Camera dei Deputati

                                                                              XVI I LEGISLATURA

                                            COMMISSIONE PER I DIRITTI E I DOVERI IN INTERNET

                                                    DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET

                                                                                     28 luglio 2015

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 Preambolo

Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire

lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le

persone e tra queste e le Istituzioni. Ha cancellato confini

e ha costruito modalità nuove di produzione e

utilizzazione della conoscenza. Ha ampliato le possibilità

di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica. Ha

modificato l’organizzazione del lavoro. Ha consentito lo

sviluppo di una società più aperta e libera. Internet deve

essere considerata come una risorsa globale e che risponde

al criterio della universalità.

L’Unione europea è oggi la regione del mondo dove è

più elevata la tutela costituzionale dei dati personali,

esplicitamente riconosciuta dall’articolo 8 della Carta dei

diritti fondamentali, che costituisce il riferimento

necessario per una specificazione dei principi riguardanti

il funzionamento di Internet, anche in una prospettiva

globale.

Questa Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata sul

pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e

diversità di ogni persona. La garanzia di questi diritti è

condizione necessaria perché sia assicurato il

funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si

eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano

portare ad una società della sorveglianza, del controllo e

della selezione sociale. Internet si configura come uno

spazio sempre più importante per l’autorganizzazione

delle persone e dei gruppi e come uno strumento

essenziale per promuovere la partecipazione individuale e

collettiva ai processi democratici e l’eguaglianza

sostanziale.

I principi riguardanti Internet tengono conto anche del

suo configurarsi come uno spazio economico che rende

possibili innovazione, corretta competizione e crescita in

un contesto democratico.

Una Dichiarazione dei diritti di Internet è strumento

indispensabile per dare fondamento costituzionale a

principi e diritti nella dimensione sovranazionale.

                                                                     Art. 1.

                                              (Riconoscimento e garanzia dei diritti).

1. Sono garantiti in Internet i diritti fondamentali di

ogni persona riconosciuti dalla Dichiarazione universale

dei diritti umani delle Nazioni Unite, dalla Carta dei diritti

fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni

nazionali e dalle dichiarazioni internazionali in materia.

2. Tali diritti devono essere interpretati in modo da

assicurarne l’effettività nella dimensione della Rete.

3. Il riconoscimento dei diritti in Internet deve essere

fondato sul pieno rispetto della dignità, della libertà,

dell’eguaglianza e della diversità di ogni persona, che

costituiscono i principi in base ai quali si effettua il

bilanciamento con altri diritti.

                                                 Art. 2.

                                      (Diritto di accesso).

1. L’accesso ad Internet è diritto fondamentale della

persona e condizione per il suo pieno sviluppo individuale

e sociale.

2. Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet

in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente

adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di

ordine economico e sociale.

3. Il diritto fondamentale di accesso a Internet deve

essere assicurato nei suoi presupposti sostanziali e non

solo come possibilità di collegamento alla Rete.

4. L’accesso comprende la libertà di scelta per quanto

riguarda dispositivi, sistemi operativi e applicazioni anche

distribuite.

5. Le Istituzioni pubbliche garantiscono i necessari

interventi per il superamento di ogni forma di divario

digitale tra cui quelli determinati dal genere, dalle

condizioni economiche oltre che da situazioni di

vulnerabilità personale e disabilità.

                                                                Art. 3.

                                  (Diritto alla conoscenza e all’educazione in rete).

1. Le istituzioni pubbliche assicurano la creazione, l'uso

e la diffusione della conoscenza in rete intesa come bene

accessibile e fruibile da parte di ogni soggetto.

2. Debbono essere presi in considerazione i diritti

derivanti dal riconoscimento degli interessi morali e

materiali legati alla produzione di conoscenze.

3. Ogni persona ha diritto ad essere posta in condizione

di acquisire e di aggiornare le capacità necessarie ad

utilizzare Internet in modo consapevole per l’esercizio dei

propri diritti e delle proprie libertà fondamentali.

4. Le Istituzioni pubbliche promuovono, in particolare

attraverso il sistema dell’istruzione e della formazione,

l’educazione all’uso consapevole di Internet e

intervengono per rimuovere ogni forma di ritardo culturale

che precluda o limiti l’utilizzo di Internet da parte delle

persone.

5. L'uso consapevole di Internet è fondamentale

garanzia per lo sviluppo di uguali possibilità di crescita

individuale e collettiva, il riequilibrio democratico delle

differenze di potere sulla Rete tra attori economici,

Istituzioni e cittadini, la prevenzione delle discriminazioni

e dei comportamenti a rischio e di quelli lesivi delle libertà

altrui.

                                                                    Art. 4.

                                                       (Neutralità della rete).

1. Ogni persona ha il diritto che i dati trasmessi e

ricevuti in Internet non subiscano discriminazioni,

restrizioni o interferenze in relazione al mittente,

ricevente, tipo o contenuto dei dati, dispositivo utilizzato,

applicazioni o, in generale, legittime scelte delle persone.

2. Il diritto ad un accesso neutrale ad Internet nella sua

interezza è condizione necessaria per l’effettività dei diritti

fondamentali della persona.

                                                                   Art. 5.

                                                   (Tutela dei dati personali).

1. Ogni persona ha diritto alla protezione dei dati che la

riguardano, per garantire il rispetto della sua dignità,

identità e riservatezza.

2. Tali dati sono quelli che consentono di risalire

all’identità di una persona e comprendono anche i dati dei

dispositivi e quanto da essi generato e le loro ulteriori

acquisizioni e elaborazioni, come quelle legate alla

produzione di profili.

3. Ogni persona ha diritto di accedere ai dati raccolti

che la riguardano, di ottenerne la rettifica e la

cancellazione per motivi legittimi.

4. I dati devono esser trattati rispettando i principi di

necessità, finalità, pertinenza, proporzionalità e, in ogni

caso, prevale il diritto di ogni persona

all’autodeterminazione informativa.

5. I dati possono essere raccolti e trattati con il

consenso effettivamente informato della persona

interessata o in base a altro fondamento legittimo previsto

dalla legge. Il consenso è in via di principio revocabile.

Per il trattamento di dati sensibili la legge può prevedere

che il consenso della persona interessata debba essere

accompagnato da specifiche autorizzazioni.

6. Il consenso non può costituire una base legale per il

trattamento quando vi sia un significativo squilibrio di

potere tra la persona interessata e il soggetto che effettua il

trattamento.

7. Sono vietati l’accesso e il trattamento dei dati con

finalità anche indirettamente discriminatorie.

                                                                          Art. 6.

                                               (Diritto all’autodeterminazione informativa).

1. Ogni persona ha diritto di accedere ai propri dati,

quale che sia il soggetto che li detiene e il luogo dove sono

conservati, per chiederne l’integrazione, la rettifica, la

cancellazione secondo le modalità previste dalla legge.

Ogni persona ha diritto di conoscere le modalità tecniche

di trattamento dei dati che la riguardano.

2. La raccolta e la conservazione dei dati devono essere

limitate al tempo necessario, rispettando in ogni caso i

principi di finalità e di proporzionalità e il diritto

all’autodeterminazione della persona interessata.

                                                                           Art. 7.

                      (Diritto all’inviolabilità dei sistemi, dei dispositivi e domicili informatici).

1. I sistemi e i dispositivi informatici di ogni persona e

la libertà e la segretezza delle sue informazioni e

comunicazioni elettroniche sono inviolabili. Deroghe sono

possibili nei soli casi e modi stabiliti dalla legge e con

l'autorizzazione motivata dell'autorità giudiziaria.

                                                                       Art. 8.

                                                       (Trattamenti automatizzati).

1. Nessun atto, provvedimento giudiziario o

amministrativo, decisione comunque destinata ad incidere

in maniera significativa nella sfera delle persone possono

essere fondati unicamente su un trattamento automatizzato

di dati personali volto a definire il profilo o la personalità

dell’interessato.

                                                                       Art. 9.

                                                              (Diritto all’identità).

1. Ogni persona ha diritto alla rappresentazione

integrale e aggiornata delle proprie identità in Rete.

2. La definizione dell’identità riguarda la libera

costruzione della personalità e non può essere sottratta

all’intervento e alla conoscenza dell’interessato.

3. L’uso di algoritmi e di tecniche probabilistiche deve

essere portato a conoscenza delle persone interessate, che

in ogni caso possono opporsi alla costruzione e alla

diffusione di profili che le riguardano.

4. Ogni persona ha diritto di fornire solo i dati

strettamente necessari per l’adempimento di obblighi

previsti dalla legge, per la fornitura di beni e servizi, per

l’accesso alle piattaforme che operano in Internet.

5. L’attribuzione e la gestione dell'Identità digitale da

parte delle Istituzioni Pubbliche devono essere

accompagnate da adeguate garanzie, in particolare in

termini di sicurezza.

                                                                                  Art. 10.

                                                                   (Protezione dell’anonimato).

1. Ogni persona può accedere alla rete e comunicare

elettronicamente usando strumenti anche di natura tecnica

che proteggano l’anonimato ed evitino la raccolta di dati

personali, in particolare per esercitare le libertà civili e

politiche senza subire discriminazioni o censure.

2. Limitazioni possono essere previste solo quando

siano giustificate dall’esigenza di tutelare rilevanti

interessi pubblici e risultino necessarie, proporzionate,

fondate sulla legge e nel rispetto dei caratteri propri di una

società democratica.

3. Nei casi di violazione della dignità e dei diritti

fondamentali, nonché negli altri casi previsti dalla legge,

l’autorità giudiziaria, con provvedimento motivato, può

disporre l’identificazione dell’autore della comunicazione.

                                                                                    Art. 11.

                                                                             (Diritto all’oblio).

1. Ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione

dagli indici dei motori di ricerca dei riferimenti ad

informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo

trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più

rilevanza pubblica.

2. Il diritto all’oblio non può limitare la libertà di

ricerca e il diritto dell’opinione pubblica a essere

informata, che costituiscono condizioni necessarie per il

funzionamento di una società democratica. Tale diritto può

essere esercitato dalle persone note o alle quali sono

affidate funzioni pubbliche solo se i dati che le riguardano

non hanno alcun rilievo in relazione all’attività svolta o

alle funzioni pubbliche esercitate.

3. Se la richiesta di cancellazione dagli indici dei

motori di ricerca dei dati è stata accolta, chiunque può

impugnare la decisione davanti all’autorità giudiziaria per

garantire l’interesse pubblico all’informazione.

                                                                                     Art. 12.

                                                   (Diritti e garanzie delle persone sulle piattaforme).

1. I responsabili delle piattaforme digitali sono tenuti a

comportarsi con lealtà e correttezza nei confronti di utenti,

fornitori e concorrenti.

2. Ogni persona ha il diritto di ricevere informazioni

chiare e semplificate sul funzionamento della piattaforma,

a non veder modificate in modo arbitrario le condizioni

contrattuali, a non subire comportamenti che possono

determinare difficoltà o discriminazioni nell’accesso. Ogni

persona deve in ogni caso essere informata del mutamento

delle condizioni contrattuali. In questo caso ha diritto di

interrompere il rapporto, di avere copia dei dati che la

riguardano in forma interoperabile, di ottenere la

cancellazione dalla piattaforma dei dati che la riguardano.

3. Le piattaforme che operano in Internet, qualora si

presentino come servizi essenziali per la vita e l’attività

delle persone, assicurano, anche nel rispetto del principio

di concorrenza, condizioni per una adeguata

interoperabilità, in presenza di parità di condizioni

contrattuali, delle loro principali tecnologie, funzioni e

dati verso altre piattaforme.

                                                                                    Art. 13.

                                                                           (Sicurezza in rete).

1. La sicurezza in Rete deve essere garantita come

interesse pubblico, attraverso l’integrità delle infrastrutture

e la loro tutela da attacchi, e come interesse delle singole

persone.

2. Non sono ammesse limitazioni della libertà di

manifestazione del pensiero. Deve essere garantita la

tutela della dignità delle persone da abusi connessi a

comportamenti quali l’incitamento all’odio, alla

discriminazione e alla violenza.

                                                                                    Art. 14.

                                                                         (Governo della rete).

1. Ogni persona ha diritto di vedere riconosciuti i propri

diritti in Rete sia a livello nazionale che internazionale.

2. Internet richiede regole conformi alla sua dimensione

universale e sovranazionale, volte alla piena attuazione dei

principi e diritti prima indicati, per garantire il suo

carattere aperto e democratico, impedire ogni forma di

discriminazione e evitare che la sua disciplina dipenda dal

potere esercitato da soggetti dotati di maggiore forza

economica.

3. Le regole riguardanti la Rete devono tenere conto dei

diversi livelli territoriali (sovranazionale, nazionale,

regionale), delle opportunità offerte da forme di

autoregolamentazione conformi ai principi indicati, della

necessità di salvaguardare la capacità di innovazione

anche attraverso la concorrenza, della molteplicità di

soggetti che operano in Rete, promuovendone il

coinvolgimento in forme che garantiscano la

partecipazione diffusa di tutti gli interessati. Le istituzioni

pubbliche adottano strumenti adeguati per garantire questa

forma di partecipazione.

4. In ogni caso, l’innovazione normativa in materia di

Internet è sottoposta a valutazione di impatto

sull'ecosistema digitale.

5. La gestione della Rete deve assicurare il rispetto del

principio di trasparenza, la responsabilità delle decisioni,

l’accessibilità alle informazioni pubbliche, la

rappresentanza dei soggetti interessati.

6. L’accesso e il riutilizzo dei dati generati e detenuti

dal settore pubblico debbono essere garantiti.

7. La costituzione di autorità nazionali e sovranazionali

è indispensabile per garantire effettivamente il rispetto dei

criteri indicati, anche attraverso una valutazione di

conformità delle nuove norme ai principi di questa

Dichiarazione.

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Approvata dall'Assemblea della Camera dei Deputati con 437 voti a favore

 e nessuno contrario il 3 novembre 2015

 

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Fonte: sito della Camera dei Deputati