Settimana Sociale dei cattolici italiani
Si intitola “La democrazia, nuovi scenari, nuovi poteri” il tema della quarantaquattresima Settimana Sociale dei cattolici italiani che si apre oggi a Bologna.
Sin dalla prima
Settimana, organizzata a Pistoia nel settembre del 1907, questi appuntamenti
hanno contribuito al formarsi di una moderna coscienza civile dei cattolici.
Continuerà ad essere così? Dipende.
Le Settimane Sociali
sono come i bagni termali: sortiscono effetti non immediati ma a medio e lungo
termine. Quindi non bisogna attendersi risultati concreti dalla sera alla
mattina. Quello che è certo è che il cardinale Camillo Ruini, presidente della
Conferenza episcopale italiana, non ha voluto dare un’impostazione à la
francaise. Che cosa significa?
L’appuntamento di
Bologna arriva dieci giorni dopo l’analogo incontro organizzato a Lille dalla
Chiesa di Francia. La sensibilità pacifista di Jacques Chirac non è stata
urtata dal meeting dei cattolici d’oltrealpe. Anzi, a Lille c’è stata
un’esaltazione retorica della pace e del dialogo fra i popoli, attraverso il
ridondante utilizzo di categorie dell’ecclesiologia ecumenista. Lo stesso
intervento finale di Michel Camdessus non è riuscito a svincolarsi dalla
suddetta melassa.
Le gerarchie
ecclesiastiche italiane hanno al contrario svincolato la Settimana italiana
dall’eccessiva sociologia a favore dell’economia e dall’eccessiva politologia a
favore del diritto e della storia. La scelta di Franco Casavola, giurista e
storico, come relatore di apertura ne è la dimostrazione. Casavola non solo sa
unire l’analisi storica con la “tecnicalità” giuridica, ma sa conciliare il
necessario senso pratico che un intellettuale vero deve avere con quel pizzico
di utopia che è sempre piaciuta a una fetta del cattolicesimo italiano.
Il tema della
Settimana dei cattolici italiani è più concreto di quello scelto dalla Chiesa
francese. A Lille si è discusso di una società europea da inventare; a Bologna
si discuterà sugli scenari futuri e sui nuovi poteri nel XXI secolo. Per quanto
riguarda l’Italia i vescovi italiani trovano fondata l’analisi che Casavola da
qualche tempo propone riguardo alla crisi del sistema politico italiano: essa
non sarebbe nata soltanto in coincidenza con la caduta del Muro di Berlino, ma
dovrebbe essere semmai individuata con la morte di Aldo Moro. Sostiene
Casavola: «Da un quarto di secolo si è aperta una fase della vita pubblica del
nostro Paese caratterizzata da un malessere che cerca il rimedio in modifiche
della Costituzione del 1948, senza riuscirvi, per la difficoltà di costruirle
su un largo consenso delle forze politiche e dell’opinione pubblica». La Chiesa
italiana è preoccupata per la messa in discussione della separazione dei
poteri, che sostanzia lo Stato di diritto, e dai rischi di una concezione
distorta del sistema maggioritario. A Casavola si chiede di illustrare come il
principio maggioritario possa coniugarsi con la salvaguardia dell’eguaglianza
dei cittadini e l’effettiva tutela dei principii lavorista e solidaristico,
tutelati dalla Costituzione.
E poi c’è l’economia.
A Bologna si discuterà sul ruolo innovatore delle fondazioni, sul mercato del
lavoro, sulla natura dei conflitti di interesse nell’economia. Nell’università
Cattolica c’è chi, come l’economista Alberto Quadrio Curzio (che sarà uno dei
relatori alla Settimana), perora i vantaggi di un sistema di «liberalismo
sociale che sottragga l’Europa e l’Italia dalle oscillazioni fra il
nazional-dirigismo francese, la socialdemocrazia tedesca, il nazional-liberismo
americano o britannico). E che sottragga l’Italia dal suo modello, forma
composita di dirigismo sindacal-centralista e di spontaneismo, senza però
cadere in confuse forme di neo-centralismo federalista per ciò che attiene i
rapporti con il mercato».
Altro tema è il ruolo
dei mass media nella società globalizzata. Lorenzo Ornaghi (altro relatore alla
Settimana di Bologna) ha scritto di recente che la globalizzazione
dell’informazione, insieme alla globalizzazione del mercato e della produzione,
ha condotto «all’emergere di una sorta di “nuova società civile globale”,
costituita da Ong, reti associative e altri soggetti (…) con implicazioni
negative sulla politica, sulle capacità regolative degli Stati e sulla
stabilità dei modelli sociali consolidati dopo il 1945».
I lavori si articoleranno
in sessioni tematiche: Scienza e Tecnologia, Economia e Finanza, Democrazia e
Informazione, Politica e Poteri. A Bologna fra i porporati, oltre al cardinale
Ruini, ci saranno il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, e il cardinale
Renato R. Martino, presidente di Giustizia e Pace.
Ma sarà la presenza
del neoarcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, ad assicurare che il
“politicamente scorretto” farà capolino nelle assise della città felsinea. A
dispetto di quanto avvenuto invece a Lille.
Da Il Riformista 14ottobre 2004 GIUSEPPE DI LEO