DISEGNO DI LEGGE  (DDL 1611)

                          Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali.

                          Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di

                          indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilita` amministrativa

                         delle persone giuridiche(approvato dalla Camera l’11.6.2009)

……………………………………………….

                                                                                             DISEGNO DI LEGGE

                                                             Art. 1.

   1. All’articolo 36, comma 1, del codice di

   procedura penale, dopo la lettera h) e` aggiunta

  la seguente:

  «h-bis) se ha pubblicamente rilasciato

  dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli».

 

2. All’articolo 53, comma 2, del codice di

procedura penale sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) al primo periodo, dopo le parole:

«lettere a), b), d), e)» sono inserite le seguenti:

«e h-bis), nonche´ se il magistrato risulta

iscritto nel registro degli indagati per il

reato previsto dall’articolo 379-bis del codice

penale, in relazione ad atti del procedimento

assegnatogli, sentito in tale caso il capo dell’ufficio

competente ai sensi dell’articolo

11»;

b) e` aggiunto, in fine, il seguente periodo:

«Il procuratore generale procede allo

stesso modo se il capo dell’ufficio e il magistrato

assegnatario risultano indagati per il

reato previsto dall’articolo 379-bis del codice

penale, ovvero hanno rilasciato dichiarazioni

pubbliche in merito al procedimento».

3. All’articolo 103 del codice di procedura

penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 5 e` aggiunto, in fine, il seguente

periodo: «Il divieto opera anche nel

caso di intercettazione eseguita su utenza diversa

da quella in uso al difensore o agli altri

soggetti incaricati»;b) dopo il comma 5 e` inserito il seguente:

«5-bis. Ferma restando l’eventuale responsabilita`

penale, costituiscono illecito disciplinare

l’annotazione, l’informativa, anche verbale,

e l’utilizzazione delle conversazioni o

comunicazioni di cui al comma 5».

4. All’articolo 114, comma 2, del codice

di procedura penale e` aggiunto, in fine, il seguente

periodo: «Di tali atti e` sempre consentita

la pubblicazione per riassunto».

5. All’articolo 114 del codice di procedura

penale, dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

«2-bis. E ` vietata la pubblicazione, anche

parziale, per riassunto o nel contenuto, della

documentazione e degli atti relativi a conversazioni,

anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni

informatiche o telematiche ovvero

ai dati riguardanti il traffico telefonico

o telematico, anche se non piu` coperti dal segreto,

fino alla conclusione delle indagini

preliminari ovvero fino al termine dell’udienza

preliminare.

2-ter. E ` vietata la pubblicazione, anche

parziale, per riassunto o nel contenuto, delle

richieste e delle ordinanze emesse in materia

di misure cautelari. Di tali atti e` tuttavia consentita

la pubblicazione nel contenuto dopo

che la persona sottoposta alle indagini o il

suo difensore abbiano avuto conoscenza dell’ordinanza

del giudice, fatta eccezione per

le parti che riproducono la documentazione

e gli atti di cui al comma 2-bis».

6. Dopo il comma 6-bis dell’articolo 114

del codice di procedura penale e` inserito il

seguente:

«6-ter. Sono vietate la pubblicazione e la

diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati

relativamente ai procedimenti e processi

penali loro affidati. Il divieto relativo

alle immagini non si applica all’ipotesi di

cui all’articolo 147, comma 1, delle norme

di attuazione, di coordinamento e transitorie,

nonche´ quando, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, la rappresentazione dell’avvenimento

non possa essere separata dall’immagine

del magistrato».

7. All’articolo 114 del codice di procedura

penale, il comma 7 e` sostituito dal seguente:

«7. E ` in ogni caso vietata la pubblicazione,

anche parziale o per riassunto, della

documentazione, degli atti e dei contenuti relativi

a conversazioni o a flussi di comunicazioni

informatiche o telematiche di cui sia

stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli

269 e 271. E ` altresı` vietata la pubblicazione,

anche parziale o per riassunto, della

documentazione, degli atti e dei contenuti relativi

a conversazioni o a flussi di comunicazioni

telematiche riguardanti fatti, circostanze

e persone estranee alle indagini, di

cui sia stata disposta l’espunzione ai sensi

dell’articolo 268, comma 7-bis».

8. All’articolo 115 del codice di procedura

penale, il comma 2 e` sostituito dal seguente:

«2. Di ogni iscrizione nel registro degli indagati

per fatti costituenti reato di violazione

del divieto di pubblicazione commessi dalle

persone indicate al comma 1, il procuratore

della Repubblica procedente informa immediatamente

l’organo titolare del potere disciplinare,

che nei successivi trenta giorni, ove

siano state verificate la gravita` del fatto e

la sussistenza di elementi di responsabilita`,

e sentito il presunto autore del fatto, dispone

la sospensione cautelare dal servizio o dall’esercizio

della professione fino a tre mesi».

9. L’articolo 266 del codice di procedura

penale e` sostituito dal seguente:

«Art. 266. - (Limiti di ammissibilita`). – 1.

L’intercettazione di conversazioni o comunicazioni

telefoniche, di altre forme di telecomunicazione,

di immagini mediante riprese

visive e l’acquisizione della documentazione

del traffico delle conversazioni o comunicazioni

sono consentite nei procedimenti relativi

ai seguenti reati: a) delitti non colposi per i quali e` prevista

la pena dell’ergastolo o della reclusione

superiore nel massimo a cinque anni determinata

a norma dell’articolo 4;

b) delitti contro la pubblica amministrazione

per i quali e` prevista la pena della reclusione

non inferiore nel massimo a cinque

anni determinata a norma dell’articolo 4;

c) delitti concernenti sostanze stupefacenti

o psicotrope;

d) delitti concernenti le armi e le sostanze

esplosive;

e) delitti di contrabbando;

f) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva

attivita` finanziaria, abuso di informazioni

privilegiate, manipolazione del mercato,

molestia o disturbo delle persone col

mezzo del telefono;

   g) delitti previsti dall’articolo 600-ter,

   terzo comma, del codice penale, anche se relativi

   al materiale pornografico di cui all’articolo

   600-quater.1 del medesimo codice.

   2. Negli stessi casi di cui al comma 1 e`

   consentita l’intercettazione di comunicazioni

tra presenti solo se vi e` fondato motivo di ritenere

che nei luoghi ove e` disposta si stia

svolgendo l’attivita` criminosa».

10. All’articolo 267 del codice di procedura

penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e` sostituito dal seguente:

«1. Il pubblico ministero, con l’assenso

scritto del procuratore della Repubblica, ovvero

del procuratore aggiunto o del magistrato

appositamente delegati, richiede l’autorizzazione

a disporre le operazioni previste

dall’articolo 266 al tribunale del capoluogo

del distretto nel cui ambito ha sede il giudice

competente, che decide in composizione collegiale.

L’autorizzazione e` data con decreto,

motivato contestualmente e non successivamente

modificabile o sostituibile, quando vi

sono evidenti indizi di colpevolezza e le operazioni

previste dall’articolo 266 sono assolutamente

indispensabili ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistono specifiche

e inderogabili esigenze relative ai fatti per i

quali si procede, fondate su elementi espressamente

e analiticamente indicati nel provvedimento,

non limitati ai soli contenuti di conversazioni

telefoniche intercettate nel medesimo

procedimento e frutto di un’autonoma

valutazione da parte del giudice»;

b) dopo il comma 1 e` inserito il seguente:

«1.1. Il pubblico ministero, insieme con la

richiesta di autorizzazione, trasmette al giudice

il fascicolo contenente tutti gli atti di indagine

fino a quel momento compiuti»;

c) il comma 1-bis e` sostituito dai seguenti:

«1-bis. Nella valutazione degli evidenti indizi

di colpevolezza si applica l’articolo 203.

1-ter. Nei procedimenti contro ignoti, l’autorizzazione

a disporre le operazioni previste

dall’articolo 266 e` data, su richiesta della

persona offesa, relativamente alle utenze o

ai luoghi nella disponibilita` della stessa, al

solo fine di identificare l’autore del reato.

1-quater. Nei procedimenti contro ignoti, e`

sempre consentita l’acquisizione della documentazione

del traffico delle conversazioni

o comunicazioni, al solo fine di identificare

le persone presenti sul luogo del reato o

nelle immediate vicinanze di esso»;

d) il comma 2 e` sostituito dal seguente:

«2. Nei casi di urgenza, quando vi e` fondato

motivo di ritenere che dal ritardo possa

derivare grave pregiudizio alle indagini, il

pubblico ministero dispone le operazioni previste

dall’articolo 266 con decreto, motivato

contestualmente e non successivamente modificabile

o sostituibile, che va comunicato

immediatamente e comunque non oltre le

ventiquattro ore al tribunale indicato nel

comma 1. Il tribunale, entro quarantotto ore

dal provvedimento, decide sulla convalida

con decreto, motivato contestualmente e

non successivamente modificabile o    sostituibile. Se il decreto

del pubblico ministero non

viene convalidato nel termine stabilito, le

operazioni previste dall’articolo 266 non possono

essere proseguite e i risultati di esse

non possono essere utilizzati»;

e) il comma 3 e` sostituito dal seguente:

«3. Il decreto del pubblico ministero che

dispone l’intercettazione indica le modalita`

e la durata delle operazioni per un periodo

massimo di trenta giorni, anche non continuativo.

Il pubblico ministero da` immediata

comunicazione al tribunale della sospensione

delle operazioni e della loro ripresa. Su richiesta

motivata del pubblico ministero, contenente

l’indicazione dei risultati acquisiti, la

durata delle operazioni puo` essere prorogata

dal tribunale fino a quindici giorni, anche

non continuativi. Una ulteriore proroga delle

operazioni fino a quindici giorni, anche non

continuativi, puo` essere autorizzata qualora

siano emersi nuovi elementi, specificamente

indicati nel provvedimento di proroga unitamente

ai presupposti di cui al comma 1»;

f) dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:

«3-bis. Quando l’intercettazione e` necessaria

per lo svolgimento delle indagini in relazione

a delitti di cui all’articolo 51, commi

3-bis e 3-quater, l’autorizzazione a disporre

le operazioni previste dall’articolo 266 e`

data se vi sono sufficienti indizi di reato.

Nella valutazione dei sufficienti indizi si applica

l’articolo 203. La durata delle operazioni

non puo` superare i quaranta giorni,

ma puo` essere prorogata dal tribunale con

decreto motivato per periodi successivi di

venti giorni, qualora permangano gli stessi

presupposti, entro i termini di durata massima

delle indagini preliminari. Nei casi di

urgenza, alla proroga provvede direttamente

il pubblico ministero ai sensi del comma 2.

L’intercettazione di comunicazioni tra presenti,

di cui al comma 2 dell’articolo 266, disposta

in un procedimento relativo ai delitti

di cui al presente comma, e` consentita anchese non vi e` motivo di ritenere che nei luoghi

ove e` disposta si stia svolgendo l’attivita` criminosa.

3-ter. Nel decreto di cui al comma 3, il

pubblico ministero indica l’ufficiale di polizia

giudiziaria responsabile del corretto

adempimento delle operazioni, nei casi in

cui non vi procede personalmente»;

g) al comma 4 e` aggiunto, in fine, il seguente

periodo: «Nei casi di cui al comma 3-

bis, il pubblico ministero e l’ufficiale di polizia

giudiziaria possono farsi coadiuvare da

agenti di polizia giudiziaria»;

    h) il comma 5 e` sostituito dal seguente:

   «5. In apposito registro riservato tenuto in

   ogni procura della Repubblica sono annotati,

  secondo un ordine cronologico, la data e

   l’ora di emissione e la data e l’ora di deposito

  in cancelleria o in segreteria dei decreti

  che dispongono, autorizzano, convalidano o

  prorogano le intercettazioni e, per ciascuna

  intercettazione, l’inizio e il termine delle

   operazioni».

11. All’articolo 268 del codice di procedura

penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai

seguenti:

«1. Le comunicazioni intercettate sono registrate

e delle operazioni e` redatto verbale. I

verbali e i supporti delle registrazioni sono

custoditi nell’archivio riservato di cui all’articolo

269.

2. Il verbale di cui al comma 1 contiene

l’indicazione degli estremi del decreto che

ha disposto l’intercettazione, la descrizione

delle modalita` di registrazione, l’annotazione

del giorno e dell’ora di inizio e di cessazione

dell’intercettazione; nel medesimo verbale

sono altresı` annotati cronologicamente, per

ogni comunicazione intercettata, i riferimenti

temporali della comunicazione e quelli relativi

all’ascolto, la trascrizione sommaria del

contenuto, nonche´ i nominativi delle persone

che hanno provveduto alla loro annotazione. Le operazioni di registrazione sono

compiute per mezzo degli impianti installati

nei centri di intercettazione telefonica istituiti

presso ogni distretto di corte d’appello. Le

operazioni di ascolto sono compiute mediante

gli impianti installati presso la competente

procura della Repubblica ovvero, previa

autorizzazione del pubblico ministero,

presso i servizi di polizia giudiziaria delegati

per le indagini»;

b) dopo il comma 3-bis e` inserito il seguente:

«3-ter. Ai procuratori generali presso la

corte d’appello e ai procuratori della Repubblica

territorialmente competenti sono attribuiti

i poteri di gestione, vigilanza, controllo

e ispezione, rispettivamente, dei centri di intercettazione

e dei punti di ascolto di cui al

comma 3»;

c) i commi 4, 5 e 6 sono sostituiti dai

seguenti:

«4. I verbali e le registrazioni sono immediatamente

trasmessi al pubblico ministero.

Entro cinque giorni dalla conclusione delle

operazioni, essi sono depositati in segreteria

insieme con i decreti che hanno disposto,

autorizzato, convalidato o prorogato l’intercettazione,

rimanendovi per il tempo fissato

dal pubblico ministero, comunque non inferiore

a cinque giorni, salvo che il tribunale,

su istanza delle parti, tenuto conto del loro

numero, nonche´ del numero e della complessita`

delle intercettazioni, non riconosca necessaria

una proroga.

5. Se dal deposito puo` derivare un grave

pregiudizio per le indagini, il tribunale autorizza

motivatamente il pubblico ministero a

                               ritardarlo non oltre la data di emissione dell’avviso

della conclusione delle indagini preliminari.

6. Ai difensori delle parti e` immediatamente

dato avviso che, entro il termine di

cui ai commi 4 e 5, hanno facolta` di prendere

                               visione dei verbali e dei decreti che

                               hanno disposto, autorizzato,

                               convalidato oprorogato l’intercettazione e

                              di ascoltare le

                              registrazioni ovvero di prendere visione delle

                              videoregistrazioni o cognizione dei flussi di

                              comunicazioni informatiche o telematiche.

E`

vietato il rilascio di copia dei verbali, dei

supporti e dei decreti»;

d) dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti:

«6-bis. E ` vietato disporre lo stralcio delle

registrazioni e dei verbali prima del deposito

previsto dal comma 4.

6-ter. Scaduto il termine, il pubblico ministero

trasmette immediatamente i decreti, i

verbali e le registrazioni al tribunale, il quale

fissa la data dell’udienza in camera di consiglio

per l’acquisizione delle conversazioni o

dei flussi di comunicazioni informatiche o

telematiche indicati dalle parti, che non appaiono

manifestamente irrilevanti, procedendo

anche d’ufficio allo stralcio delle registrazioni

e dei verbali di cui e` vietata l’utilizzazione.

Il tribunale decide in camera di consiglio

a norma dell’articolo 127»;

e) i commi 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti:

«7. Il tribunale, qualora lo ritenga necessario

ai fini della decisione da assumere, dispone

la trascrizione integrale delle registrazioni

acquisite ovvero la stampa in forma intelligibile

delle informazioni contenute nei

flussi di comunicazioni informatiche o telematiche

acquisite, osservando le forme, i

modi e le garanzie previsti per l’espletamento

delle perizie. Le trascrizioni o le

stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento.

7-bis. E`

sempre vietata la trascrizione

delle parti di conversazioni riguardanti fatti,

circostanze e persone estranee alle indagini.

Il tribunale in ogni caso dispone che i

nomi o i riferimenti identificativi di soggetti

estranei alle indagini siano espunti dalle trascrizioni

delle conversazioni.

8. I difensori possono estrarre copia delle

                               trascrizioni e fare eseguire la trasposizionedelle registrazioni su supportoinformatico.

In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni

informatiche o telematiche i difensori

possono richiedere copia su idoneo supporto

dei flussi intercettati, ovvero copia della

stampa prevista dal comma 7».

12. All’articolo 269 del codice di procedura

penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e` sostituito dal seguente:

«1. I verbali e i supporti contenenti le registrazioni

sono conservati integralmente in

un apposito archivio riservato tenuto presso

l’ufficio del pubblico ministero che ha disposto

l’intercettazione, con divieto di allegazione,

anche solo parziale, al fascicolo»;

b) al comma 2, primo periodo, dopo le

parole: «non piu` soggetta a impugnazione»

sono aggiunte le seguenti: «e delle stesse e`

disposta la distruzione nelle forme di cui al

comma 3»;

c) ai commi 2 e 3, la parola: «giudice»,

ovunqua ricorre, e` sostituita dalla seguente:

«tribunale».

13. All’articolo 270 del codice di procedura

penale, il comma 1 e` sostituito dal seguente:

«1. I risultati delle intercettazioni non possono

essere utilizzati in procedimenti diversi

da quelli nei quali le intercettazioni sono

state disposte, salvo che risultino indispensabili

per l’accertamento dei delitti di cui agli

articoli 51, commi 3-bis e 3-quater, e 407,

comma 2, lettera a), e non siano state dichiarate

inutilizzabili nel procedimento in cui

sono state disposte».

14. L’articolo 270-bis del codice di procedura

penale e` sostituito dal seguente:

                             «Art. 270-bis. - (Comunicazioni di appartenenti

                              al Dipartimento delle informazioni

per la sicurezza e ai servizi di informazione

per la sicurezza). – 1. Quando le operazioni

previste dall’articolo 266 sono disposte su utenze riconducibili ad appartenenti al Dipartimento

delle informazioni per la sicurezza o

ai servizi di informazione per la sicurezza, la

richiesta e` formulata, a pena di nullita`, dal

procuratore della Repubblica che ne informa

il procuratore generale. Il procuratore della

Repubblica dispone l’immediata secretazione

e la custodia in luogo protetto dei documenti,

dei supporti e degli atti relativi alle operazioni

eseguite. Quando non procede di persona,

il procuratore della Repubblica indica

nel decreto di cui all’articolo 267, comma

3, l’ufficiale di polizia giudiziaria incaricato

delle operazioni. Tali attivita` non sono delegabili.

2. Il procuratore della Repubblica trasmette

immediatamente e, comunque, entro

cinque giorni dall’inizio delle operazioni, al

Presidente del Consiglio dei ministri, copia

dei documenti, dei supporti e degli atti di

cui al comma 1, per accertare se taluna delle

informazioni in essi contenuta sia coperta da

segreto di Stato. Il procuratore della Repubblica

procede allo stesso modo e nello stesso

termine in relazione ai documenti, supporti e

atti acquisiti nei successivi periodi di esecuzione

delle operazioni. Il procuratore della

Repubblica e` personalmente responsabile

dell’esecuzione delle operazioni, della secretazione

e custodia dei documenti, dei supporti

e degli atti ad esse relativi.

3. Prima della risposta del Presidente del

Consiglio dei ministri, le informazioni ad

esso inviate possono essere utilizzate solo

se le esigenze cautelari di cui alle lettere a)

e b) dell’articolo 274 hanno carattere eccezionale

o quando e` necessario intervenire

per prevenire o interrompere la commissione

di un delitto per il quale e` prevista la pena

della reclusione non inferiore nel massimo

a quattro anni. Resta ferma la disciplina concernente

la speciale causa di giustificazione

prevista per l’attivita` del personale dei servizi

di informazione per la sicurezza.

4. Se entro trenta giorni dalla notificazione

della richiesta il Presidente del Consiglio dei

ministri non oppone il segreto, l’autorita` giudiziaria acquisisce la notizia e provvede per

l’ulteriore corso del procedimento.

5. Al di fuori dei casi di cui al comma 1,

l’autorita` giudiziaria, quando abbia acquisito,

tramite le operazioni previste dall’articolo

266, comunicazioni di appartenenti al Dipartimento

delle informazioni per la sicurezza o

dei servizi di informazione per la sicurezza,

trasmette immediatamente i documenti, i

supporti e gli atti concernenti tali comunicazioni

al procuratore della Repubblica, che

provvede ai sensi dei commi 2 e 3.

6. L’opposizione del segreto di Stato impedisce

all’autorita` giudiziaria l’utilizzazione

delle notizie coperte dal segreto. Della relativa

documentazione non puo` essere a nessun

titolo estratta o rilasciata copia.

7. Non e` in ogni caso precluso all’autorita`

giudiziaria di procedere in base ad elementi

autonomi e indipendenti dalle informazioni

coperte da segreto.

8. Quando e` sollevato conflitto di attribuzione

nei confronti del Presidente del Consiglio

dei ministri, qualora il conflitto sia risolto

nel senso dell’insussistenza del segreto

di Stato, il Presidente del Consiglio non puo`

piu` opporlo con riferimento al medesimo oggetto.

Qualora il conflitto sia risolto nel

senso della sussistenza del segreto di Stato,

l’autorita` giudiziaria non puo` acquisire ne´

utilizzare, direttamente o indirettamente, atti

o documenti sui quali e` stato opposto il segreto

di Stato. In questo caso, l’autorita` giudiziaria

trasmette la documentazione indicata

al comma 2 al Dipartimento delle informazioni

per la sicurezza.

9. In nessun caso il segreto di Stato e` opponibile

alla Corte costituzionale. La Corte

adotta le necessarie garanzie per la segretezza

del procedimento».

15. All’articolo 271, comma 1, del codice

di procedura penale, le parole «e 268 commi

1 e 3» sono sostituite dalle seguenti: «, 268,

commi 1, 3, 5, 6 e 6-bis, e 270-bis, commi 2,

3 e 5».16. All’articolo 271 del codice di procedura

penale, dopo il comma 1 e` inserito il

seguente:

«1-bis. I risultati delle intercettazioni non

possono essere utilizzati qualora, nell’udienza

preliminare o nel dibattimento, il fatto

risulti diversamente qualificato e in relazione

ad esso non sussistano i limiti di ammissibilita`

previsti dall’articolo 266».

17. All’articolo 292 del codice di procedura

penale, dopo il comma 2-ter e` inserito

il seguente:

«2-quater. Nell’ordinanza le intercettazioni

di conversazioni, comunicazioni telefoniche

o telematiche possono essere richiamate soltanto

nel contenuto e sono inserite in un apposito

fascicolo allegato agli atti».

18. All’articolo 293 del codice di procedura

penale, al comma 3 e` aggiunto, in

fine, il seguente periodo: «In ogni caso i difensori

possono prendere visione del contenuto

integrale dell’intercettazione, richiamata

per contenuto nell’ordinanza per l’applicazione

delle misure».

19. All’articolo 329, comma 1, del codice

di procedura penale, le parole: «Gli atti d’indagine

» sono sostituite dalle seguenti: «Gli

atti e le attivita` d’indagine».

20. All’articolo 329 del codice di procedura

penale, il comma 2 e` sostituito dal seguente:

«2. Quando e` necessario per la prosecuzione

delle indagini, il pubblico ministero

puo` chiedere al giudice l’autorizzazione alla

pubblicazione di singoli atti o di parti di

essi. In tal caso gli atti pubblicati sono depositati

presso la segreteria del pubblico ministero

».

21. Alla parte seconda, libro V, titolo I,

del codice di procedura penale, dopo l’articolo

329 e` aggiunto il seguente:

«Art. 329-bis. - (Obbligo del segreto per

le intercettazioni). – 1. I verbali, le registrazioni

e i supporti relativi alle conversazioni oai flussi di comunicazioni informatiche o telematiche

custoditi nell’archivio riservato

previsto dall’articolo 269, non acquisiti al

procedimento, nonche´ la documentazione comunque

ad essi inerente, sono sempre coperti

dal segreto.

2. I documenti che contengono dati inerenti

a conversazioni o comunicazioni telefoniche,

informatiche o telematiche, illecitamente

formati o acquisiti, e i documenti redatti

attraverso la raccolta illecita di informazioni,

ove non acquisiti al procedimento,

sono sempre coperti dal segreto; i medesimi

documenti, se acquisiti al procedimento

come corpo del reato, sono coperti dal segreto

fino alla chiusura delle indagini preliminari

».

22. All’articolo 380, comma 2, lettera m),

del codice di procedura penale, dopo le parole:

«o dalle lettere a), b), c), d),» sono inserite

le seguenti: «e), e-bis),».

23. All’articolo 89 delle norme di attuazione,

di coordinamento e transitorie del codice

di procedura penale, di cui al decreto legislativo

28 luglio 1989, n. 271, sono apportate

le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 e` abrogato;

b) al comma 2, le parole: «I nastri contenenti

le registrazioni» sono sostituite dalle

seguenti: «I supporti contenenti le registrazioni

e i flussi di comunicazioni informatiche

o telematiche» e dopo le parole: «previsto

dall’articolo 267, comma 5» sono inserite

le seguenti: «, nonche´ il numero che risulta

dal registro delle notizie di reato di cui all’articolo

335»;

c) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:

«2-bis. Il procuratore della Repubblica designa

un funzionario responsabile del servizio

di intercettazione, della tenuta del registro

riservato delle intercettazioni e dell’archivio

riservato nel quale sono custoditi i

verbali e i supporti. 2-ter. In relazione alle informazioni, documenti,

supporti e atti relativi alle operazioni

di cui all’articolo 270-bis, si applicano le disposizioni

in materia di protezione e tutela

dei documenti e materiali classificati ovvero

coperti da segreto di Stato».

24. All’articolo 129 delle norme di attuazione,

di coordinamento e transitorie del codice

di procedura penale, di cui al decreto legislativo

28 luglio 1989, n. 271, sono apportate

le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, primo periodo, dopo le

parole: «dell’imputazione» sono aggiunte le

seguenti: «, con espressa menzione degli articoli

di legge che si assumono violati, nonche

´ della data e del luogo del fatto»;

b) il comma 2 e` sostituito dal seguente:

«2. Quando l’azione penale e` esercitata nei

confronti di un ecclesiastico o di un religioso

del culto cattolico, l’informazione e` inviata

all’autorita` ecclesiastica di cui ai commi 2-

ter e 2-quater»;

c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

«2-bis. Il pubblico ministero invia l’informazione

anche quando taluno dei soggetti indicati

nei commi 1 e 2 e` stato arrestato o fermato,

ovvero quando e` stata applicata nei

suoi confronti la misura della custodia cautelare;

nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico

o un religioso del culto cattolico invia,

altresı`, l’informazione quando e` stata applicata

nei suoi confronti ogni altra misura

cautelare personale, nonche´ quando procede

all’invio dell’informazione di garanzia di

cui all’articolo 369 del codice.

2-ter. Quando risulta indagato o imputato

un vescovo diocesano, prelato territoriale,

coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o

un ordinario di luogo equiparato a un vescovo

diocesano, abate di un’abbazia territoriale

o sacerdote che, durante la vacanza

della sede, svolge l’ufficio di amministratore

della diocesi, il pubblico ministero invia l’informazione

al cardinale Segretario di Stato. 2-quater. Quando risulta indagato o imputato

un sacerdote secolare o appartenente a

un istituto di vita consacrata o a una societa`

di vita apostolica, il pubblico ministero invia

l’informazione all’ordinario diocesano nella

cui circoscrizione territoriale ha sede la procura

della Repubblica competente»;

d) il comma 3-bis e` abrogato.

25. All’articolo 147 delle norme di attuazione,

di coordinamento e transitorie del codice

di procedura penale, di cui al decreto legislativo

28 luglio 1989, n. 271, sono apportate

le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 e` abrogato;

b) al comma 3, le parole: «dei commi 1

e 2» sono sostituite dalle seguenti: «del

comma 1».

26. Al codice penale sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) l’articolo 379-bis e` sostituito dal seguente:

«Art. 379-bis. - (Rivelazione illecita di segreti

inerenti a un procedimento penale).

Chiunque rivela indebitamente notizie inerenti

ad atti o a documentazione del procedimento

penale coperti dal segreto, dei quali e`

venuto a conoscenza in ragione del proprio

ufficio o servizio svolti in un procedimento

penale, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza,

e` punito con la reclusione da uno a

cinque anni.

Se il fatto e` commesso per colpa, la pena

e` della reclusione fino a un anno.

Chiunque, dopo avere rilasciato dichiarazioni

nel corso delle indagini preliminari,

non osserva il divieto imposto dal pubblico

ministero ai sensi dell’articolo 391-quinquies

del codice di procedura penale e` punito con

la reclusione fino a un anno.

Le pene sono aumentate se il fatto concerne

comunicazioni di servizio di appartenenti

al Dipartimento delle informazioni per

la sicurezza o ai servizi di informazione

per la sicurezza.

Per i reati di cui al presente articolo

la competenza e` determinata ai sensi dell’articolo

11 del codice di procedura penale

»;

b) all’articolo 614, primo comma, le parole:

«di privata dimora» sono sostituite dalla

seguente: «privato»;

c) all’articolo 617 del codice penale e`

aggiunto, in fine, il seguente comma:

«Salvo che il fatto costituisca piu`

grave reato, chiunque pubblica intercettazioni

in violazione dell’articolo 114,

comma 7, del codice di procedura penale

e` punito con la reclusione da sei mesi a

tre anni»;

d) dopo l’articolo 617-sexies e` inserito

il seguente:

«Art. 617-septies. - (Accesso abusivo ad

atti del procedimento penale). – Chiunque

mediante modalita` o attivita` illecita

prende diretta cognizione di atti del procedimento

penale coperti dal segreto e`

punito con la pena della reclusione da

uno a tre anni»;

e) all’articolo 684, le parole: «con l’ammenda

da euro 51 a euro 258» sono sostituite

dalle seguenti: «con l’ammenda da euro

1.000 a euro 5.000»;

f) all’articolo 684 sono aggiunti, in fine,

i seguenti commi:

«La stessa pena di cui al primo comma si

applica per la violazione dei divieti previsti

dall’articolo 114, comma 6-ter, del codice

di procedura penale.

Se il fatto di cui al primo comma riguarda

le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni

telefoniche o di altre forme di telecomunicazione,

le immagini mediante riprese

visive o l’acquisizione della documentazione

del traffico delle conversazioni o comunicazioni

stesse, la pena e` dell’arresto fino a

trenta giorni o dell’ammenda da euro 2.000

a euro 10.000»;g) al libro III, titolo I, capo I, sezione

III, paragrafo 1, del codice penale, dopo l’articolo

685 e` aggiunto il seguente:

«Art. 685-bis. - (Omesso controllo in relazione

alle operazioni di intercettazione).

Salva la responsabilita` dell’autore della pubblicazione

e fuori dei casi di concorso, i soggetti

di cui agli articoli 268, comma 3-ter,

del codice di procedura penale e 89, comma

2-bis, delle norme di attuazione, di coordinamento

e transitorie del codice di procedura

penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio

1989, n. 271, che omettono di esercitare il

controllo necessario ad impedire l’indebita

cognizione di intercettazioni di conversazioni

o comunicazioni telefoniche, di altre forme

di telecomunicazione, di immagini mediante

riprese visive e della documentazione del

traffico della conversazione o comunicazione

stessa di cui all’articolo 266, comma 1, del

codice di procedura penale, sono puniti con

l’ammenda da euro 500 a euro 1.032».

27. Dopo l’articolo 25-octies del decreto

legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e` inserito

il seguente:

«Art. 25-novies. - (Responsabilita` per il

reato di cui all’articolo 684 del codice penale).

– 1. In relazione alla commissione

del reato previsto dall’articolo 684 del codice

penale, si applica all’ente la sanzione pecuniaria

da duecentocinquanta a trecento

quote».

28. All’articolo 8 della legge 8 febbraio

1948, n. 47, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il terzo comma e` inserito il seguente:

«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive,

le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate

ai sensi dell’articolo 32 del testo

unico della radiotelevisione, di cui al decreto

legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti

informatici, le dichiarazioni o le rettifiche

sono pubblicate, entro quarantotto ore dallarichiesta, con le stesse caratteristiche grafiche,

la stessa metodologia di accesso al sito

e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono

»;

b) al quarto comma, dopo le parole:

«devono essere pubblicate» sono inserite le

seguenti: «, senza commento,»;

c) dopo il quarto comma e` inserito il seguente:

«Per la stampa non periodica l’autore

dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo

57-bis del codice penale, provvedono,

su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione,

a proprie cura e spese su non piu` di

due quotidiani a tiratura nazionale indicati

dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche

dei soggetti di cui siano state pubblicate

immagini o ai quali siano stati attribuiti

atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti

lesivi della loro reputazione o contrari a verita`,

purche´ le dichiarazioni o le rettifiche

non abbiano contenuto di rilievo penale. La

pubblicazione in rettifica deve essere effettuata,

entro sette giorni dalla richiesta, con

idonea collocazione e caratteristica grafica

e deve inoltre fare chiaro riferimento allo

scritto che l’ha determinata»;

d) al quinto comma, le parole: «trascorso

il termine di cui al secondo e terzo

comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso

il termine di cui al secondo, terzo,

quarto, per quanto riguarda i siti informatici,

e sesto comma» e le parole: «in violazione di

quanto disposto dal secondo, terzo e quarto

comma» sono sostituite dalle seguenti: «in

violazione di quanto disposto dal secondo,

terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici,

quinto e sesto comma»;

e) dopo il quinto comma e` inserito il seguente:

«Della stessa procedura puo` avvalersi l’autore

dell’offesa, qualora il direttore responsabile

del giornale o del periodico, il responsabile

della trasmissione radiofonica, televisiva

o delle trasmissioni informatiche o telematche non pubblichino la smentita o la rettifica

richiesta».

29. Al titolo I, capo VI, delle norme di attuazione,

di coordinamento e transitorie del

codice di procedura penale, di cui al decreto

legislativo 28 luglio 1989, n. 271, dopo l’articolo

90 e` aggiunto il seguente:

«Art. 90-bis. - (Spese di gestione e di amministrazione

in materia di intercettazioni telefoniche

e ambientali). – 1. Entro il 31

marzo di ogni anno ciascun procuratore della

Repubblica trasmette al Ministro della giustizia

una relazione sulle spese di gestione e di

amministrazione riferite alle intercettazioni

telefoniche e ambientali effettuate nell’anno

precedente. Ai fini del controllo sulla gestione

amministrativa di cui alla legge 14

gennaio 1994, n. 20, la relazione e` trasmessa

dal Ministro della giustizia al procuratore generale

della Corte dei conti».

30. Con decreto del Ministro della giustizia,

sentito il Consiglio superiore della magistratura,

e` stabilito annualmente lo stanziamento

complessivo massimo di spesa per il

servizio riguardante le operazioni di intercettazione

ripartito per ciascun distretto di corte

di appello. Il procuratore generale della corte

di appello provvede alla ripartizione dello

stanziamento tra le singole procure della Repubblica.

Il limite di spesa puo` essere derogato

su richiesta del procuratore capo al procuratore

generale per comprovate sopravvenute

esigenze investigative.

31. All’attuazione del comma 30 si provvede

nell’ambito delle risorse previste a legislazione

vigente e senza nuovi o maggiori

oneri a carico del bilancio dello Stato.

32. L’articolo 13 del decreto-legge 13

maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni,

dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, e

successive modificazioni, e` abrogato.

33. Al codice in materia di protezione dei

dati personali, di cui al decreto legislativo 30

giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti

modificazioni: a) all’articolo 139:

1) il comma 5 e` sostituito dal seguente:

«5. In caso di violazione delle prescrizioni

contenute nel codice di deontologia o, comunque,

delle disposizioni di cui agli articoli

11 e 137 del presente codice, il Garante puo`

vietare il trattamento o disporne il blocco ai

sensi dell’articolo 143, comma 1, lettera c)»;

2) sono aggiunti, in fine, i seguenti

commi:

«5-bis. Nell’esercizio dei compiti di cui

agli articoli 143, comma 1, lettere b) e c),

e 154, comma 1, lettere c) e d), il Garante

puo` anche prescrivere, quale misura necessaria

a tutela dell’interessato, la pubblicazione

o diffusione in una o piu` testate della decisione

che accerta la violazione, per intero o

per estratto, ovvero di una dichiarazione riassuntiva

della medesima violazione.

5-ter. Nei casi di cui al comma 5-bis, il

Consiglio nazionale e il competente consiglio

dell’Ordine dei giornalisti, anche in relazione

alla responsabilita` disciplinare, nonche´,

ove lo ritengano, le associazioni rappresentative

di editori possono far pervenire documenti

e la richiesta di essere sentiti.

5-quater. La pubblicazione o diffusione di

cui al comma 5-bis e` effettuata gratuitamente

nel termine e secondo le modalita` prescritti

con la decisione, anche per quanto riguarda

la collocazione, le relative caratteristiche anche

tipografiche e l’eventuale menzione di

parti interessate. Per le modalita` e le spese

riguardanti la pubblicazione o diffusione disposta

su testate diverse da quelle attraverso

la quale e` stata commessa la violazione, si

osservano le disposizioni di cui all’articolo

15 del regolamento di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 11 luglio 2003,

n. 284»;

b) all’articolo 170, comma 1, dopo le

parole: «26, comma 2, 90,» sono inserite le

seguenti: «139, comma 5-bis,». 34. Le disposizioni della presente legge

non si applicano ai procedimenti pendenti

alla data della sua entrata in vigore.

35. Le disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo

268 del codice di procedura penale,

come sostituito dal comma 11 del presente

articolo, si applicano decorsi tre mesi dalla

data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

dell’apposito decreto del Ministro della

giustizia che dispone l’entrata in funzione

dei centri di intercettazione telefonica di

cui al medesimo comma 3 dell’articolo

268. Fino a tale data continuano a trovare

applicazione le disposizioni del comma 3

dell’articolo 268 del codice di procedura penale

nel testo vigente prima della data di entrata

in vigore della presente legge.