Consiglio dei Ministri n. 46  del 24 gennaio 2014

 

La Presidenza del Consiglio comunica che:

Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 16.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente, Enrico Letta, e del ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni ha approvato un decreto legge contenente disposizioni in materia di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi. Non è previsto l’anonimato e dunque ciò consente l’emersione di capitali detenuti all’estero e l’eventuale rientro. Le disposizioni prevedono che le imposte vengano pagate per intero con un meccanismo di diversificate riduzioni delle relative sanzioni. Per quanto riguarda le norme penali, il provvedimento prevede che vengano meno i reati di infedele dichiarazione mentre per altre ipotesi di reato è prevista una attenuazione del carico penale. L’approvazione delle norme sulla “voluntary disclosure”, inoltre, non avrà effetti sul fronte delle sanzioni e dei presidi previsti in materia di contrasto del riciclaggio e di finanziamento al terrorismo.

Come funziona

Regolarizzazioni dei capitali detenuti all’estero: la norma sulla cosiddetta “voluntary disclosure” riguarda la regolarizzazione di capitali non dichiarati detenuti all’estero e avviene attraverso una richiesta spontanea del contribuente. Non è un condono.

Soggetti interessati: sono le persone fisiche e i soci di società di persone che non hanno dichiarato redditi di capitale percepiti all’estero.

Presentazione della domanda: la richiesta di ammissione deve essere presentata entro il 30 settembre 2015.

Procedura di collaborazione volontaria: Al momento della richiesta il contribuente è tenuto ad esibire la documentazione completa su investimenti e attività finanziarie costituiti o detenuti all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, su come si sono costituiti e sui guadagni realizzati negli ultimi 10 anni in termini di interessi, dividendi, plusvalenze. Sono regolarizzabili le posizioni fino al 31/12/2013. La collaborazione volontaria deve riguardare tutti i periodi di imposta per i quali non siano scaduti i termini per l’accertamento alla data della presentazione della richiesta. La disclosure non è ammessa se la richiesta viene presentata dopo che il contribuente è già stato interessato da una verifica o una ispezione fiscale.

È previsto un contraddittorio individuale con l’Agenzia delle Entrate per individuare, caso per caso, le imposte dovute per intero.

Sanzioni: è prevista una riduzione delle sanzioni amministrative. Per la semplice regolarizzazione la sanzione è ridotta di un quarto. La sanzione si riduce fino alla metà se il contribuente trasferisce i capitali in Italia o in un altro Paese dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni, oppure se si rilascia all’intermediario estero l’autorizzazione a trasmettere le informazioni al fisco italiano.

Inoltre, chi partecipa alla regolarizzazione spontanea non sarà perseguibile per omessa o infedele dichiarazione. Per i comportamenti fraudolenti (fatture o dichiarazioni false o altri artifici) la pena è ridotta fino alla metà.

Versamento: è previsto in un’unica soluzione. La procedura di collaborazione volontaria si chiude con l’avvenuto versamento.

Il decreto inoltre interviene su altre tre materie:

Detrazioni Irpef: vengono abrogati i commi 575 e 576 dell'articolo 1 della legge di stabilità per il 2014 che prevedevano l’aumento del gettito IRPEF in virtù di un taglio delle detrazioni. Le coperture per il mancato gettito verranno dall'incremento degli obiettivi minimi della revisione della spesa già contemplati nella legge di stabilità.

Sgravi fiscali per le imprese: per consentire a tutte le imprese di beneficiare nel corso dell'anno 2014 della riduzione dei contributi INAIL previsti nella legge di stabilità per il 2014, per un valore complessivo di un miliardo di euro, viene differito dal 16 febbraio 2014 al16 maggio 2014 il termine per il pagamento e l'invio telematico delle denunce nonché dei premi speciali. Il differimento si applica anche ai premi speciali, diversi dai premi speciali unitari artigiani, di cui all'articolo 42 del DPR 1124/1965.

Zone terremotate colpite da alluvione Modena: nei Comuni nella provincia di Modena colpiti dall’alluvione di 17 gennaio 2014 e già colpiti dal sisma del 2012, sono sospesi i termini dei versamenti e adempimenti tributari nel periodo compreso tra il 17 gennaio e il 31 luglio 2014.

È stato inoltre approvato, su proposta del Presidente del Consiglio e del ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, un disegno di legge che disciplina la cooperazione internazionale per lo sviluppo e riforma organicamente la Legge 49 del 1987. Il disegno di legge attua un impegno assunto fin dall’inizio della legislatura, e riconfermato dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio durante il dibattito sulla fiducia al governo nel dicembre 2013. Il testo fa tesoro di una lunga discussione parlamentare di natura bipartisan maturata su questo argomento nella scorsa legislatura.

Esso riconferma una rinnovata attenzione del Governo sui temi della cooperazione, resa evidente in questi dieci mesi di attività dal consolidamento e aumento delle risorse disponibili dopo lunghi anni di dimagrimento del bilancio relativo, dal reingresso dell’Italia nel Global Fund annunciato a Washington il 3 dicembre 2013, dalla partecipazione attiva nelle sedi di dialogo europeo e internazionale, dalla presenza generosa e responsabile del nostro Paese alle conferenze dei donatori, chiamate dalle Nazioni Unite sui principali teatri di crisi aperti nel vicinato mediorientale, fra i quali, da ultima, la seconda Conferenza sulla Siria tenuta la scorsa settimana a Kuwait City.

I criteri di fondo

Il disegno di legge è stato concepito con due obiettivi di fondo:

  • · aggiornare in modo sistematico la fotografia del sistema dopo 27 anni, rimettendo in ordine soggetti, strumenti, modalità di intervento e principi di riferimento maturati nel frattempo nella comunità internazionale;
  • · prendendo in considerazione le indicazioni ricevute nella “peer review” dell’Ocse-Dac nel 2009 e nel 2013, cerca di adeguare il nostro sistema ai modelli prevalenti nei Paesi partner della UE, pur in scala dimensionale minore.

I tre pilastri della riforma

Il disegno di legge definisce una nuova architettura di governance del sistema della cooperazione. La coerenza delle politiche e il coordinamento delle stesse sarà garantito attraverso il Comitato Interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS), una regia costituita dai dicasteri che hanno competenze in materie che sono oggetto di attività di cooperazione allo sviluppo. Essendo la cooperazione definita come “parte integrante della politica estera”, toccherà al Ministero degli Esteri, nella figura del Vice Ministro delegato, il compito di tirare le fila di questo esercizio unitario e coerente. Anche le risorse, oggi distribuite sui capitoli di diversi Ministeri, saranno facilmente leggibili attraverso un apposito Allegato al Bilancio.

Il disegno di legge definisce inoltre una nuova struttura di gestione, prevedendo la nascita dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. L’Agenzia, un modello che esiste in tutti i principali Paesi europei, corrisponde a un’esigenza fortemente richiesta dagli attori della cooperazione e avanzata nelle proposte di riforma di iniziativa parlamentare; essa consentirà di valorizzare le professionalità già esistenti e di attrarne di nuove; permetterà infine di potersi cimentare, grazie alla maggiore flessibilità, con le modalità più innovative di cooperazione oggi esistenti, non normativamente compatibili con l’assetto attuale. Si tratterà di un’Agenzia assai leggera, un vascello corsaro se comparato con i numeri delle Agenzie esistenti negli altri Paesi partner. Per gli interventi maggiormente onerosi, l’Agenzia lavorerà assieme al Ministero degli Esteri in un apposito Comitato Congiunto.

La riforma disegna infine un rapporto di partecipazione del Parlamento, che esercita le funzioni di indirizzo e controllo sul documento triennale di programmazione, e della Conferenza Nazionale, un organo di discussione e di consultazione, che darà stabilità all’esperienza di dialogo fra soggetti pubblici e privati, già maturata in occasione del Forum di Milano del 2012.

È stato approvato in esame definitivo, a seguito del parere espresso dalle Commissioni parlamentari di merito e dal Consiglio superiore della magistratura, il decreto legislativo predisposto dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, che integra, corregge e coordina il decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155, concernente la nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero e il decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 156, concernente la revisione delle circoscrizioni giudiziarie dei giudici di pace, secondo quanto previsto dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Con questo intervento normativo il Governo supera alcuni dubbi interpretativi posti dalla disciplina vigente, al fine di conferire maggiore efficacia ad una riforma così rilevante dell’assetto complessivo delle circoscrizioni giudiziarie.

Sono state inoltre ripristinate le sezioni distaccate sulle isole di Ischia, Lipari ed Elba con sede a Porto Ferraio. Riattribuite al circondario del tribunale di Milano Rho e Cassano D'Adda. Quanto al resto l'impianto complessivo é stato confermato.

Il Consiglio ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere favorevole espresso dalle Commissioni parlamentari e su proposta dei ministri per le Politiche europee, Enzo Moavero Milanesi e dell’Interno, Angelino Alfano, il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2013/1 in materia di esercizio del diritto di eleggibilità alle elezioni del Parlamento europeo per i cittadini dell’Unione che risiedono in uno Stato membro di cui non sono cittadini, con l’obiettivo di contribuire ad agevolare il processo di integrazione europea adeguando la normativa interna alle semplificazioni introdotte dalla direttiva.

Il Consiglio dei Ministri, ai sensi di quanto disposto dalla legge 474/1994 e dalla legge 481/1995 che regolamentano l’alienazione delle partecipazioni detenute dallo Stato, e in particolare di quelle che svolgono servizi pubblici, ha assunto uno schema di delibera in merito alle modalità di alienazione di quote di minoranza del capitale di POSTE Italiane ed ENAV (entrambe ad oggi controllate totalitariamente dal Ministero dell’economia e delle finanze), rispettivamente fino al 40% e al 49%.

In particolare il Consiglio dei Ministri ha approvato i testi di due schemi di DPCM, predisposti - una volta acquisito il parere favorevole sugli stessi da parte del Comitato Privatizzazioni - dal Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico.

Nello specifico gli schemi di DPCM approvati dal Consiglio dei Ministri prevedono:

Poste Italiane: viene regolamentata l’alienazione di una quota della partecipazione non superiore al 40%, disponendo che tale cessione - che potrà essere effettuata anche in più fasi – si realizzi attraverso un’offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali. Lo schema di decreto, inoltre, prevede che, al fine di favorirne la partecipazione all’offerta, potranno essere previste per i dipendenti del Gruppo Poste Italiane forme di incentivazione, tenuto conto anche della prassi di mercato e di precedenti operazioni di privatizzazione, in termini di quote dell’offerta riservate (tranche dell’offerta riservata e lotti minimi garantiti) e/o di prezzo (ad esempio, come in precedenti operazioni di privatizzazione, bonus share maggiorata rispetto al pubblico indistinto) e/o di modalità di finanziamento.

ENAV: si prevede la cessione di una quota che assicuri assicura il mantenimento in capo allo Stato di una quota di controllo assoluto (51%). Per assicurare la massima flessibilità al Ministero dell’economia e delle finanze nel processo di vendita, lo schema di decreto prevede che l’operazione potrà essere effettuata anche in più fasi, ricorrendo, anche congiuntamente, a un’offerta pubblica di vendita (rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti di Enav e delle sue controllate, e/o a investitori italiani e istituzioni), e/o a una trattativa diretta da realizzare attraverso procedure competitive e comunque assicurando che non insorgano situazioni di conflitti di interessi. Anche per Enav sono previsti incentivi per i dipendenti in caso di offerta pubblica di vendita. La delibera del Consiglio dei Ministri prevede comunque l’offerta pubblica quale percorso prioritario da perseguire, in presenza di un adeguato contesto di mercato.

Gli schemi di delibera adottata oggi dal Consiglio dei Ministri e i relativi schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, come previsto dalla richiamata normativa, passeranno all’esame delle competenti commissioni parlamentari che devono esprimere un parere (obbligatorio ma non vincolante). Acquisito il parere, e assunta la delibera definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, si provvederà all’emanazione dei DPCM.

Nelle more di tale delibera definitiva da parte del Consiglio dei Ministri, gli uffici del Mef al fine di accelerare le procedure di cessione, procederanno alla selezione dei propri advisor.

Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha inoltre informato i ministri sul fatto che la fatturazione elettronica verso la Pubblica amministrazione centrale diventa obbligatoria dal 6 giugno di quest’anno.

La fatturazione elettronica è una delle tre priorità dell’ Agenda Digitale e porterà significativi benefici come:

  • · Capacità di gestire con certezza l’ammontare ed i tempi dei pagamenti verso i fornitori;
  • · Controllo della spesa e possibilità di guidare analiticamente la spending review;
  • · Fattore di ammodernamento e trasparenza della PA e dell’economia tutta.

Per rispettare l’obbiettivo del 6 giugno tutti i Ministeri dovranno approntare fin da subito i processi e le informazioni per consentire i flussi di fatturazione.

È stato preso in esame dal Consiglio il progetto di realizzazione di un impianto fotovoltaico nel territorio del Comune di Pozzilli, in provincia di Isernia, in considerazione del fatto che la conferenza di servizi convocata per contemperare i vari interessi coinvolti non ha avuto esito positivo. Tenuto conto che l’area interessata dal progetto è soggetta a vincolo paesaggistico ed archeologico, il Consiglio ha condiviso il parere contrario espresso in conferenza di servizi dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Pertanto il progetto non verrà realizzato.

Il Consiglio ha infine deliberato due stati d’ emergenza; il primo in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nel territorio della Regione Abruzzo, nei giorni dall’11 al 13 novembre e il 1° e 2 dicembre 2013, il secondo per le eccezionali avversità atmosferiche che hanno avuto luogo nei giorni dal 1° al 3 dicembre 2013 nel territorio di alcuni Comuni delle province di Potenza e Matera e per il movimento franoso avvenuto il giorno 3 dicembre 2013 nel territorio del Comune di Montescaglioso, in Provincia di Matera.

Il Consiglio ha approvato definitivamente il rinnovo dell’incarico conferito al dott. Giuseppe PELEGGI di Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Saccomanni.

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 Fonte: sito del Governo