DECRETO-LEGGE 3 maggio 2016, n. 59 

Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonche' a favore degli investitori in banche in liquidazione. (16G00076) (GU Serie Generale n.102 del 3-5-2016)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 04/05/2016

note: Entrata in vigore del provvedimento: 04/05/2016

IL PRESIDENTE DELLA REPUBLICA
 
  Visti gli articoli 77, 81 e 87 della Costituzione;
  Ritenuta la necessita' e urgenza di  prevedere  misure  a  sostegno
delle imprese e di accelerazione dei tempi di  recupero  dei  crediti
nelle procedure esecutive e concorsuali;
  Ritenuta, altresi', la necessita' e urgenza di prevedere misure  in
favore degli investitori in banche in liquidazione;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
riunione del 29 aprile 2016;
  Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  del
Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e  del   Ministro   della
giustizia;
 
                                Emana
                     il seguente decreto-legge:
 
                               Art. 1
 
 
                   Pegno mobiliare non possessorio
 
 
1. Gli imprenditori iscritti nel  registro  delle  imprese  possono
costituire un pegno non possessorio  per  garantire  i  crediti  loro
concessi, presenti o futuri, se determinati o determinabili e con  la
previsione dell'importo  massimo  garantito,  inerenti  all'esercizio
dell'impresa.
  2. Il pegno non possessorio puo' essere costituito su  beni  mobili
destinati all'esercizio dell'impresa, a esclusione  dei  beni  mobili
registrati.  I  beni  mobili  possono  essere  esistenti  o   futuri,
determinati o determinabili anche mediante riferimento a una  o  piu'
categorie merceologiche o  a  un  valore  complessivo.  Ove  non  sia
diversamente  disposto  nel  contratto,  il  debitore  o   il   terzo
concedente il pegno e' autorizzato  a  trasformare  o  alienare,  nel
rispetto della loro destinazione economica, o comunque a disporre dei
beni  gravati  da  pegno.  In  tal  caso  il  pegno  si  trasferisce,
rispettivamente, al  prodotto  risultante  dalla  trasformazione,  al
corrispettivo della cessione del bene gravato o al  bene  sostitutivo
acquistato  con  tale  corrispettivo,   senza   che   cio'   comporti
costituzione di una nuova garanzia.

  3. Il contratto costitutivo, a pena di nullita', deve risultare  da
atto  scritto  con  indicazione  del  creditore,   del   debitore   e
dell'eventuale terzo concedente il pegno,  la  descrizione  del  bene
dato in garanzia, del credito garantito e l'indicazione  dell'importo
massimo garantito.
  4. Il pegno non possessorio si costituisce  esclusivamente  con  la
iscrizione in un registro informatizzato costituito presso  l'Agenzia
delle entrate e denominato «registro dei pegni non possessori»; dalla
data dell'iscrizione il pegno prende grado ed e' opponibile ai  terzi
e nelle procedure concorsuali.
  5. Il pegno non possessorio, anche se anteriormente  costituito  ed
iscritto, non e' opponibile a chi abbia finanziato l'acquisto  di  un
bene determinato che sia destinato all'esercizio dell'impresa  e  sia
garantito da riserva della proprieta' sul bene medesimo o da un pegno
anche non possessorio, a condizione che il pegno non possessorio  sia
iscritto nel registro in conformita' al comma  6  e  che  al  momento
della sua iscrizione il creditore ne informi i titolari di pegno  non
possessorio iscritto anteriormente.
  6.  L'iscrizione  deve  indicare  il  creditore,  il  debitore,  se
presente il terzo datore del pegno, la descrizione del bene  dato  in
garanzia e del credito garantito secondo quanto previsto dal comma  1
e, per il pegno non possessorio che garantisce il  finanziamento  per
l'acquisto di un bene determinato, la  specifica  individuazione  del
medesimo bene. L'iscrizione ha una durata di dieci anni,  rinnovabile
per mezzo  di  un'iscrizione  nel  registro  effettuata  prima  della
scadenza del decimo anno.  La  cancellazione  della  iscrizione  puo'
essere richiesta di comune accordo da creditore pignoratizio e datore
del pegno o domandata giudizialmente. Le  operazioni  di  iscrizione,
consultazione, modifica, rinnovo o cancellazione presso il  registro,
gli obblighi a carico di chi  effettua  tali  operazioni  nonche'  le
modalita' di accesso al registro stesso sono regolati con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con  il  Ministro
della giustizia, da adottarsi  entro  trenta  giorni  dalla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,
prevedendo modalita' esclusivamente  informatiche.  Con  il  medesimo
decreto sono stabiliti i diritti  di  visura  e  di  certificato,  in
misura  idonea  a  garantire  almeno  la  copertura  dei   costi   di
allestimento, gestione e di  evoluzione  del  registro.  Al  fine  di
consentire l'avvio della attivita' previste dal presente articolo, e'
autorizzata la spesa di euro  200.000  per  l'anno  2016  e  di  euro
100.000 per l'anno 2017.
  7. Al verificarsi di  un  evento  che  determina  l'escussione  del
pegno, il creditore, previo avviso scritto al datore della garanzia e
agli eventuali  titolari  di  un  pegno  non  possessorio  trascritto
successivamente, ha facolta' di procedere:
  a)  alla  vendita  dei  beni  oggetto  del  pegno  trattenendo   il
corrispettivo a soddisfacimento del credito fino a concorrenza  della
somma garantita e  con  l'obbligo  di  informare  immediatamente  per
iscritto  il  datore  della  garanzia  dell'importo  ricavato  e   di
restituire contestualmente l'eccedenza; la vendita e' effettuata  dal
creditore tramite procedure competitive anche avvalendosi di soggetti
specializzati, sulla base di stime effettuate, salvo il caso di  beni
di  non  apprezzabile  valore,  da  parte   di   operatori   esperti,
assicurando,  con  adeguate  forme   di   pubblicita',   la   massima
informazione e partecipazione degli interessati; l'operatore  esperto
e' nominato di comune  accordo  tra  le  parti  o,  in  mancanza,  e'
designato dal giudice;  in  ogni  caso  e'  effettuata,  a  cura  del
creditore, la pubblicita' sul portale delle vendite pubbliche di  cui
all'articolo 490 del codice di procedura civile;
  b) alla escussione dei crediti oggetto di pegno fino a  concorrenza
della somma garantita;
  c) ove previsto nel contratto di  pegno  e  iscritto  nel  registro
delle imprese, alla locazione del bene oggetto del pegno imputando  i
canoni a soddisfacimento del proprio credito fino a concorrenza della
somma garantita, a condizione che il contratto preveda i criteri e le
modalita'  di  valutazione  del  corrispettivo  della  locazione;  il
creditore pignoratizio comunica immediatamente per iscritto il datore
della garanzia stessa;
  d) ove previsto nel contratto di  pegno  e  iscritto  nel  registro
delle imprese, all'appropriazione dei beni oggetto del pegno  fino  a
concorrenza della somma garantita,  a  condizione  che  il  contratto
preveda anticipatamente i criteri e le modalita' di  valutazione  del
valore del bene oggetto di pegno e  dell'obbligazione  garantita;  il
creditore pignoratizio comunica immediatamente per iscritto al datore
della   garanzia   il   valore   attribuito   al   bene    ai    fini
dell'appropriazione.
  8. In caso di fallimento del debitore il creditore puo' procedere a
norma del comma 7 solo dopo che il suo credito e'  stato  ammesso  al
passivo con prelazione.
  9. Entro tre mesi dalla comunicazione di cui alle lettere a), c)  e
d), il debitore puo' agire in giudizio per il risarcimento del  danno
quando la vendita e' avvenuta  in  violazione  dei  criteri  e  delle
modalita'  di  cui  alle  predette  lettere  a),  c)  e  d)   e   non
corrispondono ai valori correnti di mercato il prezzo della  vendita,
il corrispettivo della locazione ovvero il valore comunicato a  norma
della disposizione di cui alla lettera c).
  10. Agli effetti di cui agli articoli 66 e 67 del regio decreto  16
marzo 1942, n. 267 il pegno non possessorio e' equiparato al pegno.
 Art. 2
 
 
Finanziamento  alle  imprese  garantito  da  trasferimento  di   bene
                immobile sospensivamente condizionato
 
  1.  Al  decreto  legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385,   dopo
l'articolo 48 e' aggiunto il seguente articolo:
  «Art. 48-bis (Finanziamento alle imprese garantito da trasferimento
di bene immobile sospensivamente condizionato). - 1. Il contratto  di
finanziamento concluso tra  un  imprenditore  e  una  banca  o  altro
soggetto autorizzato a  concedere  finanziamenti  nei  confronti  del
pubblico puo' essere  garantito  dal  trasferimento,  in  favore  del
creditore o di una societa' dallo stesso controllata  o  al  medesimo
collegata ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e  autorizzata
ad  acquistare,  detenere,  gestire  e   trasferire   diritti   reali
immobiliari, della proprieta' di un immobile o di  un  altro  diritto
immobiliare  dell'imprenditore  o  di   un   terzo,   sospensivamente
condizionato all'inadempimento del debitore a norma del comma 5.
  2. In caso di inadempimento, il creditore ha diritto  di  avvalersi
degli effetti del patto di cui al comma 1,  purche'  al  proprietario
sia corrisposta l'eventuale differenza tra il  valore  di  stima  del
diritto e  l'ammontare  del  debito  inadempiuto  e  delle  spese  di
trasferimento.
  3. Il trasferimento  non  puo'  essere  convenuto  in  relazione  a
immobili adibiti  ad  abitazione  principale  del  proprietario,  del
coniuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado.
  4. Il patto di cui al comma 1  puo'  essere  stipulato  al  momento
della conclusione del contratto  di  finanziamento  o,  anche  per  i
contratti in corso al momento dell'entrata  in  vigore  del  presente
decreto, per atto notarile, in sede di successiva modificazione delle
condizioni contrattuali. Qualora il finanziamento sia gia'  garantito
da   ipoteca,   il   trasferimento    sospensivamente    condizionato
all'inadempimento, una volta trascritto, prevale sulle trascrizioni e
iscrizioni eseguite successivamente all'iscrizione ipotecaria.
  5. Per gli effetti  del  presente  articolo,  si  ha  inadempimento
quando il mancato pagamento si  protrae  per  oltre  sei  mesi  dalla
scadenza di almeno tre rate,  anche  non  consecutive,  nel  caso  di
obbligo di rimborso a rate  mensili;  o  per  oltre  sei  mesi  dalla
scadenza anche di una sola rata, quando  il  debitore  e'  tenuto  al
rimborso rateale secondo termini di  scadenza  superiori  al  periodo
mensile; ovvero, per oltre  sei  mesi,  quando  non  e'  prevista  la
restituzione mediante pagamenti da effettuarsi in via rateale,  dalla
scadenza del rimborso previsto nel  contratto  di  finanziamento.  Al
verificarsi dei presupposti di cui al presente comma, il creditore e'
tenuto a notificare al  debitore  e,  se  diverso,  al  titolare  del
diritto  reale  immobiliare,  nonche'  a  coloro  che  hanno  diritti
derivanti   da   titolo   iscritto   o    trascritto    sull'immobile
successivamente alla trascrizione del patto di cui  al  comma  1  una
dichiarazione di volersi avvalere degli effetti del patto di  cui  al
medesimo comma, secondo quanto previsto dal presente articolo.
  6. Decorsi sessanta giorni dalla notificazione della  dichiarazione
di cui al comma 5, il creditore chiede al  presidente  del  tribunale
del luogo nel quale si trova l'immobile la nomina di un perito per la
stima, con relazione giurata, del diritto reale  immobiliare  oggetto
del patto di cui al comma 1. Si applica l'articolo 1349, primo comma,
del codice civile. Il perito comunica il valore di stima al debitore,
e,  se  diverso,  al  titolare  del  diritto  reale  immobiliare,  al
creditore nonche' a coloro che  hanno  diritti  derivanti  da  titolo
iscritto o trascritto sull'immobile successivamente alla trascrizione
del patto di cui al comma 1.
  7. Qualora il debitore contesti la stima, il creditore ha  comunque
diritto di avvalersi degli effetti del patto di  cui  al  comma  1  e
l'eventuale fondatezza della contestazione incide sulla differenza da
versare al titolare del diritto reale immobiliare.
  8.  La  condizione  sospensiva  di  inadempimento,  verificatisi  i
presupposti di cui al comma 5, si considera avverata al momento della
comunicazione al creditore del valore di stima  di  cui  al  comma  6
ovvero al momento  dell'avvenuto  versamento  all'imprenditore  della
predetta  differenza,  qualora  il  valore  di  stima  sia  superiore
all'ammontare del debito inadempiuto, comprensivo di tutte  le  spese
ed i costi del trasferimento. Il contratto di finanziamento  contiene
l'espressa previsione di un conto  corrente  bancario,  intestato  al
titolare del diritto reale immobiliare, sul quale il  creditore  deve
accreditare l'importo pari alla differenza tra il valore di  stima  e
l'ammontare del debito inadempiuto.
  9. Ai fini pubblicitari connessi all'annotazione  di  cancellazione
della condizione sospensiva,  il  creditore,  anche  unilateralmente,
rende  nell'atto  notarile  di  avveramento  della   condizione   una
dichiarazione, a norma dell'articolo 47 del  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445,  con   cui   attesta
l'inadempimento del debitore a norma del comma 5, producendo altresi'
estratto autentico delle scritture contabili di cui all'articolo 2214
del codice civile.
  10. Puo' farsi luogo al trasferimento a norma del presente articolo
anche quando il diritto reale immobiliare gia' oggetto del  patto  di
cui  al  comma  1  sia   sottoposto   ad   esecuzione   forzata   per
espropriazione. In tal  caso  l'accertamento  dell'inadempimento  del
debitore  e'  compiuto,  su  istanza  del  creditore,   dal   giudice
dell'esecuzione e il valore  di  stima  e'  determinato  dall'esperto
nominato dallo stesso giudice. Il  giudice  dell'esecuzione  provvede
all'accertamento  dell'inadempimento  con  ordinanza,   fissando   il
termine entro il quale  il  creditore  deve  versare  una  somma  non
inferiore alle spese di esecuzione e, ove vi siano, ai crediti aventi
diritto di prelazione anteriore a  quello  dell'istante  ovvero  pari
all'eventuale  differenza  tra  il  valore  di  stima  del   bene   e
l'ammontare  del  debito  inadempiuto.  Avvenuto  il  versamento,  il
giudice dell'esecuzione, con decreto, da' atto dell'avveramento della
condizione. Il decreto e' annotato ai fini della cancellazione  della
condizione, a  norma  dell'articolo  2668  del  codice  civile.  Alla
distribuzione della somma ricavata si provvede  in  conformita'  alle
disposizioni di cui al libro terzo, titolo II, capo IV del codice  di
procedura civile.
  11. Il comma 10 si applica, in quanto compatibile, anche quando  il
diritto reale immobiliare e' sottoposto ad esecuzione a  norma  delle
disposizioni di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 602.
  12. Quando, dopo la trascrizione del  patto  di  cui  al  comma  1,
sopravviene il fallimento del titolare del diritto reale immobiliare,
il creditore, se e' stato ammesso al passivo, puo'  fare  istanza  al
giudice delegato perche', sentiti  il  curatore  e  il  comitato  dei
creditori, provveda a norma del comma 10, in quanto compatibile.
  13. Entro trenta giorni dall'estinzione dell'obbligazione garantita
il creditore provvede, mediante atto notarile, a dare pubblicita' nei
registri  immobiliari  del  mancato  definitivo   avveramento   della
condizione sospensiva.».
Art. 2
 
 
Finanziamento  alle  imprese  garantito  da  trasferimento  di   bene
                immobile sospensivamente condizionato
 
  1.  Al  decreto  legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385,   dopo
l'articolo 48 e' aggiunto il seguente articolo:
  «Art. 48-bis (Finanziamento alle imprese garantito da trasferimento
di bene immobile sospensivamente condizionato). - 1. Il contratto  di
finanziamento concluso tra  un  imprenditore  e  una  banca  o  altro
soggetto autorizzato a  concedere  finanziamenti  nei  confronti  del
pubblico puo' essere  garantito  dal  trasferimento,  in  favore  del
creditore o di una societa' dallo stesso controllata  o  al  medesimo
collegata ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e  autorizzata
ad  acquistare,  detenere,  gestire  e   trasferire   diritti   reali
immobiliari, della proprieta' di un immobile o di  un  altro  diritto
immobiliare  dell'imprenditore  o  di   un   terzo,   sospensivamente
condizionato all'inadempimento del debitore a norma del comma 5.
  2. In caso di inadempimento, il creditore ha diritto  di  avvalersi
degli effetti del patto di cui al comma 1,  purche'  al  proprietario
sia corrisposta l'eventuale differenza tra il  valore  di  stima  del
diritto e  l'ammontare  del  debito  inadempiuto  e  delle  spese  di
trasferimento.
  3. Il trasferimento  non  puo'  essere  convenuto  in  relazione  a
immobili adibiti  ad  abitazione  principale  del  proprietario,  del
coniuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado.
  4. Il patto di cui al comma 1  puo'  essere  stipulato  al  momento
della conclusione del contratto  di  finanziamento  o,  anche  per  i
contratti in corso al momento dell'entrata  in  vigore  del  presente
decreto, per atto notarile, in sede di successiva modificazione delle
condizioni contrattuali. Qualora il finanziamento sia gia'  garantito
da   ipoteca,   il   trasferimento    sospensivamente    condizionato
all'inadempimento, una volta trascritto, prevale sulle trascrizioni e
iscrizioni eseguite successivamente all'iscrizione ipotecaria.
  5. Per gli effetti  del  presente  articolo,  si  ha  inadempimento
quando il mancato pagamento si  protrae  per  oltre  sei  mesi  dalla
scadenza di almeno tre rate,  anche  non  consecutive,  nel  caso  di
obbligo di rimborso a rate  mensili;  o  per  oltre  sei  mesi  dalla
scadenza anche di una sola rata, quando  il  debitore  e'  tenuto  al
rimborso rateale secondo termini di  scadenza  superiori  al  periodo
mensile; ovvero, per oltre  sei  mesi,  quando  non  e'  prevista  la
restituzione mediante pagamenti da effettuarsi in via rateale,  dalla
scadenza del rimborso previsto nel  contratto  di  finanziamento.  Al
verificarsi dei presupposti di cui al presente comma, il creditore e'
tenuto a notificare al  debitore  e,  se  diverso,  al  titolare  del
diritto  reale  immobiliare,  nonche'  a  coloro  che  hanno  diritti
derivanti   da   titolo   iscritto   o    trascritto    sull'immobile
successivamente alla trascrizione del patto di cui  al  comma  1  una
dichiarazione di volersi avvalere degli effetti del patto di  cui  al
medesimo comma, secondo quanto previsto dal presente articolo.
  6. Decorsi sessanta giorni dalla notificazione della  dichiarazione
di cui al comma 5, il creditore chiede al  presidente  del  tribunale
del luogo nel quale si trova l'immobile la nomina di un perito per la
stima, con relazione giurata, del diritto reale  immobiliare  oggetto
del patto di cui al comma 1. Si applica l'articolo 1349, primo comma,
del codice civile. Il perito comunica il valore di stima al debitore,
e,  se  diverso,  al  titolare  del  diritto  reale  immobiliare,  al
creditore nonche' a coloro che  hanno  diritti  derivanti  da  titolo
iscritto o trascritto sull'immobile successivamente alla trascrizione
del patto di cui al comma 1.
  7. Qualora il debitore contesti la stima, il creditore ha  comunque
diritto di avvalersi degli effetti del patto di  cui  al  comma  1  e
l'eventuale fondatezza della contestazione incide sulla differenza da
versare al titolare del diritto reale immobiliare.
  8.  La  condizione  sospensiva  di  inadempimento,  verificatisi  i
presupposti di cui al comma 5, si considera avverata al momento della
comunicazione al creditore del valore di stima  di  cui  al  comma  6
ovvero al momento  dell'avvenuto  versamento  all'imprenditore  della
predetta  differenza,  qualora  il  valore  di  stima  sia  superiore
all'ammontare del debito inadempiuto, comprensivo di tutte  le  spese
ed i costi del trasferimento. Il contratto di finanziamento  contiene
l'espressa previsione di un conto  corrente  bancario,  intestato  al
titolare del diritto reale immobiliare, sul quale il  creditore  deve
accreditare l'importo pari alla differenza tra il valore di  stima  e
l'ammontare del debito inadempiuto.
  9. Ai fini pubblicitari connessi all'annotazione  di  cancellazione
della condizione sospensiva,  il  creditore,  anche  unilateralmente,
rende  nell'atto  notarile  di  avveramento  della   condizione   una
dichiarazione, a norma dell'articolo 47 del  decreto  del  Presidente
della  Repubblica  28  dicembre  2000,  n.  445,  con   cui   attesta
l'inadempimento del debitore a norma del comma 5, producendo altresi'
estratto autentico delle scritture contabili di cui all'articolo 2214
del codice civile.
  10. Puo' farsi luogo al trasferimento a norma del presente articolo
anche quando il diritto reale immobiliare gia' oggetto del  patto  di
cui  al  comma  1  sia   sottoposto   ad   esecuzione   forzata   per
espropriazione. In tal  caso  l'accertamento  dell'inadempimento  del
debitore  e'  compiuto,  su  istanza  del  creditore,   dal   giudice
dell'esecuzione e il valore  di  stima  e'  determinato  dall'esperto
nominato dallo stesso giudice. Il  giudice  dell'esecuzione  provvede
all'accertamento  dell'inadempimento  con  ordinanza,   fissando   il
termine entro il quale  il  creditore  deve  versare  una  somma  non
inferiore alle spese di esecuzione e, ove vi siano, ai crediti aventi
diritto di prelazione anteriore a  quello  dell'istante  ovvero  pari
all'eventuale  differenza  tra  il  valore  di  stima  del   bene   e
l'ammontare  del  debito  inadempiuto.  Avvenuto  il  versamento,  il
giudice dell'esecuzione, con decreto, da' atto dell'avveramento della
condizione. Il decreto e' annotato ai fini della cancellazione  della
condizione, a  norma  dell'articolo  2668  del  codice  civile.  Alla
distribuzione della somma ricavata si provvede  in  conformita'  alle
disposizioni di cui al libro terzo, titolo II, capo IV del codice  di
procedura civile.
  11. Il comma 10 si applica, in quanto compatibile, anche quando  il
diritto reale immobiliare e' sottoposto ad esecuzione a  norma  delle
disposizioni di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  29
settembre 1973, n. 602.
  12. Quando, dopo la trascrizione del  patto  di  cui  al  comma  1,
sopravviene il fallimento del titolare del diritto reale immobiliare,
il creditore, se e' stato ammesso al passivo, puo'  fare  istanza  al
giudice delegato perche', sentiti  il  curatore  e  il  comitato  dei
creditori, provveda a norma del comma 10, in quanto compatibile.
  13. Entro trenta giorni dall'estinzione dell'obbligazione garantita
il creditore provvede, mediante atto notarile, a dare pubblicita' nei
registri  immobiliari  del  mancato  definitivo   avveramento   della
condizione sospensiva.».
 Art. 3
 
Registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle
  procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi
 
  1. E' istituito presso il Ministero  della  giustizia  un  registro
elettronico delle procedure di  espropriazione  forzata  immobiliari,
delle procedure d'insolvenza e  degli  strumenti  di  gestione  della
crisi. Il registro e' accessibile dalla Banca d'Italia, che  utilizza
i dati e le informazioni in esso contenuti  nello  svolgimento  delle
funzioni di vigilanza, a tutela della sana e prudente gestione  degli
intermediari vigilati e della stabilita' complessiva.
  2. Nel registro sono  pubblicati  le  informazioni  e  i  documenti
relativi:
  a) alle procedure di espropriazione forzata immobiliare;
  b) alle procedure  di  fallimento,  di  concordato  preventivo,  di
liquidazione coatta amministrativa di cui al regio decreto  16  marzo
1942, n. 267;
  c) ai procedimenti di omologazione di accordi  di  ristrutturazione
dei debiti di cui all'articolo 182-bis del  regio  decreto  16  marzo
1942, n. 267, nonche' ai piani di risanamento di cui all'articolo 67,
terzo comma, lettera d), del regio decreto 16  marzo  1942,  n.  267,
quando vengano fatti oggetto  di  pubblicazione  nel  registro  delle
imprese;
  d) alle  procedure  di  amministrazione  straordinaria  di  cui  al
decreto legislativo 8 luglio  1999  n.  270  e  al  decreto-legge  23
dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge  18
febbraio 2004, n. 39;
  e) alle procedure di accordo di  ristrutturazione  dei  debiti,  di
piano del consumatore e di liquidazione dei beni di cui alla legge 27
gennaio 2012, n. 3.
  3. Il registro si compone di una  sezione  ad  accesso  pubblico  e
gratuito e di una sezione ad accesso limitato,  aventi  il  contenuto
che segue:
  a) relativamente alle procedure di cui al comma  2,  nella  sezione
del registro ad accesso  pubblico  sono  rese  disponibili  in  forma
elettronica, in relazione alla tipologia di procedura o di  strumento
di cui al comma 2, le informazioni e i documenti di cui  all'articolo
24,  paragrafo  2,  del  Regolamento  (UE)  2015/848   e   le   altre
informazioni rilevanti in merito ai tempi e all'andamento di ciascuna
procedura o strumento; all'interno di questa sezione  possono  essere
altresi'  collocate  le  informazioni  e  i  provvedimenti   di   cui
all'articolo 28, quinto comma, del regio decreto 16  marzo  1942,  n.
267;
  b)  relativamente  alle   procedure   di   espropriazione   forzata
immobiliare, nella sezione del registro ad accesso pubblico sono rese
disponibili in  forma  elettronica  le  informazioni  e  i  documenti
individuati con decreto dirigenziale del Ministero della giustizia di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da adottarsi
entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del  presente
decreto. Nella individuazione delle  informazioni  il  decreto  tiene
conto, a fini di tutela della  stabilita'  finanziaria,  anche  della
loro rilevanza per una migliore gestione dei crediti  deteriorati  da
parte degli intermediari creditizi e finanziari;
  c) nella  sezione  del  registro  ad  accesso  limitato  sono  resi
disponibili in  forma  elettronica  le  informazioni  e  i  documenti
relativi a  ciascuna  procedura  o  strumento  di  cui  al  comma  2,
individuate con il decreto dirigenziale di cui alla lettera b).
  4. Con il decreto di cui al comma 3, lettera b), sentita  la  Banca
d'Italia per gli aspetti rilevanti a fini di tutela della  stabilita'
finanziaria, sono altresi' previste disposizioni per l'attuazione del
registro, prevedendo:
  a)  le  modalita'  di  pubblicazione,  rettifica,  aggiornamento  e
consultazione dei dati e dei  documenti  da  inserire  nel  registro,
nonche' i tempi massimi della loro conservazione;
  b) i  soggetti  tenuti  ad  effettuare,  in  relazione  a  ciascuna
tipologia  di  procedura  o   strumento,   la   pubblicazione   delle
informazioni e dei documenti;
  c) le categorie di soggetti che sono legittimati, in presenza di un
legittimo interesse, ad accedere alla sezione del registro ad accesso
limitato, il contributo dovuto per l'accesso da determinare in misura
tale da assicurare almeno la copertura dei costi  del  servizio  e  i
casi  di  esenzione;  e'   sempre   consentito   l'accesso   gratuito
all'autorita' giudiziaria;
  d) le eventuali limitate eccezioni alla pubblicazione di  documenti
con riferimento alle esigenze di riservatezza delle informazioni  ivi
contenute o all'assenza di valore informativo di tali documenti per i
terzi.
  5. Il registro deve consentire la ricerca dei dati secondo ciascuna
tipologia di informazione  e  di  documento  in  esso  contenuti.  Le
disposizioni contenute nel regolamento assicurano che il registro sia
conforme alle disposizioni del Regolamento (UE) 2015/848.
  6.  Su  richiesta  del  debitore,  del  curatore,  del  commissario
giudiziale, di  un  creditore,  di  chiunque  vi  abbia  interesse  o
d'ufficio, il giudice delegato  o  il  tribunale  competenti  possono
limitare la pubblicazione di un documento o di una o piu' sue  parti,
quando sia dimostrata  l'esistenza  di  uno  specifico  e  meritevole
interesse alla riservatezza dell'informazione in esso  contenuta.  La
richiesta  di  cui  al  presente  comma  sospende  gli  obblighi   di
pubblicazione dei documenti, o della parte  di  essi,  oggetto  della
richiesta di esenzione e, qualora la pubblicazione sia gia' avvenuta,
sospende  temporaneamente  l'accesso   ad   essi   da   parte   degli
interessati. Nelle more della decisione, il giudice puo' imporre  una
cauzione al creditore o terzo richiedente.
  7. In attuazione degli obiettivi di cui al  presente  articolo,  il
Ministero della  giustizia,  per  la  progressiva  implementazione  e
digitalizzazione degli archivi e  della  piattaforma  tecnologica  ed
informativa dell'Amministrazione della Giustizia, in coerenza con  le
linee  del  Piano  triennale   per   l'informatica   nella   pubblica
amministrazione di cui all'articolo 1, commi 513 e 515,  della  legge
28 dicembre 2015, n.  208,  puo'  avvalersi  della  Societa'  di  cui
all'articolo 83, comma 15, del decreto-legge 24 giugno 2008, n.  112,
convertito, con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n.  133.  Ai
fini della realizzazione dei predetti servizi di interesse  generale,
la Societa' provvedera', tramite Consip S.p.A., all'acquisizione  dei
beni e servizi occorrenti.
  8. Per l'istituzione del registro e' autorizzata la  spesa  di  3,5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2016-2018. Il Ministero della
giustizia, il Ministero dell'economia e  delle  finanze  e  la  Banca
d'Italia disciplinano con apposita convenzione, da  stipularsi  entro
30 giorni dall'entrata in  vigore  della  legge  di  conversione  del
presente decreto, i rispettivi compiti rispetto  alla  realizzazione,
al funzionamento e al monitoraggio del registro, nonche'  l'eventuale
entita'  della  contribuzione  finanziaria  da  parte   della   Banca
d'Italia.
 Art. 4
 
 
           Disposizioni in materia espropriazione forzata
 
  1. Al  codice  di  procedura  civile  sono  apportate  le  seguenti
modificazioni:
  a) all'articolo 492, terzo comma, e' aggiunto in fine  il  seguente
periodo: «Il pignoramento deve contenere l'avvertimento che, a  norma
dell'articolo 615, secondo comma,  terzo  periodo,  l'opposizione  e'
inammissibile se e' proposta dopo che e' stata disposta la vendita  o
l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569, salvo  che  sia
fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l'opponente dimostri di  non
aver  potuto  proporla  tempestivamente   per   causa   a   lui   non
imputabile.»;
  b) all'articolo 503, secondo comma, dopo le  parole  «dell'articolo
568» sono aggiunte le seguenti: «nonche', nel caso  di  beni  mobili,
degli articoli 518 e 540-bis»;
  c) all'articolo 532, secondo comma, il secondo e il  terzo  periodo
sono sostituiti dai seguenti: «Il giudice fissa  altresi'  il  numero
complessivo, non superiore a tre, degli  esperimenti  di  vendita,  i
criteri per determinare i relativi ribassi, le modalita' di  deposito
della somma ricavata dalla vendita e il termine finale non  superiore
a sei mesi, alla cui scadenza il soggetto  incaricato  della  vendita
deve restituire  gli  atti  in  cancelleria.  Quando  gli  atti  sono
restituiti a norma del periodo precedente, il giudice, se non vi sono
istanze a norma dell'articolo 540-bis, dispone la chiusura anticipata
del processo esecutivo, anche quando non sussistono i presupposti  di
cui  all'articolo  164-bis  delle  disposizioni  di  attuazione   del
presente codice.»;
  d) all'articolo 560:
  1) il quarto comma e' sostituito dal seguente: «Il provvedimento e'
attuato   dal   custode   secondo   le   disposizioni   del   giudice
dell'esecuzione immobiliare, senza l'osservanza delle  formalita'  di
cui  agli  articoli  605  e  seguenti,  anche  successivamente   alla
pronuncia    del    decreto    di    trasferimento     nell'interesse
dell'aggiudicatario o dell'assegnatario se questi  non  lo  esentano.
Per l'attuazione dell'ordine il giudice puo'  avvalersi  della  forza
pubblica e nominare ausiliari ai sensi dell'articolo 68.»;
  2) al quinto comma, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Gli
interessati a presentare  l'offerta  di  acquisto  hanno  diritto  di
esaminare i beni in vendita entro sette giorni  dalla  richiesta.  La
richiesta e' formulata mediante il portale delle vendite pubbliche  e
non puo' essere resa nota a persona diversa dal custode. La  disamina
dei beni si svolge con modalita' idonee a garantire  la  riservatezza
dell'identita' degli interessati  e  ad  impedire  che  essi  abbiano
contatti tra loro.»;
    e) all'articolo 569, quarto comma,  le  parole  «puo'  stabilire»
sono  sostituite  dalle  seguenti:   «stabilisce,   salvo   che   sia
pregiudizievole per gli interessi dei creditori o  per  il  sollecito
svolgimento  della  procedura,»  e  dopo  le  parole  «con  modalita'
telematiche»  sono  aggiunte  le  seguenti:  «,  nel  rispetto  della
normativa   regolamentare   di   cui   all'articolo   161-ter   delle
disposizioni per l'attuazione del presente codice»;
  f) all'articolo 588, dopo le parole «istanza di assegnazione»  sono
aggiunte le seguenti: «, per se' o a favore di un terzo,»;
  g) dopo l'articolo 590, e' inserito il seguente:
  «Art. 590-bis (Assegnazione a favore di un terzo). - «Il  creditore
che e' rimasto assegnatario a favore di un terzo deve  dichiarare  in
cancelleria,  nei  cinque  giorni  dalla  pronuncia  in  udienza  del
provvedimento di assegnazione ovvero dalla comunicazione, il nome del
terzo  a  favore  del  quale  deve  essere   trasferito   l'immobile,
depositando la dichiarazione del  terzo  di  volerne  profittare.  In
mancanza, il trasferimento e' fatto a favore del creditore.  In  ogni
caso, gli obblighi  derivanti  dalla  presentazione  dell'istanza  di
assegnazione a norma del  presente  articolo  sono  esclusivamente  a
carico del creditore.»;
    h) all'articolo 591, secondo  comma,  dopo  le  parole  «fino  al
limite di un quarto» sono aggiunte le seguenti:  «e,  dopo  il  terzo
tentativo di vendita andato deserto, fino al limite della meta'»;
    i) all'articolo 596, primo comma:
  1)  dopo  le  parole:  «provvede   a   formare   un   progetto   di
distribuzione,» sono aggiunte le seguenti: «anche parziale,»;
  2) e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  «Il  progetto  di
distribuzione parziale non puo' superare il novanta per  cento  delle
somme da ripartire.».
    l) all'articolo 615, secondo comma,  e'  aggiunto,  in  fine,  il
seguente periodo: «Nell'esecuzione per  espropriazione  l'opposizione
e' inammissibile se e' proposta dopo che e' stata disposta la vendita
o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552, 569, salvo che  sia
fondata su fatti sopravvenuti ovvero l'opponente dimostri di non aver
potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.»;
    m)  all'articolo  648,  primo  comma,  la  parola  «concede»   e'
sostituita dalle seguenti: «deve concedere».
  2. All'articolo 16-bis del decreto-legge 18 ottobre  2012  n.  179,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,
sono apportate le seguenti modificazioni:
  a) il comma 9-sexies e'  sostituito  dal  seguente:  «9-sexies.  Il
professionista delegato a norma dell'articolo 591-bis del  codice  di
procedura civile, entro dieci giorni dalla  pronuncia  dell'ordinanza
di  vendita,  deposita  un  rapporto  riepilogativo  iniziale   delle
attivita' svolte. A decorrere dal deposito del rapporto riepilogativo
iniziale, il professionista  deposita,  con  cadenza  semestrale,  un
rapporto riepilogativo periodico delle attivita' svolte. Entro  dieci
giorni  dall'approvazione   del   progetto   di   distribuzione,   il
professionista delegato deposita  un  rapporto  riepilogativo  finale
delle attivita' svolte successivamente al deposito  del  rapporto  di
cui al periodo precedente.»;
  b) al comma 9-septies,  primo  periodo,  le  parole:  «il  rapporto
riepilogativo  finale  previsto  per  i  procedimenti  di  esecuzione
forzata» sono sostituite dalle seguenti:  «i  rapporti  riepilogativi
previsti per i procedimenti di esecuzione forzata».
  3. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e l), si applicano
ai procedimenti di esecuzione  forzata  per  espropriazione  iniziati
successivamente all'entrata in vigore della legge di conversione  del
presente decreto.
  4. La disposizione di cui al comma 1, lettera d), n. 1), si applica
agli ordini di liberazione disposti, nei procedimenti  di  esecuzione
forzata per espropriazione immobiliare,  successivamente  al  decorso
del termine di trenta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
legge di conversione del presente decreto.
  5. La disposizione di cui alla lettera e) si applica  alle  vendite
forzate di beni immobili disposte dopo il sessantesimo  giorno  dalla
data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente
decreto.
  6. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere f) e g), si applicano
alle  istanze  di  assegnazione  presentate,  nei   procedimenti   di
esecuzione forzata per espropriazione immobiliare, successivamente al
decorso del termine di trenta giorni dalla data di entrata in  vigore
della legge di conversione del presente decreto.
  7. Ai fini dell'applicazione della disposizione di cui alla lettera
h), si tiene conto, per il computo del numero  degli  esperimenti  di
vendita anche di quelli  svolti  prima  dell'entrata  in  vigore  del
presente decreto.
Art. 5
 
 
Accesso degli organi delle procedure  concorsuali  alle  informazioni
                     contenute nelle banche dati
 
  1. All'articolo 155-sexies delle  disposizioni  di  attuazione  del
codice di  procedura  civile  sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti
periodi: «Ai fini del recupero  o  della  cessione  dei  crediti,  il
curatore,  il  commissario  e  il  liquidatore   giudiziale   possono
avvalersi delle medesime disposizioni  anche  per  accedere  ai  dati
relativi ai soggetti nei cui confronti la  procedura  ha  ragioni  di
credito, anche in mancanza di titolo esecutivo  nei  loro  confronti.
Quando di tali disposizioni ci si  avvale  nell'ambito  di  procedure
concorsuali   e   di   procedimenti   in   materia    di    famiglia,
l'autorizzazione spetta al giudice del procedimento.».  Art. 6
 
 
                  Modifiche alla legge fallimentare
 
  1. Al regio decreto  16  marzo  1942,  n.  267  sono  apportate  le
seguenti modificazioni:
  a) all'articolo 40, dopo il quarto comma, e' aggiunto il  seguente:
«Il   comitato   dei   creditori   si   considera   costituito    con
l'accettazione, anche per via telematica, della nomina da  parte  dei
suoi componenti, senza necessita' di convocazione dinanzi al curatore
ed anche prima della elezione del suo presidente.»;
  b) all'articolo 95, terzo comma, e' aggiunto in  fine  il  seguente
periodo: «In relazione al numero dei creditori  e  alla  entita'  del
passivo, il giudice delegato puo' stabilire che l'udienza sia  svolta
in  via  telematica  con  modalita'   idonee   a   salvaguardare   il
contraddittorio e l'effettiva  partecipazione  dei  creditori,  anche
utilizzando le strutture  informatiche  messe  a  disposizione  della
procedura da soggetti terzi.»;
  c) all'articolo 104-ter, decimo comma, e'  inserito,  in  fine,  il
seguente periodo: «E' altresi' giusta causa di revoca, in presenza di
somme  disponibili  per  la   ripartizione,   il   mancato   rispetto
dell'obbligo di cui all'articolo 110 primo comma.»;
  d) all'articolo 163, secondo comma, dopo il n. 2)  e'  aggiunto  il
seguente: «2-bis) in relazione al numero dei creditori e alla entita'
del  passivo,  puo'  stabilire  che  l'adunanza  sia  svolta  in  via
telematica con modalita' idonee a salvaguardare il contraddittorio  e
l'effettiva  partecipazione  dei  creditori,  anche  utilizzando   le
strutture  informatiche  messe  a  disposizione  della  procedura  da
soggetti terzi»;
  e) all'articolo  175  comma  secondo,  e'  inserito,  in  fine,  il
seguente periodo: «Quando il tribunale ha disposto che l'adunanza sia
svolta in via telematica, la discussione sulla proposta del  debitore
e sulle eventuali proposte concorrenti e' disciplinata  con  decreto,
non soggetto a reclamo, reso dal giudice delegato almeno dieci giorni
prima dell'adunanza.».
 Art. 7
 
 
         Societa' per la Gestione di Attivita' S.G.A. S.p.a.
 
  1. Le azioni rappresentative  dell'intero  capitale  sociale  della
Societa' per la Gestione di Attivita' S.G.A.  S.p.A.,  istituita  nel
quadro  degli   interventi   di   risanamento,   ristrutturazione   e
privatizzazione del Banco  di  Napoli  di  cui  al  decreto-legge  24
settembre 1996, n.  497,  convertito  in  legge,  con  modificazioni,
dall'articolo 1 della legge 19 novembre  1996,  n.  588  (di  seguito
anche «SGA»), per le quali e' attribuito al Ministero dell'economia e
delle finanze il diritto di pegno ai  sensi  dell'articolo  3,  comma
6-bis, del decreto-legge 24 settembre 1996,  n.  497,  convertito  in
legge, con modificazioni, dall'articolo 1  della  legge  19  novembre
1996, n. 588, sono interamente trasferite al Ministero  dell'economia
e delle finanze. A fronte del trasferimento,  sara'  riconosciuto  un
corrispettivo non superiore ad euro 600.000 pari al  valore  nominale
delle azioni trasferite, determinato  sulla  base  di  una  relazione
giurata di  stima  prodotta  da  uno  o  piu'  soggetti  di  adeguata
esperienza e  qualificazione  professionale  nominati  dal  Ministero
dell'economia e delle finanze.
  2.  Successivamente  all'acquisizione  da   parte   del   Ministero
dell'economia e delle finanze, la SGA  puo'  acquistare  sul  mercato
crediti,  partecipazioni  e  altre  attivita'  finanziarie,   nonche'
compiere le ulteriori attivita'  previste  dallo  statuto,  fermo  il
rispetto dei requisiti e  degli  obblighi  previsti  dalla  normativa
applicabile allo svolgimento di determinate tipologie di servizi  nei
confronti del pubblico. Dalla data di entrata in vigore del  presente
decreto-legge sono abrogati i commi 6 e  6-bis  dell'articolo  3  del
decreto-legge 24 settembre 1996, n. 497,  convertito  in  legge,  con
modificazioni, dall'articolo 1 della legge 19 novembre 1996, n.  588.
Lo statuto della SGA  e'  adeguato  alle  disposizioni  del  presente
articolo.
 
Capo II

Misure in favore degli investitori in banche in liquidazione
 Art. 8
 
 
                             Definizioni
 
  1. Ai fini del presente capo si intendono per:
  a) «investitore»: la persona  fisica,  l'imprenditore  individuale,
anche agricolo, e il coltivatore diretto, o il suo successore  mortis
causa,  che  ha  acquistato  gli  strumenti  finanziari   subordinati
indicati nell'articolo 1, comma 855, della legge 28 dicembre 2015, n.
208 (di seguito: «Legge di stabilita' per il 2016»),  nell'ambito  di
un rapporto negoziale diretto con la Banca in liquidazione che li  ha
emessi;
  b) «Banca in liquidazione» o «Banca»:  la  Cassa  di  Risparmio  di
Ferrara S.p.a. in liquidazione coatta amministrativa, la Banca  delle
Marche  S.p.a.  in  liquidazione  coatta  amministrativa,  la   Banca
popolare dell'Etruria e  del  Lazio  S.p.a.  in  liquidazione  coatta
amministrativa,  la  Cassa  di  risparmio   di   Chieti   S.p.a.   in
liquidazione coatta amministrativa;
  c) «Nuova Banca»: la Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.a., la
Nuova Banca delle Marche S.p.a., la Nuova Banca popolare dell'Etruria
e del Lazio S.p.a., la Nuova Cassa di  risparmio  di  Chieti  S.p.a.,
istituite dall'articolo 1 del decreto-legge 22 novembre 2015, n. 183;
  d) «Fondo di solidarieta'»: il  Fondo  istituito  dall'articolo  1,
comma 855, della legge di stabilita' per il 2016;
  e) «Fondo»: il Fondo Interbancario di  Tutela  dei  Depositi  quale
gestore del Fondo di solidarieta' di cui alla lettera d);
  f) «prestazione dei  servizi  e  delle  attivita'  di  investimento
relativi  alla  sottoscrizione  o  al  collocamento  degli  strumenti
finanziari subordinati»: la prestazione di ciascuno  dei  servizi  ed
attivita' di cui all'articolo 1, comma 5, e all'articolo  25-bis  del
testo  unico  delle  disposizioni  in  materia   di   intermediazione
finanziaria di cui al decreto legislativo del 24  febbraio  1998,  n.
58, ove nella prestazione di tale servizi o attivita' sono  stati  in
qualsiasi forma e con qualsiasi modalita' acquistati  o  sottoscritti
dall'investitore  i  suddetti   strumenti   finanziari   subordinati,
nell'ambito di un rapporto negoziale con la Banca in liquidazione;
  g) «MTS»: il Mercato telematico all'ingrosso dei  titoli  di  Stato
(MTS) gestito dalla Societa' per il Mercato dei Titoli di Stato - MTS
S.p.A.
 Art. 9
 
 
       Accesso al Fondo di solidarieta' con erogazione diretta
 
  1. Gli investitori che hanno acquistato gli strumenti finanziari di
cui all'articolo 8, comma 1, lettera a) entro la data del  12  giugno
2014 e che li detenevano alla data della risoluzione delle Banche  in
liquidazione possono chiedere al Fondo l'erogazione di un  indennizzo
forfettario dell'ammontare determinato  ai  sensi  del  comma  3,  al
ricorrere di una delle seguenti condizioni:
  a) patrimonio mobiliare di proprieta'  dell'investitore  di  valore
inferiore a 100.000 euro;
  b)  ammontare  del   reddito   lordo   dell'investitore   ai   fini
dell'imposta  sul  reddito  delle  persone  fisiche  nell'anno   2015
inferiore a 35.000 euro.
  2. Il valore del patrimonio mobiliare di cui al  comma  1,  lettera
a), risulta dalla somma di:
  a) patrimonio mobiliare posseduto al 31 dicembre 2015, esclusi  gli
strumenti finanziari di cui all'articolo  8,  comma  1,  lettera  a),
calcolato secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto del
Ministero del lavoro e delle politiche  sociali,  Direzione  generale
per l'inclusione e le politiche sociali di concerto con il  Ministero
dell'economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze 29 dicembre
2015, n. 363, recante approvazione del modello tipo di  dichiarazione
sostitutiva unica (DSU), nonche' delle  relative  istruzioni  per  la
compilazione, ai sensi dell'articolo 10, comma  3,  del  decreto  del
Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
  b)  il  corrispettivo  pagato  per   l'acquisto   degli   strumenti
finanziari di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), detenuti  alla
data della risoluzione delle Banche in liquidazione, al  netto  degli
oneri e spese direttamente connessi all'operazione di acquisto.
  3. L'importo dell'indennizzo forfetario e' pari  all'80  per  cento
del corrispettivo pagato per l'acquisto degli strumenti finanziari di
cui all'articolo 8, comma 1,  lettera  a),  acquistati  entro  il  12
giugno 2014 e detenuti alla data della risoluzione  delle  Banche  in
liquidazione, al netto di:
  a) oneri e spese direttamente connessi all'operazione di acquisto;
  b) la differenza, se positiva, tra il  rendimento  degli  strumenti
finanziari subordinati e il rendimento di mercato  di  un  Buono  del
Tesoro  poliennale  in  corso  di  emissione  di  durata  finanziaria
equivalente oppure  il  rendimento  ricavato  tramite  interpolazione
lineare di Buoni del Tesoro Poliennali in corso di  emissione  aventi
durata finanziaria piu' vicina.
  4. Ai fini del calcolo della differenza di cui al comma 3,  lettera
b), il rendimento degli strumenti finanziari subordinati e'  rilevato
alla data di acquisto o di sottoscrizione, mentre il  rendimento  del
Buono del Tesoro Poliennale di durata finanziaria equivalente  o  dei
BTP usati per l'interpolazione e' determinato sulla base  della  loro
quotazione di chiusura, alla medesima data, nel mercato regolamentato
dei titoli di Stato MTS.
  5.  L'importo  di  cui  al  comma  3,  lettera  b),  e'   calcolato
moltiplicando tra loro:
  a) la differenza tra i rendimenti di cui al comma 4;
  b) gli anni e la frazione d'anno trascorsi dalla data di acquisto o
di sottoscrizione degli strumenti finanziari subordinati  e  la  data
del provvedimento di risoluzione delle Banche in liquidazione;
  c)  il  corrispettivo  pagato  per   l'acquisto   degli   strumenti
finanziari  subordinati  al  netto  di  oneri  e  spese  direttamente
connessi all'operazione di acquisto.
  6. L'istanza di erogazione dell'indennizzo forfetario  deve  essere
presentata, a pena di decadenza, entro quattro  mesi  dalla  data  di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. La
presentazione di tale istanza non consente il ricorso alla  procedura
arbitrale di cui all'articolo 1, commi da 857 a 860  della  legge  28
dicembre 2015, n. 208.
  7.  L'istanza   di   erogazione   dell'indennizzo   forfetario   e'
indirizzata al Fondo. Nell'istanza sono indicati:
  a) il  nome,  l'indirizzo  e  l'elezione  di  un  domicilio,  anche
digitale;
  b) la Banca  in  liquidazione  presso  la  quale  l'investitore  ha
acquistato gli strumenti finanziari subordinati;
  c) gli strumenti finanziari subordinati acquistati, con indicazione
della quantita',  del  controvalore,  della  data  di  acquisto,  del
corrispettivo pagato,  degli  oneri  e  spese  direttamente  connessi
all'operazione di acquisto e, ove disponibile, del codice ISIN.
  8. L'investitore allega all'istanza i seguenti documenti:
  a) il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati;
  b) i moduli di sottoscrizione o d'ordine di acquisto;
  c) attestazione degli ordini eseguiti;
  d) copia della richiesta di pagamento, alla Banca in  liquidazione,
del credito relativo agli strumenti finanziari subordinati;
  e) una dichiarazione sulla consistenza  del  patrimonio  mobiliare,
calcolato ai sensi del comma 2, ovvero sull'ammontare del reddito  di
cui al comma 1, lettera b), resa ai sensi degli articoli 46 e 47  del
decreto del Presidente della Repubblica 28  dicembre  2000,  n.  445,
contenente espressa dichiarazione di  consapevolezza  delle  sanzioni
penali previste in caso di dichiarazioni  non  veritiere  e  falsita'
negli atti a norma dell'articolo 76 del citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 445 del 2000.
  9. Il Fondo verifica la completezza della documentazione  e,  sulla
base di questa, la sussistenza delle condizioni di cui  al  comma  1,
calcola l'importo dell'indennizzo ai sensi del comma 3 e procede alla
liquidazione entro il termine di sessanta giorni dalla richiesta.
  10. Gli investitori che intendono accedere alle risorse  del  Fondo
di solidarieta' e che non hanno presentato  l'istanza  di  erogazione
dell'indennizzo forfetario  di  cui  ai  commi  da  1  a  9,  possono
esperire, in via alternativa a tale istanza, la  procedura  arbitrale
di cui all'articolo 1, commi da 857 a 860  della  legge  28  dicembre
2015, n. 208. L'attivazione della  procedura  arbitrale  preclude  la
possibilita' di esperire la procedura di cui ai commi da 1 a  9.  Ove
questa sia stata gia' attivata la relativa istanza e'  improcedibile.
L'istanza di erogazione dell'indennizzo forfetario di cui ai commi da
1 a 9 in relazione a strumenti finanziari acquistati  entro  la  data
del 12 giugno 2014 non preclude  l'accesso,  da  parte  dei  medesimi
investitori,  alla  procedura  arbitrale  in  relazione  a  strumenti
finanziari acquistati oltre la suddetta data

  Art. 10
 
 
          Disposizioni transitorie ed abrogazione di norme
 
  1. All'articolo 1  della  legge  28  dicembre  2015,  n.  208  sono
apportate le seguenti modifiche:
  a) il comma 856 e' sostituito  dal  seguente:  «856.  Il  Fondo  di
solidarieta' e' alimentato, sulla  base  delle  esigenze  finanziarie
connesse   alla   corresponsione   delle   prestazioni   dal    Fondo
interbancario di tutela dei depositi istituito ai sensi dell'articolo
96 del testo unico delle leggi in materia bancaria e  creditizia,  di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.»;
  b) al comma 857, le parole: «novanta giorni» sono sostituite  dalle
seguenti: «centottanta giorni».
 

Capo III

Altre disposizioni finanziarie

Art. 11
 
 
                  Attivita' per imposte anticipate
 
  1. Le imprese interessate dalle disposizioni di cui all'articolo 2,
commi da 55 a  57,  del  decreto-legge  29  dicembre  2010,  n.  225,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011,  n.  10,
come successivamente integrato dal decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.
214, possono optare, con riferimento all'ammontare di  attivita'  per
imposte anticipate pari alla differenza di cui al successivo comma 2,
per il mantenimento dell'applicazione delle predette disposizioni  al
ricorrere delle condizioni  ivi  previste.  L'opzione  e'  esercitata
entro un mese dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto,
e' irrevocabile e comporta l'obbligo del pagamento di un canone annuo
fino all'esercizio in  corso  al  31  dicembre  2029.  Il  canone  e'
deducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP.
  2. Il  canone  e'  determinato  annualmente  applicando  l'aliquota
dell'1,5 per cento alla differenza tra  l'ammontare  delle  attivita'
per imposte anticipate e le imposte versate.
  3. L'ammontare delle attivita' per imposte  anticipate  di  cui  al
comma 2 e' determinato ogni anno sommando algebricamente:
  a) la differenza, positiva o negativa, tra le attivita' per imposte
anticipate cui si applicano i commi da 55 a 57 del citato articolo  2
del decreto-legge n. 225 del 2010, iscritte  in  bilancio  alla  fine
dell'esercizio e quelle iscritte alla fine dell'esercizio in corso al
31 dicembre 2007;
  b) le attivita'  per  imposte  anticipate  trasformate  in  credito
d'imposta ai sensi delle disposizioni di cui ai predetti commi da  55
a 57 dell'articolo 2 del citato decreto-legge n. 225 del 2010.
  4. Ai fini della determinazione delle imposte  versate  di  cui  al
comma 2 si tiene conto dell'IRES, comprese le  relative  addizionali,
versata con riferimento al periodo d'imposta in corso al 31  dicembre
2008 e ai successivi, e dell'IRAP versata con riferimento ai  periodi
d'imposta in corso al 31 dicembre 2013  e  ai  successivi.  Si  tiene
altresi' conto dell'imposta sostitutiva di cui all'articolo 15, commi
10, 10-bis e 10-ter del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e
dell'imposta sostitutiva di cui all'articolo 176,  comma  2-ter,  del
testo unico delle imposte sui  redditi,  approvato  con  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,  n.  917,  versate  con
riferimento al periodo d'imposta in  corso  al  31  dicembre  2008  e
successivi, fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014.
  5. Se le imposte versate di cui al comma 4  superano  le  attivita'
per imposte anticipate di cui al comma 3, il canone non e' dovuto.
  6. In caso di partecipazione delle imprese di cui  al  comma  1  al
consolidato nazionale  di  cui  agli  articoli  117  e  seguenti  del
predetto testo  unico  delle  imposte  sui  redditi,  ai  fini  della
determinazione della differenza  di  cui  al  comma  2,  per  imposte
versate  si  intendono  l'IRES   versata   dalla   consolidante,   le
addizionali all'IRES, l'IRAP e le imposte sostitutive di cui al comma
4 versate dai soggetti partecipanti al consolidato che rientrano  tra
le imprese di cui al comma 1; l'ammontare delle attivita' per imposte
anticipate di cui al comma 3 e' dato dalla somma dell'ammontare delle
attivita' per imposte anticipate di cui  al  comma  3  delle  singole
imprese di cui al comma 1 partecipanti al consolidato.
  7. Il versamento del canone e' effettuato per ciascun anno entro il
termine per il  versamento  a  saldo  delle  imposte  sui  redditi  a
decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2015. In caso
di partecipazione delle imprese di cui  al  comma  1  al  consolidato
nazionale di cui agli articoli 117 e seguenti del citato testo  unico
delle  imposte  sui  redditi,  il  versamento  e'  effettuato   dalla
consolidante.
  8. Qualora a partire dall'esercizio in corso al 31 dicembre 2008 le
imprese di cui al comma  1  abbiano  incrementato  le  attivita'  per
imposte anticipate cui si applicano i commi da 55 a 57  dell'articolo
2 del citato decreto-legge n. 225 del 2010, in qualita'  di  societa'
incorporante o risultante da una o piu'  fusioni  o  in  qualita'  di
beneficiaria di una o piu' scissioni, ai  fini  della  determinazione
dell'ammontare delle attivita' per imposte anticipate di cui al comma
3, si tiene  conto  anche  delle  attivita'  per  imposte  anticipate
iscritte alla fine dell'esercizio in corso al 31  dicembre  2007  nei
bilanci delle societa' incorporate, fuse o scisse e  delle  attivita'
per  imposte  anticipate  trasformate  in  credito  d'imposta   dalle
societa' incorporate, fuse o scisse;  ai  fini  della  determinazione
delle imposte versate di cui al comma 4 si tiene  conto  anche  delle
imposte versate dalle societa' incorporate, fuse o scisse.
  9. A partire dall'esercizio successivo a  quello  in  corso  al  31
dicembre 2015, le  imprese  interessate  dalle  disposizioni  di  cui
all'articolo 2, commi da 55 a 57, del citato decreto-legge n. 225 del
2010, che non abbiano esercitato l'opzione entro i termini di cui  al
comma 1 e che incorporino o risultino da una o piu' fusioni di  altre
imprese, oppure siano beneficiarie di una o  piu'  scissioni  possono
esercitare l'opzione di cui al medesimo comma 1 entro un  mese  dalla
chiusura dell'esercizio in corso alla  data  in  cui  ha  effetto  la
fusione o la scissione.
  10. Se non e' effettuata l'opzione di cui al comma 1, i commi da 55
a 57 dell'articolo 2 del citato decreto-legge n.  225  del  2010,  si
applicano  all'ammontare  delle  attivita'  per  imposte   anticipate
iscritte in bilancio diminuite della differenza, se positiva, di  cui
al comma 2. In caso di  partecipazione  al  consolidato  fiscale,  la
predetta differenza viene attribuita alle  societa'  partecipanti  in
proporzione alle attivita' per imposte anticipate di  cui  ai  citati
commi da 55 a 57 detenute da ciascuna di esse.
  11. Ai fini dell'accertamento, delle sanzioni e  della  riscossione
del canone di cui al comma 1, nonche' per il relativo contenzioso, si
applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi.
  12. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono
stabilite le disposizioni attuative del presente articolo,
  13. Le maggiori entrate derivanti dal presente articolo valutate in
224,3 milioni di euro per l'anno 2016, in 101,7 milioni di  euro  per
l'anno 2017, in 128 milioni di euro per l'anno 2018, in 104,8 milioni
di euro per l'anno 2019, in 80,7 milioni di euro per l'anno 2020,  in
58,6 milioni di euro per l'anno 2021, in 39,1  milioni  di  euro  per
l'anno 2022, in 32,2 milioni di euro per l'anno 2023, in  22  milioni
di euro per l'anno 2024, in 17,6 milioni di euro per l'anno 2025,  in
15,8 milioni di euro per l'anno 2026, in 14,8  milioni  di  euro  per
l'anno 2027 e in 3,8 milioni di euro per l'anno 2028, sono destinate:
  a) quanto a 124,3 milioni di euro per l'anno 2016, al Fondo di  cui
all'articolo 1, comma 1240, della legge 27 dicembre 2006, n.  296,  e
successive modificazioni;
  b) quanto a 100 milioni di euro per l'anno 2016, al  Fondo  di  cui
all'articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come
rifinanziato ai sensi dell'articolo 1,  comma  639,  della  legge  28
dicembre 2015, n. 208;
  c) quanto a 101,7 milioni di euro per l'anno 2017, in  128  milioni
di euro per l'anno 2018, in 104,8 milioni di euro per l'anno 2019, in
80,7 milioni di euro per l'anno 2020, in 58,6  milioni  di  euro  per
l'anno 2021, in 39,1 milioni di euro per l'anno 2022, in 32,2 milioni
di euro per l'anno 2023, in 22 milioni di euro per  l'anno  2024,  in
17,6 milioni di euro per l'anno 2025, in 15,8  milioni  di  euro  per
l'anno 2026, in 14,8 milioni di euro per l'anno 2027 e in 3,8 milioni
di euro per l'anno 2028,  al  Fondo  per  interventi  strutturali  di
politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge
29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla  legge
27 dicembre 2004, n. 307.
  14. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
 

Art. 12
 
 
Fondo  di  solidarieta'  per  la  riconversione  e   riqualificazione
               professionale del personale del credito
 
  1. Limitatamente agli anni 2016 e 2017, ferma restando la modalita'
di finanziamento prevista dall'articolo  33,  comma  3,  del  decreto
legislativo 14 settembre 2015, n. 148, la finalita' di cui al comma 9
lettera b) dell'articolo 26 del medesimo decreto n. 148 del 2015, con
riferimento  al  Fondo  di  solidarieta'  per  la   riconversione   e
riqualificazione professionale, per il  sostegno  dell'occupazione  e
del reddito del personale del credito, puo' essere riconosciuta,  nel
quadro  dei  processi  di  agevolazione  all'esodo,  in  relazione  a
lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il  pensionamento
di vecchiaia o anticipato nei successivi sette  anni.  L'operativita'
delle  disposizioni  di  cui  al   primo   periodo   e'   subordinata
all'emanazione del regolamento di adeguamento  della  disciplina  del
Fondo, da adottarsi con decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
finanze entro trenta giorni dall'entrata in  vigore  della  legge  di
conversione del presente decreto. Dall'attuazione di quanto  previsto
dal presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri  per
la finanza pubblica.
 

Capo IV

Copertura finanziaria
Art. 13
 
 
                        Copertura finanziaria
 
  1. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, comma 6, 3, comma 8 e  7,
pari complessivamente a 4,3 milioni di euro per l'anno  2016,  a  3,6
milioni di euro per l'anno 2017 e a 3,5 milioni di  euro  per  l'anno
2018,   si   provvede   mediante   corrispondente   riduzione   dello
stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai  fini
del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di
riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»  dello  stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per  l'anno
2016, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a  3,7  milioni  di
euro per l'anno 2016, l'accantonamento relativo  al  Ministero  della
giustizia e, quanto a 0,6 milioni di euro  per  l'anno  2016,  a  3,6
milioni di euro per l'anno 2017 e a 3,5 milioni di  euro  per  l'anno
2018, l'accantonamento relativo al Ministero  dell'economia  e  delle
finanze.
  2. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
 Art. 14
 
 
                        
 Entrata in vigore
 
  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a
quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 3 maggio 2016
 
                             MATTARELLA
 
 
                                Renzi, Presidente del  Consiglio  dei
                                ministri
 
                                Padoan,  Ministro   dell'economia   e
                                delle finanze
 
                                Orlando, Ministro della giustizia
 
 
Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale