LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147 

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilita' 2014). (13G00191) (GU Serie Generale n.302 del 27-12-2013 - Suppl. Ordinario n. 87)

note: Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2014

                                                                            *****************

  

  La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno

approvato;

                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                                 Promulga

la seguente legge:

                                 Art. 1.

 

  1. I livelli massimi del saldo netto da finanziare e del ricorso al

mercato finanziario, in termini di competenza,  di  cui  all'articolo

11, comma 3, lettera a), della legge 31 dicembre 2009,  n.  196,  per

gli anni 2014, 2015 e 2016, sono indicati nell'allegato 1. I  livelli

del ricorso  al  mercato  si  intendono  al  netto  delle  operazioni

effettuate  al  fine  di  rimborsare  prima  della  scadenza   o   di

ristrutturare passivita' preesistenti con ammortamento a carico dello

Stato.

  2. Nell'allegato 2 e'  indicato  l'adeguamento  degli  importi  dei

trasferimenti  dovuti   dallo   Stato,   ai   sensi   rispettivamente

dell'articolo 37, comma 3, lettera c), della legge 9 marzo  1989,  n.

88, e successive modificazioni, dell'articolo  59,  comma  34,  della

legge 27  dicembre  1997,  n.  449,  e  successive  modificazioni,  e

dell'articolo 2, comma 4, della legge 12 novembre 2011, n.  183,  per

l'anno 2014.

  3. Gli importi di cui al comma 2 sono  ripartiti  tra  le  gestioni

interessate con il procedimento di cui all'articolo 14 della legge  7

agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Nell'allegato 2 sono

inoltre  indicati   gli   importi   complessivi   dovuti   ai   sensi

dell'articolo 2, comma 4, della  legge  12  novembre  2011,  n.  183,

nonche' gli importi che, prima del riparto, sono attribuiti:

    a) alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e  coloni  a

completamento  dell'integrale  assunzione  a   carico   dello   Stato

dell'onere   relativo   ai   trattamenti   pensionistici    liquidati

anteriormente al 1º gennaio 1989;

    b) alla gestione speciale minatori;

    c) alla gestione  speciale  di  previdenza  e  assistenza  per  i

lavoratori dello spettacolo gia' iscritti al soppresso ENPALS.

 4. Nel medesimo allegato 2 sono inoltre indicati:

    a) i maggiori oneri, per l'anno 2012, destinati alla gestione  di

cui all'articolo  37  della  legge  9  marzo  1989,  n.  88,  per  il

finanziamento degli interventi relativi al sostegno della  maternita'

e della paternita' di cui alla legge 8 marzo 2000, n. 53;

    b) gli importi, utilizzati  per  il  finanziamento  dei  maggiori

oneri di cui alla lettera a), delle somme risultanti, sulla base  del

bilancio consuntivo dell'Istituto nazionale della previdenza  sociale

per l'anno 2012, accantonate presso la gestione di  cui  all'articolo

37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, in quanto non  utilizzate  per  i

rispettivi scopi.

 5. Le anticipazioni di bilancio  concesse  ai  sensi  del  comma  3

dell'articolo 35 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, negli esercizi

pregressi  al  2012,  al  fine  di  garantire  il   pagamento   delle

prestazioni erogate  dall'Istituto  nazionale  di  previdenza  per  i

dipendenti  dell'amministrazione  pubblica  (INPDAP)   si   intendono

effettuate  a  titolo   definitivo   e   pertanto   eliminate   dalla

contabilita' istituita ai sensi del comma 6 del medesimo articolo  35

della legge n. 448 del 1998.

 6.  In  attuazione   dell'articolo   119,   quinto   comma,   della

Costituzione e in coerenza con le disposizioni di cui all'articolo 5,

comma 2, del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, la  dotazione

aggiuntiva del Fondo per lo sviluppo e la  coesione  e'  determinata,

per il periodo di programmazione  2014-2020,  in  54.810  milioni  di

euro.  Il  complesso  delle  risorse   e'   destinato   a   sostenere

esclusivamente  interventi  per  lo   sviluppo,   anche   di   natura

ambientale, secondo la chiave di riparto 80 per cento nelle aree  del

Mezzogiorno e 20  per  cento  nelle  aree  del  Centro-Nord.  Con  la

presente legge si dispone l'iscrizione in bilancio dell'80 per  cento

del predetto importo secondo la seguente  articolazione  annuale:  50

milioni per l'anno 2014, 500 milioni per l'anno 2015,  1.000  milioni

per l'anno  2016;  per  gli  anni  successivi  la  quota  annuale  e'

determinata ai sensi dell'articolo 11, comma  3,  lettera  e),  della

legge 31 dicembre 2009, n. 196.

 7. Il  Ministro  per  la  coesione  territoriale,  d'intesa  con  i

Ministri interessati, destina, ai sensi del  decreto  legislativo  31

maggio 2011, n. 88, quota parte delle risorse  di  cui  al  comma  6,

primo  periodo,  al  finanziamento  degli  interventi  di  messa   in

sicurezza del territorio, di bonifica di siti d'interesse nazionale e

di altri interventi in materia di politiche ambientali.

  8. Su proposta del Ministro per la coesione territoriale, entro  il

1º marzo 2014, il Comitato interministeriale  per  la  programmazione

economica (CIPE), con  propria  delibera,  effettua  la  ripartizione

programmatica tra le amministrazioni interessate  dell'80  per  cento

della dotazione aggiuntiva del Fondo per lo sviluppo  e  la  coesione

definita ai sensi del comma 6. Le amministrazioni destinatarie  delle

risorse definiscono, con  una  o  piu'  proposte,  le  azioni  e  gli

interventi da realizzare e la relativa tempistica per  l'avvio  della

realizzazione, identificando i relativi fabbisogni finanziari annuali

e indicando, per gli interventi infrastrutturali, gli eventuali costi

da sostenere per  la  progettazione.  Il  Ministro  per  la  coesione

territoriale, avvalendosi del  Dipartimento  per  lo  sviluppo  e  la

coesione economica del Ministero dello sviluppo economico, istruisce,

in  raccordo  con  le   amministrazioni   proponenti,   le   proposte

progettuali elaborate dalle stesse, definendo altresi' gli  strumenti

di cooperazione istituzionale eventualmente  necessari  per  la  loro

realizzazione.  I  programmi  degli   interventi   e   delle   azioni

positivamente istruiti sono sottoposti al CIPE per l'approvazione, ai

sensi dell'articolo 5, comma 5, del  decreto  legislativo  31  maggio

2011, n. 88, e per la conseguente assegnazione in via definitiva. Con

la  medesima  delibera  il  CIPE   individua,   su   proposta   delle

amministrazioni, anche i termini  entro  i  quali  l'intervento  deve

essere avviato, prevedendo, ove possibile in  relazione  alla  natura

dell'intervento, in caso di mancato avvio la revoca dei finanziamenti

assegnati.   Sulla   base   dell'assegnazione   definitiva   ciascuna

amministrazione puo' avviare le attivita'  necessarie  all'attuazione

degli  interventi  e  delle  azioni  finanziati,  ferma  restando  la

necessita' del trasferimento delle risorse ai pertinenti capitoli  di

bilancio nel limite delle disponibilita' annuali.  Sulla  base  delle

indicazioni pervenute dalle amministrazioni, entro il 15 settembre di

ciascun anno, il Ministro per la coesione  territoriale  comunica  al

Ministro dell'economia e delle finanze i fabbisogni  annuali  per  la

realizzazione  del  complesso  degli  interventi   e   delle   azioni

finanziati nell'ambito del Fondo per lo sviluppo e  la  coesione,  ai

fini della loro rimodulazione  annuale  nell'ambito  del  disegno  di

legge di stabilita', compatibilmente con  gli  equilibri  di  finanza

pubblica. Il Ministro per la coesione territoriale, sulla base  delle

indicazioni pervenute dalle amministrazioni, presenta al CIPE,  entro

il 10 settembre di ciascun anno,  una  relazione  sullo  stato  della

programmazione per gli anni 2014-2020 del Fondo per lo sviluppo e  la

coesione, contenente lo  stato  di  attuazione  degli  interventi  in

corso,  quelli  da  avviare  e  l'individuazione   degli   interventi

revocati, nonche' i fabbisogni annuali per il triennio  successivo  e

per gli anni seguenti, che vengono comunicati dallo stesso  Ministro,

entro il successivo 15 settembre, al Ministro dell'economia  e  delle

finanze  ai  fini  della  rimodulazione  degli  stanziamenti  annuali

nell'ambito del disegno di legge di stabilita',  compatibilmente  con

gli equilibri di finanza pubblica. Il Ministro dell'economia e  delle

finanze adotta i provvedimenti di variazione di  bilancio  in  favore

delle amministrazioni assegnatarie delle risorse di cui al comma 6 su

richiesta del Ministro per la coesione territoriale.

  9. Una quota del 5  per  cento  delle  risorse  del  Fondo  per  lo

sviluppo e la  coesione  puo'  essere  destinata,  nell'ambito  della

programmazione, a interventi di emergenza con finalita'  di  sviluppo

anche nel settore agricolo.

 10. Qualora, a seguito di interventi legislativi di  riduzione  del

Fondo per lo sviluppo e la coesione, siano necessarie la revoca delle

assegnazioni finanziarie  e  la  conseguente  riprogrammazione  degli

interventi da parte del CIPE, con la medesima delibera si provvede  a

evidenziare  l'impatto,  anche  in   termini   economici,   di   tale

riprogrammazione sui singoli interventi.

 11. Nella relazione di cui all'articolo 10 della legge 31  dicembre

2009, n. 196, sono indicate le revoche delle  assegnazioni  ai  sensi

dei commi 8 e 10 del presente articolo  unitamente  alla  valutazione

dei relativi impatti.

 12. Il CIPE, su proposta del Ministero dell'ambiente e della tutela

del territorio e del mare, da effettuare entro sessanta giorni  dalla

data di entrata in vigore della presente  legge,  previa  istruttoria

congiunta con il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica

del  Ministero  dello  sviluppo  economico   e   con   il   Ministero

dell'economia e delle finanze, assegna 25 milioni di  euro  a  valere

sulla programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione per  gli

anni 2014-2020 per l'attuazione  dell'accordo  di  programma  per  la

messa in sicurezza e la bonifica  dell'area  del  sito  di  interesse

nazionale  di  Brindisi.  Con  cadenza   semestrale,   il   Ministero

dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  presenta  al

CIPE una relazione sullo stato di attuazione degli interventi di  cui

al presente comma.

 13. Al fine di assicurare l'efficacia e la sostenibilita' nel tempo

della strategia nazionale per lo  sviluppo  delle  aree  interne  del

Paese, in coerenza con l'Accordo di partenariato per  l'utilizzo  dei

fondi a finalita' strutturale assegnati all'Italia per  il  ciclo  di

programmazione 2014-2020, e' autorizzata la spesa  di  3  milioni  di

euro per l'anno 2014 e di 43,5 milioni di  euro  per  ciascuno  degli

anni 2015  e  2016,  a  carico  delle  disponibilita'  del  Fondo  di

rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183.

 14. Le risorse di cui al comma 13 sono destinate  al  finanziamento

di interventi pilota per il riequilibrio dell'offerta dei servizi  di

base delle aree interne del Paese, con  riferimento  prioritariamente

ai servizi di trasporto pubblico locale ivi compreso  l'utilizzo  dei

veicoli a trazione elettrica, di istruzione e socio-sanitari, secondo

i  criteri  e  le  modalita'  attuative  previste   dall'Accordo   di

partenariato.

 15. L'attuazione degli interventi, individuati ai sensi  del  comma

14, e' perseguita attraverso la cooperazione tra  i  diversi  livelli

istituzionali interessati, fra cui il Ministero delle  infrastrutture

e dei trasporti, il  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e

della ricerca e il Ministero della salute, mediante la sottoscrizione

di accordi di programma-quadro di  cui  all'articolo  2,  comma  203,

lettera  c),  della  legge  23  dicembre  1996,  n.  662,  in  quanto

applicabile, con  il  coordinamento  del  Ministro  per  la  coesione

territoriale che si avvale dell'Agenzia per la coesione territoriale.

 16. I criteri generali per l'individuazione delle aree  interne  ai

sensi del comma 13, interessate dai progetti pilota di cui  al  comma

14, sono definiti con l'Accordo di partenariato.

 17. Entro il 30 settembre di  ciascun  anno,  il  Ministro  per  la

coesione territoriale presenta al Comitato interministeriale  per  la

programmazione economica (CIPE) i risultati degli  interventi  pilota

posti  in  essere  nel  periodo  di  riferimento,  ai  fini  di   una

valutazione    in     ordine     a     successivi     rifinanziamenti

dell'autorizzazione di spesa di cui al comma 13.

 18. Ai fini del rafforzamento delle strutture della Presidenza  del

Consiglio dei ministri, dei Ministeri e dell'Agenzia per la  coesione

territoriale, di cui all'articolo  10  del  decreto-legge  31  agosto

2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  ottobre

2013, n. 125, preposte, per  quanto  di  competenza,  a  funzioni  di

coordinamento, gestione, monitoraggio e  controllo  degli  interventi

cofinanziati dai Fondi  strutturali  europei  anche  per  il  periodo

2014-2020, e' autorizzata, fermo restando l'obbligo  di  esperire  le

procedure di mobilita' previste dalla normativa vigente, l'assunzione

a tempo indeterminato di  un  contingente  di  personale  nel  numero

massimo di 120  unita'  altamente  qualificate,  eventualmente  anche

oltre i contingenti organici previsti dalla  normativa  vigente,  per

l'esercizio di  funzioni  di  carattere  specialistico,  appartenente

all'area  terza.  Con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei

ministri, su proposta del Ministro per la coesione  territoriale,  di

concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il

Ministro per la pubblica amministrazione e la  semplificazione,  sono

definiti  criteri  e  modalita'  per  l'attuazione   della   presente

disposizione, ivi compresa la selezione  del  personale  mediante  la

Commissione per l'attuazione del progetto di  riqualificazione  delle

pubbliche   amministrazioni,   su   delega   delle    amministrazioni

interessate, e la ripartizione del personale tra  le  amministrazioni

stesse. Il personale di cui al presente comma  svolge  esclusivamente

le funzioni per le quali e' stato assunto e non puo' essere destinato

ad attivita' diverse da quelle  direttamente  riferibili  all'impiego

dei Fondi strutturali europei  e  al  monitoraggio  degli  interventi

cofinanziati dai Fondi europei.

 19. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 18, pari ad euro

5.520.000 annui a decorrere dall'anno 2014, si provvede, per gli anni

2014  e  2015,  a  carico  delle  risorse  finanziarie  dell'asse  di

assistenza  tecnica  previsto  nell'ambito  dei  programmi  operativi

cofinanziati dai Fondi strutturali europei  2014-2020  di  competenza

delle amministrazioni cui  il  predetto  personale  viene  assegnato,

nonche' a carico delle risorse finanziarie  del  Programma  operativo

governance ed assistenza tecnica 2014-2020.

 20. Sulla base di  specifica  comunicazione  della  Presidenza  del

Consiglio  dei  ministri  --  Dipartimento  della  funzione  pubblica

sull'assegnazione dei funzionari alle amministrazioni di cui al comma

18, il Ministero dell'economia e delle finanze  provvede  a  versare,

annualmente, all'entrata del bilancio dello Stato le risorse  di  cui

al comma 19 del presente  articolo,  imputandole,  per  la  parte  di

pertinenza  dei  singoli  programmi  operativi,  nelle   more   della

rendicontazione comunitaria, alle  disponibilita'  di  tesoreria  del

Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della legge 16 aprile  1987,

n.  183.  Per  le  finalita'  di  cui  al  comma  18  sono   iscritte

corrispondenti  risorse  nei  pertinenti  capitoli  degli  stati   di

previsione della spesa delle amministrazioni interessate. Il Fondo di

rotazione si rivale delle risorse anticipate ai  sensi  del  presente

comma sui corrispondenti  rimborsi  disposti  dall'Unione  europea  a

fronte delle spese rendicontate.

  21.   A   decorrere   dall'anno   2016,   agli   oneri    derivanti

dall'attuazione del  comma  18,  pari  a  5.520.000  euro  annui,  si

provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo  per  interventi

strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,

del  decreto-legge  29  novembre  2004,  n.  282,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

 22. Al fine  di  salvaguardare  la  continuita'  occupazionale  nel

settore dei servizi di call center, in favore delle aziende che hanno

attuato entro le scadenze previste le misure di  stabilizzazione  dei

collaboratori a progetto di cui all'articolo  1,  comma  1202,  della

legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni,  entro  i

termini predetti e ancora in forza alla data del 31 dicembre 2013, e'

concesso, per l'anno 2014,  un  incentivo  pari  a  un  decimo  della

retribuzione mensile  lorda  imponibile  ai  fini  previdenziali  per

ciascuno dei lavoratori  stabilizzati,  per  un  periodo  massimo  di

dodici mesi, nel rispetto dell'articolo 40 del  regolamento  (CE)  n.

800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008. Al fine di  verificare

la compatibilita' dell'incentivo istituito dal presente comma con  il

mercato interno dell'Unione europea, il Governo promuove le procedure

previste al  terzo  comma  del  paragrafo  2  dell'articolo  108  del

Trattato  sul  funzionamento  dell'Unione  europea.  L'incentivo   e'

corrisposto al datore di lavoro  esclusivamente  mediante  conguaglio

nelle denunce contributive mensili del periodo di riferimento,  fatte

salve le diverse regole vigenti per il versamento dei contributi.  Il

valore mensile dell'incentivo non puo' comunque superare l'importo di

200 euro per lavoratore. Il valore annuale  dell'incentivo  non  puo'

superare 3 milioni di euro per ciascuna azienda e non  puo'  comunque

superare il 33 per  cento  dei  contributi  previdenziali  pagati  da

ciascuna azienda nel periodo  successivo  alla  data  di  entrata  in

vigore della presente legge, per il personale  stabilizzato  entro  i

termini predetti e ancora in forza alla data del  31  dicembre  2013.

L'incentivo di cui al  presente  comma  e'  riconosciuto  nel  limite

massimo di 8 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2014,  2015  e

2016. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche  sociali,

di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da

adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della

presente legge, sono definite le  modalita'  attuative  del  presente

comma, ivi incluse le modalita'  di  interruzione  dell'incentivo  al

raggiungimento  delle  soglie  massime  di  erogazione  per  ciascuna

azienda ovvero del limite massimo di spesa  complessivo  programmato.

Ai fini del godimento dell'incentivo,  ciascuna  azienda  interessata

autocertifica, entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore

della presente legge, il numero dei dipendenti interessati,  mediante

l'invio alla sede territorialmente competente dell'Istituto nazionale

della previdenza sociale di  un  elenco  delle  persone  stabilizzate

entro i termini e ancora in organico. L'azienda fornisce, con cadenza

mensile, un aggiornamento di tale elenco.

 23. Per l'attivazione, in collaborazione  con  le  universita'  che

hanno sede in Sicilia, di percorsi formativi e per la concessione  di

borse di studio a giovani in possesso almeno di istruzione  superiore

provenienti dai  Paesi  extraeuropei  del  bacino  del  Mediterraneo,

finalizzati all'avvio di piccole attivita' imprenditoriali nei  Paesi

di origine, e' destinato 1 milione  di  euro  alla  Agenzia  ICE  per

l'anno 2014.

 24. Al fine  di  garantire  il  perseguimento  degli  obiettivi  in

materia  di  lotta  contro  gli  incendi  boschivi,  monitoraggio   e

protezione  dell'ambiente,  tutela  e  salvaguardia   delle   riserve

naturali statali, ivi compresa la conservazione della  biodiversita',

affidati al Corpo forestale dello Stato, nonche' la migliore gestione

delle aree naturali protette, per ciascuno degli anni  2014,  2015  e

2016 e' autorizzata la  spesa  di  1,5  milioni  di  euro  annui  per

l'assunzione presso il  Corpo  forestale  dello  Stato  di  personale

operaio a tempo determinato ai sensi dell'articolo 1  della  legge  5

aprile 1985, n. 124.

 25. Per la concessione delle agevolazioni di  cui  all'articolo  43

del  decreto-legge  25  giugno  2008,   n.   112,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e'  autorizzata  la

spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e  di

100 milioni di euro per l'anno 2016, da utilizzare  per  l'erogazione

di finanziamenti agevolati. Le predette risorse sono  iscritte  nello

stato  di  previsione  del  Ministero  dello  sviluppo  economico   e

attribuite al Fondo di cui al comma 3 del medesimo articolo  43,  per

essere destinate, per il 50 per cento, a contratti  di  sviluppo  nel

settore industriale, ivi inclusi quelli relativi alla  trasformazione

e commercializzazione dei prodotti agricoli e ittici,  da  realizzare

nei territori regionali diversi dalle aree dell'obiettivo Convergenza

e, per il restante 50 per cento, a contratti di  sviluppo  in  ambito

turistico.

 26. La dotazione del Fondo  per  la  crescita  sostenibile  di  cui

all'articolo 23, comma 2, del decreto-legge 22 giugno  2012,  n.  83,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134,  e'

incrementata della somma di 100 milioni di euro per l'anno 2014 e  di

50 milioni di euro per  l'anno  2015,  destinata  all'erogazione  dei

finanziamenti agevolati.

 27. Le disponibilita' del fondo rotativo  di  cui  all'articolo  2,

primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981,  n.  251,  convertito,

con  modificazioni,  dalla  legge  29  luglio  1981,  n.  394,   sono

incrementate di 50 milioni di euro per l'anno 2014,  con  riserva  di

destinazione  di  quota   fino   al   40   per   cento   dell'importo

dell'incremento  alle  imprese  del  settore  agroalimentare  che  si

aggregano per finalita' di promozione, sviluppo e consolidamento  sui

mercati  esteri,  attraverso  strutture  associative  che  sviluppino

competenze,     strumenti     ed      occupazione      nel      campo

dell'internazionalizzazione delle imprese.

 28. Al fine di concorrere allo sviluppo  e  alla  promozione  delle

tradizioni e dei prodotti agroalimentari  italiani,  con  particolare

riferimento alle produzioni mediterranee  tipiche,  biologiche  e  di

origine protetta, realizzate da  imprese  agricole  e  agroalimentari

condotte da giovani imprenditori del Mezzogiorno, e di valorizzare la

cultura gastronomica nazionale  soprattutto  all'estero,  nonche'  di

sostenere la valorizzazione  dell'immagine  dei  ristoranti  italiani

che,  a  livello  internazionale,  garantiscono  il  rispetto   degli

standard  di  qualita'  dell'ospitalita'  italiana,  nell'ambito  del

perseguimento degli obiettivi volti a fornire  una  piu'  corretta  e

dettagliata informazione al consumatore  in  ordine  alle  autentiche

produzioni agroalimentari  italiane,  anche  meglio  conosciute  come

produzioni agroalimentari made in Italy, e ad agevolare il  contrasto

del fenomeno dell'italian sounding, per l'anno 2014  e'  concesso  un

contributo di 2 milioni di euro  in  favore  dell'Istituto  nazionale

ricerche turistiche (ISNART), diretto  a  rafforzare  l'attivita'  di

promozione di certificazione del  marchio  «Ospitalita'  Italiana  --

Ristoranti Italiani nel mondo», svolta dall'Istituto medesimo.

 29. Per assicurare il sostegno all'esportazione, la  somma  di  200

milioni di euro delle disponibilita' giacenti sul conto  corrente  di

tesoreria di cui all'articolo 7, comma 2-bis, del decreto legislativo

31 marzo  1998,  n.  143,  e  successive  modificazioni,  e'  versata

all'entrata del bilancio dello Stato nel 2014 a cura del titolare del

medesimo conto, per essere riassegnata al fondo di cui all'articolo 3

della legge 28  maggio  1973,  n.  295,  per  le  finalita'  connesse

all'attivita' di credito all'esportazione e di internazionalizzazione

del sistema produttivo.

 30.  Le  somme  derivanti  dalle  restituzioni  dei   finanziamenti

concessi alle  imprese  ai  sensi  dell'articolo  3  della  legge  24

dicembre 1985, n. 808, sono versate all'entrata  del  bilancio  dello

Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro  dell'economia

e delle finanze, agli appositi capitoli dello stato di previsione del

Ministero dello sviluppo economico per le medesime finalita'  di  cui

alla citata legge 24 dicembre 1985, n. 808.  Le  risorse  di  cui  al

presente  comma  non  possono  essere  in  alcun  modo  destinate  al

finanziamento del  programma  F-35  Lightning  II-JSF  (Joint  Strike

Fighter).

 31. Al fine di favorire la nascita e il  rafforzamento  di  imprese

agricole e  agroalimentari  condotte  da  giovani  imprenditori,  gli

interventi per l'accesso al mercato dei capitali, di cui all'articolo

66, comma 3, della legge 27 dicembre  2002,  n.  289,  devono  essere

prioritariamente rivolti a giovani imprenditori agricoli e ittici  di

eta' compresa tra i 18 e i 40 anni.

 32. All'articolo 66, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.

1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,  n.  27,

dopo il quarto periodo e' aggiunto il seguente: «Una quota minima del

20 per cento dei terreni di cui al primo periodo  e'  riservata  alla

locazione, con preferenza per l'imprenditoria giovanile agricola come

definita dalla legislazione vigente».

 33. Nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.

633, dopo l'articolo 17 e' inserito il seguente:

  «Art. 17-bis. (Acquisto di pubblicita' on line) --  1.  I  soggetti

passivi che  intendano  acquistare  servizi  di  pubblicita'  e  link

sponsorizzati on line, anche  attraverso  centri  media  e  operatori

terzi, sono obbligati ad acquistarli  da  soggetti  titolari  di  una

partita IVA rilasciata dall'amministrazione finanziaria italiana.

 2. Gli spazi pubblicitari  on  line  e  i  link  sponsorizzati  che

appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (servizi di

search advertising), visualizzabili sul territorio  italiano  durante

la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio  on  line

attraverso rete fissa o rete  e  dispositivi  mobili,  devono  essere

acquistati  esclusivamente  attraverso   soggetti,   quali   editori,

concessionarie pubblicitarie, motori di  ricerca  o  altro  operatore

pubblicitario,     titolari     di     partita     IVA     rilasciata

dall'amministrazione finanziaria italiana. La  presente  disposizione

si applica anche nel caso in cui l'operazione  di  compravendita  sia

stata effettuata mediante centri media, operatori  terzi  e  soggetti

inserzionisti».

 34. All'articolo 66  del  decreto-legge  24  gennaio  2012,  n.  1,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.  27,  il

comma 2 e' sostituito dal seguente:

  «2. Al fine di agevolare lo sviluppo  dell'imprenditoria  giovanile

in agricoltura, i beni agricoli e a  vocazione  agricola  di  cui  al

comma 1 e quelli di cui al comma  7  possono  formare  oggetto  delle

operazioni di riordino fondiario di cui all'articolo 4 della legge 15

dicembre 1998, n. 441».

 35. All'articolo 6 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n.  228,

dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente:

  «4-bis. Qualora alla scadenza di cui al comma 4 abbiano manifestato

interesse  all'affitto  o  alla  concessione  amministrativa  giovani

imprenditori agricoli, di eta'  compresa  tra  i  18  e  i  40  anni,

l'assegnazione  dei  terreni  avviene   al   canone   base   indicato

nell'avviso pubblico o nel bando di gara. In caso  di  pluralita'  di

richieste da parte dei predetti soggetti, fermo  restando  il  canone

base, si procede mediante sorteggio tra gli stessi».

 36. I commi 513 e 514 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012,

n. 228, sono abrogati. I commi 1093  e  1094  dell'articolo  1  della

legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e   successive   modificazioni,

riacquistano efficacia dalla data di entrata in vigore della presente

legge. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del

decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,  e'  ridotta  di

32,8 milioni di euro per l'anno 2015 e di  43,7  milioni  di  euro  a

decorrere dall'anno 2016.

 37. Al fine di assicurare il mantenimento di adeguate capacita' nel

settore marittimo a tutela degli interessi di difesa nazionale e  nel

quadro di una politica comune europea,  consolidando  strategicamente

l'industria  navalmeccanica  ad  alta  tecnologia,  sono  autorizzati

contributi ventennali, ai sensi dell'articolo  4,  comma  177,  della

legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, e secondo

le modalita' di cui all'articolo 537-bis del codice di cui al decreto

legislativo 15 marzo 2010, n. 66, di 40 milioni di euro  a  decorrere

dall'anno 2014, di 110 milioni di euro a decorrere dall'anno  2015  e

di 140 milioni di euro a decorrere dall'anno 2016, da iscrivere nello

stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico.

 38. Per il finanziamento dei programmi di ricerca e sviluppo di cui

all'articolo 3 della legge 24 dicembre 1985, n. 808, sono autorizzati

due contributi ventennali rispettivamente di importo di 30 milioni di

euro a decorrere dall'anno 2014 e di 10 milioni di euro  a  decorrere

dall'anno 2015. Al fine di garantire la prosecuzione degli interventi

di cui all'articolo 3 della legge 16 marzo 2001,  n.  88,  in  favore

degli investimenti delle  imprese  marittime,  gia'  approvati  dalla

Commissione europea con  decisione  notificata  con  nota  SG  (2001)

D/285716  del  1º  febbraio  2001,  e'  autorizzato   un   contributo

ventennale di 5 milioni di euro a decorrere dall'esercizio 2014.  Per

il finanziamento di progetti innovativi di prodotti e di processi nel

campo navale avviati negli anni 2012 e 2013 ai sensi della disciplina

europea degli aiuti di Stato alla costruzione navale n. 2011/C364/06,

in  vigore  dal  1º  gennaio  2012,  e'  autorizzato  un   contributo

ventennale di 5 milioni di euro a decorrere dall'esercizio 2014.

 39. Il Ministro della difesa riferisce in sede di presentazione del

documento di cui all'articolo 536, comma 1,  del  codice  di  cui  al

decreto legislativo 15 marzo 2010,  n.  66,  riguardo  allo  sviluppo

bilanciato  di  tutte  le  componenti   dello   strumento   militare.

Sull'impiego dei fondi di cui ai commi 37 e  38,  primo  periodo,  e'

espresso il parere  delle  competenti  Commissioni  parlamentari,  ai

sensi  dell'articolo  536,  comma   3,   lettera   b),   del   codice

dell'ordinamento militare, di cui al  decreto  legislativo  15  marzo

2010, n. 66.

 40. Il Fondo per la  compensazione  degli  effetti  finanziari  non

previsti a legislazione vigente  conseguenti  all'attualizzazione  di

contributi  pluriennali,  di  cui  all'articolo  6,  comma   2,   del

decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive  modificazioni,  e'

ridotto di 30 milioni di euro per il 2015, di 50 milioni di euro  per

il 2016 e di 70 milioni di euro a decorrere dal 2017.

 41. Al fine di consentire interventi del Ministero dell'interno per

la prosecuzione della rete nazionale  standard  Te.T.Ra.,  necessaria

per le comunicazioni sicure delle Forze di polizia, e' autorizzata la

spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2014 e di 70 milioni  di  euro

per ciascuno degli anni dal 2015 al 2020.

 42. All'articolo 3, comma  4-bis,  del  decreto-legge  10  febbraio

2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,

n. 33, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al primo periodo, le parole: «piccole e medie» sono soppresse;

    b)  al  secondo  periodo,  le  parole:  «piccole  e  medie»  sono

soppresse;

    c) al secondo periodo, dopo la parola: «imprese» sono inserite le

seguenti: «per finalita' di sostegno dell'economia,».

 43. Il CIPE, in sede di riparto delle  risorse  del  Fondo  per  lo

sviluppo e la coesione per il periodo  di  programmazione  2014-2020,

tenuto conto  dei  programmi  pluriennali  predisposti  dall'Istituto

italiano per gli studi storici e dall'Istituto italiano per gli studi

filosofici,  aventi  sede  in  Napoli,  assegna,  entro   il   limite

complessivo massimo di 2 milioni di  euro  per  ciascuno  degli  anni

2014, 2015 e 2016, risorse  per  la  realizzazione  delle  rispettive

attivita' di ricerca e formazione di rilevante interesse pubblico per

lo  sviluppo  delle  aree  del  Mezzogiorno.  Con  la   delibera   di

assegnazione, da assumere con cadenza triennale, sono disciplinate le

dotazioni annuali, le relative modalita' di erogazione  e  le  regole

per il loro impiego. A tal fine i  predetti  Istituti  presentano  al

Dipartimento per lo sviluppo e la coesione  economica  del  Ministero

dello sviluppo economico, entro il 31 dicembre di ciascuno degli anni

antecedente all'adozione della delibera, i  programmi  di  attivita'.

Per il triennio 2014-2016, i programmi sono presentati  entro  il  28

febbraio 2014. I programmi  triennali  indicano  le  altre  fonti  di

finanziamento, pubbliche e private,  che  si  prevede  contribuiscano

alla loro realizzazione. Entro il 30 giugno di ogni anno gli Istituti

presentano una relazione di rendiconto  sulle  attivita'  oggetto  di

finanziamento realizzate nell'esercizio precedente.

 44. All'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 1º luglio  2009,  n.

78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102,

al primo periodo, le  parole:  «al  servizio  di  SACE  s.p.a.»  sono

soppresse e, al secondo periodo, sono aggiunte, in fine, le  seguenti

parole: «o di altro istituto assicurativo le  cui  obbligazioni  sono

garantite da uno Stato».

 45. All'articolo 5, comma  7,  lettera  b),  del  decreto-legge  30

settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

novembre 2003, n. 326, l'ultimo periodo e' soppresso.

 46. All'articolo 5 del decreto-legge 30  settembre  2003,  n.  269,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,

dopo il comma 8-ter e' inserito il seguente:

  «8-quater. Fermo restando quanto previsto dai commi precedenti,  la

Cassa depositi e prestiti S.p.A. puo'  acquistare  titoli  emessi  ai

sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, nell'ambito  di  operazioni

di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti verso piccole e  medie

imprese al fine di accrescere il volume del credito  alle  piccole  e

medie imprese. Gli acquisti dei predetti  titoli,  ove  effettuati  a

valere sui fondi di cui  al  comma  7,  lettera  a),  possono  essere

garantiti dallo Stato  secondo  criteri  e  modalita'  stabiliti  con

decreto di natura non  regolamentare  del  Ministro  dell'economia  e

delle finanze. Agli oneri derivanti dalle eventuali escussioni  delle

garanzie di  cui  al  presente  comma  si  provvede  a  valere  sulle

disponibilita' del Fondo di garanzia per le piccole e  medie  imprese

di cui all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre

1996, n. 662».

 47. All'articolo 5, comma 11, del decreto-legge 30 settembre  2003,

n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre  2003,

n. 326, dopo la lettera e) e' aggiunta la seguente:

  «e-bis)  con  riferimento  a  ciascun  esercizio  finanziario,   le

esposizioni assunte o previste da CDP S.p.A., ai sensi del  comma  7,

lettera a), che possono essere garantite dallo Stato, anche a livello

pluriennale. La garanzia dello Stato puo' essere rilasciata  a  prima

domanda, con rinuncia all'azione di  regresso  su  CDP  S.p.A.,  deve

essere onerosa e compatibile con la normativa dell'Unione europea  in

materia di garanzie onerose concesse  dallo  Stato  a  condizioni  di

mercato».

 48. Ai fini del riordino del sistema delle garanzie  per  l'accesso

al credito delle  famiglie  e  delle  imprese,  del  piu'  efficiente

utilizzo delle risorse pubbliche e della garanzia dello  Stato  anche

in sinergia con i sistemi locali di garanzia,  del  contenimento  dei

potenziali impatti sulla finanza pubblica, e'  istituito  il  Sistema

nazionale di garanzia, che ricomprende i seguenti fondi  e  strumenti

di garanzia:

    a) il Fondo di garanzia per le piccole e  medie  imprese  di  cui

all'articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre  1996,

n. 662. L'amministrazione del Fondo, ai sensi  dell'articolo  47  del

testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n.  385,

e successive modificazioni, e' affidata a un consiglio  di  gestione,

composto da due rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico

di cui uno con funzione  di  presidente,  da  un  rappresentante  del

Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  con  funzione  di   vice

presidente, da un rappresentante del Dipartimento per lo  sviluppo  e

la coesione economica, da un rappresentante indicato dalla Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province

autonome di Trento e di Bolzano, nonche' da due  esperti  in  materia

creditizia e di finanza d'impresa,  designati,  rispettivamente,  dal

Ministero dello sviluppo economico e dal  Ministero  dell'economia  e

delle finanze su indicazione delle associazioni delle piccole e medie

imprese. Ai componenti del consiglio di gestione e'  riconosciuto  un

compenso annuo pari a quello stabilito per i componenti del  comitato

di amministrazione istituito ai  sensi  dell'articolo  15,  comma  3,

della legge 7 agosto 1997, n. 266,  e  successive  modificazioni.  Il

Ministero dello sviluppo economico comunica al gestore  del  Fondo  i

nominativi dei componenti del consiglio di gestione, che e' istituito

ai sensi del citato articolo 47 del decreto legislativo  n.  385  del

1993,  affinche'  provveda  alla  sua   formale   costituzione.   Con

l'adozione  del  provvedimento  di  costituzione  del  consiglio   di

gestione  da  parte  del  gestore  decade   l'attuale   comitato   di

amministrazione del Fondo;

    b) la  Sezione  speciale  di  garanzia  «Progetti  di  ricerca  e

innovazione», istituita nell'ambito del Fondo di garanzia di cui alla

lettera a), con una  dotazione  finanziaria  di  euro  100.000.000  a

valere  sulle  disponibilita'  del  medesimo  Fondo.  La  Sezione  e'

destinata alla concessione, a titolo oneroso, di garanzie a copertura

delle prime perdite su portafogli  di  un  insieme  di  progetti,  di

ammontare minimo pari a euro 500.000.000, costituiti da finanziamenti

concessi dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), direttamente

o attraverso banche e intermediari finanziari, per  la  realizzazione

di grandi progetti per la ricerca e l'innovazione  industriale  posti

in  essere  da  imprese  di  qualsiasi  dimensione,  con  particolare

riguardo alle piccole e medie imprese, alle  reti  di  imprese  e  ai

raggruppamenti di imprese individuati sulla  base  di  uno  specifico

accordo-quadro di collaborazione  tra  il  Ministero  dello  sviluppo

economico, il Ministero dell'economia e delle finanze e la  BEI.  Con

decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto  con  il

Ministro dell'economia e delle finanze, sono definiti i  criteri,  le

modalita' di selezione e le caratteristiche dei progetti da includere

nel portafoglio, le tipologie di operazioni ammissibili e  la  misura

massima della garanzia in relazione al portafoglio garantito, nonche'

le modalita' di  concessione,  di  gestione  e  di  escussione  della

medesima garanzia. Le risorse della Sezione speciale  possono  essere

incrementate anche da quota parte delle risorse della  programmazione

2014-2020 dei fondi strutturali comunitari;

    c) il Fondo di garanzia per la prima casa, per la concessione  di

garanzie, a prima richiesta, su mutui ipotecari o  su  portafogli  di

mutui ipotecari, istituito presso il Ministero dell'economia e  delle

finanze, cui sono attribuite risorse pari  a  euro  200  milioni  per

ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016,  nonche'  le  attivita'  e  le

passivita' del  Fondo  di  cui  all'articolo  13,  comma  3-bis,  del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,  fermo  restando  quanto  previsto

dall'ultimo periodo della presente lettera. Il Fondo di garanzia  per

la prima casa opera con il medesimo conto corrente di  tesoreria  del

Fondo di cui al predetto articolo 13, comma 3-bis, del  decreto-legge

n. 112 del 2008. La garanzia  del  Fondo  e'  concessa  nella  misura

massima del 50 per cento della quota capitale,  tempo  per  tempo  in

essere sui finanziamenti connessi all'acquisto  e  ad  interventi  di

ristrutturazione e accrescimento dell'efficienza energetica di unita'

immobiliari, site sul territorio nazionale, da adibire ad  abitazione

principale del mutuatario, con priorita' per l'accesso al credito  da

parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con

figli minori, nonche' dei giovani di eta' inferiore  ai  trentacinque

anni titolari di un rapporto di lavoro atipico di cui all'articolo  1

della legge 28 giugno 2012,  n.  92.  Gli  interventi  del  Fondo  di

garanzia per la prima casa sono assistiti dalla garanzia dello Stato,

quale garanzia di ultima istanza. La dotazione del Fondo puo'  essere

incrementata mediante versamento di contributi da parte delle regioni

e di altri enti e organismi pubblici.  Con  uno  o  piu'  decreti  di

natura non regolamentare del Ministro dell'economia e delle  finanze,

di concerto con il Ministro con delega alle politiche giovanili e con

il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  da  adottare  entro

novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  legge,

sono stabilite le norme di attuazione del Fondo, nonche'  i  criteri,

le condizioni e le modalita' per l'operativita' della garanzia  dello

Stato e per l'incremento della  dotazione  del  Fondo.  Il  Fondo  di

garanzia di cui all'articolo 13, comma 3-bis,  del  decreto-legge  25

giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6

agosto 2008, n. 133, continua  ad  operare  fino  all'emanazione  dei

decreti attuativi che rendano operativo il Fondo di garanzia  per  la

prima casa.

 49. All'articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo  2011,  n.  23,

dopo il comma 10 e' inserito il seguente:

  «10-bis. Per assicurare  il  contrasto  dell'evasione  fiscale  nel

settore delle locazioni abitative e l'attuazione di  quanto  disposto

dai commi 8 e 9 sono attribuite ai comuni, in relazione ai  contratti

di locazione, funzioni  di  monitoraggio  anche  previo  utilizzo  di

quanto previsto dall'articolo  1130,  primo  comma,  numero  6),  del

codice civile in materia  di  registro  di  anagrafe  condominiale  e

conseguenti  annotazioni  delle  locazioni  esistenti  in  ambito  di

edifici condominiali».

 50. All'articolo 12 del decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,

convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,

dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

  «1.1. In deroga  a  quanto  stabilito  dal  comma  1,  i  pagamenti

riguardanti canoni di locazione di unita' abitative, fatta  eccezione

per  quelli  di  alloggi  di  edilizia  residenziale  pubblica,  sono

corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia  l'importo,  in  forme  e

modalita' che  escludano  l'uso  del  contante  e  ne  assicurino  la

tracciabilita'  anche  ai  fini   della   asseverazione   dei   patti

contrattuali  per  l'ottenimento  delle  agevolazioni  e   detrazioni

fiscali da parte del locatore e del conduttore».

 51. Al comma 2 dell'articolo 6 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.

102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre  2013,  n.

124, le parole: «la cui destinazione abbia particolare  riguardo  nei

confronti delle famiglie numerose» sono sostituite dalle seguenti: «.

Senza pregiudizio per la continuita' dell'operativita' del Fondo, con

il regolamento di cui all'articolo  2,  comma  480,  della  legge  24

dicembre 2007, n. 244, possono essere introdotte particolari forme di

intervento con riguardo alle famiglie numerose».

 52. All'articolo 5 del decreto-legge 30  settembre  2003,  n.  269,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,

dopo il comma 8-ter e' aggiunto il seguente:

  «8-quater. Al fine di rispettare gli impegni  assunti  in  sede  di

Unione europea volti a incrementare l'efficienza  energetica  del  20

per cento per il 2020, la Cassa depositi e prestiti Spa puo' prestare

garanzia sui finanziamenti relativi  agli  interventi  di  incremento

dell'efficienza energetica delle infrastrutture  pubbliche,  compresi

quelli relativi all'illuminazione pubblica, realizzati attraverso  il

ricorso a forme di partenariato tra pubblico e privato o  a  societa'

private appositamente costituite, in  particolare  per  garantire  il

pagamento dei corrispettivi dovuti dall'amministrazione pubblica  per

la realizzazione degli interventi e per la fornitura dei  servizi  di

cui  al  presente  comma.  In  caso  di  escussione  della  garanzia,

l'Agenzia delle entrate, entro il 30 settembre di ciascun anno, sulla

base dei  dati  comunicati  dalla  Cassa  depositi  e  prestiti  Spa,

provvede a trattenere le relative somme, per  i  comuni  interessati,

all'atto del pagamento agli stessi dell'imposta municipale propria di

cui all'articolo 13  del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,

convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,

e successive modificazioni, riscossa tramite modello F24 o bollettino

di  conto  corrente  postale  e,  per  le  province,   all'atto   del

riversamento alle medesime dell'imposta sulle assicurazioni contro la

responsabilita' civile derivante dalla  circolazione  dei  veicoli  a

motore, esclusi i ciclomotori, di cui  all'articolo  60  del  decreto

legislativo 15 dicembre 1997, n.  446,  e  successive  modificazioni,

riscossa tramite modello F24. Con decreto del Ministro  dell'economia

e  delle  finanze,  di  concerto  con  il  Ministro  dello   sviluppo

economico, sono definite le modalita' attuative del presente comma e,

in particolare, i criteri, le tipologie e  le  caratteristiche  degli

interventi di cui  al  presente  comma,  le  modalita'  di  selezione

nonche' di concessione, di gestione e di  escussione  della  medesima

garanzia,  l'importo  massimo  utilizzabile   e   le   modalita'   di

comunicazione dei dati da parte della Cassa depostiti e prestiti  Spa

all'Agenzia delle entrate. Le somme  trattenute  di  cui  al  periodo

precedente sono assegnate alla Cassa depositi e prestiti Spa ai sensi

delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi  11,  12  e  13,  del

decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 6 giugno 2013,  n.  64.  Agli  eventuali  maggiori  oneri

derivanti dal presente  comma  si  provvede  a  valere  su  ulteriori

risorse messe a disposizione dagli enti pubblici  territoriali  sulla

base  di  convenzioni  stipulate  con  il  Ministero  dello  sviluppo

economico e con il Ministero dell'economia e delle  finanze,  nonche'

sulle risorse derivanti dalla programmazione dell'Unione europea  per

il periodo 2014-2020».

 53. Mediante riduzione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la

coesione di cui all'articolo 4  del  decreto  legislativo  31  maggio

2011, n. 88, e in coerenza con le relative finalita', sono  assegnati

200 milioni di euro per ciascuno degli anni  2014,  2015  e  2016  al

Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui  all'articolo

2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n.  662.  Con

apposita delibera del CIPE sono altresi' assegnati al predetto  Fondo

di garanzia, a valere  sul  medesimo  Fondo  per  lo  sviluppo  e  la

coesione, ulteriori 600 milioni di euro. Il CIPE  tiene  conto  degli

stanziamenti in sede di assegnazione delle risorse del Fondo  per  lo

sviluppo e la coesione, anche al fine del rispetto delle  percentuali

di riparto di cui al comma 6. Con  la  predetta  delibera  CIPE  sono

emanate,  nel  rispetto  delle   vigenti   modalita'   operative   di

funzionamento del Fondo di garanzia per le piccole e  medie  imprese,

specifiche direttive per  assicurare  il  piu'  ampio  accesso  delle

piccole e medie imprese del Mezzogiorno agli  interventi  del  Fondo,

anche tramite l'individuazione di eventuali priorita' di accesso alla

garanzia tenuto conto dei soggetti  beneficiari  e  delle  operazioni

finanziarie ammissibili. La dotazione del Fondo per la  compensazione

degli  effetti  finanziari  non  previsti  a   legislazione   vigente

conseguenti all'attualizzazione di  contributi  pluriennali,  di  cui

all'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre  2008,  n.  154,

convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e

successive  modificazioni,  e'  ridotta  di  15  milioni  di  euro  a

decorrere dall'anno 2015.

 54. Il Ministro  dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il

Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  previa   notifica   alla

Commissione europea e autorizzazione da parte della stessa, definisce

con proprio decreto misure volte a favorire i  processi  di  crescita

dimensionale e di  rafforzamento  della  solidita'  patrimoniale  dei

consorzi di garanzia collettiva dei fidi  (confidi)  sottoposti  alla

vigilanza della Banca  d'Italia,  ovvero  di  quelli  che  realizzano

operazioni  di  fusione  finalizzate  all'iscrizione  nell'elenco   o

nell'albo degli intermediari  vigilati  dalla  Banca  d'Italia  e  di

quelli che stipulano contratti di rete finalizzati  al  miglioramento

dell'efficienza e dell'efficacia operativa  dei  confidi  aderenti  i

quali, nel loro complesso, erogano garanzie in misura pari ad  almeno

150 milioni di euro. All'attuazione delle  misure  di  cui  al  primo

periodo si provvede a valere sulle risorse del Fondo di garanzia  per

le piccole e medie imprese, di cui all'articolo 2, comma 100, lettera

a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nei limiti dell'importo  di

225 milioni di euro. Le disponibilita'  di  cui  al  secondo  periodo

possono essere incrementate da eventuali risorse messe a disposizione

da regioni, da enti pubblici e dalle camere di commercio,  industria,

artigianato e agricoltura, sulla base di convenzioni stipulate con il

Ministero dello sviluppo economico e con il Ministero dell'economia e

delle finanze, nonche'  da  risorse  derivanti  dalla  programmazione

dell'Unione europea per il periodo 2014-2020.

 55. Una somma pari a 70 milioni di euro  per  ciascuno  degli  anni

2014, 2015 e 2016 e' destinata dal sistema delle camere di commercio,

industria, artigianato e  agricoltura  al  sostegno  dell'accesso  al

credito delle piccole e medie imprese attraverso il rafforzamento dei

confidi, ivi compresi quelli  non  sottoposti  alla  vigilanza  della

Banca d'Italia, anche utilizzando una quota della  dotazione  annuale

del fondo di perequazione di cui  all'articolo  18,  comma  9,  della

legge 29  dicembre  1993,  n.  580.  I  criteri  e  le  modalita'  di

attuazione e di monitoraggio degli effetti delle norme  del  presente

comma sono definiti con il decreto di cui all'articolo 18,  comma  4,

della suddetta legge n. 580 del 1993. La  presente  disposizione  non

comporta effetti di aumento sulla determinazione della misura annuale

del diritto camerale di cui all'articolo 18, comma 4, della legge  n.

580 del 1993.

 56. E' istituito nello stato  di  previsione  del  Ministero  dello

sviluppo economico un fondo, con una dotazione pari a  5  milioni  di

euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015, destinato al sostegno delle

imprese che si uniscono in associazione temporanea di imprese (ATI) o

in raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) al fine di  operare  su

manifattura sostenibile  e  artigianato  digitale,  alla  promozione,

ricerca e sviluppo di software e hardware e all'ideazione di  modelli

di attivita' di vendita non convenzionali e forme  di  collaborazione

tra tali realta' produttive.

 57. Le risorse del fondo sono erogate  ai  beneficiari  di  cui  al

comma 56 che  operano  in  collaborazione  con  istituti  di  ricerca

pubblici, universita' e istituzioni  scolastiche  autonome  pubbliche

sulla base di progetti  triennali  da  questi  presentati  attraverso

procedure selettive indette dal Ministero  dello  sviluppo  economico

volti a sviluppare i seguenti principi e contenuti:

    a) ricerca e sviluppo di software e hardware;

    b)  condivisione  e  utilizzo  di   documentazione   in   maniera

comunitaria;

    c) creazione di comunita' on line e fisiche per la collaborazione

e la condivisione di conoscenze;

    d) accesso alle tecnologie di fabbricazione digitale;

    e) creazione di nuove realta' industriali;

    f)  promozione  di  modelli   di   attivita'   di   vendita   non

convenzionali e innovativi;

    g) condivisione di esperienze con il territorio;

    h) sostegno per l'applicazione delle idee;

    i) sostegno delle scuole del territorio attraverso la  diffusione

del materiale educativo sulla cultura dei «makers».

 58. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  della  presente

legge, il Ministro dello sviluppo economico  invia  alle  Camere  una

relazione che descrive gli effetti dell'applicazione dei commi  56  e 57.

 59. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico sono definiti

criteri e modalita' per l'applicazione dei commi 56 e 57.

 

  60. Per i contributi erogati a decorrere dalla data di  entrata  in

vigore della presente legge, le imprese italiane ed  estere  operanti

nel  territorio  nazionale  che  abbiano  beneficiato  di  contributi

pubblici in conto capitale, qualora, entro tre anni dalla concessione

degli  stessi,  delocalizzino  la   propria   produzione   dal   sito

incentivato a uno Stato  non  appartenente  all'Unione  europea,  con

conseguente riduzione del  personale  di  almeno  il  50  per  cento,

decadono dal beneficio stesso  e  hanno  l'obbligo  di  restituire  i

contributi in conto capitale ricevuti.

 61. I  soggetti  erogatori  dei  contributi  di  cui  al  comma  60

disciplinano le modalita' e i tempi di restituzione.

 62. All'articolo  11,  comma  12-quinquies,  del  decreto-legge  28

giugno 2013, n. 76, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  9

agosto 2013, n. 99, le parole: «La garanzia dello  Stato  di  cui  al

comma 12-ter cessa  al  momento  della  ristrutturazione  di  cui  al

presente comma» sono soppresse.

 63. Il notaio o altro pubblico ufficiale e'  tenuto  a  versare  su

apposito conto corrente dedicato:

    a) tutte le somme dovute a titolo di onorari, diritti, accessori,

rimborsi spese e contributi, nonche' a titolo di tributi per i  quali

il medesimo sia sostituto o responsabile d'imposta, in relazione agli

atti dallo stesso ricevuti o autenticati  e  soggetti  a  pubblicita'

immobiliare, ovvero in relazione ad attivita' e  prestazioni  per  le

quali lo stesso sia delegato dall'autorita' giudiziaria;

    b)  ogni  altra  somma  affidatagli  e  soggetta  ad  obbligo  di

annotazione nel registro delle somme e dei valori di cui  alla  legge

22 gennaio 1934, n. 64, comprese le somme dovute a titolo di  imposta

in relazione a dichiarazioni di successione;

    c) l'intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi,

se determinato in denaro, oltre alle somme  destinate  ad  estinzione

delle spese condominiali non  pagate  o  di  altri  oneri  dovuti  in

occasione del ricevimento  o  dell'autenticazione,  di  contratti  di

trasferimento della proprieta' o di  trasferimento,  costituzione  od

estinzione di altro diritto reale su immobili o aziende.

 64. La disposizione di cui al comma 63 non si applica per la  parte

di prezzo  o  corrispettivo  oggetto  di  dilazione;  si  applica  in

relazione agli importi versati contestualmente alla stipula  di  atto

di quietanza. Sono esclusi i maggiori oneri notarili.

 65. Gli importi depositati presso il conto corrente di cui al comma

63 costituiscono patrimonio separato. Dette somme sono escluse  dalla

successione del notaio o altro pubblico ufficiale e  dal  suo  regime

patrimoniale  della  famiglia,  sono  assolutamente  impignorabili  a

richiesta di chiunque ed assolutamente impignorabile  ad  istanza  di

chiunque e' altresi' il credito  al  pagamento  o  alla  restituzione

della somma depositata.

 66. Eseguita la registrazione e la pubblicita' dell'atto  ai  sensi

della  normativa  vigente,  e  verificata  l'assenza  di   formalita'

pregiudizievoli ulteriori  rispetto  a  quelle  esistenti  alla  data

dell'atto  e  da  questo  risultanti,  il  notaio  o  altro  pubblico

ufficiale provvede senza indugio a disporre lo svincolo degli importi

depositati a titolo di prezzo o corrispettivo. Se nell'atto le  parti

hanno previsto che il prezzo o corrispettivo  sia  pagato  solo  dopo

l'avveramento  di  un  determinato  evento  o  l'adempimento  di  una

determinata  prestazione,  il  notaio  o  altro  pubblico   ufficiale

svincola il  prezzo  o  corrispettivo  depositato  quando  gli  viene

fornita la prova, risultante da atto  pubblico  o  scrittura  privata

autenticata,  ovvero  secondo   le   diverse   modalita'   probatorie

concordate tra le parti, che l'evento dedotto in  condizione  si  sia

avverato o che la prestazione  sia  stata  adempiuta.  Gli  interessi

sulle  somme  depositate,  al  netto  delle  spese  di  gestione  del

servizio,  sono  finalizzati  a  rifinanziare  i  fondi  di   credito

agevolato, riducendo i tassi della provvista dedicata,  destinati  ai

finanziamenti alle piccole e medie imprese, individuati  dal  decreto

di cui al comma 67.

 67. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in  vigore  della

presente  legge,  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio   dei

ministri, adottato su proposta del  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze, di concerto con il  Ministro  della  giustizia,  sentito  il

parere del Consiglio nazionale del notariato, sono definiti  termini,

condizioni e modalita' di attuazione dei commi da 63 a 66, anche  con

riferimento all'esigenza di definire condizioni contrattuali omogenee

applicate ai conti correnti dedicati.

 68. Al fine di assicurare la manutenzione straordinaria della  rete

stradale per l'anno 2014,  la  realizzazione  di  nuove  opere  e  la

prosecuzione degli interventi previsti  dai  contratti  di  programma

gia' stipulati tra il Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti

e la societa' ANAS Spa, e' autorizzata la spesa  di  335  milioni  di

euro per l'anno 2014 e di 150 milioni di euro per l'anno 2015. Per la

realizzazione di nuove opere e' data priorita' a quelle gia' definite

da  protocolli  di  intesa  attuativi  e   conseguenti   ad   accordi

internazionali. All'onere relativo all'anno 2015 si provvede mediante

corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui

all'articolo 1, comma 208, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.

 69. Per la realizzazione del  secondo  stralcio  del  macrolotto  4

dell'asse  autostradale  Salerno-Reggio  Calabria,  tratto   fra   il

viadotto Stupino  escluso  e  lo  svincolo  di  Altilia  incluso,  e'

autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l'anno  2014,  di  170

milioni di euro per l'anno 2015 e di 120 milioni di euro  per  l'anno

2016.

 70. All'articolo 18  del  decreto-legge  21  giugno  2013,  n.  69,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 2, secondo periodo, dopo le parole:  «il  superamento

di  criticita'  sulle  infrastrutture  viarie  concernenti  ponti   e

gallerie»  sono  inserite  le  seguenti:  «nonche'  l'attuazione   di

ulteriori  interventi  mirati  ad  incrementare  la  sicurezza  e   a

migliorare le condizioni dell'infrastruttura viaria con priorita' per

le opere stradali volte alla messa in sicurezza  del  territorio  dal

rischio idrogeologico»;

    b) al comma 10, dopo le parole: «programma  degli  interventi  di

manutenzione  straordinaria  di  ponti,  viadotti  e  gallerie»  sono

inserite le seguenti: «nonche' degli ulteriori interventi  mirati  ad

incrementare   la   sicurezza   e   a   migliorare   le    condizioni

dell'infrastruttura viaria con priorita' per le opere stradali  volte

alla messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico».

 71. E' autorizzata la spesa di 151 milioni di euro per l'anno 2014,

di 100 milioni di euro per l'anno 2015, di 71  milioni  di  euro  per

l'anno 2016 e di 79 milioni di euro per l'anno 2017 per consentire:

    a) la prosecuzione  immediata  dei  lavori  del  sistema  MO.S.E.

previsti  dal  43º  atto   attuativo   della   Convenzione   generale

sottoscritta tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti --

Magistrato alle acque di Venezia e il Consorzio  Venezia  Nuova,  con

presa d'atto da parte del CIPE;

    b)  il  completamento  dell'intero  sistema  MO.S.E.,  con   atto

aggiuntivo alla Convenzione  generale  di  cui  alla  lettera  a)  da

sottoporre al CIPE entro il 30 giugno 2014.

 72. Il comma 9 dell'articolo 176 del codice dei contratti  pubblici

relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo

12 aprile 2006, n. 163, e' sostituito dal seguente:

  «9.  Il  soggetto  aggiudicatore  verifica,  prima  di   effettuare

qualsiasi  pagamento  a  favore  del  contraente  generale,  compresa

l'emissione di eventuali stati di  avanzamento  lavori,  il  regolare

adempimento degli obblighi contrattuali del contraente generale verso

i  propri  affidatari:  ove  risulti  l'inadempienza  del  contraente

generale,  il  soggetto  aggiudicatore  applica  una  detrazione  sui

successivi pagamenti e procede al pagamento diretto  all'affidatario,

nonche'  applica  le  eventuali   diverse   sanzioni   previste   nel

contratto».

 73. Al fine di assicurare la continuita' dei lavori di manutenzione

straordinaria  della  rete  ferroviaria  inseriti  nel  contratto  di

servizio 2012-2014  tra  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei

trasporti e la societa'  Rete  ferroviaria  italiana  (RFI)  Spa,  e'

autorizzata la spesa di 500 milioni di euro per l'anno 2014.

 74.  Al  fine  di  completare   il   finanziamento   della   tratta

Cancello-Frasso Telesino  e  variante  alla  linea  Roma-Napoli,  via

Cassino, sita nel comune di Maddaloni,  dell'asse  ferroviario  AV/AC

Napoli-Bari, presentato al CIPE nella seduta del 18 febbraio 2013,  e

assicurare la celere presentazione al medesimo Comitato del  progetto

definitivo entro il 30 settembre 2014, e' autorizzata la spesa di  50

milioni di euro per l'anno 2015 e di 50 milioni di  euro  per  l'anno

2016.

 75. In considerazione della strategicita' dell'intervento  relativo

al collegamento Termoli-San Vittore, in quanto inserito nel programma

di cui alla delibera del CIPE n. 121/2001 del 21 dicembre  2001,  nel

rispetto della legge 21 dicembre 2001, n. 443, le risorse  rivenienti

dalla revoca dei finanziamenti di cui ai commi 2, 3 e 4 dell'articolo

32  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.  111,  come  modificati

dal comma 79 del presente articolo, e confluite nel Fondo di  cui  al

comma 6 del citato articolo 32 del decreto-legge n. 98 del 2011  sono

destinate prioritariamente al ripristino  della  quota  di  cui  alla

delibera del CIPE n. 62/2011 del 3 agosto 2011,  relativa  al  citato

collegamento Termoli-San  Vittore,  ferme  restando  le  disposizioni

dell'articolo 25, comma 11-ter, del decreto-legge 21 giugno 2013,  n.

69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.

 76. Le tratte Brescia-Verona-Padova della linea  ferroviaria  AV/AC

Milano-Venezia,  la  tratta   Apice-Orsara   e   la   tratta   Frasso

Telesino-Vitulano della  linea  ferroviaria  AV/AC  Napoli-Bari  sono

realizzate con le modalita' previste dalle lettere b) e c) del  comma

232 e dai commi 233 e 234 dell'articolo 2  della  legge  23  dicembre

2009, n. 191. Il CIPE puo' approvare  i  progetti  preliminari  delle

opere indicate al primo periodo anche nelle  more  del  finanziamento

della fase realizzativa e i relativi progetti definitivi a condizione

che  sussistano  disponibilita'  finanziarie   sufficienti   per   il

finanziamento di un primo lotto costruttivo di valore  non  inferiore

al 10 per cento del costo complessivo delle  opere.  A  tal  fine  e'

autorizzata la spesa mediante erogazione diretta di  120  milioni  di

euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2029. A valere sui  predetti

contributi non sono consentite operazioni  finanziarie  con  oneri  a

carico dello Stato.

 77. Per fare fronte all'esigenza di assicurare la continuazione del

servizio pubblico di  trasporto  marittimo,  legata  all'aumento  del

traffico di  passeggeri,  e  al  fine  di  garantire  la  continuita'

territoriale nell'area dello Stretto di Messina per  la  prosecuzione

degli interventi di cui all'articolo 1, comma 1031, lettera b), della

legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  e  successive  modificazioni,  e

all'articolo  5-bis  del  decreto-legge  26  aprile  2013,   n.   43,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24  giugno  2013,  n.  71,

relativi al trasporto marittimo veloce di passeggeri tra le citta' di

Messina, Reggio Calabria e Villa  San  Giovanni,  e'  autorizzata  la

spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2014.

 78.  Per  assicurare  i  collegamenti  di  servizio  di   trasporto

marittimo veloce  nello  Stretto  di  Messina,  per  l'anno  2014  e'

autorizzata la spesa di 5,4 milioni di euro.  Al  relativo  onere  si

provvede mediante  corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di

spesa  di  cui  all'articolo  19-ter,  comma  16,  lettera  c),   del

decreto-legge  25   settembre   2009,   n.   135,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166.

 79. All'articolo 32, commi 2 e 3, del decreto-legge 6 luglio  2011,

n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,  n.

111, la parola: «2008» e' sostituita dalla seguente: «2010».

  80.  Per  l'avvio  immediato  di  interventi  di  adeguamento   del

tracciato e la velocizzazione dell'asse ferroviario Bologna-Lecce  e'

autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l'anno 2014 e  di  150

milioni di euro per ciascuno degli  anni  2015  e  2016.  Nelle  more

dell'approvazione  del  contratto  di  programma-parte   investimenti

2012-2016,    sottoscritto    con    RFI,    e'    autorizzata     la

contrattualizzazione dei predetti interventi.

  81. Al fine di  favorire  i  sistemi  dei  collegamenti  marittimi,

ferroviari e stradali tra gli insediamenti dell'area dello Stretto di

Messina  e  migliorare  la  qualita'   dell'offerta   di   trasporto,

determinata dalla sospensione della  realizzazione  del  Ponte  sullo

Stretto, e' autorizzata la spesa di 200.000 euro per l'anno 2014  per

uno studio di fattibilita' da redigere entro il 30 settembre 2014. In

caso di mancato utilizzo, le  risorse  non  utilizzate  sono  versate

all'entrata del bilancio dello  Stato  per  essere  riassegnate,  con

decreto del Ministro dell'economia e  delle  finanze,  agli  appositi

capitoli dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture

e dei trasporti.

  82. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,

entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore  della  presente

legge, sono stabiliti i criteri e le modalita' per  l'attuazione  del

comma 81.

  83. Al fine di favorire il rinnovo  dei  parchi  automobilistici  e

ferroviari  destinati  ai  servizi  di  trasporto  pubblico   locale,

regionale e interregionale, nonche' della flotta destinata ai servizi

di  trasporto  pubblico  locale  lagunare,  la  dotazione  del  fondo

istituito dall'articolo 1, comma 1031, della legge 27 dicembre  2006,

n. 296, e' incrementata di 300 milioni di euro per l'anno 2014  e  di

100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016, da destinare

all'acquisto di materiale rotabile su gomma e di  materiale  rotabile

ferroviario, nonche' di vaporetti e ferry-boat. Al  relativo  riparto

tra le regioni si provvede entro il 30 giugno di ciascuno degli  anni

del triennio con le procedure di  cui  all'articolo  1,  comma  1032,

della legge n. 296 del 2006, sulla base del maggiore carico medio per

servizio effettuato,  registrato  nell'anno  precedente.  I  relativi

pagamenti sono esclusi dal patto di stabilita'  interno,  nel  limite

del 45 per cento dell'assegnazione di  ciascuna  regione  per  l'anno

2014 e integralmente per gli anni 2015 e 2016.

  84. Entro il  31  marzo  2014,  con  decreto  del  Ministero  delle

infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede  di  Conferenza

unificata di cui all'articolo 8 del  decreto  legislativo  28  agosto

1997, n. 281, sono definiti, con criteri  di  uniformita'  a  livello

nazionale, i costi standard dei servizi di trasporto pubblico  locale

e regionale nonche' i criteri per  l'aggiornamento  e  l'applicazione

degli stessi. Nella determinazione del costo standard per  unita'  di

servizio prodotta, espressa in chilometri, per ciascuna modalita'  di

trasporto, si tiene conto dei fattori di  contesto,  con  particolare

riferimento alle aree metropolitane e alle  aree  a  domanda  debole,

della  velocita'  commerciale,  delle  economie   di   scala,   delle

tecnologie di produzione, dell'ammodernamento del materiale  rotabile

e di un ragionevole margine di utile.

  85. A partire dall'anno 2014, al fine di garantire una piu' equa ed

efficiente  distribuzione  delle  risorse,  una  quota   gradualmente

crescente delle risorse statali per il trasporto pubblico  locale  e'

ripartita tra le regioni sulla base del costo standard di  produzione

dei servizi.

  86. All'articolo  35  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,

convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio  2011,  n.  111,

dopo il comma 4 e' inserito il seguente:

  «4-bis. Ai medesimi fini indicati al  comma  4,  l'installazione  e

l'attivazione di apparati  di  rete  caratterizzati  da  una  potenza

massima trasmessa in uplink inferiore o uguale a 100  mW,  e  da  una

potenza massima al connettore di antenna, in  downlink,  inferiore  o

uguale a 5 W, e aventi un ingombro fisico non superiore a  20  litri,

possono essere effettuate senza alcuna comunicazione all'ente  locale

e  agli  organismi  competenti  ad  effettuare  i  controlli  di  cui

all'articolo 14 della legge 22 febbraio 2001, n. 36».

  87. All'articolo 17-terdecies, comma 1, del decreto-legge 22 giugno

2012, n. 83, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7  agosto

2012, n. 134, le parole: «L, M1 e N1» sono sostituite dalle seguenti:

«L, M e N1».

  88. Al fine di accelerare gli interventi  in  aree  urbane  per  la

realizzazione di linee tramviarie  e  metropolitane  il  CIPE,  entro

trenta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,

individua, con apposita delibera, su  proposta  del  Ministero  delle

infrastrutture e dei trasporti, gli interventi da revocare  ai  sensi

dell'articolo 32, commi da 2 a 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.

98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15  luglio  2011,  n.

111, nonche' quelli finanziati dalla legge 26 febbraio 1992, n.  211,

sul sistema metropolitano che, alla data di entrata in  vigore  della

presente legge, non siano stati affidati con apposito bando di  gara.

Le risorse rivenienti dalle revoche  di  cui  al  periodo  precedente

confluiscono  in  apposita  sezione  del  Fondo  istituito  ai  sensi

dell'articolo 32, comma 6, del citato decreto-legge 6 luglio 2011, n.

98, e sono finalizzate dal CIPE con priorita' per la metrotramvia  di

Milano-Limbiate, e per quelle di Padova e di Venezia.

  89. E' autorizzata la spesa di 330 milioni di euro per l'anno  2014

per interventi in favore del settore dell'autotrasporto. Al  relativo

riparto si provvede con decreto del Ministro delle  infrastrutture  e

dei trasporti, di concerto con  il  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze.

  90. All'articolo 1, comma 211, della legge  24  dicembre  2012,  n.

228, sono aggiunti,  in  fine,  i  seguenti  periodi:  «Ai  fini  del

perseguimento  dell'interoperabilita'  della  piattaforma   logistica

nazionale digitale con altre piattaforme che  gestiscono  sistemi  di

trasporto  e  logistici  settoriali,  nonche'  dell'estensione  della

piattaforma logistica nazionale mediante l'inserimento di nuove  aree

servite e nuovi servizi erogati  all'autotrasporto,  ivi  inclusa  la

cessione in comodato d'uso di apparati di bordo, il contributo di cui

all'articolo 2, comma 244, della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  e'

incrementato, senza obbligo di cofinanziamento da parte del  soggetto

attuatore unico di  cui  all'articolo  61-bis  del  decreto-legge  24

gennaio 2012, n. 1, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  24

marzo 2012, n. 27, di 4 milioni di  euro  per  l'anno  2014  e  di  3

milioni di euro per ciascuno degli anni 2015  e  2016.  Il  Ministero

delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  stipula  con  il   soggetto

attuatore unico una specifica convenzione per disciplinare l'utilizzo

dei  fondi.  Per  il  definitivo  completamento   della   piattaforma

logistica nazionale digitale e la sua gestione il soggetto  attuatore

unico ha facolta'  di  avvalersi  della  concessione  di  servizi  in

finanza di progetto, ai sensi dell'articolo 278  del  regolamento  di

cui al decreto del Presidente della Repubblica  5  ottobre  2010,  n.

207».

  91. A titolo di compensazione parziale dei danni  economici  subiti

dalla societa' di gestione dell'aeroporto di  Trapani  Birgi  per  le

limitazioni  imposte  alle  attivita'   aeroportuali   civili   dalle

operazioni militari conseguenti all'applicazione della risoluzione n.

1973 dell'ONU, i diritti di cui all'articolo  1,  lettera  a),  della

legge 5 maggio 1976, n. 324, introitati dalla  medesima  societa'  di

gestione ai sensi dell'articolo 17, comma  1,  del  decreto-legge  25

marzo 1997, n. 67, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  23

maggio 1997, n. 135, sono  versati  all'entrata  del  bilancio  dello

Stato per essere riassegnati nello stato di previsione del  Ministero

dell'interno per le finalita' di cui all'articolo 4-bis, comma 1, del

decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 2 agosto 2011, n. 130.

  92. Al decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 284, sono apportate

le seguenti modificazioni:

    a) all'articolo 9, comma 2, dopo la lettera l) sono  aggiunte  le

seguenti:

      «l-bis)  svolgere  funzioni  di  studio  e  di  consulenza  con

specifico riferimento a progetti normativi,  alla  risoluzione  delle

problematiche connesse con l'accesso al mercato dell'autotrasporto  e

alla professione di autotrasportatore;

      l-ter) verificare l'adeguatezza  e  regolarita'  delle  imprese

iscritte,  in  relazione  alle  modalita'  concrete  di   svolgimento

dell'attivita' economica ed alla congruita' fra il parco veicolare  e

il numero dei dipendenti  autisti,  nonche'  alla  regolarita'  della

copertura assicurativa dei veicoli,  anche  mediante  l'utilizzazione

dei dati presenti nel CED presso il Ministero delle infrastrutture  e

dei trasporti e dei collegamenti telematici fra i sistemi informativi

dell'INAIL, dell'INPS e delle camere di commercio;

      l-quater)  svolgere  attivita'  di  controllo   sulle   imprese

iscritte, al fine di garantirne la perdurante e continua  rispondenza

ai requisiti previsti per l'esercizio della professione come definiti

ai sensi del regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento  europeo  e

del Consiglio, del 21 ottobre 2009»;

    b) all'articolo 10, comma 1:

      1) la lettera f) e' sostituita dalla seguente:

    «f)  un  rappresentante  per  ciascuna  delle   associazioni   di

categoria degli  autotrasportatori,  nonche'  un  rappresentante  per

ciascuna delle associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e

tutela del  movimento  cooperativo  giuridicamente  riconosciute  dal

Ministero competente ai sensi delle vigenti disposizioni, che abbiano

i seguenti requisiti:

        1) ordinamento interno  a  base  democratica,  sancito  dallo

statuto;

        2) potere di rappresentanza,  risultante  in  modo  esplicito

dallo  statuto,  della   categoria   degli   autotrasportatori,   con

esclusione  di  contemporanea  rappresentanza  di  categorie   aventi

interessi contrapposti;

        3) anzianita' di costituzione, avvenuta con atto notarile, di

almeno cinque anni, durante i quali  siano  state  date,  in  maniera

continuativa,  anche  a  livello   provinciale,   manifestazioni   di

attivita' svolte nell'interesse professionale della categoria;

        4)  non  meno  di  cinquecento  imprese  iscritte  a  livello

nazionale, ovvero imprese iscritte con un totale  di  veicoli  aventi

massa complessiva non inferiore a ventimila tonnellate;

        5) organizzazione periferica comprovata con proprie  sedi  in

almeno venti circoscrizioni provinciali;

        6) essere stata firmataria,  nel  corso  degli  ultimi  dieci

anni,  di  rinnovi  del  contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro

logistica, trasporto merci e spedizione;

        7)  essere  rappresentata  in  seno  al  Consiglio  nazionale

dell'economia e del lavoro,  direttamente  o  per  il  tramite  delle

Confederazioni alle quali aderisce»;

      2) la lettera g) e' abrogata.

  93. Le nuove funzioni attribuite al Comitato  centrale  per  l'albo

nazionale degli autotrasportatori, di cui all'articolo  9,  comma  2,

lettere l-bis),  l-ter)  e  l-quater),  del  decreto  legislativo  21

novembre 2005, n. 284, trovano copertura  nell'ambito  delle  risorse

finanziarie di cui all'articolo 2 del regolamento di cui  al  decreto

del Presidente della Repubblica 9 luglio  2010,  n.  134,  ovvero  le

stesse sono svolte con le risorse umane,  strumentali  e  finanziarie

disponibili a legislazione vigente.

  94. All'articolo 105, comma 3, del  decreto  legislativo  31  marzo

1998, n. 112, la lettera h) e' abrogata. Le  funzioni  relative  alla

cura e alla gestione degli Albi provinciali  degli  autotrasportatori

di cose per conto di terzi sono svolte dagli  Uffici  periferici  del

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con le  risorse  umane

disponibili a legislazione vigente. Entro e non oltre sei mesi  dalla

data di entrata in vigore della presente legge, le funzioni di cui al

presente  comma  sono  trasferite  con  decreto  del  Presidente  del

Consiglio dei ministri, comprese le relative risorse  finanziarie  da

destinare al  funzionamento  degli  Uffici.  Fino  a  tale  data,  le

predette funzioni di cura e di gestione degli Albi  provinciali  sono

esercitate, in via transitoria, dalle province.

  95. All'articolo 83-bis, comma  12,  del  decreto-legge  25  giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto

2008, n. 133, e successive modificazioni,  le  parole:  «,  che  deve

avvenire entro e non oltre la fine del mese in cui si sono svolte  le

relative prestazioni di trasporto» sono soppresse.

  96.  Per  la  realizzazione  della  terza   corsia   della   tratta

autostradale  A4  Quarto  d'Altino-Villesse-Gorizia,   al   fine   di

consentire l'attuazione dell'ordinanza del Presidente  del  Consiglio

dei ministri n. 3702 del 5 settembre 2008, pubblicata nella  Gazzetta

Ufficiale n. 213 dell'11 settembre 2008, sono destinati 30 milioni di

euro per l'anno 2014 e 100 milioni di euro per l'anno 2015.

  97. Per il completamento del Piano nazionale banda larga,  definito

dal  Ministero  dello  sviluppo  economico  --  Dipartimento  per  le

comunicazioni e autorizzato dalla Commissione europea [aiuto di Stato

n. SA. 33807(2011/N) - Italia], e'  autorizzata  la  spesa  di  20,75

milioni di euro per l'anno 2014.

  98. Al fine di sviluppare forme integrate di mobilita' e  trasporto

e  di  promuovere  la  digitalizzazione,  le  modalita'  di  acquisto

previste dall'articolo 8, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012,

n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre  2012,

n. 221, sono utilizzabili  anche  per  il  pagamento  di  servizi  di

parcheggio, bike sharing, accesso ad aree a traffico  limitato  e  di

analoghi sistemi di mobilita' e trasporto.

  99. Al fine di procedere al pagamento dei debiti relativi ad  opere

pubbliche affidate al Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti

a  seguito  della  cessazione   dell'intervento   straordinario   nel

Mezzogiorno, e' autorizzata la spesa di 80 milioni di euro nel 2014 e

di 70 milioni di euro nel 2015.

 100. Per le finalita' di cui all'articolo 1, comma 481, della legge

27 dicembre  2006,  n.  296,  relativamente  al  potenziamento  delle

attivita' e degli strumenti di monitoraggio e analisi della spesa  in

materia di attuazione  delle  opere  pubbliche,  l'autorizzazione  di

spesa di cui al terzo periodo del medesimo comma 481 e'  incrementata

di 200.000 euro annui a decorrere dall'anno 2014.

 101. All'articolo 46-ter del decreto-legge 21 giugno 2013,  n.  69,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.  98,  il

comma 5 e' sostituito dai seguenti:

  «5. Al fine di garantire la tempestiva  realizzazione  delle  opere

Expo  indispensabili  per  l'Evento  e  per  far  fronte  al  mancato

contributo in  conto  impianti  dovuto  dai  soci  inadempienti,  con

decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su  richiesta

del Commissario Unico di cui  all'articolo  5  del  decreto-legge  26

aprile 2013, n. 43, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  24

giugno 2013, n. 71, sentiti gli enti territoriali  interessati,  sono

revocati e rifinalizzati i finanziamenti statali  relativi  ad  opere

connesse all'Evento, gia' incluse in apposito allegato al decreto del

Presidente del Consiglio dei ministri  22  ottobre  2008,  pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre  2008,  e  successive

modificazioni, ovvero previsti nell'ambito delle opere di  pertinenza

del tavolo istituzionale comprensivo  degli  interventi  regionali  e

sovraregionali istituito con il citato  decreto  del  Presidente  del

Consiglio dei ministri 22 ottobre 2008 e  presieduto  dal  Presidente

pro tempore della regione Lombardia.

 5-bis. Per  l'attuazione  del  comma  5,  i  finanziamenti  statali

relativi  alle  opere  di  connessione  infrastrutturale  del  tavolo

Lombardia di cui al predetto decreto del Presidente del Consiglio dei

ministri 22 ottobre 2008 individuati con atto del  Commissario  Unico

d'intesa con  il  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti

confluiscono in un apposito fondo iscritto nello stato di  previsione

del Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti  --  Direzione

generale per lo sviluppo  del  territorio,  la  programmazione  ed  i

progetti internazionali denominato "Fondo unico EXPO:  infrastrutture

strategiche  di  connessione  all'Expo  2015"  e   finalizzato   alla

realizzazione  delle  opere   indispensabili   per   lo   svolgimento

dell'Evento.

  5-ter. Le somme di cui al comma 5-bis sono versate all'entrata  del

bilancio dello Stato per essere riassegnate sul Fondo unico Expo.  Il

Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare,

con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».

  102. Per  fronteggiare  le  straordinarie  esigenze  connesse  alla

realizzazione dell'Expo Milano 2015, anche attraverso  la  tempestiva

acquisizione e realizzazione  delle  infrastrutture  delle  Forze  di

polizia e l'implementazione dei servizi, e' autorizzata la  spesa  di

38 milioni di euro per l'anno 2014, di cui  34  milioni  di  euro  in

conto capitale, e di 88 milioni di  euro  per  l'anno  2015.  Per  le

medesime finalita', in favore del  Corpo  nazionale  dei  vigili  del

fuoco e' autorizzata la spesa di 9 milioni di euro per  l'anno  2014,

di cui 6 milioni di euro in conto capitale, e di 12 milioni  di  euro

per l'anno 2015.

 103.  Al  fine  di  incrementare  l'efficienza  dell'impiego  delle

risorse tenendo conto della specificita' e delle  peculiari  esigenze

dei Corpi di polizia, per l'anno 2014 le risorse disponibili  per  il

trattamento  economico  accessorio  del  personale  appartenente   ai

predetti Corpi sono incrementate, oltre che da quelle previste  dagli

ordinari stanziamenti di bilancio per l'anno 2014, di 100 milioni  di

euro. In relazione alle somme di cui  al  presente  comma  non  trova

applicazione  quanto  previsto  dall'articolo  9,  comma  2-bis,  del

decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

 104. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 5, del

decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307,  e'  ridotta  di

107 milioni di euro per l'anno 2014 e di  100  milioni  di  euro  per

l'anno 2015.

 105. Al fine di garantire continuita'  di  risorse  destinate  alla

spesa per interventi  a  favore  dei  beni  culturali,  il  comma  16

dell'articolo 32 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,

con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e' abrogato.

 106. All'articolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il comma

4 e' sostituito dai seguenti:

  «4. Per il triennio 2014-2016 una quota fino al 3 per cento, e  nel

limite di  100  milioni  di  euro  annui,  delle  risorse  aggiuntive

annualmente previste per infrastrutture e  iscritte  nello  stato  di

previsione della spesa  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei

trasporti e' destinata alla spesa per investimenti in favore dei beni

culturali. L'assegnazione della predetta quota e' disposta dal  CIPE,

nell'ambito delle risorse effettivamente disponibili, su proposta del

Ministro dei beni e delle  attivita'  culturali  e  del  turismo,  di

concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti  e  con

il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base di un programma

di interventi in favore dei beni culturali.

 4-bis. Al fine di  tutelare  e  promuovere  il  patrimonio  morale,

culturale  e  storico  dei  luoghi  di   memoria   della   lotta   al

nazifascismo, della Resistenza e della  Guerra  di  liberazione,  una

quota delle risorse di cui al comma 4, pari a 2,5 milioni di euro per

ciascuno degli anni 2014, 2015 e  2016,  e'  destinata  a  finanziare

interventi di recupero e valorizzazione dei luoghi della memoria. Gli

interventi di cui al presente comma  sono  individuati  dal  Comitato

storico-scientifico per gli anniversari di interesse nazionale di cui

al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6  giugno  2013,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del 15 luglio 2013».

 107.  Allo  scopo  di  mantenere  adeguati  livelli  di   capacita'

operativa, le autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 2, commi 98

e 99, della legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  sono  rifinanziate,

rispettivamente, per l'importo di 1,5 milioni  di  euro  a  decorrere

dall'anno 2014 e per l'importo di 0,5 milioni di euro per l'anno 2014

e di 14 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2020.

 108. All'articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n.  84,  dopo  il

comma 15 e' aggiunto il seguente:

  «15-bis. Qualora un'impresa o agenzia che svolga  esclusivamente  o

prevalentemente fornitura di lavoro temporaneo, ai sensi del presente

articolo, nonche' dell'articolo 16, versi in  stato  di  grave  crisi

economica derivante dallo  sfavorevole  andamento  congiunturale,  al

fine  di  sostenere  l'occupazione,  di  favorire   i   processi   di

riconversione   industriale   e   di   evitare   grave    pregiudizio

all'operativita' e all'efficienza del porto, l'ente di  gestione  del

porto puo' destinare una quota, comunque  non  eccedente  il  15  per

cento, delle entrate proprie derivanti dalle  tasse  a  carico  delle

merci imbarcate e  sbarcate,  senza  ulteriori  oneri  a  carico  del

bilancio dello  Stato,  a  iniziative  a  sostegno  dell'occupazione,

nonche' al finanziamento delle esigenze di formazione dei  prestatori

di lavoro temporaneo e per misure di incentivazione al  pensionamento

di dipendenti o soci dell'impresa o agenzia. I contributi non possono

essere erogati per un  periodo  eccedente  cinque  anni,  o  comunque

eccedente quello necessario al riequilibrio del bilancio del soggetto

autorizzato alla fornitura di lavoro temporaneo, e sono  condizionati

alla riduzione della manodopera impiegata di almeno il  5  per  cento

all'anno. Per  tutto  il  periodo  in  cui  il  soggetto  autorizzato

beneficia del sostegno di cui al presente comma, non  puo'  procedere

ad alcuna assunzione di personale o all'aumento di soci lavoratori».

 109.  Ai  fini  del  perseguimento  degli  obiettivi  di  contrasto

dell'evasione  fiscale,  delle   frodi   fiscali,   dell'immigrazione

clandestina, della criminalita' organizzata nonche' degli illeciti in

materia d'impiego delle risorse pubbliche, rafforzando  il  controllo

economico del territorio, e' autorizzato un contributo a  favore  del

Corpo della guardia di finanza di 5 milioni di euro per l'anno  2014,

di 30 milioni di euro per l'anno 2015 e di 50  milioni  di  euro  per

ciascuno degli anni dal  2016  al  2020  per  l'ammodernamento  e  la

razionalizzazione della flotta, anche veicolare, il  miglioramento  e

la  sicurezza  delle  comunicazioni  nonche'  il  completamento   del

programma di dotazione infrastrutturale del Corpo medesimo.

 110. L'autorizzazione di spesa di cui  all'articolo  1,  comma  92,

della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' incrementata di 5 milioni di

euro per l'anno  2014  al  fine  di  finanziare  gli  interventi  per

potenziare la rete infrastrutturale  per  la  mobilita'  al  servizio

della Fiera di Verona.

 111. Al fine di permettere il rapido avvio nel 2014  di  interventi

di messa in sicurezza del  territorio,  le  risorse  esistenti  sulle

contabilita'  speciali  relative  al  dissesto   idrogeologico,   non

impegnate alla data del 31 dicembre 2013, comunque nel limite massimo

complessivo di 600 milioni di euro, nonche'  le  risorse  finalizzate

allo scopo dalle delibere CIPE n. 6/2012 e n. 8/2012 del  20  gennaio

2012, pari rispettivamente a 130 milioni di euro e 674,7  milioni  di

euro,  devono  essere  utilizzate  per  i   progetti   immediatamente

cantierabili, prioritariamente destinandole agli interventi integrati

finalizzati alla riduzione del rischio, alla  tutela  e  al  recupero

degli ecosistemi e della biodiversita' e che integrino gli  obiettivi

della direttiva 2000/60/CE, del Parlamento europeo e  del  Consiglio,

del  23  ottobre  2000,  che  istituisce  un  quadro   per   l'azione

comunitaria in materia di acque, e della  direttiva  2007/60/CE,  del

Parlamento europeo e del Consiglio, del  23  ottobre  2007,  relativa

alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni. A tal fine,

entro il 1º marzo 2014, il Ministero dell'ambiente e della tutela del

territorio e del mare verifica la  compatibilita'  degli  accordi  di

programma  e  dei   connessi   cronoprogrammi   con   l'esigenza   di

massimizzare  la  celerita'  degli  interventi  in   relazione   alle

situazioni di massimo rischio per l'incolumita' delle persone  e,  se

del caso, propone alle regioni le integrazioni  e  gli  aggiornamenti

necessari.  Entro  il  30  aprile  2014  i  soggetti  titolari  delle

contabilita' speciali concernenti gli interventi contro  il  dissesto

idrogeologico finalizzano  le  risorse  disponibili  agli  interventi

immediatamente cantierabili contenuti nell'accordo e, per il  tramite

del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,

presentano  specifica  informativa  al  CIPE  indicando  il  relativo

cronoprogramma  e  lo  stato  di  attuazione  degli  interventi  gia'

avviati. La mancata  pubblicazione  del  bando  di  gara,  ovvero  il

mancato affidamento dei lavori entro il 31 dicembre 2014, comporta la

revoca del finanziamento statale e la  contestuale  rifinalizzazione,

con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio

e del mare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,

delle risorse ad altri interventi contro il  dissesto  idrogeologico,

fermo restando il vincolo territoriale di destinazione delle  risorse

attraverso una rimodulazione dei singoli accordi  di  programma,  ove

esistano progetti  immediatamente  cantierabili  compatibili  con  le

finalita' della norma. A decorrere dal 2014, ai fini della necessaria

programmazione finanziaria, entro il mese di settembre,  il  Ministro

dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  presenta  al

CIPE  una  relazione  in  ordine  agli   interventi   in   corso   di

realizzazione ovvero alla prosecuzione ed evoluzione degli accordi di

programma, unitamente al fabbisogno finanziario  necessario  per  gli

esercizi successivi. Gli interventi contro il dissesto  idrogeologico

sono monitorati ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n.

229. Per le finalita' di cui al  presente  comma  e'  autorizzata  la

spesa di 30 milioni di euro per l'anno 2014, di 50  milioni  di  euro

per  l'anno  2015  e  di  100  milioni  di  euro  per  l'anno   2016.

All'articolo  17,  comma  1,  primo  periodo,  del  decreto-legge  30

dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge  26

febbraio 2010, n.  26,  le  parole:  «non  oltre  i  tre  anni»  sono

sostituite dalle seguenti: «non oltre i sei anni».

 112.  E'  istituito  nello  stato  di  previsione   del   Ministero

dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  un  apposito

fondo  da  ripartire,  sentita  la  Conferenza   unificata   di   cui

all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,  n.  281,  con

una dotazione di 10 milioni di  euro  per  l'esercizio  2014,  di  30

milioni di euro per l'esercizio 2015 e di  50  milioni  di  euro  per

l'esercizio 2016, al fine di finanziare  un  piano  straordinario  di

tutela e gestione della risorsa idrica, finalizzato  prioritariamente

a potenziare la capacita' di depurazione dei reflui urbani. Il piano,

approvato con decreto del Ministro dell'ambiente e della  tutela  del

territorio e del mare e preceduto da uno o piu' accordi di  programma

con  gli  enti  territoriali  e  locali  interessati,  individua  gli

interventi necessari e  i  soggetti  che  vi  provvedono  nonche'  le

modalita' di erogazione del finanziamento per fasi di avanzamento che

devono corrispondere ad una percentuale non inferiore al 20 per cento

del costo complessivo  dell'intervento.  Gli  interventi  di  cui  al

presente comma sono monitorati ai sensi del  decreto  legislativo  29

dicembre 2011, n. 229.

 113.   Fatta   salva   la   responsabilita'    dell'autore    della

contaminazione e del proprietario  delle  aree  in  conformita'  alle

leggi vigenti e fatto salvo il dovere  dell'autorita'  competente  di

procedere alla ripetizione delle spese sostenute per  gli  interventi

di caratterizzazione e messa in sicurezza, nonche' per gli  ulteriori

interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nelle forme

e nei modi previsti  dalla  legge,  nello  stato  di  previsione  del

Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  e'

istituito un apposito fondo con una dotazione di 30 milioni  di  euro

per ciascuno degli esercizi 2014 e 2015, per il finanziamento  di  un

piano straordinario di bonifica delle discariche abusive  individuate

dalle competenti autorita' statali in  relazione  alla  procedura  di

infrazione comunitaria n. 2003/2007. Il  piano  di  cui  al  presente

comma, approvato con  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della

tutela del territorio e del mare e preceduto da uno o piu' accordi di

programma con gli enti territoriali e locali  interessati,  individua

gli interventi  necessari  e  i  soggetti  che  vi  provvedono  e  le

modalita' di erogazione del finanziamento  per  fasi  di  avanzamento

degli  interventi  medesimi,  che   devono   corrispondere   ad   una

percentuale non inferiore al  20  per  cento  del  costo  complessivo

dell'intervento.  Il  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del

territorio e del mare esercita l'azione di rivalsa, in  relazione  ai

costi sostenuti, nei confronti di responsabili dell'inquinamento e di

proprietari dei siti, ai sensi e nei limiti delle leggi vigenti.  Gli

interventi di cui al presente comma  sono  monitorati  ai  sensi  del

decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229.

 114. Al fine di elaborare e di realizzare  progetti  di  ricerca  e

sviluppo nel settore agro-industriale nelle aree di produzione  della

Sicilia  orientale,  con   particolare   riferimento   al   reimpiego

sostenibile degli scarti provenienti  dalla  lavorazione  industriale

degli agrumi, per l'anno 2014 e' autorizzata la spesa di 2 milioni di

euro. Le predette risorse  sono  iscritte  in  apposito  capitolo  da

istituire nello stato di previsione della spesa del  Ministero  dello

sviluppo  economico.  Con  decreto  del  Ministero   dello   sviluppo

economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di  entrata  in

vigore della  presente  legge,  sono  individuate  le  modalita'  per

l'accesso ai  contributi  erogati  mediante  le  risorse  di  cui  al

presente comma.

 115. Al fine di consentire l'esercizio del  diritto  di  prelazione

per l'acquisto dell'isola di Budelli, in  deroga  al  comma  1-quater

dell'articolo 12 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,

con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e' autorizzata

la spesa di 3 milioni di euro nel 2014.

 116. In relazione alle valenze naturalistiche, costiere  e  marine,

delle zone di Grotte di Ripalta-Torre Calderina e  di  Capo  Milazzo,

all'articolo 36, comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n.  394,  dopo

la lettera ee-quater) sono aggiunte le seguenti:

  «ee-quinquies) Grotte di Ripalta-Torre Calderina;

  ee-sexies) Capo Milazzo».

 117. Al fine di garantire la piu'  rapida  istituzione  delle  aree

marine protette di cui al  comma  116  e'  autorizzata  la  spesa  di

500.000 euro per l'anno 2014 e di un milione di euro per l'anno 2015.

Al fine di garantire l'istituzione delle aree marine protette di  cui

al comma 1, lettere h) e p), dell'articolo 36 della legge 6  dicembre

1991, n. 394, nonche' di potenziare la gestione  e  il  funzionamento

delle aree marine protette gia' istituite, l'autorizzazione di  spesa

di cui all'articolo 32 della legge  31  dicembre  1982,  n.  979,  e'

incrementata di 300.000 euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015 e di

euro 1.300.000 per l'anno 2016, e l'autorizzazione di spesa di cui al

comma 10 dell'articolo 8 della  legge  4  aprile  2001,  n.  93,  per

l'istituzione di nuove  aree  marine  protette,  e'  incrementata  di

200.000 euro per l'anno 2014 e di 700.000  euro  per  ciascuno  degli

anni 2015 e 2016 per le spese di funzionamento e  di  gestione  delle

aree marine  protette  gia'  istituite.  Al  fine  di  consentire  lo

svolgimento  delle  attivita'  di  sorveglianza  nelle  aree   marine

protette ai sensi dell'articolo 19, comma 7, della legge  6  dicembre

1991, n. 394, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2,  comma

99, della legge 24 dicembre 2007,  n.  244,  e'  incrementata  di  un

milione di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016. A  tal  fine  le

disponibilita' finanziarie relative all'autorizzazione  di  spesa  di

cui all'articolo 2, comma 99, della legge 24 dicembre 2007,  n.  244,

possono essere  utilizzate  anche  per  consentire  lo  sviluppo  del

programma  di  potenziamento  e  adeguamento   delle   infrastrutture

dell'amministrazione ivi indicata.

 118. Al fine di favorire i  processi  di  ricostruzione  e  ripresa

economica delle zone della regione Sardegna interessate dagli  eventi

alluvionali del mese di novembre 2013, il Presidente  della  regione,

in qualita' di  Commissario  delegato  per  l'emergenza,  predispone,

entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore  della  presente

legge, con il Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico

nominato ai sensi dell'articolo 17, comma  1,  del  decreto-legge  30

dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge  26

febbraio 2010, n. 26, un piano di interventi urgenti per la messa  in

sicurezza e il ripristino del  territorio  interessato  dagli  eventi

alluvionali.  Al   fine   di   favorire   un'oculata   pianificazione

territoriale e urbanistica, compatibile con una riduzione complessiva

del rischio idrogeologico, il piano di  cui  al  primo  periodo  deve

prevedere misure che favoriscano la delocalizzazione in  aree  sicure

degli   edifici   costruiti   nelle   zone   colpite   dall'alluvione

classificate nelle classi di rischio R4  e  R3  secondo  i  piani  di

assetto idrogeologico, o comunque evidentemente  soggette  a  rischio

idrogeologico. I progetti per la ricostruzione di edifici  adibiti  a

civile abitazione o ad  attivita'  produttiva  possono  usufruire  di

fondi per la ricostruzione soltanto qualora risultino ubicati in aree

classificate nei piani di assetto idrogeologico nelle classi R1 o R2,

previa realizzazione di adeguati interventi di  messa  in  sicurezza.

Gli  interventi  sul  reticolo  idrografico   non   devono   alterare

l'equilibrio sedimentario dei  corsi  d'acqua  e  gli  interventi  di

naturalizzazione e di sfruttamento di aree  di  laminazione  naturale

delle acque devono essere  prioritari  rispetto  agli  interventi  di

artificializzazione. A tal fine possono essere utilizzate le  risorse

non programmate alla data di entrata in vigore della  presente  legge

giacenti  sulla  contabilita'  speciale  intestata   al   Commissario

straordinario per il dissesto idrogeologico,  di  cui  al  precedente

periodo, e quelle di cui  al  comma  122,  ad  esclusione  dei  fondi

provenienti dal bilancio della regione Sardegna.

 119. Al fine di garantire un  adeguato  livello  di  erogazione  di

servizi sanitari nella regione Sardegna, interessata dai gravi eventi

alluvionali del mese di novembre 2013, a  decorrere  dal  1º  gennaio

2014 gli obiettivi finanziari  previsti  dalla  disposizione  di  cui

all'articolo 15, comma 14, del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.  95,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  2012,  n.  135,

possono essere conseguiti su altre aree della spesa sanitaria.

 120. A valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione

che si renderanno disponibili a seguito della verifica sull'effettivo

stato di  attuazione  degli  interventi  previsti  nell'ambito  della

programmazione 2007-2013, un importo pari a 50 milioni  di  euro  per

l'anno  2014  e'  destinato  ad  interventi  in  conto  capitale  nei

territori colpiti da eventi calamitosi verificatisi dall'anno 2009.

 121. Per le medesime finalita' di cui al comma 120, sono  assegnati

dal CIPE, con propria delibera, adottata d'intesa con  la  Presidenza

del Consiglio dei ministri -- Dipartimento della  protezione  civile,

50 milioni di euro per ciascuno degli anni  2015  e  2016,  a  valere

sulle risorse della programmazione nazionale 2014-2020 del Fondo  per

lo sviluppo e la coesione. Con la stessa delibera sono  stabilite  le

procedure per la concessione dei contributi a  valere  sugli  importi

assegnati dal CIPE.

 122. All'articolo 32, comma 4, della legge  12  novembre  2011,  n.

183, dopo la lettera n-quater) e' aggiunta la seguente:

  «n-quinquies)  delle  spese  effettuate  a  valere  sulle   risorse

assegnate alla regione Sardegna dalla delibera CIPE n. 8/2012 del  20

gennaio 2012, pari a 23,52 milioni di  euro,  limitatamente  all'anno

2014».

 123. Al fine del ripristino della viabilita' nelle strade statali e

provinciali interrotte o danneggiate per gli eventi di cui  al  comma

118,  il  Presidente  della  societa'  ANAS  Spa,  in   qualita'   di

Commissario delegato per gli interventi di ripristino  della  stessa,

provvede in via di anticipazione sulle  risorse  autorizzate  per  il

programma di cui all'articolo 18,  comma  10,  del  decreto-legge  21

giugno 2013, n. 69, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  9

agosto  2013,  n.  98,  e  successivi  rifinanziamenti,  sentito   il

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

 124. A valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione

relative alla programmazione nazionale 2014-2020, il CIPE provvede ad

assegnare 50 milioni di euro per  l'anno  2015  per  la  prosecuzione

degli interventi di cui al comma 118.

 125. Fatto salvo quanto stabilito nel comma  126,  nelle  more  del

riordino della disciplina del  settore  energetico,  le  disposizioni

sospensive di cui  all'articolo  1,  comma  5,  del  decreto-legge  7

febbraio 2002, n. 7, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  9

aprile  2002,  n.  55,  devono  ritenersi  applicabili  a  tutte   le

fattispecie insorte a decorrere  dal  10  febbraio  2002,  stante  la

stabilizzazione del citato  decreto-legge  7  febbraio  2002,  n.  7,

operata dall'articolo 1-sexies, comma 8, del decreto-legge 29  agosto

2003, n. 239, convertito, con modificazioni, dalla legge  27  ottobre

2003, n. 290.

 126. In considerazione di quanto previsto al comma 125, e'  esclusa

l'applicabilita' dell'articolo 16 del testo unico delle  disposizioni

legislative e regolamentari in materia edilizia, di  cui  al  decreto

del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380,  e  successive

modificazioni, e dell'articolo 15 della legge 2 agosto 1975, n.  393.

Al fine di favorire la certezza nei rapporti giuridici, la stabilita'

delle finanze pubbliche e l'esercizio di attivita' di  impresa  anche

nella attuale fase di eccezionale crisi economica, per la risoluzione

del contenzioso giurisdizionale amministrativo  tuttora  pendente  in

materia di  applicazione  dell'articolo  16  del  testo  unico  delle

disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di  cui

al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.  380,  e

successive modificazioni, e dell'articolo 15  della  legge  2  agosto

1975, n. 393, le  parti  possono  stipulare  la  convenzione  di  cui

all'articolo 15 della legge 2 agosto  1975,  n.  393,  con  finalita'

transattive, anche in deroga ai parametri di cui all'articolo 16  del

testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia

edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6  giugno

2001, n. 380, e successive modificazioni, e dell'articolo  15,  comma

1, della legge 2 agosto 1975, n. 393.

 127. All'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi,  di

cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.

917,  e  successive  modificazioni,  sono   apportate   le   seguenti

modificazioni:

    a) al comma 1, alla lettera a),  le  parole:  «1.840  euro»  sono

sostituite dalle seguenti: «1.880 euro»;

    b) al comma 1, le lettere b) e c) sono sostituite dalle seguenti:

  «b) 978 euro, aumentata del  prodotto  tra  902  euro  e  l'importo

corrispondente al rapporto tra 28.000  euro,  diminuito  del  reddito

complessivo, e 20.000 euro, se l'ammontare del reddito complessivo e'

superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;

    c) 978 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 28.000 euro

ma  non  a  55.000  euro;  la  detrazione   spetta   per   la   parte

corrispondente al rapporto tra l'importo di  55.000  euro,  diminuito

del reddito complessivo, e l'importo di 27.000 euro»;

    c) il comma 2 e' abrogato.

 128. Con effetto dal 1º gennaio 2014, con decreto del Ministro  del

lavoro e  delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il  Ministro

dell'economia e delle finanze, su proposta dell'INAIL, tenendo  conto

dell'andamento infortunistico aziendale, e'  stabilita  la  riduzione

percentuale  dell'importo  dei  premi   e   contributi   dovuti   per

l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie

professionali, da  applicare  per  tutte  le  tipologie  di  premi  e

contributi oggetto di riduzione, nel limite complessivo di un importo

pari a 1.000 milioni di euro per l'anno 2014, 1.100 milioni  di  euro

per l'anno 2015 e 1.200 milioni di euro a decorrere  dall'anno  2016.

Il predetto decreto definisce  anche  le  modalita'  di  applicazione

della  riduzione  a  favore  delle  imprese  che   abbiano   iniziato

l'attivita' da non oltre un biennio,  nel  rispetto  delle  norme  in

materia di tutela della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di

lavoro, ai sensi di quanto previsto  agli  articoli  19  e  20  delle

modalita' per l'applicazione delle tariffe e  per  il  pagamento  dei

premi assicurativi, di cui al decreto del Ministro del lavoro e della

previdenza sociale  12  dicembre  2000,  pubblicato  nel  supplemento

ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 17 del  22  gennaio  2001.  Sono

comunque  esclusi  dalla  riduzione  i  premi  e  i  contributi   per

l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro  e  le  malattie

professionali previsti dalle seguenti disposizioni: articolo 8  della

legge 3 dicembre 1999, n. 493; articolo 72 del decreto legislativo 10

settembre 2003, n.  276,  e  successive  modificazioni;  decreto  del

Ministro del lavoro e della previdenza  sociale  28  marzo  2007,  in

attuazione dell'articolo 1, comma 773, della legge 27 dicembre  2006,

n. 296; articolo 5 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  31

dicembre 1971, n. 1403, e successive modificazioni. In considerazione

dei  risultati  gestionali  dell'ente  e   dei   relativi   andamenti

prospettici, per effetto della riduzione dei premi  e  contributi  di

cui al primo periodo e' riconosciuto allo stesso ente  da  parte  del

bilancio dello Stato un trasferimento pari a 500 milioni di euro  per

l'anno 2014, 600 milioni di euro per l'anno 2015  e  700  milioni  di

euro a decorrere dall'anno 2016,  da  computare  anche  ai  fini  del

calcolo dei coefficienti di capitalizzazione di cui all'articolo  39,

primo comma, del testo unico delle disposizioni  per  l'assicurazione

obbligatoria  contro  gli  infortuni  sul  lavoro   e   le   malattie

professionali, di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  30

giugno 1965, n. 1124, e successive modificazioni.  La  riduzione  dei

premi e contributi di cui al primo  periodo  del  presente  comma  e'

applicata nelle more dell'aggiornamento delle  tariffe  dei  premi  e

contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro  e  le

malattie professionali. L'aggiornamento dei  premi  e  contributi  e'

operato distintamente per singola gestione assicurativa, tenuto conto

dell'andamento economico,  finanziario  e  attuariale  registrato  da

ciascuna di esse e garantendo il  relativo  equilibrio  assicurativo,

nel rispetto delle disposizioni di  cui  al  decreto  legislativo  23

febbraio 2000, n. 38. Alle predette finalita' e  alle  iniziative  di

cui ai commi 129 e 130 si fa fronte  con  le  somme  sopra  indicate,

nonche' con quota parte delle risorse programmate dall'INAIL  per  il

triennio  2013-2015  per  il  finanziamento  dei  progetti   di   cui

all'articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile  2008,  n.

81, e  successive  modificazioni,  nei  limiti  dell'importo  di  120

milioni  di  euro  per  ciascuno  degli  esercizi   interessati.   La

programmazione delle predette risorse per gli anni successivi al 2015

tiene conto del predetto onere di cui  ai  commi  129  e  130,  fermo

restando l'equilibrio del bilancio dell'ente. A  decorrere  dall'anno

2016, l'INAIL effettua  una  verifica  di  sostenibilita'  economica,

finanziaria e attuariale, asseverata dal  Ministero  dell'economia  e

delle finanze, di concerto  con  il  Ministero  del  lavoro  e  delle

politiche sociali.

 129. Con effetto dal 1º gennaio 2014, in attesa di un meccanismo di

rivalutazione  automatica  degli  importi  indicati  nella   «tabella

indennizzo danno biologico», di cui all'articolo 13, comma 2, lettera

a),  del  decreto  legislativo  23  febbraio  2000,  n.  38,  in  via

straordinaria, e' riconosciuto un  aumento  delle  indennita'  dovute

dall'INAIL a titolo di recupero del valore dell'indennizzo del  danno

biologico di cui al citato articolo 13, di non oltre il 50 per  cento

della variazione dei prezzi al consumo per le famiglie  di  impiegati

ed operai accertati dall'ISTAT intervenuta negli  anni  dal  2000  al

2013 e comunque per un importo massimo di spesa annua di  50  milioni

di euro a decorrere dall'anno 2014. Con  decreto  del  Ministero  del

lavoro e delle  politiche  sociali,  di  concerto  con  il  Ministero

dell'economia e delle  finanze,  sono  determinati  i  criteri  e  le

modalita' di attuazione di cui al comma 128.

 130. Al primo comma dell'articolo 85 del citato testo unico di  cui

al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,  n.  1124,

l'alinea  e'  sostituito  dal  seguente:  «Se  l'infortunio  ha   per

conseguenza la morte, spetta a favore dei superstiti  sotto  indicati

una rendita nella misura di cui ai numeri  seguenti  ragguagliata  al

100 per cento della retribuzione calcolata  secondo  le  disposizioni

degli articoli da 116 a 120. Per i lavoratori  deceduti  a  decorrere

dal 1º gennaio 2014 la rendita ai superstiti e'  calcolata,  in  ogni

caso, sul massimale di cui al terzo comma dell'articolo 116:».

 131. I benefici a carico del Fondo di  cui  all'articolo  1,  comma

1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono erogati ai familiari

superstiti di cui all'articolo 85, primo comma, numeri 1) e  2),  del

testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  30

giugno  1965,  n.  1124,  e  successive  modificazioni,  e,  in  loro

mancanza, ai superstiti indicati ai  numeri  3)  e  4)  del  medesimo

articolo 85.

 132. All'articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre  1997,  n.

446, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) il comma 4-quater e' sostituito dal seguente:

  «4-quater. A  decorrere  dal  periodo  d'imposta  in  corso  al  31

dicembre 2014, per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere

da a) ad e), che incrementano  il  numero  di  lavoratori  dipendenti

assunti con contratto a tempo indeterminato rispetto  al  numero  dei

lavoratori assunti con il medesimo contratto mediamente occupati  nel

periodo d'imposta precedente, e' deducibile  il  costo  del  predetto

personale per un importo annuale non  superiore  a  15.000  euro  per

ciascun  nuovo  dipendente  assunto,  e  nel  limite  dell'incremento

complessivo del  costo  del  personale  classificabile  nell'articolo

2425, primo comma, lettera B), numeri 9) e 14), del codice civile per

il periodo d'imposta in cui e' avvenuta l'assunzione con contratto  a

tempo indeterminato e per i  due  successivi  periodi  d'imposta.  La

suddetta deduzione decade se,  nei  periodi  d'imposta  successivi  a

quello in cui e' avvenuta  l'assunzione,  il  numero  dei  lavoratori

dipendenti risulta inferiore o pari al numero degli stessi lavoratori

mediamente occupati in tale periodo d'imposta; la deduzione spettante

compete, in ogni caso, per ciascun periodo  d'imposta  a  partire  da

quello di assunzione, sempre che permanga  il  medesimo  rapporto  di

impiego. L'incremento della  base  occupazionale  va  considerato  al

netto  delle  diminuzioni  occupazionali  verificatesi  in   societa'

controllate o collegate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile

o facenti capo, anche per interposta persona, allo  stesso  soggetto.

Per i soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera  e),  la  base

occupazionale di cui al terzo periodo e' individuata con  riferimento

al personale dipendente con contratto di lavoro a tempo indeterminato

impiegato nell'attivita' commerciale e la deduzione spetta  solo  con

riferimento all'incremento dei lavoratori  utilizzati  nell'esercizio

di  tale  attivita'.  In   caso   di   lavoratori   impiegati   anche

nell'esercizio dell'attivita' istituzionale si considera, sia ai fini

dell'individuazione della base occupazionale di riferimento e del suo

incremento, sia ai  fini  della  deducibilita'  del  costo,  il  solo

personale dipendente con contratto di lavoro  a  tempo  indeterminato

riferibile all'attivita' commerciale individuato in base al  rapporto

di  cui  all'articolo  10,  comma  2.  Non  rilevano  ai  fini  degli

incrementi occupazionali i trasferimenti di dipendenti dall'attivita'

istituzionale all'attivita' commerciale. Nell'ipotesi di  imprese  di

nuova  costituzione  non  rilevano   gli   incrementi   occupazionali

derivanti dallo svolgimento di attivita' che assorbono anche solo  in

parte attivita' di imprese giuridicamente preesistenti, ad esclusione

delle attivita' sottoposte a limite numerico  o  di  superficie.  Nel

caso di impresa subentrante ad altra nella gestione  di  un  servizio

pubblico,  anche  gestito  da   privati,   comunque   assegnata,   la

deducibilita' del costo del personale spetta limitatamente al  numero

di  lavoratori  assunti  in  piu'  rispetto  a  quello   dell'impresa

sostituita»;

    b) i commi 4-quinquies e 4-sexies sono abrogati;

    c) il comma 4-septies e' sostituito dal seguente:

  «4-septies.  Per  ciascun  dipendente  l'importo  delle   deduzioni

ammesse dai commi 1, 4-bis.1 e 4-quater non puo' comunque eccedere il

limite massimo rappresentato dalla retribuzione e dagli altri oneri e

spese  a  carico  del  datore  di  lavoro  e   l'applicazione   delle

disposizioni di cui al comma 1, lettera a), numeri 2), 3)  e  4),  e'

alternativa alla fruizione delle disposizioni  di  cui  ai  commi  1,

lettera a), numero 5), e 4-bis.1».

 133. All'articolo 7-bis del decreto-legge 28 giugno  2013,  n.  76,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1, le  parole:  «fra  il  1º  giugno  2013  e  il  30

settembre 2013» sono sostituite dalle seguenti:  «fra  il  1º  giugno

2013 e il 31 marzo 2014»;

    b) al comma 5,  le  parole:  «entro  il  31  gennaio  2014»  sono

sostituite dalle seguenti: «entro il 31 luglio 2014».

 134. Dall'attuazione delle disposizioni di cui  al  comma  133  non

devono derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza

pubblica.

 135. Con effetto  dal  1º  gennaio  2014  e  con  riferimento  alle

trasformazioni di contratto a tempo  indeterminato  decorrenti  dalla

predetta data, all'articolo 2, comma 30, della legge 28 giugno  2012,

n. 92, al primo periodo, le parole:  «Nei  limiti  delle  ultime  sei

mensilita'» sono soppresse.

 136. All'articolo 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92, il comma  39

e' abrogato.

 137. All'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.

201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.

214, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al primo periodo, le  parole:  «Dal  quarto»  sono  sostituite

dalle seguenti: «Dal settimo»;

    b) al secondo periodo, le parole: «3 per cento»  sono  sostituite

dalle seguenti: «3 per cento; per il periodo d'imposta in corso al 31

dicembre 2014, al 31 dicembre 2015 e al 31 dicembre  2016  l'aliquota

e' fissata, rispettivamente, al 4 per cento, al 4,5 per  cento  e  al

4,75 per cento».

 138. I soggetti che beneficiano della deduzione di cui all'articolo

1  del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 22  dicembre  2011,  n.  214,  determinano

l'acconto delle imposte sui redditi dovute per i periodi d'imposta in

corso  al  31  dicembre  2014  e  al  31  dicembre  2015  utilizzando

l'aliquota percentuale per il calcolo del  rendimento  nozionale  del

capitale proprio relativa al periodo d'imposta precedente.

 139. Al  decreto-legge  4  giugno  2013,  n.  63,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90,  sono  apportate  le

seguenti modificazioni:

    a) all'articolo 6, comma 3-bis, sono premesse le seguenti parole:

  «A decorrere dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  decreto  di

adeguamento di cui al comma 12,»;

    b) all'articolo 14, i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:

  «1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13

dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella

misura del:

    a) 65 per cento, anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013  al

31 dicembre 2014;

    b) 50 per cento, alle spese sostenute dal 1º gennaio 2015  al  31

dicembre 2015.

  2. Le detrazioni di cui al comma 1 si applicano  anche  alle  spese

sostenute per  interventi  relativi  a  parti  comuni  degli  edifici

condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o

che interessino tutte le unita' immobiliari  di  cui  si  compone  il

singolo condominio nella misura del:

    a) 65 per cento, per le spese sostenute dal 6 giugno 2013  al  30

giugno 2015;

    b) 50 per cento, per le spese sostenute dal 1º luglio 2015 al  30

giugno 2016»;

    c) all'articolo 15, comma 1, le parole: «da adottare entro il  31

dicembre 2013» sono sostituite dalle seguenti: «da adottare entro  il

31 dicembre 2015»;

    d) all'articolo 16:

 1) il comma 1 e' sostituito dal seguente:

  «1.   Ferme   restando   le   ulteriori   disposizioni    contenute

nell'articolo 16-bis del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di

cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.

917, per le spese documentate, relative agli interventi indicati  nel

comma  1  del  citato  articolo   16-bis,   spetta   una   detrazione

dall'imposta lorda fino ad un ammontare complessivo delle stesse  non

superiore a 96.000 euro per unita' immobiliare. La detrazione e' pari

al:

    a) 50 per cento, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al  31

dicembre 2014;

    b) 40 per cento, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31

dicembre 2015»;

 2) al comma 1-bis, le parole da: «fino  al  31  dicembre  2013»  a:

«unita' immobiliare» sono sostituite  dalle  seguenti:  «fino  ad  un

ammontare complessivo delle stesse non superiore a  96.000  euro  per

unita' immobiliare, una detrazione dall'imposta  lorda  nella  misura

del:

    a) 65 per cento, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2014;

    b) 50 per cento, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31

dicembre 2015»;

 3) il comma 2 e' sostituito dal seguente:

  «2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al  comma

1 e' altresi' riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino  a

concorrenza del suo ammontare, per  le  ulteriori  spese  documentate

sostenute per l'acquisto di mobili e di  grandi  elettrodomestici  di

classe non  inferiore  alla  A+,  nonche'  A  per  i  forni,  per  le

apparecchiature per le quali  sia  prevista  l'etichetta  energetica,

finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.  La

detrazione di cui al presente comma,  da  ripartire  tra  gli  aventi

diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta  nella  misura

del 50 per cento delle spese  sostenute  dal  6  giugno  2013  al  31

dicembre 2014  ed  e'  calcolata  su  un  ammontare  complessivo  non

superiore a 10.000 euro. Le  spese  di  cui  al  presente  comma  non

possono  essere  superiori  a  quelle  sostenute  per  i  lavori   di

ristrutturazione di cui al comma 1».

 140. I soggetti indicati nell'articolo 73, comma 1,  lettere  a)  e

b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto  del

Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  che  non

adottano i principi  contabili  internazionali  nella  redazione  del

bilancio, possono, anche  in  deroga  all'articolo  2426  del  codice

civile e ad ogni altra disposizione  di  legge  vigente  in  materia,

rivalutare i beni d'impresa e le partecipazioni di cui  alla  sezione

II del capo I della legge 21 novembre  2000,  n.  342,  e  successive

modificazioni, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o  al

cui  scambio  e'  diretta  l'attivita'  di  impresa,  risultanti  dal

bilancio dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2012.

 141.  La  rivalutazione  deve  essere  eseguita  nel   bilancio   o

rendiconto dell'esercizio successivo a quello di cui  al  comma  140,

per il quale il termine di approvazione  scade  successivamente  alla

data di entrata in vigore della presente legge, deve riguardare tutti

i beni appartenenti alla stessa  categoria  omogenea  e  deve  essere

annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa.

 142. Il saldo attivo della rivalutazione puo' essere affrancato, in

tutto o in  parte,  con  l'applicazione  in  capo  alla  societa'  di

un'imposta  sostitutiva  delle  imposte  sui  redditi,   dell'imposta

regionale sulle attivita' produttive e di eventuali addizionali nella

misura del 10 per cento da versare con le modalita' indicate al comma

145.

 143. Il maggior valore attribuito ai beni in sede di  rivalutazione

si considera  riconosciuto  ai  fini  delle  imposte  sui  redditi  e

dell'imposta regionale sulle attivita'  produttive  a  decorrere  dal

terzo esercizio successivo a  quello  con  riferimento  al  quale  la

rivalutazione e' stata eseguita, mediante il versamento di un'imposta

sostitutiva delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale  sulle

attivita' produttive e di eventuali addizionali nella misura  del  16

per cento per i beni ammortizzabili e del 12 per cento per i beni non

ammortizzabili.

 144. Nel caso di cessione a  titolo  oneroso,  di  assegnazione  ai

soci, di destinazione a finalita' estranee all'esercizio dell'impresa

ovvero al consumo personale o familiare  dell'imprenditore  dei  beni

rivalutati in data anteriore a quella di inizio del quarto  esercizio

successivo a quello  nel  cui  bilancio  la  rivalutazione  e'  stata

eseguita,  ai  fini  della   determinazione   delle   plusvalenze   o

minusvalenze  si  ha  riguardo  al  costo  del   bene   prima   della

rivalutazione.

 145. Le imposte sostitutive di cui ai commi 142 e 143 sono  versate

in tre rate annuali di pari importo, senza pagamento di interessi, di

cui la prima entro il termine di versamento del saldo  delle  imposte

sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale

la rivalutazione e' eseguita,  e  le  altre  con  scadenza  entro  il

termine rispettivamente previsto per  il  versamento  a  saldo  delle

imposte sui redditi relative ai  periodi  d'imposta  successivi.  Gli

importi da versare possono essere compensati  ai  sensi  del  decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

 146. Si applicano, in quanto  compatibili,  le  disposizioni  degli

articoli 11, 13, 14 e 15 della legge 21 novembre 2000, n. 342, quelle

del decreto del Ministro  delle  finanze  13  aprile  2001,  n.  162,

nonche' le  disposizioni  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del

Ministro dell'economia e delle finanze 19 aprile 2002, n. 86,  e  dei

commi 475, 477 e 478 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n.

311.

 147. Le previsioni di cui all'articolo 14, comma 1, della legge  21

novembre 2000, n. 342, si applicano anche ai soggetti che redigono il

bilancio in base ai  principi  contabili  internazionali  di  cui  al

regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,

del 19 luglio 2002, anche con  riferimento  alle  partecipazioni,  in

societa' ed enti, costituenti immobilizzazioni finanziarie  ai  sensi

dell'articolo 85, comma 3-bis, del  testo  unico  delle  imposte  sui

redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22

dicembre  1986,  n.   917.   Per   tali   soggetti,   per   l'importo

corrispondente ai maggiori valori oggetto di riallineamento, al netto

dell'imposta sostitutiva di  cui  al  comma  143,  e'  vincolata  una

riserva in sospensione di imposta ai fini  fiscali  che  puo'  essere

affrancata ai sensi del comma 142.

 148. Al trasferimento previsto dal  comma  6  dell'articolo  6  del

decreto-legge 30 novembre 2013, n. 133, si applica l'articolo  4  del

decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze  8  giugno  2011,

pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  135  del  13  giugno  2011,

qualunque  sia  la  categoria  di  provenienza;  ai  maggiori  valori

iscritti in bilancio per effetto del comma 6,  primo  periodo,  dello

stesso articolo 6 del citato decreto-legge n. 133 del 2013 si applica

un'imposta sostitutiva  delle  imposte  sui  redditi  e  dell'imposta

regionale sulle attivita' produttive e di eventuali addizionali,  con

l'aliquota di cui al comma 143, da versarsi nei modi  e  nei  termini

previsti dal comma 145.

 149. All'articolo 2 del  decreto-legge  13  agosto  2011,  n.  138,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,

dopo il comma 22 e' inserito il seguente:

  «22-bis. Ferme restando le previsioni del comma 22  concernenti  la

deducibilita' delle remunerazioni e l'applicazione delle disposizioni

del decreto legislativo 1º aprile 1996, n. 239, i maggiori  o  minori

valori  che  derivano  dall'attuazione   di   specifiche   previsioni

contrattuali degli strumenti finanziari di cui al medesimo  comma  22

non concorrono alla formazione del reddito imponibile degli emittenti

ai fini dell'imposta sul reddito delle societa' e  del  valore  della

produzione netta. La presente disposizione si applica con riferimento

agli strumenti finanziari emessi dalla  data  di  entrata  in  vigore

della presente legge».

 150. Le disposizioni di cui ai commi 10-bis e 10-ter  dell'articolo

15 del decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, si applicano  anche

alle operazioni effettuate a decorrere  dal  periodo  di  imposta  in

corso al 31 dicembre 2012. Il versamento dell'imposta sostitutiva  e'

dovuto in un'unica rata da versare entro il termine di  scadenza  del

saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di  imposta  in

riferimento  al   quale   l'operazione   e'   effettuata.   L'imposta

sostitutiva dovuta  per  le  operazioni  effettuate  nel  periodo  di

imposta in corso al 31 dicembre 2012 e' versata entro il  termine  di

scadenza del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di

imposta in corso al 31 dicembre 2013.

 151. Gli effetti del riallineamento di cui al comma  150  decorrono

dal secondo periodo di imposta  successivo  a  quello  del  pagamento

dell'imposta sostitutiva. Tali effetti si intendono revocati in  caso

di atti di realizzo riguardanti le  partecipazioni  di  controllo,  i

marchi d'impresa e le altre attivita' immateriali o l'azienda cui  si

riferisce l'avviamento affrancato, anteriormente al quarto periodo di

imposta successivo a quello del pagamento  dell'imposta  sostitutiva.

L'esercizio dell'opzione per il riallineamento di cui  al  comma  150

non e' consentito sui valori  oggetto  delle  opzioni  per  i  regimi

previsti dagli articoli 172, comma 10-bis, 173, comma 15-bis, e  176,

comma 2-ter, del testo unico delle imposte sui  redditi,  di  cui  al

decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e

dall'articolo 15, commi 10, 11 e 12, del  decreto-legge  29  novembre

2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio

2009, n. 2, e viceversa.

 152. Le modalita' di attuazione dei commi 150 e 151 sono  stabilite

con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate.

 153. Il Ministro dello sviluppo economico definisce  entro  novanta

giorni dalla data di entrata  in  vigore  della  presente  legge,  su

proposta dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas e sentito il

Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare,

condizioni  e  modalita'  per  la  definizione  di  un   sistema   di

remunerazione  di  capacita'  produttiva  in  grado  di  fornire  gli

adeguati  servizi  di  flessibilita',   nella   misura   strettamente

necessaria a garantire  la  sicurezza  del  sistema  elettrico  e  la

copertura dei fabbisogni effettuata  dai  gestori  di  rete  e  senza

aumento dei prezzi e  delle  tariffe  dell'energia  elettrica  per  i

clienti finali, nell'ambito della disciplina del  mercato  elettrico,

tenendo conto dell'evoluzione dello stesso e in coordinamento con  le

misure previste dal decreto legislativo 19  dicembre  2003,  n.  379.

Nelle more dell'attuazione del sistema  di  cui  al  presente  comma,

continuano ad applicarsi le disposizioni di cui  all'articolo  5  del

decreto legislativo n. 379 del 2003, e successive  modificazioni.  Il

comma 7-bis dell'articolo 34 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134,  e'

abrogato.

 154. Il termine di decadenza previsto dall'articolo 4, comma 8, del

decreto  del  Ministro  dello  sviluppo  economico  5  luglio   2012,

pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  159

del 10 luglio 2012, e' prorogato di un anno dalla data di entrata  in

vigore della presente legge per gli impianti, gia' iscritti in base a

tale provvedimento nei relativi registri aperti presso il Gestore dei

servizi energetici Spa (GSE), da realizzare in zone  che,  nel  corso

degli anni 2012 e 2013, sono state per qualsiasi motivo  riconosciute

colpite  da  eventi  calamitosi   con   provvedimenti   normativi   o

amministrativi. La proroga e'  concessa  anche  nel  caso  in  cui  a

ricadere nelle zone colpite dalle calamita' sono  le  opere  connesse

agli impianti suindicati. Entro il 30 giugno 2014, e'  aggiornato  il

sistema di incentivi di cui all'articolo 28, comma 2, lettera g), del

decreto  legislativo  3  marzo  2011,  n.  28,  secondo  criteri   di

diversificazione e innovazione tecnologica  e  di  coerenza  con  gli

obiettivi di riqualificazione energetica degli edifici della pubblica

amministrazione previsti dalla direttiva  2012/27/UE  del  Parlamento

europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012.

 155. Il comma 7-bis dell'articolo 5  del  decreto-legge  21  giugno

2013, n. 69, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  9  agosto

2013, n. 98, e' sostituito dal seguente:

  «7-bis. I titolari di impianti di generazione di energia  elettrica

alimentati da bioliquidi sostenibili, entrati in esercizio  entro  il

31 dicembre 2012, possono optare, in alternativa al mantenimento  del

diritto  agli  incentivi  spettanti  sulla  produzione   di   energia

elettrica come riconosciuti alla data di entrata in esercizio, per un

incremento del 20 per cento dello stesso incentivo,  per  un  periodo

massimo di un anno a decorrere dalla data indicata  dall'operatore  e

compresa tra il 1º settembre e il 31 dicembre  2013,  e  del  10  per

cento  per  l'ulteriore  successivo  periodo  di  un  anno.   Qualora

l'impianto prosegua la produzione dopo il secondo anno di incremento,

il Gestore dei servizi energetici (GSE) Spa  applica  nei  successivi

tre anni di esercizio una riduzione del 15 per  cento  dell'incentivo

spettante fino ad una quantita' di energia pari a quella sulla  quale

e'  stato  riconosciuto  il  predetto  incremento.  L'incremento   e'

applicato per gli  impianti  a  certificati  verdi  sul  coefficiente

moltiplicativo   spettante   e,   per   gli   impianti   a    tariffa

onnicomprensiva, sulla tariffa onnicomprensiva spettante al netto del

prezzo di cessione dell'energia elettrica definito dall'Autorita' per

l'energia elettrica e il gas in attuazione dell'articolo 13, comma 3,

del  decreto  legislativo  29  dicembre  2003,  n.  387,   registrato

nell'anno 2012. L'opzione per il regime di cui al presente  comma  e'

comunicata dal titolare dell'impianto al GSE Spa entro tre mesi dalla

data di entrata in vigore della presente disposizione».

 156. Al comma 2 dell'articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 2002,

n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio  2003,

n.  27,  e  successive  modificazioni,  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) al primo periodo, le parole: «1º gennaio 2013» sono sostituite

dalle seguenti: «1º gennaio 2014»;

    b)  al  secondo  periodo,  le  parole:  «30  giugno  2013»   sono

sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2014»;

    c) al terzo periodo, le parole: «30 giugno 2013» sono  sostituite

dalle seguenti: «30 giugno 2014».

 157. Le maggiori entrate di cui al comma 156, pari a 200 milioni di

euro per l'anno 2014 e a 100 milioni di euro per ciascuno degli  anni

2015 e 2016, confluiscono nel Fondo  per  interventi  strutturali  di

politica economica di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge

29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla  legge

27 dicembre 2004, n. 307.

 158.  Al  decreto  legislativo  15  dicembre  1997,  n.  446,  sono

apportate le seguenti modifiche:

    a) all'articolo 6, comma 1, dopo la lettera  c)  e'  aggiunta  la

seguente:

  «c-bis) rettifiche e riprese di valore nette per deterioramento dei

crediti, limitatamente a quelle riconducibili  ai  crediti  verso  la

clientela  iscritti  in  bilancio  a  tale  titolo.  Tali  componenti

concorrono  al  valore  della  produzione  netta  in  quote  costanti

nell'esercizio in cui sono contabilizzate e nei quattro successivi»;

    b) all'articolo 7, comma 1, dopo la lettera  b)  e'  aggiunta  la

seguente:

  «b-bis) le perdite, le svalutazioni e le riprese  di  valore  nette

per deterioramento dei crediti, limitatamente a quelle  riconducibili

a crediti nei confronti di assicurati iscritti  in  bilancio  a  tale

titolo. Tali componenti concorrono al valore della  produzione  netta

in quote costanti nell'esercizio in cui  sono  contabilizzate  e  nei

quattro successivi».

 159. Le disposizioni di cui al comma 158 si applicano  dal  periodo

di imposta in corso al 31 dicembre 2013.

 160. Al testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al  decreto

del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono

apportate le seguenti modifiche:

    a) all'articolo 51, dopo il comma 4 e' inserito il seguente:

  «4-bis. Ai fini della determinazione dei valori di cui al comma  1,

per  gli  atleti  professionisti  si  considera  altresi'  il   costo

dell'attivita'  di  assistenza  sostenuto  dalle  societa'   sportive

professionistiche nell'ambito delle trattative aventi ad  oggetto  le

prestazioni sportive  degli  atleti  professionisti  medesimi,  nella

misura del 15 per cento, al netto  delle  somme  versate  dall'atleta

professionista ai propri agenti per l'attivita' di  assistenza  nelle

medesime trattative»;

    b) all'articolo 101, comma 5, al primo periodo, dopo  le  parole:

«e le perdite su crediti» sono inserite le seguenti:  «,  diverse  da

quelle deducibili ai sensi del comma 3 dell'articolo 106,» e l'ultimo

periodo e' sostituito dal seguente: «Gli  elementi  certi  e  precisi

sussistono inoltre in caso di cancellazione dei crediti dal  bilancio

operata in applicazione dei principi contabili»;

    c) all'articolo 106:

 1) il comma 3 e' sostituito dal seguente:

  «3.  Per  gli  enti  creditizi  e  finanziari  di  cui  al  decreto

legislativo 27 gennaio 1992, n. 87, le svalutazioni e le  perdite  su

crediti verso la  clientela  iscritti  in  bilancio  a  tale  titolo,

diverse da quelle realizzate mediante cessione a titolo oneroso, sono

deducibili   in   quote   costanti   nell'esercizio   in   cui   sono

contabilizzate e  nei  quattro  successivi.  Le  perdite  su  crediti

realizzate  mediante  cessione  a  titolo  oneroso  sono   deducibili

integralmente nell'esercizio in cui sono  rilevate  in  bilancio.  Ai

fini del presente comma le svalutazioni e le  perdite  deducibili  in

quinti  si  assumono  al  netto  delle  rivalutazioni   dei   crediti

risultanti in bilancio»;

 2) i commi 3-bis e 5 sono abrogati;

 3) al comma 4, dopo la parola: «crediti» sono inserite le seguenti:

«rilevanti ai fini del presente articolo» e le  parole:  «nonche'  la

rivalutazione delle operazioni "fuori bilancio" iscritte  nell'attivo

in applicazione dei criteri di cui all'articolo 112» sono soppresse;

    d) all'articolo 111, comma 3, il primo periodo e' sostituito  dal

seguente: «La variazione della riserva sinistri relativa ai contratti

di assicurazione  dei  rami  danni,  per  la  parte  riferibile  alla

componente  di  lungo  periodo,  e'  deducibile  in  quote   costanti

nell'esercizio  in  cui  e'  iscritta  in  bilancio  e  nei   quattro

successivi».

 161. Le disposizioni di cui al comma 160 si applicano  dal  periodo

di imposta in corso al 31 dicembre 2013. Resta  ferma  l'applicazione

delle previgenti disposizioni fiscali alle  rettifiche  di  valore  e

alle variazioni della  riserva  sinistri  relativa  ai  contratti  di

assicurazione dei rami danni iscritte  in  bilancio  nei  periodi  di

imposta precedenti.

 162. Al testo unico delle imposte sui redditi, di  cui  al  decreto

del Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 2 dell'articolo 54, al terzo periodo, le  parole:  «e

comunque con un minimo di otto anni e un massimo di  quindici  se  lo

stesso ha per oggetto beni immobili» sono sostituite dalle  seguenti:

«; in caso di beni immobili, la deduzione e' ammessa per  un  periodo

non inferiore a dodici anni»;

    b) al comma 7 dell'articolo 102, al secondo periodo,  le  parole:

«ai due terzi» sono sostituite dalle  seguenti:  «alla  meta'»  e  le

parole: «in caso  di  beni  immobili,  qualora  l'applicazione  della

regola di cui al periodo precedente determini un risultato  inferiore

a undici anni ovvero superiore  a  diciotto  anni,  la  deduzione  e'

ammessa per un periodo, rispettivamente, non inferiore a undici  anni

ovvero pari almeno a diciotto anni» sono sostituite  dalle  seguenti:

«in caso di beni immobili, la deduzione e' ammessa per un periodo non

inferiore a dodici anni».

 163. Le disposizioni di cui al comma 162 si applicano ai  contratti

di locazione finanziaria stipulati a decorrere dalla data di  entrata

in vigore della presente legge.

 164. Al testo unico delle  disposizioni  concernenti  l'imposta  di

registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile

1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) all'articolo 40, comma  1-bis,  sono  aggiunte,  in  fine,  le

seguenti parole: «, e le cessioni, da parte  degli  utilizzatori,  di

contratti  di  locazione  finanziaria  aventi  ad  oggetto   immobili

strumentali, anche da costruire ed ancorche' assoggettati all'imposta

sul valore aggiunto, di cui  all'articolo  10,  primo  comma,  numero

8-ter), del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del

1972»;

    b) dopo l'articolo 8 della tariffa, parte prima, e'  inserito  il

seguente:

  «Art. 8-bis. -- 1. Atti relativi  alle  cessioni,  da  parte  degli

utilizzatori, di contratti di locazione finanziaria aventi ad oggetto

immobili strumentali, anche da costruire  ed  ancorche'  assoggettati

all'imposta sul valore aggiunto, di cui all'articolo 10, primo comma,

numero 8-ter), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre

1972, n. 633: 4 per cento.

  NOTE

    i) Per le cessioni di cui al comma 1  l'imposta  si  applica  sul

corrispettivo pattuito per la cessione aumentato della quota capitale

compresa nei canoni ancora da pagare oltre al prezzo di riscatto».

 165.  Ai  fini  della  semplificazione  e  della  perequazione  del

trattamento impositivo dell'imposta provinciale di  trascrizione  nel

leasing  finanziario,  all'articolo  56,   comma   6,   del   decreto

legislativo 15 dicembre 1997, n.  446,  al  primo  periodo,  dopo  la

parola: «commercio» sono inserite le seguenti: «, nonche' le cessioni

degli stessi  a  seguito  di  esercizio  di  riscatto  da  parte  del

locatario a titolo di locazione finanziaria».

 166. Le disposizioni di cui ai commi  164  e  165  si  applicano  a

decorrere dal 1º gennaio 2014.

 167. All'articolo 2, comma 55, del decreto-legge 29 dicembre  2010,

n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2011,

n. 10, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a)  le  parole:  «relative  a  svalutazioni  di   crediti»   sono

sostituite dalle seguenti: «relative  a  svalutazioni  e  perdite  su

crediti»;

    b) dopo le parole: «decreto del Presidente  della  Repubblica  22

dicembre 1986, n. 917,»  sono  inserite  le  seguenti:  «ovvero  alle

rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti non  ancora

dedotte dalla base imponibile dell'imposta regionale sulle  attivita'

produttive ai sensi degli articoli 6, comma 1, lettera c-bis),  e  7,

comma 1, lettera b-bis), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.

446,»;

    c) dopo le parole: «i cui componenti negativi sono deducibili  in

piu' periodi d'imposta  ai  fini  delle  imposte  sui  redditi»  sono

inserite le  seguenti:  «e  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'

produttive».

 168. Dopo il comma 56-bis  dell'articolo  2  del  decreto-legge  29

dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge  26

febbraio 2011, n. 10, e' inserito il seguente:

  «56-bis.1.  Qualora  dalla  dichiarazione  ai   fini   dell'imposta

regionale  sulle  attivita'  produttive  emerga   un   valore   della

produzione netta negativo,  la  quota  delle  attivita'  per  imposte

anticipate di cui al comma 55 che si riferisce ai componenti negativi

di cui al medesimo comma  che  hanno  concorso  alla  formazione  del

valore della produzione netta negativo, e' trasformata per intero  in

crediti  d'imposta.  La  trasformazione   decorre   dalla   data   di

presentazione della  dichiarazione  ai  fini  dell'imposta  regionale

sulle attivita' produttive in cui  viene  rilevato  il  valore  della

produzione netta negativo di cui al presente comma».

 169. All'articolo 2, comma 56-ter, del  decreto-legge  29  dicembre

2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio

2011, n. 10, le parole: «55,  56  e  56-bis»  sono  sostituite  dalle

seguenti: «55, 56, 56-bis e 56-bis.1».

 170. All'articolo 2, commi 57 e 58, del decreto-legge  29  dicembre

2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio

2011, n. 10, dopo la parola: «56-bis» e'  inserita  la  seguente:  «,

56-bis.1».

 171. Le disposizioni di cui ai commi da 167 a 170 si applicano  dal

periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013.

 172. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228,  i  commi

488 e 489 sono sostituiti dal seguente:

  «488. In vista della riforma dei regimi  IVA  speciali  dell'Unione

europea previsti dalla direttiva 112/2006/CE del  Consiglio,  del  28

novembre 2006, il numero 41-bis) della tabella A, parte II,  allegata

al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,  n.  633,

non si applica alle societa' cooperative e loro consorzi  diversi  da

quelli di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381».

 173. All'articolo 20  del  decreto-legge  4  giugno  2013,  n.  63,

convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n.  90,  il

comma 3 e' sostituito dal seguente:

  «3. Le disposizioni di cui al presente articolo si  applicano  alle

operazioni effettuate a partire dal 1º gennaio 2014. A decorrere  dal

1º gennaio 2014, i prezzi delle operazioni effettuate  in  attuazione

dei contratti di somministrazione di cui al comma 2, stipulati  entro

la data di entrata in vigore della legge di conversione del  presente

decreto, possono essere rideterminati in  aumento  al  solo  fine  di

adeguarli  all'incremento  dell'aliquota  dell'imposta   sul   valore

aggiunto, come risultante dalle diposizioni di cui ai commi 1 e 2».

 174. La lettera d-bis) del comma 1 dell'articolo 10 del testo unico

delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' sostituita dalla seguente:

  «d-bis) le somme restituite al soggetto erogatore, se  assoggettate

a tassazione in anni precedenti. L'ammontare, in tutto  o  in  parte,

non dedotto nel periodo d'imposta di restituzione puo' essere portato

in  deduzione  dal  reddito   complessivo   dei   periodi   d'imposta

successivi; in alternativa, il contribuente puo' chiedere il rimborso

dell'imposta corrispondente all'importo non dedotto secondo modalita'

definite con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze».  La

disposizione di cui al presente comma  si  applica  a  decorrere  dal

periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013.

 175. A  decorrere  dal  1º  gennaio  2014,  il  reddito  da  lavoro

dipendente prestato all'estero in zona di frontiera o in altri  paesi

limitrofi al territorio nazionale, in via continuativa e come oggetto

esclusivo del rapporto, da soggetti residenti  nel  territorio  dello

Stato  italiano,  concorre  a  formare  il  reddito  complessivo  per

l'importo eccedente 6.700 euro.

 176. Il termine del 31 dicembre 2014 di cui all'articolo 112, comma

7, alinea,  ultimo  periodo,  del  testo  unico  di  cui  al  decreto

legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e' prorogato  al  31  dicembre

2016.

 177. Ferma restando l'applicazione delle disposizioni in materia di

stabile organizzazione d'impresa, di cui all'articolo 162  del  testo

unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica  22  dicembre

1986, n. 917, ai fini  della  determinazione  del  reddito  d'impresa

relativo alle operazioni  di  cui  all'articolo  110,  comma  7,  del

medesimo testo unico, le  societa'  che  operano  nel  settore  della

raccolta di pubblicita' on-line e dei servizi ad essa ausiliari  sono

tenute  a  utilizzare  indicatori  di  profitto  diversi  da   quelli

applicabili ai costi  sostenuti  per  lo  svolgimento  della  propria

attivita', fatto  salvo  il  ricorso  alla  procedura  di  ruling  di

standard internazionale di cui all'articolo 8  del  decreto-legge  30

settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24

novembre 2003, n. 326.

 178. L'acquisto di servizi di pubblicita' on-line e di  servizi  ad

essa  ausiliari  deve  essere  effettuato   esclusivamente   mediante

bonifico bancario o postale dal quale devono risultare anche  i  dati

identificativi  del  beneficiario,  ovvero  con  altri  strumenti  di

pagamento  idonei  a  consentire  la   piena   tracciabilita'   delle

operazioni e  a  veicolare  la  partita  IVA  del  beneficiario.  Con

provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle  entrate,  sentite  le

associazioni di categoria degli operatori finanziari, sono  stabilite

le modalita'  di  trasmissione  all'Agenzia  delle  entrate,  in  via

telematica, delle informazioni  necessarie  per  l'effettuazione  dei

controlli.

 179. Le maggiori entrate derivanti dai commi 151, 177 e  178,  pari

complessivamente a 237,5 milioni di euro per  l'anno  2014,  a  191,7

milioni di euro per l'anno 2015, a 201 milioni  di  euro  per  l'anno

2016  e  a  104,1  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'anno   2017,

affluiscono  al  Fondo  per  interventi   strutturali   di   politica

economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,  del  decreto-legge  29

novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge  27

dicembre 2004, n. 307.

 180.  Ai  fini  dell'incentivazione  di  iniziative  rivolte   alla

partecipazione dei lavoratori al capitale e agli utili delle  imprese

e per la diffusione dei piani di  azionariato  rivolti  a  lavoratori

dipendenti, e' istituito presso  il  Ministero  del  lavoro  e  delle

politiche sociali un apposito fondo cui sono assegnati 2  milioni  di

euro per l'anno 2014 e 5 milioni di euro  per  l'anno  2015,  le  cui

modalita' e criteri di utilizzo  sono  determinati  con  decreto  del

Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il

Ministro dell'economia e  delle  finanze,  da  adottare,  sentite  le

competenti Commissioni parlamentari, entro sessanta giorni dalla data

di  entrata  in  vigore  della  presente  legge.  Ai  maggiori  oneri

derivanti dalla disposizione di cui  al  presente  comma,  pari  a  2

milioni di euro per l'anno 2014 e 5 milioni di euro per l'anno  2015,

si provvede a valere sulle risorse di cui all'articolo 1, comma  482,

della legge 24 dicembre 2012, n. 228.

 181. Nell'ambito della programmazione del Fondo per lo  sviluppo  e

la coesione per il periodo 2014-2020 il CIPE assegna una  quota,  nel

limite complessivo di 30 milioni di euro, da destinare ad  interventi

urgenti ed immediatamente attivabili relativi a nuove sedi per uffici

giudiziari con elevati carichi di  controversie  pendenti,  necessari

per lo sviluppo delle aree connesse e per  l'efficienza  del  sistema

giudiziario, previa presentazione al CIPE di  specifici  progetti  di

adeguamento,  completamento  e  costruzione.  In  caso   di   mancata

presentazione degli stati di avanzamento dei lavori entro dodici mesi

dalla pubblicazione della delibera di assegnazione  il  finanziamento

e' revocato. In caso di mancato affidamento dei lavori entro sei mesi

dalla pubblicazione della delibera di assegnazione  il  finanziamento

e' revocato.

 182. A seguito degli eventi alluvionali dell'8  novembre  2013,  di

cui all'ordinanza del Capo del Dipartimento della  protezione  civile

n. 122 del 20 novembre 2013, pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale  n.

276 del 25 novembre 2013, fino al 31 dicembre 2014, il Ministro della

giustizia puo' autorizzare l'utilizzo dei locali della gia' soppressa

sezione distaccata di Olbia del tribunale di Tempio Pausania  per  la

trattazione del  contenzioso  civile  e  penale.  Le  amministrazioni

pubbliche interessate danno attuazione alle disposizioni  di  cui  al

presente  comma  nell'ambito  delle  risorse  umane,  strumentali   e

finanziarie disponibili a legislazione  vigente  e,  comunque,  senza

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 183. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 7,  del

decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo  sociale  per

occupazione e formazione, di cui all'articolo 18,  comma  1,  lettera

a), del decreto-legge 29  novembre  2008,  n.  185,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e'  incrementata,

per l'anno 2014, di 600 milioni  di  euro  per  essere  destinata  al

rifinanziamento  degli  ammortizzatori  sociali  in  deroga  di   cui

all'articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Per  il  finanziamento  dei  contratti   di   solidarieta'   di   cui

all'articolo 5, commi 5 e 8, del decreto-legge  20  maggio  1993,  n.

148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19  luglio  1993,  n.

236, e' autorizzata per l'anno 2014 la spesa di 40 milioni di euro  e

per il finanziamento delle proroghe a ventiquattro mesi  della  cassa

integrazione guadagni straordinaria per cessazione di  attivita',  di

cui all'articolo 1, comma 1, del decreto-legge  5  ottobre  2004,  n.

249, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre  2004,  n.

291, e successive modificazioni, sono destinati, per l'anno 2014,  50

milioni di euro. L'onere derivante dal periodo precedente e' posto  a

carico del  Fondo  sociale  per  occupazione  e  formazione,  di  cui

all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge  29  novembre

2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio

2009, n. 2, come rifinanziato dall'articolo 2, comma 65, della  legge

28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni, e  dalla  presente

legge.

 184. Per l'anno 2014, nell'ambito delle risorse del  Fondo  sociale

per occupazione e formazione di cui all'articolo  18,  comma  1,  del

decreto-legge   29   novembre   2008,   n.   185,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge  28  gennaio  2009,  n.  2,  destinate  al

finanziamento  degli  ammortizzatori  sociali  in   deroga   di   cui

all'articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92,

e' destinata una somma fino a  30  milioni  di  euro  finalizzata  al

riconoscimento della cassa integrazione guadagni  in  deroga  per  il

settore della pesca.

 185. All'articolo 3  della  legge  28  giugno  2012,  n.  92,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a) ai commi 4, 14 e 19, le parole: «, entro il 31  ottobre  2013»

sono soppresse;

    b) ai commi 42, 44 e 45, le parole: «entro il  31  ottobre  2013»

sono soppresse;

    c) al comma 11, la lettera a) e' sostituita dalla seguente:

  «a) assicurare ai lavoratori  una  tutela  integrativa  rispetto  a

prestazioni connesse alla perdita del posto di lavoro o a trattamenti

di integrazione salariale previsti dalla normativa vigente»;

    d) dopo il comma 19 sono aggiunti i seguenti:

  «19-bis. Qualora gli  accordi  di  cui  al  comma  4  avvengano  in

relazione  a  settori,  tipologie  di  datori  di  lavoro  e   classi

dimensionali gia' coperte dal fondo di cui al comma 19, dalla data di

decorrenza del nuovo fondo i datori di lavoro  del  relativo  settore

non sono piu' soggetti alla disciplina  del  fondo  residuale,  ferma

restando la gestione a stralcio delle prestazioni gia' deliberate.  I

contributi eventualmente gia' versati o dovuti  in  base  al  decreto

istitutivo del fondo residuale, restano acquisiti al fondo residuale.

Il Comitato amministratore, sulla base delle stime  effettuate  dalla

tecnostruttura dell'INPS, puo' proporre il mantenimento, in  capo  ai

datori di lavoro del relativo settore, dell'obbligo di  corrispondere

la  quota  di  contribuzione  necessaria   al   finanziamento   delle

prestazioni gia' deliberate, determinata ai sensi dei commi 29  e  30

del presente articolo.

 19-ter. Qualora alla data del 1º gennaio 2014  risultino  in  corso

procedure finalizzate alla  costituzione  di  fondi  di  solidarieta'

bilaterali di cui al comma 4, l'obbligo di contribuzione al fondo  di

solidarieta' residuale di cui al comma 19 e' sospeso, con decreto del

Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il

Ministro dell'economia e delle finanze, fino al  completamento  delle

medesime procedure e comunque non  oltre  il  31  marzo  2014  e  con

riferimento al relativo periodo non  sono  riconosciute  le  relative

prestazioni previste. In caso di mancata costituzione  del  fondo  di

solidarieta' bilaterale entro il 31 marzo 2014, l'obbligo e' comunque

ripristinato anche in relazione alle mensilita' di sospensione»;

    e) al comma 20, le parole: «per una durata  non  superiore»  sono

sostituite dalle seguenti: «per una durata non inferiore»;

    f) dopo il comma 20 e' aggiunto il seguente:

  «20-bis. Allo scopo  di  assicurare  l'immediata  operativita'  del

fondo di cui al comma 19 e ferme  restando  eventuali  determinazioni

assunte ai sensi dei commi 29 e 30 del presente articolo, in fase  di

prima applicazione, dal 1º gennaio 2014, l'aliquota di  finanziamento

del  fondo  e'  fissata  allo  0,5  per  cento,  ferma  restando   la

possibilita' di fissare eventuali addizionali contributive  a  carico

dei datori di lavoro connesse all'utilizzo degli istituti previsti».

 186. Per l'anno 2014, l'ammontare del trattamento  di  integrazione

salariale per i contratti di solidarieta' di cui all'articolo  1  del

decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni,

dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e successive modificazioni,  e'

aumentato nella misura del 10 per cento della  retribuzione  persa  a

seguito della riduzione di orario, nel limite massimo di  50  milioni

di euro per lo stesso anno 2014. Al  relativo  onere  si  provvede  a

valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e  formazione,

di cui all'articolo 18, comma 1, lettera  a),  del  decreto-legge  29

novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28

gennaio 2009, n. 2.

 187. All'articolo 9, comma 3-ter, del decreto-legge 20 maggio 1993,

n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n.

236, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche' incentivi

per favorire l'occupazione dei medesimi lavoratori, definiti ai sensi

del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 264

del 19 aprile 2013».

 188.  Al  fine  di  confermare  la   sospensione   dei   contributi

previdenziali e dei premi  assicurativi  gia'  disposta  fino  al  31

dicembre 2005 dal comma 255 dell'articolo 1 della legge  30  dicembre

2004,  n.  311,  e  successivamente  prorogata  senza  soluzione   di

continuita' fino al 31 dicembre 2015, e' ulteriormente  prorogato  al

31 dicembre 2016 il  termine  di  cui  al  primo  periodo  del  comma

8-quinquies dell'articolo 6 del decreto-legge 28  dicembre  2006,  n.

300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007,  n.

17.  Al  terzo  periodo  dell'articolo  2,  comma  12-undecies,   del

decreto-legge   29   dicembre   2010,   n.   225,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge  26  febbraio  2011,  n.  10,  la  parola:

«2015», ovunque ricorre, e'  sostituita  dalla  seguente:  «2016».  A

decorrere dal 1º gennaio 2017, i contributi previdenziali e  i  premi

assicurativi sospesi ai sensi del presente comma  e  delle  norme  da

esso richiamate sono  restituiti  all'INPS  dagli  enti  interessati,

senza corresponsione di interessi legali, in 120 rate mensili di pari

importo.

 189. All'articolo 56, comma 2, della legge 9  marzo  1989,  n.  88,

sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) alla lettera a) sono aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:

«anche con finalita' di finanziamento e sostegno del settore pubblico

e con riferimento all'intero settore previdenziale ed assistenziale»;

    b) alla lettera c), dopo le parole: «sulla coerenza del  sistema»

sono aggiunte le seguenti: «previdenziale allargato».

 190. All'articolo 41, comma 7, della legge  27  dicembre  2002,  n.

289, al primo periodo, le  parole:  «Per  gli  anni  2004-2015»  sono

sostituite  dalle  seguenti:  «Per  gli  anni  dal  2004  al   2017».

All'articolo 1, comma 5, del decreto-legge 11 giugno  2002,  n.  108,

convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172, la

parola:   «millecinquecento»   e'    sostituita    dalla    seguente:

«milletrecento». Al  fine  di  attuare  le  disposizioni  di  cui  al

presente comma, e' autorizzata la spesa di  2  milioni  di  euro  per

l'anno 2016 e di 4 milioni di euro a  decorrere  dall'anno  2017.  Al

relativo onere si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione  del

Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui  all'articolo  18,

comma 1, lettera a), del decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.  Il

Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare,

con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 191. Con  effetto  sulle  pensioni  decorrenti  dall'anno  2014  il

contingente numerico di cui all'articolo 9 del decreto  del  Ministro

del lavoro e delle politiche sociali 22 aprile 2013, pubblicato nella

Gazzetta Ufficiale  n.  123  del  28  maggio  2013,  attuativo  delle

disposizioni di cui all'articolo 1, commi 231 e 233, della  legge  24

dicembre 2012, n. 228, con riferimento alla tipologia  di  lavoratori

relativa alla lettera b) del medesimo comma 231 dell'articolo 1 della

citata legge n.  228  del  2012  e'  incrementato  di  6.000  unita'.

Conseguentemente all'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228,

sono apportate le seguenti modifiche:

    a) al comma 234, le parole: «134 milioni di euro per l'anno 2014,

di 135 milioni di euro per l'anno 2015, di 107 milioni  di  euro  per

l'anno 2016, di 46 milioni di euro per l'anno 2017, di 30 milioni  di

euro per l'anno 2018, di 28 milioni di euro per l'anno 2019 e  di  10

milioni di euro per l'anno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «183

milioni di euro per l'anno 2014, di 197 milioni di  euro  per  l'anno

2015, di 158 milioni di euro per l'anno 2016, di 77 milioni  di  euro

per l'anno 2017, di 53 milioni di euro per l'anno 2018, di 51 milioni

di euro per l'anno 2019 e di 18 milioni di euro per l'anno 2020»;

    b) al comma 235, le parole: «1.133 milioni  di  euro  per  l'anno

2014, a 1.946 milioni di euro per l'anno 2015,  a  2.510  milioni  di

euro per l'anno 2016, a 2.347 milioni di  euro  per  l'anno  2017,  a

1.529 milioni di euro per l'anno 2018, a  595  milioni  di  euro  per

l'anno 2019 e a 45 milioni di euro per l'anno 2020»  sono  sostituite

dalle seguenti: «1.385 milioni di  euro  per  l'anno  2014,  a  2.258

milioni di euro per l'anno 2015, a 2.758 milioni di euro  per  l'anno

2016, a 2.488 milioni di euro per l'anno 2017,  a  1.635  milioni  di

euro per l'anno 2018, a 699 milioni di euro per l'anno 2019  e  a  79

milioni di euro per l'anno 2020».

 192. II contributo di cui all'articolo 33, comma 35, della legge 12

novembre 2011, n. 183, e' fissato in favore dell'I.R.F.A. -- Istituto

per la riabilitazione e la formazione ANMIL Onlus nella misura  di  1

milione di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016.

 193.   Le   risorse   finanziarie    complessivamente    richiamate

all'articolo 1, comma 235, quarto periodo, della  legge  24  dicembre

2012, n. 228,  e  successive  modificazioni,  sono  finalizzate,  nel

rispetto  dei  limiti  ivi  previsti,  alla  copertura  degli   oneri

derivanti dalle disposizioni di salvaguardia richiamate dal  medesimo

periodo  relativi  alle   categorie   di   beneficiari   interessate.

L'eventuale trasferimento di risorse e relative consistenze numeriche

tra le categorie di soggetti  tutelati  sulla  base  della  normativa

vigente,  come  definita  dalle  disposizioni  richiamate  al  quarto

periodo del predetto comma 235 e dai relativi decreti attuativi, puo'

avvenire esclusivamente, previo procedimento di cui  all'articolo  14

della legge 7 agosto 1990, n. 241, e  successive  modificazioni,  con

decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze.

 194. Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime

delle decorrenze vigenti  prima  della  data  di  entrata  in  vigore

dell'articolo  24  del  decreto-legge  6  dicembre  2011,   n.   201,

convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,

ferme restando le salvaguardie previste dall'articolo 24,  comma  14,

del decreto-legge n. 201 del  2011,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge n. 214 del 2011, dall'articolo  22  del  decreto-legge  6

luglio 2012, n. 95, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7

agosto 2012, n. 135, dall'articolo 1, commi da 231 a 234, della legge

24  dicembre  2012,  n.  228,  dagli  articoli  11   e   11-bis   del

decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e dall'articolo 2, commi 5-bis e

5-ter, del decreto-legge 31 agosto  2013,  n.  101,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,  n.  125,  e  i  relativi

decreti ministeriali attuativi del 1º giugno 2012, 8 ottobre  2012  e

22 aprile  2013,  si  applicano  ai  lavoratori  che  perfezionano  i

requisiti anagrafici e contributivi, ancorche' successivamente al  31

dicembre 2011, utili  a  comportare  la  decorrenza  del  trattamento

pensionistico secondo la disciplina vigente alla data di  entrata  in

vigore del decreto-legge n. 201 del  2011,  entro  il  trentaseiesimo

mese  successivo  alla  data  di  entrata  in   vigore   del   citato

decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con  modificazioni,  dalla

legge n. 214 del 2011, appartenenti alle seguenti categorie:

    a) i lavoratori autorizzati alla  prosecuzione  volontaria  della

contribuzione anteriormente al 4 dicembre 2011 i  quali  possano  far

valere almeno un contributo volontario  accreditato  o  accreditabile

alla data del 6 dicembre 2011, anche se hanno svolto, successivamente

alla data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attivita', non riconducibile

a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

    b) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto entro  il

30 giugno 2012 in ragione di accordi individuali  sottoscritti  anche

ai sensi degli articoli 410, 411 e 412-ter del  codice  di  procedura

civile, ovvero in applicazione di  accordi  collettivi  di  incentivo

all'esodo  stipulati  dalle  organizzazioni   comparativamente   piu'

rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011,  anche

se hanno svolto, dopo il 30  giugno  2012,  qualsiasi  attivita'  non

riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

    c) i lavoratori il cui rapporto di lavoro si e' risolto  dopo  il

30 giugno 2012 ed entro il 31 dicembre 2012  in  ragione  di  accordi

individuali sottoscritti anche ai sensi degli  articoli  410,  411  e

412-ter del codice di procedura civile,  ovvero  in  applicazione  di

accordi   collettivi   di   incentivo   all'esodo   stipulati   dalle

organizzazioni  comparativamente  piu'  rappresentative   a   livello

nazionale entro il 31 dicembre 2011, anche se hanno svolto,  dopo  la

cessazione, qualsiasi  attivita'  non  riconducibile  a  rapporto  di

lavoro dipendente a tempo indeterminato;

    d) i lavoratori  il  cui  rapporto  di  lavoro  sia  cessato  per

risoluzione unilaterale, nel periodo compreso tra il 1º gennaio  2007

e il 31 dicembre 2011, anche se hanno  svolto,  successivamente  alla

data di cessazione, qualsiasi attivita' non riconducibile a  rapporto

di lavoro dipendente a tempo indeterminato;

    e) i lavoratori collocati in mobilita' ordinaria alla data del  4

dicembre  2011  e  autorizzati  alla  prosecuzione  volontaria  della

contribuzione successivamente alla predetta data, che, entro sei mesi

dalla fine del periodo di fruizione dell'indennita' di  mobilita'  di

cui all'articolo 7, commi 1 e 2, della legge 23 luglio 1991, n.  223,

perfezionino, mediante  il  versamento  di  contributi  volontari,  i

requisiti  vigenti  alla  data  di  entrata  in  vigore  del   citato

decreto-legge n. 201 del 2011. Il versamento volontario di  cui  alla

presente  lettera,  anche  in  deroga  alle   disposizioni   di   cui

all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo  n.  184  del  1997,

potra' riguardare anche periodi eccedenti i sei  mesi  precedenti  la

domanda di autorizzazione stessa;

    f) i lavoratori autorizzati alla  prosecuzione  volontaria  della

contribuzione anteriormente  al  4  dicembre  2011,  ancorche'  al  6

dicembre 2011 non abbiano  un  contributo  volontario  accreditato  o

accreditabile alla predetta data, a condizione che abbiano almeno  un

contributo accreditato derivante da  effettiva  attivita'  lavorativa

nel periodo compreso tra il 1º gennaio 2007 e il 30 novembre  2013  e

che alla data del 30 novembre 2013 non svolgano attivita'  lavorativa

riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

 195. Il trattamento pensionistico con riferimento  ai  soggetti  di

cui al comma 194 non puo' avere decorrenza anteriore  al  1º  gennaio

2014.

 196. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  da

adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della

presente legge, sono definite le modalita' di  attuazione  del  comma

194 sulla base di quanto stabilito dal comma 197. L'INPS provvede  al

monitoraggio delle domande di pensionamento inoltrate dai  lavoratori

di cui al comma 194 che intendono avvalersi dei requisiti di  accesso

e del regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata  in

vigore del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.  201,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sulla base della

data di cessazione del rapporto di lavoro. Qualora  dal  monitoraggio

risulti il  raggiungimento  del  limite  numerico  delle  domande  di

pensione determinato ai sensi del comma 197,  l'INPS  non  prende  in

esame ulteriori domande di pensionamento finalizzate ad usufruire dei

benefici previsti dalle disposizioni di cui al comma 194.

 197. I benefici di cui al comma 194 sono riconosciuti nel limite di

17.000 soggetti e nel limite massimo  di  203  milioni  di  euro  per

l'anno 2014, 250 milioni di euro per l'anno 2015, 197 milioni di euro

per l'anno 2016, 110 milioni di euro per l'anno 2017, 83  milioni  di

euro per l'anno 2018, 81 milioni di euro per l'anno 2019 e 26 milioni

di euro per l'anno 2020.

 198. L'efficacia delle disposizioni di cui ai commi da 194 a 197 e'

subordinata all'attuazione di quanto previsto dall'articolo 11, comma

3,  primo  periodo,  del  decreto-legge  31  agosto  2013,  n.   102,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e

all'effettivo  conseguente   rifinanziamento   del   Fondo   di   cui

all'articolo 1, comma 235, primo periodo,  della  legge  24  dicembre

2012, n. 228. Ai fini del concorso alla copertura degli oneri di  cui

al comma 197, il Fondo  di  cui  all'articolo  1,  comma  235,  primo

periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, come  rifinanziato  ai

sensi  del  citato  articolo  11,  comma  3,   primo   periodo,   del

decreto-legge n. 102 del 2013, e' ridotto di 4 milioni  di  euro  per

l'anno 2014, 12 milioni di euro per l'anno 2015, 35 milioni  di  euro

per l'anno 2016, 38 milioni di euro per l'anno 2017,  37  milioni  di

euro per l'anno 2018, 69 milioni di euro per l'anno 2019 e 26 milioni

di euro per l'anno 2020.

 199. Per  gli  interventi  di  pertinenza  del  Fondo  per  le  non

autosufficienze di cui all'articolo 1, comma  1264,  della  legge  27

dicembre 2006, n. 296, ivi inclusi quelli a  sostegno  delle  persone

affette da sclerosi laterale amiotrofica, e' autorizzata la spesa  di

275 milioni di euro per l'anno 2014.

 200. Il Fondo  di  cui  al  comma  199  del  presente  articolo  e'

ulteriormente incrementato di 75 milioni di euro per l'anno 2014,  da

destinare esclusivamente, in  aggiunta  alle  risorse  ordinariamente

previste dal predetto Fondo come incrementato  ai  sensi  del  citato

comma 199, in favore degli interventi di assistenza  domiciliare  per

le persone affette da disabilita' gravi  e  gravissime,  ivi  incluse

quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica.

 201. Al fine di contribuire alle spese per il sostegno  di  bambini

nuovi nati o adottati  appartenenti  a  famiglie  residenti  a  basso

reddito, e' istituito  per  l'anno  2014  presso  la  Presidenza  del

Consiglio dei ministri un Fondo per i nuovi nati. Nel predetto  Fondo

confluiscono le risorse, disponibili alla data di entrata  in  vigore

della presente legge, del Fondo per il credito per i nuovi  nati,  di

cui all'articolo 4  del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.  185,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e

all'articolo 12  della  legge  12  novembre  2001,  n.  183,  che  e'

contestualmente soppresso. Con decreto del Presidente  del  Consiglio

dei ministri, di concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze, sono stabiliti i criteri per l'erogazione dei contributi nei

limiti delle disponibilita' del Fondo, l'indicatore della  situazione

economica  equivalente  (ISEE)  di  riferimento  e  le  modalita'  di

organizzazione e di funzionamento del Fondo.

 202. La dotazione del fondo di cui all'articolo 23, comma  11,  del

decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e' incrementata di 20  milioni  di

euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016.

 203. La dotazione del fondo  di  cui  all'articolo  23,  comma  11,

quinto periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95,  convertito,

con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e' incrementata

complessivamente di 40 milioni di euro per l'anno  2014,  di  cui  30

milioni di euro a valere sul  Fondo  di  solidarieta'  comunale,  che

viene conseguentemente ridotto, e 10 milioni di euro a  valere  sulle

risorse  del  Fondo  per  il  credito  per  i  nuovi  nati,  di   cui

all'articolo  4  del  decreto-legge  29  novembre   2008,   n.   185,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.  2,  e

all'articolo 12 della legge 12 novembre 2001, n. 183, che a tal  fine

sono  versate  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per   essere

riassegnate al citato fondo di cui all'articolo  23,  comma  11,  del

decreto-legge n. 15 del 2012, iscritto nello stato di previsione  del

Ministero dell'economia e delle finanze.

 204. Per la realizzazione di iniziative complementari o strumentali

necessarie all'integrazione degli immigrati  nei  comuni,  singoli  o

associati, sedi di centri di accoglienza per  richiedenti  asilo  con

una capienza pari o superiore a 3.000 unita', il Fondo nazionale  per

le politiche e i servizi dell'asilo di cui all'articolo 1-septies del

decreto-legge   30   dicembre   1989,   n.   416,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39,  e'  incrementato

di 3 milioni di euro per l'anno 2014.

  205. Le disposizioni di cui all'articolo 2,  commi  da  4-novies  a

4-undecies, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, relative al riparto

della quota del cinque  per  mille  dell'imposta  sul  reddito  delle

persone fisiche in base alla scelta del  contribuente,  si  applicano

anche relativamente all'esercizio finanziario  2014  con  riferimento

alle dichiarazioni dei redditi 2013. Le  disposizioni  contenute  nel

decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri  23  aprile  2010,

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131  dell'8  giugno  2010,  si

applicano anche  all'esercizio  finanziario  2014  e  i  termini  ivi

stabiliti  relativamente  al  predetto  esercizio  finanziario   sono

aggiornati per gli anni: da 2009 a 2013, da 2010 a 2014 e da  2011  a

2015. Le risorse complessive destinate alla liquidazione della  quota

del cinque per mille nell'anno 2014 sono quantificate nell'importo di

euro 400 milioni. Le somme non utilizzate entro  il  31  dicembre  di

ciascun anno possono esserlo nell'esercizio successivo.

 206. All'articolo 48, primo comma, della legge 20 maggio  1985,  n.

222, dopo le parole: «conservazione di beni culturali» sono  inserite

le  seguenti:  «,  e  ristrutturazione,   miglioramento,   messa   in

sicurezza,  adeguamento  antisismico  ed  efficientamento  energetico

degli  immobili  di  proprieta'   pubblica   adibiti   all'istruzione

scolastica».

 207. E' autorizzata la spesa complessiva di 126 milioni di euro per

l'anno 2014, destinata per 100 milioni di euro alle finalita' di  cui

all'articolo 3, comma 1, del decreto-legge  25  marzo  1997,  n.  67,

convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio  1997,  n.  135,

per 1 milione di euro per le finalita' di cui all'articolo  2,  comma

552, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e per 25 milioni  di  euro

per far fronte all'eccezionale necessita' di risorse  finanziarie  da

destinare ai lavoratori socialmente utili  e  a  quelli  di  pubblica

utilita' della regione Calabria e altresi' ai lavoratori di cui  alla

legge regionale  della  regione  Calabria  13  giugno  2008,  n.  15.

Nell'ambito delle  risorse  destinate  dal  periodo  precedente  alla

regione Calabria, la regione provvede al  pagamento  degli  arretrati

dell'anno 2013 relativi ai progetti dei lavoratori socialmente  utili

e dei lavoratori di pubblica utilita'. Le risorse  impegnate  per  le

finalita' di cui all'articolo 1, comma 1156,  lettera  g-bis),  della

legge 27 dicembre 2006, n. 296,  sono  destinate,  per  l'anno  2014,

nella misura di 50 milioni di euro, agli enti pubblici della  regione

Calabria al fine di stabilizzare, con contratto  di  lavoro  a  tempo

determinato, i lavoratori impegnati in attivita'  socialmente  utili,

in quelle di pubblica utilita', e i lavoratori di cui all'articolo  7

del decreto legislativo 1º dicembre 1997, n. 468, al fine di  avviare

un percorso di inserimento  lavorativo  dei  suddetti  lavoratori  ai

sensi dell'articolo 4 del  decreto-legge  31  agosto  2013,  n.  101,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013,  n.  125,

nonche' in attuazione dei commi da 208 a 212 del  presente  articolo.

Con decreto del Ministro del lavoro e  delle  politiche  sociali,  di

concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il

Ministro per la pubblica amministrazione e la  semplificazione,  sono

stabiliti le modalita' e i criteri di assegnazione delle risorse. Per

l'anno 2014 le assunzioni a tempo  determinato  finanziate  a  favore

degli enti pubblici della regione Calabria  con  le  risorse  di  cui

all'articolo 1, comma 1156, lettera g-bis), della legge  27  dicembre

2006, n. 296, possono essere effettuate  in  deroga  all'articolo  9,

comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 30  luglio  2010,  n.  122,  e  successive

modificazioni, all'articolo 76, comma 7, del decreto-legge 25  giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto

2008, n. 133, e successive modificazioni, e all'articolo 1, commi 557

e  562,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,   e   successive

modificazioni, fermo restando il rispetto  del  patto  di  stabilita'

interno. In caso di mancato rispetto del patto di stabilita'  interno

per l'anno 2013, al solo fine di  consentire  la  sottoscrizione  dei

rapporti di lavoro a tempo determinato fino al 31 dicembre 2014,  non

si applica la sanzione di cui al comma 26, lettera d),  dell'articolo

31 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni.

  208.  Il  Fondo  sociale  per  occupazione  e  formazione,  di  cui

all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge  29  novembre

2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio

2009, n. 2, e' ridotto di 16 milioni di euro per l'anno 2014.

 209. Al fine di razionalizzare la spesa per il finanziamento  delle

convenzioni con lavoratori socialmente  utili  e  nell'ottica  di  un

definitivo    superamento    delle    situazioni    di    precarieta'

nell'utilizzazione di tale tipologia di lavoratori, con  decreto  del

Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto  con  il  Ministro

dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministro del lavoro  e

delle politiche sociali e con il Ministro  dell'interno,  da  emanare

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della  presente

legge,  previa  ricognizione  della  normativa  vigente  in  materia,

dell'entita' della spesa sostenuta a livello statale e locale  e  dei

soggetti  interessati,  si  provvede   a   individuare   le   risorse

finanziarie disponibili, nei limiti  della  spesa  gia'  sostenuta  e

senza nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza  pubblica,

destinate a favorire assunzioni a tempo indeterminato dei  lavoratori

di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo  28  febbraio

2000,  n.  81,  e  di  cui  all'articolo  3,  comma  1,  del  decreto

legislativo 7 agosto 1997, n. 280, anche se con rapporto di lavoro  a

tempo determinato, ai sensi del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e

in particolare dell'articolo 4, comma 8, del  medesimo  decreto-legge

n. 101 del 2013.

 210. Dalla data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge  e'

vietata la stipulazione di nuove convenzioni per  l'utilizzazione  di

lavoratori socialmente utili di cui al comma 209, a pena di  nullita'

delle medesime.

 211. Le risorse finanziarie, nella misura  individuale  massima  di

cui all'articolo 7, comma 1,  del  decreto  legislativo  28  febbraio

2000, n. 81, sono assegnate ai comuni, che  hanno  disponibilita'  di

posti in dotazione organica  relativamente  alle  qualifiche  di  cui

all'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987,  n.  56,  e  successive

modificazioni, per incentivare l'assunzione  a  tempo  indeterminato,

anche con contratto di lavoro a tempo parziale, dei soggetti  di  cui

ai commi 209 e 210, anche in deroga alla vigente normativa in materia

di facolta' assunzionali, ma in ogni caso nel rispetto del  patto  di

stabilita' interno e dell'articolo  1,  comma  557,  della  legge  27

dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni.

 212. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze  e  con  il

Ministro per la pubblica amministrazione e la  semplificazione,  sono

stabiliti le modalita' e i criteri di assegnazione delle risorse, con

priorita' per  i  comuni  che  assumano  nei  limiti  delle  facolta'

assunzionali stabilite dalla normativa vigente. In ogni caso i comuni

sono tenuti a dimostrare attraverso idonea documentazione l'effettiva

sussistenza  di  necessita'  funzionali  e   organizzative   per   le

assunzioni, valutata la dimensione demografica  dell'ente,  l'entita'

del personale in servizio e la correlata spesa,  nonche'  l'effettiva

sostenibilita' dell'onere a regime assicurando la graduale  riduzione

del personale di cui all'articolo 9, comma 28, del  decreto-legge  31

maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30

luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, tenuto  conto  delle

proiezioni future della spesa di personale a seguito di cessazione.

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Fonte: sito della Gazzetta Ufficiale