lavoro inclusivi. Le regioni italiane rientranti in questo
obiettivo potranno beneficiare di un contributo massimo dei fondi
comunitari del 50%.
L'obiettivo "Cooperazione territoriale europea" - finanziato dal FESR -
è inteso a rafforzare la cooperazione transfrontaliera mediante
iniziative congiunte locali e regionali, a rafforzare la cooperazione
transnazionale mediante azioni volte allo sviluppo territoriale
integrato connesse alle priorità comunitarie e a rafforzare la
cooperazione interregionale e lo scambio di esperienze al livello
territoriale adeguato.
Le risorse disponibili, espresse in prezzi 2004, da impegnare a titolo
dei Fondi per il periodo 2007-2013 ammontano a 308,041 miliardi di euro,
ossia il 35,7% del bilancio comunitario. All’obiettivo "Convergenza" è
destinato l'81,54% delle risorse dei Fondi (ossia circa 252,2 miliardi
di euro), all’obiettivo "Competitività regionale e occupazione" è
attribuito invece il 15,95% del totale (poco più di 49 miliardi) e
l’obiettivo "Cooperazione territoriale europea" potrà contare sul 2,52%
delle risorse globali (7,75 miliardi di euro).
Fondo europeo di sviluppo
regionale
Nell'ambito dei tre obiettivi di sviluppo, il FESR partecipa al
finanziamento di investimenti produttivi che contribuiscono alla
creazione e al mantenimento di posti di lavoro stabili, in primo luogo
attraverso aiuti diretti agli investimenti principalmente nelle piccole
e medie imprese (PMI), di investimenti in infrastrutture e dello
sviluppo di potenziale endogeno attraverso misure che sostengano lo
sviluppo regionale e locale. Tali attività includono il sostegno e i
servizi alle imprese, in particolare alle PMI, la creazione e lo
sviluppo di strumenti finanziari quali il capitale di rischio, i fondi
per mutui e fondi di garanzia, i fondi di sviluppo locale, gli abbuoni
di interesse, la messa in rete, la cooperazione e gli scambi di
esperienze tra regioni, città e operatori sociali, economici e
ambientali interessati.
Con la relazione di Claudio
Fava (PSE, IT), il Parlamento approva la posizione
comune del Consiglio sul regolamento relativo al Fondo europeo di
sviluppo regionale, in quanto reputa che le principali preoccupazioni
espresse dai deputati durante l'esame della proposta siano state prese
in considerazione. Più in particolare, per quanto riguarda l'IVA, la
Commissione aveva proposto di rendere ammissibile l'IVA non recuperabile
soltanto nel caso del FES. Il Consiglio europeo aveva concluso che l'IVA
non recuperabile doveva essere ammissibile secondo le regole del FESR,
del FES e anche del Fondo di coesione solo per gli Stati membri il cui
PIL non supera l'85% della media del PIL dell'UE. Il Parlamento europeo,
invece, aveva chiesto che tali modalità fossero estese a tutti gli Stati
membri e il Consiglio ha deciso di accettare questa richiesta.
In merito alle preoccupazioni espresse sull'edilizia abitativa, la
Commissione aveva proposto di rendere l'edilizia abitativa non
ammissibile e il Consiglio europeo ne chiedeva l'ammissibilità nel
regolamento FESR per gli Stati membri il cui PIL non supera l'85% della
media del PIL dell'UE. Il Consiglio ha quindi introdotto nella sua
posizione comune una disposizione specifica che tiene conto degli
emendamenti proposti dal Parlamento nella sua prima lettura, rendendo
ammissibile la spesa per l'edilizia abitativa per i costi di
ristrutturazione degli alloggi sociali che mirano a garantire il
risparmio energetico e a proteggere l'ambiente.
Fondo sociale europeo
Il Fondo contribuisce a realizzare le priorità della Comunità riguardo
al rafforzamento della coesione economica e sociale migliorando le
possibilità di occupazione e di impiego, favorendo un alto livello di
occupazione e nuovi e migliori posti di lavoro. A tal fine esso sostiene
le politiche degli Stati membri intese a conseguire la piena occupazione
nonché la qualità e la produttività sul lavoro, a promuovere
l'inclusione sociale, compreso l'accesso all'occupazione delle persone
svantaggiate, e a ridurre le disparità occupazionali a livello
nazionale, regionale e locale. In particolare, il Fondo fornisce
sostegno alle azioni in linea con le misure prese dagli Stati membri
sulla base degli orientamenti adottati nell'ambito della Strategia
europea per l'occupazione.
La relazione di José Albino
Silva Peneda (PPE/DE, PT), fatta propria dall'Aula,
approva la posizione comune dei Consiglio in quanto include numerosi
emendamenti proposti dal Parlamento in prima lettura. Questi tendevano,
in particolare, a rafforzare gli aspetti relativi alla lotta contro
l'esclusione sociale, alle discriminazioni e alla parità dei
generi e all'integrazione delle persone inattive e dei disabili.
Fondo di coesione
Il Fondo di coesione, integra gli altri strumenti comunitari di sviluppo
regionale, in materia di ambiente e di infrastrutture di trasporto di
interesse comune per promuovere la coesione economica e sociale e la
solidarietà fra gli Stati membri. Dall'allargamento dell'UE, il 1°
maggio 2004, il Fondo di coesione si applica ai dieci nuovi Stati membri
unitamente ai tre Stati membri beneficiari dell'UE a 15 (Spagna,
Portogallo, Grecia) per la fine del periodo 2000-2006. Dal gennaio 2004,
l'Irlanda non è più beneficiaria e, a decorrere dal gennaio 2007 anche
la Spagna non ottempererà più ai criteri di ammissibilità al
finanziamento del Fondo di coesione.
Con la relazione di Alfonso
Andria (ALDE/ADLE, IT) - adottata con 567 voti
favorevoli, 29 contrari e 36 astensioni - il Parlamento esprime parere
conforme alla proposta di regolamento per sostenere l'aumento della
dotazione del fondo di coesione fino a 61,59 miliardi di euro. La novità
introdotta dal regolamento consiste nel potenziamento del contributo del
Fondo di coesione allo sviluppo sostenibile. Pertanto esso è in grado
ormai di finanziare, oltre alle reti transeuropee, i progetti nel
settore dei trasporti ferroviari, per vie navigabili fluviali e
marittime, i programmi multimodali di trasporto, il trasporto urbano
sostenibile ed i progetti nei settori che promuovono lo sviluppo
sostenibile, a dimensione ambientale, quali i settori chiave
dell'efficienza energetica e delle fonti energetiche rinnovabili.
Cooperazione territoriale
Per intensificare e promuovere la cooperazione transfrontaliera,
transnazionale e interregionale allo scopo di realizzare l'obiettivo
della coesione sociale, economica e territoriale, la Commissione aveva
avanzato una proposta di regolamento che dà la facoltà di creare gruppi
cooperativi, dotati di personalità giuridica.
Facendo propria la relazione di Jan
Olbrycht (PPE/DE, PL),
il Parlamento approva la posizione comune del Consiglio. Il nome dello
strumento, come richiesto dai deputati, è stato modificato si chiamerà
Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) e non più Gruppo
europeo di cooperazione transfrontaliera. Un GECT può essere composto da
membri - situati nel territorio di almeno due Stati membri - che
appartengono a una o più delle seguenti categorie: Stati membri,
autorità regionali, autorità locali e altri organismi di diritto
pubblico. Le associazioni composte di organismi che appartengono ad una
o più di tali categorie possono parimenti essere membri.
A seguito dell'accordo sulle prospettive finanziarie, i deputati hanno
ottenuto 300 milioni di euro supplementari per la coesione territoriale.
I deputati auspicavano che 200 milioni fossero destinati alle regioni
transfrontaliere e i restanti 100 milioni alla cooperazione
interregionale.
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