La Chiesa di Kasper dai Padri a Freud

 Avrebbe potuto Gesù resistere a tutte le tentazioni, tranne una. Ha resistito invece anche alla tentazione a cui pochissimi sanno sottrarsi: la grafomania. Non ha lasciato nulla di scritto di suo pugno il Figlio di Maria e Giuseppe. La sola volta che si è cimentato con la scrittura, lo apprendiamo dal vangelo di Giovanni, non ha trovato di meglio che farlo sulla sabbia. Ma si può lasciare qualcosa ai posteri di scritto sulla sabbia? Forse anche da qui cominciano tutti i guai della Chiesa. Non possedendo nessuno scritto gesuano, la Chiesa deve servirsi di testimonianze più o meno autentiche ovvero più o meno apocrife. Sulle testimonianze evangeliche un gesuita di nome René Latourelle, mica un dilettante avendo insegnato Sacra Scrittura per vent'anni all'università Gregoriana di Roma, afferma che “leggendole si ha l'impressione di avere Gesù a portata di mano, senza diaframmi. Ma se li si studia più da vicino ci si rende conto che i vangeli sono libri molto complessi perché sono la conclusione e il risultato di un lungo processo di formazione. Quando diciamo che Marco ha scritto il vangelo diciamo insieme una cosa vera e non vera. Egli è stato piuttosto il portavoce di una tradizione: la tradizione della Chiesa primitiva”. A parte la questione di individuare cosa si intenda, almeno secondo criteri cronologici, per “Chiesa primitiva”, la questione è la medesima sollevata dal cardinale Walter Kasper.

Il porporato tedesco, nell'appendice al suo libro Il Vangelo della famiglia (appena uscito da Queriniana), in materia di indissolubilità matrimoniale scrive che “siamo d'accordo sul fatto che la parola di Gesù, secondo la quale l'uomo non può separare ciò che Dio ha unito (Mt 19,6), debba essere il punto di partenza e la base di tutte le nostre considerazioni. Nessuno mette in discussione l'indissolubilità di un matrimonio sacramentale rato e consumato (ratum et consummatum). Siamo però sicuramente d'accordo anche sul fatto che non si può isolare la parola di Gesù dal contesto complessivo del suo messaggio sul regno di Dio e del suo messaggio dell'amore e della misericordia di Dio, e sul fatto che la si deve piuttosto interpretare all'interno del suo contesto. Allo stesso modo, si deve comprendere la dottrina dell'indissolubilità del matrimonio a partire dal contesto interno dei misteri della fede (così il Concilio Vaticano I) e secondo la gerarchia delle verità di fede (così il Concilio Vaticano II)”.

Si spiega in questo modo, è ancora Latourelle a spiegarlo, perché “la Chiesa primitiva, con la sua predicazione, è responsabile del Vangelo di Marco più ancora di Marco” e che “leggendo Matteo, ci si rende conto che l'autore scrive per i giudeo-cristiani: tutto il Vangelo secondo Matteo è chiaramente orientato verso un uditorio giudeo-cristiano”.

Un altro punto del ragionamento sistematico del cardinale Kasper è il principio ermeneutico attraverso il quale “secondo la comprensione cattolica, si deve interpretare la parola di Gesù nel contesto dell'intera tradizione della Chiesa. Nel nostro caso questa tradizione non è affatto così unilineare come spesso si è affermato. Ci sono questioni storiche e differenti opinioni di esperti da prendere sul serio, di cui non ci si può semplicemente sbarazzare. La Chiesa ha cercato in continuazione di trovare una via al di là di rigorismo e lassismo, vale a dire ha cercato di fare la verità nella carità”.

Un altro gesuita, il teologo Paul-Emil Langevin, spiega questa sintesi con un esempio suggestivo: “I vangeli presentano Gesù che guarisce un paralitico e gli dice che la sua fede lo ha salvato. La fede designa lo stato interiore nel quale il paralitico accoglie la parola di Cristo; la salvezza in questo caso ci rimanda alla salute corporale del malato, almeno in modo immediato. Le lettere di Paolo riprenderanno lo stesso tema parlando di salvezza mediante la fede: egli fa suo il pensiero del Gesù storico di cui parlano i vangeli; preciserà tuttavia che cos'è la fede e che cos'è la salvezza. Rifletterà come un esegeta e un teologo di mestiere su un fatto storico vissuto da Gesù per metterne in luce il pieno significato spirituale. Il lettore passa dal piano fisico al piano spirituale, da dato inizialmente fattuale a una riflessione teologica, da una guarigione fisica a una trasformazione spirituale che tocca l'uomo in tutto il suo essere”, senza alcuna contraddizione tra i Vangeli e le Lettere in quanto “si tratta piuttosto di un approfondimento o di un superamento dei Vangeli. Le Lettere si basano sui gesti e le parole del Gesù storico (che danno per conosciute da parte dei cristiani) per rispondere alle domande nuove o per risolvere i problemi nuovi che si pongono le comunità cristiane alle quali le Lettere sono rivolte”. Le lettere paoline “avevano la funzione di fornire una catechesi adatta ai bisogni dei destinatari cristiani. Costituivano un complemento di formazione spirituale per gente che conosceva la vita di Gesù. Questa conoscenza era acquisita; un responsabile di Chiesa poteva darla per scontata per approfondire invece certi aspetti della fede più difficili da capire, o per risolvere problemi di vario tipo dei destinatari della sua lettera”.

Kasper ammette che “la tradizione cattolica non conosce, a differenza delle Chiese ortodosse, il principio dell'oikonomìa, ma essa conosce il principio analogo di epicheia, del discernimento degli spiriti, dell'equiprobabilismo (Alfonso Maria de' Liguori), oppure la concezione tomista della fondamentale virtù cardinale della prudenza, la quale applica una norma generale nella situazione concreta (cosa che, nel senso di Tommaso d' Aquino, non ha nulla a che vedere con l'etica della situazione)”.

In tema di nullità matrimoniale la giurisprudenza canonica ha preso atto dell'antropologia e del personalismo che hanno contrassegnato la svolta del Concilio Vaticano II. Per essere più precisi, la giurisprudenza ha riconsiderato sulla base della concezione personalista della relazione coniugale le nullità matrimoniali costruendo nuove categorie giuridiche; la legislazione canonica ha prodotto sulla nuova prospettiva antropologica norme a dimensione interdisciplinare giuridico-antropologica. La giurisprudenza ecclesiastica ha compiuto un passo ulteriore in materia matrimoniale: per capire le modalità di adattamento dei risultati della ricerca scientifica al quadro antropologico cristiano tradizionale si è posta la domanda: quale scienza? Insomma, per fare un esempio significativo, si è preso atto che nell'applicazione del canone 1095 del Codice di diritto canonico promulgato da Giovanni Paolo II nel 1983 (in cui si elencano i casi di incapacità psichica consensuale in materia matrimoniale) si sono avuti arbitrii interpretativi pochissimo utili a conciliare il diritto canonico con la realtà esistenziale delle persone e del matrimonio. La epicheia ha cominciato ad albergare nel processo canonico matrimoniale postconciliare con la Sacra Rota che ha funzionalmente proceduto all'applicazione della svolta antropologica-personalista del Concilio. Ciò ha comportato decidere di volta in volta a quale scienza fare riferimento per risalire alle ragioni del fallimento coniugale, comprendendo sempre meglio chi è l'uomo e come agisce.

Tutto ciò può ridursi a questione di marketing? Non lo credo. Non si può sottacere che la partita in giuoco in vista del Concistoro sulla famiglia riguarda le visioni culturali all'interno della Chiesa, differenti talvolta al punto da poterle definire (spero non dispiaccia al direttore dei foglianti) “conflitto di culture”.

La Chiesa di Karol Wojtyla e, almeno in parte, di Joseph Ratzinger chiude le porte alla psicoanalisi freudiana, ma anche al behaviorismo, e poi alla psicologia  umanistica, per sottacere della teoria esistenzialistica, quindi alla sociogenetica e alla psicobiologia, financo alle teorie meccanicistiche a carattere deterministico: basta (ri)leggersi le allocuzioni di Giovanni Paolo II alla Sacra Rota del biennio 1997-98 per averne quasi esplicita conferma.

Peccato che Gesù abbia scritto una volta soltanto. E sulla sabbia.

 Giuseppe Di Leo                          

(da Il Foglio del 19 marzo 2014)