IL CONSUMO DI DROGHE NEI PAESI DELL’UNIONE EUROPEA

                   - Brevi schede informative -

 

FRANCIA

Il quadro normativo della politica francese in materia di droga è stabilito nella Legge n. 70-1320 del 31 dicembre 1970. Al momento della sua approvazione tre erano gli scopi che il legislatore si era prefisso: 1) repressione severa del traffico; 2) proibizione del consumo di droga e proposta di alternativa alla repressione del consumo di droga; 3) cure gratuite ed anonime ai consumatori bisognosi di trattamento. La legge francese fa una netta distinzione tra repressione del  consumo e repressione del traffico.

 La Legge del 1970 non è stata fino ad oggi sostanzialmente modificata anche se nel frattempo il ministero della Giustizia ha provveduto ad emanare diverse direttive volte ad armonizzare la sua applicazione pratica: in particolare, la Circolare del 17 giugno 1999 impone che il Pubblico ministero indirizzi la sua azione contro i consumatori basandosi su principi in difesa della salute.

La successiva Legge n. 99-515 del 23 giugno 1999 propone alternative al procedimento penale attraverso la cosiddetta ‘composizione penale’ che prevede la possibilità di non ricorrere al procedimento penale per un certo numero di reati minori.

 

GERMANIA

La disciplina fondamentale in materia di consumo di droga è contenuta nella legge 10 gennaio 1972 (Gesetz ueber den Verkher mit Betaubungsmitteln – Betaubungsmittelgesetz Bt MG) e fa una netta distinzione tra droghe pesanti (harte) e droghe leggere (weiche). Questa legge è stata oggetto di due ampie revisioni nel 1981 e nel 1994. La maggior parte delle disposizioni in essa contenute si basano su principi sanciti in alcune convenzioni internazionali tra cui quelle adottate dalle Nazioni Unite  nel 1961 e nel 1971 (Convenzione unica sugli stupefacenti, N.Y. 3/1961 – Convenzione sulle sostanze psicotrope, Vienna 21.2.1971 – Convenzione contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, Vienna 20.12.1988 (ratificata dalla Germania il 30.11.1993).

Obiettivo primario della legislazione tedesca è la tutela della salute umana in quanto tutte le droghe possono creare dipendenza e rappresentare un grave pericolo per la salute.

Il 25 giugno 2003 il Governo federale ha varato un nuovo piano d’azione di lotta alla droga per la durata di 10 anni,  basato su quattro principi fondamentali: 1) Prevenzione – 2) Consulenza ed assistenza – 3) Terapie e riduzione dei danni alla salute – 4) Repressione e riduzione dell’offerta di droghe illegali.

 

GRAN BRETAGNA

La legislazione britannica in materia di produzione, detenzione e commercio di stupefacenti ha subito costanti aggiornamenti. Le disposizioni più rilevanti, soprattutto riguardo al consumo, sono contenute nel “Misure of Drugs Act” del 1971.

La Legge del 1971 ha istituito il cosiddetto ‘Advisor Council on the Misure of Drogs (ACMD) (www.drugs.gov.uk/Links/UkandNational/A-C/AdvisoryCouncilontheMisureofDrugs ), un organismo con compiti consultivi di controllo sulla diffusione di droghe e di informazione sui problemi sociali legati alle tossicodipendenze.

Il legislatore ha classificato gli stupefacenti in tre classi: A – B – C. Nella ‘A’  sono contenute le sostanze più dannose (oppio, eroina, morfina, ecstacy, crack); nella ‘B’ si fa riferimento a stupefacenti ritenuti di media pericolosità per la salute (anfetamine, codeina, barbiturici); nella ‘C’ si trovano sostanze meno dannose (anabolizzanti,steroidi, valium).

Prima delle modifiche della normativa, adottate dal Governo nel 2003 ed entrate in vigore il 29.1.2004 (www.drugs.gov.uk), la cannabis era inclusa nella categoria ‘B’. La nuova classificazione si è resa opportuna per differenziare la cannabis da altre sostanze di tossicità superiore, p.e. l’eroina.

La Legge del 1971 punisce sia la produzione che lo spaccio di stupefacenti comprese anche nella classe ‘C’.

 

SPAGNA          

Nel nuovo Codice penale del 1995 (Legge Organica 10/1995 del 23 novembre),  la disciplina dei reati relativi alla coltivazione, elaborazione o traffico di droghe tossiche è inserita nel Titolo XVII “Reati contro la sicurezza collettiva” (artt.341-385), all’interno del Capitolo III “Reati contro la salute pubblica” (artt. 359-378).

La disciplina spagnola non contiene una chiara ed esplicita separazione tra droghe ‘pesanti’ e droghe ‘leggere’. Nel nuovo testo la distinzione è affidata alla stessa formulazione del codice precedente. La classificazione è tra “sostanze o prodotti che causano grave danno alla salute” e “altri casi”. Nel nuovo codice si conferma la sostanziale non punibilità del consumo di droghe se considerato isolatamente. Anche il semplice possesso di sostanze stupefacenti viene messo in relazione ad effettive azioni delittuose punite dall’art. 368 del codice penale. La figura del tossicomane in quanto tale non è pertanto considerata nella legislazione penale. E’ compito della giurisprudenza definire le caratteristiche figure di diversa collocazione rispetto al tossicomane-consumatore.

 

OLANDA

La prima Legge olandese sugli stupefacenti, più volte modificata, risale al 12 maggio 1928 (Opiumwet, Staatsblad 1928, n.167). In base a questa legge è vietato ogni tipo di operazione (consumo, fabbricazione, traffico, import/export), salvo che per fini medici.

Nel 1972 il Rapporto Baan propose come criterio di regolamentazione il fattore di rischio che l’uso della droga comportava. La Legge del 1976 (Staastblad 1976, n.425) ha recepito la proposta del Rapporto Baan per modificare l’Opiumwet.

Gli ultimi emendamenti alla norma del 1928 sono stati apportati con un provvedimento del 13.7.2002 (Staatsblad 2002, n.520) entrato in vigore contemporaneamente a un decreto (Staatsblad 2002, n.623) che ha ritoccato gli elenchi delle sostanze vietate. Una direttiva del 1.1.2001 completa il quadro normativo. Dopo il Trattato ONU del 1988 il commercio di droghe sintetiche è stato regolato in Olanda con la ‘Legge per la prevenzione dell’abuso delle sostanze chimiche’