DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 settembre 2010 , n. 160

Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina

sullo sportello unico per le attivita' produttive, ai sensi

dell'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

(10G0183)

.............................

Capo I

Principi generali ed ambito applicativo

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'articolo 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 116 della Costituzione;

Visto l'articolo 117, secondo comma, lettere e), m), p) e r), della

Costituzione;

Vista la direttiva 123/2006/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio, del 12 dicembre 2006;

Visto il decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59;

Visto l'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto l'articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.

112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.

133;

Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114;

Visto il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con

modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, ed in particolare

l'articolo 9;

Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

Visto il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari

in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della

Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;

Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive

modificazioni;

Visto l'articolo 49, comma 4-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010,

n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.

122, che ha sostituito l'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.

241, introducendo la : «Segnalazione certificata di inizio attivita'

- SCIA»;

Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;

Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione del 26 giugno 2009;

Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo

8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive

modificazioni, reso nella seduta del 26 novembre 2009;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione

consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza dell'8 febbraio 2010;

Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei

deputati e del Senato della Repubblica;

Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle

riunioni del 10 giugno 2010 e del 4 agosto 2010;

Sulla proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro

per la semplificazione normativa, di concerto con i Ministri per la

pubblica amministrazione e l'innovazione e per le politiche europee;

Emana

il seguente regolamento:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:

a) «agenzia per le imprese» (di seguito denominata : «Agenzia»):

il soggetto privato, accreditato ai sensi dell'articolo 38, comma 4,

del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

b) «amministrazioni»: le amministrazioni dello Stato, gli enti

pubblici territoriali, gli altri enti pubblici non economici, gli

organismi di diritto pubblico;

c) «camere di commercio»: le camere di commercio, industria,

artigianato e agricoltura, di cui alla legge 29 dicembre 1993, n.

580;

d) «CAD»: il Codice dell'amministrazione digitale di cui al

decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;

e) «comunicazione unica»: l'istituto di cui all'articolo 9 del

decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni,

dalla legge 2 aprile 2007, n. 40;

f) «decreto-legge»: il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,

convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;

g) «SCIA»: la segnalazione certificata di inizio attivita' ai

sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come

sostituito dall'articolo 49, comma 4-bis, del decreto-legge 31 maggio

2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio

2010, n. 122, in cui la ricevuta della segnalazione costituisce

titolo autorizzatorio ai sensi dell'articolo 38, comma 3, lettere e)

ed f), del decreto-legge;

h) «dichiarazione di conformita'»: l'attestazione della

sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa per la

realizzazione, la trasformazione, il trasferimento e la cessazione

dell'esercizio dell'attivita' di impresa;

i) «attivita' produttive»: le attivita' di produzione di beni e

servizi, incluse le attivita' agricole, commerciali e artigianali, le

attivita' turistiche e alberghiere, i servizi resi dalle banche e

dagli intermediari finanziari e i servizi di telecomunicazioni, di

cui alla lettera b), comma 3, dell'articolo 38 del decreto-legge;

j) «impianti produttivi»: i fabbricati, gli impianti e altri

luoghi in cui si svolgono tutte o parte delle fasi di produzione di

beni e servizi;

k) «portale»: il sito web impresainungiorno di riferimento per

imprese e soggetti da esse delegati, che consente di ottenere

informazioni e interoperare telematicamente con gli Enti coinvolti

nelle diverse fasi relative ad attivita' produttive e di prestazione

di servizi, anche attraverso le regole tecniche del Sistema pubblico

di connettivita';

l) «registro imprese»: il registro di cui all'articolo 8 della

legge 29 dicembre 1993, n. 580, istituito presso la camera di

commercio e tenuto dall'Ufficio competente in conformita' agli

articoli 2188 e seguenti del Codice civile, sotto la vigilanza di un

giudice delegato dal Presidente del Tribunale del capoluogo di

provincia;

m) «sportello unico per le attivita' produttive» (di seguito

denominato: «SUAP»): l'unico punto di accesso per il richiedente in

relazione a tutte le vicende amministrative riguardanti la sua

attivita' produttiva, che fornisce una risposta unica e tempestiva in

luogo di tutte le pubbliche amministrazioni, comunque coinvolte nel

procedimento;

n) «sistema INA-SAIA»: il sistema di servizi che consente

l'interconnessione e lo scambio anagrafico fra i comuni e le

pubbliche amministrazioni;

o) «sistema pubblico di connettivita'» (di seguito denominato:

«SPC»): l'insieme di infrastrutture tecnologiche tecniche per lo

sviluppo, la condivisione, l'integrazione e la diffusione del

patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione,

necessarie per assicurare l'interoperabilita' di base ed evoluta e la

cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi

informativi, garantendo la sicurezza, la riservatezza delle

informazioni, nonche' la salvaguardia e l'autonomia del patrimonio

informativo di ciascuna pubblica amministrazione;

p) «interoperabilita'»: la capacita' di un sistema o di un

prodotto informatico di cooperare con altri sistemi o prodotti, nel

rispetto delle disposizioni del CAD e delle regole tecniche del SPC.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto

dall'amministrazione competente per materia, ai sensi

dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni

sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei

decreti del Presidente della Repubblica italiana, approvato

con d.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di

facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle

quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e

l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

- L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,

al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le

leggi ed emanare i decreti aventi valore di legge e i

regolamenti.

- Si riporta il testo dell'art. 116 della Costituzione:

«Art. 116. Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la

Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle

d'Aosta/Vallee d'Aoste dispongono di forme e condizioni

particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti

speciali adottati con legge costituzionale.

La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol e' costituita

dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia,

concernenti le materie di cui al terzo comma dell'art. 117

e le materie indicate dal secondo comma del medesimo

articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione

della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite

ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa

della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel

rispetto dei principi di cui all'art. 119.

La legge e' approvata dalle Camere a maggioranza

assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato

e la Regione interessata.».

- Si riporta il testo dell'art. 117, secondo comma,

lettere e), m), p) e r) della Costituzione:

«Art. 117. La potesta' legislativa e' esercitata dallo

Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione,

nonche' dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario

e dagli obblighi internazionali .

Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti

materie:

a) - d) (omissis);

e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;

tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema

tributario e contabile dello Stato; perequazione delle

risorse finanziarie;

f) - l) (omissis);

m) determinazione dei livelli essenziali delle

prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che

devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;

n) - o) (omissis);

p) legislazione elettorale, organi di governo e

funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta'

metropolitane;

q) (omissis);

r) pesi, misure e determinazione del tempo;

coordinamento informativo statistico e informatico dei dati

dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere

dell'ingegno.».

- La direttiva 123/2006/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio del 12 dicembre 2006 relativa ai servizi nel

mercato interno e' pubblicata nella GUUE, legge 376/36 del

27/12/2006.

- Il decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59 sulla

«Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi

del mercato interno» e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale

del 23 aprile 2010, n. 94, S.O.

- Si riporta il testo dell'art. 17, comma 2, della

legge 23 agosto 1988, n. 400 recante: Disciplina

dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza

del Consiglio dei Ministri:

«2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa

deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il

Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni

parlamentari competenti in materia, che si pronunciano

entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i

regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da

riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per

le quali le leggi della Repubblica, autorizzando

l'esercizio della potesta' regolamentare del Governo,

determinano le norme generali regolatrici della materia e

dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto

dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.».

- Si riporta il testo dell'art. 38, comma 3, del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti

per lo sviluppo economico, la semplificazione, la

competitivita', la stabilizzazione della finanza pubblica e

la perequazione tributaria), convertito con modificazioni

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:

«3. Con regolamento, adottato ai sensi dell'art. 17,

comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta

del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la

semplificazione normativa, di concerto con il Ministro per

la pubblica amministrazione e l'innovazione, sentita la

Conferenza unificata di cui all' art. 8 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive

modificazioni, si procede alla semplificazione e al

riordino della disciplina dello sportello unico per le

attivita' produttive di cui al regolamento di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.

447, e successive modificazioni, in base ai seguenti

principi e criteri, nel rispetto di quanto previsto dagli

articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge 7 agosto

1990, n. 241:

a) attuazione del principio secondo cui, salvo quanto

previsto per i soggetti privati di cui alla lettera c) e

dall' art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,

convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,

n. 40, lo sportello unico costituisce l'unico punto di

accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende

amministrative riguardanti la sua attivita' produttiva e

fornisce, altresi', una risposta unica e tempestiva in

luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque

coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle di cui

all'art. 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n.

241:

a-bis) viene assicurato, anche attraverso apposite

misure telematiche, il collegamento tra le attivita'

relative alla costituzione dell'impresa di cui alla

comunicazione unica disciplinata dall' art. 9 del

decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con

modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 e le

attivita' relative alla attivita' produttiva di cui alla

lettera a) del presente comma;

b) le disposizioni si applicano sia per l'espletamento

delle procedure e delle formalita' per i prestatori di

servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento

europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sia per la

realizzazione e la modifica di impianti produttivi di beni

e servizi;

c) l'attestazione della sussistenza dei requisiti

previsti dalla normativa per la realizzazione, la

trasformazione, il trasferimento e la cessazione

dell'esercizio dell'attivita' di impresa puo' essere

affidata a soggetti privati accreditati («Agenzie per le

imprese»). In caso di istruttoria con esito positivo, tali

soggetti privati rilasciano una dichiarazione di

conformita' che costituisce titolo autorizzatorio per

l'esercizio dell'attivita'. Qualora si tratti di

procedimenti che comportino attivita' discrezionale da

parte dell'Amministrazione, i soggetti privati accreditati

svolgono unicamente attivita' istruttorie in luogo e a

supporto dello sportello unico;

d) i comuni che non hanno istituito lo sportello

unico, ovvero il cui sportello unico non risponde ai

requisiti di cui alla lettera a), esercitano le funzioni

relative allo sportello unico, delegandole alle camere di

commercio, industria, artigianato e agricoltura le quali

mettono a disposizione il portale «impresa.gov» che assume

la denominazione di «impresainungiorno», prevedendo forme

di gestione congiunta con l'ANCI;

e) l'attivita' di impresa puo' essere avviata

immediatamente nei casi in cui sia sufficiente la

presentazione della dichiarazione di inizio attivita' allo

sportello unico;

f) lo sportello unico, al momento della presentazione

della dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti

previsti per la realizzazione dell'intervento, rilascia una

ricevuta che, in caso di dichiarazione di inizio attivita',

costituisce titolo autorizzatorio. In caso di diniego, il

privato puo' richiedere il ricorso alla conferenza di

servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della

legge 7 agosto 1990, n. 241;

g) per i progetti di impianto produttivo

eventualmente contrastanti con le previsioni degli

strumenti urbanistici, e' previsto un termine di trenta

giorni per il rigetto o la formulazione di osservazioni

ostative, ovvero per l'attivazione della conferenza di

servizi per la conclusione certa del procedimento;

h) in caso di mancato ricorso alla conferenza di

servizi, scaduto il termine previsto per le altre

amministrazioni per pronunciarsi sulle questioni di loro

competenza, l'amministrazione procedente conclude in ogni

caso il procedimento prescindendo dal loro avviso; in tal

caso, salvo il caso di omessa richiesta dell'avviso, il

responsabile del procedimento non puo' essere chiamato a

rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata

emissione degli avvisi medesimi.».

- La legge 7 agosto 1990, n. 241 recante: «Nuove norme

in materia di procedimento amministrativo e di diritto di

accesso ai documenti amministrativi, e' pubblicata nella

Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192».

- Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 recante:

«Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello

Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del

capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59», e' pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1998, n. 92, S.O.

- Il decreto legislativo del 31 marzo 1998, n. 114

relativo alla «Riforma della disciplina relativa al settore

del commercio, a norma dell'art. 4, comma 4, della legge 15

marzo 1997, n. 59» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

n. 95 del 24 aprile 1998, S.O.

- Si riporta il testo dell'art. 9 del decreto-legge 31

gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla

legge 2 aprile 2007, n. 40, recante «Misure urgenti per la

tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo

sviluppo di attivita' economiche, la nascita di nuove

imprese, la valorizzazione dell'istruzione

tecnico-professionale e la rottamazione di autoveicoli»:

«Art. 9 (Comunicazione unica per la nascita

dell'impresa). - 1. Ai fini dell'avvio dell'attivita'

d'impresa, l'interessato presenta all'ufficio del registro

delle imprese, per via telematica o su supporto

informatico, la comunicazione unica per gli adempimenti di

cui al presente articolo.

2. La comunicazione unica vale quale assolvimento di

tutti gli adempimenti amministrativi previsti per

l'iscrizione al registro delle imprese ed ha effetto,

sussistendo i presupposti di legge, ai fini previdenziali,

assistenziali, fiscali individuati con il decreto di cui al

comma 7, secondo periodo, nonche' per l'ottenimento del

codice fiscale e della partita IVA.

3. L'ufficio del registro delle imprese contestualmente

rilascia la ricevuta, che costituisce titolo per

l'immediato avvio dell'attivita' imprenditoriale, ove

sussistano i presupposti di legge, e da' notizia alle

Amministrazioni competenti dell'avvenuta presentazione

della comunicazione unica.

4. Le Amministrazioni competenti comunicano

all'interessato e all'ufficio del registro delle imprese,

per via telematica, immediatamente il codice fiscale e la

partita IVA ed entro i successivi sette giorni gli

ulteriori dati definitivi relativi alle posizioni

registrate.

5. La procedura di cui al presente articolo si applica

anche in caso di modifiche o cessazione dell'attivita'

d'impresa.

6. La comunicazione, la ricevuta e gli atti

amministrativi di cui al presente articolo sono adottati in

formato elettronico e trasmessi per via telematica. A tale

fine le Camere di commercio, industria, artigianato e

agricoltura assicurano, gratuitamente, previa intesa con le

associazioni imprenditoriali, il necessario supporto

tecnico ai soggetti privati interessati.

7. Con decreto adottato dal Ministro dello sviluppo

economico, entro quarantacinque giorni dalla data di

entrata in vigore della legge di conversione del presente

decreto, di concerto con i Ministri per le riforme e le

innovazioni nella pubblica amministrazione, dell'economia e

delle finanze, e del lavoro e della previdenza sociale, e'

individuato il modello di comunicazione unica di cui al

presente articolo. Con decreto del Presidente del Consiglio

dei Ministri o del Ministro per le riforme e le innovazioni

nella pubblica amministrazione, di concerto con i Ministri

dello sviluppo economico, dell'economia e delle finanze, e

del lavoro e della previdenza sociale, ai sensi dell'art.

71 del codice dell'amministrazione digitale di cui al

decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive

modificazioni, entro quarantacinque giorni dalla data di

entrata in vigore della legge di conversione del presente

decreto, sono individuate le regole tecniche per

l'attuazione delle disposizioni di cui al presente

articolo, le modalita' di presentazione da parte degli

interessati e quelle per l'immediato trasferimento

telematico dei dati tra le Amministrazioni interessate,

anche ai fini dei necessari controlli.

8. La disciplina di cui al presente articolo trova

applicazione a decorrere dal 1° ottobre 2009.

9. A decorrere dalla data di cui al comma 8, sono

abrogati l'art. 14, comma 4, della legge 30 dicembre 1991,

n. 412, e successive modificazioni, e l'art. 1 del

decreto-legge 15 gennaio 1993, n. 6, convertito, con

modificazioni, dalla legge 17 marzo 1993, n. 63, ferma

restando la facolta' degli interessati, per i primi sei

mesi di applicazione della nuova disciplina, di presentare

alle Amministrazioni competenti le comunicazioni di cui al

presente articolo secondo la normativa previgente.

10. Al fine di incentivare l'utilizzo del mezzo

telematico da parte delle imprese individuali,

relativamente agli atti di cui al presente articolo, la

misura dell'imposta di bollo di cui all'art. 1, comma

1-ter, della tariffa annessa al decreto del Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, come sostituita

dal decreto del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, e

successive modificazioni, e' rideterminata, garantendo

comunque l'invarianza del gettito, con decreto del

Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il

Ministero dello sviluppo economico, da adottarsi entro

quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto.».

- Il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

relativo al «Codice in materia d protezione dei dati

personali» e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29

luglio 2003, n. 174, S.O.

- Il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno

2001, n. 380 e successive modificazioni, recante il «Testo

unico delle disposizioni legislative e regolamentari in

materia edilizia (Testo A)», e' pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale 20 ottobre 2001, n. 245, S.O.

- Il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e

successive modificazioni, recante il «Codice

dell'amministrazione digitale», e' pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112, S.O.

- Si riporta il testo dell'art. 49, comma 4-bis del

decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con

modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122:

«4-bis. L' art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241,

e' sostituito dal seguente: «Art. 19 (Segnalazione

certificata di inizio attivita' - Scia). - 1. Ogni atto di

autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva,

permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le

domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per

l'esercizio di attivita' imprenditoriale, commerciale o

artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente

dall'accertamento di requisiti e presupposti richiesti

dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale,

e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o

specifici strumenti di programmazione settoriale per il

rilascio degli atti stessi, e' sostituito da una

segnalazione dell'interessato, con la sola esclusione dei

casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o

culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni

preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza,

all'immigrazione, all'asilo, alla cittadinanza,

all'amministrazione della giustizia, all'amministrazione

delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di

acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco,

nonche' di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La

segnalazione e' corredata dalle dichiarazioni sostitutive

di certificazioni e dell'atto di notorieta' per quanto

riguarda tutti gli stati, le qualita' personali e i fatti

previsti negli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000,

n. 445, nonche' dalle attestazioni e asseverazioni di

tecnici abilitati, ovvero dalle dichiarazioni di

conformita' da parte dell'Agenzia delle imprese di cui

all'art. 38, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.

112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto

2008, n. 133, relative alla sussistenza dei requisiti e dei

presupposti di cui al primo periodo; tali attestazioni e

asseverazioni sono corredate dagli elaborati tecnici

necessari per consentire le verifiche di competenza

dell'amministrazione. Nei casi in cui la legge prevede

l'acquisizione di pareri di organi o enti appositi, ovvero

l'esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque

sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e

asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma,

salve le verifiche successive degli organi e delle

amministrazioni competenti.

2. L'attivita' oggetto della segnalazione puo' essere

iniziata dalla data della presentazione della segnalazione

all'amministrazione competente.

3. L'amministrazione competente, in caso di accertata

carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1,

nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della

segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati

provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivita' e

di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo

che, ove cio' sia possibile, l'interessato provveda a

conformare alla normativa vigente detta attivita' ed i suoi

effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in

ogni caso non inferiore a trenta giorni. E' fatto comunque

salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere

determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli

articoli 21-quinquies e 21-nonies. In caso di dichiarazioni

sostitutive di certificazione e dell'atto di notorieta'

false o mendaci, l'amministrazione, ferma restando

l'applicazione delle sanzioni penali di cui al comma 6,

nonche' di quelle di cui al capo VI del testo unico di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre

2000, n. 445, puo' sempre e in ogni tempo adottare i

provvedimenti di cui al primo periodo.

4. Decorso il termine per l'adozione dei provvedimenti

di cui al primo periodo del comma 3, all'amministrazione e'

consentito intervenire solo in presenza del pericolo di un

danno per il patrimonio artistico e culturale, per

l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la

difesa nazionale e previo motivato accertamento

dell'impossibilita' di tutelare comunque tali interessi

mediante conformazione dell'attivita' dei privati alla

normativa vigente.

5. Il presente articolo non si applica alle attivita'

economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese

quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia

bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1°

settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di

intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo

24 febbraio 1998, n. 58. Ogni controversia relativa

all'applicazione del presente articolo e' devoluta alla

giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il

relativo ricorso giurisdizionale, esperibile da qualunque

interessato nei termini di legge, puo' riguardare anche gli

atti di assenso formati in virtu' delle norme sul silenzio

assenso previste dall'art. 20.

6. Ove il fatto non costituisca piu' grave reato,

chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o

asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio

attivita', dichiara o attesta falsamente l'esistenza dei

requisiti o dei presupposti di cui al comma 1 e' punito con

la reclusione da uno a tre anni».

- Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281:

«Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e

Conferenza unificata). - 1. La Conferenza Stato-citta' ed

autonomie locali e' unificata per le materie ed i compiti

di interesse comune delle regioni, delle province, dei

comuni e delle comunita' montane, con la Conferenza

Stato-regioni.

2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'

presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per

sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per

gli affari regionali nella materia di rispettiva

competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro

e del bilancio e della programmazione economica, il

Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il

Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione

nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente

dell'Unione province d'Italia - UPI ed il presidente

dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -

UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati

dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.

Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque

rappresentano le citta' individuate dall'art. 17 della

legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere

invitati altri membri del Governo, nonche' rappresentanti

di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.

3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'

convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi

il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia

richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.

4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e'

convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le

sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei

Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari

regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal

Ministro dell'interno.».

Note all'art. 1:

- Si riporta il testo dell'art. 38, comma 4, del

decreto-legge 112 del 2008, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:

«4. Con uno o piu' regolamenti, adottati ai sensi

dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,

su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del

Ministro per la semplificazione normativa, di concerto con

il Ministro per la pubblica amministrazione e

l'innovazione, e previo parere della Conferenza unificata

di cui all' art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,

n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti i

requisiti e le modalita' di accreditamento dei soggetti

privati di cui al comma 3, lettera c), e le forme di

vigilanza sui soggetti stessi, eventualmente anche

demandando tali funzioni al sistema camerale, nonche' le

modalita' per la divulgazione, anche informatica, delle

tipologie di autorizzazione per le quali e' sufficiente

l'attestazione dei soggetti privati accreditati, secondo

criteri omogenei sul territorio nazionale e tenendo conto

delle diverse discipline regionali.».

- La legge 29 dicembre 1993, n. 580 recante:

«Riordinamento delle camere di commercio, industria,

artigianato e agricoltura», e' pubblicata nella Gazzetta

Ufficiale 11 gennaio 1994, n. 7, S.O.

- Per il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, si

veda nelle note alle premesse.

- Per il testo dell'art. 9 del decreto-legge del 31

gennaio 2007, n. 7 convertito, con modificazioni, dalla

legge 2 aprile 2007, n. 40, si veda nelle note alle

premesse.

- Il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 concernente

«Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la

semplificazione, la competitivita', la stabilizzazione

della finanza pubblica e la perequazione tributaria»,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,

n. 133, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno

2008, n. 147, S.O.

- Per l'art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, si

veda nelle note alle premesse.

- Per l'art. 38, comma 3, lett. e) e f) del

decreto-legge 112 del 2008, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle

premesse.

- Si riporta il testo dell'art. 8 della legge 29

dicembre 1993, n. 580:

«Art. 8 (Registro delle imprese). - 1. E' istituito

presso la camera di commercio l'ufficio del registro delle

imprese di cui all'art. 2188 del codice civile.

2. Al fine di garantire condizioni di uniformita'

informativa su tutto il territorio nazionale e fatte salve

le disposizioni legislative e regolamentari in materia,

nonche' gli atti amministrativi generali da esse previsti,

il Ministero dello sviluppo economico, d'intesa con il

Ministero della giustizia, sentita l'Unioncamere, emana

direttive sulla tenuta del registro.

3. L'ufficio provvede alla tenuta del registro delle

imprese in conformita' agli articoli 2188, e seguenti, del

codice civile, nonche' alle disposizioni della presente

legge e al regolamento di cui al comma 6 del presente

articolo, sotto la vigilanza di un giudice delegato dal

presidente del tribunale del capoluogo di provincia.

4. L'ufficio e' retto da un conservatore nominato dalla

giunta nella persona del segretario generale ovvero di un

dirigente della camera di commercio. L'atto di nomina del

conservatore e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

5. L'iscrizione nelle sezioni speciali ha funzione di

certificazione anagrafica di pubblicita' notizia, oltre

agli effetti previsti dalle leggi speciali.

6. La predisposizione, la tenuta, la conservazione e la

gestione, secondo tecniche informatiche, del registro delle

imprese ed il funzionamento dell'ufficio sono realizzati in

modo da assicurare completezza ed organicita' di

pubblicita' per tutte le imprese soggette ad iscrizione,

garantendo la tempestivita' dell'informazione su tutto il

territorio nazionale. Le modalita' di attuazione del

presente comma sono regolate ai sensi dell'art. 1-bis del

decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con

modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.».

Capo I

Principi generali ed ambito applicativo

Art. 2

Finalita' e ambito di applicazione

1. Per le finalita' di cui all'articolo 38, comma 3, del

decreto-legge, e' individuato il SUAP quale unico soggetto pubblico

di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che abbiano ad

oggetto l'esercizio di attivita' produttive e di prestazione di

servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione,

realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione,

ampliamento o trasferimento, nonche' cessazione o riattivazione delle

suddette attivita', ivi compresi quelli di cui al decreto legislativo

26 marzo 2010, n. 59.

2. Le domande, le dichiarazioni, le segnalazioni e le comunicazioni

concernenti le attivita' di cui al comma 1 ed i relativi elaborati

tecnici e allegati sono presentati esclusivamente in modalita'

telematica, secondo quanto disciplinato nei successivi articoli e con

le modalita' di cui all'articolo 12, commi 5 e 6, al SUAP competente

per il territorio in cui si svolge l'attivita' o e' situato

l'impianto.

3. In conformita' alle modalita' di cui all'articolo 12, commi 5 e

6, il SUAP provvede all'inoltro telematico della documentazione alle

altre amministrazioni che intervengono nel procedimento, le quali

adottano modalita' telematiche di ricevimento e di trasmissione.

4. Sono esclusi dall'ambito di applicazione del presente

regolamento gli impianti e le infrastrutture energetiche, le

attivita' connesse all'impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti e

di materie radioattive, gli impianti nucleari e di smaltimento di

rifiuti radioattivi, le attivita' di prospezione, ricerca e

coltivazione di idrocarburi, nonche' le infrastrutture strategiche e

gli insediamenti produttivi di cui agli articoli 161 e seguenti del

decreto legislativo 12 aprile 2006, n.163.

Note all'art. 2:

- Per l'art. 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle premesse.

- Per decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59, si

veda nelle note alle premesse.

- Il decreto legislativo del 12 aprile 2006, n. 163

concernente il «Codice dei contratti pubblici relativi a

lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive

2004/17/CE e 2004/18/CE» e' pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale 2 maggio 2006, n. 100, S.O.

Capo I

Principi generali ed ambito applicativo

Art. 3

Il portale «impresainungiorno»

1. Il portale:

a) fornisce servizi informativi e operativi ai SUAP per

l'espletamento delle loro attivita', anche ai fini di quanto previsto

dall'articolo 4, comma 3;

b) assicura la divulgazione delle tipologie di autorizzazione per

le quali e' sufficiente l'attestazione dei soggetti privati

accreditati, secondo criteri omogenei sul territorio nazionale e

tenendo conto delle diverse discipline regionali;

c) prevede l'utilizzo della procura speciale con le stesse

modalita' previste per la comunicazione unica;

d) contiene un sistema di pagamento per i diritti, le imposte e

gli oneri comunque denominati relativi ai procedimenti gestiti dai

SUAP. L'interessato, anche mediante l'Agenzia per le Imprese di cui

all'articolo 1 lettera a), versa gli importi previsti attraverso il

sistema telematico messo a disposizione dal portale. Il sistema di

pagamento si basa sulle regole tecniche approvate ai sensi

dell'articolo 12, comma 5;

e) costituisce punto di contatto a livello nazionale per le

attivita' di cui al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, e

assicura il collegamento con le autorita' competenti ai sensi

dell'articolo 8, comma 1, lettera i), del medesimo decreto

legislativo.

2. Il portale, nel rispetto della disciplina di cui al decreto

legislativo 30 giugno 2003, n. 196, interopera con i sistemi

informativi e i portali gia' realizzati da Regioni o enti locali e

con quelli successivamente sviluppati a supporto degli sportelli

unici.

3. Il portale costituisce uno dei punti di contatto

infrastrutturale a livello nazionale di accesso con gli Uffici

periferici dello Stato, secondo le regole di cui al decreto del

Presidente del Consiglio dei Ministri in data 1° aprile 2008,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2008, ed in

coerenza con quanto previsto all'articolo 12, commi 1, 5 e 6.

Note all'art. 3:

- Per il decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59,

si veda nelle note alle premesse.

- Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto

legislativo 26 marzo 2010, n. 59:

«Art. 8 (Definizioni). - 1. Ai fini del presente

decreto si intende per:

a) servizio: qualsiasi prestazione anche a carattere

intellettuale svolta in forma imprenditoriale o

professionale, fornita senza vincolo di subordinazione e

normalmente fornita dietro retribuzione; i servizi non

economici non costituiscono servizi ai sensi del presente

decreto;

b) prestatore: qualsiasi persona fisica avente la

cittadinanza di uno Stato membro o qualsiasi soggetto

costituito conformemente al diritto di uno Stato membro o

da esso disciplinato, a prescindere dalla sua forma

giuridica, stabilito in uno Stato membro, che offre o

fornisce un servizio;

c) destinatario: qualsiasi persona fisica che sia

cittadino di uno Stato membro o che goda di diritti ad essa

conferiti dall'ordinamento comunitario, o qualsiasi altro

soggetto indicato alla lettera b), stabilito in uno Stato

membro, che a scopo professionale o per altri scopi,

fruisce o intende fruire di un servizio;

d) Stato membro di stabilimento: lo Stato membro nel

cui territorio e' stabilito il prestatore del servizio

considerato;

e) stabilimento: l'esercizio effettivo a tempo

indeterminato di un'attivita' economica non salariata da

parte del prestatore, svolta con un'infrastruttura stabile;

f) regime di autorizzazione: qualsiasi procedura, non

inerente alle misure applicabili a norma del decreto

legislativo 9 novembre 2007, n. 206, che obbliga un

prestatore o un destinatario a rivolgersi ad un'autorita'

competente allo scopo di ottenere un provvedimento formale

o un provvedimento implicito relativo all'accesso ad

un'attivita' di servizio o al suo esercizio; ai fini del

presente decreto, non costituisce regime autorizzatorio la

dichiarazione di inizio attivita' (d.i.a.) di cui all'art.

19, comma 2, secondo periodo, della legge 7 agosto 1990, n.

241.

g) requisito: qualsiasi regola che imponga un

obbligo, un divieto, una condizione o un limite al quale il

prestatore o il destinatario debba conformarsi ai fini

dell'accesso ed esercizio della specifica attivita'

esercitata e che abbia fonte in leggi, regolamenti,

provvedimenti amministrativi ovvero in disposizioni

adottate da ordini, collegi e albi professionali; non

costituiscono requisiti le disposizioni in materia

ambientale, edilizia ed urbanistica, nonche' quelle a

tutela della sanita' pubblica, della pubblica sicurezza,

della sicurezza dei lavoratori e dell'incolumita' delle

persone e che si applicano indistintamente ai prestatori

nello svolgimento della loro attivita' economica e ai

singoli che agiscono a titolo privato;

h) motivi imperativi d'interesse generale: ragioni di

pubblico interesse, tra i quali l'ordine pubblico, la

sicurezza pubblica, l'incolumita' pubblica, la sanita'

pubblica, la sicurezza stradale, la tutela dei lavoratori

compresa la protezione sociale dei lavoratori, il

mantenimento dell'equilibrio finanziario del sistema di

sicurezza sociale, la tutela dei consumatori, dei

destinatari di servizi e dei lavoratori, l'equita' delle

transazioni commerciali, la lotta alla frode, la tutela

dell'ambiente, incluso l'ambiente urbano, la salute degli

animali, la proprieta' intellettuale, la conservazione del

patrimonio nazionale storico e artistico, gli obiettivi di

politica sociale e di politica culturale;

i) autorita' competente: le amministrazioni statali,

regionali o locali e gli altri soggetti responsabili del

controllo o della disciplina delle attivita' di servizi,

ivi inclusi gli ordini professionali, i collegi nazionali

professionali e gli albi professionali;

l) Stato membro nel quale e' prestato il servizio: lo

Stato membro in cui il servizio e' fornito da un prestatore

stabilito in un altro Stato membro;

m) professione regolamentata: un'attivita'

professionale o un insieme di attivita' professionale,

riservate o non riservate, ai sensi dell'art. 4, comma 1,

lettera a), del decreto legislativo 9 novembre 2007, n.

206;

n) comunicazione commerciale: qualsiasi forma di

comunicazione destinata a promuovere, direttamente o

indirettamente, beni, servizi, o l'immagine di un'impresa,

di un'organizzazione o di una persona che svolge

un'attivita' commerciale, industriale o artigianale o che

esercita una professione regolamentata. Non costituiscono,

di per se', comunicazioni commerciali le informazioni

seguenti:

1) le informazioni che permettono l'accesso diretto

all'attivita' dell'impresa, dell'organizzazione o della

persona, in particolare un nome di dominio o un indirizzo

di posta elettronica;

2) le comunicazioni relative ai beni, ai servizi o

all'immagine dell'impresa, dell'organizzazione o della

persona elaborate in modo indipendente, in particolare se

fornite in assenza di un corrispettivo economico.».

- Per il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, si

veda nelle note alle premesse.

- Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri

1 aprile 2008 concernente «Regole tecniche e di sicurezza

per il funzionamento del Sistema pubblico di connettivita'

previste dall'art. 71, comma 1-bis del decreto legislativo

7 marzo 2005, n. 82», recante il «Codice

dell'amministrazione digitale», e' stato pubblicato in

Gazzetta Ufficiale 21 giugno 2008, n. 144.

Capo II

Funzioni e organizzazione del SUAP

Art. 4

Funzioni e organizzazione del SUAP

1. Il SUAP assicura al richiedente una risposta telematica unica e

tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le

amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, ivi

comprese quelle preposte alla tutela ambientale,

paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla

tutela della salute e della pubblica incolumita'.

2. Le comunicazioni al richiedente sono trasmesse esclusivamente

dal SUAP; gli altri uffici comunali e le amministrazioni pubbliche

diverse dal comune, che sono interessati al procedimento, non possono

trasmettere al richiedente atti autorizzatori, nulla osta, pareri o

atti di consenso, anche a contenuto negativo, comunque denominati e

sono tenute a trasmettere immediatamente al SUAP tutte le denunce, le

domande, gli atti e la documentazione ad esse eventualmente

presentati, dandone comunicazione al richiedente.

3. Il SUAP, nel rispetto dell'articolo 24 della legge 7 agosto

1990, n. 241, cura l'informazione attraverso il portale in relazione:

a) agli adempimenti necessari per lo svolgimento delle attivita'

di cui all'articolo 2, comma 1, indicando altresi' quelle per le

quali e' consentito l'immediato avvio dell'intervento;

b) alle dichiarazioni, alle segnalazioni e alle domande

presentate, al loro iter procedimentale e agli atti adottati, anche

in sede di controllo successivo, dallo stesso SUAP, dall'ufficio o da

altre amministrazioni pubbliche competenti;

c) alle informazioni, che sono garantite dalle autorita'

competenti ai sensi dell'articolo 26 del decreto legislativo del 26

marzo 2010, n. 59.

4. L'ufficio competente per il SUAP ed il relativo responsabile

sono individuati secondo le forme previste dagli ordinamenti interni

dei singoli comuni o dagli accordi sottoscritti in caso di

associazione, che dispongono anche in ordine alla relativa

strutturazione; nelle more dell'individuazione del responsabile di

cui al presente comma, il ruolo di responsabile del SUAP e' ricoperto

dal segretario comunale. Il responsabile del SUAP costituisce il

referente per l'esercizio del diritto di accesso agli atti e

documenti detenuti dal SUAP, anche se provenienti da altre

amministrazioni o da altri uffici comunali. Rimane ferma la

responsabilita' delle amministrazioni o degli uffici comunali per

altri atti, comunque connessi o presupposti, diversi da quelli

detenuti dal SUAP.

5. I comuni possono esercitare le funzioni inerenti al SUAP in

forma singola o associata tra loro, o in convenzione con le camere di

commercio.

6. Salva diversa disposizione dei comuni interessati e ferma

restando l'unicita' del canale di comunicazione telematico con le

imprese da parte del SUAP, sono attribuite al SUAP le competenze

dello sportello unico per l'edilizia produttiva.

7. Le domande, le dichiarazioni, le segnalazioni, gli atti

dell'amministrazione e i relativi allegati sono predisposti in

formato elettronico e trasmessi in via telematica secondo quanto

disposto dall'Allegato tecnico di cui all'articolo 12, comma 5. La

conoscibilita' in modalita' telematica degli estremi degli atti,

compresi quelli della ricevuta di cui all'articolo 5, comma 4, non

costituisce conoscenza nei confronti dei terzi ai fini del decorso

dei termini decadenziali di impugnazione.

8. Il collegamento tra il SUAP e il registro imprese avviene

attraverso modalita' di comunicazione telematica conformi ai

requisiti previsti dall'Allegato tecnico di cui all'articolo 12,

comma 5, ed agli standard pubblicati sul portale, nonche' nel

rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

9. Il collegamento di cui al comma 8:

a) rende inammissibile ogni richiesta, da parte del responsabile

del SUAP all'impresa interessata, di atti, documentazione o dati gia'

acquisiti dal registro imprese;

b) garantisce, anche ai sensi dell'articolo 25, comma 7, del

decreto legislativo del 26 marzo 2010, n. 59, che il registro imprese

renda accessibile al SUAP competente, nel rispetto dei principi di

cui all'articolo 11 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e

delle misure minime di sicurezza di cui al relativo allegato B,

l'avvenuta iscrizione e gli eventi modificativi delle imprese,

nonche' le informazioni relative alle segnalazioni certificate di

inizio attivita' ed alle comunicazioni provenienti dagli altri SUAP,

anche con riferimento alle attivita' non soggette a SCIA, funzionali

al procedimento in corso;

c) assicura lo scambio di informazioni tra il registro imprese e

l'anagrafe comunale mediante il sistema INA-SAIA;

d) garantisce l'aggiornamento del repertorio delle notizie

economiche e amministrative di cui all'articolo 9 del decreto del

Presidente della Repubblica del 7 dicembre 1995, n. 581, con gli

estremi relativi al rilascio delle SCIA, delle comunicazioni o altri

atti di assenso comunque denominati rilasciati dal SUAP.

10. Entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione nella

Gazzetta Ufficiale del presente regolamento, i Comuni attestano,

secondo le modalita' previste dall'articolo 4, comma 2, dell'Allegato

tecnico, la sussistenza in capo ai SUAP del proprio territorio dei

requisiti di cui all'articolo 38, comma 3, lettera a), e a-bis), del

decreto-legge e all'articolo 2, comma 2, del presente regolamento,

trasmettendola al Ministero per lo sviluppo economico che cura la

pubblicazione dell'elenco dei SUAP sul portale. Tale elenco puo'

essere successivamente integrato su richiesta dei Comuni i cui SUAP

abbiano nelle more acquisito tali requisiti. Sono fatte salve le

funzioni di verifica e di monitoraggio di cui all'articolo 11.

11. Nel caso in cui, al momento della scadenza del termine di cui

all'articolo 12, comma 1, lettera a), il comune non abbia istituito

il SUAP, o questo non abbia i requisiti di cui al comma 10,

l'esercizio delle relative funzioni, decorso il termine di cui al

medesimo articolo, e' delegato, anche in assenza di provvedimenti

espressi, alla camera di commercio territorialmente competente, con

le modalita' previste dall'Allegato tecnico di cui all'articolo 12,

comma 5, che assicura la partecipazione dell'ANCI alla gestione del

portale, sulla base della convenzione quadro tra Unioncamere e ANCI.

12. Nei casi di cui al comma 11, le camere di commercio, attraverso

il portale, provvedono alla gestione telematica dei procedimenti,

comprese le fasi di ricezione delle domande, la divulgazione delle

informazioni, l'attivazione di adempimenti, il rilascio di ricevute

all'interessato e il pagamento dei diritti e delle imposte.

13. In relazione ai procedimenti disciplinati nel presente

regolamento, il responsabile del SUAP pone a carico dell'interessato

il pagamento delle spese e dei diritti previsti da disposizioni di

leggi statali e regionali vigenti, nelle misure ivi stabilite,

compresi i diritti e le spese previsti a favore degli altri uffici

comunali, secondo i regolamenti comunali, provvedendo alla loro

riscossione e al loro trasferimento alle amministrazioni pubbliche

coinvolte nel procedimento stesso.

14. Il SUAP, espletate le procedure necessarie, trasferisce

immediatamente, in via telematica, e in assenza di collegamento

telematico non oltre il mese successivo al versamento, gli importi

dei diritti di cui al comma 13 alle amministrazioni pubbliche

competenti.

Note all'art. 4:

- Si riporta il testo dell'art. 24 della legge 7 agosto

1990, n. 241:

«Art. 24 (Esclusione dal diritto di accesso). - 1. Il

diritto di accesso e' escluso:

a) per i documenti coperti da segreto di Stato ai

sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive

modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di

divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal

regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche

amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo;

b) nei procedimenti tributari, per i quali restano

ferme le particolari norme che li regolano;

c) nei confronti dell'attivita' della pubblica

amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi,

amministrativi generali, di pianificazione e di

programmazione, per i quali restano ferme le particolari

norme che ne regolano la formazione;

d) nei procedimenti selettivi, nei confronti dei

documenti amministrativi contenenti informazioni di

carattere psicoattitudinale relativi a terzi.

2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le

categorie di documenti da esse formati o comunque

rientranti nella loro disponibilita' sottratti all'accesso

ai sensi del comma 1.

3. Non sono ammissibili istanze di accesso preordinate

ad un controllo generalizzato dell'operato delle pubbliche

amministrazioni.

4. L'accesso ai documenti amministrativi non puo'

essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di

differimento.

5. I documenti contenenti informazioni connesse agli

interessi di cui al comma 1 sono considerati segreti solo

nell'ambito e nei limiti di tale connessione. A tale fine

le pubbliche amministrazioni fissano, per ogni categoria di

documenti, anche l'eventuale periodo di tempo per il quale

essi sono sottratti all'accesso.

6. Con regolamento, adottato ai sensi dell'art. 17,

comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo

puo' prevedere casi di sottrazione all'accesso di documenti

amministrativi:

a) quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate

dall'art. 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla

loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e

individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale,

all'esercizio della sovranita' nazionale e alla continuita'

e alla correttezza delle relazioni internazionali, con

particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati

e dalle relative leggi di attuazione;

b) quando l'accesso possa arrecare pregiudizio ai

processi di formazione, di determinazione e di attuazione

della politica monetaria e valutaria;

c) quando i documenti riguardino le strutture, i

mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente

strumentali alla tutela dell'ordine pubblico, alla

prevenzione e alla repressione della criminalita' con

particolare riferimento alle tecniche investigative, alla

identita' delle fonti di informazione e alla sicurezza dei

beni e delle persone coinvolte, all'attivita' di polizia

giudiziaria e di conduzione delle indagini;

d) quando i documenti riguardino la vita privata o la

riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche,

gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento

agli interessi epistolare, sanitario, professionale,

finanziario, industriale e commerciale di cui siano in

concreto titolari, ancorche' i relativi dati siano forniti

all'amministrazione dagli stessi soggetti cui si

riferiscono;

e) quando i documenti riguardino l'attivita' in corso

di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti

interni connessi all'espletamento del relativo mandato.

7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti

l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia

necessaria per curare o per difendere i propri interessi

giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili

e giudiziari, l'accesso e' consentito nei limiti in cui sia

strettamente indispensabile e nei termini previsti

dall'art. 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.

196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e

la vita sessuale.».

- Si riporta il testo dell'art. 26 del decreto

legislativo 26 marzo 2010, n. 59:

«Art. 26 (Diritto all'informazione). - 1. Attraverso lo

sportello unico di cui al presente decreto, i prestatori e

i destinatari hanno accesso alle seguenti informazioni:

a) i requisiti imposti ai prestatori stabiliti in

Italia, in particolare quelli relativi alle procedure e

alle formalita' da espletare per accedere alle attivita' di

servizi ed esercitarle;

b) i dati necessari per entrare direttamente in

contatto con le autorita' competenti, comprese quelle

competenti in materia di esercizio delle attivita' di

servizi;

c) i mezzi e le condizioni di accesso alle banche

dati e ai registri pubblici relativi ai prestatori ed ai

servizi;

d) i mezzi di ricorso esistenti in genere in caso di

controversie tra le autorita' competenti ed il prestatore o

il destinatario, o tra un prestatore e un destinatario, o

tra prestatori;

e) i dati di associazioni o organizzazioni diverse

dalle autorita' competenti presso le quali i prestatori o i

destinatari possono ottenere assistenza pratica.

2. Il regolamento di cui all'art. 38, comma 3, del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, della legge 6 agosto 2008, n. 133, prevede

misure idonee per assicurare che lo sportello unico, su

richiesta, fornisca assistenza sul modo in cui i requisiti

di cui al comma 1, lettera a), vengono interpretati ed

applicati. L'informazione e' fornita in un linguaggio

semplice e comprensibile.

3. Lo sportello unico risponde con la massima

sollecitudine alle domande di informazioni o alle richieste

di assistenza di cui ai commi 1 e 2 e, in caso di richiesta

irregolare o infondata, ne informa senza indugio il

richiedente.».

- Per il decreto legislativo del 30 giugno 2003, n.

196, si veda nelle note alle premesse.

- Si riporta il testo del comma 7 dell'art. 25, del

decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59:

«7. Il prestatore informa lo sportello unico dei

seguenti cambiamenti:

a) l'apertura di filiali le cui attivita' rientrano

nel campo di applicazione del regime di autorizzazione;

b) i cambiamenti della sua situazione che comportino

la modifica o il venir meno del rispetto delle condizioni

di autorizzazione.».

- Si riporta il testo dell'art. 11 del decreto

legislativo 30 giugno 2003, n. 196:

«Art. 11 (Modalita' del trattamento e requisiti dei

dati). - 1. I dati personali oggetto di trattamento sono:

a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;

b) raccolti e registrati per scopi determinati,

espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni

del trattamento in termini compatibili con tali scopi;

c) esatti e, se necessario, aggiornati;

d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle

finalita' per le quali sono raccolti o successivamente

trattati;

e) conservati in una forma che consenta

l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo

non superiore a quello necessario agli scopi per i quali

essi sono stati raccolti o successivamente trattati.

2. I dati personali trattati in violazione della

disciplina rilevante in materia di trattamento dei dati

personali non possono essere utilizzati.».

- Si riporta il testo dell'allegato B del decreto

legislativo 30 giugno 2003, n. 196:

«Allegato B

Disciplinare tecnico in materia di misure minime di

sicurezza.

(Artt. da 33 a 36 del codice)

Trattamenti con strumenti elettronici.

Modalita' tecniche da adottare a cura del titolare, del

responsabile ove designato e dell'incaricato, in caso di

trattamento con strumenti elettronici:

Sistema di autenticazione informatica.

1. Il trattamento di dati personali con strumenti

elettronici e' consentito agli incaricati dotati di

credenziali di autenticazione che consentano il superamento

di una procedura di autenticazione relativa a uno specifico

trattamento o a un insieme di trattamenti.

2. Le credenziali di autenticazione consistono in un

codice per l'identificazione dell'incaricato associato a

una parola chiave riservata conosciuta solamente dal

medesimo oppure in un dispositivo di autenticazione in

possesso e uso esclusivo dell'incaricato, eventualmente

associato a un codice identificativo o a una parola chiave,

oppure in una caratteristica biometrica dell'incaricato,

eventualmente associata a un codice identificativo o a una

parola chiave.

3. Ad ogni incaricato sono assegnate o associate

individualmente una o piu' credenziali per

l'autenticazione.

4. Con le istruzioni impartite agli incaricati e'

prescritto di adottare le necessarie cautele per assicurare

la segretezza della componente riservata della credenziale

e la diligente custodia dei dispositivi in possesso ed uso

esclusivo dell'incaricato.

5. La parola chiave, quando e' prevista dal sistema di

autenticazione, e' composta da almeno otto caratteri

oppure, nel caso in cui lo strumento elettronico non lo

permetta, da un numero di caratteri pari al massimo

consentito; essa non contiene riferimenti agevolmente

riconducibili all'incaricato ed e' modificata da

quest'ultimo al primo utilizzo e, successivamente, almeno

ogni sei mesi. In caso di trattamento di dati sensibili e

di dati giudiziari la parola chiave e' modificata almeno

ogni tre mesi.

6. Il codice per l'identificazione, laddove utilizzato,

non puo' essere assegnato ad altri incaricati, neppure in

tempi diversi.

7. Le credenziali di autenticazione non utilizzate da

almeno sei mesi sono disattivate, salvo quelle

preventivamente autorizzate per soli scopi di gestione

tecnica.

8. Le credenziali sono disattivate anche in caso di

perdita della qualita' che consente all'incaricato

l'accesso ai dati personali.

9. Sono impartite istruzioni agli incaricati per non

lasciare incustodito e accessibile lo strumento elettronico

durante una sessione di trattamento.

10. Quando l'accesso ai dati e agli strumenti

elettronici e' consentito esclusivamente mediante uso della

componente riservata della credenziale per

l'autenticazione, sono impartite idonee e preventive

disposizioni scritte volte a individuare chiaramente le

modalita' con le quali il titolare puo' assicurare la

disponibilita' di dati o strumenti elettronici in caso di

prolungata assenza o impedimento dell'incaricato che renda

indispensabile e indifferibile intervenire per esclusive

necessita' di operativita' e di sicurezza del sistema. In

tal caso la custodia delle copie delle credenziali e'

organizzata garantendo la relativa segretezza e

individuando preventivamente per iscritto i soggetti

incaricati della loro custodia, i quali devono informare

tempestivamente l'incaricato dell'intervento effettuato.

11. Le disposizioni sul sistema di autenticazione di

cui ai precedenti punti e quelle sul sistema di

autorizzazione non si applicano ai trattamenti dei dati

personali destinati alla diffusione.

Sistema di autorizzazione.

12. Quando per gli incaricati sono individuati profili

di autorizzazione di ambito diverso e' utilizzato un

sistema di autorizzazione.

13. I profili di autorizzazione, per ciascun incaricato

o per classi omogenee di incaricati, sono individuati e

configurati anteriormente all'inizio del trattamento, in

modo da limitare l'accesso ai soli dati necessari per

effettuare le operazioni di trattamento.

14. Periodicamente, e comunque almeno annualmente, e'

verificata la sussistenza delle condizioni per la

conservazione dei profili di autorizzazione.

Altre misure di sicurezza.

15. Nell'ambito dell'aggiornamento periodico con

cadenza almeno annuale dell'individuazione dell'ambito del

trattamento consentito ai singoli incaricati e addetti alla

gestione o alla manutenzione degli strumenti elettronici,

la lista degli incaricati puo' essere redatta anche per

classi omogenee di incarico e dei relativi profili di

autorizzazione.

16. I dati personali sono protetti contro il rischio di

intrusione e dell'azione di programmi di cui all'art.

615-quinquies del codice penale, mediante l'attivazione di

idonei strumenti elettronici da aggiornare con cadenza

almeno semestrale.

17. Gli aggiornamenti periodici dei programmi per

elaboratore volti a prevenire la vulnerabilita' di

strumenti elettronici e a correggerne difetti sono

effettuati almeno annualmente. In caso di trattamento di

dati sensibili o giudiziari l'aggiornamento e' almeno

semestrale.

18. Sono impartite istruzioni organizzative e tecniche

che prevedono il salvataggio dei dati con frequenza almeno

settimanale.

Documento programmatico sulla sicurezza.

19. Entro il 31 marzo di ogni anno, il titolare di un

trattamento di dati sensibili o di dati giudiziari redige

anche attraverso il responsabile, se designato, un

documento programmatico sulla sicurezza contenente idonee

informazioni riguardo:

19.1. l'elenco dei trattamenti di dati personali;

19.2. la distribuzione dei compiti e delle

responsabilita' nell'ambito delle strutture preposte al

trattamento dei dati;

19.3. l'analisi dei rischi che incombono sui dati;

19.4. le misure da adottare per garantire l'integrita'

e la disponibilita' dei dati, nonche' la protezione delle

aree e dei locali, rilevanti ai fini della loro custodia e

accessibilita';

19.5. la descrizione dei criteri e delle modalita' per

il ripristino della disponibilita' dei dati in seguito a

distruzione o danneggiamento di cui al successivo punto 23;

19.6. la previsione di interventi formativi degli

incaricati del trattamento, per renderli edotti dei rischi

che incombono sui dati, delle misure disponibili per

prevenire eventi dannosi, dei profili della disciplina

sulla protezione dei dati personali piu' rilevanti in

rapporto alle relative attivita', delle responsabilita' che

ne derivano e delle modalita' per aggiornarsi sulle misure

minime adottate dal titolare. La formazione e' programmata

gia' al momento dell'ingresso in servizio, nonche' in

occasione di cambiamenti di mansioni, o di introduzione di

nuovi significativi strumenti, rilevanti rispetto al

trattamento di dati personali;

19.7. la descrizione dei criteri da adottare per

garantire l'adozione delle misure minime di sicurezza in

caso di trattamenti di dati personali affidati, in

conformita' al codice, all'esterno della struttura del

titolare;

19.8. per i dati personali idonei a rivelare lo stato

di salute e la vita sessuale di cui al punto 24,

l'individuazione dei criteri da adottare per la cifratura o

per la separazione di tali dati dagli altri dati personali

dell'interessato.

Ulteriori misure in caso di trattamento di dati sensibili o

giudiziari.

20. I dati sensibili o giudiziari sono protetti contro

l'accesso abusivo, di cui all'art. 615-ter del codice

penale, mediante l'utilizzo di idonei strumenti

elettronici.

21. Sono impartite istruzioni organizzative e tecniche

per la custodia e l'uso dei supporti rimovibili su cui sono

memorizzati i dati al fine di evitare accessi non

autorizzati e trattamenti non consentiti.

22. I supporti rimovibili contenenti dati sensibili o

giudiziari se non utilizzati sono distrutti o resi

inutilizzabili, ovvero possono essere riutilizzati da altri

incaricati, non autorizzati al trattamento degli stessi

dati, se le informazioni precedentemente in essi contenute

non sono intelligibili e tecnicamente in alcun modo

ricostruibili.

23. Sono adottate idonee misure per garantire il

ripristino dell'accesso ai dati in caso di danneggiamento

degli stessi o degli strumenti elettronici, in tempi certi

compatibili con i diritti degli interessati e non superiori

a sette giorni.

24. Gli organismi sanitari e gli esercenti le

professioni sanitarie effettuano il trattamento dei dati

idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale

contenuti in elenchi, registri o banche di dati con le

modalita' di cui all'art. 22, comma 6, del codice, anche al

fine di consentire il trattamento disgiunto dei medesimi

dati dagli altri dati personali che permettono di

identificare direttamente gli interessati. I dati relativi

all'identita' genetica sono trattati esclusivamente

all'interno di locali protetti accessibili ai soli

incaricati dei trattamenti ed ai soggetti specificatamente

autorizzati ad accedervi; il trasporto dei dati all'esterno

dei locali riservati al loro trattamento deve avvenire in

contenitori muniti di serratura o dispositivi equipollenti;

il trasferimento dei dati in formato elettronico e'

cifrato.

Misure di tutela e garanzia.

25. Il titolare che adotta misure minime di sicurezza

avvalendosi di soggetti esterni alla propria struttura, per

provvedere alla esecuzione riceve dall'installatore una

descrizione scritta dell'intervento effettuato che ne

attesta la conformita' alle disposizioni del presente

disciplinare tecnico.

26. Il titolare riferisce, nella relazione

accompagnatoria del bilancio d'esercizio, se dovuta,

dell'avvenuta redazione o aggiornamento del documento

programmatico sulla sicurezza.

Trattamenti senza l'ausilio di strumenti elettronici.

Modalita' tecniche da adottare a cura del titolare, del

responsabile, ove designato, e dell'incaricato, in caso di

trattamento con strumenti diversi da quelli elettronici:

27. Agli incaricati sono impartite istruzioni scritte

finalizzate al controllo ed alla custodia, per l'intero

ciclo necessario allo svolgimento delle operazioni di

trattamento, degli atti e dei documenti contenenti dati

personali. Nell'ambito dell'aggiornamento periodico con

cadenza almeno annuale dell'individuazione dell'ambito del

trattamento consentito ai singoli incaricati, la lista

degli incaricati puo' essere redatta anche per classi

omogenee di incarico e dei relativi profili di

autorizzazione.

28. Quando gli atti e i documenti contenenti dati

personali sensibili o giudiziari sono affidati agli

incaricati del trattamento per lo svolgimento dei relativi

compiti, i medesimi atti e documenti sono controllati e

custoditi dagli incaricati fino alla restituzione in

maniera che ad essi non accedano persone prive di

autorizzazione, e sono restituiti al termine delle

operazioni affidate.

29. L'accesso agli archivi contenenti dati sensibili o

giudiziari e' controllato. Le persone ammesse, a qualunque

titolo, dopo l'orario di chiusura, sono identificate e

registrate. Quando gli archivi non sono dotati di strumenti

elettronici per il controllo degli accessi o di incaricati

della vigilanza, le persone che vi accedono sono

preventivamente autorizzate.».

- Si riporta il testo dell'art. 9 del decreto del

Presidente della Repubblica del 7 dicembre 1995, n. 581:

«Art. 9 (Repertorio delle notizie economiche e

amministrative). - 1. In attuazione dell'art. 8, comma 8,

lettera d), della legge n. 580 del 1993 , presso l'ufficio

e' istituito il repertorio delle notizie economiche ed

amministrative (REA).

2. Sono obbligati alla denuncia al REA:

a) gli esercenti tutte le attivita' economiche e

professionali la cui denuncia alla camera di commercio sia

prevista dalle norme vigenti, purche' non obbligati

all'iscrizione in albi tenuti da ordini o collegi

professionali;

b) gli imprenditori con sede principale all'estero

che aprono nel territorio nazionale unita' locali.

3. Il REA contiene le notizie economiche ed

amministrative per le quali e' prevista la denuncia alla

camera di commercio e la relativa utilizzazione del regio

decreto 20 settembre 1934, n. 2011 , dal regio decreto 4

gennaio 1925, n. 29 , dall'art. 29 del decreto-legge 28

febbraio 1983, n. 55 , convertito, con modificazioni, dalla

legge 26 aprile 1983, n. 131, e da altre leggi, con

esclusione di quelle gia' iscritte o annotate nel registro

delle imprese e nelle sue sezioni speciali. Con decreto del

Ministro, d'intesa con il Ministro delle risorse agricole,

alimentari e forestali per la parte riguardante le imprese

agricole, sono indicate le notizie di carattere economico,

statistico, amministrativo che l'ufficio puo' acquisire,

invece che dai privati, direttamente dagli archivi di

pubbliche amministrazioni e dei concessionari di pubblici

servizi secondo le norme vigenti, nonche' dall'archivio

statistico delle imprese attive costituito a norma del

regolamento CEE n. 2186 del 22 luglio 1993, purche' non

coperte dal segreto statistico. Con lo stesso decreto sono

stabilite modalita' semplificate per la denuncia delle

notizie di carattere economico ed amministrativo da parte

dei soggetti iscritti o annotati nelle sezioni speciali.

4. L'esercente attivita' agricole deve altresi'

indicare, qualora non compresi negli archivi di cui al

comma 3, i dati colturali, l'estensione e la tipologia dei

terreni con i relativi dati catastali, la tipologia degli

allevamenti del bestiame, secondo il modello approvato con

decreto del Ministro, di concerto con il Ministro delle

risorse agricole, alimentari e forestali, sentita la

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

5. Il REA e' gestito secondo tecniche informatiche nel

rispetto delle norme vigenti. L'ufficio provvede

all'inserimento nella memoria elettronica del REA dei dati

contenuti nella denuncia, redatta secondo il modello

approvato dal Ministro."

- Per l'art. 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle premesse.

Capo III

Procedimento automatizzato

Art. 5

Presentazione ed effetti delle segnalazioni e delle istanze

1. Nei casi in cui le attivita' di cui all'articolo 2, comma 1,

sono soggette alla disciplina della SCIA di cui all'articolo 1, comma

1, lettera g), la segnalazione e' presentata al SUAP.

2. La SCIA, nei casi in cui sia contestuale alla comunicazione

unica, e' presentata presso il registro imprese, che la trasmette

immediatamente al SUAP, il quale rilascia la ricevuta con modalita'

ed effetti equivalenti a quelli previsti per la ricevuta di cui al

comma 4.

3. La segnalazione e' corredata da tutte le dichiarazioni, le

attestazioni, le asseverazioni, nonche' dagli elaborati tecnici di

cui all'articolo 19, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

4. Il SUAP, al momento della presentazione della SCIA, verifica,

con modalita' informatica, la completezza formale della segnalazione

e dei relativi allegati. In caso di verifica positiva, rilascia

automaticamente la ricevuta e trasmette immediatamente in via

telematica la segnalazione e i relativi allegati alle amministrazioni

e agli uffici competenti, in conformita' all'Allegato tecnico di cui

all'articolo 12, commi 5 e 6.

5. A seguito di tale rilascio, il richiedente, ai sensi

dell'articolo 19, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, puo'

avviare immediatamente l'intervento o l'attivita'.

6. Il SUAP, anche su richiesta delle amministrazioni e degli uffici

comunali competenti, trasmette con modalita' telematica al soggetto

interessato le eventuali richieste istruttorie.

7. Ai sensi dell'articolo 38, comma 3, lettera f), del

decreto-legge, la ricevuta di cui al comma 4, costituisce titolo

autorizzatorio ai fini del ricorso agli ordinari rimedi di tutela dei

terzi e di autotutela dell'amministrazione.

8. Conformemente a quanto previsto dall'articolo 20 della legge 7

agosto 1990, n. 241, in caso di silenzio assenso, decorsi i termini

di cui all'articolo 2 della medesima legge dalla presentazione

dell'istanza, ovvero i diversi termini previsti dalle specifiche

discipline regionali o speciali, il silenzio maturato a seguito del

rilascio della ricevuta, emessa automaticamente con le medesime

modalita' del comma 4, equivale a provvedimento di accoglimento della

domanda senza necessita' di ulteriori istanze o diffide.

Note all'art. 5:

- Per l'art. 19, comma 1 della legge 7 agosto 1990, n.

241, si veda nelle note alle premesse;

- Per l'art. 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle premesse.

- Si riporta il testo degli artt. 20 e 2 della legge 7

agosto 1990, n. 241:

«Art. 20 (Silenzio assenso). - 1. Fatta salva

l'applicazione dell'art. 19, nei procedimenti ad istanza di

parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il

silenzio dell'amministrazione competente equivale a

provvedimento di accoglimento della domanda, senza

necessita' di ulteriori istanze o diffide, se la medesima

amministrazione non comunica all'interessato, nel termine

di cui all'art. 2, commi 2 o 3, il provvedimento di

diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2.

2. L'amministrazione competente puo' indire, entro

trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al

comma 1, una conferenza di servizi ai sensi del capo IV,

anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive

dei controinteressati.

3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione

equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione

competente puo' assumere determinazioni in via di

autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e

21-nonies.

4. Le disposizioni del presente articolo non si

applicano agli atti e procedimenti riguardanti il

patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa

nazionale, la pubblica sicurezza, l'immigrazione, l'asilo e

la cittadinanza, la salute e la pubblica incolumita', ai

casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di

provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la

legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come

rigetto dell'istanza, nonche' agli atti e procedimenti

individuati con uno o piu' decreti del Presidente del

Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la

funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti.

5. Si applicano gli articoli 2, comma 7, e 10-bis.».

«Art. 2 (Conclusione del procedimento). - 1. Ove il

procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza,

ovvero debba essere iniziato d'ufficio, le pubbliche

amministrazioni hanno il dovere di concluderlo mediante

l'adozione di un provvedimento espresso.

2. Nei casi in cui disposizioni di legge ovvero i

provvedimenti di cui ai commi 3, 4 e 5 non prevedono un

termine diverso, i procedimenti amministrativi di

competenza delle amministrazioni statali e degli enti

pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di

trenta giorni.

3. Con uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio

dei ministri, adottati ai sensi dell'art. 17, comma 3,

della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei

Ministri competenti e di concerto con i Ministri per la

pubblica amministrazione e l'innovazione e per la

semplificazione normativa, sono individuati i termini non

superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi

i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali.

Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri

ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro

i quali devono concludersi i procedimenti di propria

competenza.

4. Nei casi in cui, tenendo conto della sostenibilita'

dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione

amministrativa, della natura degli interessi pubblici

tutelati e della particolare complessita' del procedimento,

sono indispensabili termini superiori a novanta giorni per

la conclusione dei procedimenti di competenza delle

amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali, i

decreti di cui al comma 3 sono adottati su proposta anche

dei Ministri per la pubblica amministrazione e

l'innovazione e per la semplificazione normativa e previa

deliberazione del Consiglio dei ministri. I termini ivi

previsti non possono comunque superare i centottanta

giorni, con la sola esclusione dei procedimenti di acquisto

della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti

l'immigrazione.

5. Fatto salvo quanto previsto da specifiche

disposizioni normative, le autorita' di garanzia e di

vigilanza disciplinano, in conformita' ai propri

ordinamenti, i termini di conclusione dei procedimenti di

rispettiva competenza.

6. I termini per la conclusione del procedimento

decorrono dall'inizio del procedimento d'ufficio o dal

ricevimento della domanda, se il procedimento e' ad

iniziativa di parte.

7. Fatto salvo quanto previsto dall'art. 17, i termini

di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 del presente articolo possono

essere sospesi, per una sola volta e per un periodo non

superiore a trenta giorni, per l'acquisizione di

informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o

qualita' non attestati in documenti gia' in possesso

dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili

presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le

disposizioni dell'art. 14, comma 2.

8. La tutela in materia di silenzio

dell'amministrazione e' disciplinata dal codice del

processo amministrativo.

9. La mancata emanazione del provvedimento nei termini

costituisce elemento di valutazione della responsabilita'

dirigenziale.».

Capo III

Procedimento automatizzato

Art. 6

Funzioni dell'agenzia e avvio immediato dell'attivita' d'impresa

1. Nei casi di cui all'articolo 5, il soggetto interessato puo'

avvalersi dell'Agenzia per le funzioni di cui all'articolo 38, comma

3, lettera c), del decreto-legge.

2. L'Agenzia, compiuta l'istruttoria, trasmette, in modalita'

telematica, al SUAP una dichiarazione di conformita', comprensiva

della SCIA o della domanda presentata dal soggetto interessato

corredata dalle certificazioni ed attestazioni richieste, che

costituisce titolo autorizzatorio per l'esercizio dell'attivita' e

per l'avvio immediato dell'intervento dichiarato. Essa ha anche

valore di titolo edilizio con effetti immediati. Il SUAP provvede ad

inserire tali informazioni in una sezione del portale, accessibile da

parte delle amministrazioni pubbliche ai fini dell'attivita' di

monitoraggio di cui al comma 1 dell'articolo 11.

3. L'Agenzia, in modalita' telematica, puo' presentare la SCIA

presso l'Ufficio del registro delle imprese nei casi in cui essa sia

presentata contestualmente alla comunicazione unica, secondo la

disciplina di cui al comma 2 dell'articolo 5.

4. L'interessato utilizza gli strumenti informatici messi a

disposizione dall'Agenzia e puo', mediante apposita procura,

incaricare la stessa Agenzia di accedere, per suo conto, a tutti gli

atti e i documenti necessari che siano in possesso di

un'amministrazione pubblica.

Note all'art. 6:

- Per l'art. 38 comma 3, del decreto-legge 25 giugno

2008, n. 112 convertito con modificazioni dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle premesse.

Capo IV

Procedimento ordinario

Art. 7

Procedimento unico

1. Fuori dei casi disciplinati dal Capo III, le istanze per

l'esercizio delle attivita' di cui all'articolo 2, comma 1, sono

presentate al SUAP che, entro trenta giorni dal ricevimento, salvi i

termini piu' brevi previsti dalla disciplina regionale, puo'

richiedere all'interessato la documentazione integrativa; decorso

tale termine l'istanza si intende correttamente presentata.

2. Verificata la completezza della documentazione, il SUAP adotta

il provvedimento conclusivo entro trenta giorni, decorso il termine

di cui al comma 1, salvi i termini piu' brevi previsti dalla

normativa regionale, ovvero indice una conferenza di servizi ai sensi

del comma 3.

3. Quando e' necessario acquisire intese, nulla osta, concerti o

assensi di diverse amministrazioni pubbliche, il responsabile del

SUAP puo' indire una conferenza di servizi ai sensi e per gli effetti

previsti dagli articoli da 14 a 14-quinquies della legge 7 agosto

1990, n. 241, ovvero dalle altre normative di settore, anche su

istanza del soggetto interessato o dell'Agenzia. La conferenza di

servizi e' sempre indetta nel caso in cui i procedimenti necessari

per acquisire le suddette intese, nulla osta, concerti o assensi

abbiano una durata superiore ai novanta giorni ovvero nei casi

previsti dalle discipline regionali. Scaduto il termine di cui al

comma 2, ovvero in caso di mancato ricorso alla conferenza di

servizi, si applica l'articolo 38, comma 3, lettera h), del

decreto-legge.

4. Tutti gli atti istruttori e i pareri tecnici richiesti sono

comunicati in modalita' telematica dagli organismi competenti al

responsabile del SUAP.

5. Nei procedimenti di cui al comma 1, l'Agenzia, su richiesta del

soggetto interessato, puo' svolgere attivita' istruttoria ai sensi

dell'articolo 38 comma 3, lettera c), del decreto-legge, e trasmette

la relativa documentazione, in via telematica, al responsabile del

SUAP. L'Agenzia fornisce assistenza per l'individuazione dei

procedimenti da attivare in relazione all'esercizio delle attivita'

produttive o alla realizzazione degli impianti produttivi, nonche'

per la redazione in formato elettronico delle domande, dichiarazioni

e comunicazioni ed i relativi elaborati tecnici. Se il comune lo

consente, l'Agenzia puo' fornire supporto organizzativo e gestionale

alla conferenza di servizi.

6. Il provvedimento conclusivo del procedimento, assunto nei

termini di cui agli articoli da 14 a 14-ter della legge 7 agosto

1990, n. 241, e', ad ogni effetto, titolo unico per la realizzazione

dell'intervento e per lo svolgimento delle attivita' richieste.

7. Il rispetto dei termini per la conclusione del procedimento

costituisce elemento di valutazione del responsabile del SUAP e degli

altri soggetti pubblici partecipanti alla conferenza di servizi.

Note all'art. 7:

- Si riportano i testi degli articoli da 14 a

14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241:

«Art. 14 (Conferenza di servizi). - 1. Qualora sia

opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi

pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo,

l'amministrazione procedente puo' indire una conferenza di

servizi.

2. La conferenza di servizi e' sempre indetta quando

l'amministrazione procedente deve acquisire intese,

concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre

amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta

giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione

competente, della relativa richiesta. La conferenza puo'

essere altresi' indetta quando nello stesso termine e'

intervenuto il dissenso di una o piu' amministrazioni

interpellate ovvero nei casi in cui e' consentito

all'amministrazione procedente di provvedere direttamente

in assenza delle determinazioni delle amministrazioni

competenti.

3. La conferenza di servizi puo' essere convocata anche

per l'esame contestuale di interessi coinvolti in piu'

procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi

attivita' o risultati. In tal caso, la conferenza e'

indetta dall'amministrazione o, previa informale intesa, da

una delle amministrazioni che curano l'interesse pubblico

prevalente. L'indizione della conferenza puo' essere

richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta.

4. Quando l'attivita' del privato sia subordinata ad

atti di consenso, comunque denominati, di competenza di

piu' amministrazioni pubbliche, la conferenza di servizi e'

convocata, anche su richiesta dell'interessato,

dall'amministrazione competente per l'adozione del

provvedimento finale.

5. In caso di affidamento di concessione di lavori

pubblici la conferenza di servizi e' convocata dal

concedente ovvero, con il consenso di quest'ultimo, dal

concessionario entro quindici giorni fatto salvo quanto

previsto dalle leggi regionali in materia di valutazione di

impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza e' convocata

ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al

concedente il diritto di voto.

5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte,

la conferenza di servizi e' convocata e svolta avvalendosi

degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi e

le modalita' stabiliti dalle medesime amministrazioni.».

«Art. 14-bis (Conferenza di servizi preliminare). - 1.

La conferenza di servizi puo' essere convocata per progetti

di particolare complessita' e di insediamenti produttivi di

beni e servizi, su motivata richiesta dell'interessato,

documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno

studio di fattibilita', prima della presentazione di una

istanza o di un progetto definitivi, al fine di verificare

quali siano le condizioni per ottenere, alla loro

presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso

la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data

della richiesta e i relativi costi sono a carico del

richiedente.

2. Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche

e di interesse pubblico, la conferenza di servizi si

esprime sul progetto preliminare al fine di indicare quali

siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo,

le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le

licenze, i nulla osta e gli assensi, comunque denominati,

richiesti dalla normativa vigente. In tale sede, le

amministrazioni preposte alla tutela ambientale,

paesaggistico-territoriale, del patrimonio

storico-artistico o alla tutela della salute e della

pubblica incolumita', si pronunciano, per quanto riguarda

l'interesse da ciascuna tutelato, sulle soluzioni

progettuali prescelte. Qualora non emergano, sulla base

della documentazione disponibile, elementi comunque

preclusivi della realizzazione del progetto, le suddette

amministrazioni indicano, entro quarantacinque giorni, le

condizioni e gli elementi necessari per ottenere, in sede

di presentazione del progetto definitivo, gli atti di

consenso.

3. Nel caso in cui sia richiesta VIA, la conferenza di

servizi si esprime entro trenta giorni dalla conclusione

della fase preliminare di definizione dei contenuti dello

studio d'impatto ambientale, secondo quanto previsto in

materia di VIA. Ove tale conclusione non intervenga entro

novanta giorni dalla richiesta di cui al comma 1, la

conferenza di servizi si esprime comunque entro i

successivi trenta giorni. Nell'ambito di tale conferenza,

l'autorita' competente alla VIA si esprime sulle condizioni

per la elaborazione del progetto e dello studio di impatto

ambientale. In tale fase, che costituisce parte integrante

della procedura di VIA, la suddetta autorita' esamina le

principali alternative, compresa l'alternativa zero, e,

sulla base della documentazione disponibile, verifica

l'esistenza di eventuali elementi di incompatibilita',

anche con riferimento alla localizzazione prevista dal

progetto e, qualora tali elementi non sussistano, indica

nell'ambito della conferenza di servizi le condizioni per

ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo,

i necessari atti di consenso.

3-bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza

preliminare da una amministrazione preposta alla tutela

ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio

storico-artistico, della salute o della pubblica

incolumita', con riferimento alle opere interregionali, e'

sottoposto alla disciplina di cui all'art. 14-quater, comma

3.

4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3, la conferenza di

servizi si esprime allo stato degli atti a sua disposizione

e le indicazioni fornite in tale sede possono essere

motivatamente modificate o integrate solo in presenza di

significativi elementi emersi nelle fasi successive del

procedimento, anche a seguito delle osservazioni dei

privati sul progetto definitivo.

5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico

del procedimento trasmette alle amministrazioni interessate

il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni

indicate dalle stesse amministrazioni in sede di conferenza

di servizi sul progetto preliminare, e convoca la

conferenza tra il trentesimo e il sessantesimo giorno

successivi alla trasmissione. In caso di affidamento

mediante appalto concorso o concessione di lavori pubblici,

l'amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di

servizi sulla base del solo progetto preliminare, secondo

quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n. 109, e

successive modificazioni.».

«Art. 14-ter (Lavori della conferenza di servizi). -

01. La prima riunione della conferenza di servizi e'

convocata entro quindici giorni ovvero, in caso di

particolare complessita' dell'istruttoria, entro trenta

giorni dalla data di indizione.

1. La conferenza di servizi assume le determinazioni

relative all'organizzazione dei propri lavori a maggioranza

dei presenti e puo' svolgersi per via telematica.

2. La convocazione della prima riunione della

conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni

interessate, anche per via telematica o informatica, almeno

cinque giorni prima della relativa data. Entro i successivi

cinque giorni, le amministrazioni convocate possono

richiedere, qualora impossibilitate a partecipare,

l'effettuazione della riunione in una diversa data; in tale

caso, l'amministrazione procedente concorda una nuova data,

comunque entro i dieci giorni successivi alla prima. La

nuova data della riunione puo' essere fissata entro i

quindici giorni successivi nel caso la richiesta provenga

da un'autorita' preposta alla tutela del patrimonio

culturale. I responsabili degli sportelli unici per le

attivita' produttive e per l'edilizia, ove costituiti, o i

Comuni, o altre autorita' competenti concordano con i

Soprintendenti territorialmente competenti il calendario,

almeno trimestrale, delle riunioni delle conferenze di

servizi che coinvolgano atti di assenso o consultivi

comunque denominati di competenza del Ministero per i beni

e le attivita' culturali.

2-bis. Alla conferenza di servizi di cui agli articoli

14 e 14-bis sono convocati i soggetti proponenti il

progetto dedotto in conferenza, alla quale gli stessi

partecipano senza diritto di voto.

2-ter. Alla conferenza possono partecipare, senza

diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici

servizi, nel caso in cui il procedimento amministrativo o

il progetto dedotto in conferenza implichi loro adempimenti

ovvero abbia effetto diretto o indiretto sulla loro

attivita'. Agli stessi e' inviata, anche per via telematica

e con congruo anticipo, comunicazione della convocazione

della conferenza di servizi. Alla conferenza possono

partecipare inoltre, senza diritto di voto, le

amministrazioni preposte alla gestione delle eventuali

misure pubbliche di agevolazione.

3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o

comunque in quella immediatamente successiva alla

trasmissione dell'istanza o del progetto definitivo ai

sensi dell'art. 14-bis, le amministrazioni che vi

partecipano determinano il termine per l'adozione della

decisione conclusiva. I lavori della conferenza non possono

superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma

4. Decorsi inutilmente tali termini, l'amministrazione

procedente provvede ai sensi dei commi 6-bis e 9 del

presente articolo.

3-bis. In caso di opera o attivita' sottoposta anche ad

autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime,

in via definitiva, in sede di conferenza di servizi, ove

convocata, in ordine a tutti i provvedimenti di sua

competenza ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio

2004, n. 42.

4. Fermo restando quanto disposto dal comma 4-bis nei

casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi

si esprime dopo aver acquisito la valutazione medesima ed

il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per un massimo

di novanta giorni, fino all'acquisizione della pronuncia

sulla compatibilita' ambientale. Se la VIA non interviene

nel termine previsto per l'adozione del relativo

provvedimento, l'amministrazione competente si esprime in

sede di conferenza di servizi, la quale si conclude nei

trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a

richiesta della maggioranza dei soggetti partecipanti alla

conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui

al precedente periodo e' prorogato di altri trenta giorni

nel caso che si appalesi la necessita' di approfondimenti

istruttori. Per assicurare il rispetto dei tempi,

l'amministrazione competente al rilascio dei provvedimenti

in materia ambientale puo' far eseguire anche da altri

organi dell'amministrazione pubblica o enti pubblici dotati

di qualificazione e capacita' tecnica equipollenti, ovvero

da istituti universitari tutte le attivita'

tecnico-istruttorie non ancora eseguite. In tal caso gli

oneri economici diretti o indiretti sono posti a esclusivo

carico del soggetto committente il progetto, secondo le

tabelle approvate con decreto del Ministro dell'ambiente e

della tutela del territorio e del mare, di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze.

4-bis. Nei casi in cui l'intervento oggetto della

conferenza di servizi e' stato sottoposto positivamente a

valutazione ambientale strategica (VAS), i relativi

risultati e prescrizioni, ivi compresi gli adempimenti di

cui ai commi 4 e 5 dell'art. 10 del decreto legislativo 3

aprile 2006, n. 152, devono essere utilizzati, senza

modificazioni, ai fini della VIA, qualora effettuata nella

medesima sede, statale o regionale, ai sensi dell'art. 7

del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

5. Nei procedimenti relativamente ai quali sia gia'

intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni

di cui al comma 3 dell'art. 14-quater, nonche' quelle di

cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si applicano

alle sole amministrazioni preposte alla tutela della

salute, del patrimonio storico-artistico e della pubblica

incolumita'.

6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla

conferenza di servizi attraverso un unico rappresentante

legittimato, dall'organo competente, ad esprimere in modo

vincolante la volonta' dell'amministrazione su tutte le

decisioni di competenza della stessa.

6-bis. All'esito dei lavori della conferenza, e in ogni

caso scaduto il termine di cui ai commi 3 e 4,

l'amministrazione procedente, in caso di VIA statale, puo'

adire direttamente il Consiglio dei Ministri ai sensi

dell'art. 26, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile

2006, n. 152; in tutti gli altri casi, valutate le

specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto

delle posizioni prevalenti espresse in quella sede, adotta

la determinazione motivata di conclusione del procedimento

che sostituisce a tutti gli effetti, ogni autorizzazione,

concessione, nulla osta o atto di assenso comunque

denominato di competenza delle amministrazioni

partecipanti, o comunque invitate a partecipare ma

risultate assenti, alla predetta conferenza. La mancata

partecipazione alla conferenza di servizi ovvero la

ritardata o mancata adozione della determinazione motivata

di conclusione del procedimento sono valutate ai fini della

responsabilita' dirigenziale o disciplinare e

amministrativa, nonche' ai fini dell'attribuzione della

retribuzione di risultato. Resta salvo il diritto del

privato di dimostrare il danno derivante dalla mancata

osservanza del termine di conclusione del procedimento ai

sensi degli articoli 2 e 2-bis.

7. Si considera acquisito l'assenso

dell'amministrazione, ivi comprese quelle preposte alla

tutela della salute e della pubblica incolumita', alla

tutela paessaggistico-territoriale e alla tutela

ambientale, esclusi i provvedimenti in materia di VIA, VAS

e AIA, il cui rappresentante, all'esito dei lavori della

conferenza, non abbia espresso definitivamente la volonta'

dell'amministrazione rappresentata.

8. In sede di conferenza di servizi possono essere

richiesti, per una sola volta, ai proponenti dell'istanza o

ai progettisti chiarimenti o ulteriore documentazione. Se

questi ultimi non sono forniti in detta sede, entro i

successivi trenta giorni, si procede all'esame del

provvedimento.

9.

10. Il provvedimento finale concernente opere

sottoposte a VIA e' pubblicato, a cura del proponente,

unitamente all'estratto della predetta VIA, nella Gazzetta

Ufficiale o nel Bollettino regionale in caso di VIA

regionale e in un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla

data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decorrono

i termini per eventuali impugnazioni in sede

giurisdizionale da parte dei soggetti interessati.».

«Art. 14-quater (Effetti del dissenso espresso nella

conferenza di servizi). - 1. Il dissenso di uno o piu'

rappresentanti delle amministrazioni vi comprese quelle

preposte alla tutela ambientale, fermo restando quanto

previsto dall'art. 26 del decreto legislativo 3 aprile

2006, n. 152, paesaggistico-territoriale, del patrimonio

storico-artistico o alla tutela della salute e della

pubblica incolumita', regolarmente convocate alla

conferenza di servizi, a pena di inammissibilita', deve

essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere

congruamente motivato, non puo' riferirsi a questioni

connesse che non costituiscono oggetto della conferenza

medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle

modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso.

2.

3. Al di fuori dei casi di cui all'art. 117, ottavo

comma, della Costituzione, e delle infrastrutture ed

insediamenti produttivi strategici e di preminente

interesse nazionale, di cui alla parte seconda, titolo

terzo, capo quarto del decreto legislativo 12 aprile 2006,

n. 163, e successive modificazioni, nonche' dei casi di

localizzazione delle opere di interesse statale, ove venga

espresso motivato dissenso da parte di un'amministrazione

preposta alla tutela ambientale,

paesaggistico-territoriale, del patrimonio

storico-artistico o alla tutela della salute e della

pubblica incolumita', la questione, in attuazione e nel

rispetto del principio di leale collaborazione e dell'art.

120 della Costituzione, e' rimessa dall'amministrazione

procedente alla deliberazione del Consiglio dei Ministri,

che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con

la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate,

in caso di dissenso tra un'amministrazione statale e una

regionale o tra piu' amministrazioni regionali, ovvero

previa intesa con la Regione e gli enti locali interessati,

in caso di dissenso tra un'amministrazione statale o

regionale e un ente locale o tra piu' enti locali. Se

l'intesa non e' raggiunta nei successivi trenta giorni, la

deliberazione del Consiglio dei Ministri puo' essere

comunque adottata. Se il motivato dissenso e' espresso da

una regione o da una provincia autonoma in una delle

materie di propria competenza, il Consiglio dei Ministri

delibera in esercizio del proprio potere sostitutivo con la

partecipazione dei Presidenti delle regioni o delle

province autonome interessate (L'originario comma 3 e'

stato sostituito con i commi da 3 a 3-quinquies dall'art.

11, legge 11 febbraio 2005, n. 15. Successivamente, i commi

da 3 a 3-quater sono stati sostituiti, con l'attuale comma

3, dalla lettera b) del comma 3 dell'art. 49, decreto-legge

31 maggio 2010, n. 78).

3-bis-3-quater. (Omissis).

3-quinquies. Restano ferme le attribuzioni e le

prerogative riconosciute alle regioni a statuto speciale e

alle province autonome di Trento e di Bolzano dagli statuti

speciali di autonomia e dalle relative norme di attuazione.

4.

5. Nell'ipotesi in cui l'opera sia sottoposta a VIA e

in caso di provvedimento negativo trova applicazione l'art.

5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n.

400, introdotta dall'art. 12, comma 2, del decreto

legislativo 30 luglio 1999, n. 303.».

«Art. 14-quinquies (Conferenza di servizi in materia di

finanza di progetto). - 1. Nelle ipotesi di conferenza di

servizi finalizzata all'approvazione del progetto

definitivo in relazione alla quale trovino applicazione le

procedure di cui agli articoli 37-bis e seguenti della

legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono convocati alla

conferenza, senza diritto di voto, anche i soggetti

aggiudicatari di concessione individuati all'esito della

procedura di cui all'art. 37-quater della legge n. 109 del

1994, ovvero le societa' di progetto di cui all'art.

37-quinquies della medesima legge.».

- Per l'art. 38 comma 3, del decreto legge 25 giugno

2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6

agosto 2008, n. 133, si veda nelle note alle premesse.

Capo IV

Procedimento ordinario

Art. 8

Raccordi procedimentali con strumenti urbanistici

1. Nei comuni in cui lo strumento urbanistico non individua aree

destinate all'insediamento di impianti produttivi o individua aree

insufficienti, fatta salva l'applicazione della relativa disciplina

regionale, l'interessato puo' richiedere al responsabile del SUAP la

convocazione della conferenza di servizi di cui agli articoli da 14 a

14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, e alle altre

normative di settore, in seduta pubblica. Qualora l'esito della

conferenza di servizi comporti la variazione dello strumento

urbanistico, ove sussista l'assenso della Regione espresso in quella

sede, il verbale e' trasmesso al Sindaco ovvero al Presidente del

Consiglio comunale, ove esistente, che lo sottopone alla votazione

del Consiglio nella prima seduta utile. Gli interventi relativi al

progetto, approvato secondo le modalita' previste dal presente comma,

sono avviati e conclusi dal richiedente secondo le modalita' previste

all'articolo 15 del testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

2. E' facolta' degli interessati chiedere tramite il SUAP

all'ufficio comunale competente per materia di pronunciarsi entro

trenta giorni sulla conformita', allo stato degli atti, dei progetti

preliminari dai medesimi sottoposti al suo parere con i vigenti

strumenti di pianificazione paesaggistica, territoriale e

urbanistica, senza che cio' pregiudichi la definizione dell'eventuale

successivo procedimento; in caso di pronuncia favorevole il

responsabile del SUAP dispone per il seguito immediato del

procedimento con riduzione della meta' dei termini previsti.

3. Sono escluse dall'applicazione del presente articolo le

procedure afferenti alle strutture di vendita di cui agli articoli 8

e 9 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, o alle relative

norme regionali di settore.

Note all'art. 8:

- Per gli articoli da 14 a 14-quinquies della legge 7

agosto 1990, n. 241, si veda nelle note dell'art. 7.

- Si riporta il testo dell'art. 15 del decreto del

Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380:

«Art. 15 (R) (Efficacia temporale e decadenza del

permesso di costruire). - 1. Nel permesso di costruire sono

indicati i termini di inizio e di ultimazione dei lavori.

2. Il termine per l'inizio dei lavori non puo' essere

superiore ad un anno dal rilascio del titolo; quello di

ultimazione, entro il quale l'opera deve essere completata

non puo' superare i tre anni dall'inizio dei lavori.

Entrambi i termini possono essere prorogati, con

provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei

alla volonta' del titolare del permesso. Decorsi tali

termini il permesso decade di diritto per la parte non

eseguita, tranne che, anteriormente alla scadenza venga

richiesta una proroga. La proroga puo' essere accordata,

con provvedimento motivato, esclusivamente in

considerazione della mole dell'opera da realizzare o delle

sue particolari caratteristiche tecnico-costruttive, ovvero

quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento

sia previsto in piu' esercizi finanziari.

3. La realizzazione della parte dell'intervento non

ultimata nel termine stabilito e' subordinata al rilascio

di nuovo permesso per le opere ancora da eseguire, salvo

che le stesse non rientrino tra quelle realizzabili

mediante denuncia di inizio attivita' ai sensi dell'art.

22. Si procede altresi', ove necessario, al ricalcolo del

contributo di costruzione.

4. Il permesso decade con l'entrata in vigore di

contrastanti previsioni urbanistiche, salvo che i lavori

siano gia' iniziati e vengano completati entro il termine

di tre anni dalla data di inizio.».

- Si riportano i testi degli articoli 8 e 9 del decreto

legislativo 31 marzo 1998, n. 114:

«Art. 8 (Medie strutture di vendita). - 1. L'apertura,

il trasferimento di sede e l'ampliamento della superficie

fino ai limiti di cui all'art. 4, comma 1, lettera e), di

una media struttura di vendita sono soggetti ad

autorizzazione rilasciata dal comune competente per

territorio, anche in relazione agli obiettivi di cui

all'art. 6, comma 1.

2. Nella domanda l'interessato dichiara:

a) di essere in possesso dei requisiti di cui

all'art. 5;

b) il settore o i settori merceologici, l'ubicazione

e la superficie di vendita dell'esercizio;

c) le eventuali comunicazioni di cui all'art. 10,

commi 2 e 3, del presente decreto.

3. Il comune, sulla base delle disposizioni regionali e

degli obiettivi indicati all'art. 6, sentite le

organizzazioni di tutela dei consumatori e le

organizzazioni imprenditoriali del commercio, adotta i

criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui al

comma 1.

4. Il comune adotta le norme sul procedimento

concernente le domande relative alle medie strutture di

vendita; stabilisce il termine, comunque non superiore ai

novanta giorni dalla data di ricevimento, entro il quale le

domande devono ritenersi accolte qualora non venga

comunicato il provvedimento di diniego, nonche' tutte le

altre norme atte ad assicurare trasparenza e snellezza

dell'azione amministrativa e la partecipazione al

procedimento ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e

successive modifiche.».

«Art. 9 (Grandi strutture di vendita). - 1. L'apertura,

il trasferimento di sede e l'ampliamento della superficie

di una grande struttura di vendita, sono soggetti ad

autorizzazione rilasciata dal comune competente per

territorio.

2. Nella domanda l'interessato dichiara:

a) di essere in possesso dei requisiti di cui

all'art. 5;

b) il settore o i settori merceologici, l'ubicazione

e la superficie di vendita dell'esercizio;

c) le eventuali comunicazioni di cui all'art. 10,

commi 2 e 3, del presente decreto.

3. La domanda di rilascio dell'autorizzazione e'

esaminata da una conferenza di servizi indetta dal comune,

salvo quanto diversamente stabilito nelle disposizioni di

cui al comma 5, entro sessanta giorni dal ricevimento,

composta da tre membri, rappresentanti rispettivamente la

regione, la provincia e il comune medesimo, che decide in

base alla conformita' dell'insediamento ai criteri di

programmazione di cui all'art. 6. Le deliberazioni della

conferenza sono adottate a maggioranza dei componenti entro

novanta giorni dalla convocazione; il rilascio

dell'autorizzazione e' subordinato al parere favorevole del

rappresentante della regione.

4. Alle riunioni della conferenza di servizi, svolte in

seduta pubblica, partecipano a titolo consultivo i

rappresentanti dei comuni contermini, delle organizzazioni

dei consumatori e delle imprese del commercio piu'

rappresentative in relazione al bacino d'utenza

dell'insediamento interessato. Ove il bacino d'utenza

riguardi anche parte del territorio di altra regione

confinante, la conferenza dei servizi ne informa la

medesima e ne richiede il parere non vincolante ai fini del

rilascio della autorizzazione.

5. La regione adotta le norme sul procedimento

concernente le domande relative alle grandi strutture di

vendita; stabilisce il termine comunque non superiore a

centoventi giorni dalla data di convocazione della

conferenza di servizi di cui al comma 3 entro il quale le

domande devono ritenersi accolte qualora non venga

comunicato il provvedimento di diniego, nonche' tutte le

altre norme atte ad assicurare trasparenza e snellezza

dell'azione amministrativa e la partecipazione al

procedimento ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e

successive modifiche.».

Capo V

Disposizioni comuni

Art. 9

Chiarimenti tecnici

1. Qualora occorrano chiarimenti circa il rispetto delle normative

tecniche e la localizzazione dell'impianto, il responsabile del SUAP,

anche su richiesta dell'interessato o delle amministrazioni coinvolte

o dei soggetti portatori di interessi pubblici o privati, individuali

o collettivi, o di soggetti portatori di interessi diffusi costituiti

in associazioni o comitati che vi abbiano interesse, entro dieci

giorni dalla richiesta di chiarimenti, convoca anche per via

telematica, dandone pubblicita' sul portale ai sensi dell'articolo 4,

comma 3, una riunione, di cui e' redatto apposito verbale, fra i

soggetti interessati e le amministrazioni competenti, ai sensi

dell'articolo 11 della legge 7 agosto 1990, n. 241. La convocazione

della riunione non comporta l'interruzione dell'attivita' avviata ai

sensi delle disposizioni del presente capo.

Note all'art. 9:

- Si riporta il testo dell'art. 11 della legge 7 agosto

1990, n. 241:

«Art. 11 (Accordi integrativi o sostitutivi del

provvedimento). - 1. In accoglimento di osservazioni e

proposte presentate a norma dell'art. 10, l'amministrazione

procedente puo' concludere, senza pregiudizio dei diritti

dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico

interesse, accordi con gli interessati al fine di

determinare il contenuto discrezionale del provvedimento

finale ovvero in sostituzione di questo.

1-bis. Al fine di favorire la conclusione degli accordi

di cui al comma 1, il responsabile del procedimento puo'

predisporre un calendario di incontri cui invita,

separatamente o contestualmente, il destinatario del

provvedimento ed eventuali controinteressati.

2. Gli accordi di cui al presente articolo debbono

essere stipulati, a pena di nullita', per atto scritto,

salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si

applicano, ove non diversamente previsto, i principi del

codice civile in materia di obbligazioni e contratti in

quanto compatibili.

3. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono

soggetti ai medesimi controlli previsti per questi ultimi.

4. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse

l'amministrazione recede unilateralmente dall'accordo,

salvo l'obbligo di provvedere alla liquidazione di un

indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi

verificatisi in danno del privato.

4-bis. A garanzia dell'imparzialita' e del buon

andamento dell'azione amministrativa, in tutti i casi in

cui una pubblica amministrazione conclude accordi nelle

ipotesi previste al comma 1, la stipulazione dell'accordo

e' preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe

competente per l'adozione del provvedimento.

5. Le controversie in materia di formazione,

conclusione ed esecuzione degli accordi di cui al presente

articolo sono riservate alla giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo.».

Capo V

Disposizioni comuni

Art. 10

Chiusura dei lavori e collaudo

1. Il soggetto interessato comunica al SUAP l'ultimazione dei

lavori, trasmettendo:

a) la dichiarazione del direttore dei lavori con la quale si

attesta la conformita' dell'opera al progetto presentato e la sua

agibilita', ove l'interessato non proponga domanda ai sensi

dell'articolo 25 del testo unico delle disposizioni legislative e

regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380;

b) nei casi previsti dalla normativa vigente, il certificato di

collaudo effettuato da un professionista abilitato;

2. La trasmissione al SUAP della documentazione di cui alle lettere

a) e b) consente l'immediato esercizio dell'attivita'.

3. Il SUAP cura la trasmissione entro cinque giorni della

documentazione di cui al comma 1 alle amministrazioni ed agli uffici

comunali competenti che sono tenuti ad effettuare i controlli circa

l'effettiva rispondenza dell'impianto alla normativa vigente entro i

successivi novanta giorni, salvo il diverso termine previsto dalle

specifiche discipline regionali. Nel caso in cui dalla certificazione

non risulti la conformita' dell'opera al progetto ovvero la sua

rispondenza a quanto disposto dalle vigenti norme, fatti salvi i casi

di mero errore materiale, il SUAP, anche su richiesta delle

amministrazioni o degli uffici competenti, adotta i provvedimenti

necessari assicurando l'irrogazione delle sanzioni previste dalla

legge, ivi compresa la riduzione in pristino a spese dell'impresa,

dandone contestualmente comunicazione all'interessato entro e non

oltre quindici giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al

comma 1; l'intervento di riduzione in pristino puo' essere

direttamente realizzato anche da parte dell'imprenditore stesso.

4. Fatti salvi i poteri di autotutela e di vigilanza, le

Amministrazioni e le Autorita' competenti non possono in questa fase

adottare interventi difformi dagli adempimenti pubblicati sul

portale, secondo quanto previsto all'articolo 4, comma 3, lettera a)

del presente Regolamento.

5. In conformita' al procedimento di cui all'articolo 7,

l'imprenditore comunica al SUAP l'inizio dei lavori per la

realizzazione o modificazione dell'impianto produttivo.

Note all'art. 10:

- Si riporta il testo dell'art. 25 del decreto del

Presidente della Repubblica del 6 giugno2001, n. 380:

«Art. 25 (R) (Procedimento di rilascio del certificato

di agibilita'). - 1. Entro quindici giorni dall'ultimazione

dei lavori di finitura dell'intervento, il soggetto di cui

all'art. 24, comma 3, e' tenuto a presentare allo sportello

unico la domanda di rilascio del certificato di agibilita',

corredata della seguente documentazione:

a) richiesta di accatastamento dell'edificio,

sottoscritta dallo stesso richiedente il certificato di

agibilita', che lo sportello unico provvede a trasmettere

al catasto;

b) dichiarazione sottoscritta dallo stesso

richiedente il certificato di agibilita' di conformita'

dell'opera rispetto al progetto approvato, nonche' in

ordine alla avvenuta prosciugatura dei muri e della

salubrita' degli ambienti;

c) dichiarazione dell'impresa installatrice che

attesta la conformita' degli impianti installati negli

edifici adibiti ad uso civile alle prescrizioni di cui agli

articoli 113 e 127, nonche' all'art. 1 della legge 9

gennaio 1991, n. 10, ovvero certificato di collaudo degli

stessi, ove previsto, ovvero ancora certificazione di

conformita' degli impianti prevista dagli articoli 111 e

126 del presente testo unico.

2. Lo sportello unico comunica al richiedente, entro

dieci giorni dalla ricezione della domanda di cui al comma

1, il nominativo del responsabile del procedimento ai sensi

degli articoli 4 e 5 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Entro trenta giorni dalla ricezione della domanda di

cui al comma 1, il dirigente o il responsabile del

competente ufficio comunale, previa eventuale ispezione

dell'edificio, rilascia il certificato di agibilita'

verificata la seguente documentazione:

a) certificato di collaudo statico di cui all'art.

67;

b) certificato del competente ufficio tecnico della

regione, di cui all'art. 62, attestante la conformita'

delle opere eseguite nelle zone sismiche alle disposizioni

di cui al capo IV della parte II;

c) la documentazione indicata al comma 1;

d) dichiarazione di conformita' delle opere

realizzate alla normativa vigente in materia di

accessibilita' e superamento delle barriere architettoniche

di cui all'art. 77, nonche' all'art. 82.

4. Trascorso inutilmente il termine di cui al comma 3,

l'agibilita' si intende attestata nel caso sia stato

rilasciato il parere dell'A.S.L. di cui all'art. 5, comma

3, lettera a). In caso di autodichiarazione, il termine per

la formazione del silenzio-assenso e' di sessanta giorni.

5. Il termine di cui al comma 3 puo' essere interrotto

una sola volta dal responsabile del procedimento, entro

quindici giorni dalla domanda, esclusivamente per la

richiesta di documentazione integrativa, che non sia gia'

nella disponibilita' dell'amministrazione o che non possa

essere acquisita autonomamente. In tal caso, il termine di

trenta giorni ricomincia a decorrere dalla data di

ricezione della documentazione integrativa.».

Capo VI

Monitoraggio istituzionale

Art. 11

Raccordo tra Istituzioni e monitoraggio sistematico

1. I Ministri dello sviluppo economico, per la semplificazione

normativa e per la pubblica amministrazione e l'innovazione, in

collaborazione con la Conferenza delle Regioni, l'ANCI e Unioncamere,

assicurando il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza

delle imprese, predispongono forme di monitoraggio sull'attivita' e

sul funzionamento del SUAP, anche con riguardo all'articolazione sul

territorio delle attivita' imprenditoriali e degli insediamenti

produttivi, alle condizioni di efficienza del mercato e alla

rispondenza dei servizi pubblici alle esigenze di cittadini ed

imprese, prevedendo altresi' la possibilita', per le imprese ed altri

soggetti pubblici e privati, di effettuare segnalazioni e rilevare

criticita'. I monitoraggi che comportino il trattamento di dati

personali sono realizzati nel rispetto del decreto legislativo 30

giugno 2003, n. 196, sentito il Garante per la protezione dei dati

personali. I risultati del monitoraggio sono trasmessi, per i primi

tre anni dalla data di entrata in vigore della presente disciplina,

al Parlamento in una relazione annuale. Di essi sono informati, ove

necessario, il responsabile del SUAP e le amministrazioni pubbliche

interessate, anche ai fini dell'attivazione di controlli e verifiche

di competenza.

2. Nelle more dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 38,

comma 5, del decreto-legge, i Ministri di cui al comma 1

predispongono, nell'ambito degli stanziamenti di bilancio destinati

allo scopo a carico della finanza pubblica, un piano di formazione

dei dipendenti pubblici, in collaborazione con la Conferenza delle

Regioni, dell'ANCI e di Unioncamere, con la eventuale partecipazione

anche di esponenti del sistema produttivo, che miri a diffondere sul

territorio nazionale la capacita' delle amministrazioni pubbliche di

assicurare sempre e tempestivamente l'esercizio del diritto di

iniziativa economica di cui all'articolo 38 del decreto-legge.

Note all'art. 11:

- Per il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, si

veda nelle note alle premesse.

- Si riporta il testo del comma 5 dell'art. 38, del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:

«5. Il Comitato per la semplificazione di cui all'art.

1 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con

modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, predispone

un piano di formazione dei dipendenti pubblici, con la

eventuale partecipazione anche di esponenti del sistema

produttivo, che miri a diffondere sul territorio nazionale

la capacita' delle amministrazioni pubbliche di assicurare

sempre e tempestivamente l'esercizio del diritto di cui al

comma 1 attraverso gli strumenti di semplificazione di cui

al presente articolo.».

- Si riporta il testo dell'art. 38 del decreto-legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla

legge 6 agosto 2008, n. 133:

«Art. 38 (Impresa in un giorno). - 1. Al fine di

garantire il diritto di iniziativa economica privata di cui

all'art. 41 della Costituzione, l'avvio di attivita'

imprenditoriale, per il soggetto in possesso dei requisiti

di legge, e' tutelato sin dalla presentazione della

dichiarazione di inizio attivita' o dalla richiesta del

titolo autorizzatorio.

2. Ai sensi dell' art. 117, secondo comma, lettere e),

m), p) e r), della Costituzione, le disposizioni del

presente articolo introducono, anche attraverso il

coordinamento informativo statistico e informatico dei dati

delle amministrazioni, misure per assicurare, nel rispetto

delle liberta' fondamentali, l'efficienza del mercato, la

libera concorrenza e i livelli essenziali delle prestazioni

concernenti i diritti civili e sociali che devono essere

garantiti su tutto il territorio nazionale. Esse

costituiscono adempimento della direttiva 2006/123/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006,

ai sensi dell' art. 117, primo comma, della Costituzione.

3. Con regolamento, adottato ai sensi dell'art. 17,

comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta

del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro per la

semplificazione normativa, di concerto con il Ministro per

la pubblica amministrazione e l'innovazione, sentita la

Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive

modificazioni, si procede alla semplificazione e al

riordino della disciplina dello sportello unico per le

attivita' produttive di cui al regolamento di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.

447, e successive modificazioni, in base ai seguenti

principi e criteri, nel rispetto di quanto previsto dagli

articoli 19, comma 1, e 20, comma 4, della legge 7 agosto

1990, n. 241:

a) attuazione del principio secondo cui, salvo quanto

previsto per i soggetti privati di cui alla lettera c) e

dall' art. 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,

convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,

n. 40, lo sportello unico costituisce l'unico punto di

accesso per il richiedente in relazione a tutte le vicende

amministrative riguardanti la sua attivita' produttiva e

fornisce, altresi', una risposta unica e tempestiva in

luogo di tutte le pubbliche amministrazioni comunque

coinvolte nel procedimento, ivi comprese quelle di cui

all'art. 14-quater, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n.

241;

a-bis) viene assicurato, anche attraverso apposite

misure telematiche, il collegamento tra le attivita'

relative alla costituzione dell'impresa di cui alla

comunicazione unica disciplinata dall' art. 9 del

decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con

modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40 e le

attivita' relative alla attivita' produttiva di cui alla

lettera a) del presente comma;

b) le disposizioni si applicano sia per l'espletamento

delle procedure e delle formalita' per i prestatori di

servizi di cui alla direttiva 2006/123/CE del Parlamento

europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sia per la

realizzazione e la modifica di impianti produttivi di beni

e servizi;

c) l'attestazione della sussistenza dei requisiti

previsti dalla normativa per la realizzazione, la

trasformazione, il trasferimento e la cessazione

dell'esercizio dell'attivita' di impresa puo' essere

affidata a soggetti privati accreditati ("Agenzie per le

imprese"). In caso di istruttoria con esito positivo, tali

soggetti privati rilasciano una dichiarazione di

conformita' che costituisce titolo autorizzatorio per

l'esercizio dell'attivita'. Qualora si tratti di

procedimenti che comportino attivita' discrezionale da

parte dell'Amministrazione, i soggetti privati accreditati

svolgono unicamente attivita' istruttorie in luogo e a

supporto dello sportello unico;

d) i comuni che non hanno istituito lo sportello

unico, ovvero il cui sportello unico non risponde ai

requisiti di cui alla lettera a), esercitano le funzioni

relative allo sportello unico, delegandole alle camere di

commercio, industria, artigianato e agricoltura le quali

mettono a disposizione il portale "impresa.gov" che assume

la denominazione di "impresainungiorno", prevedendo forme

di gestione congiunta con l'ANCI;

e) l'attivita' di impresa puo' essere avviata

immediatamente nei casi in cui sia sufficiente la

presentazione della dichiarazione di inizio attivita' allo

sportello unico;

f) lo sportello unico, al momento della presentazione

della dichiarazione attestante la sussistenza dei requisiti

previsti per la realizzazione dell'intervento, rilascia una

ricevuta che, in caso di dichiarazione di inizio attivita',

costituisce titolo autorizzatorio. In caso di diniego, il

privato puo' richiedere il ricorso alla conferenza di

servizi di cui agli articoli da 14 a 14-quinquies della

legge 7 agosto 1990, n. 241;

g) per i progetti di impianto produttivo

eventualmente contrastanti con le previsioni degli

strumenti urbanistici, e' previsto un termine di trenta

giorni per il rigetto o la formulazione di osservazioni

ostative, ovvero per l'attivazione della conferenza di

servizi per la conclusione certa del procedimento;

h) in caso di mancato ricorso alla conferenza di

servizi, scaduto il termine previsto per le altre

amministrazioni per pronunciarsi sulle questioni di loro

competenza, l'amministrazione procedente conclude in ogni

caso il procedimento prescindendo dal loro avviso; in tal

caso, salvo il caso di omessa richiesta dell'avviso, il

responsabile del procedimento non puo' essere chiamato a

rispondere degli eventuali danni derivanti dalla mancata

emissione degli avvisi medesimi.

4. Con uno o piu' regolamenti, adottati ai sensi

dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,

su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del

Ministro per la semplificazione normativa, di concerto con

il Ministro per la pubblica amministrazione e

l'innovazione, e previo parere della Conferenza unificata

di cui all' art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,

n. 281, e successive modificazioni, sono stabiliti i

requisiti e le modalita' di accreditamento dei soggetti

privati di cui al comma 3, lettera c), e le forme di

vigilanza sui soggetti stessi, eventualmente anche

demandando tali funzioni al sistema camerale, nonche' le

modalita' per la divulgazione, anche informatica, delle

tipologie di autorizzazione per le quali e' sufficiente

l'attestazione dei soggetti privati accreditati, secondo

criteri omogenei sul territorio nazionale e tenendo conto

delle diverse discipline regionali.

5. Il Comitato per la semplificazione di cui all'art. 1

del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con

modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, predispone

un piano di formazione dei dipendenti pubblici, con la

eventuale partecipazione anche di esponenti del sistema

produttivo, che miri a diffondere sul territorio nazionale

la capacita' delle amministrazioni pubbliche di assicurare

sempre e tempestivamente l'esercizio del diritto di cui al

comma 1 attraverso gli strumenti di semplificazione di cui

al presente articolo.

6. Dall'attuazione delle disposizioni del presente

articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a

carico della finanza pubblica.».

Capo VII

Disposizioni finali

Art. 12

Abrogazioni e disposizioni transitorie e di attuazione

1. Il presente regolamento ha efficacia:

a) in relazione ai Capi I, II, III, V e VI, a decorrere dal

centottantesimo giorno dalla data della sua pubblicazione nella

Gazzetta ufficiale, salvo quanto disposto dall'articolo 4, comma 10;

b) in relazione al Capo IV, a decorrere da un anno dalla data

della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

2. Fino alla scadenza dei termini di cui alle lettere a) e b) del

comma 1, ai rispettivi procedimenti continuano ad applicarsi, in via

transitoria, le disposizioni del decreto del Presidente della

Repubblica 20 ottobre 1998, n. 447, e successive modificazioni.

3. Il Governo, le Regioni e gli Enti locali, in attuazione del

principio di leale collaborazione, promuovono intese o concludono

accordi, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno

2003, n. 131, e dell'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 28

agosto 1997, n. 281, in sede di Conferenza unificata, al fine di

definire modalita' di cooperazione organizzativa e gestionale per la

funzionalita' e l'operativita' del sistema di sportelli unici e per

l'attivazione di strumenti di controllo. Le intese e gli accordi di

cui al periodo precedente sono, altresi', finalizzati ad assicurare

la standardizzazione dei procedimenti e l'unificazione, quantomeno in

ambito regionale, della modulistica delle amministrazioni

responsabili dei sub-procedimenti, nonche' la definizione di criteri

minimi di omogeneita' della modulistica a livello nazionale.

4. Fino alla definizione dei criteri minimi di omogeneita' della

modulistica di cui al comma 3, il soggetto interessato utilizza gli

strumenti messi a disposizione dal portale, che si potra' avvalere di

quanto predisposto dai SUAP gia' operativi.

5. L'Allegato tecnico, che costituisce parte integrante del

presente regolamento, individua le modalita' telematiche per la

comunicazione ed il trasferimento dei dati tra i SUAP e tutti i

soggetti coinvolti nel procedimento, nel rispetto del decreto

legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Eventuali modifiche all'allegato

tecnico sono adottate con decreto dei Ministri della pubblica

amministrazione e l'innovazione, dello sviluppo economico e per la

semplificazione normativa, sentito il Garante per la protezione dei

dati personali.

6. Fermo restando l'esigenza di garantire le modalita' telematiche

di comunicazione e di trasferimento dei dati tra le pubbliche

amministrazioni, le Regioni possono integrare, sentito il Garante per

la protezione dei dati personali, in conformita' alle regole tecniche

del SPC, sentito il DigitPA e per quanto di loro competenza,

l'allegato tecnico di cui al comma 5, senza oneri aggiuntivi a carico

della finanza pubblica.

7. Il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.

447, e successive modificazioni, e' abrogato a decorrere dal termine

di cui al comma 1, lettera b).

8. Le amministrazioni interessate provvedono all'adempimento dei

compiti derivanti dal presente regolamento con le risorse umane,

strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente e,

comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza

pubblica.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi' 7 settembre 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio

dei Ministri e ad interim Ministro

dello sviluppo economico

Calderoli, Ministro per la

semplificazione normativa

Brunetta, Ministro per la pubblica

amministrazione e l'innovazione

Ronchi, Ministro per le politiche

europee

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Registrato alla Corte dei conti il 24 settembre 2010

Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita' produttive,

registro n. 4, foglio n. 157

Note all'art. 12:

- Il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre

1998, n. 447, relativo al «Regolamento recante norme di

semplificazione dei procedimenti di autorizzazione per la

realizzazione, l'ampliamento, la ristrutturazione e la

riconversione di impianti produttivi, per l'esecuzione di

opere interne ai fabbricati, nonche' per la determinazione

delle aree destinate agli insediamenti produttivi, a norma

dell'art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59»

del 20 ottobre 1998, n. 447 e' pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale 28 dicembre 1998, n. 301.

- Si riporta il testo del comma 6 dell'art. 8 della

legge 5 giugno 2001, n. 131:

«6. Il Governo puo' promuovere la stipula di intese in

sede di Conferenza Stato-Regioni o di Conferenza unificata,

dirette a favorire l'armonizzazione delle rispettive

legislazioni o il raggiungimento di posizioni unitarie o il

conseguimento di obiettivi comuni; in tale caso e' esclusa

l'applicazione dei commi 3 e 4 dell'art. 3 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Nelle materie di cui

all'art. 117, terzo e quarto comma, della Costituzione non

possono essere adottati gli atti di indirizzo e di

coordinamento di cui all'art. 8 della legge 15 marzo 1997,

n. 59, e all'art. 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998,

n. 112.».

- Si riporta il testo dell'art. 4, comma 1, del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281:

«Art. 4 (Accordi tra Governo, regioni e province

autonome di Trento e Bolzano). - 1. Governo, regioni e

province autonome di Trento e di Bolzano, in attuazione del

principio di leale collaborazione e nel perseguimento di

obiettivi di funzionalita', economicita' ed efficacia

dell'azione amministrativa, possono concludere in sede di

Conferenza Stato-regioni accordi, al fine di coordinare

l'esercizio delle rispettive competenze e svolgere

attivita' di interesse comune.».

- Per il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, si

veda nelle note alle premesse.

Capo VII

Disposizioni finali

Allegato

Specifiche tecniche per il regolamento di cui all'art 38 del D.L.

112/2008 '”Impresa in un giorno”

Allegato

(ai sensi dell'articolo 12, comma 5, del Regolamento per la

semplificazione ed il riordino della disciplina dello sportello unico

per le attivita' produttive, ai sensi dell'articolo 38, comma 3, del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133)

MODALITA' TELEMATICHE DI COMUNICAZIONE

E TRASFERIMENTO DEI DATI TRA IL SUAP E I SOGGETTI

COINVOLTI NEL PROCEDIMENTO

Art. 1 - Definizioni, riferimenti e convenzioni

Ai fini del presente allegato si intendono per:

a. “regolamento”, il decreto previsto al comma 3 dell'articolo 38 del

decreto-legge 112 del 2008;

b. “decreto-legge n. 7 del 2007”, il decreto-legge 31 gennaio 2007,

n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 2 aprile 2007, n.

40;

c. “decreto della modulistica della comunicazione unica”, il decreto

interministeriale previsto dall'articolo 9, comma 7, primo periodo,

del decreto-legge n. 7 del 2007;

d. “R.E.A”, il Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative

di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n.

581 del 1995;

e. “PEC”, la Posta Elettronica Certificata ai sensi del decreto del

Presidente della Repubblica n. 68 del 2005;

f. “provider di PEC”, Certificatore accreditato di Posta Elettronica

Certificata ai sensi del Decreto Ministeriale 2 novembre 2005;

g. “sito istituzionale del SUAP”, il sito internet che eroga i

servizi previsti per il SUAP e conforme ai requisiti di legge;

h. “W3C”, World Wide Web Consortium, Consorzio internazionale per la

promozione degli standard tecnici sui sistemi della rete Internet;

i. “XML”, eXtensible Markup Language, linguaggio basato sull'utilizzo

di elementi (tag) per creare documenti informatici strutturati, in

base alle specifiche definite dal W3C;

j. “Schema XML”, documento XML che definisce la struttura di altri

documenti scritti in linguaggio XML elencando quali elementi devono

comparire in tali documenti ed il loro ordine e gerarchia, in base

alle specifiche definite dal W3C;

k. “Web Services”, insieme di standard di comunicazione in rete tra

applicazioni informatiche, definito dal W3C;

l. “WSDL”, Web Service Definition Language, linguaggio XML di

definizione di un servizio informatico di tipo Web Service, definito

dal W3C;

m. “Web Browser”, un'applicazione informatica che permette all'utente

di navigare i contenuti dei siti della rete internet, definito in

base agli standard del W3C;

n. “firma digitale”, la firma elettronica di cui all'art. 1, comma 1,

lett. s del CAD;

o. “validazione temporale”, la validazione temporale di cui all'art.

1, comma 1, lett. bb del CAD;

p. “casella dell'impresa”, la casella di PEC dell'impresa;

q. “Documento Informatico”, il documento di cui all'art. 1, comma 1,

lett. p del CAD;

r. “PDF” o “Portable Document Format”, il linguaggio informatico per

la definizione di documenti elettronici;

s. “PDF/A”, la definizione della parte delle specifiche PDF regolate

dallo standard pubblico “ISO 19005-1, Document management -

Electronic document file format for long-term preservation”;

t. “HTTPS”, il protocollo informatico definito dalla specifica

pubblica RFC 2818.

u. “autenticazione informatica”, la procedura di cui all'art. 1,

comma 1, lett. b del CAD;

v. “Carta Nazionale dei Servizi” o “CNS”, il documento di cui

all'art. 1, comma 1, lett. d del CAD;

w. “Carta d'Identita' Elettronica” o “CIE” il documento di cui

all'art. 1, comma 1, lett. c del CAD;

x. “porta di dominio” componente architetturale del SPC attraverso il

quale si accede al dominio applicativo dell'Amministrazione per

l'utilizzo dei servizi applicativi;

y. “protocollo informatico”, le procedure informatiche utilizzate

dalle amministrazioni per la gestione dei documenti ai sensi del

d.p.r. n. 445 del 2000;

z. nel presente documento, nel caso di testi da utilizzare nei

messaggi informatici, i termini racchiusi tra doppi apici, ad esempio

“etichetta”, indicano una dicitura che i sistemi informatici devono

utilizzare in modo fisso; i termini racchiusi tra i simboli di minore

e maggiore, ad esempio <valore>, indicano valori variabili che il

sistemi informatici dovranno attribuire in base al contesto

operativo;

aa. l' “oggetto”, il “corpo”, gli “allegati” di un messaggio di posta

elettronica certificata sono da intendersi come oggetti definiti

dalle regole tecniche della PEC di cui al Decreto Ministeriale 2

novembre 2005 pubblicato nella G.U. del 15 novembre 2005, n. 266.

Art. 2 - Oggetto

Il presente Allegato descrive le modalita' telematiche per la

comunicazione ed il trasferimento dei dati tra il SUAP e tutti i

soggetti coinvolti nel procedimento, ai sensi del comma 5

dell'articolo 12 del regolamento.

In particolare sono descritti:

- i servizi informativi e di modulistica del Portale.

- la modalita' di formazione della domanda telematica e le specifiche

di tracciato e composizione dei documenti da allegare;

- le modalita' di invio telematico da parte del dichiarante;

- le modalita' di risposta telematica di un SUAP;

- le modalita' di gestione telematica dei procedimenti nel Portale;

- i collegamenti tra SUAP e registro delle imprese;

- i collegamenti tra SUAP e altri enti;

- i sistemi di pagamento;

Art. 3 - Pubblicazione delle specifiche di formato

La pubblicazione di specifiche tecniche di formato e' curata da un

gruppo tecnico di gestione del Portale composto da rappresentanti del

DigitPA, dell'ANCI, delle Province, delle Regioni e dell'UnionCamere.

Ad Unioncamere e' assegnato il coordinamento del gruppo tecnico.

Il gruppo tecnico si avvale dei contributi delle associazioni

imprenditoriali e degli ordini professionali, convocandone i

rappresentanti con periodicita' almeno trimestrale.

Nel Portale, alla sezione “regole tecniche”, sono pubblicati i

documenti che dettagliano le specifiche tecniche previste nel

presente Allegato.

La pubblicazione dei documenti relativi alle specifiche tecniche e'

effettuata inizialmente in forma provvisoria, resa pubblica per

l'inoltro di commenti da parte dei soggetti interessati.

La pubblicazione in forma provvisoria contiene l'indicazione del

periodo - comunque non inferiore ai 60 e non superiore ai 90 giorni -

disponibile per l'inoltro dei commenti, che potranno essere

formalizzati tramite apposita sezione del portale. Decorso tale

periodo, il gruppo tecnico integra il documento pubblicato in forma

provvisoria, se necessario, e pubblica il documento di specifiche

tecniche definitivo.

Art. 4 - Servizi informativi e modulistica del Portale

Ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. a) e comma 2, del regolamento il

Portale deve rendere disponibili servizi informativi per i SUAP e per

gli utenti.

Ai sensi dell'art. 4, comma 3, il Portale deve permettere al SUAP la

pubblicazione di informazioni e modulistica.

Ai sensi dell'art. 12, comma 4, il Portale rende disponibili, ai SUAP

o a soggetti da essi individuati, appositi strumenti per la

definizione e la condivisione della modulistica.

1. Sezione informazioni e modulistica

Il Portale contiene una sezione “informazioni e modulistica”. Tale

sezione consente l'interrogazione di una banca dati suddivisa in aree

per Regione e SUAP.

Per ogni SUAP saranno pubblicati:

- l'identificativo dello sportello SUAP (assegnato dal sistema

informatico e indicato nel seguito con identificativo SUAP)

- le caselle PEC messe a disposizione ai fini della gestione

telematica;

- la tipologia del SUAP (comunale, associato, camerale);

- informazioni utili ai fini dell'attivita' del SUAP (indirizzi,

responsabili, ecc).

A livello regionale o di singolo SUAP, sara' disponibile l'elenco

delle attivita' produttive, secondo la classificazione ATECO. Per

ciascuna attivita' saranno pubblicate le seguenti informazioni:

- adempimenti necessari per l'attivita';

- classificazione dell'adempimento in base alla possibilita' di

immediato avvio (art 4, comma 3 punto a) del regolamento);

- modulistica per le domande da presentare al SUAP;

- istruzioni di compilazione;

- altre informazioni.

La modulistica presente nella banca dati sara' pubblicata in formato

XML, e, nelle more della definizione di tale formato, in PDF/A o

altro formato individuato dal gruppo tecnico.

Ogni modulo XML, definito attraverso un proprio XML Schema, sara'

corredato di apposita documentazione che definisca i controlli

semantici minimali per consentire il controllo formale degli

adempimenti prima dell'accettazione delle pratiche.

2. Caricamento e aggiornamento di informazioni e modulistica

Il gruppo tecnico provvedera', qualora necessario, ad effettuare un

primo caricamento degli elementi presenti nella banca dati della

sezione “informazioni e modulistica” anche acquisendo le informazioni

disponibili presso le associazioni imprenditoriali, gli ordini

professionali e gli altri enti partecipanti ai lavori del gruppo

tecnico medesimo.

Ai SUAP e ai soggetti da essi delegati dovranno essere messi a

disposizione accessi riservati alla banca dati della sezione

“informazioni e modulistica” per il caricamento, aggiornamento e

modificazione degli elementi in essa contenuti.

Ai sensi dell'art. 4 comma 10 la banca dati della sezione

“Informazioni e modulistica” costituisce l'elenco dei SUAP con i

requisiti di cui all'art. 38, comma 3, lettere a), a-bis), e all'art.

2, comma 2 del regolamento.

Il portale rende disponibile ai Comuni un sistema di verifica dei

requisiti per operare secondo le modalita' previste dal regolamento.

Al termine previsto dall'art. 4, comma 10 saranno pubblicati i SUAP

registrati nella banca dati.

Al termine del periodo previsto dall'art. 12 comma 1, lettera a) le

risultanze della banca dati saranno rese disponibili al pubblico e il

Portale entrera' in esercizio.

La pubblicazione delle modifiche successive alla data di ingresso in

esercizio sara' convalidata dal gruppo tecnico con cadenza al massimo

trimestrale.

Art. 5 - Domande telematiche al SUAP

Ai sensi dell'art. 4, comma 7, il regolamento prevede che le istanze

verso lo sportello SUAP siano telematiche. Nel presente articolo si

definiscono le regole tecniche per la formazione di tali istanze,

indicate con il termine di pratiche telematiche SUAP o semplicemente

pratiche SUAP.

1. Pratica SUAP

Ogni pratica telematica SUAP e' una collezione di file che

rappresentano modelli (o moduli) e documenti, strutturata in:

- Modello di riepilogo:

- Un file modello-riepilogo con i dati principali che descrivono il

soggetto, l'oggetto della comunicazione, il riepilogo degli altri

file allegati (relativi a modulistiche e atti) e la procura speciale

ai sensi dell'articolo 3, comma 1 lettera c del regolamento;

- Un file distinta-del-modello-riepilogo con la rappresentazione di

stampa (in formato PDF/A o altro formato indicato dal gruppo tecnico)

del modello-generale, sottoscritto digitalmente.

- Le relative specifiche di formato sono riportate nel seguito del

presente Allegato.

- Modulistica specifica dell'attivita' oggetto della dichiarazione:

- Un file modello-attivita': file informatico che riporta i dati

previsti per la dichiarazione di una specifica attivita', contenente

le informazioni indicate dalle regole di cui all'art. 4 sezione 1 del

presente Allegato;

- Un file distinta-attivita': documento informatico firmato

digitalmente, che riporta in formato di stampa le informazioni del

modello cosi' come scritte nel file-pratica.

- Allegati alla dichiarazione:

- Eventuali moduli aggiuntivi: documenti informatici da allegare a

particolari adempimenti, sottoscritti digitalmente;

- Eventuali documenti allegati: documenti informatici previsti per

alcuni adempimenti, es. copia autentica dell'atto, sottoscritti

digitalmente.

La collezione di file che compongono la pratica e' raggruppata in un

unico file compresso secondo il formato "ZIP" secondo le specifiche

della RFC 1950 e successive integrazioni.

2. Nomi standard dei file

In base al paragrafo predente, ogni pratica SUAP e' strutturata in

file, il cui nome e' definito come segue.

Ogni pratica informatica ha un codice indicato come codice pratica

nella forma:

“<codice-fiscale>-<GGMMAAAA-HHMM>” dove

- il <codice fiscale> e' il codice dell'impresa o di colui che

ricoprira' il ruolo di legale rappresentante della stessa se

l'impresa medesima non e' ancora costituita

- i successivi 13 caratteri rappresentano la “date-time” in cui la

pratica e' stata predisposta, secondo le seguenti convenzioni:

GG ...... giorno (valori compresi tra 01 e 31)

MM ..... mese (valori compresi tra 01 e 12)

AAAA .. anno (valori compresi tra 2008 e 9999)

HH .... ora (valori compresi tra 00 e 23)

MM .... minuto (valori compresi tra 00 e 59)

Ogni pratica informatica ha un nome file standard: “<codice-pratica>.

SUAP.zip”

In base a quanto previsto al paragrafo 1 la pratica e' composta da

dai seguenti file, denominati come segue:

- Un file modello-riepilogo (obbligatorio), file informatico in

formato xml con nome: “<Codice-pratica>. SUAP.xml”

- Un file distinta-del-modello-riepilogo (obbligatorio), documento in

formato PDF/A o altro formato indicato dal gruppo tecnico, con firma

digitale:

“<Codice-pratica>. SUAP.PDF.P7M”

- Un file modello-attivita', file informatico in formato xml con

nome: “<Codice-pratica>.MDA.xml”

- Un file distinta-del-modello-attivita' (obbligatorio), documento in

formato PDF/A o altro formato indicato dal gruppo tecnico, con firma

digitale:

“<Codice-pratica>. MDA.PDF.P7M”

- Eventuali allegati:

“<Codice-pratica>.<NNN numero progressivo nella pratica>.PDF.P7M”

3. Il formato del modello-riepilogo

Il modello e' composto dai seguenti riquadri:

1. Ufficio destinatario

2. Informazioni anagrafiche dell'impresa che invia l'istanza

3. Oggetto della comunicazione

4. Procura speciale - dati e dichiarazioni (solo in caso di delega)

5. Estremi del dichiarante (titolare, legale rappresentante, notaio,

intermediario, delegato)

6. Domicilio elettronico (Posta Elettronica Certificata) dell'impresa

dove notificare le ricevute previste dalla procedura amministrativa

7. Elenco dei documenti informatici allegati (riquadro ripetitivo per

ogni file presente nella pratica )

8. Estremi di protocollazione e versione tracciato

Il formato XML del modello e' pubblicato nel Portale.

4. La presentazione a stampa del modello-riepilogo

Il fac-simile con la rappresentazione grafica del modello e'

pubblicato nel Portale in formato PDF/A o altro formato indicato dal

gruppo tecnico.

5. Invio della pratica telematica

La pratica SUAP e' trasmessa al Portale o al sito istituzionale del

SUAP tramite Web Browser, previa autenticazione informatica secondo

le modalita' previste dal CAD, ovvero in allegato ad un messaggio PEC

indirizzato alla casella PEC individuata da ciascun SUAP e pubblicata

nel Portale.

In caso di utilizzo di PEC: il contenuto del messaggio PEC avra' il

seguente formato:

- Nell'oggetto del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo sportello destinatario> - <codice fiscale

impresa> - <denominazione impresa>”

- Nel corpo del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo SUAP destinatario>”

“Pratica: <codice pratica SUAP>“

“Impresa: <codice fiscale impresa> - <denominazione impresa>”

“Richiesta <tipologia richiesta> “

- In allegato: Il file di pratica SUAP (“<codice-pratica>.SUAP.zip”)

previsto ai paragrafi precedenti.

Il campo <tipologia richiesta> potra' assumere i valori pubblicati

nel Portale nell'ambito delle specifiche tecniche. A titolo di

esempio : “richiesta”, “esito”, “domanda”

6. Invio della pratica telematica tra pubbliche amministrazioni

La pratica SUAP e' trasmessa via SPC o, nelle more della definizione

degli accordi di servizio, tramite PEC, secondo le specifiche

descritte all'articolo 10 del presente allegato.

Art. 6 - Risposte telematiche di un SUAP

Ai sensi dell'art. 4, comma 1 del regolamento, il SUAP assicura una

risposta telematica alla pratica ricevuta secondo i termini previsti

per i singoli procedimenti amministrativi di competenza.

1. Ricevute telematiche

La ricevuta di pratica SUAP, anche ai sensi dell'art. 5, comma 4, del

regolamento e' emessa in modalita' automatica dal Portale o dal sito

istituzionale del SUAP tramite Web Browser, previa autenticazione

informatica e secondo le modalita' previste dal CAD, ovvero dalla

casella PEC del SUAP, ed e' firmata digitalmente dal responsabile del

procedimento o dal responsabile del SUAP.

In caso di utilizzo di PEC: il contenuto del messaggio PEC avra' il

seguente formato:

- Nell'oggetto del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo SUAP mittente> - <codice fiscale impresa> -

<denominazione impresa>”

- Nel corpo del messaggio i seguenti campi: “Pratica: <codice pratica

SUAP>“

“Protocollo <identificativo protocollo>”

Il messaggio e' composto di allegati descritti nel seguito.

La ricevuta e' composta da un file XML nominato “SUAP-ricevuta.xml”

che riporta:

- Ufficio ricevente

- Informazioni anagrafiche dell'impresa che invia l'istanza

- Oggetto della comunicazione

- Estremi del dichiarante

- Elenco dei documenti informatici allegati

- Estremi del responsabile del procedimento

- Estremi di protocollazione

Il formato XML della ricevuta di pratica SUAP e' pubblicato nel

Portale.

La ricevuta di pratica SUAP e' inoltre completata dalla sua

rappresentazione a stampa in formato PDF/A o altro formato indicato

dal gruppo tecnico, secondo il fac-simile riportato nel Portale. Tale

documento e' il file a cui e' apposta la firma digitale.

Nelle more del rilascio automatico di una ricevuta di protocollo

sottoscritta dal responsabile del procedimento, da inviare tramite

PEC, si riterra' valida, ai fini della decorrenza dei termini ai

sensi dell'art. 5 commi 4 lettera b) e 6 del regolamento, la ricevuta

di avvenuta consegna rilasciata dal provider di PEC.

2. Altre comunicazioni

Le comunicazioni e i provvedimenti relativi alla pratica SUAP, ai

sensi dell'art. 5, comma 6, del regolamento, sono resi accessibili

dal Portale o dal sito istituzionale del SUAP tramite Web Browser,

previa autenticazione informatica secondo le modalita' previste dal

CAD, ovvero inviati dalla casella PEC del SUAP, e sono firmati

digitalmente dal responsabile del procedimento o dal responsabile del

SUAP.

In caso di utilizzo di PEC: il contenuto del messaggio PEC avra' il

seguente formato:

- Nell'oggetto del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo SUAP mittente> - <codice fiscale impresa> -

<denominazione impresa>”

- Nel corpo del messaggio i seguenti campi: “Pratica: <codice pratica

SUAP> “

“Protocollo <identificativo protocollo>”

La comunicazione e' composta da un file XML nominato

“SUAP-comunicazione.xml” che riporta:

- Ufficio emittente

- Destinatario, cioe' l'impresa che ha inviato l'istanza

- Destinatario per conoscenza, cioe' il dichiarante

- Oggetto della comunicazione

- Testo della comunicazione/provvedimento

- Estremi del responsabile del procedimento

- Estremi di protocollazione

Il formato XML della comunicazione e' pubblicato nel Portale.

La comunicazione e' inoltre completata dalla sua rappresentazione a

stampa in formato PDF/A o altro formato indicato dal gruppo tecnico,

secondo il fac-simile riportato nel Portale. Tale documento e' il

file a cui e' apposta la firma digitale.

Art. 7 - Gestione telematica dei procedimenti nel sito istituzionale

del SUAP

Ai sensi dell'articolo 2 comma 2 del regolamento il SUAP riceve

domande, dichiarazioni e comunicazioni esclusivamente in modalita'

telematica.

1. Protocollo Informatico

Le comunicazioni al SUAP sono protocollate secondo la disciplina del

protocollo informatico. Il SUAP puo' utilizzare il protocollo

informatico dell'ente, mediante assegnazione in una specifica area

organizzativa.

2. Ricevute e comunicazioni telematiche

Le ricevute e le altre comunicazioni rispettano le specifiche

dell'articolo 6 del presente allegato.

3. Accesso alle pratiche presentate

Ai sensi del art 4, comma 3, punto b) del regolamento, il sito

istituzionale del SUAP rende disponibile tramite Web Browser un'area

riservata ad ogni utente al fine della gestione delle pratiche

telematiche.

L'utente accede all'area riservata tramite autenticazione informatica

secondo le modalita' previste dal CAD.

Dall'area riservata sara' possibile consultare informazioni sullo

stato avanzamento della pratica SUAP e accedere alle informazioni

previste dall'art 4, comma 3, punto b del regolamento.

Art. 8 - Gestione telematica dei procedimenti nel Portale nei casi di

delega alla Camera di Commercio

Ai sensi dell'articolo 4, commi 10 e 11, del regolamento la camera di

commercio puo' essere delegata dal comune per l'esercizio del SUAP.

1. Protocollo Informatico

Le comunicazioni al SUAP sono protocollate secondo la disciplina del

protocollo informatico. Il SUAP gestito dalla camera di commercio

puo' utilizzare il protocollo informatico dell'ente camerale,

mediante assegnazione in una specifica area organizzativa.

2. Ricevute e comunicazioni telematiche

Le ricevute e le altre comunicazioni rispettano le specifiche

dell'articolo 6 del presente allegato.

3. Accesso alle pratiche presentate

Ai sensi del art 4, comma 3, punto b) del regolamento, il Portale

rende disponibile tramite Web Browser un'area riservata ad ogni

utente al fine della gestione delle pratiche telematiche.

L'utente accede all'area riservata tramite autenticazione informatica

secondo le modalita' previste dal CAD.

Dall'area riservata sara' possibile consultare informazioni sullo

stato avanzamento della pratica SUAP e accedere alle informazioni

previste dall'art 4, comma 3, punto b del regolamento.

Art. 9 - SCIA contestuale alla comunicazione unica

Ai sensi dell'articolo 5, comma 2, del regolamento e' prevista la

presentazione di SCIA contestuale alla comunicazione unica.

La comunicazione unica e' quindi integrata secondo quanto di seguito

previsto.

1. Estenzioni al modello di comunicazione unica

Il modello previsto per la comunicazione unica e' integrato con la

possibilita' di allegazione dei documenti della SCIA e della

indicazione del SUAP destinatario della pratica.

2. Trasmissione al SUAP

La SCIA e relativi documenti allegati nella comunicazione unica sono

trasmessi dall'ufficio del registro delle imprese competente via SPC

o, nelle more della definizione degli accordi di servizio, alla

casella PEC individuata da ciascun SUAP e pubblicata nel Portale.

In caso di utilizzo di PEC: il contenuto del messaggio PEC avra' il

seguente formato:

- Nell'oggetto del messaggio i seguenti campi:

“RI: <uficio registro imprese mittente> - <codice fiscale impresa> -

<denominazione impresa>”

- Nel corpo del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo SUAP destinatario>”

“Pratica: <codice comunicazione unica>“

“Impresa: <codice fiscale impresa> - <denominazione impresa>”

“Protocollo RI <identificativo protocollo>”

- In allegato il file del modulo SCIA, gli altri allegati necessari

al SUAP ed un file “SUAPRI.xml” con le informazioni previste nel

corpo del messaggio e con formato definito nel portale nella sezione

delle specifiche tecniche.

Art. 10 - Specifiche tecniche per la cooperazione

Il presente articolo descrive le caratteristiche del sistema per

l'interscambio telematico dei dati tra il SUAP e le pubbliche

amministrazioni che devono interagire con il SUAP, anche ai sensi

dell'art. 3 comma 2 del regolamento.

Le pubbliche amministrazioni interessate devono adottare la modalita'

di cooperazione e colloquio telematico al fine di trasmettere con

immediatezza al SUAP l'esito e lo stato di avanzamento del

procedimento.

Le comunicazioni sono inviate tramite il Sistema Pubblico di

Connettivita' e Cooperazione e, nelle more della definizione dei

relativi accordi di servizio, tramite PEC.

- In caso di utilizzo di PEC:

- la trasmissione della domanda o richiesta all'Ente e' inoltrata

alla casella PEC

definita dall'Amministrazione, mediante la casella di PEC del SUAP

mittente;

- l'esito della richiesta e' inoltrato tramite posta elettronica

certificata dall'Amministrazione destinataria alla casella PEC del

SUAP mittente;

- ad ogni domanda trasmessa dall'utente al SUAP deve corrispondere,

in funzione dei contenuti della richiesta, l'invio di un messaggio di

posta certificata ad una o piu' caselle PEC definite dal sistema di

cooperazione.

Il contenuto del messaggio PEC avra' il seguente formato:

- Nell'oggetto del messaggio i seguenti campi:

“<ufficio ente mittente> - <codice fiscale impresa> - <denominazione

impresa>”

- Nel corpo del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo SUAP competente>”

“Pratica: <codice pratica SUAP> ”

“Impresa: <codice fiscale impresa> - <denominazione impresa>”

“Protocollo RI <identificativo protocollo della comunicazione unica>”

“Protocollo Ente: <identificativo protocollo dell'ente>”

“Tipo messaggio: <codice che identifica il tipo di messaggio>”

- In allegato al messaggio i documenti necessari per la comunicazione

ed un file “SUAPENTE.xml” con le informazioni previste nel corpo del

messaggio e con formato definito nel portale nella sezione delle

specifiche tecniche.

Art. 11 - Collegamento tra SUAP e Registro Imprese

Sono definite le specifiche di comunicazione tra SUAP ed il registro

imprese ai sensi del art. 4, comma 8 del regolamento.

L'art. 4 comma 9, lettera b) stabilisce che il Registro imprese

garantisca ai SUAP competenti il ricevimento di informazioni in

merito all'iscrizione ed alle modificazioni dell'impresa nel registro

imprese.

A tal fine, il SUAP accedera' alle informazioni del registro imprese

tramite i servizi resi disponibili dal sistema camerale mediante il

sito internet www.impresainungiorno.gov.it oppure con la porta di

dominio del registro delle imprese.

Nel caso di accesso alla porta di dominio saranno necessari gli

opportuni accordi di servizio previsti dal Sistema Pubblico di

Connettivita'.

L'art. 4, comma 9, lettera d) prevede l'aggiornamento del repertorio

delle notizie economiche e amministrative di cui all'articolo 9 del

D.P.R. 581/1995 con gli estremi relativi al rilascio delle SCIA o

altri atti di assenso rilasciati dal SUAP comunque denominati. A tal

fine il SUAP invia il contenuto della SCIA via SPC o, nelle more

della definizione degli accordi di servizio, tramite PEC.

In tal caso il contenuto del messaggio PEC avra' il seguente formato:

- Nell'oggetto del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo SUAP competente> - <codice fiscale impresa> -

<denominazione impresa>”

- Nel corpo del messaggio i seguenti campi:

“SUAP: <identificativo SUAP competente>”

“Pratica: <codice pratica SUAP> ”

“Impresa: <codice fiscale impresa> - <denominazione impresa>”

“Protocollo: <identificativo protocollo >”

“RI: <uficio RI destinatario>”

“Tipo messaggio: <codice che identifica il tipo di messaggio>”

- In allegato il file del modulo SCIA ed un file “SUAP-REA.xml” con

le informazioni previste nel corpo del messaggio e con formato

definito nel portale nella sezione delle specifiche tecniche.

L'art. 4, comma 9, lettera d) prevede lo scambio di informazioni tra

il registro imprese e l'anagrafe comunale mediante il sistema

INA-SAIA. I gestori dei rispettivi sistemi concordano le modalita'

tecniche di comunicazione ai fini dell'aggiornamento dei dati

dell'anagrafe comunale con il registro imprese.

Art. 12 - Sicurezza e riservatezza dei collegamenti

I dati personali oggetto di trattamento devono essere protetti contro

il rischio di intrusione mediante l'attivazione di idonei strumenti

elettronici, secondo le misure minime di sicurezza per i trattamenti

con strumenti elettronici prescritte dal codice per la protezione dei

dati personali, decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e dal

relativo disciplinare tecnico in materia di misure minime di

sicurezza, allegato B.

I collegamenti dei precedenti articoli 8 e 9 sono gestiti tramite SPC

e PEC nell'ottemperanza dei requisiti di sicurezza e riservatezza di

tali standard e in considerazione delle misure minime previste dal

Codice in materia di protezione dei dati personali. Su valutazione

dei singoli enti, i messaggi descritti potranno essere protetti anche

tramite l'utilizzo del protocollo SSL o di altre tecniche

crittografiche al fine di garantire la riservatezza, e comunque

secondo gli standard di sicurezza previsti dall'SPC.

Gli accessi alle banche dati degli enti devono avvenire nel rispetto

delle misure minime di sicurezza previste dall'allegato B al Codice

per la protezione dei dati personali. Gli utenti dovranno pertanto

essere dotati di credenziali di autenticazione che consentano il

superamento di una procedura di autenticazione relativa a uno

specifico trattamento o a un insieme di trattamenti. Tali accessi

saranno autorizzati per le persone definite dagli enti e riconosciute

tramite apposita credenziale di autenticazione informatica, quale la

Carta Nazionale dei Servizi e la Carta d'identita' elettronica, in

possesso e uso esclusivo dell'incaricato ed eventualmente associata a

un codice identificativo o a una parola chiave, oppure altra forma di

autenticazione informatica prevista dal CAD.

L'elenco delle persone autorizzate all'accesso e' definito con

procedure interne di ciascuna amministrazione.

Al fine di facilitare la gestione delle abilitazioni, il gruppo

tecnico di gestione del Portale potra' definire e rendere disponibile

un registro informatico dei certificati digitali delle persone

autorizzate e i livelli di abilitazione e delega a loro assegnati.

I profili di autorizzazione sono individuati e configurati

anteriormente all'inizio del trattamento, in modo da limitare

l'accesso ai soli dati necessari per effettuare le operazioni di

trattamento. Almeno annualmente il gruppo tecnico di gestione del

Portale deve verificare la sussistenza delle condizioni per la

conservazione dei profili di autorizzazione.

Art. 13 - Sistemi di pagamento

Ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. c) il Portale consente agli

utenti di effettuare il pagamento per i diritti e le imposte relativi

ai procedimenti gestiti dal SUAP.

Il sistema di pagamento, immediatamente operativo ai sensi della

normativa vigente, si adegua alle regole tecniche di cui all'art. 38

del CAD, qualora applicabili. Il sistema inoltre consente di

effettuare i versamenti ai SUAP in modalita' telematica relativamente

a:

- imposte (imposta di bollo virtuale);

- tasse di concessione governativa (nazionali e/o regionali);

- Diritti di segreteria

Il Portale fornisce servizi infrastrutturali (“Gateway di Pagamento”)

per la gestione della logica del flusso dei pagamenti da/verso i

circuiti di pagamento, consentendo di interfacciare i diversi sistemi

di pagamento e gestire il flusso delle transazioni di pagamento,

garantendone l'integrita', la registrazione su appositi log contabili

e la successiva rendicontazione e gestione.

<NOTA: In relazione alla progettazione del sistema di pagamento

occorre definire, con i vari soggetti coinvolti, modalita' condivise

per il versamento e la contabilizzazione delle imposte, tasse e

diritti di segreteria che gli utenti devono versare in base alle

procedure richieste.

Il sistema di pagamento sara' attivato sul Portale fornendo servizi

infrastrutturali per il flusso dei pagamenti verso tutti gli attori

coinvolti. La quantita' delle transazioni previste e la necessita' di

garantirne l'integrita', la registrazione su appositi log contabili e

la successiva rendicontazione e gestione, richiederanno comunque un

confronto con le pubbliche amministrazioni interessate>