DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90 

                Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza     degli uffici giudiziari. (14G00103) (GU Serie Generale n.144 del 24-6-2014)

note:                                       Entrata in vigore del provvedimento: 25/06/2014

                 

                                                     IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  • TITOLO I
    MISURE URGENTI PER L'EFFICIENZA DELLA P.A. E PER IL SOSTEGNO
    DELL'OCCUPAZIONE
    CAPO I
    MISURE URGENTI IN MATERIA DI LAVORO PUBBLICO

 

  VISTI gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

  RITENUTA  la  straordinaria  necessita'  e   urgenza   di   emanare

disposizioni volte a favorire la  piu'  razionale  utilizzazione  dei

dipendenti  pubblici,  a  realizzare  interventi  di  semplificazione

dell'organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti  pubblici

e ad introdurre ulteriori misure di semplificazione per l'accesso dei

cittadini e delle imprese ai servizi della pubblica amministrazione;

  RITENUTA la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  introdurre

disposizioni  volte  a  garantire  un  miglior  livello  di  certezza

giuridica, correttezza  e  trasparenza  delle  procedure  nei  lavori

pubblici, anche con riferimento al completamento dei lavori  e  delle

opere necessarie a garantire lo svolgimento dell'evento Expo 2015;

  RITENUTA altresi' la straordinaria necessita' ed urgenza di emanare

disposizioni per l'efficiente informatizzazione del processo  civile,

amministrativo,  contabile   e   tributario,   nonche'   misure   per

l'organizzazione degli uffici giudiziari, al fine  di  assicurare  la

ragionevole durata del processo attraverso l'innovazione dei  modelli

organizzativi  e  il   piu'   efficace   impiego   delle   tecnologie

dell'informazione e della comunicazione;

  VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella

riunione del 13 giugno 2014;

  SULLA PROPOSTA del Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  e  del

Ministro per la semplificazione e  la  pubblica  amministrazione,  di

concerto  con  i  Ministri  dell'economia  e  delle  finanze,   della

giustizia, per gli affari regionali  e  le  autonomie,  dell'interno,

dello sviluppo  economico,  delle  politiche  agricole  alimentari  e

forestali,  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  della  salute,

dell'istruzione, dell'universita' e della  ricerca  e  del  lavoro  e

delle politiche sociali;

                                                                             EMANA

   il seguente decreto-legge:

                                                                                Art. 1

                  (Disposizioni  per  il   ricambio   generazionale   nelle   pubbliche amministrazioni)

 

  1. Sono abrogati l'articolo 16 del decreto legislativo 30  dicembre

1992, n. 503, l'articolo 72, commi 8, 9,  10,  del  decreto-legge  25

giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6

agosto 2008, n. 133, e l'articolo 9. comma 31, del  decreto-legge  31

maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30

luglio 2010, n. 122.

  2. Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti  in  servizio

in essere alla data di entrata in vigore del  presente  decreto  sono

fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o  fino  alla  loro  scadenza  se

prevista in data anteriore.  I  trattenimenti  in  servizio  disposti

dalle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma  2,  del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla

data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.

  3.  Al  fine  di  salvaguardare  la  funzionalita'   degli   uffici

giudiziari, i trattenimenti  in  servizio  dei  magistrati  ordinari,

amministrativi, contabili,  militari  nonche'  degli  avvocati  dello

Stato, sono fatti salvi sino al 31 dicembre 2015  o  fino  alla  loro

scadenza se prevista in data anteriore.

  4. Al fine di garantire l'efficienza e l'operativita'  del  sistema

di difesa e sicurezza nazionale, le disposizioni di cui al corvina  1

non si applicano ai richiami in servizio di cui agli articoli  992  e

993 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 fino al 31  dicembre

2015.

  5.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  72,  comma   11,   del

decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si applicano  al  personale  delle

pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto

legislativo 30  marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,

inclusi il personale  delle  autorita'  indipendenti  e  i  dirigenti

medici  responsabili  di  struttura  complessa,  tenuto  conto,   con

riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento

a decorrere dal 1° gennaio 2012, della rideterminazione dei requisiti

di accesso al pensionamento come disciplinata dall'articolo 24, commi

10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.  214,  e  successive

modificazioni.

  6. All'onere derivante dal presente articolo pari a 2,6 milioni per

l'anno 2014, 75,2 milioni per l'anno 2015, 113,4 milioni  per  l'anno

2016, 123,2 milioni per l'anno  2017  e  152,9  milioni  a  decorrere

dall'anno 2018, si provvede con le seguenti modalita':

  a) all'articolo 1, comma 427, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,

come modificato dall'articolo 2, comma  1,  lettera  b)  del  decreto

legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni,  dalla

legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole: "a 1.372,8 milioni di euro per

l'anno 2015, a 1.874,7 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017  e  a

1.186,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018"  sono  sostituite

dalle seguenti: "a 1.448 milioni di euro per l'anno 2015,  a  1.988,1

milioni di euro per l'anno 2016, a 1.997,9 milioni di curo per l'anno

2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018";

  b) all'articolo  1,  comma  428,  primo  periodo,  della  legge  27

dicembre 2013, n. 147, come  modificato  dall'articolo  2,  comma  1,

lettera c) del decreto legge del 28 gennaio 2014  n.  4,  convertito,

con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n.  50,  le  parole  "a

1.028,8 milioni di euro per l'anno 2015, a 1.186,7 milioni di euro  a

decorrere dal 2016" sono sostituite dalle seguenti "a  1.104  milioni

di euro per l'anno 2015, a 1.300,1 milioni di curo per l'anno 2016, a

1.309,9 milioni di curo per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a

decorrere dal 2018";

  c) l'allegato 3 alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, e'  sostituito

dall'allegato 1 al presente decreto;

  d) quanto a 2,6 milioni di euro per l'anno 2014 con  corrispondente

riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  9,  comma

8, del decreto-legge n. 30  dicembre  1997,  n.457,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.

  7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad

apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

                                                                                         Art. 2

                                                                        (Incarichi direttivi ai magistrati)

  1. Dopo il comma 1  dell'articolo  13  del  decreto  legislativo  5

aprile 2006, n. 160, sono inseriti i seguenti: "1-bis.  Il  Consiglio

superiore della Magistratura provvede al conferimento delle  funzioni

direttive e semidirettive:

  a) nel caso di collocamento a riposo  del  titolare  per  raggiunto

limite di eta' o di decorrenza del termine ottennale  previsto  dagli

articoli 45 e 46 del presente decreto, entro la data di  vacanza  del

relativo ufficio;

  b) negli altri casi,  entro  tre  mesi  dalla  pubblicazione  della

vacanza.

  1-ter. In caso di ingiustificata inosservanza dei termini di cui al

comma 1-bis, il Comitato di Presidenza provvede alla sostituzione del

relatore  della  procedura  con  il  Presidente   della   Commissione

competente, il quale entro il termine di 30 giorni deve formulare una

propo sta.".

  2. La disposizione di cui  al  comma  1-bis  dell'articolo  13  del

decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, come introdotta dal  comma

1,  si  applica  alle  procedure  concorsuali  relative   a   vacanze

successive alla data di entrata in vigore della legge di  conversione

del presente decreto.

  3. In deroga a quanto previsto  dagli  articoli  34-bis  e  35  del

decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, per il conferimento  delle

finzioni direttive e semidirettive relative alle  vacanze  pubblicate

sino al 30 giugno 2015, i magistrati  concorrenti  devono  assicurare

almeno due anni di  servizio  prima  della  data  di  collocamento  a

riposo.

  4. Al secondo comma dell'articolo 17 della legge 24 marzo 1958,  n.

195, dopo le parole: "del processo amministrativo", sono  aggiunti  i

seguenti periodi: "Contro i provvedimenti concernenti il conferimento

o  la  conferma  degli  incarichi  direttivi  e  semi  direttivi,  il

controllo del  giudice  amministrativo  ha  per  oggetto  i  vizi  di

violazione di legge e di eccesso di potere manifesto. Per  la  tutela

giurisdizionale nei confronti dei predetti  provvedimenti  si  segue,

per quanto applicabile, il rito abbreviato disciplinato dall'articolo

119  del  codice  del  processo  amministrativo  di  cui  al  decreto

legislativo  2  luglio  2010,  n.  104.  Nel  caso   di   azione   di

ottemperanza, il  giudice  amministrativo,  qualora  sia  accolto  il

ricorso, ordina l'ottemperanza ed assegna al Consiglio  superiore  un

termine per provvedere. Non si applicano le lettere a) e c) del comma

4 dell'articolo 114 del codice del processo amministrativo di cui  al

decreto legislativo n. 104 del 2010.".

                                                                                  Art. 3

                                                      (Semplificazione e flessibilita' nel turn over)

  1. Le amministrazioni dello Stato, anche ad  ordinamento  autonomo,

le agenzie e gli enti pubblici non economici ivi compresi  quelli  di

cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo  2001,

n. 165 e successive  modificazione,  possono  procedere,  per  l'anno

2014, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite  di

un contingente di personale complessivamente  corrispondente  ad  una

spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale  di  ruolo

cessato nell'anno precedente. La predetta  facolta'  ad  assumere  e'

fissata nella misura del 40 per cento per l'anno  2015,  del  60  per

cento per l'anno 2016, dell'80 per cento per l'anno 2017, del 100 per

cento a decorrere dall'anno 2018.  Ai  Corpi  di  polizia,  al  Corpo

nazionale dei vigili del fuoco e al comparto  Scuola  si  applica  la

normativa di settore.

  2. Gli enti di ricerca, la cui spesa per il personale di  molo  del

singolo ente non superi 1'80 per cento delle proprie entrate correnti

complessive,  come  risultanti  dal  bilancio  consuntivo   dell'anno

precedente,  possono  procedere,  per  gli  anni  2014  e  2015,   ad

assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo  indeterminato

nel  limite  di  un   contingente   di   personale   complessivamente

corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di  quella  relativa

al personale di  ruolo  cessato  nell'anno  precedente.  La  predetta

facolta' ad assumere  e'  fissata  nella  misura  del  60  per  cento

nell'anno 2016, dell'80 per cento nell'anno 2017 e del 100 per  cento

a decorrere dall'anno 2018. A decorrere dal 1  gennaio  2014  non  si

tiene conto del criterio di calcolo di cui all'articolo 35, comma  3,

del  decreto-legge  30  dicembre  2008,  n.  207,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.

  3. Le assunzioni di cui ai commi 1 e  2  sono  autorizzate  con  il

decreto e le procedure di cui all'articolo 35, comma 4,  del  decreto

legislativo  30  marzo  2001,  n.   165,   previa   richiesta   delle

amministrazioni   interessate,   predisposta   sulla    base    della

programmazione del fabbisogno, corredata da  analitica  dimostrazione

delle cessazioni avvenute nell'anno precedente  e  delle  conseguenti

economie  e  dall'individuazione  delle  unita'  da  assumere  e  dei

correlati oneri. A decorrere dall'anno 2014 e' consentito  il  cumulo

delle risorse destinate alle assunzioni per  un  arco  temporale  non

superiore  a  tre  anni,  nel  rispetto  della   programmazione   del

fabbisogno e di quella finanziaria e contabile.

  4. La Presidenza del Consiglio dei Ministri  -  Dipartimento  della

funzione pubblica e il Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  -

Dipartimento  della   ragioneria   generale   dello   Stato   operano

annualmente un monitoraggio sull'andamento  delle  assunzioni  e  dei

livelli  occupazionali  che  si   determinano   per   effetto   delle

disposizioni dei camini 1 e 2. Nel caso in cui  dal  monitoraggio  si

rilevino incrementi di spesa che possono compromettere gli  obiettivi

e gli equilibri di finanza pubblica, con decreto del Ministro per  la

semplificazione e la pubblica amministrazione,  di  concerto  con  il

Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono   adottate   misure

correttive volte a neutralizzare l'incidenza del  maturato  economico

del personale cessato nel calcolo delle economie  da  destinare  alle

assunzioni previste dal regime vigente.

  5. Negli anni 2014 e 2015 le regioni e gli enti  locali  sottoposti

al patto di stabilita' interno procedono ad assunzioni di personale a

tempo  indeterminato  nel  limite  di  un  contingente  di  personale

complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento  di

quella relativa al personale di ruolo cessato  nell'anno  precedente.

Resta fermo quanto disposto dall'articolo 16, comma  9,  del  decreto

legge 6 luglio 2012, n.  95,  convertito,  con  modificazioni,  dalla

legge 7 agosto 2012, n. 135. La  predetta  facolta'  ad  assumere  e'

fissata nella misura dell'80 per cento negli anni 2016 e 2017  e  del

100  per  cento  a  decorrere  dall'anno  2018.  Restano   ferme   le

disposizioni previste dall'articolo 1, commi 557, 557-bis e  557-ter,

della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall'anno  2014  e'

consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni  per  un

arco  temporale  non  superiore  a  tre  anni,  nel  rispetto   della

programmazione del fabbisogno e di quella  finanziaria  e  contabile.

L'articolo 76, comma 7, del decreto-legge 25  giugno  2008,  n.  112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133  e'

abrogato. Le amministrazioni di cui al

  presente comma coordinano le politiche assunzionali dei soggetti di

cui all'articolo 18, comma 2-bis, del citato decreto-legge n. 112 del

2008 al fine di garantire anche per i medesimi soggetti una  graduale

riduzione della percentuale tra spese di personale e spese correnti.

  6. I limiti di cui al  presente  articolo  non  si  applicano  alle

assunzioni di personale appartenente alle categorie protette ai  fini

della copertura delle quote d'obbligo.

  7. All'articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n.  244

le parole  "Per  il  quinquennio  2010-2014"  sono  sostituite  dalle

seguenti "Per il quadriennio 2010-2013".

  8. All'articolo 66  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,

sono apportate le seguenti modifiche:

  a) e' abrogato il comma 9;

  b) al comma 14 e' soppresso l'ultimo periodo.

  9. E' abrogato l'articolo 9, comma 8, del decreto-legge  31  maggio

2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio

2010, n. 122.

  10. All'articolo 35, comma 4,  del  decreto  legislativo  30  marzo

2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) il secondo periodo e' sostituito dal seguente: "Con decreto  del

Presidente del Consiglio dei ministri di  concerto  con  il  Ministro

dell'economia  e  delle  finanze,  sono  autorizzati  l'avvio   delle

procedure concorsuali e le relative assunzioni  del  personale  delle

amministrazioni dello Stato, anche  ad  ordinamento  autonomo,  delle

agenzie e degli enti pubblici non economici.";

  b) al terzo periodo, dopo le  parole:  "all'avvio  delle  procedure

concorsuali"  sono  inserite   le   seguenti:.   "e   alle   relative

assunzioni".

                                                                                      Art. 4

                                                             (Mobilita' obbligatoria e volontaria)

  1. I commi da 1 a 2 dell'articolo 30  del  decreto  legislativo  30

marzo  2001,   n.   165   sono   sostituiti   dai   seguenti:"1.   Le

amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in organico  mediante

passaggio diretto di dipendenti  di  cui  all'articolo  2,  comma  2,

appartenenti a una qualifica  corrispondente  e  in  servizio  presso

altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento,  previo

assenso dell'amministrazione  di  appartenenza.  Le  amministrazioni,

fissando preventivamente i criteri di scelta, pubblicano sul  proprio

sito istituzionale, per un periodo pari almeno a  trenta  giorni,  un

bando in cui sono indicati i posti che intendono ricoprire attraverso

passaggio  diretto  di  personale  di  altre   amministrazioni,   con

indicazione dei requisiti da possedere.  In  via  sperimentale  e  in

attesa dell'introduzione di nuove procedure per la determinazione dei

fabbisogni standard di personale delle amministrazioni pubbliche, per

il trasferimento  tra  le  sedi  centrali  di  differenti  ministeri,

agenzie ed enti pubblici non economici  nazionali  non  e'  richiesto

l'assenso dell'amministrazione di appartenenza, la quale  dispone  il

trasferimento entro due mesi dalla richiesta dell'amministrazione  di

destinazione, fatti salvi i termini per il preavviso e  a  condizione

che l'amministrazione di destinazione abbia una percentuale di  posti

vacanti superiore all'amministrazione di appartenenza. Per  agevolare

le procedure di mobilita' la Presidenza del Consiglio dei Ministri  -

Dipartimento  della   funzione   pubblica   istituisce   un   portale

finalizzato all'incontro tra la domanda e l'offerta di mobilita'.

  2. Nell'ambito dei rapporti di lavoro di cui all'articolo 2,  comma

2, le sedi delle amministrazioni pubbliche  di  cui  all'articolo  1,

comma 2, collocate nel territorio dello stesso  comune  costituiscono

medesima unita' produttiva ai sensi  dell'articolo  2103  del  codice

civile. Parimenti costituiscono medesima unita'  produttiva  le  sedi

collocate a una distanza non superiore ai cinquanta chilometri  dalla

sede in cui il dipendente e' adibito. I dipendenti  possono  prestare

attivita' lavorativa nella stessa

  amministrazione  o,   previo   accordo   tra   le   amministrazioni

interessate,  in  altra  nell'ambito  dell'unita'   produttiva   come

definita  nel  presente  comma.  Con  decreto  del  Ministro  per  la

semplificazione e la pubblica  amministrazione,  previa  intesa,  ove

necessario, in sede di conferenza unificata di cui all'articolo 8 del

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  possono  essere  fissati

criteri per realizzare i processi di cui al presente comma, anche con

passaggi diretti di personale tra  amministrazioni  senza  preventivo

accordo, per garantire l'esercizio delle  funzioni  istituzionali  da

parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico.

  2.1. Nei casi di cui ai commi 1 e 2 per i quali sia  necessario  un

trasferimento di risorse, si applica il comma 2.3.

  2.2. Sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole  dei  contratti

collettivi in contrasto con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.

  2.3. Al fine di favorire i processi di cui  ai  commi  1  e  2,  e'

istituito, nello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e

delle finanze, un fondo destinato al  miglioramento  dell'allocazione

del personale presso le pubbliche amministrazioni, con una  dotazione

di 15 milioni di euro per l'anno 2014 e  di  30  milioni  di  euro  a

decorrere  dall'anno  2015,  da   attribuire   alle   amministrazioni

destinatarie dei predetti processi. Al fondo confluiscono,  altresi',

le risorse corrispondenti al  cinquanta  per  cento  del  trattamento

economico  spettante  al  personale  trasferito  mediante  versamento

all'entrata dello  Stato  da  parte  dell'amministrazione  cedente  e

corrispondente riassegnazione al fondo  ovvero  mediante  contestuale

riduzione dei trasferimenti statali  all'amministrazione  cedente.  I

criteri di utilizzo e le  modalita'  di  gestione-delle  risorse  del

fondo sono stabiliti con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei

Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze.

In  sede  di  prima  applicazione,  nell'assegnazione  delle  risorse

vengono   prioritariamente   valutate   le   richieste    finalizzate

all'ottimale funzionamento degli  uffici  giudiziari  che  presentino

rilevanti carenze  di  personale.  Le  risorse  sono  assegnate  alle

amministrazioni  di  destinazione  sino  al  momento   di   effettiva

permanenza in servizio del personale oggetto delle procedure  di  cui

ai commi 1 e 2.

  2.4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2.3, pari a  15

milioni di euro per l'anno 2014 e a 30 milioni di  euro  a  decorrere

dall'anno 2015, si provvede, quanto a 6 milioni di  euro  per  l'anno

2014  e  a  9  milioni  di  euro  a  decorrere  dal   2015   mediante

corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui

all'articolo 3, comma 97, della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,

quanto  a  9  milioni  di  euro  a  decorrere   dal   2014   mediante

corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui

all'articolo 1, comma 14, del decreto-legge del 3  ottobre  2006,  n.

262 convertito con modificazioni, dalla legge 24  novembre  2006,  n.

286 e quanto a 12 milioni di  euro  a  decorrere  dal  2015  mediante

corrispondente  riduzione  dell'autorizzazione  di   spesa   di   cui

all'articolo 1, comma 527, della legge 27 dicembre 2006,  n.  296.  A

decorrere dall'anno 2015, si  provvede  ai  sensi  dell'articolo  11,

comma 3, lettera d),  della  legge  31  dicembre  2009,  n.  196.  Il

Ministro dell'economia e delle finanze e'  autorizzato  ad  apportare

con  propri  decreti  le  occorrenti  variazioni  di   bilancio   per

l'attuazione del presente articolo.".

  2. E' abrogato l'articolo 1, comma 29, del decreto-legge 13  agosto

2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre

2011, n. 148.

  3. Il decreto di cui all'articolo 29-bis del decreto legislativo 30

marzo 2001, n. 165 e' adottato, secondo la  procedura  ivi  indicata,

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge  di

conversione del presente decreto. Decorso  il  suddetto  termine,  la

tabella di equiparazione ivi prevista e'  adottata  con  decreto  del

Ministro   delegato   per   la   semplificazione   e   la    pubblica

amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle

finanze. Le successive modifiche sono operate secondo la procedura di

cui al citato articolo 29-bis.

                                                                              Art. 5

                                                       (Assegnazione di nuove mansioni)

  1. All'articolo 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: "3-bis. Gli elenchi  di

cui ai commi 2 e 3  sono  pubblicati  sul  sito  istituzionale  delle

amministrazioni competenti.";

  b) alla fine del comma 4 e' inserito il seguente periodo: "Nei  sei

mesi anteriori alla data di scadenza del termine di cui  all'articolo

33, comma 8, il personale in  disponibilita'  puo'  presentare,  alle

amministrazioni di cui ai commi 2 e 3, istanza di ricollocazione,  in

deroga all'articolo 2103 del codice  civile,  nell'ambito  dei  posti

vacanti in organico, anche in una qualifica inferiore o in  posizione

economica inferiore della stessa o di inferiore area o categoria,  al

fine di ampliare le occasioni  di  ricollocazione.  In  tal  caso  la

ricollocazione non puo' avvenire prima dei  trenta  giorni  anteriori

alla data di scadenza del termine di cui all'articolo 33, comma 8.".

  e) il comma 6 e' sostituito dal  seguente:  "6.  Nell'ambito  della

programmazione triennale del personale di cui all'articolo  39  della

legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive  modificazioni,  l'avvio

di procedure concorsuali e le nuove assunzioni a tempo  indeterminato

o  determinato  per  un  periodo  superiore  a  dodici   mesi,   sono

subordinate  alla  verificata  impossibilita'   di   ricollocare   il

personale  in  disponibilita'  iscritto   nell'apposito   elenco.   I

dipendenti iscritti negli elenchi di cui al presente articolo possono

essere assegnati, nell'ambito  dei  posti  vacanti  in  organico,  in

posizione di comando presso amministrazioni che ne facciano richiesta

o presso quelle individuate  ai  sensi  dell'articolo  34-bis,  comma

5-bis. Gli  stessi  dipendenti  possono,  altresi',  avvalersi  della

disposizione di cui all'articolo 23-bis. Durante il periodo in cui  i

dipendenti sono utilizzati con rapporto di lavoro a tempo determinato

o in posizione di comando presso altre amministrazioni pubbliche o si

avvalgono dell'articolo 23-bis il  termine  di  cui  all'articolo  33

comma  8  resta  sospeso  e   l'onere   retributivo   e'   a   carico

dall'amministrazione o dell'ente che utilizza il dipendente.".

  2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013,  n.  147,  dopo  il

comma 567 e' inserito il seguente: "567-bis. Le procedure di  cui  ai

commi 566 e 567 si concludono rispettivamente entro 60  e  90  giorni

dall'avvio.  Entro  15  giorni  dalla  conclusione   delle   suddette

procedure il personale puo' presentare istanza alla societa'  da  cui

e'   dipendente   o   all'amministrazione   controllante   per    una

ricollocazione, in via subordinata, in una qualifica inferiore  nella

stessa societa' o in altra societa'.".

                                                                                               Art. 6

                                                      (Divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza)

 

 1. All'articolo 5, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,  le

parole da "a soggetti, gia' appartenenti ai ruoli delle stesse"  fino

alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "a soggetti  gia'

lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. Alle  suddette

amministrazioni e', altresi', fatto divieto di conferire ai  medesimi

soggetti incarichi dirigenziali o direttivi o cariche  in  organi  di

governo delle amministrazioni di cui al primo periodo. Sono  comunque

consentiti gli incarichi e le cariche conferiti a titolo gratuito. Il

presente comma non si applica agli incarichi e  alle  cariche  presso

organi costituzionali.".

  2. Le disposizioni dell'articolo 5, comma 9, del  decreto-legge  n.

95 del 2012, come modificato dal comma 1, si applicano agli incarichi

conferiti a decorrere dalla data di entrata in  vigore  del  presente

decreto.

                                                                                     Art. 7

                                              (Prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni)

 

 I.  Ai  fini  della  razionalizzazione  e  riduzione  della   spesa

pubblica,  a  decorrere  dal  1°  settembre   2014,   i   contingenti

complessivi dei distacchi, aspettative  e  permessi  sindacali,  gia'

attribuiti dalle

  rispettive disposizioni regolamentari  e  contrattuali  vigenti  al

personale delle pubbliche  amministrazioni  di  cui  all'articolo  1,

comma 2, ivi compreso quello dell'articolo 3, del decreto legislativo

30 marzo 2001, n. 165, sono  ridotti  del  cinquanta  per  cento  per

ciascuna associazione sindacale.

  2. Per ciascuna associazione sindacale, la riduzione dei  distacchi

di cui al comma 1  e'  operata  con  arrotondamento  delle  eventuali

frazioni all'unita' superiore e non opera nei casi di assegnazione di

un solo distacco.

  3.  Con  le  procedure  contrattuali  e  negoziali   previste   dai

rispettivi ordinamenti puo' essere  modificata  la  ripartizione  dei

contingenti ridefiniti ai sensi dei commi 1 e 2 tra  le  associazioni

sindacali.

                                                                                   Art. 8

                                                    (Incarichi negli uffici di diretta collaborazione)

 

  1. All'articolo 1, comma 66, della legge 6 novembre  2012  n.  190,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) le parole:  "compresi  quelli  di  titolarita'  dell'ufficio  di

gabinetto" sono sostituite dalle seguenti: "compresi quelli, comunque

denominati, negli uffici di diretta collaborazione,";

  b) dopo il primo periodo e' inserito il seguente:  "E'  escluso  il

ricorso all'istituto dell'aspettativa.".

  2. Gli incarichi di cui all'articolo 1, comma 66,  della  legge  n.

190 del 2012, come modificato dal comma 1,  in  corso  alla  data  di

entrata in vigore della legge di conversione  del  presente  decreto,

cessano di diritto se nei trenta giorni successivi non e' adottato il

provvedimento di collocamento in posizione di fuori ruolo.

  3. Sono fatti salvi i provvedimenti di collocamento in  aspettativa

gia' concessi alla data di entrata in vigore del presente decreto.

  4.  Sui  siti  istituzionali  degli  uffici  giudiziari   ordinari,

amministrativi, contabili c militari nonche' sul sito dell'Avvocatura

dello Stato sono pubblicate  le  statistiche  annuali  inerenti  alla

produttivita' dei magistrati e degli avvocati dello Stato in servizio

presso l'ufficio. Sono pubblicati sui  medesimi  siti  i  periodi  di

assenza riconducibili all'assunzione di incarichi conferiti.

                                                                                     Art. 9

            (Riforma degli onorari dell'Avvocatura generale dello Stato  e  delle  avvocature degli enti pubblici)

 

  1. Sono abrogati il  comma  457  dell'articolo  1  della  legge  27

dicembre 2013, n. 147 e il comma 3 dell'articolo 21 del regio decreto

30 ottobre 1933,  n.  1611.  L'abrogazione  del  citato  comma  3  ha

efficacia relativamente alle sentenze depositate successivamente alla

data di entrata in vigore del presente decreto. Nelle ipotesi  di  sentenza

favorevole  con  recupero  delle  spese   legali   a   carico   delle

controparti, il dieci per cento delle somme recuperate  e'  ripartito

tra gli avvocati dello Stato o  tra  gli  avvocati  dipendenti  dalle

altre amministrazioni, in  base  alle  norme  del  regolamento  delle

stesse. Il presente comma non si applica agli avvocati inquadrati con

qualifica  non  dirigenziale  negli  enti  pubblici  e   negli   enti

territoriali.

  2. In tutti i casi di  pronunciata  compensazione  integrale  delle

spese, ivi compresi quelli di transazione  dopo  sentenza  favorevole

alle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,  comma  2,  del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni,

ai dipendenti, ivi incluso il personale dell'Avvocatura dello  Stato,

non sono corrisposti compensi professionali.

  3. 1 commi 1,  terzo  periodo,  e  2  si  applicano  alle  sentenze

depositate  successivamente  alla  data  di  entrata  in  vigore  del

presente decreto.

                                                                                             Art. 10

 (Abrogazione  dei  diritti  di  rogito  del  segretario  comunale e provinciale e abrogazione della ripartizione del provento annuale dei diritti di segreteria)

  1. L'articolo 41, quarto comma, della legge 11 luglio 1980, n. 312,

e' abrogato.

  2. L'articolo 30, secondo comma, della legge 15 novembre  1973,  n.

734, e' sostituito con il seguente: "Il provento annuale dei  diritti

di  segreteria  e'  attribuito  integralmente  al   comune   o   alla

provincia.".

                                                                                 Art. 11

                                        (Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali)

 

 1. All'articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267

sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) il comma 1 dell'articolo e'  sostituito  dal  seguente:  "1.  Lo

statuto puo' prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei

servizi  o  degli  uffici,  di  qualifiche  dirigenziali  o  di  alta

specializzazione,  possa  avvenire   mediante   contratto   a   tempo

determinato. Per i posti di qualifica  dirigenziale,  il  regolamento

sull'ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota  degli

stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato,  comunque

in misura non superiore al 30 per cento  dei  posti  istituiti  nella

dotazione organica della medesima qualifica e, comunque,  per  almeno

una unita'. Fermi restando i' requisiti richiesti per la qualifica da

ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al  presente  comma  sono

conferiti previa selezione pubblica volta ad. accertare, in  capo  ai

soggetti  interessati,   il   possesso   di   comprovata   esperienza

pluriennale e specifica professionalita' nelle materie oggetto  dell'

incarico.";

  b) il comma 5 e' sostituito dal seguente: "Per il periodo di durata

degli incarichi di cui ai commi 1 e 2, i dipendenti  delle  pubbliche

amministrazioni sono collocati  in  aspettativa  senza  assegni,  con

riconoscimento dell'anzianita' di servizio.".

  2. L' articolo 19, comma 6-quater, del decreto legislativo 30 marzo

2001, n. 165 e' abrogato.

  3. Per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica

ed amministrativa degli enti e

  delle aziende del Servizio sanitario nazionale, il limite dei posti

di  dotazione  organica  attribuibili  tramite  assunzioni  a   tempo

determinato e' fissato nel dieci per cento.

  4. All'articolo 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n.  267,

dopo il comma 3, e' aggiunto, in fine,  il  seguente:  "3-bis.  Resta

fermo il divieto di effettuazione di attivita' gestionale anche

  nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il  trattamento

economico,  prescindendo  dal  possesso  del  titolo  di  studio,  e'

parametrato a quello dirigenziale.".

                                                                      Art. 12

 (Copertura  assicurativa  dei'  soggetti  beneficiari  di  forme   di integrazione  e  sostegno  del  reddito  coinvolti  in  attivita'  di volontariato a fini di utilita' sociale)

 

  1. In via sperimentale, per  il  biennio  2014-2015,  e'  istituito

presso il Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  un  Fondo

finalizzato  a  reintegrare  l'INAIL  dell'onere   conseguente   alla

copertura degli  obblighi  assicurativi  contro  le  malattie  e  gli

infortuni, tenuto conto di  quanto  disposto  dall'articolo  4  della

legge 11 agosto 1991, n. 266, in favore dei soggetti beneficiari  di'

ammortizzatori e di  altre  forme  di  integrazione  e  sostegno  del

reddito previste dalla normativa vigente, coinvolti in  attivita'  di

volontariato a fini di utilita' sociale in favore di  Comuni  o  enti

locali.

  2. Alla dotazione del Fondo di cui al  comma  1,  non  superiore  a

dieci milioni di euro,  per  l'importo  di  5  milioni  di  euro  per

ciascuno degli anni 2014  e  2015,  si  provvede  con  corrispondente

riduzione del Fondo sociale per 1' occupazione e  la  formazione,  di

cui all'articolo 18,  comma  1,  lettera  a),  dei  decreto-legge  29

novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28

gennaio 2009, n. 2. Con decreto del Ministero dell'Economia  e  delle

Finanze, su proposta del  Ministero  del  Lavoro  e  delle  Politiche

Sociali; sono apportate le necessarie variazioni di bilancio.".

  3.  Al  fine  di  promuovere  la  prestazione   di   attivita'   di

volontariato da parte dei soggetti di cui al comma 1, i Comuni e  gli

altri enti locali  interessati  promuovono  le  opportune  iniziative

informative e pubblicitarie finalizzate a rendere noti i progetti  di

utilita' sociale  in  corso  con  le  associazioni  di  volontariato.

L'INPS, su richiesta di Comuni o degli altri enti locali, verifica la

sussistenza del requisito soggettivo di cui al comma 1.

  4. Con decreto del Ministro del Lavoro e  delle  Politiche  Sociali

sono stabiliti modalita' e criteri per  la  valorizzazione,  ai  fini

della certificazione dei crediti formativi;  dell'attivita'  prestata

ai sensi del comma 1.

                                                                               Art. 13

                                                               (Incentivi per la progettazione)

 

 1. All'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,

dopo il comma 6 e' aggiunto il seguente:  "6-bis.  In  ragione  della

onnicomprensivita' del relativo trattamento economico,  al  personale

con qualifica dirigenziale non possono essere  corrisposte  somme  in

base alle disposizioni di cui ai commi 5 e 6.".

                                                                                     Art. 14

                              (Conclusione delle procedure in corso per l'abilitazione  scientifica  nazionale)

 

  1. I lavori delle commissioni nominate ai  sensi  del  decreto  del

Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011,  n.  222  riferiti

alla tornata 2013 dell'abilitazione scientifica nazionale proseguono,

senza soluzione di continuita', fino alla data del 30 settembre 2014.

  2.  Agli  oneri  organizzativi   e   finanziari   derivanti   dalle

disposizioni di cui al  comma  1  si  provvede  mediante  le  risorse

ordinarie attribuite dal Ministero dell'istruzione,  dell'universita'

e  della  ricerca  alle  Universita'  sedi  delle  procedure  per  il

conseguimento dell'abilitazione, ai sensi dell'articolo 5

  del decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre  2011,

n. 222, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

  3. In attesa della  revisione  della  disciplina  sull'abilitazione

scientifica nazionale e' sospesa per l'anno 2014 e in deroga a quanto

previsto dall'articolo 16,  comma  3,  lettera  d),  della  legge  30

dicembre 2010  n.  240,  l'indizione  delle  procedure  di  cui  agli

articoli 3, comma 1, e 6, comma 1, del decreto del  Presidente  della

Repubblica n. 222 del 2011.

  4. Le chiamate relative al piano straordinario per la chiamata  dei

professori di seconda fascia per gli anni 2012 e 2013 a valere  sulle

risorse di cui all'articolo 29, comma  9,  della  legge  30  dicembre

2010, n. 240, sono effettuate entro il 31 marzo 2015.

                                                                                    Art. 15

                        (Disposizioni urgenti relative a borse di studio  per  le  scuole  di specializzazione medica)

 

 1. All'articolo 20, comma 3-ter, del decreto legislativo 17  agosto

1999,  n.  368  e  successive  modificazioni,  il  primo  periodo  e'

sostituito  dal  seguente:  "La  durata  dei  corsi   di   formazione

specialistica, come ridotta dal decreto di cui  al  comma  3-bis,  si

applica a decorrere dall'anno accademico 2014-2015".

  2. Per le finalita' di cui al titolo VI del decreto legislativo  17

agosto 1999, n.  368,  e  successive  modificazioni,  e'  autorizzata

l'ulteriore spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2014, di 40 milioni

di euro per l'anno 2015, e di 1,8 milioni di euro per l'anno 2016. Al

relativo onere si provvede, per l'anno  2014,  con  una  quota  delle

entrate di cui all'articolo 7, comma 39 del  decreto-legge  6  luglio

2012, n. 95, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7  agosto

2012, n. 135, per un importo pari a  6  milioni  di  euro  che  resta

acquisita  all'erario,  per  l'anno  2015   mediante   corrispondente

riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica,

di cui all'Art. 10, comma 5, del decreto legge 29 novembre  2004,  n.

282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,  n.

307 e per l'anno 2016 mediante riduzione per  euro  1,8  milioni  del

fondo di cui all'articolo 5, comma  1,  lettera  a)  della  legge  24

dicembre 1993, n. 537.

  3. La procedura di cui all'articolo 4, comma  45,  della  legge  12

novembre 2011 n. 183, si applica anche alle prove di ammissione  alle

scuole di specializzazione in medicina di cui all'articolo 36,  comma

1,  del  decreto  legislativo  n.   368   del   1999   e   successive

modificazioni. A tal fine  l'importo  massimo  richiesto  al  singolo

candidato non puo' eccedere la somma di 100 euro e le  corrispondenti

entrate, relative alle prove di ammissione alle  predette  scuole  di

specializzazione, sono versate all'entrata del bilancio  dello  Stato

per  essere  riassegnate  al  pertinente  capitolo  dello  stato   di

previsione del Ministero dell'istruzione,  dell'universita'  e  della

ricerca e destinate alla copertura degli oneri connessi alle prove di

ammissione.

   

  • CAPO II
    MISURE IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE DELLA PA

                                                                                   Art. 16

                                                  (Nomina dei dipendenti nelle societa' partecipate)

 

  1.  All'articolo  4  del  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.   95,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  2012,  n.  135,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) al comma 4 sono apportate le seguenti modificazioni:

  1) al primo periodo, le parole  da:  "di  cui  due  dipendenti"  a:

"societa'  a  partecipazione  indiretta."   sono   sostituite   dalle

seguenti: "di cui due scelti d'intesa tra l'amministrazione  titolare

della partecipazione e quella  titolare  di  poteri  di  indirizzo  e

vigilanza, per le societa' a partecipazione  diretta,  ovvero  scelti

d'intesa tra l'amministrazione titolare  della  partecipazione  della

societa' controllante, quella  titolare  di  poteri  di  indirizzo  e

vigilanza e la  stessa  societa'  controllante,  per  le  societa'  a

partecipazione indiretta.";

  2)  il  terzo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  "Ferme   le

disposizioni vigenti in materia di onnicomprensivita' del trattamento

economico, qualora i membri del consiglio  di  amministrazione  siano

dipendenti dell'amministrazione titolare della  partecipazione  o  di

poteri di indirizzo e  vigilanza  ovvero  dipendenti  della  societa'

controllante  hanno  obbligo  di  riversare   i   relativi   compensi

assembleari all'amministrazione,  ove  riassegnabili,  in  base  alle

vigenti disposizioni, al fondo per il finanziamento  del  trattamento

economico accessorio, e alla societa' di appartenenza.";

  3) il quinto periodo e' soppresso;

  b) al comma 5 sono apportate le seguenti modificazioni:

  1) il terzo periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  "Nel  caso  di

consigli di amministrazione composti da cinque membri, e'  assicurata

la   presenza   di   almeno   tre   membri   scelti   d'intesa    tra

l'amministrazione titolare della partecipazione e quella titolare  di

poteri di indirizzo e vigilanza, per  le  societa'  a  partecipazione

diretta,   ovvero   almeno   tre   membri   scelti    d'intesa    tra

l'amministrazione  titolare  della  partecipazione   della   societa'

controllante, quella titolare di poteri di indirizzo e vigilanza e la

stessa  societa'  controllante,  per  le  societa'  a  partecipazione

indiretta.";

  2) il quarto periodo e' sostituito dal seguente: "Si applica quanto

previsto al terzo periodo del comma 4.";

  3) il sesto periodo e' soppresso.

  2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere  dal  primo

rinnovo dei consigli  di  amministrazione  successivo  alla  data  di

entrata in vigore della presente decreto.

                                                                                              Art. 17

                        (Ricognizione degli enti pubblici e unificazione  delle  banche  dati delle societa' partecipale)

 

  1. Al  fine  di  procedere  ad  una  razionalizzazione  degli  enti

pubblici e di quelli ai quali lo Stato contribuisce in via ordinaria,

il  Dipartimento  della  finzione  pubblica  della   Presidenza   del

Consiglio dei Ministri, entro sessanta giorni dalla data  di  entrata

in vigore della legge di conversione del presente decreto, predispone

un  sistema  informatico  di  acquisizione  di  dati  e  proposte  di

razionalizzazione in ordine  ai  predetti  enti.  Le  amministrazioni

statali inseriscono i dati e le proposte con  riferimento  a  ciascun

ente pubblico o privato; da ciascuna di esse finanziato  o  vigilato.

Decorsi tre mesi dall'abilitazione all'inserimento, e'  vietato  alle

suddette amministrazioni, con riferimento agli enti  per  i  quali  i

dati e  le  proposte  non  siano  stati  immessi,  il  compimento  di

qualsiasi atto nei confronti  dei  suddetti  enti,  ivi  compresi  il

trasferimento di fondi e la  nomina  di  titolari  e  componenti  dei

relativi organi.

  2. Al fine  di  procedere  ad  una  razionalizzazione  dei  servizi

strumentali  all'attivita'  delle  amministrazioni  statali,  con  le

modalita' di cui al comma 1, il Dipartimento della funzione  pubblica

della Presidenza del Consiglio dei  Ministri  predispone  un  sistema

informatica di  acquisizione  di  dati  relativi  alla  modalita'  di

gestione dei servizi  strumentali,  con  particolare  riferimento  ai

servizi  esternalizzati.  Nello  stesso  termine  e  con  le   stesse

modalita' di cui al comma 1, le amministrazioni statali inseriscono i

relativi  dati.  Il  mancato  inserimento  rileva   ai   fini   della

responsabilita' dirigenziale del dirigente competente.

  3.  A  decorrere  dal  1°  gennaio  2015,  nella  banca  dati   del

Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'economia e delle  finanze,

di cui all'articolo 2, comma 222, della legge 23  dicembre  2009,  n.

191, confluiscono, secondo le modalita' fissate dal decreto di cui al

comma 4, le informazioni di cui all'articolo 60, comma 3, del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, nonche'

quelle acquisite fino al 31 dicembre 2014 ai sensi  dell'articolo  1,

comma 587, della legge 27 dicembre 2006, n.  296.  Tali  informazioni

sono rese disponibili alla banca dati delle amministrazioni pubbliche

di cui all'articolo 13 della legge  31  dicembre  2009,  n.  196.  Al

Dipartimento della funzione  pubblica  e'  garantito  l'accesso  alle

informazioni contenute nella banca dati in cui confluiscono i dati di

cui al  primo  periodo  ai  fini  dello  svolgimento  delle  relative

attivita' istituzionali.

  4. A decorrere dal 1° gennaio 2015, il  Ministero  dell'economia  e

delle finanze acquisisce le informazioni relative alle partecipazioni

in societa' per azioni detenute direttamente o  indirettamente  dalle

amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto

legislativo 30 marzo 2001,  n.  165.  L'acquisizione  delle  predette

informazioni puo' avvenire attraverso banche  dati  esistenti  ovvero

con la richiesta di  invio  da  parte  delle  citate  amministrazioni

pubbliche ovvero da parte delle societa' da  esse  partecipate.  Tali

informazioni  sono   rese   disponibili   alla   banca   dati   delle

amministrazioni pubbliche di  cui  all'articolo  13  della  legge  31

dicembre 2009, n. 196. Con decreto del Ministro dell'economia e delle

finanze, di concerto con il Ministro delegato per la  semplificazione

e la pubblica amministrazione, da adottare entro novanta giorni dalla

data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente

decreto, sono indicate le informazioni che  le  amministrazioni  sono

tenute a comunicare e definite le modalita'  tecniche  di  attuazione

del presente comma. L'elenco delle amministrazioni  adempienti  e  di

quelle non adempienti all'obbligo di comunicazione e' pubblicato  sul

sito  istituzionale  del  Dipartimento  del  Tesoro   del   Ministero

dell'economia e delle finanze e  su  quello  del  Dipartimento  della

funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

  5. A  decorrere  dal  1°  gennaio  2015,  i  commi  da  587  a  591

dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 sono abrogati.

                                                                                                      Art. 18

 (Soppressione delle  sezioni  staccate  di  Tribunale  amministrativo regionale  e  del  Magistrato  delle  acque,  Tavolo  permanente  per l'innovazione e l'Agenda digitale italiana)

 

  1. A decorrere dal  1°  ottobre  2014  sono  soppresse  le  sezioni

staccate di tribunale amministrativo regionale,  ad  eccezione  della

sezione autonoma  per  la  Provincia  di  Bolzano.  Con  decreto  del

Presidente del  Consiglio  dei  ministri,  sentito  il  Consiglio  di

Presidenza della giustizia amministrativa, da adottare  entro  il  15

settembre 2014, sono stabilite le modalita' per il trasferimento  del

contenzioso pendente  presso  le  sezioni  soppresse,  nonche'  delle

risorse  umane  e  finanziarie,  al  tribunale  amministrativo  della

relativa regione. Dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente decreto, i ricorsi sono depositati presso la

sede centrale del tribunale amministrativo regionale.

  2. All'articolo 1  della  legge  6  dicembre  1971,  n.  1034  sono

apportate le seguenti modificazioni:

  a) il terzo comma e' abrogato;

  b) al quinto comma, le parole: ", oltre una sezione staccata," sono soppresse.

  3. E' soppresso il magistrato delle acque per le province venete  e

di Mantova. Le funzioni svolte dal suddetto magistrato delle acque ai

sensi  della  legge  5  maggio  1907,  n.  257,  sono  trasferite  al

provveditorato alle opere pubbliche competente per territorio.

  4. All'articolo 47 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n.  5,  comma

2, terzo periodo, le parole da: "presieduto" fino a  "Ministri"  sono

sostituite dalle seguenti: "Il  Presidente  del  predetto  Tavolo  e'

individuato  dal  Ministro  delegato  per  la  semplificazione  e  la

pubblica amministrazione".

                                                                                       Art. 19

(Soppressione dell'Autorita' per la vigilanza sui contratti  pubblici di  lavori,  servizi  e  forniture  e  definizione   delle   funzion dell'Autorita' nazionale anticorruzione)

 

  1. L'Autorita' di  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di  lavori,

servizi e forniture, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 12

aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni,  e'  soppressa  ed  i

relativi organi decadono a decorrere dalla data di entrata in  vigore

del presente decreto.

  2. I compiti e le funzioni svolti dall'Autorita' di  vigilanza  sui

contratti pubblici di lavori, servizi  e  forniture  sono  trasferiti

all'Autorita' nazionale anticorruzione e  per  la  valutazione  e  la

trasparenza (ANAC), di cui all'articolo 13 del decreto legislativo 27

ottobre  2009,  n.  150,  che  e'  ridenominata  Autorita'  nazionale

anticorruzione.

  3. Il Presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione, entro  il

31 dicembre 2014, presenta al Presidente del Consiglio  dei  ministri

un piano per il riordino dell'Autorita' stessa, che contempla:

  a) il trasferimento definitivo delle risorse umane,  finanziarie  e

strumentali, necessarie per lo svolgimento delle funzioni di  cui  al

comma 2;

  b) la riduzione non inferiore al venti per  cento  del  trattamento

economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti;

  c) la riduzione delle spese di funzionamento non inferiore al venti per cento.

  4. Il piano  di  cui  al  comma  3  acquista  efficacia  a  seguito

dell'approvazione  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei ministri.

  5. In aggiunta ai compiti di cui al comma 2, l'Autorita'  nazionale anticorruzione:

  a) riceve notizie e segnalazioni di illeciti, anche nelle forme  di

cui all'Art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

  b) salvo che il fatto  costituisca  reato,  applica,  nel  rispetto

delle norme previste dalla  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  una

sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000  e  non

superiore nel massimo a euro 10.000, nel  caso  in  cui  il  soggetto

obbligato ometta l'adozione dei piani triennali di prevenzione  della

corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o  dei  codici  di

comportamento.

  6.  Le  somme  versate  a  titolo  di  pagamento   delle   sanzioni

amministrative  di  cui  al  comma  5   lett.   b),   restano   nella

disponibilita'  dell'Autorita'  nazionale   anticorruzione   e   sono

utilizzabili per le proprie attivita' istituzionali.

  7. Il Presidente dell'Autorita'  nazionale  anticorruzione  formula

proposte al Commissario unico delegato del Governo per l'Expo  Milano

2015 ed alla Societa' Expo 2015 p.a. per la corretta  gestione  delle

procedure d'appalto per la realizzazione dell'evento.

  8. Allo svolgimento  dei  compiti  di  cui  ai  commi  2  e  5,  il

Presidente dell'ANAC provvede con le  risorse  umane,  strumentali  e

finanziarie della soppressa  Autorita'  di  vigilanza  sui  contratti

pubblici di lavori, servizi e forniture, nelle more dell'approvazione

del piano di cui al comma 4.

  9. Al fine  di  concentrare  l'attivita'  dell'Autorita'  nazionale

anticorruzione sui compiti di  trasparenza  e  di  prevenzione  della

corruzione  nelle  pubbliche  amministrazioni,  le   funzioni   della

predetta Autorita' in materia  di  misurazione  e  valutazione  della

performance, di cui agli articoli 7, 10, 12,  13  e  14  del  decreto

legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono trasferite al  Dipartimento

della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei  ministri,

a  decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge   di

conversione del presente decreto.

  10. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma  2,

della legge 23 agosto 2988, n. 400, entro 180 giorni dall'entrata  in

vigore del presente decreto, il  Governo  provvede  a  riordinare  le

funzioni di cui al comma 9 in materia di  misurazione  e  valutazione

della  performance,  sulla  base  delle   seguenti   norme   generali

regolatrici della materia:

  a) semplificazione degli adempimenti a carico delle amministrazioni

pubbliche;

  b) progressiva integrazione del  ciclo  della  performance  con  la

programmazione finanziaria;

  e) raccordo con il sistema dei controlli interni;

  d) validazione esterna dei sistemi e risultati;

  e)  conseguente  revisione   della   disciplina   degli   organismi

indipendenti di valutazione.

  11. Il Dipartimento della funzione pubblica  della  Presidenza  del

Consiglio dei ministri puo'  avvalersi  ai  sensi  dell'articolo  17,

comma 14, della legge  15  maggio  1997,  n.  127,  di  personale  in

posizione di fuori ruolo  o  di  comando  per  lo  svolgimento  delle

funzioni relative alla misurazione e valutazione della performance.

  12. Il comma  7,  dell'articolo  13,  del  decreto  legislativo  27

ottobre 2009, n. 150 e' abrogato.

  13. All'articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) il comma 2 e' abrogato;

  b) al  comma  5,  secondo  periodo,  le  parole:  "sino  a  diversa

disposizione adottata ai sensi del comma 2," sono soppresse.

  14. Il Comitato  tecnico-scientifico  di  cui  all'articolo  1  del

decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2006, n.  315  e'soppresso.

   15. Le funzioni del  Dipartimento  della  funzione  pubblica  della

Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di prevenzione della corruzione di cui all'articolo 1 della legge 6 novembre 2012 n.  190, sono trasferite all'Autorita' nazionale anticorruzione.

  16. Dall'applicazione del presente  articolo  non  devono  derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

                                                                                            Art. 20

                                                                                (Associazione Formez PA)

 

  1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente

decreto, il Ministro delegato per la semplificazione  e  la  pubblica

amministrazione propone all'assemblea dell'Associazione Formez PA, di

cui al decreto legislativo 25 gennaio 2010,  n.  6,  lo  scioglimento

dell'Associazione stessa e la nomina di un Commissario straordinario.

A far data dalla nomina del Commissario  straordinario  decadono  gli

organi dell'Associazione Formez PA in  carica,  fatta  eccezione  per

l'assemblea e il collegio dei revisori. Il  Commissario  assicura  la

continuita' nella gestione delle  attivita'  dell'Associazione  e  la

prosecuzione dei progetti in corso.  Entro  il  31  ottobre  2014  il

Commissario propone al suddetto Ministro un piano delle politiche  di

sviluppo delle amministrazioni dello Stato e degli enti territoriali,

che salvaguardi i livelli occupazionali del personale in  servizio  e

gli equilibri  finanziari  dell'Associazione  e  individui  eventuali

nuove forme per il perseguimento delle suddette politiche.  Il  piano

e' presentato dal  Ministro  medesimo  all'assemblea  ai  fini  delle

determinazioni conseguenti.

                                                                                     Art. 21

                                                           (Unificazione delle Scuole di formazione)

 

  1. Al fine di razionalizzare il sistema delle scuole di  formazione

delle amministrazioni  centrali,  eliminando  la  duplicazione  degli

organismi  esistenti,  la  Scuola  superiore  dell'economia  e  delle

finanze, l'Istituto diplomatico «Mario Toscano», la Scuola  superiore

dell'amministrazione dell'interno (SSAI),  il  Centro  di  formazione

della difesa e la Scuola superiore di statistica e di analisi sociali

ed economiche, nonche' le  sedi  distaccate  della  Scuola  nazionale

dell'amministrazione prive di centro residenziale sono soppresse.  Le

funzioni  degli  organismi  soppressi  sono  attribuite  alla  Scuola

nazionale  dell'amministrazione  e  assegnate  ai   cor   rispondenti

dipartimenti,  individuati  ai  sensi  del  comma   3.   Le   risorse

finanziarie gia' stanziate e destinate  all'attivita'  di  formazione

sono attribuite, nella misura dell'ottanta  per  cento,  alla  Scuola

nazionale dell'amministrazione e versate, nella misura del venti  per

cento,  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato.  La  stessa  Scuola

subentra  nei  rapporti  di  lavoro  a   tempo   determinato   e   di

collaborazione coordinata e continuativa  o  di  progetto  in  essere

presso gli  organismi  soppressi,  che  cessano  alla  loro  naturale

scadenza.

  2. All'articolo 6, comma 1,  del  decreto  legislativo  1  dicembre

2009, n. 178, sono apportate le seguenti modificazioni:

  1) le parole: "dal Capo del Dipartimento  per  la  digitalizzazione

della pubblica amministrazione  e  l'innovazione  tecnologica,"  sono

soppresse;

  2)  dopo  le  parole:  "dell'universita'  e  della  ricerca,"  sono

inserite le seguenti: "uno nominato dal  Ministro  dell'interno,  uno

nominato dal Ministro dell'economia e delle finanze, uno nominato dal

Ministro degli Affari esteri e da non piu' di  cinque  rappresentanti

nominati da ulteriori ministri, competenti per le rispettive aree  di

attivita'.".

  3. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore  della  legge  di

conversione   del   presente    decreto,    la    Scuola    nazionale

dell'amministrazione  adegua  il  proprio  ordinamento  ai   seguenti

principi:

  1) organizzazione in dipartimenti, assegnando, in  particolare,  le

funzioni  degli  organismi  soppressi  ai  sensi  del  comma   1   ad

altrettanti dipartimenti;

  2) collaborazione  con  gli  organi  costituzionali,  le  autorita'

indipendenti, le istituzioni universitarie e l'Istituto nazionale  di

statistica, anche attraverso convenzioni relative allo svolgimento di

attivita' di formazione iniziale e permanente.

  4. I docenti ordinari e i ricercatori dei moli a esaurimento  della

Scuola Superiore dell'economia e delle finanze, di  cui  all'articolo

4-septies,  comma  4,  del  decreto-legge  3  giugno  2008,  n.   97,

convertito, con modificazioni, dalla legge 2  agosto  2008,  n.  129,

sono trasferiti alla Scuola  nazionale  dell'amministrazione  e  agli

stessi sono applicati lo stato giuridico e il trattamento  economico,

rispettivamente, dei professori o dei ricercatori  universitari,  con

pari anzianita'.

  5. Il personale non docente  anche  in  servizio  in  posizione  di

comando o fuori molo presso gli organismi soppressi di cui  al  comma

1, entro centoventi giorni dall'entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente decreto, rientra  nelle  amministrazioni  di

appartenenza. Il personale non docente in  servizio  presso  le  sedi

distaccate o periferiche, anche  in  posizione  di  comando  o  fuori

ruolo, puo' transitare nei ruoli delle amministrazioni pubbliche  con

posti  vacanti  nella  dotazione  organica  o,   in   subordine,   in

sovrannumero, con preferenza nelle amministrazioni aventi sede  nella

stessa Regione. Il personale trasferito ai sensi del  presente  comma

mantiene l'inquadramento previdenziale di provenienza e  allo  stesso

si applica il trattamento  giuridico  e  economico,  compreso  quello

accessorio,    previsto    dai    contratti    collettivi     vigenti

nell'amministrazione di destinazione.

  6. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su

proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuate

e trasferite alla Presidenza del Consiglio dei

  Ministri  le  risorse  finanziarie  e  strumentali  necessarie  per

l'esercizio delle funzioni trasferite ai sensi del presente articolo.

                                                                                                     Art. 22

                                                                         (Razionalizzazione delle autorita' indipendenti)

 

  1. I componenti dell'Autorita'  garante  della  concorrenza  e  del

mercato, della Commissione nazionale per  le  societa'  e  la  borsa,

dell'Autorita'  di  regolazione  dei  trasporti,  dell'Autorita'  per

l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico,  dell'Autorita'  per

le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per  la  protezione  dei

dati  personali,  dell'Autorita'  nazionale   anticorruzione,   della

Commissione di vigilanza sui fondi pensione e  della  Commissione  di

garanzia dell'attuazione  della  legge  sullo  sciopero  nei  servizi

pubblici  essenziali,  alla  cessazione  dall'incarico,  non  possono

essere nuovamente nominati componenti di una autorita'  indipendente,

a pena di decadenza, per un periodo pari a due anni.

  2. Alla legge 28 dicembre 2005, n.  262,  dopo  l'articolo  29,  e'

inserito il seguente: "Art. 29-bis. - 1. I  componenti  degli  organi

di' vertice e i dirigenti a  tempo  indeterminato  della  Commissione

nazionale per le societa' e la borsa,  nei  quattro  anni  successivi

alla cessazione dell'incarico, non possono intrattenere, direttamente

o indirettamente, rapporti di collaborazione,  di  consulenza.  o  di

impiego con i soggetti regolati. I contratti conclusi  in  violazione

del presente comma sono nulli. Le disposizioni del presente comma non

si applicano ai dirigenti che negli ultimi quattro anni  di  servizio

sono stati responsabili esclusivamente di' uffici di supporto.".

  3. All'articolo 2, comma 9, della legge 14 novembre 1995,  n.  481,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) dopo le parole: "i componenti" sono inserite le seguenti:  "e  i

dirigenti a tempo indeterminato";

  b) e' aggiunto in fine il seguente periodo:  "Le  disposizioni  del

presente comma non si applicano ai dirigenti che negli ultimi quattro

anni di servizio sono stati responsabili esclusivamente di uffici di'

supporto.".

  4. Le procedure concorsuali per il reclutamento di personale  degli

organismi di' cui al  comma  1  sono  gestite  unitariamente.  previa

stipula  di  apposite  convenzioni  tra  gli  stessi  organismi,  che

assicurino Ia trasparenza e  l'imparzialita'  delle  procedure  e  la

specificita' delle professionalita' di ciascun organismo. Sono  nulle

le  procedure  concorsuali  avviate  dopo  l'entrata  in  vigore  del

presente decreto e prima della stipula delle convenzioni o  poste  in

essere, successivamente alla predetta stipula,  in  violazione  degli

obblighi  di  cui  al  presente  comma  e  le  successive   eventuali

assunzioni. Restano valide le procedure  concorsuali  in  corso  alla

data di entrata in vigore del presente decreto.

  5. A decorrere dal 1° luglio 2014, gli organismi di cui ai comma  I

provvedono, nell'ambito dei propri ordinamenti, a una  riduzione  non

inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del

personale dipendente, inclusi i dirigenti.

  6. A decorrere dal 1° ottobre 2014, gli organismi di cui al comma I

riducono in misura non inferiore al cinquanta per cento,  rispetto  a

quella complessivamente sostenuta nel 2013, la  spesa  per  incarichi

di' consulenza, studio e ricerca e quella per gli  organi  collegiali

non previsti dalla legge. Gli incarichi e i contratti in  corso  sono

rinegoziati entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto al fine  di  assicurare  il

rispetto dei limiti di cui al periodo precedente.

  7. Gli organismi di cui al comma I gestiscono i servizi strumentali

in  modo  unitario,  mediante  la  stipula  di   convenzioni   o   la

costituzione di uffici comuni ad almeno due organismi.  Entro  il  31

dicembre 2014, i predetti organismi provvedono  ai  sensi  del  primo

periodo per almeno tre dei seguenti servizi: affari generali, servizi

finanziari e  contabili,  acquisti  e  appalti,  amministrazione  del

personale, gestione del  patrimonio,  servizi  tecnici  e  logistici,

sistemi informativi ed informatici.  Dall'applicazione  del  presente

comma devono derivare, entro l'anno 2015, risparmi  complessivi  pari

ad almeno il dieci per cento della spesa complessiva sostenuta  dagli

stessi organismi per i medesimi servizi nell'anno 2013.

  8. Alla legge 27 dicembre 2006. n. 296 sono apportate  le  seguenti

modificazioni:

  a) all'articolo 1, comma 449, al secondo periodo, dopo le parole "e

successive modificazioni," sono aggiunte le seguenti:  "  nonche'  le

autorita' indipendenti,";

  h) all'articolo 1, comma 450, al secondo periodo, dopo  le  parole:

"le altre amministrazioni pubbliche di cui all'articolo I del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165,"  sono  aggiunte  le  seguenti:  "

nonche' le autorita' indipendenti,".

  9. Entro il 30 settembre 2014, il Ministero dell'economia  e  delle

finanze, tramite l'Agenzia del demanio, individua uno o piu'  edifici

contigui da adibire a sede comune dell'Autorita' di  regolazione  dei

trasporti, dell'Autorita'  per  l'energia  elettrica,  il  gas  e  il

sistema idrico, servizi e forniture, dell'Autorita' per  le  garanzie

nelle comunicazioni  e  della  Commissione  di  vigilanza  sui  fondi

pensione e della Commissione di garanzia dell'attuazione della  legge

sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Entro  il  3D  giugno

2015, i suddetti organismi trasferiscono i' loro uffici nei  predetti

edifici. Analogamente si procede, tenendo  conto  delle  esigenze  di

riservatezza connesse alle loro funzioni  di'  vigilanza,  in  ordine

alla sede di Roma della Commissione nazionale per le  societa'  e  la

borsa e a quelle  dell'Autorita'  garante  della  concorrenza  e  del

mercato,  del  Garante  per  la  protezione  dei  dati  personali   e

dell'Autorita' nazionale anticorruzione, in modo da assicurare che le

stesse abbiano non piu' di due sedi comuni.

  10. L'articolo 2, comma 3, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e'

abrogato.

  11. A decorrere dal 1° ottobre 2014, la sede dell'autorita' di  cui

all'articolo  37  del  decreto-legge  6  dicembre   2011,   n.   201,

convertilo, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,  n.  214

e' individuata ai sensi del comma 9. A decorrere dalla medesima data,

il comma secondo periodo, dell'articolo 37 del  citato  decreto-legge

n. 201 del 2011 e' soppresso.

  12. All'allegato 1 (Codice del processo amministrativo) del decreto

legislativo 2 luglio  2010,  n.  104,  l'articolo  14,  comma  2,  e'

abrogato.

  13. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione  del

presente  decreto,  l'articolo  23,  comma   1,   lettera   e),   del

decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, come convertito dalla legge 22

dicembre 2011, n. 214, e' soppresso.

  14. Al decreto-legge 8 aprile 1974, 95, come convertito dalla legge

7 giugno 1974, n. 216, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 1, nono comma, e' inserito, prima delle parole  ".I

predetti regolamenti", il seguente periodo: "Le  deliberazioni  della

Commissione concernenti i regolamenti di cui ai precedenti commi sono

adottate con non meno di quattro voti favorevoli.";

  b) all'articolo 2, quarto comma, terzo periodo,  le  parole  "dalla

Commissione" sono sostituite dalle seguenti: "con non meno di quattro

voti favorevoli.";

  c) all'articolo 2, quarto comma, quarto periodo, dopo le parole "su

proposta del Presidente" sono inserite le seguenti: "e con  non  meno

di quattro voti favorevoli.";

  d) all'articolo 2, ottavo comma, e' aggiunto, in fine, il  seguente

periodo: "Le relative deliberazioni sono adottate  con  non  meno  di

quattro voti favorevoli.".

  15. Ai maggiori oneri di cui al  comma  13,  pari  a  480.000  euro

annui, si fa fronte nell'ambito del bilancio della Consob che  a  tal

fine effettua corrispondenti risparmi di spesa, ulteriori rispetto  a

quelli  previsti  a  legislazione  vigente,  senza  incrementare   il

contributo a carico dei soggetti vigilati.

  16. Le disposizioni di cui al comma 14 si applicano dalla  data  di

nomina dell'ultimo dei cinque componenti della Consob.

                                                                                           Art. 23

                                  (Interventi urgenti in materia di  riforma  delle  province  e  delle citta' metropolitane)

 

  1. All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono  apportate

le seguenti modificazioni:

  a)  al  comma  15,  all'ultimo  periodo  le  parole  "il  consiglio

metropolitano"  sono  sostituite  con  le  seguenti:  "la  conferenza

metropolitana";

  b) al comma 49, sono apportate le seguenti modifiche:

  1) nel primo periodo, dopo le parole: "Provincia  di  Milano"  sono

inserite le seguenti: "e le partecipazioni azionarie  detenute  dalla

Provincia di Monza e Brianza".

  2) dopo il primo periodo e' inserito  il  seguente:  "Entro  il  30

giugno 2014 sono eseguiti gli adempimenti societari necessari per  il

trasferimento delle partecipazioni azionarie di cui al primo  periodo

alla Regione Lombardia, a titolo gratuito e in  regime  di  esenzione

fiscale.";

  3) l'ultimo periodo e' sostituito con il seguente: "Alla  data  del

31 dicembre 2016 le  partecipazioni  originariamente  detenute  dalla

provincia di Milano sono trasferite in regime  di  esenzione  fiscale

alla  citta'  metropolitana  e  le   partecipazioni   originariamente

detenute dalla provincia di Monza e della Brianza sono trasferite  in

regime di esenzione fiscale  alla  nuova  provincia  di  Monza  e  di

Brianza";

  c) dopo il comma 49 sono inseriti i seguenti:

  "49-bis.  Il  subentro  della  regione  Lombardia,  anche  mediante

societa' dalla  stessa  controllate,  nelle  partecipazioni  detenute

dalla provincia di Milano  e  dalla  Provincia  di  Monza  e  Brianza

avviene a titolo gratuito, ferma  restando  l'appostazione  contabile

del relativo valore. Con

  perizia resa da uno o piu'  esperti  nominati  dal  Presidente  del

Tribunale di Milano tra gli iscritti all'apposito  Albo  dei  periti,

viene operata  la  valutazione  e  l'accertamento  del  valore  delle

partecipazioni riferito al momento del subentro della  Regione  nelle

partecipazioni e, successivamente, al momento del trasferimento  alla

citta' metropolitana. Gli oneri  delle  attivita'  di  valutazione  e

accertamento sono posti, in  pari  misura,  a  carico  della  Regione

Lombardia e della citta' metropolitana.  Il  valore  rivestito  dalle

partecipazioni al momento del  subentro  nelle  partecipazioni  della

Regione  Lombardia,  come   sopra   accertato,   e'   quanto   dovuto

rispettivamente alla citta' metropolitana e alla nuova  Provincia  di

Monza e Brianza. L'eventuale differenza tra il valore rivestito dalle

partecipazioni al momento del  trasferimento,  rispettivamente,  alla

citta' metropolitana e alla nuova Provincia  di  Monza  e  Brianza  e

quello accertato al momento  del  subentro  da  parte  della  Regione

Lombardia  costituisce   il   saldo,   positivo   o   negativo,   del

trasferimento delle medesime partecipazioni  a  favore  della  citta'

metropolitana  e  della  nuova  Provincia,  che  sara'   oggetto   di

regolazione tra le parti. Dal  presente  comma  non  devono  derivare

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

  49-ter.  Contestualmente  al  subentro  da  parte   della   regione

Lombardia, anche mediante societa' dalla  stessa  controllate,  nelle

societa' partecipate dalla provincia di Milano e dalla  provincia  di

Monza e della Brianza di  cui  al  primo  periodo  del  comma  49,  i

componenti degli organi di amministrazione e di  controllo  di  dette

societa' decadono e si provvede alla ricostituzione di  detti  organi

nei modi e termini previsti dalla legge e dagli statuti sociali.  Per

la nomina di detti organi sociali si applica il comma 5 dell'articolo

4 del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.  95,  fermo  restando  quanto

previsto dal comma 4 del medesimo articolo 4. La decadenza ha effetto

dal momento della ricostituzione dei  nuovi  organi.  Analogamente  i

componenti degli organi  di  amministrazione  e  di  controllo  delle

societa' partecipate nominati ai sensi del primo  periodo  del  comma

49-bis decadono contestualmente  al  successivo  trasferimento  delle

relative partecipazioni in favore della citta' metropolitana e  della

nuova  Provincia  previsto  dal   terzo   periodo   del   comma   49,

provvedendosi alla ricostituzione di detti organi nei modi e  termini

previsti dalla legge e dagli statuti sociali. La decadenza ha effetto

dal momento della ricostituzione dei nuovi organi".

  d) al comma 79, le parole "l'elezione ai sensi dei commi da 67 a 78

del consiglio provinciale, presieduto dal presidente della  provincia

o  dal  commissario,  e'  indetta"  sono  sostituite  dalle  seguenti

"l'elezione  del  presidente  della   provincia   e   del   consiglio

provinciale ai sensi dei commi da 58 a 78 e' indetta e si svolge";

  e) al comma 81 sono soppressi il secondo e terzo periodo;

  f) il comma 82, e' sostituito con il seguente: "82. Nel caso di cui

al  comma  79,  lettera  a),  in  deroga  alle  disposizioni  di  cui

all'articolo 1, comma 325, della legge 27 dicembre 2013, n.  147,  il

presidente della provincia in carica alla data di entrata  in  vigore

della presente legge ovvero, in tutti i casi,  qualora  la  provincia

sia commissariati, il  commissario  a  partire  dal  r  luglio  2014,

assumendo anche le funzioni del  consiglio  provinciale,  nonche'  la

giunta  provinciale,  restano  in  carica  a  titolo   gratuito   per

l'ordinaria amministrazione, comunque nei limiti di  quanto  disposto

per la gestione provvisoria  degli  enti  locali  dall'articolo  163,

comma 2, del testo unico, e per gli  atti  urgenti  e  indifferibili,

fino all'insediamento del presidente della provincia eletto ai  sensi

dei commi da 58 a 78". Conseguentemente, al secondo periodo del comma

14 sono aggiunte infine le seguenti parole ",  secondo  le  modalita'

previste dal comma 82";

  g) al comma 143, aggiungere alla  fine  il  seguente  periodo  "Gli

eventuali incarichi commissariali successivi  all'entrata  in  vigore

della presente legge sono comunque esercitati a titolo gratuito".

 

                                                                   TITOLO II
                                                         INTERVENTI URGENTI DISEMPLIFICAZIONE
                                                                            CAPO I
            ACCESSO DEI CITTADINI E DELLE IMPRESE AI SERVIZI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

                                                                             Art. 24

                                    (Agenda della semplificazione amministrativa e moduli standard)

 

  1. Entro il 31 ottobre 2014, il Consiglio dei ministri, su proposta

del Ministro per la semplificazione e  la  pubblica  amministrazione,

previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo  8  del

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approva l'Agenda  per  la

semplificazione per il triennio 2015-2017, concernente  le  linee  di

indirizzo condivise tra Stato, regioni, province autonome e autonomie

locali e il cronoprogramma per la loro attuazione.  L'Agenda  per  la

semplificazione contempla, tra l'altro, la sottoscrizione di  accordi

e intese ai sensi dell'articolo 9 del decreto legislativo  28  agosto

1997, n. 281 e dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131,  al

fine di coordinare le iniziative e le attivita' delle amministrazioni

interessate e di proseguire l'attivita'  per  l'attuazione  condivisa

delle misure contenute nel  decreto-legge  9  febbraio  2012,  n.  5,

convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012,  n.  35.  A

tal fine, mediante gli accordi e le intese di cui al presente  comma,

e' istituito, presso la Conferenza unificata di  cui  all'articolo  8

del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, un apposito  comitato

interistituzionale.

  2. Entro centottanta giorni dall'entrata  in  vigore  del  presente

decreto le amministrazioni statali, ove non abbiano gia'  provveduto,

adottano con decreto del Ministro  competente,  di  concerto  con  il

Ministro   delegato   per   la   semplificazione   e   la    pubblica

amministrazione, sentita la Conferenza unificata, moduli unificati  e

standardizzati su tutto il territorio nazionale per la  presentazione

di istanze, dichiarazioni e segnalazioni da  parte  dei  cittadini  e

delle imprese.

  3. Il Governo, le regioni e gli  enti  locali,  in  attuazione  del

principio di leale collaborazione, concludono, in sede di  Conferenza

unificata, accordi ai sensi dell'articolo 9 del  decreto  legislativo

28 agosto 1997, n. 281 o intese ai sensi dell'articolo 8 della  legge

5 giugno 2003, n. 131, per adottare, tenendo conto  delle  specifiche

normative regionali, una modulistica unificata  e  standardizzata  su

tutto il territorio nazionale per  la  presentazione  alle  pubbliche

amministrazioni  regionali   e   agli   enti   locali   di   istanze,

dichiarazioni e segnalazioni con riferimento all'edilizia e all'avvio

di attivita' produttive. Le  pubbliche  amministrazioni  regionali  e

locali utilizzano i moduli unificati  e  standardizzati  nei  termini

fissati con i suddetti accordi o intese.

  4. Ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettere e), m) e  r),

della Costituzione,  gli  accordi  conclusi  in  sede  di  Conferenza

unificata  sono  rivolti  ad  assicurare   la   libera   concorrenza,

costituiscono livelli  essenziali  delle  prestazioni  concernenti  i

diritti civili e sociali che devono  essere  garantiti  su  tutto  il

territorio  nazionale,  assicurano   il   coordinamento   informativo

statistico  e  informatico  dei  dati  dell'amministrazione  statale,

regionale e locale al fine di agevolare l'attrazione di  investimenti

dall'estero.

                                                                                              Art. 25

                                                                      (Semplificazione per i soggetti con invalidita')

 

1. All'articolo 330, comma 5,  del  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 16 dicembre 1992, n.  495,  dopo  le  parole:  "laurea  in

ingegneria"  sono  inserite   le   seguenti: ",  nonche'   da   un

rappresentante  designato   delle   Associazioni   di   persone   con

invalidita' esperto in materia. La partecipazione del  rappresentante

di queste ultime e' comunque a titolo gratuito".

  2. All'articolo 119, comma 4, lettera a), del  decreto  legislativo

30 aprile  1992,  n.  285,  recante  nuovo  codice  della  strada,  e

successive modificazioni e integrazioni, e'  aggiunto,  in  fine,  il

seguente  periodo:  "Qualora,  all'esito  della  visita  di  cui   al

precedente periodo, la commissione medica locale  certifichi  che  il

conducente presenti situazioni di mutilazione  o  minorazione  fisica

stabilizzate e non suscettibili di aggravamento ne' di modifica delle

prescrizioni o delle limitazioni in atto,  i  successivi  rinnovi  di

validita' della patente di guida posseduta potranno  essere  esperiti

secondo le procedure di cui al comma 2 e secondo  la  durata  di  cui

all'articolo 126, commi 2, 3 e 4.".

  3. All'articolo 381,  comma  5,  terzo  periodo,  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n.  495,  e  successive

modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: le  parole:  "Il

comune puo' inoltre stabilire" sono sostituite  dalle  seguenti:  "Il

comune inoltre stabilisce"; dopo le parole: "n. 503, e"  e'  inserita

la parola: "puo'".

  4. Al decreto-legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla  legge

27 ottobre 1993, n. 423, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a)  al  comma  2  dell'articolo  2,  sono  apportate  le   seguenti

modificazioni:

  1) la parola "novanta" e' sostituita dalla parola "quarantacinque";

  2) le parole "ai soli fini previsti dall'articolo 33  della  stessa

legge" sono sostituite dalle seguenti: "ai soli fini  previsti  dagli

articoli 21 e 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e  dall'articolo

42 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151".b)

  al  comma  3-bis  dell'articolo  2,  la  parola  "centottanta"   e'

sostituita dalla parola "novanta";

  c) dopo il comma 3-ter dell'articolo 2,  e'  inserito  il  seguente

comma: "3-quater . Ai fini  delle  agevolazioni  lavorative  previste

dagli articoli 21 e 33  della  legge  5  febbraio  1992,  n.  104,  e

dall'articolo 42 del decreto legislativo 26 marzo 2001,  n.  151,  la

Commissione   medica   competente,    previa    richiesta    motivata

dell'interessato,  e'  autorizzata  a   rilasciare   un   certificato

provvisorio al  termine  della  visita.  Il  certificato  provvisorio

produce effetto fino all'emissione  dell'accertamento  definitivo  da

parte della Commissione medica dell'INPS .".

  5. Ai minori gia' titolari di indennita' di frequenza, che  abbiano

provveduto a presentare la domanda in via amministrativa entro i  sei

mesi antecedenti il compimento della maggiore eta', sono riconosciute

in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di  eta',  le

prestazioni erogabili agli invalidi  maggiorenni.  Rimane  fermo,  al

raggiungimento della maggiore eta', l'accertamento  delle  condizioni

sanitarie  e  degli  altri  requisiti  previsti  dalla  normativa  di

settore.

  6.  Ai  minori  titolari  dell'indennita'  di  accompagnamento  per

invalidi civili di cui alla legge 11 febbraio  1980,  n.  18,  ovvero

dell'indennita' di accompagnamento per  ciechi  civili  di  cui  alla

legge 28 marzo 1968, n. 406, e alla legge 27  maggio  1970,  n.  382,

ovvero dell'indennita' di comunicazione di cui all'articolo  4  della

legge 21 novembre 1988, n.  508,  nonche'  ai  soggetti  riconosciuti

dalle Commissioni mediche, individuate dall'articolo 20, comma 1, del

decreto-legge 1 luglio 2009,  n.  78,  convertito  con  modificazioni

dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, affetti  dalle  patologie  di  cui

all'articolo 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21  giugno  2013,  n.

69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.  98,

sono  attribuite  al  compimento  della  maggiore  eta',   e   previa

presentazione della domanda in  via  amministrativa,  le  prestazioni

economiche

  erogabili agli invalidi maggiorenni, senza  ulteriori  accertamenti

sanitari,  ferma  restando  la  sussistenza  degli  altri   requisiti

previsti dalla normativa di settore.

  7. All'articolo 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21 giugno  2013,

n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,

le parole "che hanno ottenuto il  riconoscimento  dell'indennita'  di

accompagnamento o di comunicazione" sono soppresse.

  8. All'articolo 97, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n.  388,

il primo periodo e' soppresso.

  9. All'articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e'  aggiunto

in fine il seguente comma: "2-bis. La persona handicappata affetta da

invalidita' uguale o superiore all'80% non e' tenuta a  sostenere  la

prova preselettiva eventualmente prevista.".

                                                                                      Art. 26

             (Semplificazione  per  la  prescrizione   dei   medicinali   per   il trattamento di patologie croniche)

 

  1. All'articolo 9, del decreto-legge 18  settembre  2001,  n.  347,

convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n.  405,

dopo il comma 1, e' inserito  il  seguente:  "1-bis.  Fermo  restando

quanto previsto  dal  comma  1,  nelle  more  della  messa  a  regime

sull'intero territorio nazionale della  ricetta  dematerializzata  di

cui al decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  del  2

novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  264  del  12

novembre 2011, per le patologie croniche individuate dai  regolamenti

di cui al comma 1, il medico puo' prescrivere medicinali fino  ad  un

massimo di  sei  pezzi  per  ricetta,  purche'  gia'  utilizzati  dal

paziente  da  almeno  sei  mesi.  In  tal  caso,  la   durata   della

prescrizione non puo' comunque superare i 180 giorni di terapia.".

                                                                                              Art. 27

                                     (Disposizioni  di  semplificazione  e  razionalizzazione  in  materia  sanitaria)

 

  1. All'articolo 3, del decreto legge 13  settembre  2012,  n.  158,

convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012,  n.  189,

sono apportate le seguenti modifiche:

  a) al comma 2, lettera  a),  primo  periodo,  dopo  le  parole  "di

garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni

sanitarie" sono aggiunte le seguenti: "nei limiti delle  risorse  del

fondo stesso";

  b) al comma 2, lettera a), secondo periodo, le  parole  "in  misura

definita in sede di contrattazione collettiva" sono sostituite  dalle

seguenti: "nella misura determinata dal soggetto gestore del fondo di

cui alla lettera b)";

  e) al comma 4, primo periodo, le parole "  Per  i  contenuti"  sono

sostituite dalle  seguenti:  "Nel  rispetto  dell'ambito  applicativo

dell'articolo 3, comma 5, lettera e)  del  decreto  legge  13  agosto

2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre

2011, n. 148, per i contenuti".

  2. All'articolo 8-ter, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.

502, e successive modificazioni, il comma 3 e' abrogato.

  3.  All'articolo  7,  comma  1,  primo  periodo,  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n.  44,  le  parole  "  da

quaranta" sono sostituite dalle seguenti: " da trenta".

  4. Al trentesimo  giorno  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del

presente decreto, i componenti in carica del Consiglio  superiore  di

sanita' decadono automaticamente.  Entro  il  medesimo  termine,  con

decreto del Ministro della salute il Consiglio superiore  di  sanita'

e' ricostituito nella composizione di cui all'articolo  7,  comma  1,

del decreto del Presidente della Repubblica 28  marzo  2013,  n.  44,

come modificato dal comma 3 del presente articolo.

                                                                                   Art. 28

                       (Riduzione del diritto annuale dovuto  alle  camere  di  commercio  a carico delle imprese)

 

  1. A decorrere dall'esercizio finanziario successivo all'entrata in

vigore del presente decreto, l'importo del diritto annuale  a  carico

delle imprese di cui all'articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n.

580 e' ridotto del cinquanta per cento.

 

  • TITOLO III
    MISURE URGENTI PER L'INCENTIVAZIONE DELLA TRASPARENZA E CORRETTEZZA
    DELLE PROCEDURE NEI LAVORI PUBBLICI
    CAPO I
    MISURE DI CONTROLLO PREVENTIVO

                                                                                  Art. 29

(Nuove norme in materia  di  iscrizione  nell'elenco  dei  fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa)

  1. All'articolo 1 della legge 6 novembre 2012, n. 190, il comma  52

e' sostituito dai seguenti: "52. Per le attivita' imprenditoriali  di

cui  al  comma  53  la  comunicazione  e   l'informazione   antimafia

liberatoria  e'  obbligatoriamente  acquisita  dai  soggetti  di  cui

all'articolo 83, commi 1 e 2, del  decreto  legislativo  6  settembre

2011, n. 159, attraverso la consultazione, anche in  via  telematica,

di apposito elenco di fornitori, prestatori di servizi  ed  esecutori

di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa  operanti

nei medesimi settori. Il suddetto elenco  e'  istituito  presso  ogni

prefettura. L'iscrizione nell'elenco  e'  disposta  dalla  prefettura

della provincia in cui il soggetto richiedente ha la propria sede. Si

applica l'articolo 92, commi 2 e 3, del citato decreto legislativo n.

159 del 2011. La prefettura effettua verifiche  periodiche  circa  la

perdurante insussistenza dei tentativi di infiltrazione mafiosa e, in

caso  di  esito  negativo,  dispone  la  cancellazione   dell'impresa

dall'elenco.

  52-bis. L'iscrizione nell'elenco di cui al  comma  52  tiene  luogo

della comunicazione e dell'informazione antimafia  liberatoria  anche

ai fini della stipula, approvazione o autorizzazione di  contratti  o

subcontratti relativi ad attivita' diverse da  quelle  per  le  quali

essa e' stata disposta.".

  2. In prima applicazione, e comunque per un periodo non superiore a

dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente  decreto,  i

soggetti di cui all'articolo 83, commi 1  e  2,  del  citato  decreto

legislativo n. 159 del 2011, per le attivita'  indicate  all'articolo

1, comma  53,  della  predetta  legge  n.  190  del  2012,  procedono

all'affidamento di contratti  o  all'autorizzazione  di  subcontratti

previo accertamento della avvenuta  presentazione  della  domanda  di

iscrizione nell'elenco di cui al comma 1.  In  caso  di  sopravvenuto

diniego dell'iscrizione, si applicano ai contratti e subcontratti cui

e' stata data esecuzione le  disposizioni  di  cui  all'articolo  94,

commi 2 e 3, del citato decreto legislativo n.159 del 2011.

 

  • CAPO II
    MISURE RELATIVE ALL'ESECUZIONE DI OPERE PUBBLICHE

                                                                                  Art. 30

                                                     (Unita' operativa speciale per Expo 2015)

  1.  Al  Presidente  dell'ANAC  sono  attribuiti  compiti  di   alta

sorveglianza  e  garanzia  della  correttezza  e  trasparenza   delle

procedure connesse alla realizzazione delle opere del  grande  evento

EXPO Milano 2015. A  tal  fine  si  avvale  di  una  apposita  Unita'

operativa speciale composta da personale  in  posizione  di  comando,

distacco o fuori molo anche proveniente dal corpo  della  Guardia  di

Finanza.

  2. Per le finalita' di cui al comma  1,  il  Presidente  dell'ANAC,

avvalendosi della predetta Unita', in aggiunta ai compiti  attribuiti

all'ANAC in conseguenza  della  soppressione  dell'Autorita'  per  la

vigilanza sui contratti pubblici:

  a) verifica, in via preventiva, la legittimita' degli atti relativi

all'affidamento ed all'esecuzione dei contratti di lavori, servizi  e

forniture per la realizzazione delle opere e delle attivita' connesse

allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015, con  particolare

riguardo al rispetto delle disposizioni  in  materia  di  trasparenza

della legge 6  novembre  2012  n.  190,  nonche',  per  la  parte  di

competenza, il corretto adempimento, da  parte  della  Societa'  Expo

2015 p.a. e delle altre stazioni appaltanti, degli accordi in materia

di legalita' sottoscritti con la Prefettura di Milano;

  b) dispone dei poteri ispettivi e di accesso alle banche dati  gia'

attribuiti  alla  soppressa  Autorita'  di  vigilanza  sui  contratti

pubblici  di  lavori,  servizi  e  forniture  di  cui  al  comma   9,

dell'articolo 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,  ivi

compresi poteri di accesso alla banca dati di  cui  all'articolo  97,

comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

  3.  Il  Presidente  dell'ANAC  puo'  partecipare,  altresi',   alle

riunioni della sezione specializzata del Comitato  di,  coordinamento

per l'alta sorveglianza delle grandi opere presieduta dal Prefetto di

Milano ai sensi dell'articolo 3-quinquies, comma 2, del decreto-legge

25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge

20 novembre 2009, n. 166.

  4. Agli eventuali oneri derivanti dal presente articolo si provvede

con le risorse finanziarie e  strumentali  disponibili  nel  bilancio

dell'ANAC.

                                                                                               Art. 31

                                                   (Modifiche all'Art. 54-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001)

  1. Al comma 1, dell'articolo  54-bis  del  decreto  legislativo  30

marzo 2001, n. 165, dopo le parole: "Corte dei conti," sono  inserite

le seguenti  "o  all'Autorita'  nazionale  anticorruzione  e  per  la

valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (ANAC),"

                                                                                        Art. 32

                  (Misure straordinarie di gestione, sostegno e monitoraggio di impre   nell'ambito della prevenzione della corruzione)

 

 1. Nell'ipotesi  in  cui  l'autorita'  giudiziaria  proceda  per  i

delitti di cui agli articoli 317 c.p., 318 c.p.,  319  c.p.,  319-bis

c.p., 319-ter c.p., 319-quater c.p., 320 c.p.,  322,  c.p.,  322-bis,

c.p. 346-bis, c.p., 353 c.p. e 353-bis c.p., ovvero, in  presenza  di

rilevate situazioni  anomale  e  comunque  sintomatiche  di  condotte

illecite o eventi criminali attribuibili ad un'impresa aggiudicataria

di un appalto per la realizzazione  di  opere  pubbliche,  servizi  o

forniture, il Presidente dell'ANAC, in  presenza  di  fatti  gravi  e

accertati anche ai sensi dell'articolo 19,  comma  3,  lett.  a)  del

presente decreto, propone al Prefetto competente, alternativamente:

  a) di ordinare la rinnovazione degli  organi  sociali  mediante  la

sostituzione del soggetto coinvolto e, ove l'impresa  non  si  adegui

nei termini stabiliti, di provvedere alla straordinaria e  temporanea

gestione  dell'impresa  appaltatrice  limitatamente   alla   completa

esecuzione del contratto d'appalto oggetto del procedimento penale;

  b) di  provvedere  direttamente  alla  straordinaria  e  temporanea

gestione  dell'impresa  appaltatrice  limitatamente   alla   completa

esecuzione del contratto di appalto oggetto del procedimento penale.

  2. Il Prefetto, previo accertamento  dei  presupposti  indicati  al

comma  1  e  valutata  la  particolare  gravita'  dei  fatti  oggetto

dell'indagine, intima all'impresa  di  provvedere  al  rinnovo  degli

organi sociali sostituendo il soggetto coinvolto e ove l'impresa  non

si adegui nel termine di trenta giorni ovvero nei  casi  piu'  gravi,

provvede nei dieci giorni successivi con decreto alla nomina di uno o

piu' amministratori, in numero  comunque  non  superiore  a  tre,  in

possesso dei requisiti di professionalita' e onorabilita' di  cui  al

regolamento adottato ai sensi dell'articolo 39, comma 1, del  decreto

legislativo 8 luglio 1999, n. 270. Il predetto decreto stabilisce  la

durata  della  misura  in  ragione  delle  esigenze  funzionali  alla

realizzazione dell'opera pubblica oggetto del contratto.

  3.  Per  la  durata  della  straordinaria  e  temporanea   gestione

dell'impresa, sono attribuiti agli amministratori tutti i poteri e le

funzioni degli organi di amministrazione dell'impresa ed  e'  sospeso

l'esercizio dei  poteri  di  disposizione  e  gestione  dei  titolari

dell'impresa. Nel caso di impresa costituita in forma  societaria,  i

poteri dell'assemblea sono sospesi. per l'intera durata della misura.

  4. L'attivita' di temporanea e straordinaria gestione  dell'impresa

e'  considerata  di  pubblica  utilita'  ad  ogni   effetto   e   gli

amministratori rispondono delle eventuali diseconomie  dei  risultati

solo nei casi di dolo o colpa grave.

  5. Le misure di cui al comma 2 sono revocate e cessano comunque  di

produrre effetti in caso di provvedimento che dispone la confisca, il

sequestro o l'amministrazione giudiziaria dell'impresa nell'ambito di

procedimenti penali o per l'applicazione di misure di prevenzione.

  6. Agli amministratori  di  cui  al  comma  2  spetta  un  compenso

quantificato con il  decreto  di  nomina  sulla  base  delle  tabelle

allegate al decreto di cui all'articolo 8 del decreto  legislativo  4

febbraio 2010 n. 14. Gli oneri relativi al pagamento di tale compenso

sono a carico dell'impresa.

  7. Nel periodo di applicazione  della  misura  di  straordinaria  e

temporanea gestione di cui al comma 2, i pagamenti  all'impresa  sono

corrisposti al netto del compenso riconosciuto agli amministratori di

cui al comma 2 e l'utile d'impresa derivante  dalla  conclusione  dei

contratti d'appalto di cui al  comma  1,  determinato  anche  in  via

presuntiva dagli amministratori, e' accantonato in apposito  fondo  e

non puo' essere distribuito ne' essere soggetto a pignoramento,  sino

all'esito dei giudizi in sede penale.

  8. Nel caso in cui  le  indagini  di  cui  al  comma  1  riguardino

componenti di organi societari diversi da quelli di cui  al  medesimo

comma e' disposta la misura di sostegno e monitoraggio  dell'impresa.

Il Prefetto provvede, con decreto, adottato secondo le  modalita'  di

cui al comma 2, alla nomina di uno o piu' esperti, in numero comunque

non superiore a tre, in possesso dei requisiti di professionalita'  e

onorabilita'  di  cui  di  cui  al  regolamento  adottato  ai   sensi

dell'articolo 39, comma 1, del decreto legislativo 8 luglio 1999,  n.

270, con il compito di svolgere funzioni di' sostegno e  monitoraggio

dell'impresa.  A  tal  fine,  gli  esperti   forniscono   all'impresa

prescrizioni operative, elaborate secondo riconosciuti  indicatori  e

modelli  di  trasparenza,  riferite  agli  ambiti  organizzativi,  al

sistema di controllo  interno  e  agli  organi  amministrativi  e  di

controllo.

  9. Agli esperti di cui al comma 8 spetta un compenso,  quantificato

con il decreto di nomina, non superiore al  cinquanta  per  cento  di

quello liquidabile sulla base delle tabelle allegate  al  decreto  di

cui all'articolo 8 del decreto legislativo 4 febbraio 2010 n. 14. Gli

oneri  relativi  al  pagamento  di  tale  compenso  sono   a   carico

dell'impresa.

  10. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano  anche

nei casi  in  cui  sia  stata  emessa  dal  Prefetto  un'informazione

antimafia interdittiva e sussista l'urgente necessita' di  assicurare

il  completamento  dell'esecuzione  del  contratto,  ovvero  la   sua

prosecuzione al fine  di  garantire  la  continuita'  di  funzioni  e

servizi indifferibili per la tutela di diritti fondamentali,  nonche'

per la salvaguardia dei livelli occupazionali o  dell'integrita'  dei

bilanci  pubblici,  ancorche'  ricorrano   i   presupposti   di   cui

all'articolo 94, comma 3, del decreto legislativo 6  settembre  2011,

n. 159. In tal caso, le misure sono disposte  di  propria  iniziativa

dal Prefetto che ne informa il Presidente dell'ANAC. Le stesse misure

sono revocate e cessano comunque  di  produrre  effetti  in  caso  di

passaggio in giudicato di sentenza di annullamento  dell'informazione

antimafia interdittiva, di ordinanza che dispone, in via  definitiva,

l'accoglimento dell'istanza cautelare eventualmente  proposta  ovvero

di aggiornamento dell'esito  della  predetta  informazione  ai  sensi

dell'articolo 91, comma 5, del decreto legislativo 6 settembre  2011,

n. 159, e successive modificazioni, anche a seguito  dell'adeguamento

dell'impresa alle indicazioni degli esperti.

                                                                                              Art. 33

                                                                            (Parere su transazione di controversie)

 

  1.  La  societa'  Expo  2015  p.a.  nel  caso  di  transazione   di

controversie relative a diritti soggettivi derivanti  dall'esecuzione

dei contratti pubblici di lavori, servizi, forniture,  puo'  chiedere

che l'Avvocatura Generale dello Stato esprima il proprio parere sulla

proposta  transattiva  entro  dieci  giorni  dal  ricevimento   della

richiesta.

                                                                                               Art. 34

                                                                (Contabilita' speciale per Expo Milano 2015)

 

  1. Gli eventuali compensi o rimborsi  spese  dei  componenti  della

segreteria del Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano

2015  ovvero  quelli   per   ulteriori   incarichi   per   specifiche

professionalita', individuate dal medesimo Commissario, di durata non

superiore al suo mandato, restano a carico delle disponibilita' della

contabilita' speciale intestata  al  Commissario,  nell'ambito  delle

spese di funzionamento previste per l'Evento Expo Milano 2015.

                                                                                           Art. 35

 (Divieto di transazioni della pubblica amministrazione con societa' o enti esteri aventi sede in Stati che non permettono l'identificazione dei soggetti che ne detengono la proprieta' o il controllo)

 

  1.  Al  fine  di  assicurare  la   trasparenza   e   la   legalita'

nell'attivita'  amministrativa   e   contrattuale   delle   pubbliche

amministrazioni, fino al recepimento delle direttive  del  Parlamento

europeo e del Consiglio n. 2014/23/UE, n. 2014/24/UE e n.  2014/25/UE

del  26  febbraio  2014,  e'  vietata  ogni  operazione  economica  o

finanziaria tra le pubbliche amministrazioni di cui  all'articolo  1,

comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e  societa'  o

enti esteri, per i quali, in virtu' della legislazione dello Stato in

cui hanno sede, non e' possibile l'identificazione dei  soggetti  che

detengono quote di proprieta' del capitale o comunque  il  controllo.

Rimane ferma la possibilita' della stazione appaltante di  richiedere

documentazione e chiarimenti alle imprese concorrenti nelle procedure

di evidenza pubblica.

  2. La disposizione  del  comma  1  non  si  applica  qualora  siano

osservati gli obblighi di adeguata verifica  del  titolare  effettivo

della societa' o dell'ente di cui al medesimo comma 1 in  conformita'

alle disposizioni del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.

                                                                                   Art. 36

      (Monitoraggio  finanziario  dei  lavori  relativi  a   infrastrutture  strategiche e insediamenti produttivi)

 

  1. Per i lavori di cui alla Parte  II,  Titolo  III,  Capo  IV  del

decreto  legislativo  12  aprile   2006,   n.   163,   e   successive

modificazioni,  il  controllo  dei  flussi  finanziari  di  cui  agli

articoli 161, comma 6-bis e 176, comma 3, lettera  e),  del  medesimo

decreto legislativo n. 163 del 2006 e' attuato secondo le modalita' e

le procedure, anche informatiche, individuate dalla  deliberazione  5

maggio  2011,  n.  45,  del   Comitato   Interministeriale   per   la

Programmazione Economica (CIPE). A tal fine, a decorrere  dalla  data

di entrata in vigore del presente  decreto,  le  stazioni  appaltanti

adeguano gli atti generali di propria competenza  alle  modalita'  di

monitoraggio finanziario di cui alla citata delibera n. 45  del  2011

del  CIPE,  nonche'  alle  ulteriori  prescrizioni  contenute   nella

delibera dello stesso organismo da adottare ai sensi del comma 3.

  2. Per i contratti stipulati anteriormente alla data di entrata  in

vigore del presente decreto, le modalita'  di  controllo  dei  flussi

finanziari sono adeguate alle indicazioni della citata  deliberazione

n. 45 del 2011 del CIPE entro sei mesi dalla predetta data.

  3. Con delibera, adottata ai sensi del predetto articolo 176, comma

3, lettera e), il CIPE aggiorna le modalita' di esercizio del sistema

di monitoraggio finanziario di cui alla deliberazione n. 45 del  2011

del CIPE al fine  di  dare  attuazione  al  presente  articolo  e  ne

definisce i tempi di attuazione, sulla base anche di quanto  previsto

dai decreti legislativi 29 dicembre 2011, n. 228, e 29 dicembre 2011,

n. 229, e dalla delibera CIPE n. 124 del 2012.

  4. Alla copertura degli oneri necessari per  l'implementazione  del

sistema di monitoraggio finanziario di cui al presente articolo, pari

a 1.321.000 euro per l'anno 2014, si provvede con una quota  di  pari

importo  del  fondo  di  cui  all'articolo  2,  comma  6-sexies,  del

decreto-legge   29   dicembre   2010,   n.   225,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, assegnata per  la

medesima annualita' con le procedure di cui all'articolo 5, comma  1,

del  decreto-legge  20  giugno   2012,   n.   79,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 131.

  5. Le risorse derivanti dall'attuazione dell'articolo 176, comma 3,

lettera e), ultimo periodo, del decreto legislativo 12  aprile  2006,

n.  163,  a  decorrere  dall'anno  2014  sono  versate  dai  soggetti

aggiudicatari, annualmente e  fino  alla  messa  in  esercizio  degli

interventi, nella quota dello 0,0006  per  cento  dell'importo  degli

interventi stessi, all'entrata del bilancio dello  Stato  per  essere

riassegnate, nel limite massimo di 617.000  euro  annui  complessivi,

allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,

per sostenere gli oneri di gestione del sistema  di  monitoraggio  di

cui al presente articolo. Tali risorse sono  trasferite  ad  apposito

capitolo di spesa da istituire nel bilancio autonomo della Presidenza

del Consiglio dei Ministri. Il Ministro dell'economia e delle finanze

e' autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti

variazioni di bilancio.

                                                                                      Art. 37

                                                     (Trasmissione ad ANAC delle varianti in corso d'opera)

 

  1. Le varianti in corso d'opera di cui al comma lettere b), c) e d)

dell'articolo 132 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sono

trasmesse, unitamente al progetto esecutivo, all'atto di  validazione

e  ad  apposita  relazione   del   responsabile   del   procedimento,

all'Autorita' nazionale anticorruzione e  per  la  valutazione  e  la

trasparenza  delle  amministrazioni  pubbliche  entro  trenta  giorni

dall'approvazione  da  parte  della  stazione   appaltante   per   le

valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza.

 

  • TITOLO IV
    MISURE PER LO SNELLIMENTO DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO E L'ATTUAZIONE
    DEL PROCESSO CIVILE TELEMATICO
    CAPO I
    PROCESSO AMMINISTRATIVO

                                                                                     Art. 38

                                                                    (Processo amministrativo digitale)

 

  1. Il decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  di  cui

all'articolo 13 dell'Allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010,

n. 104, e' adottato entro sessanta giorni dalla data  di  entrata  in

vigore della legge di conversione del presente decreto. Il  Consiglio

di Presidenza della giustizia amministrativa e l'Agenzia per l'Italia

digitale rendono il loro avviso entro trenta giorni dalla  richiesta,

decorsi i quali si puo' procedere in assenza dello stesso.

                                                                                          Art. 39

    (Semplificazione degli oneri formali nella partecipazione a procedure di affidamento di contratti pubblici)

 

  1. All'articolo 38 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,

dopo il comma 2, e' inserito il seguente:

  «2-bis. La mancanza, l'incompletezza  e  ogni  altra  irregolarita'

essenziale delle dichiarazioni sostitutive di cui al comma 2  obbliga

il concorrente che vi ha dato causa al  pagamento,  in  favore  della

stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di

gara, in misura non inferiore  all'uno  per  mille  e  non  superiore

all'uno per cento del valore della gara e comunque  non  superiore  a

50.000  euro,  il  cui  versamento  e'   garantito   dalla   cauzione

provvisoria.  In  tal  caso,  la  stazione  appaltante   assegna   al

concorrente un termine, non superiore a dieci giorni,  perche'  siano

rese,  integrate  o  regolarizzate   le   dichiarazioni   necessarie,

indicandone il contenuto e i soggetti che le devono rendere. Nei casi

di irregolarita' non essenziali, ovvero di mancanza  o  incompletezza

di dichiarazioni non indispensabili, la stazione  appaltante  non  ne

richiede la regolarizzazione, ne' applica alcuna sanzione. In caso di

inutile decorso del termine di cui al secondo periodo il  concorrente

e' escluso dalla gara.  Ogni  variazione  che  intervenga,  anche  in

conseguenza di una pronuncia  giurisdizionale,  successivamente  alla

fase di ammissione, regolarizzazione o esclusione delle  offerte  non

rileva ai  fini  del  calcolo  di  medie  nella  procedura,  ne'  per

l'individuazione della soglia di anomalia delle offerte.».

  2. All'articolo 46 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,

dopo il comma 1-bis, e' inserito il seguente:

  «1-ter. Le disposizioni di cui all'articolo  38,  comma  2-bis,  si

applicano a ogni ipotesi di mancanza, incompletezza  o  irregolarita'

delle dichiarazioni, anche  di  soggetti  terzi,  che  devono  essere

prodotte  dai  concorrenti  in  base  alla  legge,  al  bando  o   al

disciplinare di gara.».

  3. Le disposizioni di  cui  ai  commi  1  e  2  si  applicano  alle

procedure di affidamento indette successivamente alla data di entrata

in vigore del presente decreto.

                                                                             Art. 40

                    (Misure per l'ulteriore  accelerazione  dei  giudizi  in  materia  di appalti pubblici)

 

  1. All'articolo 120  dell'allegato  1  del  decreto  legislativo  2

luglio 2010,  n.  104  (Codice  del  processo  amministrativo),  sono

apportate le seguenti modificazioni:

  a) il comma 6 e' sostituito dal seguente: "6. Il giudizio, ferma la

possibilita' della sua definizione immediata  nell'udienza  cautelare

ove ne ricorrano i presupposti, viene comunque definito con  sentenza

in forma semplificata ad una udienza fissata d'ufficio e  da  tenersi

entro trenta giorni dalla scadenza del termine  per  la  costituzione

delle parti diverse dal ricorrente. Della data  di  udienza  e'  dato

immediato avviso alle parti a cura della segreteria,  a  mezzo  posta

elettronica certificata. In caso di esigenze istruttorie o quando  e'

necessario integrare il contraddittorio o assicurare il  rispetto  di

termini a difesa, la  definizione  del  merito  viene  rinviata,  con

l'ordinanza che dispone gli adempimenti istruttori  o  l'integrazione

del contraddittorio o dispone il rinvio per  l'esigenza  di  rispetto

dei termini a difesa, ad una udienza  da  tenersi  non  oltre  trenta

giorni.";

  b) dopo il comma 8, e' inserito il seguente: "8-bis.  Il  collegio,

quando dispone le misure cautelari di cui al  comma  4  dell'articolo

119,  ne  subordina  l'efficacia  alla  prestazione,  anche  mediante

fideiussione,  di  una  cauzione,  salvo  che  ricorrano   gravi   ed

eccezionali  ragioni  specificamente   indicate   nella   motivazione

dell'ordinanza che concede la  misura  cautelare.  Tali  misure  sono

disposte per una durata non superiore a sessanta giorni dalla

  pubblicazione  della  relativa  ordinanza,  fermo  restando  quanto

stabilito dal comma 3 dell'articolo 119";

  c) il  comma  9  e'  sostituito  dal  seguente:  "9.  Il  Tribunale

amministrativo regionale deposita la sentenza con la quale  definisce

il giudizio entro venti giorni dall'udienza di discussione,

  ferma   restando   la   possibilita'   di   chiedere    l'immediata

pubblicazione del dispositivo entro due giorni.".

  2. Le disposizioni di cui  al  comma  1  si  applicano  ai  giudizi

introdotti con ricorso depositato, in  primo  grado  o  in  grado  di

appello, in data successiva  alla  data  di  entrata  in  vigore  del

presente decreto.

                                                                     Art. 41

                                             (Misure per il contrasto all'abuso del processo)

 

  1.  All'articolo  26   dell'allegato   1   (Codice   del   processo

amministrativo) del decreto legislativo 2 luglio 2010, n.  104,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

  a) al comma 1, in fine, e' aggiunto il seguente periodo:  "In  ogni

caso, il giudice, anche d'ufficio, puo' altresi' condannare la  parte

soccombente al pagamento, in favore della controparte, di  una  somma

equitativamente  determinata,  quando  la  decisione  e'  fondata  su

ragioni manifeste.",

  b) al comma 2, dopo il  primo  periodo  e'  inserito  il  seguente:

"Nelle controversie in materia di appalti di cui agli  articoli  119,

lettera a), e 120 l'importo della  sanzione  pecuniaria  puo'  essere

elevato  fino  all'uno  per  cento  del  valore  del  contratto,  ove

superiore al suddetto limite.".

                                                                                   Art. 42

                   (Comunicazioni  e  notificazioni  per  via  telematica  nel  processo amministrativo)

 

  1. All'articolo 16 del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,

dopo il comma 17 e' aggiunto, in fine,  il  seguente:  «  17-bis.  Le

disposizioni di cui ai commi 4, 6, 7, 8, 12 e 13 si  applicano  anche

nel processo amministrativo. ».

                                                                                         Art. 43

                                            (Disposizioni in tema di informatizzazione del processo contabile)

 

  1. I giudizi dinanzi alla Corte dei conti possono essere svolti con

modalita' informatiche e telematiche e i  relativi  atti  processuali

sono validi e rilevanti a tutti gli effetti  di  legge,  purche'  sia

garantita la riferibilita' soggettiva, l'integrita' dei  contenuti  e

la riservatezza  dei  dati  personali,  in  conformita'  ai  principi

stabiliti nel decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,  e  successive

modificazioni.  Le  relative  regole  tecniche  e  procedurali   sono

stabilite con i decreti di cui all'articolo 20 bis del  decreto-legge

18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,  dalla  legge

17 dicembre 2012, n. 221.

  2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli

articoli 16, 16-ter e 16-quater del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.

179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.

221,  in  base  alle  indicazioni  tecniche,  operative  e  temporali

stabilite con i decreti di cui al comma 1.

  3. Il pubblico ministero  contabile  puo'  effettuare,  secondo  le

regole stabilite con i decreti di cui al comma  1,  le  notificazioni

previste dall'ordinamento direttamente  ad  uno  degli  indirizzi  di

posta  elettronica  certificata  di  cui  all'articolo   16-ter   del

decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,

dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.

 

  • CAPO II
    DISPOSIZIONI PER GARANTIRE L'EFFETTIVITA' DEL PROCESSO TELEMATICO

                                                                                    Art. 44

                                        (Obbligatorieta' del deposito telematico degli atti processuali)

 

  1. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e  3  dell'articolo  16-bis

del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.   179,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.  221,  si  applicano

esclusivamente  ai  procedimenti  iniziati   innanzi   al   tribunale

ordinario dal 30 giugno 2014. Per i procedimenti di  cui  al  periodo

precedente  iniziati  prima  del  30   giugno   2014,   le   predette

disposizioni si applicano a decorrere dal 31 dicembre  2014;  fino  a

quest'ultima data, nei casi previsti dai commi 1, 2 e 3 dell'articolo

16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179,  convertito,  con

modificazioni, dalla  legge  17  dicembre  2012,  n.  221,  gli  atti

processuali ed i documenti possono essere  depositati  con  modalita'

telematiche e in tal caso il deposito  si  perfeziona  esclusivamente

con tali modalita'.

  2. All'articolo 16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) al comma 1 e' aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «Per

difensori non si intendono  i  dipendenti  di  cui  si  avvalgono  le

pubbliche amministrazioni per stare in giudizio personalmente.»;

  b) il comma 5 e' sostituito dal seguente:

  « 5. Con uno o piu' decreti aventi  natura  non  regolamentare,  da

adottarsi sentiti l'Avvocatura generale  dello  Stato,  il  Consiglio

nazionale  forense  ed  i   consigli   dell'ordine   degli   avvocati

interessati, il Ministro della giustizia, previa verifica,  accertata

la funzionalita' dei servizi di  comunicazione,  puo'  individuare  i

tribunali  nei  quali  viene  anticipato,  nei  procedimenti   civili

iniziati prima del 30 giugno 2014 ed anche limitatamente a specifiche

categorie  di  procedimenti,  il  termine  fissato  dalla  legge  per

l'obbligatorieta' del deposito telematico.».

  c) dopo il comma  9-bis,  introdotto  dall'articolo  52,  comma  1,

lettera a), del presente decreto, e' aggiunto il seguente:

  «9-ter. A decorrere dal 30 giugno  2015  nei  procedimenti  civili,

contenziosi o di volontaria giurisdizione,  innanzi  alla  corte  di'

appello, il deposito degli atti processuali e dei documenti da  parte

dei  difensori  delle  parti  precedentemente  costituite  ha   luogo

esclusivamente  con  modalita'  telematiche,   nel   rispetto   della

normativa  anche  regolamentare  concernente  la  sottoscrizione,  la

trasmissione e la ricezione dei documenti  informatici.  Allo  stesso

modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti  da  parte

dei soggetti nominati o delegati dall'autorita' giudiziaria. Le parti

provvedono, con le modalita' di cui al presente comma,  a  depositare

gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati. Con

uno o piu' decreti aventi  natura  non  regolamentare,  da  adottarsi

sentiti l'Avvocatura generale dello  Stato,  il  Consiglio  nazionale

forense ed i consigli  dell'ordine  degli  avvocati  interessati,  il

Ministro della giustizia, previa verifica, accertata la funzionalita'

dei servizi di comunicazione, puo' individuare le  corti  di  appello

nelle quali viene anticipato, nei procedimenti civili iniziati  prima

del 30 giugno 2015 ed anche limitatamente a specifiche  categorie  di

procedimenti, il termine fissato dalla  legge  per  l'obbligatorieta'

del deposito telematico. ».

                                                                                                 Art. 45

 (Modifiche al codice di procedura civile in materia di contenuto e di sottoscrizione  del  processo  verbale  e  di   comunicazione   della  sentenza)

 

  1. Al  codice  di  procedura  civile  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

  a) all'articolo 126, il secondo comma e' sostituito dal seguente:

  «Il processo verbale e' sottoscritto dal cancelliere.  Se  vi  sono

altri intervenuti,  il  cancelliere,  quando  la  legge  non  dispone

altrimenti, da' loro lettura del processo verbale.»;

  b) all'articolo 133, secondo comma,  le  parole:  "il  dispositivo"

sono sostituite dalle seguenti: «il testo integrale della sentenza»;

  c) all'articolo 207, secondo comma, le parole: "che le sottoscrive"

sono soppresse.

                                                                           Art. 46

                                               (Modifiche alla legge 21 gennaio 1994, n. 53)

 

  1. Alla legge 21 gennaio 1994, n. 53, sono  apportate  le  seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 1 sono apportate le seguenti modificazioni:

  1) le parole: "ovvero a mezzo  di  posta  elettronica  certificata"

sono soppresse;

  2) dopo il primo periodo e' aggiunto, in fine, il seguente: «Quando

ricorrono i requisiti di cui al periodo precedente,  fatta  eccezione

per l'autorizzazione  del  consiglio  dell'ordine,  la  notificazione

degli atti in materia civile, amministrativa  e  stragiudiziale  puo'

essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata.»;

  b) all'articolo 3-bis, comma 5, la lettera b) e' soppressa;

  c) all'articolo 7  dopo  il  comma  4  e'  aggiunto,  in  fine,  il

seguente:

  « 4-bis. Le disposizioni del presente  articolo  non  si  applicano

alle notifiche effettuate a mezzo posta elettronica certificata.»;

  d) all'articolo 10, comma 1, l'ultimo  periodo  e'  sostituito  dal

seguente: «Quando l'atto e' notificato a norma dell'articolo 3-bis il

pagamento dell'importo di cui al periodo precedente non e' dovuto.».

  2. All'articolo 16-quater del decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.

179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.

221, dopo il comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente: « 3-bis.  Le

disposizioni dei  commi  2  e  3  non  si  applicano  alla  giustizia

amministrativa.».

                                                                                     Art. 47

 (Modifiche in materia di indirizzi di posta  elettronica  certificata della pubblica amministrazione)

 

  1. All'articolo 16, comma 12, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.

179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n.

221, al primo periodo, le parole:  "entro  centottanta  giorni  dalla

data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente

decreto" sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 novembre 2014».

                                                                                            Art. 48

                                               (Vendita delle cose mobili pignorate con modalita' telematiche)

 

  1. All'articolo 530 del codice di procedura civile, il sesto  comma

e' sostituito dal seguente:

  «Il giudice dell'esecuzione  stabilisce  che  il  versamento  della

cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento  della  gara

tra gli offerenti, ai sensi dell'articolo 532, nonche'  il  pagamento

del prezzo, siano effettuati con modalita' telematiche, salvo che  le

stesse siano pregiudizievoli per gli interessi dei creditori o per il

sollecito svolgimento della procedura.».

  2. Le disposizioni del comma 1 si applicano alle vendite disposte a

decorrere dal trentesimo giorno successivo  alla  entrata  in  vigore

della legge di conversione del presente decreto.

                                                                           Art. 49

 (Disposizioni in materia di informatizzazione del processo tributario

e di notificazione dell'invito al pagamento del contributo unificato)

 1. Al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, sono  apportate

le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 16, comma 1-bis, ultimo periodo,  dopo  le  parole:

"atto difensivo" sono aggiunte le seguenti: «; nei  procedimenti  nei

quali la parte sta in giudizio personalmente e il relativo  indirizzo

di posta di posta elettronica certificata non  risulta  dai  pubblici

elenchi la stessa puo' indicare l'indirizzo di posta  al  quale  vuol

ricevere le comunicazioni.»;

  b) all'articolo 17, dopo il  comma  3,  e'  inserito  il  seguente:

«3-bis. In  caso  di  mancata  indicazione  dell'indirizzo  di  posta

elettronica certificata ovvero di mancata consegna del  messaggio  di

posta elettronica certificata per cause imputabili  al  destinatario,

le comunicazioni sono eseguite esclusivamente  mediante  deposito  in

segreteria della Commissione tributaria».

  2. All'articolo 248 del decreto del Presidente della Repubblica  30

maggio 2002, n. 115, il comma 2 e' sostituito dal seguente:

  « 2. Salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 367, della  legge

24 dicembre 2007, n. 244, l'invito e' notificato, a cura dell'ufficio

e anche tramite posta elettronica certificata nel domicilio eletto o,

nel caso di mancata  elezione  di  domicilio,  e'  depositato  presso

l'ufficio.».

                                                                             Art. 50

                                                                  (Ufficio per il processo)

 

  1. Al decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, dopo  l'articolo

16-septies e' inserito il seguente:

   " ART. 16-octies

  (Ufficio per il processo)

 1. Al  fine  di  garantire  la  ragionevole  durata  del  processo,

attraverso l'innovazione dei modelli organizzativi ed assicurando  un

piu' efficiente impiego delle tecnologie  dell'informazione  e  della

comunicazione sono  costituite,  presso  le  corti  di  appello  e  i

tribunali ordinari, strutture organizzative denominate  'ufficio  per

il processo', mediante l'impiego del personale di  cancelleria  e  di

coloro che svolgono, presso i predetti uffici, il tirocinio formativo

a norma dell'articolo 73 del decreto-legge 21  giugno  2013,  n.  69,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, o la

formazione professionale a  norma  dell'articolo  37,  comma  5,  del

decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Fanno altresi' parte dell'ufficio

per il processo costituito presso  le  corti  di  appello  i  giudici

ausiliari di cui agli articoli 62 e  seguenti  del  decreto-legge  21

giugno 2013, n. 69, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  9

agosto 2013, n. 98, e dell'ufficio per il processo costituito  presso

i tribunali, i giudici onorari di tribunale di cui agli  articoli  42

ter e seguenti del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12.

  2. Il Consiglio Superiore della Magistratura e  il  Ministro  della

giustizia, nell'ambito delle rispettive competenze, danno  attuazione

alle disposizioni di  cui  al  comma  1,  nell'ambito  delle  risorse

disponibili e senza nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza

pubblica.».

  2. All'articolo  73  del  decreto-legge  21  giugno  2013,  n.  69,

convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono

apportate le seguenti modificazioni:

  a) al comma 1, primo periodo, dopo le parole "tribunali  ordinari,"

sono inserite le seguenti: «le  procure  della  Repubblica  presso  i

tribunali ordinari,»;

  b) dopo il comma 11 e' aggiunto il seguente:

  « 11-bis. L'esito positivo dello stage, come attestato a norma  del

comma 11, costituisce titolo per l'accesso al concorso per magistrato

ordinario, a norma dell'articolo 2 del decreto legislativo  5  aprile

2006, n. 160. Costituisce, altresi', titolo idoneo per  l'accesso  al

concorso  per  magistrato  ordinario  lo  svolgimento  del  tirocinio

professionale per diciotto  mesi  presso  l'Avvocatura  dello  Stato,

sempre che sussistano i requisiti di merito di cui al comma 1  e  che

sia attestato l'esito positivo del tirocinio.».

                                                                                              Art. 51

                                       (Razionalizzazione degli uffici di cancelleria  e  notificazioni  per via telematica)

  1. All'articolo 162, primo comma, della legge 23 ottobre  1960,  n.

1196, e' aggiunto, in fine,  il  seguente  periodo:  «Le  cancellerie

delle corti di appello  e  dei  tribunali  ordinari  sono  aperte  al

pubblico  almeno  tre  ore  nei  giorni  feriali,  secondo   l'orario

stabilito dai rispettivi presidenti, sentiti i capi delle cancellerie

interessate.».

  2. All'articolo 16-bis del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,

al comma 7 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il deposito e'

tempestivamente eseguito quando la ricevuta di avvenuta  consegna  e'

generata entro la fine del giorno  di  scadenza  e  si  applicano  le

disposizioni di cui all'articolo 155,  quarto  e  quinto  comma,  del

codice di procedura civile. Quando il messaggio di posta  elettronica

certificata eccede la dimensione massima stabilita  nelle  specifiche

tecniche del responsabile per i sistemi informativi automatizzati del

ministero della giustizia, il deposito degli  atti  o  dei  documenti

puo' essere eseguito mediante gli invii di  piu'  messaggi  di  posta

elettronica certificata. Il deposito e' tempestivo quando e' eseguito

entro la fine del giorno di scadenza.».

                                                                             Art. 52

                                 (Poteri di autentica dei difensori e degli ausiliari del giudice)

  1. Al decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,  sono  apportate

le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 16-bis dopo il comma 9 e'  aggiunto,  in  fine,  il

seguente:

  « 9-bis.  Le  copie  informatiche,  anche  per  immagine,  di  atti

processuali di parte  e  degli  ausiliari  del  giudice  nonche'  dei

provvedimenti di quest'ultimo, presenti nei fascicoli informatici dei

procedimenti   indicati   nel    presente    articolo,    equivalgono

all'originale anche se prive della firma digitale del cancelliere. Il

difensore, il consulente  tecnico,  il  professionista  delegato,  il

curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con  modalita'

telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli  atti  e

dei provvedimenti di  cui  al  periodo  precedente  ed  attestare  la

conformita' delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel

fascicolo informatico. Le copie analogiche ed informatiche, anche per

immagine,   estratte   dal    fascicolo    informatico    e    munite

dell'attestazione  di  conformita'  a  norma  del   presente   comma,

equivalgono  all'originale.  Per  i  duplicati  rimane  fermo  quanto

previsto dall'articolo 23-bis, comma 1,  del  decreto  legislativo  7

marzo 2005, n. 82: Le disposizioni .di cui al presente comma  non  si

applicano  agli  atti  processuali   che   contengono   provvedimenti

giudiziali che autorizzano il prelievo di somme di  denaro  vincolate

all'ordine del giudice.»;

  b) dopo l'articolo 16-quinquies e' inserito il seguente:

                                                                                 " ART. 16-sexies

                                                                                  (Domicilio digitale)

 

  1. Salvo quanto previsto dall'articolo 366 del codice di  procedura

civile, quando la legge prevede che le notificazioni  degli  atti  in

materia civile al difensore siano  eseguite,  ad  istanza  di  parte,

presso la cancelleria dell'ufficio  giudiziario,  alla  notificazione

con le predette modalita' puo' procedersi esclusivamente  quando  non

sia possibile, per causa imputabile al destinatario, la notificazione

presso l'indirizzo di posta elettronica certificata, risultante dagli

elenchi di cui all'articolo 6-bis del  decreto  legislativo  7  marzo

2005,  n.  82,  nonche'  dal  registro   generale   degli   indirizzi

elettronici, gestito dal ministero della giustizia.».

  2. Al decreto del Presidente della Repubblica 30  maggio  2002,  n.

115, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 40, dopo il comma 1-ter sono aggiunti i seguenti:

  « 1-quater. Il diritto di copia senza certificazione di conformita'

non e' dovuto quando la copia e' estratta dal  fascicolo  informatico

dai soggetti abilitati ad accedervi.

  1-quinquies. Il diritto di copia autentica non e' dovuto  nei  casi

previsti dall'articolo 16-bis,  comma  9-bis,  del  decreto-legge  18

ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17

dicembre 2012, n. 221.»;

  b) all'articolo 268, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:

  « 1-bis. Il diritto di copia  autentica  non  e'  dovuto  nei  casi

previsti dall'articolo 16-bis,  comma  9-bis,  del  decreto-legge  18

ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17

dicembre 2012, n. 221.»;

  c) all'articolo 269, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente:

  « 1-bis. Il diritto di copia senza  certificazione  di  conformita'

non e' dovuto quando la copia e' estratta dal  fascicolo  informatico

dai soggetti abilitati ad accedervi.».

                                                                                   Art. 53

                                                                  (Norma di copertura finanziaria)

  1. Alla copertura delle minori  entrate  derivanti  dall'attuazione

delle disposizioni del presente capo, valutate in 18 milioni di  euro

per l'anno 2014 e 52,53 milioni di euro a decorrere  dall'anno  2015,

di cui 3 milioni di euro per l'armo 2014  e  10  milioni  di  euro  a

decorrere dall'anno 2015 per l'attuazione dell'articolo 46, comma  1,

lettera d), 15 milioni di euro per l'anno 2014  e  42,53  milioni  di

euro a decorrere dall'anno 2015 per  l'attuazione  dell'articolo  52,

comma 2, lettere a), b) e c), si provvede  con  le  maggiori  entrate

derivanti dall'aumento del contributo unificato di  cui  all'articolo

13 del decreto del Presidente della Repubblica  30  maggio  2002,  n.

115, al quale sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 13, comma 1, alla lettera a) le parole:  «euro  37»

sono sostituite dalle seguenti: «euro 43»;

  b) all'articolo 13, comma 1, alla lettera b) le parole:  «euro  85»

sono sostituite dalle seguenti: «euro 98»;

  c) all'articolo 13. comma 1, alla lettera c) le parole: «euro  206»

sono sostituite dalle seguenti: «euro 237 »;

  d) all'articolo 13, comma 1, alla lettera d) le parole: «euro  450»

sono sostituite dalle seguenti: «euro 518 »;

  e) all'articolo 13, comma 1, alla lettera e) le parole: «euro  660»

sono sostituite dalle seguenti: «euro 759»;

  f) all'articolo 13; comma 1,  alla  lettera  f)  le  parole:  «euro

1.056» sono sostituite dalle seguenti: «euro 1.214»;

  g) all'articolo 13, comma 1,  alla  lettera  g)  le  parole:  «euro

1.466» sono sostituite dalle seguenti: «euro 1.686»;

  h) all'articolo 13, il comma 2 e' sostituito dal. seguente: «2. Per

i processi di esecuzione immobiliare il contributo dovuto e'  pari  a

euro 278. Per gli altri  processi  esecutivi  lo  stesso  importo  e'

ridotto della meta'. Per i processi  esecutivi  mobiliari  di  valore

inferiore a 2.500 euro il contributo dovuto e' pari a euro 43. Per  i

processi di opposizione agli atti esecutivi il contributo  dovuto  e'

pari a euro 168.»;

  i) all'articolo 13, comma 5, le parole: «euro 740» sono  sostituite

dalle seguenti: «euro 851».

  2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12,  della  legge  31  dicembre

2009, n. 196, il Ministro della giustizia  provvede  al  monitoraggio

delle minori entrate di cui alla presente legge e riferisce in merito

al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino  o

siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni

di cui al comma 1 del presente articolo, il Ministro dell'economia  e

delle finanze, sentito il  Ministro  della  giustizia  provvede,  con

proprio decreto, all'aumento  del  contributo  unificato  di  cui  al

medesimo comma 1, nella misura necessaria alla copertura  finanziaria

delle minori entrate risultanti dall'attivita' di monitoraggio.

  3. Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  riferisce  senza

ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli

scostamenti ed alla adozione delle misure di cui al secondo periodo.

  4. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

                                                                                          Art. 54

                                                                                    Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a

quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della

Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione

in legge.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

    Dato a Roma, addi' 24 giugno 2014

 

                             NAPOLITANO

Renzi,  Presidente  del   Consiglio  dei ministri

Madia, Ministro per la semplificazione la pubblica amministrazione

Padoan, Ministro  dell'economia  e  delle finanze

Orlando, Ministro della giustizia

Lanzetta,   Ministro   per   gli   affari regionali e le autonomie

Alfano, Ministro dell'interno

Guidi, Ministro dello sviluppo economico

Martina,   Ministro    delle    politiche agricole alimentari e forestali

Lupi, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

 Lorenzin, Ministro della salute

Giannini,    Ministro    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca

Poletti,  Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche sociali

Visto, il Guardasigilli: Orlando

 Entrata in vigore del provvedimento: 25/06/2014

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Fonte:   sito  Gazzetta Ufficiale