NORME IN MATERIA DI ADOZIONI

                                                                     - Brevi schede informative -

 FRANCIA

Nella legislazione francese si distinguono tre tipi di adozioni: l’adozione definitiva (l’adoption plénièr); l’adozione semplice (l’adoption simple) e l’adozione internazionale (l’adoption internazionale). Questa materia viene trattata nella legislazione francese nel Codice civile (Titolo VIII, capp. I,II,III, articoli 343-370-5) e dal Codice dell’azione sociale e delle famiglie (Libro 2, Titolo 2, Capitolo 5, artt. L225-1 – L 225-18) e adeguando le disposizioni esistenti a quelle della Convenzione dell’Aja del 29.5.1993 sulla tutela del bambino e sulla cooperazione internazionale in materia di adozione.

Le leggi che contengono le principali riforme legislative sono la n. 96-604 del 5.7.1996 in materia di adozione; la n. 2001-11 dell’11.7.1996 in materia di adozione internazionale; la n. 2002-93 del 22.1.2002 relativa all’accesso alle origini e, infine,  le nn. 22-304 e 305 del 4.3.2002 relative al nome di famiglia e all’autorità parentale.

Per quanto riguarda  l’adozione definitiva   possono farne richiesta coniugi non separati, sposati da più di due anni o che abbiano ambedue una età superiore ai 28 anni, oppure celibi con una età superiore ai 28 anni. Non viene richiesto il limite di età nel caso di adozione del figlio del coniuge. Nella legge francese non viene posto alcun limite d’età superiore, né differenza di età tra chi adotta e chi viene adottato.

Le domande di adozione sono indirizzate alla Direction del ‘action sociale de l’enfance et de la santé  o ad un ente autorizzato che verificheranno nell’arco nove mesi  se la coppia richiedente è in possesso  dei requisiti richiesti per l’adozione.

In Francia sono adottabili i bambini i cui genitori hanno acconsentito all’adozione,  i bambini ricoverati in istituti statali e quelli dichiarati abbandonati. L’età per essere adottati va da tre mesi a 15 anni e chi ha più di 13 anni deve esprimere il proprio consenso all’adozione; tale  consenso può essere revocato entro due mesi.

. Dopo il parere positivo della Direction del ‘action sociale de l’enfance et de la santé

il bambino è accolto provvisoriamente nella nuova famiglia. L’adozione sarà valida a tutti li effetti solo alla pronuncia del giudice. L’adozione è irrevocabile ed il bambino acquisisce nazionalità e cognome dei genitori adottivi ed avrà gli stessi diritti ed obblighi dei figli naturali. Le spese sostenute, all’infuori di quelle mediche, sono gratuite.

Per l’ l’adozione semplice non sono previsti limiti di età per chi adotta e la legge  francese prevede  che la si possa ottenere anche in mancanza di quella definitiva.

L’iter per l’adozione semplice è in tutto simile a quella dell’adozione definitiva ma se ne differenzia negli effetti; infatti non vengono rescissi i legami di filiazione con la famiglia di origine e se ne conservano i diritti; il bambino prende il nome del genitore adottivo in aggiunta e non in sostituzione del nome del della famiglia d’origine.

Nell’adozione semplice l’adottato ha gli stessi diritti dei figli legittimi. L’adozione semplice può essere revocata in caso di gravi motivi sia dall’adottante che dall’adottato. In caso di revoca definitiva verranno a cessare tutti gli effetti dell’adozione stessa.

L’adozione internazionale , regolata dalla legge n. 201-111 del 6.2.2001 ha soprattutto lo scopo di porre fine alle difficoltà giuridiche legate all’adozione internazionale a causa dei regimi giuridici diversi a cui sono soggetti sia l’adottante che l’adottato.

Poiché la legge n.2002-93 proibisce a persone fisiche di fare da intermediari nelle  adozioni, questo compito viene svolto esclusivamente da enti preposti. Tali enti devono essere autorizzati con permesso speciale del ministero Affari Esteri quando si tratta  di adozioni di minori stranieri.

Gli Enti preposti alle adozioni sono il Consiglio superiore dell’adozione e l’Autorità centrale per l’adozione. 

GERMANIA

Nella legislazione tedesca la normativa che disciplina l’adozione, specie di minori, è contenuta nei paragrafi 1741-1766 del Codice civile (Buergerliches Gesetzbuch-BGB). L’adozione è ammessa solo se finalizzata al  benessere del minore e se si instaura un vero rapporto familiare tra l’adottante e l’adottato.

Perché si possa adottare un minore viene richiesta la piena capacità giuridica e una età minima di 25 anni. E’ consentito adottare un minore individualmente anche alle persone non coniugate, le coppie sposate invece possono adottare solo congiuntamente. In questo   

caso è sufficiente che uno dei due coniugi abbia almeno 25 anni e l’altro almeno 21. In caso di adozione di un proprio figlio naturale o del figlio del proprio coniuge,  l’età minima è ridotta a 21 anni. Nel caso di coppia omosessuale (prevista dalla legge tedesca) l’adozione congiunta non è possibile, così come avviene per le convivenze senza il vincolo del matrimonio.

La legge tedesca non prevede una determinata differenza di età tra adottato e adottante né una durata minima del matrimonio da parte di coppie sposate.

Per l’adozione si presuppone che i genitori naturali abbiano dato il loro consenso ma solo se il bambino ha 8 settimane di vita. E’ richiesto anche il consenso del minore, consenso espresso dal suo rappresentante legale fino all’età di 14 anni.  L’adozione viene pronunciata dal giudice tutelare al termine di un opportuno periodo di affidamento e dopo che allo stesso giudice l’Ufficio regionale della gioventù (Landesjugendamt) ha presentato un parere vincolante sulla sussistenza dei requisiti dell’adozione.

Con la pronuncia dell’adozione il minore acquista lo status giuridico di figlio biologico e riceve il cognome dei genitori adottivi con i diritti e i doveri legati al nuovo status; di conseguenza si estinguono i legami di parentela con la famiglia di origine anche se il bambino mantiene il diritto fondamentale di conoscere le sue origini.

L’eventuale annullamento ex officio dell’adozione da parte del giudice tutelare durante la minore età del bambino  sarà giustificato solo da gravi motivi inerenti il benessere dell’adottato.

La legge sulla mediazione in materia di adozione (Adoptionvermittlungsgesetz-AdVermiG ) regola  la normativa sul procedimento di adozione ed i poteri delle autorità preposte. I paragrafi 49 e 56d della legge sulla volontaria giurisdizione (Gesetz zu den Angelegenheiten dei freiwilligen Gerichtbarkeit-fgg) e i paragrafi 50 e 51 dell’Ottavo libro del Codice sociale (Sozialgesetzbuch) regolano la partecipazione delle  autorità  al procedimento giudiziario delle adozioni.

L’adozione internazionale ha subito delle modifiche a seguito della ratifica della Convenzione dell’Aja,  del 29.5.1993  riguardante la protezione dei bambini e la cooperazione nel settore dell’adozione internazionale. Poiché il principio ispiratore è il benessere del minore la Convenzione regola in particolare il consenso dei genitori naturali, la regolarità del procedimento, il controllo dello Stato e il divieto assoluto di ogni forma di traffico di bambini con  lo scopo dell’adozione.

 La ratifica di questa Convenzione, avvenuta con la legge del 5.11.2001, ha portato ad un nuovo quadro normativo composto dalle seguenti leggi:1) Legge di attuazione della menzionata Convenzione dell’Aja (Adoptionsuebereinkommens-Ausfuehrungsgesetz – AdUebAG). 2) Legge sugli effetti dell’adozione pronunciata secondo il diritto straniero (Adoptionswikungsgesetz-AdWirkG). 3) Legge sull’intermediazione in materia di adozione (Adoptionsvermittlungsgesetz – AdVermiG).

In Germania le Autorità responsabili sono, a livello federale, l’Ufficio centrale per le adozioni internazionali, e a livello regionale, gli Uffici regionali della gioventù (Landesjugendaemter) così come definite dalla Convenzione dell’Aja.

REGNO UNITO

Nel Regno Unito la normativa in materia di adozioni è regolata dall’Adoption and Children Act, approvato nel 2002. Esso modifica l’ Adoption Act del 1976, attualmente abrogato, ma ne  ha conservato nel nuovo testo  il generale impianto organizzativo  fondato  sulla istituzione delle adoption agencies  sparse presso i singoli enti territoriali. Tali agencies  nel loro complesso costituiscono l’Adoption Services  nazionale e non si limitano solo a compiti di valutazione della idoneità dei possibili adottandi ma comprendono anche funzioni di tipo amministrativo ed assistenziale.

Del precedente  Adoption Act del 1976 sono state conservate le cosiddette approved adoption societies  (ora denominate registered adption societies ) che operano su base volontaristica o a carattere d’impresa ma soggette alla previa autorizzazione ministeriale.

Lo scopo principale della nuova legge consiste nel porre l’interesse del minore al centro del procedimento dell’adozione. Il testo legislativo si compone di 150 articoli di cui si segnalano in particolare quelli riguardanti il procedimento di adozione; l’adozione di minori da parte di coppie non sposate; il diritto della persona adottata ad accedere alle informazioni sui propri genitori naturali; le forme di ‘custodia speciale’, quando è prevista.

Per quanto concerne il primo aspetto menzionato, la nuova legge fissa regole nuove nel procedimento di adozione, a seconda che l’adottabilità del minore sia conseguente al consenso dei genitori naturali oppure ad un provvedimento giudiziale in base al quale l’autorità competente è autorizzata ad affidare il minore a persone da essa selezionate.

La nuova legge del 2002 introduce una notevole innovazione rispetto a quella abrogata del 1976 perché prevede, differentemente dalla precedente, la possibilità di adottare da parte di singoli e di coppie, sposate o non sposate. Nella definizione di ‘coppia’ si configura anche quella di persone non sposate.

La nuova normativa dà diritto inoltre agli adottati di accedere alle informazioni riguardanti le proprie origini attraverso il libero accesso ai propri dati contenuti nei registri delle nascite e delle adozioni.

La nuova legge, infine, introduce un nuovo istituto a tutela del minore, il cosiddetto guardianship. Esso opera in casi particolari, quando, per esempio, non si ritenga che  l’adozione sia l’opzione migliore o se non si ritenga opportuno il ricongiungimento con i genitori naturali.

Riguardo all’adozione internazionale l’Adoption and Children Act, del 2002 si presenta articolato soprattutto in due ambiti: per le adozioni internazionali che rientrano nella disciplina della Convenzione dell’Aja, la disciplina legislativa e sublegislativa interna è rispettivamente costituita dalla richiamata legge del 1999 e dalle successive Regulations  del 2003. Per le adozioni internazionali che non rientrano nell’ambito della Convenzione dell’Aja la nuova legge approvata nel 2002 rinvia ad apposita decretazione applicativa concernente i requisiti di registrazione nel Regno Unito.

La disciplina delle adozioni internazionali per la sua complessità dovuta anche all’intersecarsi con le norme in materia di immigrazione, viene integrata in fase di applicazione da provvedimenti amministrativi di competenza del ministero dell’Interno.

SPAGNA

L'adozione in Spagna è regolata dagli articoli 175-180 del Codice civile (Còdigo civil Titulo VII, Capìtulo V, Secciòn secunda, De la adoption).

Per procedere all'adozione è necessario che l'adottante abbia compiuto venticinque anni, ma se l'adozione è effettuata da ambedue i coniugi è sufficiente che uno dei due abbia questa età. Importante è che tra l'adottante e l'adottato intercorrano almeno quattordici anni. Possono essere adottati soltanto minori non emancipati, tuttavia la legge prevede l'adozione per maggiorenni o minori emancipati qualora essi prima della emancipazione  abbiano vissuto in una condizione ininterrotta di affidamento o convivenza con l'adottante e se questa convivenza abbia avuto inizio prima del quattordicesimo anno di età dell'adottando.

Non possono essere adottati, secondo la legge, i discendenti, i parenti di secondo grado della linea collaterale, il pupillo, da parte del suo tutore, fino a quando non sia stato definitivamente approvato il resoconto della tutela.

L'adottato non può essere adottato da più persone, salvo che si tratti di due coniugi. Nel caso l'adottante muoia o perda la patria potestà l'adottato può essere nuovamente adottato.

L'adozione si costituisce con una decisione del giudice il quale terrà conto soprattutto dell'interesse dell'adottato. Inoltre l'adozione richiede il consenso dell'adottante (o dei coniugi adottanti) e dell'adottando maggiore di dodici anni. Il consenso è espresso alla presenza del giudice ;l'adozione  estingue tutti i vincoli giuridici tra l'adottato e la sua famiglia di origine; l'adozione, infine,  è irrevocabile.

L' adozione internazionale

E' regolata dalla Ley orgànica1/1996 de 15 de enero, de protecciòn juridìca del menor, articoli 24 e 25. Nell'art. 24 è in sostanza riportato quanto in generale disposto dalla legislazione civile in materia. L'art. 25 elenca i compiti specifici richiesti alle autorità competenti, vale a dire: 1) la raccolta e l'inoltro delle domande; 2) la spedizione dei certificati di idoneità; 3) l'accredito, il controllo, l'ispezione degli enti che ricoprono funzioni di mediazione nel relativo ambito territoriale. Un Ente di mediazione viene accreditato se svolge la sua attività senza fini di lucro, se è iscritto in un registro apposito e se ha come finalità la protezione dei minori.

I contatti tra le autorità centrali spagnole e le autorità degli altri paesi sono ordinati in accordo con quanto previsto dalla Convenzione relativa alla protezione del bambino e alla cooperazione in materia di adozione internazionale, firmata all'Aja il 29 maggio 1993 e ratificata dalla Spagna il 30 giugno 1995.

La Ley 1/1996 ha inoltre modificato l'art. 9 del Còdigo civil, Tìtulo preliminar, Capitulo IV, Normas de derecho intrnacional privado.

In materia di adozioni internazionali i consoli spagnoli hanno le stesse attribuzioni del giudice, sempre però che l'adottante sia spagnolo e che l'adottando abbia il domicilio nella circoscrizione consolare. I consoli hanno anche il compito di valutare l'idoneità dell'adottante.

La Ley 18/1999, de 18 de mayo, de modificaciòn del articulo 9, apartado 5, del Codigo civil sana una situazione di potenziale discriminazione tra adozione nazionale ed  adozione internazionale. Infatti in precedenza la norma stabiliva che una adozione costituita all'estero da un adottante spagnolo non poteva essere riconosciuta valida in Spagna se i suoi effetti non corrispondevano a quelli previsti dalla legge spagnola. 

La modifica introdotta dalla  Ley 18/1999  dispone che un eventuale diritto di revoca dell'adozione nell'ambito di una legge straniera non preclude la possibilità di ottenere il riconoscimento interno dell'adozione se l'adottante rinuncia a questo diritto con una scrittura pubblica.                

   

Fonte di ricerca: la Camera dei Deputati